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LA RIFORMA DELLA RIFORMA DELLA RIFORMA DELLE PENSIONI DI ANZIANITA' DEI LAVORATORI

Quest'oggi pubblico un articolo molto interessante del mio amico Izquierdo sulla riforma delle pensioni. Leggere con estrema attenzione.



Inizio questo post con alcuni Link attraverso i quali vi potrete fare un quadro completo dello stato dei conti dell'INPS e altre problematiche varie legate ai lavoratori.


Previdenza e modello Bismarck -Lo stato dell'INPS-

http://www.margheritaonline.it/stampa/scheda.php?id_stampa=25604


I Contributi e le tasse:chi paga,l'evasione e l'elusione,il sommerso.

http://www.spier.it/imgup/inserto%20corretto.pdf

Il conto dell'evasione in Italia: ogni anno sottratti al Fisco 115 miliardi di imposte.

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2007/01/fisco_evasione080107padula.shtml?uuid=9c22b754-9ee6-11db-adac-00000e251029&DocRulesView=Libero

 

L'esercito degli anziani-precari vecchi per il lavoro, giovani per la pensione.

http://www.repubblica.it/2007/01/sezioni/economia/anziani-precari/anziani-precari/anziani-precari.html

 

 

Aggiungo alcune considerazioni personali:

1-E' possibile e doveroso riformare l'INPS sgravandolo dei costi impropri che gli sono stati addebitati.

2- stante la riforma Maroni,che ti raddoppia quasi lo stipendio se rimani al lavoro dopo l'età pensionabile,quel giovane che dovrebbe sostituirmi non dovrebbe aspettare solo 2-3 anni,ma sicuramente 3 dovuti allo "scalone"più tutti quelli che io decido per la permanenza al lavoro ed essendo il mio,ad esempio, un lavoro non usurante potrebbero essere tranquillamente altri 7,che fanno 3+7=10,decisamente tanti.
Quindi non la trovo affatto una riforma pensata per i giovani come invece l'hanno spacciata.
E se un lavoro precario può essere accettabile a 18 anni non lo è sicuramente a 30 quando magari hai già moglie e figli e qualsiasi banca NON ti concede nemmeno un mutuo se non hai un lavoro fisso.
Questa è una profonda ingiustizia che va sanata,il lavoro è un diritto sancito dalla costituzione,per cui ogni governo deve mettere in campo delle politiche tese a questo scopo.

3-dei 115 mld.di euro annui di evasione fiscale ben 35 riguardano l'evasione contributiva che tradotto significa:
alcune aziende non pagano i contributi per i loro dipendenti,o perchè sfruttano lavoro nero o perchè semplicemente non lo fanno ma questi costi è ovvio che vengono caricati sulle aziende che lo fanno e,di riflesso, sui loro dipendenti.
Il recupero di questa evasione contributiva basterebbe,da solo,ad eliminare il problema pensionistico,ed è una cosa che i lavoratori "TUTTI"devono pretendere,senza distinzione di colore politico.

 

Allora,ecco la mia proposta sulla riforma delle pensioni:

 

-intanto l’iniquo “scalone”Maroni che dovrebbe entrare in vigore dal 01-01-2008 va totalmente abolito(ma su questo punto pare che ci sia accordo tra governo e sindacati e quindi direi che non vale la pena soffermarsi più di tanto,oltre a quanto detto al punto 3)

 
-Poi bisogna trovare il coraggio di riformare l'Inps sgravandola dei costi impropri che gli sono stati addebitati e che,da quanto mi risulta,è un giochetto che viene fatto solo in Italia e non negli altri paesi Europei.

I costi dell'assistenza devono essere imputati alla fiscalità generale e non stare solo sulle spalle dei salariati(e qui già la vedo dura che questo e successivi governi abbiano il coraggio di farlo…vedremo, ma non ho molte speranze.) .


-bisogna recuperare l'evasione contributiva.

 
-fatte queste  cose credo proprio che si potrebbe ragionare su "matematiche" diverse e sicuramente meno penalizzanti per le "gobbe" future dell’ente erogatore della pensione di anzianità dei lavoratori.

 

-si fissi poi un tetto che sommi anni di anzianità e contribuzione(ritengo che 93 o 94 sia equo).
in questo modo si va almeno incontro a chi ha fatto lavori usuranti che di solito ha cominciato in giovane età.

Infatti per certi lavori e sono tanti,che sono ritenuti usuranti, il fisico non concede la possibilità di protrarli oltre una certa età,ed è quindi saggio che,a chi svolge determinate professioni venga data l’opportunità di ritirarsi prima ,anche perché di solito sono persone che hanno incominciato a lavorare a 15 –16 anni.
esempio:
un edile che ha iniziato a 16 anni, a 55,dopo quindi 39 anni di contributi,ha tutti i sacrosanti diritti  di andare in pensione,perchè ha già dato!
 Allo stesso modo chi ha studiato ed è quindi entrato nel mondo del lavoro a 25-26 anni dovrebbe avere un lavoro più di concetto e quindi fisicamente meno usurante e di conseguenza può rimanere al lavoro per più tempo,esempio:
se inizio a 25 anni a 60 ho 35 anni di contribuzione e già raggiungo e supero quota 94.

-rimane sempre il problema che ho evidenziato in un altro link:
da una parte si vuole aumentare l'età per andare in pensione,dall'altra le aziende tendono sempre più a liberarsi in modo drastico e doloroso dei lavoratori che hanno superato i 50 anni di età.
Sento in giro molto “accanimento terapeutico”sull'innalzamento dell'età e poca o nulla comprensione di questo drammatico problema.


