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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
28 marzo 2008

CHI DI PORCELLUM FERISCE DI PORCELLUM PERISCE

 

Mentre Giuseppe Ciarrapico va ad aprire a Latina (o dovrei dire Littoria?!) la campagna elettorale per diventare senatore del Popolo delle Libertà al museo "Piana delle Orme", museo della memoria fascista, affermando tranquillamente di essere un "camerata non pentito", Silvio Berlusconi comincia ad avere seriamente paura di perdere le prossime elezioni politiche, soprattutto per un possibile pareggio al Senato. E badate bene: le potrebbe perdere proprio per colpa di quella legge di riforma elettorale, il famoso "Porcellum Calderolum", realizzata "ad hoc", durante il suo governo, per cercare di ottimizzare al massimo i voti della perdente ex "Casa delle Libertà". Walter Veltroni, mettendo avanti il bene del Paese, e sapendo di partire in svantaggio (e quindi di avere anche la "convenienza politica" a lasciare il "porcellum" come sistema elettorale), aveva più volte offerto a Silvio la possibilità di un accordo bipartisan per cercare di attuare una seria riforma elettorale che portasse ad una forte stabilità dopo i risultati delle elezioni. Berlusconi non ha ceduto, ha voluto le elezioni ad ogni costo; e forse, molto probabilmente, se ne pentirà. Appena due giorni fa IPR marketing ci presenta i dati di una simulazione clamorosa: cosa potrebbe succedere al Senato, a fronte di quattro scenari di risultati diversi, dal n°1 (più favorevole al Cavaliere) al n°4 (meno favorevole). In parole povere, solo nello scenario più favorevole a Berlusconi, questo avrebbe soltanto 5 senatori di vantaggio, mentre negli altri tre scenari sarebbe parecchio lontano da una pur minima maggioranza. Un Senato difficilmente governabile tanto che il Carrozzone delle Libertà (pur imbarcando al suo interno fascisti e diniani), nell'ipotesi più favorevole a Berlusconi e Fini, potrebbe raggiungere 160 seggi contro i 155 del complesso delle opposizioni (esclusi i 7 senatori a vita) e avere quindi una maggioranza molto risicata, probabilmente insufficiente a garantire la governabilità del Paese. Riporto le parole del giornalista Massimo Razzi: "L'altro dato importante riguarda i due partiti intermedi (Sinistra Arcobaleno e Udc) che, in queste ipotesi, conquisterebbero insieme una trentina di seggi finendo per contribuire al formarsi di un'opposizione parlamentare che in tre scenari su quattro supererebbe la maggioranza. Da notare, infine, che in nessuna regione (stiamo sempre parlando del Senato) una delle due coalizioni maggiori arriverebbe a superare quota 55%. Nel 2006 questo era successo in Lombardia, Veneto e Sicilia (per il Polo) e in Emilia, Toscana, Umbria, Basilicata e Calabria (per l'Unione). Ne consegue una situazione in cui, in ciascuna regione, il vincitore prende il 55% dei seggi e i perdenti si dividono il 45% sempre che altri partiti, oltre ai due maggiori, superino la soglia dell'8%. Quattro scenari. Le ipotesi possibili sono quattro: la prima parte dal presupposto che il Pdl conquisti tutte le regioni in bilico, tranne l'Abruzzo (tenuto dal Pd-Idv); in questo caso, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi raggiungerebbe una maggioranza di 5 seggi (160 senatori contro 155 dell'opposizione). Sinistra Arcobaleno e Udc, infatti conquisterebbero senatori in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia (Sinistra Arcobaleno) e Veneto, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia (Udc). Sono le regioni in cui i due partiti si trovano intorno alla soglia dell'8%. D'altra parte, se non riuscissero a superarla, i loro seggi andrebbero, in ciascuna regione, a vantaggio della coalizione sconfitta e non di quella vincitrice. Questo perché, come accennato prima, in nessuna regione qualcuno supera il 55% dei voti. Gli altri scenari muovono dall'idea che il Partito Democratico-Idv riesca a tenere, oltre all'Abruzzo, anche il Lazio. In questo caso, il complesso dell'opposizione (Pd-Idv, Sa, Udc) pur non essendo ovviamente in grado di formare una maggioranza, avrebbe un vantaggio di 7 seggi (161 contro 154) rendendo di fatto impossibile il governo della coalizione Pdl-Lega-Mpa. Se poi, il raggruppamento di Veltroni fosse in grado di tenere anche in Calabria, l'opposizione arriverebbe addirittura a quota 164 seggi contro i 151 di Berlusconi. Infine, se al Partito Democratico riuscisse di prevalere anche in Sardegna e Liguria, si arriverebbe addirittura ad una ampia maggioranza per l'opposizione, che potrebbe contare su ben 168 seggi, facendo scendere il Pdl sotto i 150 (147)". Molto interessante, cari lettori del mio blog, non trovate? E facciamo un'altra considerazione: che peso potrebbe avere il cosidetto voto disgiunto? Gianni Guelfi ci fa notare intelligentemente: "Gli elettori della S.A. dovrebbero votare, nelle regioni in bilico tra i due grandi partiti (Liguria, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Calabria), per il PD o l' IDV al Senato. Mentre alcuni elettori di Veltroni e Di Pietro ritornerebbero il favore votando per la banda Bertinotti non solo nelle regioni dove il PD è sicuro vincente (Emilia,Toscana e Umbria), ma anche in quelle dove, come nel Veneto, è dato sicuro perdente. Ciò al fine di consentire alla S.A. di raggiungere il fatidico 8%, utile a rosicchiare senatori a Berlusconi". Andando a sommare queste considerazioni, capiamo bene che Berlusconi sa di non avere più la vittoria in pugno, anzi. Inoltre, aggiungiamo pure che gli ultimissimi sondaggi della giornata vedono il Partito Democratico in forte recupero nei confronti del Carrozzone delle Libertà: il risultato è che Berlusconi si lascia andare a delle dichiarazioni impensabili fino a pochi giorni fa ("attenti, rischiamo di perdere al Senato"). Ma questa volta non si lamentasse. Era stato avvertito da Veltroni, ma ha voluto le elezioni con l'attuale legge elettorale, il "porcellum calderolum": un assurdo sistema elettorale che, in una situazione in cui il Pdl, a livello nazionale mantiene un vantaggio del 5% circa, distribuisce seggi e premi di maggioranza regione per regione con il risultato di un sostanziale "pareggio". Chiudo l'analisi con una frase di mia invenzione e che spero trovi diffusione nella blogosfera italiana: "chi di porcellum ferisce, di porcellum perisce". Yes, we can.


