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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
29 giugno 2007

TORNA LA VIOLENZA SQUADRISTA


 
E'ovvio: c'è il leader dell'opposizione che stravede per queste forze di estrema destra, caratterizzate da quel culto della personalità che fanno sentire Berlusconi il nuovo Duce d'Italia.
Ci dialoga, ci fa le manifestazioni insieme e ci fa pure un'alleanza elettorale.


Non stiamo parlando dei partiti della destra italiana, quelli populisti, made in Libero, rappresentati da ForzaItalia e AlleanzaNazionale: stiamo parlando dei partiti neo-fascisti, quelli che non dovrebbero neppure esistere vista la loro incostituzionalità. Ma Berlusconi se ne frega, e ci va a braccetto, sempre, in ogni occasione.
E purtroppo ieri sera, queste forze neofasciste, si sono sentite autorizzate a fare un irruzione a Villa Ada, a Roma, al termine del concerto rock del gruppo «Banda Bassotti», avventandosi con dei bastoni contro alcuni ragazzi. Il bilancio dell'aggressione, sembra di matrice politica, è di due feriti. Una spedizione punitiva, compiuta da militanti - circa 150, raccontano i testimoni - del movimento di estrema destra, che si sono presentati in colonna gridando "Duce! Duce!", con i volti coperti da caschi, armati di bastoni, catene e coltelli (proprio come i black bloc!!!)
A scatenare il panico tra le persone presenti al concerto, inserito nella manifestazione «Roma incontra il mondo», è stato anche il lancio di alcuni petardi. Gli aggressori, che urlavano slogan di destra, si sono avventati sulla folla «classificata come comunista» colpendo chiunque capitasse loro a tiro. Pestaggi e scontri sono proseguiti anche all'arrivo piuttosto immediato delle forze dell'ordine. Il tutto è accaduto attorno all'una della notte. Si sono scagliati pure contro le forze dell'ordine: chissa i miei amici della destra cosa diranno.
I due feriti sono due ragazzi romani e per uno dei due è stato necessario il ricovero all'ospedale Sandro Pertini con una prognosi di 20 giorni a causa di alcune ferite di arma da taglio.

Condanna  da parte del sindaco di Roma Walter Veltroni: «Il nostro Paese non ha certo bisogno di fatti come quelli accaduti a Villa Ada. Un fatto ignobile per il quale ci adopereremo per consegnarne i responsabili alla giustizia»

Grazie Walter, ma ricordati che ci sono persone della destra cosidetta "liberale" che giustificano questi partiti neo-fascisti, e ci fanno pure le alleanza elettorali, figurati.
Purtroppo la destra populista  parla di vetrine rotte e scritte sui muri, dimenticandosi però, di chi al grido di "duce duce", accoltella dei coetanei che stanno guardando un concerto musicale.

VERGOGNA

(qui trovate il resoconto della triste serata)


29 giugno 2007

IL GIORNO DELLA SERIETA' AL GOVERNO


 
Fa bene Romano Prodi ad affermare che l'approvazione del Dpef costituisce "la  giornata della svolta". Ma io la definirei la giornata della "serietà al governo": una serietà data dall'aver messo i conti pubblici in ordine, lasciati disastrati da 5 anni di goevrno Berlusconi, dall'aver rilanciato l'economia italiana e dall'aver iniziato una opera di liberalizzazione economica, che soltanto la destra italiana sembra non apprezzare (loro, ideologicamente parlando, i nostri liberisti da quattro soldi, sarebbero dovuti essere i primi ad essere favorevoli, invece si sono dimostrati gli unici legati alle logiche statalistiche e  lobbistiche).

Ma non finisce qui: la giornata della serietà al governo è stata evidenziata soprattutto da alcuni cambiamenti che interesseranno a breve il cittadino italiano. Vediamo quali sono:

- ICI- L'Ici sulla prima casa diminuirà a partire dal 2008. La misura è contenuta nel Documento di programmazione economica e finanziaria (Dpef) 2008-2011 predisposto dal ministro dell'Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, e varato - all'unanimità - dal consiglio dei ministri. 
«E' tra le cose principali da qui alla fine della legislatura», ha detto Padoa-Schioppa. Nel documento si legge che «attualmente le detrazioni vigenti sull'Ici a favore delle abitazioni principali provocano forti disparità di trattamento fra abitazioni situate in piccoli Comuni, in grandi città e in aree metropolitane». Quindi, «è necessaria una riforma delle detrazioni per ridurre la tassazione e favorire una migliore distribuzione del carico tributario».

- PRESSIONE TRIBUTARIA- una riduzione della pressione tributaria netta sulle famiglie e un aumento del loro reddito disponibile che, per quelle di reddito basso equivale a una forma di imposta negativa (il reddito disponibile comprensivo dell'assegno risulta maggiore del reddito imponibile).

