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IN CARCERE

In carcere. Un ministro della Repubblica italiana, nata dal sacrificio di migliaia di partigiani appartenenti a tutte le forze antifasciste, che non ha rispetto per la bandiera e che leva il dito medio contro l'inno italiano deve andare in carcere. Non ci sono alternative. Niente carcere perchè le leggi berlusconiane lo impediscono? Allora che si dimetta: perchè un ministro della Repubblica italiana senza senso dello Stato e rispetto per le istituzioni deve almeno dimettersi. Ma quante deliranti affermazioni del genere deve ancora sopportare il popolo italiano, uno ed indivisibile?  Ma un ministro della Repubblica italiana che afferma: "Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista. Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà». "È arrivato il momento, fratelli, di farla finita", come lo dobbiamo definire? Ma è possibile che Silvio Berlusconi non dica niente a riguardo? Li ha sdoganati lui: prendesse seri provvedimenti. E pensare che il "Cainano" ha avuto tanto da ridire sugli interventi (duri e fuoriluogo ma sicuramente giusti e condivisibili) di due cittadini italiani (Sabina Guzzanti e Beppe Grillo) e non trova una ragione per spiegare e giustificare al popolo italiano le criminose affermazioni contro gli italiani e l'Italia di un ministro della Repubblica italiana appartenente al suo governo "liberale" e "delle libertà". Una sola parola: vergogna! Vergogna ai leghisti, a chi li vota e a chi ci stringe le alleanze elettorali.

Pubblicato il 21/7/2008 alle 11.30 nella rubrica Politica Interna.

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