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ROMANO PRODI INDAGATO: LA MAGISTRATURA E' COMUNISTA? ORA NO. PREVITI CONDANNATO ANCHE PER LA VICENDA LODO MONDADORI: ALLORA SI, LA MAGISTRATURA E' COMUNISTA


 
I miei amici forzisti sono veramente esilaranti ma forse farei meglio a dire "più unici che rari".
E' notizia di ieri, secondo il sito di Panorama, che Prodi sarebbe indagato dalla procura di Catanzaro per abuso d'atti d'ufficio. Una notizia non confermata ancora con certezza, visto che il Procuratore di Catanzaro, Mariano Lombardi, ha smentito la notizia riportata dal sito web di Panorama : «Non sono a conoscenza - ha fatto sapere Lombardi - dell’iscrizione del Presidente del Consiglio dei Ministri nel registro degli indagati. Ritengo che se il sostituto De Magistris avesse deciso o avesse iscritto il Presidente del Consiglio nel registro degli indagati avrebbe dovuto informarmi ma questo non è avvenuto e quindi non sono in grado di dare chiarimenti in merito».
Una notizia non confermata che ha fatto gridare e strepitare i miei amici della destra, e che, per la prima volta, non attaccano lamagistratura, ma anzi, non è più comunista ma "bella e buona".
Romano Prodi, dal canto suo,  ha immediatamente replicato che «pur non avendo ricevuto alcun avviso di garanzia o informazione al riguardo, non posso che testimoniare, come sempre, la mia totale fiducia nel lavoro dei magistrati che hanno voluto tutelare la mia persona, se l'avviso di garanzia sarà effettivamente confermato, con un atto che permetterà di dimostrare la mia totale estraneità a qualsiasi eventuale accusa». Per la procura, ha scritto il settimanale della Mondadori, l'iscrizione del Presidente del Consiglio nel registro degli indagati si tratta di un atto dovuto, anche a tutela delle garanzie della Difesa, che permetterà di chiarire i rapporti tra il premier e altri personaggi sotto inchiesta per la cosiddetta loggia di San Marino. Invito i miei amici forzisti e fascisti a leggere bene le parole che ho scritto e in secondo luogo a notare una differenza molto importante: Prodi, anche se non proprio indagato, si mette a disposizione della magistratura; Berlusconi, quando è indagato, parla di complotto comunista, magistratura rossa, toghe rosse, mettendo in serio pericolo la democraticità del nostro paese. Chissà se hanno notato questa lampante differenza.

Tempo 12 ore, e i miei amici forzisti apprendono un'altra notizia: dopo otto ore di camera di consiglio la II Sezione penale della Cassazione ha confermato la condanna di Cesare Previti, Giovanni Acampora, Attilio Pacificio e Vittorio Metta per la vicenda Lodo Mondadori.  Il 23 febbraio scorso Previti, condannato anche a sei anni per il processo Imi-Sir, era stato condannato in appello a un anno e sei mesi. Tutto è stato confermato dalla Cassazione, e vani sono stati i tentativi di puntare tutto sulla solita prescrizione.
Ma di cosa tratta vicenda Lodo-Mondadori?
Tutto comincia il 21 giugno del 1990, con la pubblicazione del lodo arbitrale che avrebbe dovuto risolvere la lotta allora in corso per la conquista del gruppo Mondadori-L'espresso. A contenderselo erano l'ingegner Carlo de Benedetti, che ne era solo in parte azionista, e Silvio Berlusconi che nella corsa appoggiava la famiglia Formenton-Mondadori. Il lodo risultò favorevole a De Benedetti, che a quel punto avrebbe dovuto rilevare la maggioranza della Mondadori. Tuttavia i Formenton ricorsero in appello a Roma e il 24 gennaio 1991 ottennero l'annullamento del lodo. Relatore della sentenza era il giudice Metta, a cui era stato girato un pagamento proveniente da un conto estero della Fininvest e transitato su un conto di Previti. Come conseguenza di tale decisione, nell'aprile del 1991, dopo l'annullamento del lodo la Cir di De Benedetti fu costretta ad accettare un piano di spartizione del gruppo Mondadori corrispondendo a fininvest un conguaglio di 365 miliardi di lire. A Berlusconi andò la casa editrice, più i periodici e i libri, a De Benedetti andarono L'espresso, la Repubblica e Finegil.
Ma ora vi chiedo: chi ha dato i soldi a Previti? Chi era l'unico interessato alla vicenda? (sveglia!).
Comunque, tempo nemmeno 12 ore, come dicevo, e subito sono tornati a parlare "di clima sempre più involgarito e incanaglito della vita civile italiana, che non porterà a nulla di buono" (parole di Sandro Bondi).

Che facessero chiarezza una volta per tutte.

Pubblicato il 14/7/2007 alle 9.47 nella rubrica Politica Interna.

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