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CLAUDIO BAROCCI ED ADRIANO CELENTANO. INSIEME CON PRODI



Non mi ha deluso. Adriano Celentano,  tornato in prima serata su RaiUno con lo spettacolo "La situazione di mia sorella non è buona", non mi ha deluso, anzi, è andato oltre le mie stesse aspettative. Le parole spese a favore di ambiente ed energia le ho trovate estremamente condivisibili, soprattutto quando è andato all'attacco verbale di tutti quei politici che hanno iniziato a parlare di nuovo di energia nucleare in Italia, da Casini e D'Alema fino ad arrivare a Berlusconi e tutta la destra che insiste per tornare al nucleare (giustamente, l'Adriano nazionale, si chiede se i politicanti hanno mai pensato al pericolo delle scorie nucleari).
Ma veniamo al momento per me più emozionante, che trova nelle parole da lui espresse e che ora riporto, il mio totale appoggio: "Ho un clamoroso sospetto: che forse Prodi sia sulla strada giusta. Fa solo promesse che si possono realizzare. Ma il Paese non gradisce". Ebbene, in queste parole, si concentra tutto quello che io vado scrivendo e diffondendo da quasi due anni: Romano Prodi è una persona seria, corretta ed onesta, che non promette cose che non può mantenere, ma che, passo dopo passo, sta riportando il paese verso una migliore posizione internazionale, economica e sociale. Niente demagogia e populismo, niente spillette e bandiere di partito, niente concerti con orchestra e "fronzoli" vari. Ma la serietà di un governante che, nel suo piccolo e nelle sue possibilità (purtroppo limitate da un contesto politico "malato"), sta combattendo contro i "mali" tipici della nostra povera ma amata Patria: le lobby, i furbetti del quartierino e l'illegalità. Certo, non è un compito facile, anzi arduo, che sta muovendo i primi importanti passi: ma purtroppo, gli italiani non gradiscono; non gradiscono perchè questo sistema "Italia" piace per quello che è stato ed è ancora oggi. E' un premier coraggioso il nostro Prodi, purtroppo incompreso  da un popolo tanto superficiale. Fortunatamente, grazie ad Adriano Celentano, oggi mi sento meno solo nella mia lotta contro disiformazione ed ignoranza in Italia. E come diceva il saggio: "meglio pochi ma buoni".

Pubblicato il 26/11/2007 alle 23.41 nella rubrica Politica Interna.

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