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LEGGE SUL CONFLITTO D'INTERESSI: QUANDO L'ITALIA COSTITUISCE L'ECCEZIONE CHE CONFERMA LA REGOLA



Il 16 aprile 2007, scrissi un articolo in cui chiedevo al governo Prodi, e quindi a tutta la maggioranza di centro sinistra, "di approvare una legge  sul conflitto d'interessi seria, corretta ed onesta". Affermavo che era il tempo di mettere fine agli inciuci e ai finti buoni propositi.
Speravo che i miei amici della destra italiana avessero capito il mio discorso, incentrato sul dialogo e non sullo scontro, per arrivare, una volta per tutte, alla soluzione di tale problema. Ma ovviamente non è stato cosi.
Hanno continuato a difendere il loro padrone senza se e senza ma, senza capire il vero nodo della questione. Pensano che sia una legge che vada contro Berlusconi e basta.
Ma non è cosi e vi spiego perchè: La commissione affari costituzionali della camera ha approvato la norma sul conflitto d’interessi. Essa recita, in estrema sintesi, che chiunque sia proprietario di un patrimonio superiore ai 15 milioni di euro, qualora volesse ricoprire incarichi di governo, dovrebbe rinunciare alle proprie attività o affidarle ad una commissione di vigilanza. Così nessuno potrà più governare perseguendo il proprio tornaconto. In concreto, se Silvio Berlusconi dovesse tornare di nuovo al governo, dovrebbe disfarsi di Mediaset o affidarla ad un trust.

Cosa ci sarebbe di male scusate? Come dice Prodi: "la legge sul conflitto di interessi era nel programma di governo ed «è giusto che vada avanti. È anche più blanda rispetto alle altre democrazie». Quanto alla norma sulla ineleggibilità, il Presidente del Consiglio, parlando alla radio, ha sottolineato che «c'è il blind trust, non deve diventare San Francesco. Gli si dice: puoi rimanere ricco, ma non puoi amministrare direttamente il tuo patrimonio, perchè così facendo coincide il potere politico e quello economico; e la democrazia si indebolisce. È una legge americana, americana, americana».
Diciamo che ogni paese democratico che esista ha una legge sul conflitto d'interessi.
E diciamo anche che un Berlusconi negli Usa non avrebbe potuto partecipare alla corsa elettorale. Perchè? Perchè hanno una giusta, seria e corretta legge sul conflitto d'interessi.
E ora si svela un altro arcano: ora avete capito perchè il cavaliere è sceso in campo?
PER DIFENDERE LE PROPRIE INNUMEREVOLI RICCHEZZE.
Sennò spiegatemi che ha che non va una legge sul conflitto d'interessi made in Usa. Si, avete sentito bene, quella America tanto amata ed osannata da Berlusconi e company.
Sfruttando l'ingenuità dei "pecorones" ora il ducetto di Arcore parla di "killeraggio politico ed afferma che la sinistra "vuole eliminare i personaggi politici avversari."
Ma non capisce che si tratti di democrazia e di legalità? Se una persona deve amministrare gli affari pubblici non deve più avere interessi privati. Nessuno può essere ministro di se stesso.
Ma non vi sembra una cosa ovvia e scontata?
Mettetevelo in testa: è l'Italia l'eccezione che conferma la regola delle altre vere democrazie. Punto e basta.


Pubblicato il 5/5/2007 alle 12.26 nella rubrica Politica Interna.

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