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UN PUNTO IN PIU' A ROMANO PRODI



In uno dei miei ultimi post, affermavo che il sottoscritto era un sostenitore convinto di Romano Prodi (nell'articolo potete rileggervi le motivazioni).

Oggi confermo ancora di più quelle mie osservazioni: l'Italia, finalmente, è in prima linea contro la pena di morte.
Il mio premier spiega che si tratta di una «battaglia estremamente complessa e difficile» che l'Italia vuole vincere ma che non bisogna «assolutamente sottovalutare », perché non si possono escludere, al momento del voto, neanche delle «sorprese». Romano Prodi riapre il dossier contro la pena di morte nel suo intervento all'Assemblea plenaria della 62esima Assemblea Generale dell'Onu, che a dicembre voterà sulla sospensione delle esecuzioni capitali.
«Oggi l'Italia inizierà la battaglia per una moratoria generalizzata, che l'Italia all'inizio ha portato avanti nello scetticismo generale», una battaglia che, secondo Prodi, «questa volta contiamo di condurre in porto, grazie anche al fatto che «negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti sostanziali in molti Paesi che la applicavano ». Il premier non nasconde che la battaglia resta difficile, anche perché «ci sono molti Paesi importanti che continuano ad applicarla, come Stati Uniti e Cina».

Successivamente Prodi si è occupato di Darfur e della prossima missione di 26mila caschi blu nell'area, tema toccato anche nel colloquio con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon.
«Noi ci siamo impegnati in un'azione di aiuto prima di tutto logistico - ha detto il premier, in una conferenza stampa a margine dei lavori dell'Assemblea- quando si usa la parola logistica, sembra di usare una parole minore. Ma non è vero: l'impegno nel trasporto vuole dire cibo e assistenza». Prodi ha detto che il Governo sta valutando «uno sforzo maggiore » sia nel Darfur che nel Corno d'Africa,anche attraverso la costituzione di un Peace Facility Fund. «La nostra politica estera non può non tenere conto di realtà drammatiche, né della storia, ovvero del legame forte dell'Italia con il Corno d'Africa, ora in una situazione drammatica. La presenza discreta e continua dell'Italia e anche la conoscenza dei luoghi può essere utile».

Addio Italia delle bandane e delle pacche sulla pelata...


Pubblicato il 26/9/2007 alle 13.3 nella rubrica Politica Estera.

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