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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
29 maggio 2008

BLOGGER CONTRO OGNI FORMA DI RAZZISMO E FASCISMO

 

Dopo le aggressioni fasciste alla Sapienza e ai danni di Cristian Floris, 24enne conduttore del portale DeeGay.it, aderisco all'iniziativa di EmaeTizi contro ogni forma di razzismo e fascismo. Riporto le loro parole che condivido e sostengo fortemente e consiglio a tutti i miei lettori di diffondere il più possibile: 

Il clima venutosi a creare in Italia è sempre più irrespirabile. Le forze conservatrici stanno attuando una involuzione culturale e sociale che sta portando il Paese verso derive fasciste, illiberali e razziste. Basta osservare la caccia alle streghe contro gli stranieri, le aggressioni squadriste contro compagne/i e ragazze/i, la discriminazione contro gli omosessuali, il bavaglio imposto a giornalisti “scomodi”, ecc... Di episodi ultimamente ce ne sono stati molti. Troppi. Dall’uccisione di Nicola al raid al Pigneto a Roma. La notizia, riguardante le aggressioni fasciste alla Sapienza di Roma è quindi solo l’ultima di una lunga serie di accadimenti violenti, di cui la matrice fascista è la drammatica costante. Tutto questo é inaccettabile per chiunque ha a cuore la libertà, l'eguaglianza e la tolleranza. Perciò abbiamo deciso di indire per il 2 giugno una giornata di lotta contro l'intolleranza: ogni blog che si riconosce nei valori elencati parteciperà esponendo sul suo blog il logo speciale che vedete in questo articolo per dimostrare la sua volontà di non cedere all'avanzata dell'intolleranza che ha investito questo paese. L’invito a chi legge è quello di riportare questo comunicato sul proprio blog quanto prima nel tentativo di rendere più visibile possibile questa iniziativa, e di riproporre in un secondo momento il logo nella data indicata. Diamo un segnale: combattiamo il razzismo e il fascismo.


26 maggio 2008

L'INTOLLERANZA FASCIO-FORZISTA

E' risaputo: l'intera campagna elettorale del Popolo delle Libertà è stata caratterizzata dall'odio per il diverso: innumerevoli, infatti, le dichiarazioni di Berlusconi e Bossi (e non solo) contro immigrati, extracomunitari, romeni, omosessuali, atei e gli irrinunciabili "comunisti". Hanno parlato di ronde; hanno fomentato, attraverso i loro media, la società italiana verso l'odio e la giustizia fai da te; e questi, purtroppo, sono i risultati della loro politica: raid neonazista al Pigneto contro immigrati regolari. Ed il sindaco Alemanno dove sta? Questa sarebbe la sua concezione di sicurezza tanto "blaterata" in campagna elettorale? Invece di pensare alla teca dell'Ara Pacis o alle strade da dedicare ad Almirante e Craxi, perchè non pensa a queste problematiche ben più importanti? Grazie.


22 maggio 2008

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. La vera emergenza per Silvio Berlusconi riguarda due questioni in particolare: salvare Rete4 e cercare una "scorciatoia" per il processo che lo vede imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills. Certo, per carità, con la maggioranza che si ritrova, conquistata con una propaganda mediatica asfissiante, sarebbe impossibile non fare niente per il paese: infatti, decreti xenofobi e politiche "confindustriali", sono all'ordine del giorno. Ma dicevamo del lupo: appena salito al potere, non ha perso tempo. Nascosto nel famoso "decreto sicurezza", realizzato ad hoc per i suoi elettori "più attenti", ecco che spunta dal nulla una norma di 13 righe nell'articolo 2 che sembra essere pensata su misura per il Presidente del Consiglio. Tale norma concede la possibilità agli imputati per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per valutare se accedere al patteggiamento. E la sentenza definitiva? Arriverà mai? Meglio patteggiare vero? Ma i miei amici della destra forzista (quelli di An neanche li considero più) ti risponderanno che a loro non interessa: la democrazia non li riguarda, figuriamoci il conflitto d'interessi e le leggi ad-personam. E Rete4 poi, dove la mettiamo e soprattutto come la salviamo?  Questa è la nuova missione "im"possibile. L'Unione Europea ha deciso chiaramente: date le frequenze a Europa7, punto e basta. Ma il governo Berlusconi gli ha risposto "picche" o meglio, con un emendamento che aggira la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a Europa7. Cosi, mentre Berlusconi ti leva l'Ici (tolta al 40% della popolazione già dal governo Prodi), la collettività italiana, tutta, forzisti inclusi, dovrà pagare 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per aver salvato Rete4 (127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani). Berlusconi toglie l'Ici e già ti ha messo la "tassa Rete4". Ma il conflitto d'interessi non esiste per i miei amici del popolo delle libertà, vero?