- AUMENTO PENSIONI- per le pensioni più basse (2-3 milioni di persone) si stanzieranno 900 milioni di euro per una una tantum: l’assegno, distribuito a settembre-ottobre, potrà variare dai 300 ai 450 euro - le cifre esatte verranno definite nei prossimi giorni. Le risorse subito disponibili , ha spiegato Enrico Letta, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, verranno distribuite a una platea potenziale compresa tra i 2 e i 3 milioni di persone. 
 Dal 1° gennaio andranno a regime gli interventi strutturali pari a 1,3 miliardi: 700 milioni per gli ammortizzatori sociali, 200 milioni per il riscatto delle lauree e 300 milioni per la contrattazione di secondo livello

- PRESSIONE FISCALE-  Nel Documento il governo stima che la pressione fiscale inizierà a scendere dal 2008 (leggermente, a dire il vero, a 42,6% dal 42,8%) per raggiungere il 42% nel 2011. Il rapporto debito/prodotto interno lordo (Pil) scenderà sotto il 100% (per la precisione al 98,3%) nel 2010 per calare ulteriormente al 95% l'anno dopo.

- UNIVERSITA'- L'investimento in formazione universitaria verrà aumentato e «riqualificato» e passerà «dallo 0,88% all'1,2% rispetto al Pil».

Insomma, dopo che gli italiani ONESTI, hanno pagato le tasse e hanno fatto ripartire l'economia italiana, ora è giunto il momento che il governo redistribuisca a tutti gli italiani.
Redistribuzione adesso che ci sono i soldi, e non come faceva Berlusconi, che redistribuiva per i pochi eletti, quando non c'erano neanche i fondi, portando l'Italia in recessione economica.

Questa è la serietà al governo. Serietà che la destra italiana non sa affatto cosa sia.


28 giugno 2007

L'UOMO NUOVO

 <b>Pd, Veltroni disegna il nuovo partito<br>"Un grande patto generazionale"</b>

E' finito il tempo della politica caratterizzato dalle varie leggi ad-personam, dagli attacchi alla magistratura, dagli inciuci, delle tessere P2, degli stallieri e dei vari casi Sme, Mondadori e All Iberian (qui trovate un articolo molto interessante sul tema).
Dopo una fase della politica italiana, caratterizzata dall'anti-politica, è giunto ora il tempo di cambiare: è arrivato l'Uomo-Nuovo, quello che tutti stavano aspettando, anche da destra (come dice lo stesso
Fini, contro Veltroni non basta l'antipolitica, confermando,  praticamente, che adesso la stanno facendo).
Veltroni rappresenta l'Italia onesta e corretta, amante della Resistenza Italiana e di tutta l'italia; e la destra questo lo sa e non avendo nessun argomento su come attaccarlo, chissà cosa si inventeranno: ma Walter è un politico ma soprattutto una persona onesta, e di questi tempi, sarebbe già un motivo sufficiente per per votarlo.

Ma analizziamo la giornata di ieri e soprattutto il suo discorso, che mi ha profondamente emozionato: un discorso pragmatico, niente scatola dei sogni alla Berlusconi, ma ricco di risposte e di speranze. Andiamo ad analizzare qualche punto, che difficilmente riuscirò a dimenticare:

Riunire l'Italia, farne una grande nazione. Non ci sono due Italie. Basta contrapposizioni: nord-sud, giovani-anziani, lavoratori dipendenti-autonomi
(e chi lo spiega ai miei amici leghisti e forzisti che frequentano il mio blog; pensano che in Italia lavorano solo loro);

Le comunità umane possono convivere solo nella libertà. Una libertà che i nostri padri hanno conquistato a caro prezzo
(il riferimento alla Resistenza Italiana è quello che ho apprezzato di piu, senza dubbio);

Una follia la guerra in Iraq
(spiegalo a Silvio e ai miei amici guerrafondai)


Combattere il vento dell'euroscetticismo
(l'Europa, voluta fortemente dal primo governo Prodi, deve continuare ad essere uno dei punti fondamentali della politica italiana)

Basta con il precariato, i giovani non possono aspettare: serve un nuovo patto generazionale
(se riuscissi a realizzare solo questo punto saresti il più grande statista italiano di tutti i tempi)

L'ambientalismo non vuol dire no a tutto. Sì alla Tav
(non si puo dire sempre NO, anche perchè senza Tav riamaniamo fuori dalla costruzione dell'Europa Unita)

Il sindacato deve tutelare anche i giovani, non solo i lavoratori e i pensionati
(quoto e confermo)

Pagare meno tasse, pagarle tutti.
(spiegalo a chi fa le leggi per depenalizzare il falso in bilancio, a chi evade le tasse, a chi non fa lo scontrino)

La sicurezza è un diritto, non è di destra né di sinistra
(da quando in quà la sicurezza è un tema di destra?; chi metteva le bombe non può certo parlare di sicurezza)

No al bipolarismo etico, basta con gli integralismi e il laicismo esasperato
(è finita l'era del massimalismo; serve il dialogo prima di tutto, senza che si rimane "ancorati" sulle proprie posizioni, senza che il Vaticano continui la sua ingerenza politica nei confronti della politica italiana)

Un piano per la scuola e per l'università, dare lo stesso punto di partenza al figlio dell'operaio e quello del professionista. Talento, merito, pari opportunità
(qui forse si sogna veramente, perchè ormai la società italiana è proprio basata su queste disparità di partenza tra chi ha i soldi e chi no);

