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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
28 febbraio 2008

IL CONFLITTO DI INTERESSI NON ESISTE. PAROLA DI SILVIO BERLUSCONI



Conflitto di interessi.
"Il conflitto d'interessi non esiste perchè da 14 anni non mi occupo più delle mie aziende che ho del tutto affidato ai miei figli". Parola di Silvio Berlusconi.
Chi gli vuole rispondere? La risposta migliore sarà pubblicata su questo post (con tanto di link). Non ce la faccio più a ripetere le solite cose. Fatemi divertire voi.


22 febbraio 2008

FORZA ITALIA NON CI PRENDESSE PER IL CULO, GRAZIE



Non credevo alle mie orecchie: il Carrozzone delle libertà non avrebbe candidato chi avesse procedimenti penali in corso, o condanne passate in giudicato.
Belle parole, uscite dalla bocca di Sandro Bondi, quello che per il padre-padrone farebbe veramente di tutto e di più, quello che ha la faccia di bronzo di dire qualsiasi cosa gli venga ordinata. Con quella voce caritatevole, con quello sguardo di chi ha visto e toccato con mano l'Unto dal Signore, con quella mente lobotomizzata nel dire solo ciò che va a favore tanto del Berlusconi politico quanto del Berlusconi uomo, Sandro Bondi ha però subito aggiunto testuali parole: "a meno che non si tratti di condanne politiche". E qui allora avevo capito tutto: si trattava di una grande presa per il culo targata Forza Italia e, aggiungo, vista la recente fusione, Alleanza Nazionale. Praticamente lo decide Berlusconi se una condanna è politica o meno, mettendo in discussione il lavoro della magistratura, perno della democrazia di ogni stato civile. Alfredo Vito ha una condanna per 22 casi accertati di corruzione? Non conta, perchè si è trattato di una condanna politica. Ed i 2 anni dati per frode fiscale a Marcello dell'Utri? Si è sempre trattato di una condanna politica.  Vogliamo parlare delle condanne per bancarotta fraudolenta a Giampiero Cantoni o quella per corruzione della GDF a Massimo Berruti, entrambi di Forza Italia?. Non vi potete sbagliare, sono sempre condanne politiche. In parole povere, se un parlamentare è di Forza Italia e viene condannato, si tratterebbe di una condanna politica. Tutto il resto è noia. Ovviamente, un ragionamento del genere, non poteva essere portato avanti in prima persona da Silvio Berlusconi: ci hanno mandato lui, "robottino" Sandro Bondi. Poi stavo pensando ad un'altra faccenda: ma se questi di Forza Italia veramente rinunciassero a candidare quella solita carovana parlamentare di inquisiti e condannati (a parte quelli vittime di processi politici, sic!) chi potrà mai rappresentare i paladini delle libertà alla Camera e al Senato? Dal mondo della televisione ecco spuntare Katia Noventa ed Aida Yespica, si riproporrà Mara Carfagna, con la Gardini, senza dimenticare la Carlucci e la Colli. A quando Iva Zanicchi ministro dell'Economia? Cento, cento, cento, gira la ruota, girala! Ok il prezzo è giusto. Ma per favore, un minimo di serietà.


21 febbraio 2008

VELTRONI E BERLUSCONI: FIDUCIA A CONFRONTO



E' un sondaggio certificato dal Dipartimento per l'informazione e l'editoria dello Stato italiano e riguarda la fiducia che gli italiani hanno nei confronti dei due leader più accreditati per la vittoria finale. Sondaggio realizzato dalla Swg, pubblicato su PostPoll.it, con 1000 persone interpellate durante la giornata del 18 febbraio. La domanda è chiara: quanta fiducia ha nei seguenti leaders (Veltroni e Berlusconi): si sono sommate le due tipologie di risposta "molto" ed "abbastanza" ed i risultati sembrano piuttosto chiari: Veltroni arriva a toccare il 51% della fiducia "positiva" degli elettori, mentre Berlusconi si ferma ad un misero 39%. Facendo una rapida considerazione possiamo dire che su 1000 persone interpellate, più di 500 hanno dato un giudizio più che positivo sulla figura di Walter Veltroni; molto meno per il leader del carrozzone delle libertà. Che gli italiani si stiano svegliando? Che Berlusconi venga percepito come il vecchio ed il "marcio" della politica italiana? Che ci sia voglia di un vero rinnovamento socio-politico, di una "nuova stagione"? Wait and see. Comunque, per essere onesti e coerenti come sempre, diciamo che i sondaggi lasciano sempre il tempo che trovano. Mai fidarsi dei numeri perchè, almeno in politica, la matematica è un'opinione.