15 maggio 2008

MA PER FRATTINI LA CINA VALE PIU' DEL DALAI LAMA

Guardate il Giornale di Berlusconi come commentava l'impossibilità di Romano Prodi di ricevere il Dalai Lama: "Ma ogni delicatezza per non disturbare la Cina, dispotismo comunista che da quando esiste ha fatto la guerra a tutti i suoi vicini". E continua: "Perciò anche in Italia come in Canada e negli Stati Uniti e in Germania si deve ricever con ogni onore il Dalai Lama". Ora, dimostrerò ai miei amici fascio-forzisti, quanto siano stati derisi ed umiliati proprio da chi prometteva il contrario: è notizia di oggi, infatti, che Il ministro degli Esteri Franco Frattini non intende provocare inutilmente gli «amici cinesi» incontrando il Dalai Lama, il leader spirituale tibetano. E’ quanto afferma in un’intervista al Financial Times. Che non si voglia disturbare "la Cina amica"? Riprendendo il titolo a caratteri cubitali del giornale berlusconiano, possiamo affermare che la Cina "per Frattini vale più del Dalai Lama"? Ma non doveva cambiare l'aria? I comunisti non mangiavano i bambini? Citofonare Berlusconi-Frattini per ogni chiarimento. A Mario Giordano, direttore de "IlGiornale", dedichiamo il nostro silenzioso sdegno. Ai pecorones il video in questione, con l'augurio che possano prima o poi aprire gli occhi una volta per tutte.


13 maggio 2008

NON DIMENTICHERO' MAI QUANDO SILVIO BERLUSCONI...



Non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi,
in seguito alla vittoria elettorale di Romano Prodi, cominciò a tirare fuori il sospetto dei "brogli" da parte del centro-sinistra, mettendo quindi in discussione la stessa democrazia italiana; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi minò continuamente le fondamenta del governo Prodi tramite spallate e presunte compravendite di senatori della maggioranza; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi rifiutò qualsiasi apertura al dialogo con il legittimo governo Prodi, neanche per le riforme costituzionali; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi votò e fece votare sempre contro qualsiasi decreto legge promosso dal governo Prodi, anche se risultasse palesemente a favore delle classi più bisognose e, più in generale, del sistema Italia; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi decise di "scatenare" i suoi media (giornali e televisioni) per "rintontire", tramite "lavaggio del cervello", i cittadini italiani (un esempio: l'Italia non è mai stata tanto sicura, eppure ci sentiamo sempre più insicuri. Avete capito perchè?); non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi agitò più volte il "demagogico" spettro dei comunisti, mangiatori di bambini, demonizzando di fatto l'avversari politico. Ora, per tutte queste osservazioni, non vedo perchè il Partito Democratico debba tendere la mano al governo Berlusconi e cadere nella trappola del finto-buonista. Riuscirà mai Walter Veltroni a capire che per recuperare voti serve un opposizione forte? I berluscones ci hanno martellato giorno dopo giorno su ogni questione, "catturando" cosi il voto dei cittadini, e noi che facciamo? Porgiamo ancora l'altra guancia? Ma vogliamo anche noi rendere la vita difficile a questa gente qua? Sarebbe talmente facile, quasi come sparare sulla croce rossa! Esempio: rete4, ha appena trasmesso in prima serata il discorso politico di Silvio Berlusconi alla Camera. Non vi ricorda Ceausescu con il suo "proclama" serale? Ma che razza di democrazia c'è in Italia? E l'informazione libera ed indipendente davvero  è rappresentata soltanto da Marco Travaglio? Perchè c'è questa sorta di paura nell'attaccare Silvio Berlusconi? Perchè nessuno gli ricorda il conflitto d'interessi, le leggi ad personam, il rilancio della lotta all’evasione fiscale, la funzionalità della giustizia, la trasparenza dei mercati, la pluralità dell’informazione, la lotta alla “Casta”, gli sprechi nella pubblica amministrazione, la lentezza e la farraginosità della burocrazia, la questione della Rai come servizio pubblico, la scandalosa vicenda Europa/-Rete4 ed il connesso rispetto delle Direttive e delle sentenze degli organismi di controllo? Un momento, non sono il solo a ragionare in questo modo: c'è Antonio Di Pietro che la pensa come me. A questo punto, la mia iscrizione all'Italia dei Valori si fa sempre più vicina. E ne sono fiero.


