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NON AVEVO DUBBI: UN COMMERCIANTE O ARTIGIANO SU DUE NON EMETTE SCONTRINO FISCALE



Non avevo dubbi: più di un commerciante o un artigiano su due non emette scontrino fiscale. Dopo i
miei innumerevoli post a riguardo,  vorrei riportare un articolo intero de "Il Messaggero" che sposa in pieno le mie, ormai, "famose" tesi:

A fronte di 81.184 controlli effettuati, in 45.781 casi si è dovuto ricorrere ad "atti di contestazione" per la mancata emissione
. E' quanto emerge dall'ultimo rapporto dell'Agenzia delle entrate, in base al quale si rileva anche come, dopo i controlli, gli incassi "ufficiali" degli esercizi visitati lievitino considerevolmente: dopo gli accertamenti, infatti, i ricavi crescono mediamente del 25% nei quindici giorni successivi rispetto alle due settimane precedenti, e registrano un aumento del 39% rispetto allo stesso periodo del 2006. Secondo gli ultimi dati, a fine luglio gli esercizi che hanno dovuto chiudere - in quanto trovati per la terza volta consecutiva a non emettere lo scontrino - sono 313, a partire dall'avvio dei controlli nel novembre 2006. 

I dati forniti dall'Agenzia delle entrate sono il risultato di uno studio sull'efficacia degli "accessi brevi" condotto dalla Direzione regionale Marche, che ha preso in esame 124 esercizi commerciali già sottoposti, nel 2007, ad almeno un controllo con esito positivo: nel maggio scorso i funzionari sono tornati presso gli stessi esercizi per rilevare, dal registro dei corrispettivi, gli importi annotati nei giorni immediatamente precedenti e successivi al controllo. Si è così scoperto che, nei quindici giorni successivi al primo controllo, un panettiere ha emesso scontrini per il 360% in più rispetto a quelli che aveva emesso nei quindici giorni precedenti. E che un contribuente scoperto a non emettere scontrino il 9 febbraio 2007, dal 10 al 24 dello stesso mese ha avuto incassi per il 229% in più rispetto al periodo 25 gennaio-8 febbraio.
A parte i casi-limite, più in generale è risultato che, dopo la prima constatazione, l'ammontare degli incassi aumenta in media del 25%. Anche nei casi (91 in tutto) in cui è stato possibile reperire i dati relativi alle registrazioni 2006, l'incremento si conferma significativo, con un analogo +25% di corrispettivi registrati nei quindici giorni prima e quindici giorni dopo l'ispezione (ovvero per l'intero periodo in esame) e un +38% nei quindici giorni successivi. Tutto questo, osserva l'Agenzia delle entrate, grazie anche alla nuova normativa più severa rispetto a quella in vigore fino al 29 novembre 2006: tre scontrini fiscali non rilasciati, anche nello stesso giorno (comunque sempre entro cinque anni), possono ora costare l'obbligo di abbassare le serrande, mentre prima, per far scattare la chiusura dell'esercizio, le tre violazioni dovevano essere state commesse in giorni diversi e non semplicemente contestate ma «definitivamente accertate».

Ora andate a rileggervi i miei post e poi ditemi se "Il Messaggero" non va a confermare quello che ho tentato di spiegarvi praticamente da quasi un anno.
Il governo Prodi lotta contro l'evasione fiscale, contro il malcostume italiano e Berlusconi cosa fa? Parla di sciopero fiscale e di stato comunista, stalinista e di polizia tributaria!? Senta, caro Berlusconi, a me sembra che ci sia  soltanto la determinazione di voler far rispettare le leggi a tutti e, in questo caso, di far pagare le giuste tasse a commercianti ed artigiani, che come è stato dimostrato dal suddetto articolo e dai miei post, più volte hanno fatto i "furbetti del quartierino", prima con l'entrata dell'euro (raddoppiando i prezzi) e successivamente nel non rilasciare gli scontrini fiscali.
Chiudo il post e mi chiedo: ma quanti soldi avranno fatto mai con queste "trovate disoneste"? Ed i miei amici "pecorones" pronti a difenderli...


Pubblicato il 14/8/2007 alle 11.30 nella rubrica Economia.

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