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LA DESTRA ITALIANA: DALLA BRAMBILLA A GUSTAVO SELVA SENZA SPALLATA


 
Partiamo subito da una considerazione, leggendo i dati dei ballottaggi delle elezioni amministrative: la spallata non c'è stata. 

Considerando province e comuni capoluogo, la Cdl batte l'Unione 25-12. Nel 2002 finì 22-16 per il centrodestra. Le provinciali non indicano novità. Nel 2007 finisce 5-3 per la Cdl come nel 2002. La Cdl conferma le province di Ragusa, Vercelli, Varese, Como e Vicenza. L'Unione conferma le province di Genova, La Spezia ed Ancona. Cambia, invece, la mappa politica dei comuni capoluogo, soprattutto nel nord Italia. La Cdl conquista 20 sindaci contro i 9 dell'Unione (nel 2002 finì 17-13). Il centrodestra strappa al centrosinistra i comuni di Monza, Asti, Alessandria, Verona, Gorizia e Matera. Conferma i comuni di Palermo, Trapani, Como, Lucca, Latina, Rieti, Belluno, Parma, Isernia, Lecce, Reggio Calabria, Olbia, Oristano, Trani. L'Unione conquista i sindaci di L'Aquila, Taranto e Agrigento. Conferma i comuni di Cuneo, Genova, La Spezia, Pistoia, Frosinone e Piacenza.
Insomma, dopo
una finanziaria del genere, mal digerita dalla popolazione, ma indispensabile per il nostro paese, c'era da aspettarselo. Con il rilancio economico, già in atto, e con l'abbassamento delle tasse, ora effettivamente possibile (visti i conti risanati), il consenso tornerà a crescere anche per il centro-sinistra e finirà il delirio populista di stampo berlusconiano. 

Seconda considerazione della giornata: diamo il benvenuto alla televisione di stato di Arcore, ovvero la  "
tv delle libertà": la televisione nata ad hoc per i pecoroni (questo me lo dovete concedere) e con l'aiuto affettuoso di personaggi chiave della storia Mediaset: dal direttore Giorgio Medail, a Dede Cavalleri producer delle news del Biscione ora dg dei Circoli, fino allo scenografo Mario Catalano.
Ci lamentavamo di Emilio Fede.Ma mentre Fede fa ridere, ora c'è la Brambilla, candidato premier ideale per Berlusconi, il futuro della destra populista italiana, colei che crede veramente in quello che fa, colei che in poco meno di un anno  (grazie alla sua professionalità!!?!?) è riuscita ad arrivare, a diventare un punto di riferimento fondamentale della politica berlusconiana. Che dire, contenti voi.
La destra italiana diventa sempre più quella di Libero e di Belpietro, ed ora anche della Brambilla, allontanandosi sempre più dalla destra moderna, alla
Sarkozy.

Chiudiamo il post con il
caso Selva al quale riservo una sola parola: vergogna.

Pubblicato il 12/6/2007 alle 9.40 nella rubrica Politica Interna.

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