26 marzo 2008

RIDICOLIZZARE SILVIO BERLUSCONI? NON HA PREZZO


Dopo lo schiaffo dato ai miei amici incoerenti della "destra lecchinista-finiana", oggi è il turno di coloro che fanno di Silvio Berlusconi il loro Messia, il loro credo, la loro ragione di vita (e vi assicuro che l'Italia è piena di questi "personaggi fiabeschi"). Attraverso un video propostomi da un lettore via e-mail, sarò in grado di dimostrarvi quanto Silvio Berlusconi possa battere il fido Gianfranco Fini in un teorico scontro su chi sia il politico più incoerente della storia repubblicana italiana: bugie, gaffes, scempiaggini ed i famosi ed innumuerevoli "sono stato frainteso, è colpa della stampa stalinista", che tanto hanno reso  famoso il leader del Carrozzone delle Libertà. Qualsiasi persona che abbia un minimo di onestà intellettuale, corredata da un pizzico di intelligenza,  avrà modo di notare le forti contraddizioni ed incoerenze presenti nella mente di Silvio Berlusconi, tanto che il "ma anche" veltroniano sembrerà niente in confronto. Pregherei tutti coloro che avranno modo di vedere questo video di diffonderlo nei loro blog e di "assaporarlo" in ogni suo secondo: sbugiardare Fini è stato bello, ma ridicolizzare Silvio Berlusconi, credetemi, non ha prezzo.


25 marzo 2008

PER NON DIMENTICARE: LE FOSSE ARDEATINE


«Questo anniversario rappresenta il simbolo del sacrificio della Resistenza italiana - dice Dino Casali, presidente dell´Anpi, associazione italiana partigiani d´Italia - i romani e non solo non possono e non devono dimenticare. Le moderne democrazie devono continuare a tenere viva la memoria. Non si può permettere che i giovani dimentichino cosa sono state le Fosse Ardeatine». Sull'iscrizione commemorativa: "viatori assetati di libertà fummo a caso rastrellati nelle strade e nel carcere per rappresaglia gettati in massa trucidati murati in queste fosse italiani non imprecate mamme e spose non piangete figli portate con fierezza il ricordo dell'olocausto dei padri se lo scempio su di noi consumato sarà servito al di là della vendetta a consacrare il diritto dell'umana esistenza contro il crimine dell'assasinio".
E qualcuno spieghi a Silvio Berlusconi il vero significato della parola "libertà", grazie (perchè non è soltanto uno slogan elettorale, capito pecorones?).


21 marzo 2008

MA GLI STALINISTI SIAMO NOI...



