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IL RESOCONTO POLITICO DI ROMANO PRODI (E QUELLO DEL SOTTOSCRITTO)



Ho appena finito di ascoltare la tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta a Villa Madama dal presidente del Consiglio Romano Prodi e, tirando le somme, sono rimasto decisamente più che soddisfatto. Da quasi due anni, cerco di spiegare ai numerosi lettori di questo blog, il programma "generale" del governo Prodi, che, partendo da una prima finanziaria di aggiustamento dei conti pubblici, lasciati disastrati dal governo Berlusconi, e di crescita del Pil e quindi di sviluppo economico (ricordiamo che ora l'economia italiana cresce a ritmi del 2%, mentre con Berlusconi si brindava ad un misero 0,1%) si sta ora passando alla fase di redistribuzione, una redistribuzione che non ha niente di "miracolato" o di demagogico, ma piuttosto rispondente al concetto di "serietà al governo", caratterizzata dal non fare il passo più lungo della gamba. E' da quando ha vinto le elezioni che Berlusconi parla di spallata e di fine del governo Prodi. Eppure, è sempre lì, in sella a Palazzo Chigi, contro tutti e tutto (dagli avversari politici ai suoi stessi alleati, dalle lobby alla disinformazione mediatica).  Prodi non molla e guarda avanti: "L'Italia è un Paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze. Lo dicono tutti i numeri. la crescita si attesta da due anni attorno al 2% e il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l'anno col un deficit molto più basso del previsto: sotto il 2%, cifra inferiore a tutte le previsioni»", così ha esordito nel presentare il resoconto delle attività di Governo per il 2007. E già solo per questi dati meriterebbe di essere riconfermato alle prossime elezioni, ma andiamo avanti. Continua realisticamente: "Ma le cifre non sono il solo problema, esiste anche una crisi legata alla mancanza di fiducia, che impedisce di camminare spediti. E' fondamentale essere rientrati sotto i parametri che chiedeva l'Europa. un risultato che ci permette di pensare a politiche di programmazione più efficaci. Eppure questo dato non ha cambiato le difficoltà di molte famiglie. Ma la messa in ordine delle nostre casse ci permetterà a fine legislatura di scendere sotto il 100% nel rapporto deficit/Pil , e questo permetterà di liberare risorse per le famiglie, per l'ambiente e per la sicurezza". Niente sparate berlusconiane, niente populismo o demagogia spicciola. Ma un'analisi attenta della realtà, che grazie al suo operato è decisamente migliorata (e badate bene, dico al suo operato, perchè nessun partito lo ha mai veramente aiutato, nessuno, tutti intenti a difendere i loro interessi e il loro consenso). Ma passiamo ad esaminare i vari temi trattati dal premier Romano Prodi:

CRIMINALITA'- «Il 2007 è stato anche l'anno della rimonta contro la mafia. Ma è importante non abbassare la guardia. Comunque il clima è cambiato e in Sicilia molti cittadini hanno trovato la forza di rialzare la testa. Lo Stato non si fermerà nella lotta alla mafia e alla camorra». 

LAVORO - Il tasso di disoccupazione in Italia è il più basso «da 25 anni, nettamente sotto la media europea» ha detto Prodi. Secondo il premier, però, ancora nel Sud «un lavoro pulito e onesto resta per molti un sogno».Prodi ha ricordato la lotta l lavoro nero e l'abolizione dello scalone. Un accenno anche alla sicurezza sul lavoro, definita una grande emergenza nazionale. «Le camere hanno approvato un disegno per questo problema: ora gli strumenti devono diventare operativi e ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». 

WELFARE- «Siamo un Paese che invecchia. le famiglie vanno aiutate. La Finanziaria ha stanziato 800 milioni per le famiglie, che comprende investimenti per gli asili ma anche per gli anziani non autosufficienti».

REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO- «Il 2007 è stato anche l'anno del tesoretto». «L'extra gettito è stato usato per aumentare le pensioni e per l'extra.-bonus di 150 euro, che non è una panacea ma è un primo segnale per la redistribuzione del reddito, un problema che va urgentemente affrontato».

