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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
30 ottobre 2008

NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!!

Appena tornato dal più grande sciopero generale della scuola che l'Italia abbia mai visto in tutta la sua storia. Ero li con i compagni universitari, con EmaeTizi, con LouMogghe ed insieme a noi un milione di persone. Abbiamo assistito a qualcosa di praticamente impensabile: 1 milione di persone (studenti delle medie e delle superiori, universitari, insegnanti, gente comune) tutte unite per dire NO alla riforma Gelmini e alla legge 133 che taglia i fondi all'università pubblica e al mondo della ricerca (per ulteriori informazioni consiglio di cliccare sui link). Abbiamo partecipato al corteo degli studenti universitari che dalla stazione Termini è passato per via Cavour ed è arrivato a Largo Argentina per poi dirigersi unito e compatto davanti al Ministero dell'Istruzione. Ero li, in prima fila, davanti ai "cellerini", ad urlare il mio sdegno contro questo governo fascista e razzista, contro questa vergognosa riforma della scuola e dell'università e per gridare a favore di un'università pubblica e per la realizzazione di un prossimo sciopero generale che veda coinvolto tutto il mondo dei lavoratori. Siamo tanti, ogni giorno di più e facciamo sempre più paura. Rivedere le immagini del corteo mi emoziona e sono sicuro che non lasciano indifferenti nemmeno i paladini delle (sue) libertà. Abbiamo manifestato anche per i loro figli, per il futuro di tutti gli studenti italiani, senza distinzione. E le centinaia di manifestazioni portate avanti in ogni grande città hanno dimostrato che il paese è stanco di subire le prevaricazioni del peggior governo che l'Italia abbia mai avuto. Siamo stanchi, siamo arrabbiati, siamo pronti: come dice Epifani "un intero paese insorge". E noi siamo qui, schierati in prima fila, a resistere contro questo governo ed i suoi componenti. Ci avete contato oggi? Vi serviranno i tornelli anche nelle piazze; e sappiate che è solo l'inizio.    NOI LA CRISI NON LA PAGHIAMO!!!