Basta con la nostalgia del passato, ci vuole curiosità verso il futuro
E guardiamolo insieme questo futuro Walter.
Con il discorso di Torino mi hai trasmesso tanta fiducia, tanto ottimismo e soprattutto tanta speranza: confermo che è un onore aver potuto rappresentare la tua lista nel mio municipio, e ti confermo il mio totale appoggio e sostegno su qualsiasi cosa tu farai o vorrai fare.
Tu sei l'unico, insieme a Prodi, che ha capito che per cambiare le cose bisogna stare al governo, magari anche con dei compromessi: non bisogna stare solo sulla nave, bisogna guidarla. E tu questo lo sai bene: il dialogo costruttivo è alla base del tuo modo di fare politica, cercando compromessi, convergenze, senza rimanere fermi sulle proprie posizioni. Non servirebbe a niente.


Walter, il tuo cammino è il cammino di tutti gli italiani onesti. Benvenuto e in bocca al lupo.


27 giugno 2007

VELTRONI, MI HAI EMOZIONATO!


 
Vorrei ringraziare personalmente Walter Veltroni per il discorso di oggi che mi ha profondamente emozionato: è lui l'Uomo-Nuovo. Grazie per questi cento minuti di politica vera.

(domani un post speciale e dettagliato su Veltroni e sulla sua giornata trionfale; commenteremo anche le parole di alleati e avversari)





25 giugno 2007

FINALMENTE IL GOVERNO PRODI FA UNA COSA "DI SINISTRA"



Ecco una notizia che dovrebbe far piacere ai miei amici pensionati di tutta Italia: il governo trova in extremis le risorse per superare lo scalone e per migliorare il trattamento dei giovani precari e degli anziani con pensioni minime (circa 2 milioni di pensionati avranno più soldi da settembre).  Gli aumenti per le pensioni minime arriveranno a settembre: il governo varerà infatti nei primi giorni del mese un decreto legge che migliorerà il trattamento per le pensioni più basse. Il provvedimento riguarderà più di 2 milioni di pensionati. Le anticipazioni arrivano dai capigruppo dei senatori dell'Ulivo e del Pdci, Anna Finocchiaro e Manuela Palermi, al termine del vertice sul Dpef a Palazzo Chigi. «Il decreto legge – secondo la Finocchiaro - verrà varato a settembre solo per sfruttare al meglio i 60 giorni di tempo per la conversione in parlamento. Per le pensioni minime – ha aggiunto - non sarà una tantum ma l'anticipo di una misura che entrerà a regime dal primo gennaio 2008».

FINALMENTE SI E' FATTA UNA COSA DI SINISTRA
E quando la sinistra fa qualcosa di sinistra, i destinatari non sono le lobby o i soliti "potentati", ma la gente comune, quella che ne ha veramente bisogno.
Mi domando come un pensionato, che abbia una pensione minima, possa votare per la destra! Lo stesso vale per un precario: categorie sociale che devono, per la loro stessa natura, votare sempre e solo a sinistra.
Perchè? Perchè la destra non farà mai niente per queste categorie sociali: è la storia che ce lo insegna.

Comunque la serietà al governo è proprio questa: si sono rimessi i conti pubblici in ordine, ed ora, è tempo di redistribuire tutto ciò che è stato frutto del sacrificio degli italiani onesti, che hanno sempre e correttamente fatto il loro dovere civico: ovvero quello di pagare le tasse.

Serietà al governo.


AGGIORNAMENTO: L'aumento 'una tantum' che il Governo riconoscera' alle pensioni minime sara' di 250 euro. Dall'anno prossimo, invece, i pensionati si troveranno 40 euro in piu' al mese: gli aumenti saranno accompagnati da una rivalutazione annuale dei loro trattamenti. E' quanto si apprende da fonti governative


25 giugno 2007

CHE NON SIA MAI MESSA IN DISCUSSIONE LA LEADERSHIP NELLA DESTRA ITALIANA



La destra italiana
(come avete notato non utilizzo più la parola centro-destra perchè ormai Casini non fa più parte della Cdl) non può mettere in discussione la leadership della Casa delle (sue) libertà: cosi è stato deciso non da tutti gli alleati, ma dal leader stesso della destra populista italiana.
Gli alleati di Berlusconi
, in particolare Gianni Alemanno ed altri leader di Alleanza Nazionale, avevano chiesto una convention del centrodestra per fronteggiare la discesa in campo di Walter Veltroni nel Partito democratico, mettendo in discussione la leadership della Casa delle liberta'.
La risposta del loro leader è stata: "non sono argomenti seri".
Per Berlusconi, non può essere considerato un tema degno di nota, importante, la discussione sul futuro leader della Cdl: decide lui, gli altri devono solo stare zitti e accettare le sue decisioni. Un tema che avevo affrontato nel mio ultimo post.
Non esiste il concetto di democrazia ed uguaglianza nella destra illiberale italiana: hanno il loro "ducetto", e non sono ammesse repliche o indicazioni. Decide lui.
Gli altri partiti, sono dei "fantocci" nelle mani del loro "burattinaio".
E la gente, fa finta di non capire. O almeno spero che facciano finta.


