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DIECI, CENTO, MILLE OCCUPAZIONI

Catania, Bologna, L’Aquila, Roma, Perugia. E ancora Torino, Pisa, Firenze, Palermo, Cosenza, Teramo, Macerata. Non si contano più le università che si sono sollevate contro la riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, e contro i tagli agli atenei previsti dalla legge finanziaria. Decine le manifestazioni degli studenti universitari che si contano a migliaia: è una riforma che non piace, che "taglierà" in maniera spropositata l'efficienza delle università pubbliche italiane. Si protesta democraticamente per "dire no" a questa vergognosa riforma della scuola targata Berlusconi-Tremonti-Gelmini; ma Silvio Berlusconi, invece di cercare il dialogo con il mondo della scuola e delle università, minaccia rappresaglie fisiche: «Dico chiaro un avviso ai naviganti che non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'università. Oggi convocherò il ministro dell'Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine». È questa la politica preferita del governo di destra, come del resto fa già con l’opposizione, che come detto da Berlusconi o dice come vuole lui o non ci deve essere. Attacca, serra i ranghi, schiera la polizia: per questo, ora, dopo queste sue affermazioni, non ci si gioca più solo l'approvazione di una riforma universitaria ma la libertà di manifestare e la libertà di dissentire. Il ricorso alla polizia è inaudito com'è inaudita la velata minaccia (anche qui di polizia?) nascosta dietro il sostenere una "cattiva informazione" da parte dei giornali. Silvio Berlusconi ha di nuovo dichiarato guerra alla legalità e alla libertà di manifestare e dissentire. Conclude il suo intervento in grande stile: «Avete quattro anni e mezzo per farci il callo, non intendo retrocedere di un centimetro». Ebbene, noi studenti universitari gli rispondiamo di conseguenza: avrai tutto il tempo per sentire quanto farà caldo in autunno". Ora scusatemi, ma vado all'università a fare il mio dovere: resistere, resistere, resistere. Dieci, cento, mille occupazioni. Non fermiamoci.

Pubblicato il 22/10/2008 alle 15.46 nella rubrica Politica Interna.

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