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E L'ITALIA SI FERMA PER COLPA DI UN'ALTRA LOBBY



Facciamo chiarezza: dopo circa un'ora di discussione con la delegazione di governo guidata dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, alcuni rappresentanti degli autotrasportatori hanno lasciato il tavolo delle trattative, confermando lo sciopero e i blocchi fino a venerdì. Tuttavia i rappresentanti di sette sigle sono invece rimasti, proseguendo le trattative. In serata il ministro Bianchi ha precettato gli autotrasportatori che però si ribellano: "Andiamo avanti lo stesso".
E l'Italia si ferma. E si ferma perchè la lobby dei camionisti vuole fare di testa sua, mettendo in ginocchio l'intero "sistema" Italia. Badate bene: si possono capire le rivendicazioni dei camionisti, senza dubbio, ma non si può arrivare a protestare fino a questi termini. Attuare uno sciopero in questo modo, irregolare e quindi precettato, ma volerlo lo stesso continuare, significa essere degli irresponsabili. Una lobby che vuole più diritti e meno doveri e che, per i loro interessi di gruppo, mettono in ginocchio il loro stesso Paese. Un vero e proprio ricatto, tra i più sporchi e vergognosi, che non tiene conto di tutti coloro che ne pagheranno le conseguenze. A rischio, infatti, i rifornimenti per ambulanze e mezzi di soccorso; nei supermercati,  il pane e il latte, generi di prima necessità, cominciano a mancare; c'è poi il dramma di chi deve viaggiare in auto: se non si hanno problemi di rifornimento di carburante, si faranno i conti con rallentamenti e blocchi su strade e autostrade;  il mancato arrivo delle merci ha costretto la Fiat a sospendere la produzione e nei soli stabilimenti automobilistici del gruppo sono stati messi in libertà oltre 22.000 lavoratori (di cui 17 mila nel settore auto); il blocco dell'autotrasporto ha conseguenze anche sulla distribuzione della stampa. Insomma, un collasso economico e sociale dalle conseguenze drammatiche. Ma vorrei essere chiaro per l'ennesima volta: le richieste dei camionisti (costo del gasolio troppo elevato, pedaggi autostradali troppo cari, polverizzazione del settore, tasso di abusivismo molto alto, invasione di camionisti stranieri con paghe ridicole) possono essere anche prese in cosiderazione, e lo stesso governo Prodi stava trattando a riguardo. Ma scioperare e protestare in questo modo, non può che essere dannoso non solo per i cittadini italiani, ma per i camionisti stessi. E' un non voler rispettare le classiche regole del gioco democratico che mi fa venire i brividi: perchè se ogni categoria sociale si mettesse a richiedere dei privilegi e cominciasse a scioperare anche se precettati, potremo definitivamente dire addio a quello che chiamo "sistema" Italia, o meglio, sistema economico e sociale proprio di ogni paese civile. Addirittura si hanno notizie di tafferugli ed aggressioni nei confronti di chi lo sciopero precettato non lo voleva portare avanti. I prepotenti contro chi sente una sorta di responsabilità sociale nei confronti dei suoi concittadini. Giustamente Prodi spiega che il governo ha deciso la precettazione, "scelta necessaria e inevitabile", perché il blocco è "un'inammissibile violazione della libertà dei cittadini. Proprio mentre procedevano le trattative con le associazioni dei camionisti - continua il premier - è stata decisa la manifestazione che danneggia il Paese alla vigilia delle feste natalizie e nel periodo più delicato della nostra vita e della nostra economia". Il governo, prosegue Prodi, "ha disposto sostanziosi aiuti alla categoria nella Finanziaria, comprendendone le difficoltà e mentre queste disposizioni si vanno attuando è stato bloccato il Paese. Non è ammissibile". Ed anche in questo caso non posso che appoggiare le parole del premier italiano. Parole che trovano sostegno anche nel presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, il quale afferma che "è inconcepibile che in momenti come questo si possa bloccare un Paese, un'economia, quindi auspico che si trovi una soluzione. Dobbiamo ripristinare diritti e doveri e la capacità dello Stato di decidere".  Unica nota stonata e direi piuttosto pericolosa? Ve la riporto qui sotto per intero (tratto da LaRepubblica):

21:07 Forza Italia sta con gli autotrasportatori

"Il governo deve dare immediatamente una risposta dopo mesi di inerzia, tenendo presente che il nostro è l'unico Paese dell'Ue in cui non è stato risolto il contenzioso sugli aiuti alla categoria e nel quale le norme sono troppo vecchie". Lo dice Paolo Romani, vicepresidente del Gruppo di Fi alla Camera e membro della commissione Trasporti di Montecitorio. Ma si vergognasse Forza Italia, un partito irresponsabile quanto gli stessi camionisti.

NUOVO AGGIORNAMENTO. Scoprite insieme ai miei amici forzisti il politico Paolo Uggè: il presidente della principale associazione imprenditoriale dei camionisti è anche deputato di Forza Italia ed è stato sottosegretario ai Trasporti con Berlusconi. Ora capisco tutto...e voi?

NUOVO AGGIORNAMENTO:

Pubblicato il 11/12/2007 alle 23.53 nella rubrica Politica Interna.

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