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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
28 luglio 2008

GRAZIE A BERLUSCONI, I PRECARI SARANNO ANCORA PIU' PRECARI

Vi ricordate la ricetta di Silvio Berlusconi per risolvere il problema della precarietà? Sposare suo figlio o un milionario, punto e basta. Altre soluzioni, durante la campagna elettorale, non esistevano. Ora, purtroppo per tutti i precari italiani, una soluzione spunta dal cilindro magico del governo Berlusconi: rendere i precari ancora più precari, favorendo solo e soltanto aziende e industrie. Direte voi: ma che stiamo scherzando? Si tratta del solito fraintendimento berlusconiano? No, a quanto pare sembrerebbe tutto confermato. Vi spiego: l’emendamento in questione annulla di fatto la possibilità per i lavoratori, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto di lavoro, che il contratto a tempo determinato possa essere trasformato a tempo indeterminato. Si fa carta straccia anche della norma che tutelava i lavoratori precari dal ricatto delle dimissioni in bianco. È purtroppo assai diffusa, infatti, la pratica delle lettere di dimissioni già preparate al momento dell’inizio del rapporto di lavoro: in questo modo , quando il precario non serve più, il datore di lavoro poteva allontanarlo senza dover trovare una giusta causa e senza dover pagare nessuna liquidazione. Nessuna speranza di venire regolarizzati nemmeno se si lavorava da precari da anni. Il governo infatti ha modificato anche il Protocollo sul lavoro firmato da parti sociali e Prodi il 23 luglio del 2007. Tante furono le critiche al fatto che dovevano passare 36 mesi (considerati troppi) prima di avere un contratto a tempo indeterminato. Ora anche quello diventa un miraggio (a proposito, vorrei ricordare quando spiegavo ai miei amici comunisti: "meglio ottenere qualcosa piuttosto che niente"). L’azienda, in questo modo, non ha più obbligo di assumere a tempo indeterminato nemmeno chi lavora da tre anni senza garanzie. Il futuro, per noi giovani, da sempre precari, sarà ancora più nero grazie al governo Berlusconi. Vi aveva promesso ville e macchine, veline e un lavoro sicuro: vi ritroverete spogliati anche dei vostri stessi pantaloni. Complimenti a chi ha creduto per la terza volta alle favole demagogiche di Berlusconi. La serietà al governo era altra cosa.


24 luglio 2008

LA LEGGE (NON) E' UGUALE PER TUTTI

La legge non è più uguale per tutti. Attraverso il Lodo Alfano ( o farei meglio a chiamarlo Lodo Berlusconi), approvato nella giornata di ieri con 171 voti a favore, 128 no e 6 astenuti, sarà garantita l'immunità alle quattro alte cariche dello Stato, presidente della Repubblica, dei presidenti delle due Camere e presidente del Consiglio, fino alla fine dell'incarico. Ovviamente si tratta della più vergognosa legge ad-personam che Silvio Berlusconi abbia mai fatto realizzare appositamente per salvarsi da un processo che lo vede coinvolto in prima persona (con ampia probabilità di una sua condanna). Non è bastata la depenalizzazione del falso in bilancio, la legge sulle rogatorie, la legge Cirami sul legittimo sospetto, la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi), l'estensione del condono edilizio alle zone protette (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà del Caimano), l'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento, la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni (più volte bocciata dall'Unione Europea); ci mancava il Lodo Alfano, che renderà Silvio Berlusconi ingiudicabile, salvandolo da qualsiasi processo giudiziario. Questa è la sicurezza di cui avevano bisogno i cittadini italiani? O è la sicurezza di cui aveva bisogno il solo Berlusconi? Oltre a tagliare i fondi alle forze dell'ordine, cosa si sta facendo per la sicurezza degli italiani? E ripeto, non parlo di "sicurezza di Berlusconi". Si sarebbero bloccati migliaia di processi pur di bloccare quello per corruzione che vede coinvolto il premier. Ora si è trovata la "scorciatoia" del Lodo Alfano, presentato come un ddl «né molto urgente né poco urgente, ma semplicemente giusto». Ma l'urgenza c'è stata, cari lettori del mio blog. In poco meno di un mese è stata approvata questa legge che per gli italiani non ha nessuna importanza e che riguarda soltanto le quattro più alte cariche dello stato, o meglio, nello specifico, il solo Silvio Berlusconi. Il Lodo è arrivato infatti al Senato, e più in generale all´attenzione del Paese, con una rapidità che in campagna elettorale si diceva sarebbe stata dedicata ad altri temi. Niente di tutto questo: Berlusconi ha imbrogliato gli italiani per l'ennesima volta. I vari Cicchitto e Bonaiuti ci hanno giurato che suddetta legge è simile a quella presente in altri paesi europei; ma non è cosi: negli altri paesi "democratici" le cose funzionano in maniera nettamente diversa (qui potrete chiarirvi le idee). Ma tanto sto parlando da solo: al "popolino italiano", soggiogato dalla propaganda di regime, va bene cosi. La democrazia è sempre più un "optional". Però, dal canto mio, vi prometto che non smetterò mai di diffondere la verità e le nefandezze realizzate dal governo Berlusconi. E' un dovere morale. Voi farete qualcosa?


