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QUANDO BERLUSCONI FACEVA IL COMIZIO ELETTORALE FUORI DAL SEGGIO, IL GIORNO STESSO DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE.



Sandro Bondi all'attacco.
Era parecchio che non si parlava di lui, forse oscurato dai volti nuovi di ForzaItalia
(vedi Isabella Bertolini, la rossa Brambilla e Angela Sozio del GrandeFratello 3, nota attivista del partito della libertà); invece eccolo di nuovo tra noi, Sandro Bondi da Fivizzano, il fedelissimo del duce di Arcore, mai una critica nei suoi confronti. Ex comunista (vedi foto di Bondi ad una manifestazione a Roma del Pci con tanto di foulard rosso al collo), ora  convertito alla religione del suo nuovo Messia, Berlusconi, che lo vede e lo vive veramente come l'Unto dal Signore. E lui, forse, si sentirà un suo apostolo. 
"Viviamo in uno dei momenti più foschi della vita del nostro Paese, in cui pare non esservi più alcun rispetto delle regole fondamentali della democrazia". Lo afferma in una nota il coordinatore nazionale di Forza Italia, Sandro Bondi, che accusa il premier di aver violato la regola del silenzio pre-voto e chiede al capo dello Stato, Giorgio Napolitano, un «intervento di garanzia».
"Quando il capo del governo - sottolinea il dirigente azzurro - infrange in modo consapevole e premeditato il silenzio pre-elettorale e quando il servizio pubblico televisivo riduce al silenzio la doverosa protesta dell'opposizione, vuol dire che non vi è più in questo Paese alcuna tutela dei diritti democratici, se non, in ultimo, nel ruolo di suprema garanzia dei vertici delle istituzioni e del capo dello Stato".

Ma forse Bondi si è dimenticato due piccoli particolari: prima di tutto gli risponde ad hoc il vicepresidente della Vigilanza Giorgio Merlo, che replica nel merito: «Che una testata del servizio pubblico riassuma i contenuti espressi dal presidente del Consiglio alla Conferenza nazionale sulla famiglia organizzata da un ministro non mi pare una notizia rivoluzionaria da regime ormai consolidato. Solo una strana concezione del giornalismo può pensare il contrario».
Colpito ed affondato.

Ma il secondo particolare, è a dir poco imbarazzante.
Bondi si è dimenticato del
comizio elettorale che Berlusconi fece, non in una Conferenza Nazionale sulla famiglia, ma addirittura, nel seggio elettorale il giorno delle elezioni, all'ingresso della scuola Dante Alighieri, dove il ducetto di Arcore è solito votare.

Ma allora mi domando: perchè Sandro Bondi prima di parlare non connette il cervello?
Come mai non ebbe niente da dire quando il suo padrone fece un mini-comizio nel seggio elettorale il giorno stesso delle elezioni?
Vedo che la coerenza non è di casa nel mondo di ForzaItalia. MAI.

Pubblicato il 27/5/2007 alle 11.43 nella rubrica Politica Interna.

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