18 febbraio 2008

IL CARROZZONE DELLE LIBERTA' E LA LEGA NORD

 

Fatemi capire una cosa: Silvio Berlusconi ha preferito allearsi con la Lega Nord, una forza politica dichiaratamente razzista e xenofoba, omofoba e per giunta contrapposta ed avversa alla stessa idea di Italia, piuttosto che con una forza moderata come l'Udc di Casini? A questo punto mi sorge un dubbio: come può il Carrozzone delle libertà rappresentare il centro-destra italiano in Europa, visto che al suo interno di "moderato" non ha nulla? C'è un partito populista, uno razzista, uno post-fascista ed uno fascista guidato dalla nipote del duce. Ed il partito popolare europeo che c'azzecca, scusate? Inoltre mi domando: come può Gianfranco Fini essere alleato con chi della bandiera italiana "ci si pulisce il culo"? (parole dette da Bossi durante un comizio). Ma la coerenza e l'onestà intellettuale di Fini dove sono finite? E la fiamma tricolore, con tanto di bandiere italiane sullo sfondo, che fine ha fatto? Vendute, o meglio, svendute al miglior offerente: Silvio Berlusconi, che tutto compra, anche gli ideali. Tanto finchè c'è chi vende, tutto è possibile.


15 febbraio 2008

IL PUNTO SULLA PRIMA SETTIMANA DI CAMPAGNA ELETTORALE



Vorrei pubblicare il punto sulla prima settimana di campagna elettorale scritto "tra i commenti" da una delle migliori penne della blogosfera, ovvero Izquierdo. Un'analisi che condivido pienamente e che vorrei leggessero con estrema attenzione tutti i lettori del mio blog. Buona lettura:

