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CLAUDIO BAROCCI, UN PRODIANO CONVINTO



Il titolo parla chiaro: mi sento sempre più un sostenitore di Romano Prodi e della sua politica governativa. Avete sentito bene: non mi riconosco più in uno specifico partito di centro-sinistra, ma appoggio sempre più il solo presidente del consiglio Romano Prodi.


Una persona che, al di fuori dei giochi di potere partitici, fa il suo lavoro, guida il paese prendendo quelle decisioni impopolari che però sono indispensabili per il paese e per la società italiana. Purtroppo non ha quella maggioranza di governo che gli permetterebbe di portare avanti il suo programma politico senza continui compromessi con la sinistra radicale da una parte (secondo me ancora fin troppo legata ad una visione della politica "ottocentesca" - è ora di progredire e guardare avanti, compagni e compagne, bisogna cambiare le cose guidando la barca e quindi stando al governo e non all'opposizione) e con le forze centriste dall'altra (legate a quella politica democrastiana/clericale che tanto male fece alla nostra nazione) ma sono convinto che, in effetti, sia una politica seria, riformista ma soprattutto necessariaHa la ricetta giusta per far sviluppare il nostro paese: peccato che però non ha gli strumenti idonei per attuarla. Strumenti che non dipendono da lui, ma da quei partiti della maggioranza che continuano a farsi la guerra soltanto per un loro rendiconto "personale" o da quella opposizione "sciagurata" che oltre a votare contro Prodi non sanno come spendere le loro giornate parlamentari (avessero fatto una proposta, e dico una, sensata ed intelligente - il loro disco rotto è il seguente: comunista, golpista, brigatista, la gente non è stupida, tasse - stop). 
Non fa spettacolo come il suo predecessore, il quale, mentre mandava in rovina l'Italia, dipingeva una situazione del tutto inesistente fatta di sviluppo e stabilità economica. Non gli piace cantare canzonette o mettersi la bandana in testa; fare "diktat bulgari" o prendere in giro gli italiani con cifre inventate sul momento; niente corna e niente accordi con fascisti e leghisti; rifiuta vulcani e incontri con attiviste di partito. E' proprio cosi: non è un animatore turistico; è un professionista che si sta mettendo contro la società italiana, per fare il bene del Paese. Una società che però, meriterebbe di restare nella sua stessa "sporcizia": c'è chi continua a difendere i propri privilegi anche contro il bene del paese e chi cerca di mettere sullo stesso piano i valori della Resistenza con quelli della RSI; c'è chi pensa solo alla televisione e alle "letterine e schedine varie" e chi pensa solo al calcio; c'è chi non fa lo scontrino fiscale e chi non emette le fatture (e poi si lamentano se li obblighi a farli parlando di polizia tributaria, non capendo che si tratta solo e soltanto di civiltà o meglio di regole civili) e chi fa il furbetto anche nei test universitari (ma si giustifica ed anzi nega anche l'evidenza); c'è chi si fa le leggi ad-personam e sfrutta le proprie "industrie" per fare il lavaggio del cervello agli italiani e fargli credere che sia giusto cosi e chi accusa la gente onesta di essere disonesta e purtroppo mai il contrario. Una società malata, molto malata, con poche speranza di guarigione. E quando afferma che "La classe politica deve dare l'esempio è vero (io ed i miei ministri ci siamo ridotti lo stipendio del 30 per cento al contrario del governo precedente)ma è la società italiana che è così, basta vedere i casi dei concorsi. La politica deve dare l'esempio ma non credo che la società sia meglio della sua classe politica", non può che trovarmi d'accordo su queste sue parole.  Parole dure, è vero, ma che sono la triste rappresentazione della nostra società. E non si ammettono repliche, purtroppo.
Un altro esempio: "L'aumento del pane non è giustificato.
La farina costa 41 cent al chilo, il pane costa 5 volte tanto. Sui prezzi si approfittano un po' troppo dell'aumento di alcune materie prime. Il Governo deve sorvegliare" afferma Prodi. Ora, ci saranno questi controlli (controlli che Berlusconi si è sognato di fare nella fase delicatissima del passaggio da lire a euro, permettendo ai commercianti di raddoppiare sistematicamente i prezzi dei prodotti) e i commercianti urleranno contro questi controlli, agitando chissà quali paure. Ma vi pare una società civile ed europea? A me sembra una società, e voglio ripeterlo, molto malata. E cosa che fa più pensare è che tanti cittadini appoggiano tutto questo,  sicuramente complici consapevoli di tale "deriva sociale". C'è un premier che va contro questa società fatta di lobby, e i cittadini italiani che fanno? Gli vanno contro, perchè tocca i loro privilegi. Ma vi rendete conto? Invece di appoggiare le scelte di questo primo ministro coraggioso, la gente che fa? Indottrinata dalle reti della libertà parla di comunismo e di Stalin, senza riuscire a mettere a fuoco la situazione in cui si trova l'Italia. 

Caro Romano, continua cosi, combatti contro gli incivili e i disonesti (sia a destra che a sinistra) ma purtroppo ti posso assicurare che si tratta di una battaglia persa: la società italiana vuole rimanere ferma nelle sue posizioni obsolete, caratterizzate da ignoranza ed inciviltà. Ci meritiamo questo.

Pubblicato il 18/9/2007 alle 10.0 nella rubrica Politica Interna.

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