26 ottobre 2008

2'500'000 - DUE MILIONI E MEZZO




25 ottobre 2008

KILOMBO: CORNUTI E MAZZIATI



Cominciamo a espletare le nostre sensazioni da redattori entranti. Ci siamo candidati per offrire un servizio, per fare qualcosa per Kilombo, per risolvere alcune questioni e per stabilire regole incontrovertibili. Siamo arrivati in redazione consci che la situazione non era semplice e c'era da rimboccarsi le maniche. Ebbene...la situazione che abbiamo trovato è poco gratificante. Ci siamo ritrovati subito con un redattore che per problemi personali si è momentaneamente assentato( e giustamente), in piu' un redattore che è assente oramai da luglio (siamo a ottobre). Nonostante tutto di buona lena abbiamo iniziato a risolvere i problemi urgenti e a fare proposte per migliorare in senso democratico e partecipativo Kilombo. Eppure certe proposte sono state considerate piu' un problema che una risorsa. Noi stiamo cercando di portare un po' di legalità e legittimità di principio, e ci viene rinfacciato parlandoci di complicità con "chi vuole male a Kilombo". La procedura delle decisioni è la sua legittimità, eppure ancora non è chiaro questo concetto. Ci ritroviamo una redazione che fa fatica a deliberare con certezza poichè non abbiamo un metodo di voto insindacabile, ed una redazione rallentata da certe posizioni. Non solo...ci ritroviamo a dover sentire  insinuazioni e illazioni perchè chissà quale sarebbe il nostro obiettivo. E possiamo aggiungere: immaginiamo che in molti abbiano sentito redattori compiacersi per la buona gestione tecnica di kilombo. Noi abbiamo trovato una situazione insostenibile, con il sito non controllabile in modo adeguato dalla redazione, e con parti bloccate. E' stata una fortuna se abbiamo potuto riprendere la situazione per i capelli perchè ci mancava la gestione reale di kilombo. Ora abbiamo posto anche una questione su Kilombo Slow, progetto nato dentro kilombo.org a cui era stata chiesta una votazione generica al collettivo che rispose positivamente. Orbene, nel tempo questo progetto ha cambiato destinazione d'uso, decidendo di traslocare su una piattaforma esterna(Facebook)di cui non tutti hanno un account. Si è instaurato un comitato di redazione autoscelto e autogestito, SENZA ALCUN RAPPORTO CON KILOMBO.ORG. Ora su Facebook non partecipano solo utenti che rispettano la carta di Kilombo e i suoi principi, e non partecipano SOLO BLOGGER e gente di sinistra. Kilombo Slow è nato come costola di Kilombo, dentro Kilombo, diventa invece un progetto autonomo e indipendente senza che i kilombisti abbiano voce in capitolo. Noi abbiamo chiesto semplicemente che il comitato redazionale di Kilombo Slow possa essere votato DEMOCRATICAMENTE dal collettivo, poichè non hanno alcun onere nei confronti dei kilombisti nè di Kilombo, a differenza della redazione, visto che di onori su Facebook invece ce ne sono(visibilità con tanto di nome del fondatore e redattori di fronte ad una platea vastissima senza particolari responsabilità). Sapete cosa ci è stato risposto? CHE NOI VOGLIAMO DISTRUGGERE KILOMBO SLOW PERCHE' FUNZIONA, a differenza di Kilombo (eppure ci dicevano che si era lavorato bene...). Oltre ad essere lesivo della nostra dignità, è assolutamente falso, tanto che ci siamo candidati proprio nella speranza di cambiare rotta ad un progetto in difficoltà, ansimante. Ci siamo appena instaurati e abbiamo trovato problemi tecnici, problemi di comunicabilità , abbiamo RICEVUTO MINACCE DI QUERELA perchè volevamo rispettare la carta quanto piu' possibile seguendo le procedure, siamo considerati come coloro che vogliono creare problemi, e avere potere su Kilombo Slow se non distruggerlo (l'uno elimina l'altro però...), quindi non vi meravigliate se in futuro doveste dire cose di questo tenore su di noi e il nostro operato. Noi non vi convinceremo con le parole che siamo in buona fede e vogliamo solo AMPLIARE LA DEMOCRAZIA E LE BUONE REGOLE PER FAR FUNZIONARE KILOMBO, ma possibilmente con i fatti, e in particolar modo con i nostri blog, il nostro essere e sentire, le sensazioni che vi suscitano. Noi ci sentiamo in dovere di prendere le distanze da quanto sta accadendo e di PROTESTARE UFFICIALMENTE del fatto che le nostre discussioni interne di redazione sono state comunicate da qualcuno al comitato di Kilombo su Facebook, senza che ne abbiano titolo nè diritto. Prendiamo quindi anche le distanze da certi metodi e operati e faremo quanto ci è possibile per CONTINUARE dopo la protesta L'OPERATO CON L'OBIETTIVO DI TENTARE DI REALIZZARE QUEL PER CUI SIAMO STATI ELETTI, COINVOLGENDO I KILOMBISTI NELLE VOTAZIONI E NELLE SCELTE.

Ladytux
Rigitans'
Rinascita Nazionale


p.p.s.:
è stata anche inoltrata la proposta del blog redazionale di Kilombo ma la proposta è stata rigettata perchè viene considerato inutile esistendo il forum e Kilombo-Facebook, a nostro avviso invece sarebbe una risorsa in piu', un'opportunità per tenervi maggiormente informati e  coinvolgervi. Dopo il rigetto della proposta da parte di un redattore, avevamo proposto di chiedere a voi tramite sondaggio. Per ora pare che nemmeno questa soluzione sia gradita. Abbiamo infine decisione di porre la questione della votazione dei responsabili di Kilombo Slow facendo una discussione della durata di un mese per coinvolgere il collettivo e infine votare democraticamente in merito.


23 ottobre 2008

LEGGE 133 UNIVERSITA': APRITE GLI OCCHI

Grazie al mio amico Emanuele, pubblico ed invito tutti a diffondere la seguente email che ci spiega una volta per tutte i motivi per cui migliaia di studenti manifestano. Buona lettura e soprattutto buona riflessione (svejateve pecorones universitari e scendete in piazza con noi).