21 luglio 2008

IN CARCERE

In carcere. Un ministro della Repubblica italiana, nata dal sacrificio di migliaia di partigiani appartenenti a tutte le forze antifasciste, che non ha rispetto per la bandiera e che leva il dito medio contro l'inno italiano deve andare in carcere. Non ci sono alternative. Niente carcere perchè le leggi berlusconiane lo impediscono? Allora che si dimetta: perchè un ministro della Repubblica italiana senza senso dello Stato e rispetto per le istituzioni deve almeno dimettersi. Ma quante deliranti affermazioni del genere deve ancora sopportare il popolo italiano, uno ed indivisibile?  Ma un ministro della Repubblica italiana che afferma: "Dobbiamo lottare contro la canaglia centralista. Ci sono quindici milioni di uomini disposti a battersi per la loro libertà. O otterremo le riforme, oppure sarà battaglia e la conquisteremo, la nostra libertà». "È arrivato il momento, fratelli, di farla finita", come lo dobbiamo definire? Ma è possibile che Silvio Berlusconi non dica niente a riguardo? Li ha sdoganati lui: prendesse seri provvedimenti. E pensare che il "Cainano" ha avuto tanto da ridire sugli interventi (duri e fuoriluogo ma sicuramente giusti e condivisibili) di due cittadini italiani (Sabina Guzzanti e Beppe Grillo) e non trova una ragione per spiegare e giustificare al popolo italiano le criminose affermazioni contro gli italiani e l'Italia di un ministro della Repubblica italiana appartenente al suo governo "liberale" e "delle libertà". Una sola parola: vergogna! Vergogna ai leghisti, a chi li vota e a chi ci stringe le alleanze elettorali.


13 luglio 2008

LA FAVOLA DI "TREMONTAX"