23 giugno 2007

LA SUDDITANZA PSICOLOGICA, MORALE E POLITICA NELLA CDL


 
Questi non muovono una foglia se non hanno l'autorizzazione di Silvio Berlusconi.
Non hanno proprio possibilità di decidere qualcosa: se va bene a Berlusconi si fa, altrimenti no.
Il futuro della Cdl? DECIDE LUI
Il programma della Cdl? DECIDE LUI
La manifestazione (luogo e ora) DECIDE LUI
I candidati alle elezioni amministrative? DECIDE LUI
Luogo dei summit? A  CASA SUA
Feste di partito? A CASA SUA

Come non si fa a parlare di sudditanza psicologica, morale e politica di tutti gli alleati (o meglio sudditi) del re di Arcore?
Tutti che si affrettano a fare da tappettino al cavaliere, con un unico scopo: ricevere l'investitura ufficiale come successore del Cipria. Ma tanto non hanno capito che non c'è speranza.




22 giugno 2007

PRODI ACCOGLIE L'INVITO DI NAPOLITANO AD AMMORBIDIRE LA TENSIONE TRA I POLI. BERLUSCONI NO.



Il presidente della Repubblica
si era mostrato preoccupato per lo stato delle istituzioni: "Ci sono provvedimenti essenziali che richiedono impegno in Parlamento e anche un certo clima costruttivo". E chiarisce sul clima costruttivo: "Non significa in alcun modo limitare il diritto dell' opposizione di chiedere un cambiamento del governo - ha detto il capo dello Stato -. Il clima costruttivo si realizza facendo ciascuno la sua parte, collaborando a far funzionare le istituzioni».Conclude: "Pur facendo ciascuno la sua parte,chi governa e chi è all’opposizione, bisogna trovare il modo di cooperare per far funzionare nel modo migliore le nostre istituzioni, nel modo più trasparente e anche nel modo più disteso e più conveniente all’interesse generale».

Il presidente del consiglio Romano Prodi accoglie immediatamente l'invito di Napolitano ad ammorbidire la tensione tra i poli e afferma: "Le preoccupazioni del Presidente Napolitano sono preoccupazioni serie, già tante volte avevo osservato anch'io con preoccupazione le tensioni esistenti. Mi impegno e mi impegnerò il più possibile per ammorbidire la situazione e creare la possibilità di scambi e di cooperazione che sono sempre necessari per la gestione di un Paese democratico"

Silvio Berlusconi, al contrario, mostra di non accogliere l'invito del Presidente della Repubblica, anzi, cerca come al solito di aumentare le tensioni e la discordia tra i due schieramenti: "Mi chiedo se dopo aver messo le mani su tutte le istituzioni vogliano impadronirsi anche di tutto ciò che ancora non è ancora sotto il loro diretto dominio. Ho detto sarcasticamente, ma mica tanto, ma quando i carabinieri? non si lasciano scappare nulla...".

Il solito irresponsabile demagogico: dopo la buffonata della salita al Quirinale, del "regicidio" contro Prodi, del solito "sono stato frainteso", della minaccia di sciopero fiscale e del nuovo "vogliono occupare tutto loro", ora il leader populista cosa si inventerà per aumentare lo scontro politico?


21 giugno 2007

DALLA SALITA AL COLLE, AL CASO DE GENNARO


 
Ma allora qui siamo alla pazzia pura: Silvio Berlusconi aveva giurato sui suoi figli che avrebbe chiesto le elezioni anticipate a Napolitano ed invece, alla fine, ha parlato di crisi di legittimità di governo.
Eppure era stato frainteso solo quattro volte: prima elezioni anticipate, poi abbiamo capito male, poi elezioni elezioni elezioni, ed invece ci siamo sbagliati anche questa volta in quanto il leader dell'opposizione non ha chiesto le famose elezioni anticipate, tanto care al suo gregge.
Forse si è reso conto che un Presidente della repubblica non può sciogliere il parlamento contro la sua volontà. Nessuno può sciogliere le Camere quando dispongono di una maggioranza. L' unica cosa da fare è batterla, dimostrando che non è più tale. 
E cosi non è mai avvenuto.
Mi chiedo e vi chiedo: non sarebbe stato più coerente andare a votare dopo la pesante sconfitta alle regionali del 2005, che ha visto la Cdl mantenere soltanto 2 regioni (Lombardia-Veneto) contro le 12 conquistate dal centro-sinistra?
Berlusconi parla tanto di elezioni anticipate (anche se poi, come abbiamo visto, si rimangia sempre quello che giura), ma il primo che doveva andarsene era lui, ma non si è mai azzardato a farlo. MAI
Insomma, Berlusconi, dopo la battuta sul regicidio, ha deluso il popolo della destra: praticamente è andato da Napolitano per scambiare due chiacchiere sulla nazionale italiana, sul Milan e su Emilio Fede (tanto per ridere un pò); conferenza stampa per continuare il lavaggio del cervello ai pecoroni, e poi, tutti a casa. Come se niente fosse. Esatto, come se niente fosse.