Il nuovo governo, approfittando dell'estate, ha approvato il 25 giugno 2008 con la fiducia un decreto (poi *legge 133*
http://www.camera.it/parlam/leggi/08133l.htm) che modifica profondamente la struttura dell'università :

1. Ci sarà  un *taglio di 500 milioni* di euro in 3 anni alle università, e poi oltre 400 milioni ogni anno (Art. 66 comma 13). Per alcuni atenei questo potrebbe significare la *chiusura*.
Altrimenti:
2. Con il nuovo decreto
le università  pubbliche potranno scegliere se diventare *fondazioni private* o meno
(Art. 16).
3. Ci saranno anche
notevoli limitazioni alle nuove assunzioni
(20% dei posti liberati per i primi 3 anni) (Art. 66).

PERCHE' DOVREBBERO DIVENTARE FONDAZIONI PRIVATE?

4.Per riuscire a finanziarsi *aumentando le tasse agli studenti*, che non avrebbero più un limite di legge. Le tasse infatti potrebbero  aumentare a dismisura, anche raggiungendo i 6-7000 euro l'anno, sul modello delle università  americane.
Inoltre
le fondazioni verrebbero finanziate da *enti privati*, come ad  esempio le industrie farmaceutiche (forse le sole a poterselo permettere), e tali enti finirebbero per tagliare le gambe a tutti quei settori universitari e di ricerca che non rientrano nei loro interessi.
Ma soprattutto sarebbero le *ricerche* a venir danneggiate pesantemente,non più spinte dal puro interesse culturale e sociale, ma dai fondi messi a disposizione e dalle commissioni dirette degli enti stessi!!

E IL FUTURO?

5.
Università  di serie A e di serie B in base alle *disponibilità  economiche* degli studenti, quindi titoli di studio dal differente peso e possibile perdita del valore legale di questi. I collettivi dei vari atenei organizzeranno assemblee per approfondire le conseguenze dei cambiamenti in atto, portati avanti da *governi sia di destra che di sinistra* di anno in anno, che minacciano quella che DOVREBBE ESSERE una UNIVERSITA' LIBERA PUBBLICA E DI MASSA.
Gli studenti, i ricercatori e i professori si stanno già muovendo e i corsi quest'anno non partono per protesta, ma un problema così grave é ancora poco conosciuto.
Infatti *il problema più grave é che nessuno sa niente, i media non ne hanno parlato*, se non per screditare a titolo di *minoranza* chiunque abbia protestato contro questo assurdo disegno di legge!
Dobbiamo riuscire a bypassare il muro dei giornalisti e delle televisioni controllate da questo governo (maggioranza + opposizione, sia chiaro!!) *per far sapere*, perché tutto questo non passi indifferente!!

*AIUTACI! L'UNIVERSITA' è DI TUTTI !!! non solo degli studenti*


FAI GIRARE QUESTA MAIL A TUTTI I TUOI CONTATTI,
anche se non studenti, é importante che tutti sappiano e se ne parli!!

DOCUMENTO UFFICIALE: il decreto legge 112/08 articolo 16 Gazzetta Ufficiale (
http://www.camera.it/parlam/leggi/decreti/08112d.htm )

Il decreto é già stato pubblicato da più di un mese sulla Gazzetta Ufficiale quindi é GIA' LEGGE!
 

PER ULTERIORI INFORMAZIONI:
http://www.studentidisinistra.org/content/view/487/1

Questa non é una protesta politica ma nell'interesse di tutti, ma gli studenti di sinistra per ora sono gli unici a interessarsi del problema insieme ai ricercatori e ai professori. Aiutaci a mobilitare tutti perché *questo decreto potrebbe cambiare irrevocabilmente l'aspetto dell'istruzione italiana* e quindi del paese.

UN POPOLO IGNORANTE E' PIU' FACILE DA COMANDARE!!