11 maggio 2008

CON MARCO TRAVAGLIO

 

Tutti contro il giornalista Marco Travaglio, dal Partito Democratico al Popolo delle Libertà. Il motivo? Avrebbe attaccato il presidente del Senato Renato Schifani durante la trasmissione «Che tempo che fa» condotta da Fabio Fazio: "Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell'Ansa minacciato dalla mafia e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. È agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D'Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia». «E poi a Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile". Questo il resoconto della questione. Il mio punto di vista? Ha espresso, da giornalista indipendente, un'opinione personale riguardo il neo-presidente del Senato su fatti specifici che lo riguarderebbero in prima persona. Giustamente Travaglio, come qualsiasi onesto cittadino avrebbe fatto, chiede delle spiegazioni allo stesso Schifani, pregandolo di dimostrarci il contrario. Ancora meno tollerabili gli attacchi alla libertà di espressione e di informazione degli esponenti sia del Partito Democratico che del Popolo delle libertà: un'abitudine, quella di scagliarsi contro i programmi "scomodi" e più indipendenti, tipica del vecchio governo Berlusconi (2001-2006). Che ritorni il periodo della censura? Come afferma Antonio Di Pietro: "Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché da un giorno all'altro una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia e il suo passato. Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio, vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore". Come dargli torto? Vi invito anche a leggere la biografia di Schifani   tratta da "Se li conosci li eviti", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio, dell'attuale Presidente del Senato. Io, cittadino onesto, aspetto delle risposte dal Presidente del Senato. Ci chiarisca il tutto. Altrimenti ci dimostrerete che il sistema politico accetta solo e soltanto i giornalisti che chiedono ai politicanti di turno "che tempo che fa", quelli che non si permettono di fare domande scomode, quelli che si adattano al potere. Ma noi cittadini onesti non vogliamo questo, vogliamo la verità, delle risposte e soprattutto libertà d'informazione. Risposte che dovrebbero richiedere anche quelli del Partito Democratico. O no? In questo modo, con questa vostra concenzione "nera" della politica e del potere,  vi state comportando come i "berluscones", e la cosa è inaccettabile. Non vi nascondo che sto pensando di iscrivermi all'Italia dei Valori. Altro che Partito Democratico (delle Libertà).


10 maggio 2008

MARCIA FASCISTA DEI REDUCI DI SALO'? NO, GRAZIE


 
Ho ricevuto, alcuni giorni fa, una e-mail molto interessante da un mio fedele lettore, Giampaolo. Mi fa notare che molto probabilmente  Cuneo, il 10 maggio, sarà teatro di una manifestazione a dir poco scandalosa: la marcia dei reduci della Repubblica di Salò.
A richiederla è un tal Diego Michelini, della Federazione di Torino Repubblica Sociale Italiana, anche a nome dei Reduci della Repubblica Sociale Italiana. Immediato, giustamente, il «no» del sindaco Alberto Valmaggia e della giunta di centrosinistra. «Cuneo è la città di Duccio Galimberti che si appellò ai cuneesi perché si ribellassero a nazisti e fascisti e fu trucidato. È la città della Resistenza. Di Nuto Revelli. Vogliono provocare. Invitiamo il signor questore e il prefetto a vietare la manifestazione». È martedì sera. L’appello del Comune viene diffuso in un comunicato stampa. «Sarebbe la prima volta che i fascisti parlano in una piazza di Cuneo», stigmatizzano all’Istituto storico della Resistenza di Cuneo. Ci provò Giorgio Almirante negli Anni Settanta: finì che la manifestazione del Movimento sociale si tenne, blindata, al chiuso, con duemila ex partigiani a sfilare per le strade della città. Ma a quanto pare, è «Difficile dire di no», argomenta con una manciata di parole il presidente della Provincia, il liberale - ora di Forza Italia - Raffaele Costa: «Manifestare è un diritto. Ma resta il fatto che volerlo fare qui, a Cuneo, ha il sapore della provocazione». E se lo dice pure un forzista, ci sarà un motivo no? Giampaolo mi ha chiesto di dare visione alla faccenda e soprattutto alla possibile contromanifestazione promossa dalle organizzazioni partigiane: sabato, stessa ora (10,30), sempre nella parte vecchia di Cuneo. L'Anpi e le altre associazioni (tra cui Aned, Fvil, Fiap, Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea, Cgil, Cisl, Arci, Acli, Associazione Combattenti e reduci, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e la Citta Apertà) ritengono che sia una richiesta provocatoria in quanto: il mese di maggio del 1945 non ha rappresentato la fine dei lutti e delle sofferenze provocate dalla guerra voluta dal fascismo (morte persone sono morte in conseguenza delle ferite, molte internate hanno continuato a morire nei lager); il 10 maggio '45 a Cuneo c'è stato un solo morto, ed era partigiano; i giustiziati della RSI erano stati riconosciuti passibili della pena capitale (prevista dalle disposizioni insurrezionali del CNL Alta Italia) da un regolare tribunale della V° Zona Partigiana; Cuneo è città Medaglia D'oro e Città Simbolo della Resistenza. Riporto ancora dal comunicato stampa: "per questi motivi le associazioni sopraindicate, non solo deplorano la gravità della richiesta ma, preoccupate anche del clima di pericoloso revanscismo fascista e neonazista che si manifesta nel nostro Paese (vedi i recenti fatti di Verona), sottolineano i rischi di una ricaduta che una simile iniziativa potrebbe avere sulla civile convivenza recando una sostanziale offesa ai valori della Costituzione.  Pertanto le associazioni firmatarie, pur rispettando i morti di qualsiasi parte non possono tuttavia accettare le equiparazioni e si impegnano a riaffermare i valori della Resistenza e dell'antifascismo organizzando per sabato 10 maggio dalle ore 10:00 un presidio, davanti alla sala di S.Giovanni, dove è allestita la mostra "Liberazioni". Vorrei aggiungere un'ultima cosa: non si potrà mai equiparare chi ha combattuto per la libertà con chi ha combattuto per una dittatura. Mai. Ora e sempre Resistenza.