Per non svegliare troppo i miei amici forzisti e fascisti, aggiungo solo un'altra notizia: la verità sulla Diaz (Genova 2001) inizia a trapelare. Dopo che uno dei vicequestori, in servizio la notte in cui decine di giovani vennero pestati a sangue alla caserma Diaz nei giorni del G8 di Genova, aveva deciso di vuotare il sacco raccontando le scene alle quali assistette, ovvero scene di inaudita e gratuita violenza contro giovani inermi, bastonati senza pietà anche dopo che erano finiti a terra, il capo della Polizia, Gianni De Gennaro (quello che piace tanto a Silvio), è stato iscritto nel registro degli indagati dalla Procura di Genova nell'ambito dell'inchiesta sul G8 del 2001. A quanto si è appreso da fonti ufficiose ma autorevoli, l'iscrizione sarebbe avvenuta per l'ipotesi di reato di istigazione alla falsa testimonianza:  un'indagine tesa a dimostrare che i vertici della Polizia di Stato si sarebbero messi d'accordo per raccontare in tribunale un'altra "verità", molto più comoda, sulla sanguinaria irruzione del 21 luglio 2001.


20 giugno 2007

I FISCHI VERGOGNOSI DI COLORO CHE DICHIARANO REDDITI COME PENSIONATI E OPERAI



Sembra diventata una moda, quella di fischiare Prodi dovunque questo si trovi: una moda avvalarota dalla possibilità di finire in televisione, guadagnarsi un bel primo piano, e magari farsi intervistare da Emilio Fede in diretta al Tg4. Claque organizzate, senza dubbio, come era stata organizzata anche quella contro Berlusconi a Sestri Ponente
Eppure,  vengono riportati solo i fischi, mai gli applausi, come oggi quando lo stesso Prodi ha fatto ingresso nella platea dell’Auditorium ricevuto e presentato dal presidente di Confesercenti, Marco Venturi. In quell’occasione, spiegano le stesse fonti, il premier e’ stato applaudito. Ma poi a fare notizia sono solo i fischi finali, come e’ successo a Boretto sabato scorso, quando a contestarlo erano nove leghisti.
Ma ieri cosa è successo veramente? Ebbene, 6 persone presenti all'assemblea della Confesercenti,  al termine della relazione del presidente Marco Venturi, hanno cominciato a gridare verso il presidente del Consiglio Prodi le seguenti frasi: «Basta, a casa, a casa», «Buffoni, buffoni».  In cosa sarebbe "buffone" Romano Prodi?   Per i rincari dovuti ai nuovi studi di settore? Ma mi sembrano anche giusti in quanto gli evasori aumentano a dismisura soprattutto tra gli autonomi, ovvero quelli che fischiavano ieri: e adesso, si capisce perche' questi sono contrari all'adeguamento degli studi di settore. Secondo i dati diffusi ieri dal ministero dell'Economia il 53,8 per cento dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese non sono in linea con gli indicatori di questi studi e il loro reddito e' pari a quello dei pensionati o degli operai metalmeccanici".

Come ho piu volte scritto, queste persone, (commercianti, autonomi, liberi professionisti), o per lo meno gran parte di loro (non bisogna mai generalizzare) stanno rovinando l'Italia: loro dichiarano redditi molto inferiori a quelli reali, e poi pretendono di pagare tasse come un operaio o un pensionato. Si dovrebbero vergognare, e ricordarsi che è un dovere civico concorrere al pagamento delle tasse. Evaderle, al contrario, è un crimine. Anche se mi rendo conto che, abituati ai condoni di Berlusconi,  tornare a vivere in un paese civile e democratico, possa creare notevoli cambiamenti.


Ovviamente continua l'avventura dei Mille


18 giugno 2007

ARRIVANO "IMILLE"



Molti di voi si chiederanno chi saranno mai questi "Mille".
Ebbene, io sono "uno" di questi"Mille": un ragazzo di 24 anni, laureato in scienze politiche, di sinistra, che crede fortemente in un PartitoDemocratico che non abbia niente a che fare con l'attuale dirigenza (vi ricordate il mio post a riguardo?), aperto alle nuove generazioni, onesto, serio e democratico nel vero senso della parola.
Ci siamo posti come obiettivo quello di ri-fare l'Italia in meglio, dando vita alla lista dei "Mille", che concorrerà alle primarie del  Partito Democratico del 14 ottobre. Tanti i nomi importanti: da Carlo Fayer (capogruppo al comune di Roma della Lista civica Roma per Veltroni) a Ivan Scalfarotto, per poi passare a Mario Adinolfi e Marco Simoni.
Tutti uniti, per dire NO a un partito democratico che sia una semplice sommatoria di Ds e Margherita. Noi siamo la società civile, il mondo delle nuove generazioni, dove le oligarchie non esistono e la politica è aperta ad ogni idea e contributo.

Cercheremo di essere presenti in tutti i 475 collegi (quelli del fu Mattarellum per la Camera) e per presentarli dobbiamo raccogliere almeno duecento firme a collegio e fanno centomila firme complessive. Io farò la mia parte, raccogliendo firme e candidandomi nel collegio a me più "congeniale" (non so come ripartiranno la mia zona, ovviamente riguarderà il XV municipio, ma ancora non si sa di preciso).
Come dice Adinolfi: "Se l'esistente non vi piace, se la classe dirigente annunciata del futuro Pd vi fa venire l'orticaria, ora non avete più scuse per rintanarvi semplicemente nelle lamentazioni: c'è uno strumento per una battaglia politica lunga poco più di cento giorni. Candidandovi e votando il 14 ottobre per iMille potete scegliere il rinnovamento dei volti, idee nuove (anche le vostre, portatele in rete) e modalità innovative di applicarle."