Allora,
vediamo un po’ di fare il quadro politico della settimana (di parte ovviamente). Tralascerò di parlare di sondaggi e di percentuali perché è una cosa che non ho trattato durante la campagna elettorale del 2006,non tratto ora e neppure in futuro,perchè:
mi ANNOIA e a me interessano certamente di più le linee politiche piuttosto che sapere in quanti le sostengono; i sondaggi non sono molto affidabili e lo sono tendenzialmente sempre meno e non tengono mai conto degli indecisi; il voto al senato è su base regionale e potrebbe riservare sorprese sia agli uni che agli altri; le alleanze non sono ancora ben definite; siamo ancora piuttosto lontani dalle elezioni. 
A sinistra abbiamo assistito ad alcuni passaggi importanti,non tutti di segno positivo: i partitini di sinistra che hanno scelto di presentare una lista unica e questo è un bene perché un elettore che non si riconoscesse nel PD ha comunque diritto di avere un punto di riferimento unico e non 4 o 5 partiti. Molto positiva pure l’alleanza elettorale tra il PD e Di Pietro con l’impegno politico di fare squadra unica in futuro e che indubbiamente dà qualche chance in più anche di ottenere un risultato numerico significativo; l’esclusione (per ora) dei radicali invece, personalmente mi dà un certo fastidio,soprattutto per quello che rappresentano, più che per i voti che potrebbero portare; per ora gli ”esclusi” pare facciano campagna elettorale più contro il PD che contro la destra e questo atteggiamento lo trovo un pochetto strano,anche se la stessa cosa succede a destra e pure amplificata dal maggior numero di partiti che stanno di là. A destra la situazione la vedo molto più caotica: con l’UDC che entra nel PDL solo se può mantenere il simbolo,ma questa condizione (che continuo a credere che verrà accettata) potrebbe creare molti mal di pancia a Fini e al suo elettorato,che hanno dovuto rinunciare al simbolo di AN; la destra di Storace potrebbe approfittare di questa situazione e recuperare parecchi voti di elettori delusi dalla scelta di Fini; poi c’è ancora da risolvere l’affaire Mastella che mi pare non se lo voglia prendere in carico nessuno,soprattutto la Lega,e vedremo se,pure in questo caso,finiranno per ingoiare il rospo,tanto c’hanno già Dini…rospo più rospo meno; bella e coraggiosa invece la scelta di Tabacci di smarcarsi e ritornare al centro da solo,auspico abbia un buon risultato elettorale e lo sarà senz’altro nel caso UDC confluisca nel PDL e lui riesca ad intercettarne gli elettori UDC,senz’altro perplessi di ributtarsi in un cartello che si è indubbiamente spostato più a destra. Adesso alcune riflessioni sui passaggi politici dei leader dei due maggiori cartelli elettorali. Veltroni: in questo momento è senz’ombra di dubbio quello che sta dettando l’agenda politica anche in campo avverso. La scelta di staccarsi dalla sinistra radicale è stata dirompente ed ha costretto anche l’avversario a parare il colpo alla bell’e meglio ed ha di fatto costretto i partiti tutti a coalizzarsi e quindi a ridursi di numero: un toccasana per la politica tutta e per il paese di cui a Walter va riconosciuto l’unico merito. Con la differenza che è piuttosto chiaro che Veltroni ha dietro un partito che,seppur giovane,ha già percorso tappe importanti al suo interno e la fusione di margherita e DS è reale e programmatica ed ha già prodotto un partito UNICO,per contro il PDL è solo un cartello elettorale dove,pochi giorni dopo essersi formato,ci sono già esponenti di AN che rivendicano l’autonomia del partito e l’intenzione di non abbandonare il simbolo. Inoltre Veltroni ha certamente molta più capacità comunicativa che non Prodi,di veicolare all’elettorato passione e sentimento oltre che linee politiche: e da qui la possibilità di suscitare consenso,fiducia e speranza sia in un elettorato di csx un po’ deluso,sia tra l’elettorato del campo avverso. E questa differenza tra lui e Prodi credo conterà parecchio da qui alle elezioni: nel 2006 Prodi e il csx fecero una campagna elettorale durante la quale dissiparono tutto il vantaggio che i sondaggi davano alla coalizione e se ci fosse stata un’altra settimana di tempo,Berlusconi avrebbe addirittura rivoltato la frittata. Oggi e fino ad oggi invece,Veltroni sta progressivamente acquistando consenso. Se vuole vincere,non deve sbagliare una sola mossa ma fino ad ora è stato perfetto. Forse anche se sarà perfetto non riuscirà a colmare il gap,ma ha il grande merito,che gli va riconosciuto fin da ora,di aver riaperto una partita il cui risultato sembrava già scontato. Berlusconi: lui invece continua a proporre gli stessi schemi che usa dal ‘94 ,contando sul carisma che la sua immagine suscita tra l’elettorato di cdx, continuando a cannibalizzare le forze politiche che gli stanno intorno a cui viene richiesto,abrupto, di annullare le loro idee NON nel suo partito, ma di più nella sua immagine. Quanto sia premiante questa linea di condotta,davvero non sono in grado di valutarlo: se continua a presentarsi nello stesso modo probabilmente ritiene che sia tuttora una scelta vincente e,cari amici e non,per quanto voi sappiate quanto io lo abbia criticato, l’uomo non è affatto uno sprovveduto politico e sa parlare alla pancia della gente. Ma c’è un fattore destabilizzante,una dicotomia: se è vero (forse) che ad oggi la maggioranza degli italiani rivuole il CDX al governo,è altrettanto vero (e certo) che una maggioranza molto più ampia e trasversale di italiani NON ri-vorrebbe Berlusconi come primo ministro. Su questa dicotomia credo che sia un candidato che l’altro si giocheranno le loro chance di governare il paese.