POLITICA ESTERA - Il Premier, dopo aver ricordato i riconoscimenti ricevuti dall'estero le politiche internazionali dell'Italia ha invitato a «uno sguardo meno concentrati su se stessi». 

PROGRAMMI PER IL 2008 - «Dovrà essere l'anno in cui proiettiamo l'Italia nel futuro» ha detto Prodi:. «Ho ben chiare quali sono le politiche e le azioni da adottare. Grazie alla straordinaria azione contro l'evasione fiscale pensiamo che non meno di 20-21 miliardi di euro siano rientrati e questa proseguirà anche nel prossimo anno. Ma la vera sfida è l'efficienza della pubblica amministrazione, che va fatta marciare più speditamente, va resa più snella, più leggera e meno costosa» 

ENTI PREVIDENZIALI - «Vogliamo riformare profondamente gli enti previdenziali, a partire da gennaio.Questo comporterà un risparmio di qualche miliardo di euro. Sempre dal 2008 diminuiremo ancora il numero eccessivo di adempimenti burocratici. L'anno prossimo sarà possibile fare una sola comunicazione obbligatoria per il lavoro e lo stesso per le imprese». 

AMBIENTE- «Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, tranne quelli di valore storico, a partire dalle scuole. Sarà obbligatorio anche adottare lampade a basso consumo energetico. dal 2011 saranno in vendita in Italia solo lampadine a ridotto consumo energetico. Risparmi ci saranno anche sullo spreco di carta». 

CRESCITA - «Bisogna ridare fiato alla ricerca, per cui stiamo studiando le modalità di finanziamento per rinnovare le dotazioni dei laboratori scientifici delle scuole e poi bisognerà accelerare i tempi per l'assunzione dei 3mila ricercatori in attesa». 

SALARI - «In Italia c'è un problema di reddito per i lavoratori i cui salari hanno perso molto potere d'acquisto, al punto che anche lo sviluppo del paese ne risente negativamente. Bisogna agire prontamente, ma prima è necessario che cresca anche la redditività e che siano ridotte le imposte sui salari medio-bassi». 

TASSAZIONE RENDITE FINANZIARIE - La tassazione delle rendite finanziarie resta nell'agenda del governo. «Il governo ci sta lavorando» ha detto Prodi. «E rimangono nel programma di governo che è un programma quinquennale e sono passati solo 18 mesi».

GOVERNO CADE CON VOTO SFIDUCIA, NON CON ALTRI STRUMENTI - Sollecitato da un giornalista sulle recenti dichiarazioni di Dini, secondo il quale il governo non ha più i numeri per andare avanti. Prodi ha risposto: «Un governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono altri strumenti, non con le dichiarazioni o le interviste».

Quoto tutte le sue parole, cari lettori del mio blog, e non mi stancherò mai di ripetere che con una maggioranza cosi esigua e dal punto di partenza in cui si trovava l'Italia dopo 5 anni di berlusconismo, è stato fin troppo fatto, coerentemente ed onestamente. Volevate di più? Bhè, i miracoli non esistono e sicuramente la stessa società italiana, composta generalmente da lobbisti ed affaristi (piccoli o grandi che siano), "pecorones" ed evasori fiscali, non ha aiutato a costruire un'Italia migliore. E' stato fatto più del possibile secondo me. Ora Dini vuole far cadere il governo? Bene, si prenda questa responsabilità ma si prepari anche a darci delle plausibili argomentazioni (la storia della spesa mi sembra pesantemente ridicola, visti i progressi generali della totalità dei conti pubblici). Forse, un Paese come l'Italia, composto da persone che pensano sistematicamente  a come ingannare il prossimo, per coltivare al meglio il proprio "orticello", si merita un padre-padrone come Berlusconi che, avendo capito questo, finirà di costruire (o distruggere) un Paese a sua immagine e somiglianza, dove l'unica verità sarà il suo verbo e dove, l'unica libertà, sarà quella di ripetere lo stesso. Prodi è troppo avanti per noi italiani.

Pubblicato il 27/12/2007 alle 16.43 nella rubrica Politica Interna.

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