Era nell'aria: il garante per le Comunicazioni "bacchetta" le tv sulla par condicio. Secondo la commissione Servizi e Prodotti dell'AgCom serve un «immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale», in particolare nei tg, dove si nota un «forte squilibrio» nel rapporto tra formazioni maggiori e minori e tra Pdl e Pd, a vantaggio del primo (ovvero di Berlusconi).
È questo il senso dell'atto di richiamo rivolto dal Garante sia alla Rai sia alle tv private. Ci stavo proprio riflettendo in questi giorni: è un continuo parlare di Silvio Berlusconi e della sua campagna elettorale; e questo non avviene soltanto in maniera più che evidente nei Tg delle reti private di Arcore (mai, come in questo periodo, il Tg5, StudioAperto, il Tg4 di Fede e Striscia la Notizia si sono mostrati "faziosi" a favore del loro padrone, costituendo una vera e propria "macchina di propaganda continua", più o meno "occulta") ma anche nelle reti Rai, con il secondo canale in pole position. Ma voglio fornire ai lettori del mio blog una "chicca clamorosa": avete mai visto "Mattino Cinque", il nuovo programma condotto da Barbara D'Urso e Claudio Brachino?  A parte i siparietti inutili quanto comici della D'urso con Giuliacci (per intenderci quello che fa le previsioni meteo), il resto è tutto un attacco continuo al passato governo Prodi e al presente leader del Partito Democratico Walter Veltroni. Da Paolo Del Debbio (che ha anche un programma prima di Beautiful "scandaloso") ad un giornalista di Libero (di cui non ricordo, fortunatamente, il nome) per arrivare allo stesso Brachino, senza dimenticare gli ospiti (di parte) intervistati telefonicamente dal "fido" Belpietro (con domande studiate a tavolino e del tutto favorevoli al "lor signori"), è tutto un "pout purri" di finissima propaganda di stampo berlusconiano. Se partiamo dal presupposto che il programma ha ottenuto picchi del 26% di share, vi lascio immaginare che effetti possa avere sui telespettatori di quella specifica fascia oraria (pensionati e casalinghe in primis). Ma ormai è risaputo: se non la pensi come loro e se gli fai notare "delicatamente" queste "irregolarità" passi per stalinista. Intanto però, il loro padrone, Silvio Berlusconi tanto per fare nome e cognome, ha già detto che vorrà abolire la legge sulla par condicio. Ma gli stalinisti siamo noi? Vero pecorones?


18 marzo 2008

EVVIVA IL SIGNOR "B"


 
Silvio Berlusconi tira finalmente un sospiro di sollievo: dopo mesi di trattative arriva la conferma che acquisterà Villa Belinzaghi a Cernobbio,
dimora che per tre anni è stata abitata da un suo «dipendente», il fantasista del Milan Clarence Seedorf. Costo totale, 12 milioni di euro, caparra 4 milioni. È in una posizione invidiabile, comoda per la vicinanza dell'autostrada e soprattutto perchè è accanto all'eliporto di Villa d'Este. E, particolare forse non del tutto trascurabile, ha il cancello d'ingresso sormontato da una grande "B" dorata. Che sta per Belinzaghi, ma è già pronta per il nuovo proprietario, "B"erlusconi. Ma pensandoci bene, 12 milioni di euro, cosa sono per Silvio Berlusconi? E' notizia di oggi che il leader del Popolo delle Libertà è il politico più ricco del Parlamento italiano: ha dichiarato per il 2006 ben 139.245.570 euro (quasi cinque volte in più rispetto al reddito del 2005 che era stato di 28.033.122). Gli italiani, quelli più acuti, potranno affermare: "Berlusconi è cosi ricco che vi pare che ci fa le scarpe a noi poveracci?" oppure "con tutti i soldi che ha, poverino, è sceso in campo per difenderci dall'orda comunista, ma chi glielo fa fare" ed infine "lui si che ha guadagnato onestamente i suoi soldi, il resto è tutta invidia" (invidia o voler capire come veramente abbia fatto tutti questi soldi?). Ovviamente, mi preme sottolineare una cosa: questo è il reddito regolarmente dichiarato e facente parte del suo patrimonio personale/individuale. Per quanto riguarda il patrimonio societario, che va ben oltre queste ridicole cifre (per lui ovviamente), questo è protetto da un sistema ben congeniato fatto di società off shore e delle solite frasi "sono società che appartengoni ai miei figli, non so neanche cosa siano" (poi però fa la legge Gasparri). Ma gli italiani veramente vogliono credere alla storia dell'uomo che si è fatto da solo? Chiudiamo, un pò malinconicamente, con una nuova affermazione del signor B: "la par condicio è una legge voluta dalla sinistra. Quando andremo al governo e avremo una maggioranza coesa sarà una delle prime leggi che abrogheremo". Cosi, caro Signor B, parlerà solo lei, come in Romania durante la dittatura di Ceausescu. Contenti italiani? Grande Fratello, Amici, Uomini e Donne e messaggio del "conducator" tutte le sere in diretta: tanto questo ci meritiamo, vero? Evviva il signor B che lavora per noi (o per lui? sveglia italiani!!!).


16 marzo 2008

BENE O MALE, PURCHE' SE NE PARLI

 