22 ottobre 2008

DIECI, CENTO, MILLE OCCUPAZIONI

Catania, Bologna, L’Aquila, Roma, Perugia. E ancora Torino, Pisa, Firenze, Palermo, Cosenza, Teramo, Macerata. Non si contano più le università che si sono sollevate contro la riforma del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, e contro i tagli agli atenei previsti dalla legge finanziaria. Decine le manifestazioni degli studenti universitari che si contano a migliaia: è una riforma che non piace, che "taglierà" in maniera spropositata l'efficienza delle università pubbliche italiane. Si protesta democraticamente per "dire no" a questa vergognosa riforma della scuola targata Berlusconi-Tremonti-Gelmini; ma Silvio Berlusconi, invece di cercare il dialogo con il mondo della scuola e delle università, minaccia rappresaglie fisiche: «Dico chiaro un avviso ai naviganti che non permetteremo l'occupazione delle scuole e dell'università. Oggi convocherò il ministro dell'Interno Maroni per studiare con lui gli interventi delle forze dell'ordine». È questa la politica preferita del governo di destra, come del resto fa già con l’opposizione, che come detto da Berlusconi o dice come vuole lui o non ci deve essere. Attacca, serra i ranghi, schiera la polizia: per questo, ora, dopo queste sue affermazioni, non ci si gioca più solo l'approvazione di una riforma universitaria ma la libertà di manifestare e la libertà di dissentire. Il ricorso alla polizia è inaudito com'è inaudita la velata minaccia (anche qui di polizia?) nascosta dietro il sostenere una "cattiva informazione" da parte dei giornali. Silvio Berlusconi ha di nuovo dichiarato guerra alla legalità e alla libertà di manifestare e dissentire. Conclude il suo intervento in grande stile: «Avete quattro anni e mezzo per farci il callo, non intendo retrocedere di un centimetro». Ebbene, noi studenti universitari gli rispondiamo di conseguenza: avrai tutto il tempo per sentire quanto farà caldo in autunno". Ora scusatemi, ma vado all'università a fare il mio dovere: resistere, resistere, resistere. Dieci, cento, mille occupazioni. Non fermiamoci.


20 ottobre 2008

REDATTORE DI KILOMBO



Con 18 voti pari al 19.57% dei votanti, Claudio Barocci (RinascitaNazionale) è stato eletto nuovo redattore di Kilombo
(il metablog delle sinistre), insieme a Rigitans e Ladytux. Ho avuto già modo di leggere alcune proposte della neo-redattrice Ladytux che condivido in pieno. In primis, trovo che la nuova redazione debba cominciare il suo lavoro con un nuovo spirito (più collaborazione, più ironia e voglia di fare, meno litigate, "pippe mentali" e puntini sulle "i"); successivamente sarebbe ora che si riuscisse a fare qualcosa di concreto: per quanto riguarda una "definizione univoca di kilombo", per cui è bene che chi sia in Kilombo dichiari di essere di sinistra, e quindi antifascista, laico, pacifista, antirazzista e a difesa della Costituzione Italiana, non posso che trovarmi sulla stessa lunghezza d'onda (e il bannerino con tanto di definizione specifica dello status "kilombista" lo trovo più che appropriato). A chi non sta bene, un caloroso arrivederci: non sei di sinistra, non sei "adatto" per far parte di questa comunità dichiaratamente di sinistra. Giusto anche il "rimpinguamento dei kilombisti" e quindi cercare, tramite invito o cose simili, di attrarre quei blog che rispondono coerentemente allo spirito e agli ideali di Kilombo. Giustissimo far "aderire" Kilombo a quelle iniziative dichiaratamente di sinistra (per quanto mi riguarda cercherò di vagliare quelle di stampo antifascista, ma sarebbe bello che le proposte partissero anche dai kilombisti stessi). E che dire delle famose "birrette" per conoscerci di persona? Già do la mia più totale disponibilità. Insomma, queste sono alcune proposte di Ladytux che io sostengo ed appoggio, anche perchè mi sembrano quelle che più concretamente possono trovare piena realizzazione. In bocca al lupo a tutti i nuovi redattori...e che l'avventura abbia inizio. ORA E SEMPRE RESISTENZA.