12 febbraio 2008

IL CARROZZONE DELLE LIBERTA'


Il carrozzone delle libertà imbarca tutti e tutto: tanti salgono ma alcuni scendono. In tutta questa favola in stile Arcorlandia, l'unico coerente si è dimostrato (almeno per ora) il camerata Storace, che con la sua lista "La Destra", ha deciso di correre da solo, proponendo la Santanchè come candidato premier. L'altro camerata, o meglio "cameriere camerata", Gianfranco Fini,  è tornato all'ovile. Gli avevo prospettato una scelta: o fogne o Berlusconi. Dopo aver assaporato un minimo di libertà nei mesi di novembre e dicembre, il lacchè Gianfranco Fini ha sciolto ogni riserva: "Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un'unica voce in Parlamento. E' una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell'Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi". Eppure il leader di Alleanza Nazionale aveva parlato chiaro, anzi chiarissimo: "il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007); oppure: "abbiamo vissuto l'epoca berlusconiana con un certo qual disagio (...). Le vignette che lo rappresentavano come uno scodinzolante cagnolino intorno a Bush hanno fatto il giro del mondo (...). Non si sottovaluti la portata di queste sue celebri gaffes internazionali" (Il Secolo d'Italia, organo ufficiale di An, 23 novembre 2007); e per finire: "il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (Gianfranco Fini, 16 dicembre 2007). No Gianfrà, non sei una pecora, sei un pecorones è diversa la cosa. Una pecora ha una sua "personale" dignità, un pecorones, al contrario, è tutto fuorchè un essere pensante dotato di coerenza intellettuale. Tu sei il classico pecorones, che ha deciso di rinunciare al suo partito, alla storia e al simbolo di suddetto, per tornare a fare il lacchè del padre-padrone. Ovviamente hai deciso tu per tutto il partito, con i tuoi lacchè personali più stretti,  nessuna decisione votata a maggioranza; la stessa Donna Assunta ti ha attaccato: "non può mettere la fiamma in soffitta". In parole povere, penso che tanti elettori coerenti di An troveranno la forza ed il coraggio di non votare per questo Carrozzone delle Libertà e magari (e mi costa dirlo) appoggiare chi almeno coerente lo è, ovvero un camerata doc come Storace. Si aspettano sviluppi anche per quanto riguarda l'Udc e il buon Casini anche se scommetto che confluirà nel Pdl berlusconiano: come dice Pezzotta " torna con le mani dietro la schiena da Berlusconi". Insomma nel Carrozzone berlusconiano ci sarà spazio per tutti: da Dini e Mastella a Casini e Cesa, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, per includere, infine (che non è tanto fine) il pensionato Fatuzzo e gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio. Non so come riusciranno a trovare un programma in comune, so soltanto che Berlusconi dovrà impegnarsi in maniera molto più "onerosa". Inoltre vorrei aggiungere un'altra cosa di non poco conto: Silvio Berlusconi sta ricevendo molte critiche dalla stampa internazionale.  Comincia il Times il quale afferma che "Super Walter Veltroni (Mr Nice Guy) è tutto quello che il Cavaliere non è, tutto bella figura in confronti alla brutta figura di Silvio; continua il New York Times definendo Berlusconi "una minaccia per l'Italia". E gli italiani, questa volta, cominciano ad aprire gli occhi: i consensi per il Partito Democratico (e per Antonio Di Pietro) crescono giorno dopo giorno ed il carrozzone delle libertà, pur imbarcando sempre più "merce", ha iniziato a perdere i punti percentuali di vantaggio che aveva. Vuoi vedere che chi di porcellum ferisce di porcellum perisce? Intanto il carrozzone delle libertà va avanti da se, con le regine, i suoi fanti ed i suoi re. O meglio, il suo unico re, Berlusconi da Arcore.


