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NUOVO ATTACCO POPULISTA DI BERLUSCONI




Non riesco a capire se sia più grave che un leader dell'opposizione di una repubblica democratica attacchi, senza problemi, un senatore a vita e un ex-presidente della Repubblica come Carlo Azeglio Ciampi o se sia peggio che, dopo aver detto queste cose, riceva un lungo e caloroso  applauso dalla folla che lo ascolta.

Si perchè ieri Silvio Berlusconi, partecipando alla scuola di politica (???) del presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni,  ha affermato: "Ciampi ha favorito la sinistra perché era uomo della sinistra". Sempre rivolgendosi agli studenti della scuola di Formigoni, il Cavaliere ha spiegato che Ciampi "ha voluto che il premio di maggioranza fosse su scala regionale e non nazionale, favorendo così la sinistra".  Lunga serie di applausi.
Insomma, senza farsi pregare, ha concesso la sua dose di "attacco alle istituzioni" ai nostri amici forzisti e fascisti.

Ma non è finita qua: ricordando l'ultima campagna elettorale per le politiche, Berlusconi ha detto: "Volevo andare in televisione a raccontare cosa aveva fatto il nostro governo (si, ci hai fatto rischiare una recessione economica in stile Argentina) ma ci sono andato solo due volte e sempre con Prodi, e ho avuto un minuto e mezzo (come il tuo avversario del resto) per rispondere alle domande del giornalista e a replicare alle stronzate di Prodi"(anche lui, ha avuto un minuto e mezzo per rispondere alle tue bugie). L'affermazione è stata accolta dagli applausi dei partecipanti e il leader della Cdl ha poi commentato: "Vedo che apprezzate questo mio linguaggio rozzo ma efficace".  Apprezzano, e non avevamo dubbi, caro Cipria. Loro sono fatti cosi: due parolacce, qualche attacco alle istituzioni democratiche del paese (dalla magistratura, ai senatori a vita, fino al presidente della repubblica di turno) e se ne tornano a casa allegri ma soprattutto fieri di aver applaudito per tali "corbellerie".

Berlusconi, infine, chiude in bellezza: 
«Abbiamo fatto un sondaggio alla manifestazione del 2 dicembre a Roma», ha confessato il leader di Forza Italia. «È emerso che almeno 5 milioni di persone sono pronte a scendere in piazza per chiedere di tornare alle urne».
Ovviamente, ancora non ha capito (nemmeno dopo la sua salita al Quirinale per bere un caffè) che le regole democratiche impongono che non si può votare quando lo dice lui, ma quando cade il governo. Cosi hanno deciso i nostri padri costituenti.

Gli elettori forzisti seguono senza nessun spirito critico il loro ducetto: lui dice una cosa, e loro subito sotto ad osannarlo. Attacca tutto e tutti e loro subito sotto ad osannarlo. Mangiate la spazzatura, e tutti a buttarsi dentro i cassonetti.
Mi domando se ci sono o se ci fanno.


Pubblicato il 3/7/2007 alle 10.13 nella rubrica Politica Interna.

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