Finalmente ho capito. Sono giorni che mi chiedevo cosa spingesse il leader del Popolo delle Libertà, Silvio Berlusconi, a dire cose insensate e a fare cose altrettanto vergognose che logicamente, in un "paese normale", avrebbero portato alla fine politica di qualsiasi candidato. Cercherò di fare chiarezza: prima di tutto ha iniziato con un gesto politico e mediatico piuttosto controverso, ovvero distruggendo e buttando via il documento dei punti programmatici del Partito Democratico con l'intenzione, più o meno evidente, di porre le basi per un più acceso scontro politico; successivamente si è preso la "responsabilità politica e morale" (un pò come Mussolini dopo l'assassinio del povero Matteotti) della candidatura di un fascista dichiarato, ovvero Giuseppe Ciarrapico, motivandola affermando che "sarebbe servita" alla vittoria del Pdl (servita perchè il fascistissimo possiede varie testate giornalistiche, soprattutto nel Lazio); come dimenticare poi la battuta fatta durante un’intervista a “Tg2 Punto di Vista”? Ad una ragazza che gli chiedeva quale fosse la "ricetta politica" migliore per risolvere il problema della precarietà, il leader del Popolo delle Libertà ha testualmente risposto: "sposi un milionario, magari mio figlio Piersilvio, credo che con il suo sorriso se lo possa certamente permettere" . Una risposta che, ripeto, in un "paese normale", avrebbe decretato la fine politica di qualsiasi candidato. Ma l'Italia è il paese delle veline e dei pecorones, delle lobby e degli evasori fiscali quindi mettiamoci l'anima in pace. Ieri, purtroppo, un'altra sparata: Berlusconi aveva ammesso di voler assumere decisioni che «non saranno accettate pacificamente da tutti i cittadini», come per esempio il ritorno alla riforma Maroni delle pensioni, o anche peggio, per poi prontamente smentire, dando la colpa al «tradizionale vizio stalinista di attribuire agli avversari ciò che non hanno mai detto» (lo aveva giurato: avrebbe ritirato fuori la storia dei comunisti al più presto...); domenica pomeriggio l'ultima battuta ad effetto ma di una gravità assurda: «L’altra volta ci hanno portato via la vittoria, tutte le schede bianche sparirono», stavolta no, a salvare la democrazia ci saranno i difensori del voto; «c'è un problema grandissimo che è quello dei brogli – afferma Berlusconi – l'altra volta ci hanno portato via la vittoria, specie in regioni del Sud come la Campania e la Calabria dove dopo la mezzanotte non arrivarono più i voti». Affermazioni pericolosissime, dannose per la nostra democrazia, ma non per lui. Ed ora vi spiego perchè. Ogni candidato politico che avesse realizzato uno dei punti analizzati in questo post, avrebbe pagato, e sottolineo in un paese "normale", con una pesante sconfitta elettorale; in parole povere si sarebbe trattato di un vero e proprio "suicidio politico". In Italia invece, avviene esattamente il contrario: Berlusconi, con questa tattica del "bene o male purchè se ne parli",  ruba i riflettori all'avversario e al diavolo la coerenza politica ed il bene del paese. Deve vincere e per questo sfrutta ogni tattica mediatica, pur diabolica che sia, perchè sa che in Italia vince chi più fa parlare di se. E gli italiani, senza ideali e senza una radicata coscienza politica, i pecorones tanto per intenderci, gli danno pure soddisfazione. Povera Italia mia.


13 marzo 2008

UNA NUOVA "PERLA COMICA" DI SILVIO BERLUSCONI



Siamo alle solite: una nuova "perla comica" di Silvio Berlusconi ha offeso, e sfido a dire il contrario, milioni di italiani. Ad una ragazza che gli chiedeva, nel corso della rubrica del Tg2 Punto di Vista, quale fosse la "ricetta politica" migliore per risolvere il problema della precarietà, il leader del Popolo delle Libertà ha testualmente risposto: "sposi un milionario, magari mio figlio Piersilvio, credo che con il suo sorriso se lo possa certamente permettere" . Insomma,  Berlusconi non perde occasione per fare lo spiritoso, nemmeno di fronte a una delle urgenze più drammatiche del paese.
Per lui tutto è una battuta, anche le problematiche più disperate. Ride e se la canta con Apicella. Giustamente, è subito partita la risposta del leader del Partito Democratico, Walter Veltroni: "le parole di Berlusconi dimostrano una distanza, una separazione dall'ansia di migliaia e migliaia di ragazzi a cui quella ragazza ha dato voce". E il suo vice, Dario Franceschini, si vergogna "come italiano" per quella "offesa insopportabile" a migliaia di giovani "che vivono la precarietà del loro rapporto di lavoro come un'ipoteca sul futuro"; Un'uscita "allarmante", commenta Fausto Bertinotti, "indicativa di una cultura che propone ai giovani una realizzazione fuori dalla loro vita ordinaria". Viste le proposte della destra, aggiunge il candidato premier di Sinistra Arcobaleno, non resta che augurare ai precari "che vincano la lotteria", sebbene la ricetta della sinistra sia quella di "cancellare l'idea della lotteria" a favore di miglioramenti concreti; anche il leader del Partiso socialista, Enrico Boselli, si augura che il Cavaliere chieda scusa e gli dà un consiglio: "E' molto meglio se torna a raccontare barzellette". Ora ragioniamo un secondo: come si dovrebbe sentire un precario, un giovane ed ancora di più una donna, ascoltando le vergognose parole di Silvio Berlusconi? Un pò come quella volta quando nel 2006 Berlusconi disse a Prodi: 'Mica penserà che un figlio di un operaio possa fare l'avvocato?'. Ma ci rendiamo conto che visione della vita ha il leader del Carrozzone delle Libertà? Ma come si permette di infangare e fare battute nei confronti di milioni di italiani che hanno poco da ridere, immersi come sono nelle difficoltà della vita di tutti i giorni. Mi sento profondamente offeso dalle parole di Silvio Berlusconi, anche perchè io stesso, figlio e nipote di operai, sto riuscendo ad ottenere con il massimo dei voti la laurea specialistica in Relazioni Internazionali; certo, con enormi sacrifici per me e per la mia famiglia, ma con la speranza di poter riuscire a garantire per me ed i miei cari un futuro migliore. Si ricordi caro Silvio, che il destino di una generazione non deve essere deciso dalla nascita, bensì dal lavoro, dall'intelligenza e dall'onestà che uno dimostra nel corso della propria vita. Le suggerisco un'ultima cosa: queste "perle comiche", proprie di un capovillaggio e non di un politico, se le tenga per lei e per i suoi giullari di corte. Loro si che rideranno.  