8 febbraio 2008

SULL' ELEZIONI POLITICHE 2008




Mi sono lasciato alcuni giorni per riflettere sulle scelte dei vari leader politici ed in definitiva su come saranno queste elezioni politiche. Non ho ancora tutto chiaro, sarò sincero, eppure devo dire che la mossa di Veltroni mi pare piuttosto "azzeccata". Precisiamo: una mossa politica talmente innovativa che potrà condurre ad una pesante sconfitta o ad una travolgente vittoria, senza l'aiuto dei compagni della Sinistra-Arcobaleno. Veltroni ed il Partito Democratico correranno da soli, in nome della chiarezza e della famosa serietà al governo, al massimo alleati con la lista "Italia dei Valori" di Antonio di Pietro. Correre da soli significa non dover scendere a patti con nessuno e questo potrebbe creare un segnale positivo che la gente potrebbe raccogliere favorevolmente. Nonostante sia difficile vincere le elezioni con questo sistema elettorale resta il vantaggio di iniziare a costruire un cammino lontano dai piccoli partiti. Lo scopo è proprio quello, restare lontani da quei partiti che con una manciata di voti, ottenuti nelle sole province d’appartenenza, possono mettere in bilico, com’è successo, le sorti di una legislatura. Da qui scaturisce la scelta responsabile di correre da soli, basandosi su un proprio programma elettorale da offrire agli elettori, avendo dalla propria parte la certezza che nessuno potrà mettere il bastone fra le ruote, e, se si vince, il programma può essere portato avanti con serenità e tranquillità. E la gente sembra apprezzare davvero tanto:  infatti i cittadini sono convinti che dare la fiducia ad un partito che possa avere caratteristiche di centrosinistra riformista e non massimalista, che corra da solo prendendo le distanze dal resto dei partiti, possa contribuire a modificare il quadro politico italiano in meglio. Aggiungiamo che la Cosa Rossa potrebbe finalmente portare un programma rigorosamente di sinistra, non scontentando più i propri elettori (e non mi pare poco). Bisognerà soltanto capire chi avrà ragione: se la scelta di Veltroni di correre da soli sia fruttuosa o meno o se porterà (speriamo di no) Berlusconi ad avere più voti e più seggi. E' una scommessa e si accettano pronostici da parte dei lettori del mio blog. Per quando riguarda il centro-destra, tengo a sottolineare che la scelta di Berlusconi di far correre Forza Italia ed Alleanza Nazionale in un'unica lista, insieme, ha veramente un qualcosa di fortemente ridicolo. Fi e An insieme in un'unica lista, chiamata Popolo delle Libertà, quel partito che Fini aveva fino a ieri bocciato e totalmente escluso. Fini ci dimostra quello che è: un lacchè della peggior specie, prima con Almirante ed ora con Berlusconi (sarei curioso di sapere cosa ne pensano quegli elettori di An che mai avrebbero immaginato una scelta simile). Ovviamente nel Popolo delle Libertà sarà federata la Lega Nord e l'Udc (o forse no?! Attendiamo le scelte dell'altro lacchè, Casini) e tutti quei partiti che spaziano dai socialisti di Caldoro ai fascisti di Storace e Buontempo, dai neo nazisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore ai Repubblicani di Nucara, dai Pensionati di Fatuzzo all'Udeur di Mastella ed ai vari Giovanardi, Dini e Rotondi; insomma un calderone spaventoso (qualcuno mi spieghi cosa hanno in comune i socialisti coi fascisti!? o i neonazisti con Casini? O Bossi con Storace? E visti gli ultimi fatti, Berlusconi con Fini? Questi due se le sono dette di cotte e di crude ed alla fine, come avevo previsto, eccolo la Fini, tornato all'ovile, senza dire nessun se e nessun ma, rinunciando anche al proprio simbolo). Spero di esser stato chiaro. Mi domando se la scelta vincente sarà quella del Partito Democratico o quella del Popolo "Calderone" delle Libertà. Il futuro della politica, Veltroni, contro il passato funesto, Berlusconi. Dal canto mio, ora come ora, darei il mio voto al Partito Democratico, anche se tra due mesi tutto potrebbe cambiare. Importante, e lo consiglio anche ai miei amici-compagni della sinistra più radicale, è di andare a votare: non disperdete il voto, non annullate la scheda. E' la volta buona che mandiamo a casa Berlusconi e compagnia bella. Obama direbbe "Yes we can", qui a Roma "daje che je la famo!!!".


6 febbraio 2008

IL RAP DELLE IMPUNITA'



In attesa dello scioglimento della Camere e dell'inizio di una nuova campagna elettorale, che prevedo molto più dura di quella appena passata, dedico ai fedeli lettori del mio blog un ottimo video satira su Silvio Berlusconi. Complimenti al creatore di questo video.


