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UN UOMO, UN REATO?


 
Ennesimo rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi, un uomo un perchè, o meglio, un reato. Non so come la gente si possa ancora fidare  di lui, eppure è la triste realtà della società italiana. Mi chiedo: cosa deve fare di più una persona per farsi sputare in faccia? Rubare alle vecchiette? Stavolta poi le intercettazioni parlano chiaro, lasciando poco spazio all'immaginazione e alla solita storia del "complotto comunista" (QUI trovate l'audio della conversazione tra Berlusconi e Sacca e QUI il mio post sui paladini delle libertà e il caso Sacca-Berlusconi scritto quasi un mese fa). Berlusconi avrebbe fatto (il condizionale è sempre d'obbligo, anche se stavolta mi sembra veramente inutile) delle segnalazioni a favore di cinque attrici al presidente di Rai Fiction Agostino Saccà. La Procura di Napoli ha cosi chiesto il rinvio a giudizio per il leader di Forza Italia per il reato di corruzione. Corruzione, un'altra volta. Il pm Vincenzo Piscitelli contesta il reato di corruzione in quanto Saccà avrebbe favorito le attrici «raccomandate» per la loro partecipazione a fiction televisive in cambio della promessa di un sostegno, da parte dell'ex premier, alle sue future attività private. Intanto, Sandro Bondi afferma che sia giusto ricorrere alla "disobbedienza civile" (?!?!). Conclusione della storia: è tutta 'na pasta, cari lettori del mio blog, sempre la stessa. 'Na pasta di nani, ballerine, tv e pecorones.

Pubblicato il 18/1/2008 alle 18.8 nella rubrica Politica Interna.

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