12 marzo 2008

L'INCOERENZA DI GIANFRANCO FINI (CON TANTO DI VIDEO)



Non ho mai avuto stima per l'uomo Gianfranco Fini: un ex fascista, con tanto di foto con saluto romano, diventato il maggiordomo di fiducia del padre-padrone Silvio Berlusconi soltanto per far uscire lui e i suoi amichetti dalle fogne cui il popolo italiano li aveva relegati. I miei amici di An, tra cui tanti militanti di Azione Giovani e di Azione Universitaria, più volte tessevano le lodi del loro "conducator", apprezzandone soprattutto la coerenza e l'autonomia (?!). Dal mio piccolo punto di vista non avevo mai "realizzato" niente di tutto questo; avevo cominciato a cambiare idea quando Gianfranco Fini, dopo che Berlusconi si era avvicinato a Storace e aveva dato il via alla fondazione (dal nulla) del Carrozzone delle Libertà, si era totalmente scagliato contro il Nanetto. In questo video si potranno apprezzare le importanti parole che Gianfranco Fini rivolgeva contro Berlusconi, coerenti, è vero (la migliore frase in assoluto? "con me Berlusconi ha chiuso"). Mi ricordo che quando incontravo i miei amici di An questi si rallegravano di un distacco totale da Berlusconi e dalle sue idee populistiche ed illiberali. Sembravano felici dell'addio di Alleanza Nazionale, un partito con una storia politica (anche se becera), dal partito di plastica, personale ed autoritario di Forza Italia; avevano ricominciato a cantare faccetta nera, ad organizzare gite a Predappio e a tirare fuori le camicie nere. Si paventava un'alleanza con l'Udc di Casini in chiave antiberlusconiana. Ed erano felici, si, perchè liberi di dire e fare quello che volevano, anche di andare contro le parole del loro padrone. Poi qualcosa è andato storto, l'ora d'aria è finita: Gianfranco Fini è tornato all'ovile. Con la coda fra le gambe ha chiesto scusa a Berlusconi, decidendo di mettere fine all'esperienza di An, a favore della creazione del Carrozzone delle libertà (con tanto di Mussolini, Ciarrapico, Fatuzzo, Caldoro, Dini, Nucara, Brambilla, De Gregorio etc etc). Si è messo in testa un'altra volta di servire in tutto e per tutto il suo caro Berlusconi, e al diavolo la coerenza politica. Si è preso dello "sguattero" da  Ciarrapico, è stato insultato da Storace e Berlusconi stesso si è divertito a ridicolizzarlo: Fini, infatti, si è permesso di dire che non sapeva niente riguardo l'eventuale candidatura del fascistissimo "Ciarra"; Berlusconi gli ha risposto che sapeva tutto. Prendi e porta a casa caro Gianfranco: e zitto, muto, a catena! Che Berlusconi ha sempre ragione. Il video finisce con una serie infinita di belati, in seguito alle sue ridicole farneticazioni riguardo il PDL. Bhè che dire, questo si merita. Tu ed i tuoi elettori pecorones.


11 marzo 2008

ELEZIONI PER IL RINNOVO DELLA REDAZIONE DI KILOMBO: SULLA MIA CANDIDATURA


 
Le stavo aspettando: queste importanti elezioni per il rinnovo della redazione di Kilombo, il metablog della sinistra, le stavo aspettando da molto tempo ormai.
Mi domandavo quando si sarebbero svolte, chi si sarebbe candidato insieme al sottoscritto e chi mi avrebbe sostenuto, ma non ho mai ricevuto nessuna e-mail di avviso da parte della presente redazione. Sono venuto a sapere delle elezioni leggendo ieri mattina, per caso, un post di Valerio Pieroni, che parlava del suo programma e di una sua eventuale riconferma. Sono rimasto di sasso: perchè non ho saputo niente? perchè per colpa di un "problema tecnico" non posso candidarmi? Non rappresento anche io una parte della nostra sinistra italiana? Fortunatamente, ho subito trovato sostegno da parte di uno degli stessi candidati, ovvero ElfoBruno, il quale è stato cosi cortese da scrivere anche un appello per la mia possibile e speriamo certa candidatura per il rinnovo della redazione di Kilombo. E' un appello veramente ben scritto e soprattutto ben motivato che invito tutti a leggere ( e parliamoci chiaro: 3 posti per 4 candidati è sicuramente sconcertante). Se avrò modo di essere inserito nella lista dei candidati presenterò un mio programma e cercherò di ricordarvi cosa ebbi modo di promuovere. Come dice l'Elfo, rappresento la parte laica e di sinistra del presente Partito Democratico che guarda con assoluto favore e sostegno ai valori della Resistenza partigiana. Sarebbe un peccato non trovare spazio. Ora e sempre Resistenza.