La lista è in crescita e in continua evoluzione.
Ci si aggiorna a breve.
Con affetto, Claudio Barocci.

(Mi rivolgo ai lettori del mio blog più vicini alle mie idee: per segnalare la disponibilità a candidarsi e/o a militare nei Mille, scrivere una email a adinolfi@gmail.com con: nome e cognome, data di nascita, indirizzo, numero di telefono aree geografiche in cui si è disponibili a impegnarsi, eventuale indirizzo web-blog )


Segnalo l'ultimo post di Mario Adinolfi sui Mille (siamo sempre di più)


17 giugno 2007

GAY PRIDE 2007 E NON SOLO

I<b>A Roma l'arcobaleno Gay Pride<br>Musica, colori e voglia di diritti</b>

ll successo della manifestazione di ieri è indiscutibile: in centinaia di migliaia hanno partecipato al Gay Pride 2007. E mentre a Roma si sfilava per il riconoscimento dei diritti degli omosessuali, il paladino della famiglia Gianfranco Fini si separava dalla moglie: ora i leader della Casa delle Libertà, quelli che difendono la famiglia, sono tutti separati o divorziati. Ma i miei amici forzisti e fascisti, leghisti e via discorrendo non si fanno problemi. Vanno avanti per la loro strada da persone coerenti. Mah.


Interessante lettura domenicale: ma non fatela leggere ai miei amici della destra (potrebbero svegliarsi dal loro sonno)


16 giugno 2007

GLI ELETTORI DEL NORD-EST DI BERLUSCONI



Ora avete capito perchè Berlusconi e la Lega hanno oltre il 60% in questa parte dell'Italia?
Perchè per quattro su dieci cittadini del Nordest, si giustifica l'evasione fiscale e pagamenti in nero.

La gente ancora non ha capito che più si evade, e più l'onere delle tasse peserà sulle spalle dei cittadini onesti. I commercianti e i liberi professionisti, evadendo, fanno i soldi,  lo Stato avrà meno entrate e sarà costretto a far pagare più tasse a tutti. E' troppo facile, cosi, dire che si pagano troppe tasse, quando c'è un evasione in Italia che supera i 270 miliardi di euro. E' uno scandalo, come ci ricorda anche Montezemolo, che soltanto lo 0,8% della popolazione italiana dichiari al Fisco più di 100 mila euro all'anno: cerchiamo, in primis, noi cittadini onesti, di far rispettare le regole del gioco economico(facciamoci dare SEMPRE lo scontrino e la fattura); poi voglio vedere se continuano a dichiarare la metà dei loro guadagni. Cominciassero a pagare realmente per ciò che guadagnano, invece di protestare ed evadere le tasse.

Poi ci domandiamo perchè, al Nord-Est, si vota per Berlusconi: è stato il primo che ha giustificato questo tipo di malcostume, gridando allo sciopero fiscale e attaccando giornalmente le autorità statali competenti (
tanto al cavaliere non è mai interessato niente riguardo i conti dello stato: ed infatti la recessione economica era dietro l'angolo). Come dice il mio amico Gianni Guelfi:  "Infatti Berlusconi si beccò non poche rampogne da UE, Bankitalia, Ocse per aver azzerato il pil e l' avanzo primario, accresciuto il debito, aumentato a dismisura la spesa pubblica, sforato il deficit-pil. Lui però non se ne curava. La barca affondava? Poco male, l' importante era che ovunque andasse fosse applaudito".

PAROLE SAGGE


15 giugno 2007

BERLUSCONI E IL REGICIDIO

 

Siamo alla pazzia pura. Ma più che pazzia direi sovversione illiberale e figlia del peggior fascismo: Silvio Berlusconi  ha parlato di regicidio nei confronti del Premier Romano Prodi. 
«Bisognerebbe fare un regicidio»;
questa la frase usata giovedì da Silvio Berlusconi per rispondere a una signora che, alla presentazione del libro di Maurizi Gasparri "Il cuore a destra", aveva strillato: «Presidente Berlusconi la vogliamo al governo».
Potete pensare quello che volete, ma il leader dell'opposizione ha delle responsabilità incredibili nella vita democratica di un paese: deve dosare ogni tipo di parola, di frase e di gesto.
Non posso pensare che abbia utilizzato una frase del genere.
E' grave, non ci sono dubbi.


Spero che Berlusconi smentisca al più presto; e in questo modo sarebbe stato frainteso per la quarta volta in meno di 24 ore.
Ma come si fa, a dare il voto a una persona del genere? Sono cose che nessuna persona dovrebbe dire; ma lui, figura istituzionale, non dovrebbe nemmeno pensare.
Invece è sempre pronto a creare scontri politici, a mettere gli italiani gli uni contro gli altri. E ora ditemi che non è vero. Sta alzando continuamente i toni.

