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Il MERCANTE DI ARCORE ED IL CONFLITTO D'INTERESSI


 
E' stato frainteso anche questa volta. Ogni volta che lo lasciano parlare a piede libero, il nostro "tronchetto con la bandana" si lascia andare a dichiarazioni farneticanti e vergognose: ieri, tanto per cambiare, ci ha dimostrato che il conflitto d'interessi è un problema che va risolto al più presto possibile.
Perchè? Perchè subordinare il bene dell'Italia (in questo caso una necessaria riforma elettorale per cambiare il "porcellum" varato dal precedente governo Berlusconi) ai propri interessi personali (precisiamo, vista l'ampiezza dei suddetti, che stiamo parlando delle sue televisioni) è veramente l'esempio per eccellenza di qualsiasi conflitto d'interessi. Queste erano state le parole del mercante di Arcore: " sì alla bozza Bianco, ma solo se si stoppa la riforma tv". In parole povere, la riforma elettora si farà, solo e soltanto se non si toccheranno i suoi interessi personali e al diavolo il bene degli italiani (conta solo quello suo). Poi, ventiquattro ore dopo, nega tutto: "La legge elettorale non c'entra niente con la Gentiloni, e non sono stato certo io a collegare i due temi". Abbiamo capito male pure questa volta. Il mercante di Arcore, che come dice Mussi, "apre il banco per comprare qualcosa perchè lui deve vendere qualcos'altro", è stato frainteso nuovamente. Gli elettori di Forza Italia, in balia dei deliri del loro padrone, fino a ieri avevano difeso le sue parole, andando contro i loro stessi interessi di italiani; poi, saputo del dietrofront, hanno cambiato idea pure loro. Coerenti? Non sia mai. Romano Prodi, appena rientrato a Roma, commenta con sarcasmo la precisazione odierna di Silvio Berlusconi sull'assenza di collegamento fra riforma elettorale e quella del settore tv. «Mi aspetto una nuova dichiarazione fra un paio d'ore..», risponde il premier ai cronisti alla stazione Termini. Ci dobbiamo aspettare anche nuove reazioni da parte dei forzisti? Ed intanto arrivano altre buone notizie per l'economia italiana: la finanza pubblica italiana è «sulla strada giusta» e «se la ripresa della tendenza alla riduzione del rapporto debito/Pil dovesse dimostrarsi un trend strutturale, attraverso misure stabili, l'outlook sul rating, attualmente «Aa2», potrebbe passare da «stabile» a «positivo». E' questo il giudizio del capo analista di Moody's per i Paesi europei, Alexander Kockerbeck, intervistato dall'Ansa. E pensare che alcuni "ben pensanti" hanno pure il coraggio di fare il confronto tra la politica economica di questo governo e quella del governo Berlusconi (che ripeto, ci ha portato quasi alla recessione economica in stile Argentina).

Pubblicato il 14/1/2008 alle 21.30 nella rubrica Politica Interna.

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