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LA RESISTENZA PARTIGIANA NON SI TOCCA

 

Marcello Dell'Utri, condannato in Cassazione per false fatture e frode fiscale a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo), condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui), con la terza corte d'appello di Milano che conferma la condanna a due anni, condannato dal Tribunale di Palermo a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, vuole cambiare la storia italiana. Dalle poche condanne che ha ottenuto nella sua vita, dall'alto della sua "limpidissima" onestà morale ed intellettuale, ha deciso di volerci insegnare la storia, lui, che ha "storicamente" definito eroe uno come Mangano, boss mafioso, che il rimpianto giudice Paolo Borsellino defini come "uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia". Ma si sa, per i pecorones era soltanto uno stalliere, vero? In un'intervista rilasciata a Klaus Davi per KlausCondicio, il primo contenitore di approfondimento politico in Rete, in onda su YouTube, Marcellino Dell'Utri ha il coraggio o meglio, la faccia di bronzo, di rilasciare una dichiarazione del genere: "I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione". Caro Dell'Utri, levo "onorevole" perchè non le si addice, ma lei veramente vuole mettere in discussione la storia? Non sto parlando di ideologie, di tifo politico, ma di storia nel senso più oggettivo che possa esistere. Lei si deve mettere in testa che la Resistenza Partigiana è stata una rivolta popolare, fatta da italiani, la parte buona dell'Italia,  contro il proprio passato più oscuro e negativo, rappresentato dalla dittatura nazi-fascista, dalle leggi razziali, dalla guerra, dalle torture, dagli omicidi politici, dalla polizia politica e dalle innumerevoli limitazioni alle libertà fondamentali della persona. Da una parte c'erano gli italiani che, rischiando la loro stessa vita, hanno lottato per gli ideali di patria, libertà, democrazia ed unità nazionale; dall'altra parte c'erano gli italiani, i repubblichini fascisti, che hanno scelto la strada piu facile, quella del più forte, svendendo il proprio paese all'invasore tedesco e continuando con le loro innumerevoli violenze, anche contro donne e bambini. I partigiani, eroi dei nostri tempi, hanno lottato per ridare credibilità internazionale alla nostra amata Patria, per onorare il tricolore italiano "sporcato" dalla barbaria fascista, per creare una nuova Italia, più giusta e soprattutto democratica. Grazie a loro, anche personaggi come Dell'Utri e Berlusconi hanno il diritto di dire quello che vogliono, addirittura sputando sul piatto dove hanno mangiato, mangiano e mangeranno. Ma la storia è questa, non si può cambiare. Chiudo con la secca risposta dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), di cui sono un fiero membro: "Negli stati civili e democratici a scrivere la storia sono i suoi protagonisti e gli studiosi, in piena libertà e autonomia, non i governi di turno. Un conto è la storia, un altro conto è la propaganda interessata. La storia dell’Italia contemporanea è figlia della Resistenza, la Costituzione della Repubblica ne è il coronamento. L’esternazione gravissima dell’On. Dell’Utri è un motivo ulteriore per vigilare con attenzione e responsabilità sulla pericolosa deriva di destra estrema intrapresa dal Popolo della Libertà". Non posso che condividere. ORA E SEMPRE RESISTENZA.

Pubblicato il 9/4/2008 alle 20.18 nella rubrica Resistenza Italiana.

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