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L'ANOMALIA ITALIANA: BERLUSCONI VUOLE PURE TELECOM.



Sta accadendo qualcosa che potrebbe minare le basi della nostra democrazia, un qualcosa che trasformerebbe il nostro paese in un regime personale, o se preferite in un sultanato: Silvio Berlusconi e Roberto Colaninno entrano nella partita Telecom
. Questi due protagonisti della politica e dell´imprenditoria sono interessati a partecipare come azionisti e a contribuire alle scelte strategiche dell´ex monopolista se, naturalmente, ci sarà la possibilità di dare una soluzione italiana all´attuale fase di incertezza. Ma se l´interesse teorico di Berlusconi e di Colaninno per un´impresa del valore di Telecom può essere comprensibile, quasi scontato, la vera novità è che i due condividono l´iniziativa, uno accanto all´altro, in uno spirito di collaborazione che potrebbe preludere ad altri progetti. I due hanno parlato con Mediobanca che tira le fila di questo progetto, si sarebbero confrontati direttamente e fonti vicine giurano sul loro accordo: avrebbero addirittura scherzato sui posti da occupare e su cosa fare de «La7».

Insomma, e mi rivolgo anche alla classe politica di centro-sinistra: a quando una legge sul conflitto d'interessi seria, corretta ed onesta? Basta con gli inciuci, basta con i finti buoni propositi.
Si sta perdendo il lume della ragione, lasciando fare al Cipria qualsiasi cosa voglia.
Prima di entrare in politica era un imprenditore sull'orlo del fallimento, poi l'illuminazione: scendo in campo. Ai "pecorones" ha fatto credere che scendeva in campo per il bene del paese, per combattere i comunisti, anche alleandosi con i neo-fascisti, mentre ai suoi collaboratori avrà spiegato il vero motivo, che tutti noi immaginiamo e che trova riscontro nelle innumerevoli leggi ad-personam e nella lotta contro la magistratura. Ma guarda un pò il caso: da quando è entrato in politica non solo non rischia più il fallimento e non avrà (forse) problemi con la giustizia, ma ha visto aumentare potenzialmente parlando tutte i suoi averi e le sue proprietà.
Per rendersi conto cliccare qui: http://forum.parlamentopulito.com/viewtopic.php?pid=31

Dalla politica alle televisione (se vincesse le prossime elezioni non avrebbe soltanto Mediaset e "la7" ma anche la RAI), dalla banche all'editoria, per arrivare al cinema sino  alle assicurazioni ed agli occhiali da sole, e chi più ne ha più ne metta.
Insomma, chiedo una volta per tutte una seria legge sul conflitto d'interessi, per il bene della democrazia italiana. E spero che i miei amici della destra italiana abbiano capito il mio discorso, incentrato sul dialogo e non sullo scontro, per arrivare, una volta per tutte, alla soluzione di tale problema.
E tutto questo per non fare la fine della Thailandia di Shinawatra o della Russia di Putin tanto difesa da Berlusconi.

Pubblicato il 16/4/2007 alle 13.49 nella rubrica Politica Interna.

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