17 ottobre 2008

POVERA PATRIA

L'Italia è allo sfascio più totale. Non ci sono dubbi: il governo Berlusconi attua politiche fasciste e populiste coprendo la vera realtà delle cose attraverso il monopolio dell'informazione e un sistema di potere simile a quello che si attuava nei vari regimi dittatoriali. Tutti intorno al capo, al duce, al conducator: televisioni, telegiornali, giornali, furbetti del quartierino, venditori di fumo, veline e tronisti. Comprano la gente con "pane e divertimento" (e più andiamo avanti e più il pane sarà meno) riuscendo a portare avanti delle politiche inquietanti e vergognose. L'Unione Europea si scaglia nuovamente contro il governo Berlusconi: non riescono proprio a capire, in Europa, perchè il nostro governo continui a seminare il terrore sui costi che il pacchetto sul clima avrrebbe per le nostre imprese. Berlusconi e Confindustria dicono che ogni anno spenderemmo l'1,5% del Pil. A Bruxelles calcolano al massimo uno 0,6. E provano a spiegare che le rinnovabili «per buoni governanti» potrebbero diventare un investimento comportando più sicurezza energetica, più sviluppo delle fonti rinnovabili e meno dipendenza dal petrolio». È addirittura «allibito» il commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas il quale non riesce a capacitarsi «delle argomentazioni che arrivano da alcuni ambienti in Italia». Perché non innoviamo? Chiedetelo a Berlusconi, a Frattini, a Ronchi, alla Prestigiacomo e anche alla Marcegaglia. Perché nessuno dei ministri volati a Bruxelles si è mostrato sensibile agli argomenti dell’innovazione, dell’indipendenza energetica, della difesa dell’ambiente. Piuttosto, hanno preferito seminare il terrore sui costi che le nuove misure avrebbero: più di 18 miliardi di euro l’anno, minacciano dal ministero dell’Ambiente, l’1,4 per cento del Pil. Misure false e tendeziose purtroppo, come sempre, come nel solito stile mostrato dal governo Berlusconi. Di nuovo isolati all'interno dell'Europa? A quanto pare si. Ma sul fronte interno non va meglio anzi, assistiamo a scioperi su scioperi. Oggi è stata la volta dei sindacati di base (Rdb-Cub, Cobas e Sdl) del settore pubblico, della sanità e della scuola, dei trasporti e del settore privato, dei call center e delle ditte di pulizia: addirittura si parla della più grande manifestazione mai organizzata dal sindacalismo di base, con quasi mezzo milione di manifestanti. In piazza, anche gli insegnanti e gli studenti che sfilano per dire il loro "NO" alla riforma Gelmini, ai tagli al mondo della scuola e dell'università. Vogliamo parlare dello scandaloso "balletto" che Berlusconi sta attuando per non concedere all'opposizione (come è consuetudine) la presidenza della Commissione parlamentare di Vigilanza Rai? Vuole veramente sovvertire questa regola e successivamente "rigirare la frittata", utilizzando il potere dei suoi media asserviti al potere, per poi affermare che è colpa dei comunisti e dei brigatisti? Vogliamo parlare dei numerosi sbarchi di clandestini che ogni giorno arrivano a Lampedusa? Ma i paladini delle libertà non dovevano affondare le loro navi con bombe e fucili? Non guardate la televisione: siamo in pieno regime dittatoriale. Ciò che vi fanno vedere è falso e demagogico. Italiani, aprite gli occhi, informatevi da soli, parlate con la gente che lavora, cercate di guardare oltre quello "schermo maledetto": l'Italia sta affondando e non ve ne state rendendo conto. La primavera intanto tarda ad arrivare. Povera Patria.


13 ottobre 2008

MANIFESTAZIONE ITALIA DEI VALORI CONTRO IL LODO ALFANO

Anche questa volta non potevo mancare: dopo quella di luglio contro il governo Berlusconi, ho partecipato con forte carica emotiva alla manifestazione dell'Italia dei valori contro il Lodo Alfano. Motivazioni? Presto dette: una volta tutti i cittadini erano uguali davanti alla legge, ma oggi in Italia non è più cosi. Dopo il Lodo Alfano la legge è uguale per tutti i cittadini meno quattro. Il Presidente del Consiglio, il Presidente della Repubblica, il Presidente della Camera e il Presidente del Senato, godono ora di una impunità cosi vasta che, anche se fossero colti sul fatto mentre commettono un reato gravissimo come un omicidio, non solo non potrebbero essere condannati, ma neppure si potrebbe iniziare il processo. Questo scandalo è divenuto realtà perchè Silvio Berlusconi doveva bloccare i processi nei quali era imputato. Per farlo ha imposto l'approvazione di una legge "salvapremier" che è la madre di tutte le leggi ad personam. Berlusconi per garantirsi l'impunità ha violato il principio fondamentale di uguglianza che è alla base di tutte le democrazie. Certo, lo so che lo sapete: l'Italia non è più una democrazia, da anni ormai (dal 1994, tanto per intenderci, da quando Truffolo è sceso in campo per difendere i suoi interessi e per non andare in galera). Un parlamento fatto di nominati e non di eletti si è piegato alla volontà del Capo-gregge approvando la legge in pochi giorni. Per fortuna c'è ancora una possibilità di dire no alla più grande ingiustizia della storia d'Italia. Lo possiamo fare attraverso il referendum che può cancellare la legge vergogna. A partire dall'11ottobre, infatti, per tre mesi in tutte le piazze d'Italia si raccoglieranno le firme per il Referendum abrogativo del Lodo Alfano. Solo chi ha qualcosa da nascondere non vuole farsi processare e giudicare e solo nelle dittature alcuni cittadini sono più uguali degli altri. Comunque, in questa fantastica giornata romana, sono state raccolte più di 30mila firme. Vi lascio al video con foto realizzate dal sottoscritto (con un Di Pietro calorosamente abbracciato dalla folla) e mando anche un caloroso abbraccio a tutti i manifestanti dell'altra manifestazione, quella della sinistra, a cui ero vicino con la mente e con il cuore. Firma e Fermali. Firma per salvare la democrazia. Firma per l'Italia e per i veri italiani. Ora e sempre Resistenza.