Last Update: 
sembra chiudersi definitivamente “per ragioni di ordine pubblico” la vicenda in questione. La marcia fascista non si farà. Bene cosi.

 


8 maggio 2008

SANDRO BONDI, MINISTRO DELLA CULTURA ITALIANA



Sandro Bondi, ex segretario della FGCI (i giovani comunisti per intenderci) ed ex sindaco comunista di Fivizzano, convertito alla religione di Berlusconi per opera di Renato Cascella, è il nuovo ministro della cultura italiana. Avete anche il coraggio di chiedermi chi sia Sandro Bondi? E' l'autore della più importante opera culturale del nuovo secolo: "Una storia italiana", il libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane (che io, malauguratamente, ho subito cestinato). Altro che la Divina Commedia di Dante; noi italiani del XXI secolo abbiamo "Una storia italiana" di Sandro Bondi. Da lì a poco, ricambiando la fiducia accordatagli da Berlusconi, diventantò negli anni successivi uno dei suoi maggiori sostenitori, esternandogli pubblicamente in più occasioni la propria devozione e fedeltà, anche tramite poesie che ha talvolta letto in alcuni programmi televisivi (in parole povere, se la gioca con Emilio Fede). Ed ora è Ministro della Cultura italiana. Ci rendiamo conto? Ma basta con le inutili polemiche: sarà un piacere per noi "comunisti" ricordarti cosi, con tanto di fazzoletto rosso intorno al collo. Guardate come era, e guardatelo come è adesso (dopo la rivelazione berlusconiana). Buon lavoro Sandro. Anche da parte nostra.


7 maggio 2008

IL MAGO BERLUSCONI ED IL POPOLO DEI "CREDULONI"



Il leader del Popolo dei "creduloni" era stato chiaro ed onesto come non mai: "nel governo del Popolo della libertà ci saranno 12 ministri, e 4 di questi saranno donne".
Punto e basta. Lo riportava in prima pagina e a caratteri cubitali anche "IlGiornale", quotidiano diretto dal fedelissimo Mario Giordano e di proprietà di Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi sembrava accogliere a braccia aperte la proposta del governo Prodi di tagliare il numero dei ministri (al massimo 12, con la compagine governativa tra ministri, viceministri e sottosegretari che non avrebbe potuto superare il tetto di 60 componenti). Anche in campagna elettorale, Silvio Berlusconi giurava, come sempre, sulla vita dei suoi figli, che non avrebbe nominato più di 12 ministri; ed invece, purtroppo per i miei creduloni, era la solita "berlusconata". Silvio Berlusconi, infatti, si appresta a nominare ben più di 12 ministri, senza contare che si parla di un "ministero per la semplicificazione legislativa", creato ad hoc, anche se non se ne conosce l'utilità, per quella "splendida mente" di Roberto Calderoli.  Eppure, i creduloni delle libertà, domani mi verranno a dire che Berlusconi avrà fatto soltanto 12 nomi, rispettando cosi la suddetta "legge Bassanini" (quella dei 12 ministri). Gli farò capire, spero, che il presidente del Consiglio in pectore supererà solo "con un altro decreto legge", in cantiere per il primo consiglio dei ministri, il limite posto dalla Bassanini. Scrive Pasquale Laurito nella sua Velina Rossa: "Berlusconi non può nominare più di 12 ministri, perchè incollato dalla legge Bassanini" quindi per ora il leader del Pdl "dovrà nominare i 12 ministri previsti dalla legge e poi dovrebbe al primo cdm varare un decreto che supera la Bassanini e dopo dare le nuove poltrone ai ministri senza portafoglio, tra cui lo stesso Bossi". Chiaro il progetto di Mago Berlusconi? Prima nominerebbe i 12 ministri, come prevede la Bassanini e poi, dal nulla, come un mago, moltiplicherebbe i ministeri tramite un decreto legge da approvarsi al più presto. Ed i creduloni delle Libertà saranno come sempre ai loro posti, pronti ad applaudire. Anche quando vengono presi per il culo.