Cominciamo dall'inizio: c'era una volta Tremontax, commercialista personale di Silvio Berlusconi, il quale aveva promesso meno tasse e più crescita e servizi per i cittadini italiani; questi, abbagliati dalle loro promesse e pur avendo visto gli ottimi risultati economici raggiunti dal precedente sovrano "Re Onesto I", Romano Prodi, decidono di consegnare scettro e corona al "Re Caimano da Arcore". Da quel momento, la situazione economica e sociale cominciò a peggiorare drasticamente: si disse inizialmente che era colpa del petrolio e di Mago Merlino; poi, attraverso una "magia ipnotica", si fece credere agli abitanti del regno Italia che tutto andava bene, che le verità erano altre, ovvero quelle ideate dalla triade "illusion-informativa" Del Debbio-Giordano-Belpietro. Magicamente, sparirono i problemi: non si parlò più di tasse, di carovita e di recessione economica. L'astuto Tremontax, per mascherare la sua incapacità nel risolvere suddette situazioni economiche, purtroppo realmente esistenti, ricorse a dei giochetti veramente infantili. Il video conferma, in effetti, il taglio dell'Ici (tassa già tolta per le classi bisognose dal "governo Onesto", in linea con le possibilità del sistema Italia) ma ci mostra anche da dove verranno presi i soldi per coprire la scomparsa della tassa più federalista che la Lega Nord abbia mai visto: 1 milione e mezzo dal Telefono Azzurro; 4 milioni destinati ai disabili e 9 milioni destinati ai malati di talassemia; senza dimenticare i 20 milioni per il contrasto alla violenza sessuale. Capito il giochetto? Togliere a chi ne ha bisogno per stare al gioco del Re Cainano. Un pò come è successo con la "Robin TaX": è stato detto "colpirà i petrolieri e le banche"; purtroppo, in sostanza, e sono parole del governatore della Banca comunista d'Italia Draghi, "colpirà in primisi i consumatori", i quali finiranno per pagare di più. In sostanza, sia la Robin Tax che il taglio dell'Ici, sono degli specchietti populistici e demagocici per le allodole, per i pecoroni appecorati. E volete sapere l'ultima? Si prevedono ticket sanitari anche a carico delle categorie ora esenti: anziani con patologie invalidanti, malati oncologici, a prescindere dal reddito; riduzione dei posti letto ospedalieri e taglio del personale sanitario, medici, infermieri e tecnici, per raggiungere il pareggio del bilancio. Anche il lombardo Roberto Formigonix ha lanciato un messaggio di fuoco a Re Berlusconi e Tremontax.  Perché le Regioni si sono schierate compatte contro il piano Tremonti? Il Patto per la Salute firmato con il governo Prodi, proposto dall'allora ministro Livia Turco e dal responsabile dell'Economia Padoa-Schioppa, prevedeva un incremento del Fondo sanitario nazionale del 3% dal 2008 al 2011, passando da 99 miliardi euro a 108 miliardi e 500 milioni. L'accordo prevedeva somme aggiuntive per il rinnovo del contratto dei medici e paramedici e per la copertura dei ticket sulle ricette per la specialistica e gli esami diagnostici. Più di tre miliardi di euro per evitare i ticket e 1.800 per i contratti. Erano altri tempi, cari lettori del blog. Ora ci meritamo il terzo governo Berlusconi che, oltre a fare leggi ad personam per il "reuccio", sta tagliando i servizi agli italiani. Nulla di ciò che era stato promesso ha visto mai luce. E gli italiani, per quanto ancora si faranno prendere per il culo dal governo Berlusconi? E' possibile che siano delle "spugne acritiche" che assorbono tutto quello che la propaganda "Mediaset-Mondadori" gli propina quotidianamente? E' ora di smettere di credere alle favole. Sveglia