Dove ci vuole portare? Alla guerra civile?
Irresponsabile.




permalink | inviato da RinascitaNazionale il 15/6/2007 alle 13:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (63) | Versione per la stampa

15 giugno 2007

CONSUMATORI, CHIEDETE SEMPRE LA FATTURA E LO SCONTRINO



Fa ridere la destra illiberale quando grida: "basta con le tasse" e gli altri slogan simili, populisti e demagogici.
Proprio oggi Berlusconi ha affermato: "noi siamo comunque convinti che per combattere l'evasione fiscale si debba ridurre la pressione fiscale, avere delle aliquote giuste, affinche' i contribuenti siano onesti. Esattamente il contrario di cio' che vuole fare la sinistra che parla addirittura di voler controllare le spese dei cittadini oltre una certa cifra. Addirittura - osserva l'ex premier - qualcuno ha parlato di una cifra sopra i mille euro, e che porterebbe l'Italia ad essere uno stato di polizia fiscale e di polizia tributaria". Ovviamente poi, commentando gli ultimi dati sull'evasione fiscale precisa subito: "sono dati che non sono certi" (cosa vi aspettavate dal leader dei commercianti, degli artigiani e dei liberi professionisti?).  Quanti di voi si sono imbattuti in questi personaggi, che si, saranno bravi e belli come Silvio, ma lo scontrino o la fattura? Dove stanno? Perchè fanno sempre finta di dimenticarla/o? Il giochetto è semplice: quando siamo passati all'euro, il nostro Silvio si è ben dimenticato di mettere un organismo che mettesse un freno al lievitare dei prezzi o che almeno li controllasse o li supervisionasse. No, niente di tutto ciò. Il mondo dei commercianti, e via discorrendo, ha subito approfittato di tale situazione, facendo soldi a palate. Ma non è finita qua: dopo aver "raddoppiato" il prezzo praticamente di qualsiasi merce, si tengono molto alla lontana nel "dichiarare" i loro guadagni. E sapete come fanno? Non ti danno lo scontrino o la fattura fiscale. Cosi, loro evadono, noi pagheremo più tasse per colpa loro, e Berlusconi (leader di quella gente, o almeno la maggior parte di essi) grida che si pagano troppe tasse.
Ma io vi chiedo, gli chiedo e mi chiedo: vuoi scommettere che se tutti ti fanno lo scontrino o ti rilasciano la fattura qualche cosa cambia? Vuoi scommettere che si pagano meno tasse?

Da tutta questa faccenda, ovvero del non ricevere ne scontrino ne fattura, sapete chi ci guadagna e chi ci perde? Ci guadagnano i commercianti, e tutti quelli come loro, e chi ci perde lo stato italiano e di conseguenza tutti i cittadini italiani che dovranno pagare più tasse per far fronte alla disonestà e e all'evasione dei proprio concittadini. 
Ovviamente, non possiamo generalizzare il discorso: tanti sono veramente delle brave persone, ma io personalmente, ne conosco tante che con questa storia dichiarano poco e fanno la vita dei signori sulle spalle nostre.

Io do un consiglio a Berlusconi: vuoi farci pagare meno tasse? Comincia a dire alla tua gente di farci lo scontrino e le fatture. Perchè io, personalmente, da oggi, mi prendo il dovere civile di richiederlo sempre, anche per una spesa minima. E' ora che tutti i cittadini concorrano al bene dello stato. E' troppo facile dire che si pagano troppe tasse, quando c'è un evasione in Italia che supera i 270 miliardi di euro. E' uno scandalo, come ci ricorda anche Montezemolo, che soltanto lo 0,8% della popolazione italiana dichiari al Fisco più di 100 mila euro all'anno. Ma poi Berlusconi ci spiegasse, visto che parla tanto di tasse, perche quando stava lui al governo c'era sempre il problema dell'evasione fiscale: forse è stato frainteso anche questa volta? O forse gli andava bene lo stesso? Tanto, come è noto,  non si è fatto mai problemi dei conti dello stato: basta che inaugurava cantieri con Lunardi, che spendeva, e tanto i fondi non ci stavano.

E come dimenticare questo e questo?
 
Cittadini d'Italia, faccio un appello: richiedete sempre lo scontrino e la fattura:  togliamoci dalle spalle il peso di questa gente che evade. E i numeri, dicono che sono tantissimi. E' ora di fermare questo malcostume tutto italiano.
Facciamo piangere questi evasori, anche se c'è chi li difende. Sono intoccabili, ma almeno noi cittadini onesti, nel nostro piccolo, rendiamogli la vita più difficile
.


14 giugno 2007

BERLUSCONI E LA COERENZA: DUE CONCETTI AGLI ANTIPODI

 

Silvio Berlusconi ha superato ogni limite: è stato frainteso nel fraintendimento. Prima aveva detto che sarebbe salito al Quirinale per chiedere le elezioni anticipate; il giorno dopo ha smentito; oggi, infine, ha spiegato che è stato frainteso per due volte sulla stessa questione, per questo chiederà: elezioni, elezioni ed elezioni.

Qualcuno riesce a capirci qualcosa? Ormai riesce a smentire anche la sua stessa smentita.


