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BARACK OBAMA - YES WE CAN



Che vittoria schiacciante: Barack Obama diventa il 44esimo presidente degli Stati Uniti con un bottino straordinario di Stati che include la Virginia, la Florida, la Pennsylvania, l'Ohio, il Colorado, il New Mexico, il Nevada (tutti gli Stati che erano incerti alla vigilia del voto e che tendenzialmente sono "repubblicani"). Dato su cui ragionare è anche l’affluenza alle urne che è andata oltre il 64% (i "nuovi", secondo vari sondaggi, per la maggior parte hanno scelto Obama). «Yes, we can»: “Sì, possiamo” diventa «Il credo americano». Di milioni di americani. Incuranti del fattore "razza", hanno portato un uomo "afro-americano", di idee ampiamente progressiste, al vertice del più importante paese del mondo. George Bush, "the worst president of ever", dopo la totale politica fallimentare da lui (o chi per lui) portata avanti, lascia la Casa Bianca: il mondo può tirare finalmente un sospiro di sollievo (a parte i paladini delle libertà, seguaci del pensiero "berluscoide"). Intanto, mentre procede lo spoglio delle schede, appare anche chiaro che i democratici consolidano la maggioranza alla Camera e al Senato. Unica nota stonata? Il leader dei paladini delle libertà, Silvio Berlusconi, il quale ha esplicitamente affermato: "Posso dare consigli a Barak Obama" e "Sono assolutamente certo che l'amicizia e la collaborazione tra i nostri due Paesi continuerà a crescere e a rafforzarsi". Qualcuno gli spieghi che Barak Obama non ha bisogno dei consigli di Zio Silvio (visto come sta riducendo lo stato italiano) e che McCain, il candidato repubblicano che sosteneva e supportava ha perso e che non può essere amico di tutti sempre e comuque. Ci vuole coerenza Silvio, coerenza. Hai puntato sul cavallo sbagliato, ci dispiace. Hai scelto l'amico Bush e il fido McCain, non Obama. Come ha affermato Veltroni, segretario del Partito Democratico in Italia: "Se il vento gira in America poi gira anche da questa parte, questa notte ce la ricorderemo per tutta la vita. L'America ha fatto una scelta di coraggio ed è una buona notizia per il mondo intero''. Veltroni poi ironizza su Silvio Berlusconi:  "Il governo non va bene e se farà anche questa operazione di parteggiare per Obama sarebbe una cosa grottesca". Non grottesca caro Walter, ma sarebbe la solita "berlusconata pecoreccia" che piace tanto ai pecorones nostrani. Per chiudere, mando le mie congratulazioni al nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama. Buon lavoro Mr.President. Yes, we can. Silvio? No, he can't.

Pubblicato il 5/11/2008 alle 12.1 nella rubrica Politica Estera.

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