3 febbraio 2008

LELE MORA: IO VOTO FORZA ITALIA (NON AVEVAMO DUBBI)



Il testo del cartello, che Lele Mora mostra alla folla di pecorones festante durante la raccolta di firme per tornare al voto dello scorso novembre, recita testuali parole: "sono a favore dell'eutanasia politica; contro l'accanimento terapeutico del Governo Prodi. Voto Forza Italia." Non avevamo dubbi, visto il suo passato ed il suo presente:  Nel 1989 viene arrestato a Verona per presunto spaccio di droga e messo in custodia cautelare in carcere, poi è scagionato; nel 1996 è coinvolto in uno scandalo per truffa nella vendita di un appartamento in pignoramento giudiziario; nel 2000 Mora venne condannato dal fisco per evasione fiscale di 5 miliardi di lire e il 13 marzo 2007 gli viene notificato il divieto d'espatrio in base ad intercettazioni telefoniche nell'ambito dello scandalo "; il 22 novembre è prevista l'udienza per il rinvio a giudizio davanti al gup di Milano.Vallettopoli". Ed oggi l'ultima notizia:  la sua societa', la L.M Management, e' stata condannata in primo grado dalla Commissione Tributaria provinciale di Bergamo al pagamento di 5,6 milioni di euro per spese dedotte illegittimamente fra il 2003 e il 2004 (ma guarda un pò, durante il governo di Silvio Berlusconi). Mora ha tentato addirittura di farsi rimborsare un biglietto aereo da Cuba a Milano per Maradona, i costi per organizzare all'Avana un concerto poi annullato di Zucchero e quelli per il noleggio di barche, aerei e crociere-regalo. E non solo. Il famoso agente dei teledivi, noto per la generosita' verso i suoi ospiti, ha provato a fare il furbo anche con fatture di ristoranti, fiori, orologi, articoli di abbigliamento, elettrodomestici, e persino benzina e parcheggi. Lele Mora vota Forza Italia. Avevate qualche dubbio? Poteva un uomo del genere appoggiare il governo Prodi che tanto ha fatto nella lotta contro l'evasione fiscale? E come Lele Mora, chissà quanti altri votano Forza Italia per gli stessi "ideali" (in fondo, ma proprio in fondo, sono sempre ideali). Purtroppo questa è l'Italia.


2 febbraio 2008

POVERA ITALIA



Italy has enough problems already: does it really need Silvio Berlusconi once again? (tradotto: l'Italia ha gia abbastanza problemi: ha davvero bisogno, di nuovo, di Silvio Berlusconi?). Un titolo che lascia poco spazio a qualsiasi tipo di commento forzista e quindi superfluo. L'articolo del settimanale "The Economist", apparso pochi giorni fa, parla chiaro: “Con Berlusconi l’Italia non ha speranze”. L’Economist critica duramente il cavaliere per aver “sprecato la sua opportunità, usando tutto il capitale politico per proteggere i suoi interessi nei media e bloccare le azioni giudiziarie nei suoi confronti, ed è stato ondivago nelle riforme economiche”. “Non c'è neanche un barlume di speranza che il ritorno di Berlusconi possa dimostrarsi una scommessa migliore di Prodi” continua l’ articolo “Anzi, a giudicare da quanto fatto in passato, potrebbe smontare i progressi fatti dal governo Prodi nel settore dell'evasione fiscale”.  Quello che Berlusconi avrebbe lasciato in eredità, altro non è che una “pillola avvelenata”: una legge elettorale, che avrebbe, a detta dell’Economist, favorito ulteriormente l'instabilità e fatto proliferare i piccoli partiti che, ora, lo stesso Berlusconi “ha sempre più difficoltà a controllare nella sua coalizione”. Sull’ipotesi Berlusconi Redux, per l’Economist “non c'è alcuna speranza” possa dare una prova migliore di Prodi. Porrebbe certamente fine alla riforma fiscale avviata con successo dal governo caduto. E ha già dimostrato che le sue priorità sarebbero costituite dai suoi interessi da proteggere, rendendo, ad esempio, più difficile il ricorso alle intercettazioni come prove nei processi. “Berlusconi”, conclude l’Economist, potrebbe rivelarsi peggiore dell’ultimo governo…Povera Italia”. Non è la prima volta che l’Economist attacca Silvio Berlusconi. Celebre fu la sfuriata alla vigilia delle elezioni del 2001. Allora il settimanale giudicò Berlusconi “unfit” (inadatto) a guidare l’Italia. Critiche ribadite qualche mese dopo quando il leader di Forza Italia finì in copertina insieme al titolo “Basta”, corredato dal commento “E’ tempo di cacciare Berlusconi”. Un articolo da leggere, capire e poi incorniciare. Ed ora si parlerà di complotto mondiale di stampo stalinista. Povera Italia, veramente.



 

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