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ANCORA ERRORI DALLA DIRIGENZA DEL FUTURO PARTITO DEMOCRATICO



Sono sincero: mi aspettavo un futuro partito democratico completamente diverso.
Un partito aperto realmente alla società civile, alle donne, a noi giovani, senza più logiche partitiche ed oligarghiche, proprie dei partiti odierni.
Purtroppo mi sto rendendo conto che non è cosi, anzi: i leader del centro-sinistra, e ci metto pure Romano Prodi, stanno prendendo la strada sbagliata, quella di un partito democratico che già nasce vecchio, legato alle solite "storie" di partito (scontri sulla leadership e via discorrendo), con la stessa classe dirigente, nessun tipo di ricambio e soprattutto lontano da noi cittadini, lontano dalle esigenze dell'elettorato di centro-sinistra.
Si era partiti con il piede giusto e si erano fatti tanti progetti: si parlava di nuove forme di parteciapazione, nuovi politici, una vera e propria rivoluzione.
In verità, quello che è successo nella notte non mi è piaciuto per niente: si sono spartiti il potere i soliti dirigenti, fregandosene dell'elettorato del futuro Pd. E cosi non ci siamo.

Romano Prodi si è autoproclamato presidente del Partito Democratico (altrimenti "se ne sarebbe andato via") e in cambio, se cosi si può dire, accetta l'affiancamento di quello che ha definito «un reggente, un coordinatore o meglio uno speaker», detto più chiaramente «un segretario» del nuovo Pd. Il leader resta lui, su questo non ci piove e anche qui non l'ha mandata a dire, rispondendo a chi tra gli alleati o nello stesso Pd facevano pressione per un distacco del premier dall'incarico più pesante nel nuovo progetto politico che vede insieme Ds e Margherita.

Sembra che ci vogliano allontanare sempre di più dal partito democratico, e la cosa bella è che piano piano ci stanno riuscendo. Non gli è bastata la sconfitta nel Nord Italia alle elezioni amministrative appena passate.
Si certo, si doveva cambiare, giusto. Ma non come vogliono cambiare loro.
Il partito democratico, se fatto seguendo le "direttive" del popolo di centro-sinistra, potrebbe costituire una novità clamorosa nello scenario politico italiano: un partito che potrebbe aprire una nuova era.

Cosi, però, non si va da nessuna parte. E i dirigenti non lo capiscono, purtroppo.

Walter, pensaci tu.

Pubblicato il 31/5/2007 alle 11.49 nella rubrica Politica Interna.

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