5 maggio 2008

"LA RESISTENZA NON SI DISCUTE". PAROLA DI ALEMANNO



Il neo-sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha rilasciato questa mattina delle dichiarazioni di enorme importanza, direi quasi rivoluzionarie, nei confronti dei caduti della Resistenza italiana; lo ha fatto dopo aver deposto una corona di alloro ai piedi del monumento di Porta San Paolo, simbolo della resistenza romana
(proprio da dove partì la manifestazione antifascista Anpi di alcuni giorni fa): "I valori della Resistenza non si discutono; sono valori di libertà contro gli occupanti. Non c'è nessuna polemica, ma grande rispetto e radicamento». E continua: "i valori della Resistenza non devono essere messi in discussione dalle opere di chiarimento storiografico e di ricucitura nazionale, perchè sono fondativi della Costituzione. Credo - ha concluso - che ciò che ho detto sia condiviso da tutta An. Nella destra italiana non esiste spazio per la difesa del totalitarismo".  Ora mi immagino le facce e le smorfie di tutti quei "fascisti di professione" e/o appartenenti alla destra sociale che, per anni, hanno combattutto proprio chi diceva "testuali parole". Finalmente, anche a destra, qualcuno si sta svegliando. Altri, compresi alcuni titolari di diversi blog di estrema destra (mi viene da ridere al sol pensiero), si staranno appena riprendendo dalla batosta provocata dalle parole di Alemanno sul movimento partigiano che, sistematicamente, vanno a distruggere anni e anni di loro sporche battaglie ed inutili slogan. La Resistenza è un valore comune, fatevene una ragione. Il prossimo anno, cari compagni, vi aspetto per festeggiare insieme il 25 aprile.


2 maggio 2008

RICOMINCIARE DAI VALORI DEL 25 APRILE


 
Ricominciare dai valori del 25 aprile: questo deve essere il futuro del Partito Democratico e, più in generale, della sinistra democratica in Italia. Ricominciare da quegli ideali che hanno costituito la base della convivenza civile dopo il ventennio di dittatura fascista: la libertà, l'uguaglianza, la giustizia e la democrazia. Perchè oggi, troppo spesso, la società si dimentica di suddetti valori che sono alla base della nostra Costituzione, fondata sul sacrificio di migliaia di eroi partigiani e, purtroppo, allo stesso tempo, rimangono i tentativi di sminuire e infangare la storia della Resistenza, cercando di equiparare i "repubblichini", sostenitori dei nazisti, ai partigiani e ai combattenti degli eserciti alleati. Si parla di tasse, di inflazione, di "monnezza" ma ci si dimentica di quei valori senza i quali non si potrebbe neanche discutere di tali problematiche. Guardare ai valori del passato, appartenenti al movimento partigiano e democratico, per diffonderli ed adattarli alla società italiana contemporanea. Se andiamo avanti per questa strada non si potrà mai sbagliare, lo dice la storia. Anchè perchè non vorrei mai più vedere queste scene: fascisti, con tanto di saluto romano, in Campidoglio. "Roma città Aperta" rifiuta i fascisti. Inoltre, come avrete potuto notare, è online il mio nuovo video sulla manifestazione antifascista "Anpi" del 25 aprile 2008 a Roma, festa della Liberazione. Restiamo uniti e ricominciamo da quella splendida giornata di sole, da quella giornata cosi antifascista e democratica.



 

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