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I "NUOVI RESISTENTI" SIAMO NOI



Sarebbe servita una piazza sicuramente più grande: questa la prima riflessione che mi viene in mente pensando alla manifestazione di ieri pomeriggio a Piazza Navona contro Silvio Berlusconi e le sue leggi "fascistissime" e "ad personam". Piazza Navona era gremita in ogni singolo punto: tanti giovani, giovanissimi, tanti cartelloni e magliette "Fermiamo il Caimano", tutti uniti per dire "basta" a tutte quelle leggi create dal governo Berlusconi per Berlusconi stesso, per salvarlo dai processi che lo vedono coinvolto. Quelli della destra populista e demagogica ci chiamano giustizialisti; eppure, loro che sostengono un padrone il quale vuole una giustizia assservita al potere politico (il suo), loro che pensano che il "Lodo Alfano" sia cosa buona e giusta, loro che per bloccare il processo di Berlusconi ne bloccherebbero altri migliaia, mettendo in serio pericolo la sicurezza dei cittadini italiani, farebbero bene a ragionare e chiamarci legalisti. Il governo Berlusconi elabora un pacchetto sicurezza il quale non avrà mai concreta attuazione. Perchè? Perchè chi verrà arrestato per stupro, spaccio, rapina, abuso d'ufficio ed ovviamente corruzione (che riguarda in prima persona il premier Berlusconi) non sarà mai processato nei prossimi anni: tutti questi processi saranno bloccati, sospesi a data da definire. Ed ora mi rivolgo anche ai miei amici del Partito Democratico: ma su queste basi, come è possibile cercare ancora un dialogo? Anche lo stesso Presidente della Camera Fini (super-partes?) si sta muovendo per far approvare al più presto possibile tale norma "salva-Berlusconi". Come ha detto Antonio Di Pietro: "Quando c'è un'emergenza democratica si sta al fronte". E noi, nel nostro piccolo, abbiamo deciso di stare al fronte e combattere contro queste ingiustizie, contro questa "dolce" dittatura. I "nuovi resistenti" siamo noi, tutti quelli che ieri erano a piazza Navona, tutti quelli che hanno aderito sostanzialmente e con il cuore alla manifestazione. Siamo pronti per raccogliere miloni di firme per attuare quei referendum e cancellare queste leggi vergogna. Ho apprezzato l'intervento di Moni Ovadia: "Se lasci lo strumento per un giorno, lui ti lascia per una settimana, e lo stesso vale per la democrazia". È stato un errore, ammette Ovadia, "non aver protestato abbastanza contro il procellum, aver accettato la logica dei ragazzi di Salò: abbiamo il dovere di una mobilitazione permanente, la nostra opposizione deve essere ferma, adamantina, inequivocabile. Basta con le vie intitolate ai fucilatori di partigiani". Come dimenticare le parole di Pancho Pardi, che ha lanciato un appello perché Berlusconi non diventi presidente della Repubblica: "Chi ha già provato a sfregiare la Costituzione non potrà diventarne il custode, chi è uscito dai processi di magistratura solo perché ha fatto delle leggi a proprio favore non può diventare presidente del Csm, chi si è vantato di spregiare il 25 aprile non potrà diventare presidente della Repubblica che è nata dalla Resistenza. Ci aspetta una dura campagna, lunga cinque anni". E noi saremo pronti, schierati, per combattere questo nuovo fascismo, per difendere la costituzione repubblicana, per difendere la legalità e la giustizia. I "Nuovi Resistenti" siamo noi.

Pubblicato il 9/7/2008 alle 11.58 nella rubrica Politica Interna.

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