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L'ITALIA, TRA RIGURGITI LEGHISTI E NAZI-FASCISTI

<b>Festa dei popoli padani a Venezia<br>Bossi dal palco rilancia l'indipendenza</b>

E' una notizia che mi lascia senza parole: è stata realizzata un'operazione di polizia coordinata dalla questura di Varese contro movimenti neonazisti che hanno presentato proprie liste di candidati in occasione delle consultazioni elettorali tenutesi nel 2006 e 2007 in alcuni comuni delle province di Varese, Como, Lecco e Milano.
Attualmente sono in corso 47 perquisizioni effettuate dalla Polizia di Stato della Questura di Varese, coadiuvata dalle Digos di Milano, Roma, Rieti, Novara, Vercelli e Piacenza, con l'ausilio del Reparto Prevenzione Crimine Lombardia, con l'impiego di oltre 150 agenti. L'indagine della Digos riguarda fondatori, promotori e partecipanti al «Movimento dei Lavoratori Nazionalista e Socialista», di chiara ispirazione nazista. I miei amici pecorones andranno a sottolineare il principio di libertà di pensiero e di espressione, non capendo che partiti del genere inneggiano alla libertà e all'espressione solo per coloro che ne fanno parte. La Digos sottolinea «il tentativo di legittimazione posto in essere nei confronti di un movimento ispirato ai principi del nazionalsocialismo ed inneggianti ai concetti di superiorità razziale ed etnica e discriminatoria per motivi politici e razziali».  Non riesco a capacitarmi di come ci siano ancora persone italiane che possano inneggiare al nazionalsocialismo, e di conseguenza, al suo fondatore Adolf Hitler. Riusciranno mai a studiare la storia questi "disadattati sociali" ? Potranno mai capire quanti morti italiani (e sottolineo italiani), civili e non, ha causato il nazionalsocialismo?

Rimanendo in tema di "gente che non capisco e mai capirò", vi voglio riportare alcune frasi, che giudico ridicole (da villaggio turistico) ma anche molto pericolose, urlate da Umberto Bossi, alleato di fiducia di Berlusconi, in chiusura della festa della Lega, in Riva degli Schiavoni a Venezia:
"sta venendo il momento, quel giorno sta arrivando, è molto vicino. Vedremo se sarà facile per Prodi e i suoi accoliti fermare 10 milioni di lombardi e di veneti. Sarà un evento contro il centralismo statalista romano. Canaglie - ha scandito Bossi - la fine sta venendo". Umberto Bossi, in camicia verde, ha poi assistito al rito dello spargimento delle acque del Po in Laguna come di consueto versate da un bambino in tenuta padana. Mentre il popolo leghista urlava «secessione!», Bossi ha risposto: «Indipendenza. Se ci fosse un referendum, ci sarebbe l'indipendenza dell'Italia perché questa è la scelta della nostra gente che vuole liberarsi dal Tricolore che è un simbolo che non ci appartiene.
Per fortuna che erano meno di 3mila animatori turistici. E Fini dove sta? E il leader della libertà? Ah già, la libertà di dire le "corbellerie" che gli pare.
La coreografia? Una grande colomba bianca stritolata da filo spinato tricolore e la scritta in verde libertà. Chissà se anche i miei amici pecorones forzisti e fascisti appoggiano una scenografia del genere. Soprattutto lo domando a Fini, che parla, parla e riparla di Italia e Patria, ma è il primo a rinnegarla alleandosi con personaggi del genere.  

In una sola parola vergogna a tutti loro, a chi rinnega l'Unità d'Italia e si permette di dare del "cretino" al grande Garibaldi. VERGOGNA.

Pubblicato il 17/9/2007 alle 10.46 nella rubrica Politica Interna.

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