9 ottobre 2008

SCANDALO: SILVIO BERLUSCONI VUOLE SALVARE I BANCAROTTIERI CIRIO-PARMALAT-ALITALIA E MEDIOBANCA

Eccolo qua il governo delle destre, del populismo e della demagogia, del tutto fumo e niente arrosto, quello amico dei furbetti del quartierino e dei bancarottieri che hanno mandato sul lastrico migliaia di risparmiatori italiani. Grazie a Milena Gabanelli, l'autrice di Report, la trasmissione d'inchieste in onda la domenica sera su Rai3, si è scoperto un articolo 7bis che modifica la legge Marzano sui salvataggi delle grandi imprese e quella sul diritto fallimentare del 1942. Di cosa si tratta? L'emendamento dice che per essere perseguiti penalmente per una mala gestione aziendale è necessario che l'impresa si trovi in stato di fallimento. Se invece è guidata da un commissario, e magari va anche bene come nel caso della Parmalat, nessun pubblico ministero potrà mettere sotto processo chi ha determinato la crisi. Vi chiederete il perchè di questo vergognoso provvedimento: vi rispondo subito che si tratta di un'altra legge ad-personam per salvare Cesare Geronzi, il presidente di Mediobanca negli impicci giudiziari per via dei crac Parmalat e Cirio, ma anche "gli onestissimi" Tanzi e Cragnotti. La fabbrica permanente delle leggi ad personam, col marchio di fedeltà del governo Berlusconi, ne produce un'altra, infilata nelle pieghe della legge di conversione del decreto Alitalia. Non se ne accorge nessuno, dell'opposizione s'intende, quando il 2 ottobre passa al Senato. Eppure, come già si scrivono i magistrati nelle maling list, si tratta d'una "bomba atomica" destinata a far saltare per aria a ripetizione non solo i vecchi processi per bancarotta fraudolenta, ma a bloccare quelli futuri. Mi domando il perchè Silvio Berlusconi abbia voluto inserire questo emendamento salva-Alitalia, o meglio, io l'ho capito e spero che ci arrivino anche i miei amici della "destra pecoreccia". Vedete, grazie a questa furbata, nessuno pagherà i danni per tutti quei crac finanziari che hanno mandato sul lastrico migliaia di famiglie italiane (e la cosa più incredibile è che tante di quelle famiglie hanno votato in blocco per il paladino delle impunità). Sicuramente, questa notizia atomica non sarà mai trasmessa dai telegiornali di regime: in Italia va tutto bene, questa è la regola e il governo lavora per noi. Lavora per prenderci per il culo, certo. Però lavora. Insomma, addio ai processi Parmalat e Cirio. In salvo Tanzi e Cragnotti. Salvacondotto per l'ex presidente di Capitalia Geronzi. Colpo di spugna anche per scandali di minore portata come quello di Giacomelli, della Eldo, di Postalmarket. Tutto grazie ad Alitalia e al decreto del 28 agosto fatto apposta per evitarne il fallimento. Firmato da Berlusconi, Tremonti, Scajola, Sacconi, Matteoli. Emendato dai due relatori al Senato, entrambi Pdl, Cicolani e Paravia. Pronto per essere discusso e approvato martedì prossimo dalla Camera senza che l'opposizione batta un colpo. Walter, un consiglio: qui ci sarebbe materiale a sufficienza non solo per far cadere il governo ma anche per vincere le prossime elezioni politiche. Vedi quello che puoi fare, cerchiamo di aprire gli occhi alla gente una volta per tutte. Perchè quello che è stato scoperto in questi giorni è di una gravità inaudita, che nemmeno nell'URSS comunista sarebbe mai successo. E mi rivolgo anche ai miei amici kilombisti: diffondete questa notizia tra la gente che conoscete, fatela ragionare, mostrate loro il vero volto di Berlusconi e dei suoi compagni di merende: proviamo a trasformare i nostri "amici pecorones" in esseri pensanti.