9 luglio 2008

I "NUOVI RESISTENTI" SIAMO NOI



Sarebbe servita una piazza sicuramente più grande: questa la prima riflessione che mi viene in mente pensando alla manifestazione di ieri pomeriggio a Piazza Navona contro Silvio Berlusconi e le sue leggi "fascistissime" e "ad personam". Piazza Navona era gremita in ogni singolo punto: tanti giovani, giovanissimi, tanti cartelloni e magliette "Fermiamo il Caimano", tutti uniti per dire "basta" a tutte quelle leggi create dal governo Berlusconi per Berlusconi stesso, per salvarlo dai processi che lo vedono coinvolto. Quelli della destra populista e demagogica ci chiamano giustizialisti; eppure, loro che sostengono un padrone il quale vuole una giustizia assservita al potere politico (il suo), loro che pensano che il "Lodo Alfano" sia cosa buona e giusta, loro che per bloccare il processo di Berlusconi ne bloccherebbero altri migliaia, mettendo in serio pericolo la sicurezza dei cittadini italiani, farebbero bene a ragionare e chiamarci legalisti. Il governo Berlusconi elabora un pacchetto sicurezza il quale non avrà mai concreta attuazione. Perchè? Perchè chi verrà arrestato per stupro, spaccio, rapina, abuso d'ufficio ed ovviamente corruzione (che riguarda in prima persona il premier Berlusconi) non sarà mai processato nei prossimi anni: tutti questi processi saranno bloccati, sospesi a data da definire. Ed ora mi rivolgo anche ai miei amici del Partito Democratico: ma su queste basi, come è possibile cercare ancora un dialogo? Anche lo stesso Presidente della Camera Fini (super-partes?) si sta muovendo per far approvare al più presto possibile tale norma "salva-Berlusconi". Come ha detto Antonio Di Pietro: "Quando c'è un'emergenza democratica si sta al fronte". E noi, nel nostro piccolo, abbiamo deciso di stare al fronte e combattere contro queste ingiustizie, contro questa "dolce" dittatura. I "nuovi resistenti" siamo noi, tutti quelli che ieri erano a piazza Navona, tutti quelli che hanno aderito sostanzialmente e con il cuore alla manifestazione. Siamo pronti per raccogliere miloni di firme per attuare quei referendum e cancellare queste leggi vergogna. Ho apprezzato l'intervento di Moni Ovadia: "Se lasci lo strumento per un giorno, lui ti lascia per una settimana, e lo stesso vale per la democrazia". È stato un errore, ammette Ovadia, "non aver protestato abbastanza contro il procellum, aver accettato la logica dei ragazzi di Salò: abbiamo il dovere di una mobilitazione permanente, la nostra opposizione deve essere ferma, adamantina, inequivocabile. Basta con le vie intitolate ai fucilatori di partigiani". Come dimenticare le parole di Pancho Pardi, che ha lanciato un appello perché Berlusconi non diventi presidente della Repubblica: "Chi ha già provato a sfregiare la Costituzione non potrà diventarne il custode, chi è uscito dai processi di magistratura solo perché ha fatto delle leggi a proprio favore non può diventare presidente del Csm, chi si è vantato di spregiare il 25 aprile non potrà diventare presidente della Repubblica che è nata dalla Resistenza. Ci aspetta una dura campagna, lunga cinque anni". E noi saremo pronti, schierati, per combattere questo nuovo fascismo, per difendere la costituzione repubblicana, per difendere la legalità e la giustizia. I "Nuovi Resistenti" siamo noi.


7 luglio 2008

VOGLIONO CANCELLARE LA STORIA E LA RESISTENZA


 
Il governo Berlusconi, oltre che occuparsi dei problemi giudiziari del suo leader, realizzando norme ad hoc per evitargli qualsiasi tipo di processo che lo vede coinvolto (bloccando, a discapito dei cittadini italiani onesti, migliaia di procedure giudiziarie per stupro, furto, sequestro, corruzione, rapina etc etc), ha deciso di scagliarsi pesantemente contro la Resistenza italiana: nello specifico, attraverso il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, si prevede nel suo articolo 26 la soppressione degli enti inutili fra i quali dovrebbe o potrebbe essere incluso, come segnalato e denunciato in questi ultimi giorni dalla stampa, anche il Museo storico della Liberazione di via Tasso in Roma. Non è inoltre escluso che altri enti e strutture dediti alla custodia e alla valorizzazione della memoria della Resistenza e dell’antitotalitarismo possano essere compresi nella suddetta soppressione. L'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia, di cui faccio parte) giustamente in un suo comunicato fa notare: "non è ammissibile e rappresenterebbe un vulnus gravissimo alla storia, alla dignità e all’essenza democratica del nostro Paese un provvedimento di tale natura, anche se esso si risolvesse non nella soppressione del Museo (ed eventualmente di altri enti e strutture analoghe) ma in un mutamento della sua gestione che ne ridimensionerebbe l’attuale funzione testimoniale e didattica, come efficacemente evidenziato dal suo direttore, prof. Antonio Parisella" (qui troverete l'intero documento). Caro Brunetta, prima di definire "inutili" luoghi di memoria di tale importanza, le consiglio di visitarli personalmente: ci sono scritte fatte con le unghie da tanti italiani condannati a morte dalla dittatura nazi-fascista. Vada a vedere di cosa si tratta, poi magari si accorgerà del grave errore che sta compiendo. La storia non si cancella. La Resistenza non si tocca.



 

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