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IL MONDO DELL'INFORMAZIONE DELLA DESTRA ITALIANA


 
Stavo riflettendo su alcuni cambiamenti riguardo il mondo dell'informazione della destra italiana: praticamente, Berlusconi, ha già deciso di iniziare la campagna elettorale per le future elezioni politiche. Voi, cari lettori del mio blog, vi chiederete come sia possibile tutto questo, quali sarebbero le avvisaglie di questa mia affermazione: ebbene, mi sembra tutto molto sempice e chiaro. E' stato cacciato Calabrese da Panorama (e Calabrese era già molto vicino alle posizioni del Cavaliere tanto che, per conferma, vi invito a leggere questo suo articolo ); ma molto probabilmente era troppo poco: Berlusconi vuole di più, più attacchi e più propaganda politica, cercare di usare al massimo tutte le sue dirette proprietà del mondo dell'informazione (e sono tante, cari i miei pecorones). Insomma cacciato Calabrese e dentro indovinate chi? Il direttore del Giornale Maurizio Belpietro: si avete capito bene, il capo della propaganda forzista. E voi vi chiederete: chi prenderà il posto di Belpietro al Giornale? La risposta è scontata: Mario Giordano, il giornalista dalla voce di bambino, il direttore di Studio Aperto, si esatto, il telegiornale fatto di tette e culi, tanto amato dai miei amici pecorones.
Questo giro di nomine fa paura: il mondo dell'informazione di proprietà di Berlusconi si è schierato ancora di più con il padrone; senza contare poi, che Belpietro condurrà anche l'Antipatico su rete4, che Emilio Fede continuerà a tenere le redini del TgForzaItalia, che Del Debbio continuerà i suoi siparietti demagogici su ItaliaUno e su Canale5 con "Secondo Voi" (o meglio, Secondo Noi), che ci sarà un programma in stile Ballarò chiamato Itaca, in aggiunta ai già famosi Terra di Capuozzo e Tempi Moderni diretto da Giorgio Mulè, ora anche direttore di Studio Aperto, che è solito caratterizzare i suoi programmi solo e soltanto da clandestini e prostitute; poi se aggiungiamo i vari giornalisti "dipendenti", da Vespa a Mentana, al direttore di Rai2 Mazza, il gioco è fatto. Loro, i pecorones,  mi diranno che abbiamo Santoro (che in realtà parla peggio di questo governo che dell'opposizione, in quanto vicino a Grillo). Volete un mondo pieno di TgForzaItalia? Nessuna voce dissidente? Altro che paladini delle libertà...
 
Insomma, se non siamo un paese civile e democratico, se la libertà di informazione in Italia è un utopia, se l'Italia si trovava tra i paesi parzialmente liberi per la situazione determinata dalla presenza al governo del più potente editore italiano, Silvio Berlusconi, e se, grazie al cambio di governo, l'Italia è passata da essere un Paese semilibero a Paese libero, ci dovrebbe far riflettere e pure parecchio (vi ricordo le motivazioni del Freedom House: 'Italia "era l'unico membro dell'Unione Europea ad apparire nella categoria dei Paesi 'parzialmente liberi'; l'Italia è stata promossa nel 2006 soprattutto in conseguenza della fine dell'incarico di presidente del Consiglio del magnate dell'informazione Silvio Berlusconi". La promozione è estremamente significativa, e ha un segno politico. "Tenendo conto del fatto che era l'unico Paese dell'Unione Europea ad avere un status di semi libertà di stampa - si legge nel rapporto - l'Italia si mette in mostra tra i Paesi che hanno fatto segnare miglioramenti nel 2006. Il rating del Paese era stato abbassato nel 2003 a causa dell'eccessiva concentrazione dei media e dell'influenza politica sui contenuti dell'informazione durante il governo del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi.

E con Berlusconi di nuovo al governo, si tornerà ad essere un paese semi-libero. Ma questo ai miei amici pecorones non interessa. Vogliono una dittatura; e dittatura sia.

Pubblicato il 3/10/2007 alle 9.40 nella rubrica Politica Interna.

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