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SILVIO BERLUSCONI E "L'ABBRONZATO" BARACK OBAMA

 

The worst president of ever. E non sto parlando di George Bush ma di Silvio Berlusconi. Questa volta ha superato ogni limite, infangando l'onore di tutti gli italiani, soprattutto di tutti coloro che non l'hanno mai votato, come me. Cosa avà mai fatto, vi chiederete. Vi rispondo subito: "È bello, giovane e abbronzato". Cosa avrà pensato la sua mente da cabarettista? Di chi parla Berlusconi? Non di suo figlio, né dell’ultima star arruolata per Mediaset, nè di Ronaldinho. Parla, udite udite, di Barack Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti. Anche stavolta ci siamo fatti riconoscere. Il premier fa l’ennesima gaffe e come al solito finge di non rendersene conto. Dare dell’abbronzato a Obama? «È una carineria assoluta, un grande complimento». E quelli che non capiscono le battute, aggiunge, «vadano a...sono degli imbecilli». Questo è il nostro presidente del consiglio votato dai pecorones nostrani. Una vergogna, uno scandalo che sta avendo ripercussoni anche a livello internazionale. Mentre tutto il mondo protesta, "l'abbronzato" non risponde. Ma dà il senso della poca considerazione che ha per Berlusconi. Barack Obama ha chiamato al telefono nove leader del mondo. Obama, riferisce la Cnn, ha parlato con il primo ministro australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, l'israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con i presidenti Nicolas Sarkozy (Francia) e perfino con Felipe Calderon (Messico) e Lee Myung-bak (Corea del Sud). Nessuna traccia di un numero italiano, nessuna traccia del paladino delle (sue) libertà, nessuna traccia di Silvio Berlusconi. Forse il premier dimentica che le sue parole coinvolgono l’immagine del nostro Paese nel mondo. Forse è abituato bene in Italia che ad ogni sua battuta c'è la fila dei "lacchè" pronti a ridere di gusto. L’uscita di Berlusconi colpisce gravemente l'immagine e la dignità del nostro Paese sulla scena internazionale ma ai pecorones va bene cosi. Il sottoscritto auspica che al nuovo presidente americano vengano al più presto rivolte scuse ufficiali da parte di questo cabarettista milanese. Non è nessuno, non è niente. Solo in Italia, grazie ai suoi devoti pecorones. Intanto il mondo si prende gioco di Berlusconi e del nostro Paese. Meno male che Silvio c'è.    Subito DIMISSIONI!

Pubblicato il 7/11/2008 alle 12.39 nella rubrica Politica Estera.

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