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SULLA STRAGE FASCISTA DI BOLOGNA



L'ex Nar Luigi Ciavardini dovrà scontare 30 anni di reclusione per aver partecipato "come esecutore materiale" alla strage alla stazione di Bologna (2 agosto 1980, 85 morti e 200 feriti).
Lo ha deciso la seconda sezione penale della Corte di Cassazione dichiarando inammissibile il ricorso dell'imputato e confermando così la sentenza della sezione minori della Corte d'appello di Bologna che, nel dicembre di tre anni fa, aveva ritenuto l'imputato responsabile del reato di strage. Valerio Fioravanti e Francesca Mambro sono stati già condannati all'ergastolo, con sentenza definitiva, per quell'estate di sangue di 27 anni fa.

Soddisfatta per l'esito del processo in Cassazione si è detta anche l'Associazione dei familiari delle vittime: "Con la condanna di Ciavardini, si chiude il cerchio degli esecutori materiali dell'attentato. Continueremo, però a cercare i mandanti".

E' vero: gli esecutori materiali sono stati tutti arrestati e giudicati colpevoli in ogni grado di giudizio. Per quanto mi riguarda, la chiave della cella di questi neo-fascisti può anche essere gettata in mare. Troppi innocenti sono morti, senza fare sconti a nessuno, in primis donne e bambini.
Ma chi c'è dietro l'atto terroristico più grave che abbia insanguinato l'Italia nel secondo dopoguerra? Chi sono i mandanti?
E' noto che subito dopo l'attentato, il governo presieduto da Francesco Cossiga e le forze di polizia attribuirono lo scoppio a cause fortuite e poi attribuirono la strage alle Brigate rosse.Si trattava di un depistaggio delle indagini, depistaggio che apparve subito evidente a molti, causò numerose polemiche negli anni successivi e favorì la nascita di teorie cospiratorie correlate alla cosiddetta strategia della tensione.
Oltre ai neo-fascisti vennero condannati per il depistaggio delle indagini l'ex capo della P2 Licio Gelli, l'ex agente del SISMI Francesco Pazienza e gli ufficiali del servizio segreto militare Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte. Inoltre il 9 giugno 2000 la Corte d'Assise di Bologna emise nuove condanne per depistaggio: nove anni di reclusione per Massimo Carminati, estremista di destra, e quattro anni e mezzo per Federigo Mannucci Benincasa, ex direttore del SISMI di Firenze, e Ivano Bongiovanni, delinquente comune.

Ma dei mandanti nessuna traccia.
Giustizia, purtroppo, non è ancora stata fatta. E FORSE MAI SI FARA'.
Mia considerazione: pensate a quanto era "forte" il PCI in quel periodo. Riflettere.
Chi poteva volere una cosi forte destabilizzazione politica?

Un ultima cosa che mi ha veramente schifato: il cippo commemorativo nella stazione di Bologna contiene l'elenco delle "vittime del terrorismo fascista". Durante il mandato di Giorgio Guazzaloca, sindaco di Bologna dal 1999 al 2004, l'esponente locale di AN Massimiliano Mazzanti propose di riformulare la frase sulla lapide per rimuovere da essa l'aggettivo fascista. Accolta con sdegno dai familiari delle vittime, stigmatizzata dall'allora opposizione e contestata da buona parte della cittadinanza, la proposta fu ritirata.
Sappiamo tutti quanti ormai, e le condanne della magistratura lo confermano, che si è trattato di un chiaro atto terroristico neo-fascista.
E QUESTO, LA STORIA NON LO DIMENTICHERA' MAI.
BOLOGNA NON DIMENTICA. NEANCHE IL SOTTOSCRITTO.

Pubblicato il 11/4/2007 alle 21.42 nella rubrica Politica Interna.

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