P.s: ElfoBruno suggerisce di scrivere alla redazione di Kilombo per sottoscrivere il suo appello a favore della mia candidatura e di farlo in fretta perchè le elezioni si terrano la prossima settimana. Popolo di Kilombo sono nelle vostre mani. 


11 marzo 2008

SIAMO DEMOCRATICI ALTRO CHE FASCISTI

  

Precisiamo subito una cosa: è stato Silvio Berlusconi che ha scelto personalmente di candidare nelle liste "sicure" del Carrozzone delle Libertà il fascista Giuseppe Ciarrapico.
Ciarrapico, l'uomo che "non rinnega il fascismo"; sono fascista e me ne vanto il suo pensiero: gira addirittura una leggenda secondo la quale alle pareti delle redazioni delle sue testate ci siano appesi ritratti del Duce. Sembra aver trovato, all'interno del PDL di Berlusconi, il suo "habitat naturale", rilasciando dichiarazioni che vergognose è dir poco: "il fascismo fa parte della mia storia. rappresenta i miei ideali. La mia cultura. In politica però abbraccio il programma di Berlusconi. Condivido tutto quello che ha fatto dal ’94 in poi. E poi, diciamocelo, Berlusconi non è mai stato antifascista. Lo conosco da decenni, non mi ricordo nemmeno che abbia mai festeggiato un 25 aprile... ". E qui il fascista ha centrato un punto degno di nota: Silvio Berlusconi non ha mai partecipato ad una, e dico una, festa del 25 aprile, ne da politico ne da primo ministro  (è stato soltanto capace di fare una figura "barbina" da Vespa  quando pensava che papà Cervi fosse ancora vivo...ah la storia..!!!). Il cavaliere Berlusconi mostra astio su tutto ciò che riguarda la Resistenza, rinnegando allo stesso tempo, i valori della nostra carta costituzionale. Da qui al candidare numerosi fascisti nella sua lista il passo è breve: dalla Mussolini (che è riuscita a guardagnare anche un altro seggio) a Ciarrapico per arrivare al prode Tremaglia, a discapito dei vari liberali Biondi e Iannuzzi, mandati a casa a calci in culo. Una scelta, quella di Berlusconi, che sposta il Popolo delle Libertà sempre più a destra: non posso pensare che tanti elettori "moderati" vadano a votare un partito che conta piu fascisti che liberali. Gianfranco Fini, dal canto suo, dal suo "non conto niente, decide tutto Berlusconi", non può fare altro che protestare e subito dopo tornare all'angoluccio in silenzio. Fiamma Nirenstein, che a me non piace ma che in questo caso dimostra di essere almeno coerente, afferma di "essere incompatibile con chi rivendica il fascismo (Ciarrapico, fiero e fascista, risponde subito per le rime: «Fiamma Nirenstein? E chi è? Non la conosco. Dice che siamo incompatibili? Peggio per lei").  La candidatura di Ciarrapico sarebbe la carta vincente di Berlusconi? Pregherei gli elettori italiani di fargli capire che il fascismo non può e non deve essere la carta vincente di nessun partito italiano, mai più! Siamo democratici e da sempre partigiani, altro che fascisti. I fascisti e coloro che li candidano se ne tornino nelle fogne, grazie.


9 marzo 2008

IL RITORNO DEL CAINANO

 (Inside Foto)

