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LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA



Il risultato è sotto gli occhi di tutti, fascisti e forzisti inclusi: l'economia italiana sta crescendo, e sta crescendo con i conti pubblici in ordine.

Vi ricordate quando, durante il governo Berlusconi, si brindava per una misera crescita del PIL dello 0,2% o quando i circoli della libertà dei giovani forzisti andavano a mettere cartelloni e a distribuire volantini perchè il  duce di Arcore era riuscito a non superare la soglia recessione economica del 5% riguardo il rapporto deficit/Pil?

Erano tempi difficili, tempi in cui si rischiava di uscire dall'Unione Europea, tempi in cui il FMI  non faceva altro che lanciare preoccupanti considerazioni riguardo la situazione economica del nostro paese; la recessione economica era dietro l'angolo.
Il governo Berlusconi, per "zittire" il classico cittadino medio, mandava le calcolatrici, i libri del "suo" miracolo economico, ma non ha fatto nulla per controllare l'aumento esponenziale dei prezzi (non posso dimenticare il mio amico commerciante che proprio in quel periodo vendeva la sua merce al doppio, facendo guadagni colossali, senza fare nessuno scontrino fiscale; ora provate a toccargli Berlusconi, che gli ha permesso tutto questo). Nessun condono è riuscito a risollevare le sorti del nostro paese, nessun miracolo economico niente di tutto questo. Tante evasioni fiscali, pochi controlli, e la repubblica delle bananas continuava ad andare avanti con i suoi numerosi fallimenti economici.

Poi cosa è successo?
Bene, vince il centro-sinistra le elezioni e con numerosi provvedimenti, in primis la Finanziaria sociale, tutto sembra girare a meraviglia: il Pil cresce con un ritmo del 2,2% all'anno, i conti pubblici piano piano stanno tornando in ordine, insomma, l'emergenza dell'economia italiana è passata e adesso attorno al nostro Paese c'è un clima di maggiore fiducia.

Ma dico, non vi state accorgendo del cambio di marcia, dell'inversione di tendenza reale che il nostro paese sta vivendo?
Dopo una Finanziaria che ha tolto un po' ai ricchi, per favorire di più le classi più povere della popolazione, che ha rimesso i conti pubblici in ordine e ha fatto ripartire l'economia, ora si comincia anche a parlare di redistribuzione, come ho scritto ieri sull'articolo riguardo il tesoretto statale.
Eguaglianza sociale, rigore economico e redistribuzione: queste le 3 paroline magiche.


Insomma, lasciatemi parlare di quiete dopo la tempesta.

Pubblicato il 15/4/2007 alle 12.6 nella rubrica Economia.

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