Blog: http://RinascitaNazionale.ilcannocchiale.it

IL RITORNO DEL CAINANO

 (Inside Foto)

Il "CaiNano" è tornato: al PalaLido di Milano, durante il solito discorso show che piace tanto ai "pecorones appecorati" (intenti soprattutto ad acquistare il "Silviodanaio" - un salvadanaio con le sembianze del leader di Forza Italia, «il posto più sicuro in cui mettere i tuoi risparmi, l’unico con un tasso di interesse altissimo» - e a cantare le varie canzoncine in stile "BuonaDomenica" e Mariano Apicella - con Fini prima voce durante l'esecuzione dell'inno del Carrozzone delle Libertà ovvero "Meno male che Silvio c'è"...), Silvio Berlusconi ha letteralemente distrutto e buttato via il documento dei punti programmatici del Partito Democratico. Per il "tronchetto con la bandana" si tratterebbe di "carta straccia", dimostrando per l'ennesima volta che è lui il primo a cercare lo scontro politico, a mettere gli italiani gli uni contro gli altri e, pericolosamente, a non avere rispetto per l'avversario politico. Silvio Berlusconi, dopo l'ennesimo gesto violento e antidemocratico, si dimostra sempre più convinto di dover radicalizzare lo scontro, ad eccitare il suo popolo e quello degli indecisi, da sempre predisposti ad apprezzare questi osceni e stucchevoli colpi di teatro. Eppure questo "strappo" del programma altrui dimostra una cosa importante: Silvio Berlusconi comincia a "cagarsi addosso". Il leader del centrodestra ci lascia capire di essere stato infastidito e parecchio dai «petardi» del Pd, dalla ventata di novità che questo rappresenta, per la sua capacità di saper parlare in maniera nuova con tutte le categorie e forze sociali di qualsiasi parte d'Italia (e non è un caso il forte successo ottenuto da Veltroni nelle regioni del Nord-Est in questi giorni).  E mentre i pecorones agitavano le bandiere, ecco che partono i balli di gruppo. È toccato a un complesso musicale scaldare la platea del Palalido dove sono presenti circa 8mila persone secondo gli organizzatori. Spazio anche alla musica italiana con «Sarà perché ti amo» dei Ricchi e Poveri e «Boccadirosa» di De André a ritmo di tarantella, e a quella spagnola con un Ricky Martin d’annata.  Gli striscioni e i cori sono tutti per il Cavaliere: «Silvio, Bergamo è con te», «Silvio, sei il nostro Santo» e altre stronzate simili. Ma tanto non c'è differenza tra un congresso di partito di Forza Italia (che tanto non si è mai realmente svolto) ed una puntata di Buona Domenica. La prossima volta però, per fare una cosa più seria, potrebbero direttamente chiamare la Paola Perego a dirigere i lavori interni allo stesso, con Sara Varone pronta ad arringare la folla con una doccia al centro del palco. Tanto in realtà, a questi pecorones, della politica non interessa un fico secco: loro vanno per sventolare la bandiera, per vedere Berlusconi dal vivo, per ballare e cantare, mica per fare politica. La risposta di Veltroni a questo "strappo antidemocratico berlusconiano" è semplicemente perfetta:  «Noi non stracciamo i programmi degli avversari, li leggiamo e li rispettiamo». Prendi e porta  a casa, caro Berlusconi. Un Berlusconi che  imbarca nel suo Carrozzone delle Libertà, alla faccia del lacchè Gianfranco Fini, sempre più gente di "spettacolo": saranno candidati nel PDL (partito che vede al suo interno un'accozzaglia innumerevole di partiti, partitini e movimenti, dai Liberaldemocratici di Dini a De Gregorio, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, dai democristiani di Pizza ai pensionati di Fatuzzo, dai circoli della Libertà della Brambilla a Lombardo, per includere, infine gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio che con Lombardo non so proprio che c'azzeccano) personaggi del calibro di Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, la figlia di Lorenzo Necci, Alessandra, l'ex fidanzata del fratello Paolo, Katia Noventa, la bella Barbara Matera, già «letteronza» di Mai dire domenica, così come Nunzia De Girolamo, che in Campania i quotidiani i locali descrivono come «la nuova Mara Carfagna. E allora so cazzi...Ma lasciatemi chiudere con alcune parole di Eugenio Scalfari, tratte da "Lo strappo del Palalido": "non era mai accaduto un fatto simile in nessuna campagna elettorale. Quel gesto, quelle parole, quei pezzi di carta svolazzanti in aria fanno piazza pulita di ogni ipotesi di "fair play", di rispetto dell'avversario, di consapevolezza dei problemi del Paese e della loro gravità. Tradiscono un senso di paura per un risultato che ancora pochi giorni fa sembrava assegnare con certezza la vittoria alla destra (perchè di destra conservatrice si tratta, altro che popolare) e che invece comincia ad esser percepito come incerto". Vero Cainà?

Pubblicato il 9/3/2008 alle 12.23 nella rubrica Politica Interna.

Il Cannocchiale, il mondo visto dal web