Il "CaiNano" è tornato: al PalaLido di Milano, durante il solito discorso show che piace tanto ai "pecorones appecorati" (intenti soprattutto ad acquistare il "Silviodanaio" - un salvadanaio con le sembianze del leader di Forza Italia, «il posto più sicuro in cui mettere i tuoi risparmi, l’unico con un tasso di interesse altissimo» - e a cantare le varie canzoncine in stile "BuonaDomenica" e Mariano Apicella - con Fini prima voce durante l'esecuzione dell'inno del Carrozzone delle Libertà ovvero "Meno male che Silvio c'è"...), Silvio Berlusconi ha letteralemente distrutto e buttato via il documento dei punti programmatici del Partito Democratico. Per il "tronchetto con la bandana" si tratterebbe di "carta straccia", dimostrando per l'ennesima volta che è lui il primo a cercare lo scontro politico, a mettere gli italiani gli uni contro gli altri e, pericolosamente, a non avere rispetto per l'avversario politico. Silvio Berlusconi, dopo l'ennesimo gesto violento e antidemocratico, si dimostra sempre più convinto di dover radicalizzare lo scontro, ad eccitare il suo popolo e quello degli indecisi, da sempre predisposti ad apprezzare questi osceni e stucchevoli colpi di teatro. Eppure questo "strappo" del programma altrui dimostra una cosa importante: Silvio Berlusconi comincia a "cagarsi addosso". Il leader del centrodestra ci lascia capire di essere stato infastidito e parecchio dai «petardi» del Pd, dalla ventata di novità che questo rappresenta, per la sua capacità di saper parlare in maniera nuova con tutte le categorie e forze sociali di qualsiasi parte d'Italia (e non è un caso il forte successo ottenuto da Veltroni nelle regioni del Nord-Est in questi giorni).  E mentre i pecorones agitavano le bandiere, ecco che partono i balli di gruppo. È toccato a un complesso musicale scaldare la platea del Palalido dove sono presenti circa 8mila persone secondo gli organizzatori. Spazio anche alla musica italiana con «Sarà perché ti amo» dei Ricchi e Poveri e «Boccadirosa» di De André a ritmo di tarantella, e a quella spagnola con un Ricky Martin d’annata.  Gli striscioni e i cori sono tutti per il Cavaliere: «Silvio, Bergamo è con te», «Silvio, sei il nostro Santo» e altre stronzate simili. Ma tanto non c'è differenza tra un congresso di partito di Forza Italia (che tanto non si è mai realmente svolto) ed una puntata di Buona Domenica. La prossima volta però, per fare una cosa più seria, potrebbero direttamente chiamare la Paola Perego a dirigere i lavori interni allo stesso, con Sara Varone pronta ad arringare la folla con una doccia al centro del palco. Tanto in realtà, a questi pecorones, della politica non interessa un fico secco: loro vanno per sventolare la bandiera, per vedere Berlusconi dal vivo, per ballare e cantare, mica per fare politica. La risposta di Veltroni a questo "strappo antidemocratico berlusconiano" è semplicemente perfetta:  «Noi non stracciamo i programmi degli avversari, li leggiamo e li rispettiamo». Prendi e porta  a casa, caro Berlusconi. Un Berlusconi che  imbarca nel suo Carrozzone delle Libertà, alla faccia del lacchè Gianfranco Fini, sempre più gente di "spettacolo": saranno candidati nel PDL (partito che vede al suo interno un'accozzaglia innumerevole di partiti, partitini e movimenti, dai Liberaldemocratici di Dini a De Gregorio, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, dai democristiani di Pizza ai pensionati di Fatuzzo, dai circoli della Libertà della Brambilla a Lombardo, per includere, infine gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio che con Lombardo non so proprio che c'azzeccano) personaggi del calibro di Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, la figlia di Lorenzo Necci, Alessandra, l'ex fidanzata del fratello Paolo, Katia Noventa, la bella Barbara Matera, già «letteronza» di Mai dire domenica, così come Nunzia De Girolamo, che in Campania i quotidiani i locali descrivono come «la nuova Mara Carfagna. E allora so cazzi...Ma lasciatemi chiudere con alcune parole di Eugenio Scalfari, tratte da "Lo strappo del Palalido": "non era mai accaduto un fatto simile in nessuna campagna elettorale. Quel gesto, quelle parole, quei pezzi di carta svolazzanti in aria fanno piazza pulita di ogni ipotesi di "fair play", di rispetto dell'avversario, di consapevolezza dei problemi del Paese e della loro gravità. Tradiscono un senso di paura per un risultato che ancora pochi giorni fa sembrava assegnare con certezza la vittoria alla destra (perchè di destra conservatrice si tratta, altro che popolare) e che invece comincia ad esser percepito come incerto". Vero Cainà?


6 marzo 2008

CHE TU SIA MALEDETTO!

dog.jpg

Non ho parole. La stupidità del genere umano può arrivare a dei livelli veramente impressionanti e preoccupanti.  Riporto alcuni passi dal Corriere della Sera: "sedici agghiaccianti secondi postati su Youtube potrebbero costare la corte marziale a un giovane marine americano di stanza in Iraq, immortalato mentre scaglia un cucciolo di cane di circa 8 settimane in un burrone, ridendo poi soddisfatto insieme a un altro soldato subito dopo la tremenda bravata. Nel video si vede il ragazzo, in tenuta da combattimento e con la mostrina US Marine in bella evidenza, che tiene il terrorizzato cagnolino per la collottola e gli sussurra “cute little puppy” (“cucciolo carino”), mentre il compagno a fianco ripete la frase scimmiottando la voce di un bambino. All’improvviso, il soldato americano solleva l’animale oltre la testa e lo tira nel burrone che ha davanti, mentre una voce fuori campo mormora un assai poco convinto “that’s mean” (“che cattivo”). Il filmato, già visto più di 8000 volte su Youtube, si conclude con i terribili guaiti del cucciolo che sbatte contro le rocce e cade sul fondo del dirupo. Gli scioccanti fotogrammi sono ora all’esame delle autorità militari e se l’autenticità del video verrà confermata (qualcuno ipotizza possa trattarsi di un falso), il soldato rischia di finire davanti alla corte marziale". Ovviamente ho deciso di non postare il video in questione perchè di una violenza visiva inaudita e potrebbe urtare gli animi delle persone, anche di quelli meno sensibili (e ho detto tutto). Un povero cucciolo scagliato in un burrone solo per divertimento? E mentre si sentono i gemiti del cagnolino, i soldati se la ridono, senza nessun tipo di rimorso. La corte marziale non so cosa deciderà nei confronti di questa "vile bestia", ma sarebbe bello che fosse gettato lui stesso in burrone e sotto feroci cani lupo pronti a sbranarlo per bene. Una persona del genere merita tutto il mio disprezzo e il mio odio; sarà che sono cresciuto, e vivo ancora oggi, con dei cani e realizzo quanto questi diano nella vita di ogni persona che hanno accanto: non chiedono niente e darebbero la vita per noi. Carezze, cibo e passeggiatina e ti danno un affetto che neanche una persona riuscirebbe a dare. Perchè il loro affetto è incondizionato, senza gelosia o rancore, senza profitto, loro che sono gli amici più fedeli dell'uomo e che io considero membri a tutti gli effetti di ogni nucleo familiare. Che tu sia maledetto, sempre, perchè una persona (persona???) come te non meritebbe nemmeno di vivere. La prossima volta dovresti pensare al suicido, faresti sicuramente meno danni, visto che è la gente come te che sta mandando in rovina il nostro sempre più "povero" mondo.