8 ottobre 2008

MI CANDIDO ALLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DELLA REDAZIONE DI KILOMBO



Forse molti di voi non mi conoscono e per questo ho deciso di "attaccarmi sulla fronte" delle etichette in modo tale che chiunque possa avere un quadro più dettagliato sul mio conto: antifascista, antiberlusconiano, laico dalla testa ai piedi, legalista e poco amante di tutto ciò che viene definito teodem o teocon. Perchè mi sono candidato? Per rilanciare Kilombo una volta per tutte cercando di trovare tutti insieme (e lo sottolineo, tutti insieme), tramite una serie di emendamenti alla Carta, regole nuove, chiare, precise che non diano a nessun redattore la possibilità di comportarsi come dei "dittatori" ma che allo stesso tempo diano al collettivo maggiori possibilità di decisione
(se avete proposte a riguardo, sarei ben lieto di conoscerle). Rilanciare Kilombo anche e soprattutto dal punto di vista ideologico perchè torni ad essere un aggregatore di sinistra e non un aggregatore di stampo "binettiano" (e mi domando come non sia stato possibile far aderire Kilombo al recente GayPride solo e soltanto perchè i nostri amati teodem hanno messo il bastone fra le ruote). Quindi, maggiore presenza di Kilombo a tutte quelle iniziative e manifestazioni che hanno a cuore i valori della Resistenza Partigiana, il rispetto degli animali e dell'ambiente, la laicità, la difesa di tutti quei diritti conquistati nel passato e che ora ci vogliono togliere (e mi riferisco ad esempio alla questione pillola giorno dopo e aborto) ed ovviamente contro il governo Berlusconi e le sue politiche populiste e fasciste (e già che ci sono, invito tutti i "kilombi" a  scendere in piazza sabato 11 ottobre e firmare contro il Lodo Alfano ). Mi piacerebbe che ci fosse maggiore compattezza tra tutta la popolazione di Kilombo, maggiore affiatamento e meno polemiche, più risultati concreti e vere iniziative da portare avanti. Ovviamente lo faremo insieme, non sarà un lavoro che i redattori faranno in segreto, perchè io vi terrò sempre informati su qualsiasi faccenda in corso. E dai commenti che mi lascerete, da ciò che mi farete capire, mi regolerò di conseguenza. Rilanciamo quindi questa idea di collettivo di sinistra che ultimamente è stata demolita da redattori poco attenti alle esigenze della collettività. Per ora mi vengono queste parole: sicuramente nei prossimi giorni vi terrò aggiornati su qualche mia (e vostra) concreta proposta. Mi sembra una buona base di partenza. Fatemi sapere. Mando un caloroso in bocca al lupo a tutti gli altri apprezzati candidati.