-per quanto riguarda le pensioni “da fame” e il passaggio da molti suggerito dai 35 ai 40 anni di contributi prima di accedere alla pensione in modo da avere pensioni più dignitose:
credo che per come si sta delineando il mondo del lavoro,dove la precarietà la fa sempre più da padrona,dove la cessione di rami d'impresa da parte delle aziende comincia ad essere una pratica diffusa,dove anche per fare "di fatto" il dipendente,ti viene sempre più spesso richiesto di farti una partita IVA e quindi già ti ritrovi fuori da tutta una serie di garanzie che il lavoro dipendente ti offre,anche solo arrivare a mettere insieme 35 anni "effettivi"di contributi per i lavoratori sarà veramente un impresa sempre più ardua negli anni a venire.

Figuriamoci poi se questo limite viene spostato da 35 a 40 anni di contribuzione.

Ci saranno persone che non ci arriveranno praticamente mai o che ci arriveranno con già un piede nella fossa.

Ricordo a tutti, che la contribuzione deve essere affettiva ed è calcolata in settimane e non in anni,quindi per maturare un anno di contribuzione un lavoratore deve avere la copertura di tutte le 52 settimane che lo compongono.

Quindi direi che il limite dei 35 anni contributivi per maturare il diritto alla pensione va assolutamente mantenuto,anche se nella proposta che ho formulato io (fissare una quota 93 o 94) questo concetto viene superato ed adattato alla storia contributiva di ogni singolo lavoratore.

 
Per cui riassumendo:

-con 35 anni di contributi si matura il diritto alla pensione.
-non vai pensione fino a quando la somma dei tuoi anni + i contributi versati non fa 93 o 94,ma nel frattempo puoi(ovviamente) continuare a lavorare fino a quando non raggiungi la fatidica “quota”.
-se poi vuoi continuare a lavorare anche in seguito per avere una pensione più dignitosa:

prego accomodati,nessuno te lo impedisce.
In questo modo si tutelano tutti quelli che in futuro faranno molta fatica ad arrivare anche solo a 35 anni di contributi,che almeno avranno una pensione,sarà da fame certo,ma meglio rosicchiare un osso che un bastone.
Nel contempo si lascerebbe libertà di scelta,di autoderminazione, ad ogni singolo individuo che avrà la possibilità e/o la voglia di farlo,di decidere se ritirarsi prima dal lavoro ed avere una pensione bassa,o rimanere ancora altri 5 o più anni ed avere una pensione più soddisfacente.


Ora dedichiamo questa parte a come verrà destinato il TFR.


Fondi pensione o vecchie liquidazioni
che fine farà il TFR degli italiani.


http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/economia/tfr-riforma/tfr-riforma/tfr-riforma.html

Sette domande sulla riforma del TFR

http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/economia/tfr-riforma/domande-riforma/domande-riforma.html

 

guida alla scelta della destinazione del TFR:
http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Speciali/tfr/tfr-default.shtml?uuid=4b4e8f74-aa30-11db-9554-00000e25108c&DocRulesView=Libero

 
un piccolo appunto sul T.F.R.,per quanto riguarda l'azienda in cui lavoro:
una percentuale variabile tra il 70 e l'80% dei lavoratori(quindi tantissimi) si terrà il suo TFR e lo conferirià all' Inps(azienda con più di 50 dipendenti).
sentendo anche in giro,questo è +/-il trend nella mia zona.
Credo anche che il dato nazionale non si discosterà di molto da questa percentuale(comunque entro giugno lo sapremo),motivo:

i lavoratori NON si fidano dei fondi di categoria,nonostante che quello del mio settore(metalmeccanici e quindi “cometa”,sia senz’altro il più affidabile tra tutti i fondi di categoria).

ergo:
temo che la "pensione supplementare" sarà un bluff.
e considerate che nella mia azienda l'età media è molto bassa,quindi lavoratori che in teoria dovrebbero avere tutto l'interesse a farsi una pensione integrativa con il TFR,ma chissà come mai non si fidano tanto a dare in mano i loro soldi a terzi....il trend che va per la maggiore è appunto quello che “per il momento” i soldi vengono conferiti all’INPS,stante anche il fatto che questa scelta è reversibile in qualsiasi momento,mentre non lo è la scelta contraria.

 

….e se ancora non siete abbastanza arrabbiati:

 

Le pensioni dei “Reduci di Tangentopoli”:
Renato Altissimo 8.828, Salvo Andò 8.455, Giulio Di Donato 6.590, Giusi La Ganga 8.455, Pietro Longo 8.455, Claudio Martelli 8.455, Paolo Pillitteri 4.725, Giovanni Prandini 9.947, Claudio Signorile 9.947

 

Onorevole si dia un taglio
di Primo Di Nicola

http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Onorevole-si-dia-un-taglio/1494889&ref=hpstr1


Pensioni da 3 a 10 mila euro al mese.
Con soli cinque anni di mandato.
Prese già a 50 anni.
E cumulabili con qualsiasi altro reddito.
È il vitalizio di cui godono gli ex parlamentari.

Ma per i loro privilegi
nessuno parla di riforma !


ma guarda un po'.......come al solito i politici sono spietati a fare le riforme…che riguardano gli altri.

Pubblicato il 2/4/2007 alle 10.28 nella rubrica Economia.

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