4 marzo 2008

TREMONTI MINISTRO DELL'ECONOMIA ITALIANA? NO, GRAZIE.

 

"Giulio Tremonti sarà il nostro ministro dell'Economia e delle Finanze". Lo ha ribadito il leader del Pdl Silvio Berlusconi, ospite di Sky Tg24 Pomeriggio, smentendo le voci di un possibile incarico alla Farnesina per il vicepresidente di Forza Italia in caso di vittoria alle elezioni.

Cari italiani, avete capito bene. Il rag. Ugo Tremonti, in caso di vittoria (ormai sempre meno scontata) del "Carrozzone delle Libertà", diventerebbe di nuovo e purtoppo il Ministro dell'Economia e delle Finanze. Ma chi è Giulio Tremonti? Artefice e uomo chiave della recessione economica italiana durante i 5 anni di governo targati Berlusconi (qui troverete le cifre di quanto sia costato agli italiani il governo del tronchetto con la bandana), basa le sue credenze economiche sul condono, ovvero quel provvedimento emanato dal governo - solitamente in via eccezionale - tramite il quale i cittadini che vi aderiscono, possono ottenere l'annullamento, totale o parziale, di una pena o di una sanzione. Premettiamo due cose: durante il governo Berlusconi il condono non veniva applicato "solitamente" ma quotidianamente; inoltre, Giulio Tremonti aveva più volte espresso la sua contrarietà nei confronti dello strumento "condono". Aveva affermato, stranamente in modo sensato, che "in Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni, ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge". Poi ovviamente, diventando un dipendente di Silvio Berlusconi, cambiò radicalmente il suo pensiero: nel corso dei due Governi Berlusconi, Tremonti infatti varò una serie infinita di condoni, ricevendo una denuncia da parte dell'Unione Europea per quello del 2002 e il plauso degli evasori fiscali, zoccolo duro dell'elettorato di Forza Italia.


1 marzo 2008

MEGLIO IL 5XMILLE ALL'ANPI CHE L'8XMILLE ALLA CHIESA

 

Raccolgo con molto piacere l'invito del mio amico Antonio "Tafanus" di pubblicare l'appello di una sua lettrice con la richiesta di dare il 5x mille all'Anpi. Lo riporto qui di seguito:
"Caro Tafà, mio marito Valter è da qualche anno iscritto all'ANPI e, quando gli è possibile, partecipa alle manifestazioni. Qualche giorno fa ha ricevuto  tramite il solito invito anche questa richiesta (di cui ti invio la scansione) di destinare il 5x1000 all'associazione. Visto la difficoltà in cui l'ANPI si trova, ho pensato di fare un passaparola fra gli amici pensando anche  a te e ai Tafanini. Siccome in questo periodo ho avuto un sacco di problemi con il pc non so se qualcun altro ha fatto presente questa possibilità, ma nel dubbio io ti invio il loro suggerimento. Grazie di cuore ,ti saluto e ti abbraccio affettuosamente. Germana Campagnolo (nonnaMana). 
La mia risposta: Cara NonnaMana spero che il tuo appello raggiunga più persone possibili. Conosco le enormi difficoltà in cui versano le varie associazioni partigiane di tutta Italia e la cosa mi rattrista. Mi rattrista perchè la gente sembra fregarsene di chi ha combattutto per la libertà e la democrazia di tutti gli italiani (e sottolineo tutti) e noto, con sommo dispiacere, che questo sentimento "menefreghista" è sempre più forte tra noi giovani (sempre più impegnati a pensare alle macchine e ai concorsi di bellezza). Nel mio piccolo, da sempre, porto nel cuore i valori partigiani cercando di far ragionare più gente possibile a riguardo, soprattutto coinvolgendo i miei coetanei (ricordo con un pizzico di tenerezza quando già in quinta elementare avevo deciso di realizzare una tesina sulla "Resistenza in Italia", per poi portare avanti la stessa tematica, approfondendola maggiormente, anche per l'esame di terza media e della maturità classica). Invito tutti i lettori del mio blog che veramente hanno a cuore le sorti di queste gloriose organizzazioni patriottiche di diffondere l'appello di NonnaMana. E' un nostro dovere.
 



 

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