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SILVIO BERLUSCONI E L'ANTIFASCISMO

Silvio Berlusconi, come sappiamo, è il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, una repubblica fondata sul sangue di tutti quegli eroi che si sacrificarono per la libertà e l'indipendenza della nostra Patria e che rispondono al nome di "PARTIGIANI". Con il loro coraggio, con il loro sacrificio, con i loro ideali, è stata scritta anche la nostra Costituzione, testo fondamentale su cui sono scritti diritti e doveri di ogni  cittadino italiano. E dovere di ogni cittadino italiano, e ancor di più di qualsiasi presidente del consiglio, è quello di essere non solo antifascista (essendo la stessa Costituzione antifascista) ma anche di diffondere gli ideali della Resistenza partigiana (tutta, bianca o rossa che sia). Sembrerebbe una considerazione scontanta, anche perchè nel resto d'Europa qualsiasi esponente della destra "democratica" (vedi Sarkozy o la stessa Merkel e da pochi giorni anche Fini) riconosce il ruolo e l'importanza del movimento resistenziale. Dicevo sembrerebbe scontata perchè purtroppo siamo in Italia, paese di fascisti,mafiosi e pecorones (forzisti in primis); infatti proprio ieri, prima di congedarsi dalla stampa, un cronista gli chiede se si considera antifascista, ricordando le polemiche dei giorni scorsi all'interno di An sul ruolo della Repubblica di Salo' e sui valori della resistenza. Il Cavaliere non si sbilancia e replica cosi': ''Io penso soltanto a lavorare". Una risposta degna di uno statista sarebbe stata: "si sono antifascista". Ma Silvio Berlusconi non è uno statista: da Berlusconi possiamo soltanto aspettarci che non conosca la vita di papà Cervi e dei suoi figli (come mostra il video). Per il nano, infatti, gli eroi sono altri: a cominciare dal mafioso Mangano, lo stalliere di Arcore. Vergogna a chi ti vota!

Pubblicato il 18/9/2008 alle 13.18 nella rubrica Politica Interna.

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