5 ottobre 2008

LA DITTATURA MEDIATICA IN ITALIA

Potere e informazione: due elementi che se usati male sono alla base di qualsiasi tipo di dittatura e che ogni stato democratico dovrebbe scindere, rendendoli autonomi ed indipendenti tra di loro. In Italia, purtroppo, non è cosi: nel nostro paese c'è il Presidente del consiglio che, non avendo mai risolto il suo vergognoso conflitto d'interessi, non solo detiene il potere concessogli dalla popolazione italiana ma possiede anche un monopolio mediatio-economico degno di un dittatore comunista. Ceausescu si sarebbe sicuramente congratulato con il nostro premier: televisoni, radio, banche, cinema, assicurazioni, agenzie immobiliari, editoria e sport. Questa anomalia tutta italiana va cosi a distorcere di gran lunga la democraticità in questo paese. Ma vediamo nel dettaglio, con un esempio odierno, come agisce questo rapporto potere-media pro-Berlusconi: domenica pomeriggio, appena finite le partite, il signor X decide di mettere canale 5 e vedere il programma di Paola Perego, "Questa domenica"; stranamente non ci sono più tette e culi ma al contrario è presente il ministro più criticato del momento, ovvero quello dell' istruzione che risponde al nome di Mariastella Gelmini. Domande confezionate "ad hoc", nessun tipo di contraddittorio e pubblico in sala che celebra il ministro con una serie interminabile di applausi ("aizzati" dal "capoclaque" di studio). Scopo e risultato dell'intervista di propaganda? Far placare gli animi dei cittadini "medi" che potrebbero percepire un forte malumore di categoria e dimostrare agli italiani che va tutto bene; ma soprattuto, utilizzare la televisione per fare credere alla gente che sia giusto solo ciò che blatera "la ministra": giusto perchè la televisione mostra ciò che è giusto tramite gli applausi scrosianti in studio; perchè c'è Paola Perego, tanto cara alle vecchiette, che asseconda le parole del ministro; perchè non essendoci un botta e risposta non si da la possibilità di scegliere quale tesi sia più giusta, vera e corretta. Anche la domenica pomeriggio, quindi, abbiamo un programma "mediaset" di finto intrattenimento (come "MattinoCinque con Barbara D'Urso) che è in realtà un vero e proprio strumento di propaganda che gioca sull'ignoranza della gente. Erano meglio culi e tette? A questo punto si. Ed è possibile che l'opposizione non dica niente a riguardo? Cosa si doveva e si dovrà fare come prima cosa? Risolvere il conflitto d'interessi perchè, finchè esisterà, l'Italia non sarà un paese democratico. Grazie anche al rappresentante di un comitato-genitori che spiega nel video in cosa consiste realmente ed in concreto la riforma della scuola targata Gelmini - Berlusconi.


2 ottobre 2008

SUL FILM "MIRACOLO A Sant'ANNA" DI SPIKE LEE

Ci risiamo: i miei amici della destra fascista e forzista hanno confuso per l'ennesima volta la realtà dalla finzione, la storia oggettiva da un semplice film storico "romanzato". Ma andiamo con ordine: nel film, Spike Lee sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, in cui morirono trucidati centinaia di donne e bambini, fu causata da una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell'arrivo delle SS. I soliti fascio-forzisti, figli legittimi di quel mondo fatto di "telenovelas" e "isole dei famosi", penseranno bene di utilizzare suddetto film per "abbeverarsi" di storia (anche perchè mi rendo conto che, per loro, leggere un libro costituisce un'impresa "fascista"): certamente, non si domanderanno se questa storia sia falsa o totalmente inventata. E' ora che qualcuno gli spieghi che il film realizzato da Spike Lee è un film e non un libro di storia da cui apprendere la storia eroica della Resistenza partigiana. Lo stesso regista si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura (la storia) di James Mc Bride che a sua volta così si giustifica: "Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant'Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell'eccidio". Spike Lee ha aggiunto: "Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi". Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film. Come afferma Giorgio Bocca, il migliore giornalista/storico d'Italia: "Spike Lee (il quale ha affermato che  "dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche") ha una idea, sia pur labile, di cosa sia la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? E', per l'appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l'alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l'attesismo che fa comodo all'occupante". E ancora: "Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c'era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l'attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore". L´Anpi condanna l´idea «di attribuire un ruolo decisivo nella dinamica della strage ad un immaginario partigiano traditore» e dichiara il proprio «sdegno e profonda amarezza» perché «a nessuno è consentito costruire e divulgare verità diverse, insinuando storie o fantasie false ed ingiuriose, che suonano offesa alle vittime, alla memoria, alla coscienza collettiva di un popolo, alla sua storia. Condanniamo nel merito un´operazione artistica che non aveva titolo né potestà di scrivere una pagina tanto falsa e deleteria» e che, conclude l´Anpi, può portare «acqua al mulino del revisionismo». Conclusione? L´arte è libera ma non di stravolgere la realtà storica (una realtà che emerge da oggettivi atti processuali). Ai "fascio-forzisti" dedico un solo consiglio: studiate di più e belate di meno.



 

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