13 giugno 2007

PRIEBKE LIBERO: vergogna!



Oggi, il Tribunale militare di sorveglianza, ha deciso che l'ex ufficiale delle SS, Herich Priebke, potrà lasciare ogni giorno i domiciliari per andare a lavorare.



Ma perchè, ancora non avevamo buttato le chiavi di casa? Eppoi lavorare a 93 anni nell ufficio del proprio legale mi sa tanto di "furbata". Che lavoro potrà mai fare un criminale come lui? A quella età?
Dice bene il sindaco di Roma, Walter Veltroni: «Roma non potrà mai dimenticare. In questo momento un pensiero solidale, la vicinanza della città e la mia personale vanno a tutte le vittime della barbarie nazifascista, ai loro familiari e alla comunità ebraica».



PRIEBKE, RICORDATI CHE L'ITALIA NON DIMENTICA, soprattutto noi romani.


Qui riporto il comunicato ANPI contro la libertà concessa al criminale nazista.


12 giugno 2007

IL LEGHISTA CALDEROLI INDAGATO A LODI. INTANTO BERLUSCONI E' STATO FRAINTESO DI NUOVO



E' una politica malata
: ieri la questione D'Alema-Unipol, oggi quella Calderoli-Antonveneta.
I pm di Lodi indagano per appropriazione indebita il vice presidente del Senato Roberto Calderoli (Lega Nord), il senatore di Forza Italia Aldo Brancher, l’ex parlamentare dell’Udc Ivo Tarolli, il presidente del Palermo calcio Maurizio Zamparini, e altre 46 persone nell’ambito di uno stralcio di indagine sulla scalata alla banca Antonveneta. Gli indagati si sarebbero appropriati di somme di denaro grazie alla complicità di ex funzionari della vecchia Bpi con operazioni bancarie tra cui investimenti, disinvestimenti e fidi.  Da queste operazioni gli indagati avrebbero tratto die vantaggi mentre le perdite sarebbero state spalmate su clienti ignari della stessa banca. La Guardia di finanza ha effettuato una serie di acquisizioni di carte e documenti nella sede centrale della banca a Lodi. All’origine delle accuse contro Calderoli ci sarebbe un interrogatorio dell’ex numero uno di Bpi, Giampiero Fiorani. Calderoli avrebbe ricevuto denaro contante. Il portavoce di Calderoli, contattato dalla Reuters, ha detto di non essere a conoscenza della notizia.

Anche in questo caso, non possiamo pronunciarci, però voglio sottolineare il silenzio dei mass-media sul caso Calderoli-Brancher riguardo la suddetta questione.


Intanto Berlusconi è stato
frainteso di nuovo: andrà al Quirinale, ma non chiederà le elezioni anticipate. Ma che se ne andasse a Villa Certosa, tra vulcani e cactus, invece di continuare a "tirare la giacca" al presidente della repubblica italiana. Ormai è stanco: viene frainteso, in media, dieci volte al giorno,


12 giugno 2007

LA DESTRA ITALIANA: DALLA BRAMBILLA A GUSTAVO SELVA SENZA SPALLATA


 
Partiamo subito da una considerazione, leggendo i dati dei ballottaggi delle elezioni amministrative: la spallata non c'è stata. 

Considerando province e comuni capoluogo, la Cdl batte l'Unione 25-12. Nel 2002 finì 22-16 per il centrodestra. Le provinciali non indicano novità. Nel 2007 finisce 5-3 per la Cdl come nel 2002. La Cdl conferma le province di Ragusa, Vercelli, Varese, Como e Vicenza. L'Unione conferma le province di Genova, La Spezia ed Ancona. Cambia, invece, la mappa politica dei comuni capoluogo, soprattutto nel nord Italia. La Cdl conquista 20 sindaci contro i 9 dell'Unione (nel 2002 finì 17-13). Il centrodestra strappa al centrosinistra i comuni di Monza, Asti, Alessandria, Verona, Gorizia e Matera. Conferma i comuni di Palermo, Trapani, Como, Lucca, Latina, Rieti, Belluno, Parma, Isernia, Lecce, Reggio Calabria, Olbia, Oristano, Trani. L'Unione conquista i sindaci di L'Aquila, Taranto e Agrigento. Conferma i comuni di Cuneo, Genova, La Spezia, Pistoia, Frosinone e Piacenza.
Insomma, dopo
una finanziaria del genere, mal digerita dalla popolazione, ma indispensabile per il nostro paese, c'era da aspettarselo. Con il rilancio economico, già in atto, e con l'abbassamento delle tasse, ora effettivamente possibile (visti i conti risanati), il consenso tornerà a crescere anche per il centro-sinistra e finirà il delirio populista di stampo berlusconiano. 

Seconda considerazione della giornata: diamo il benvenuto alla televisione di stato di Arcore, ovvero la  "
tv delle libertà": la televisione nata ad hoc per i pecoroni (questo me lo dovete concedere) e con l'aiuto affettuoso di personaggi chiave della storia Mediaset: dal direttore Giorgio Medail, a Dede Cavalleri producer delle news del Biscione ora dg dei Circoli, fino allo scenografo Mario Catalano.
Ci lamentavamo di Emilio Fede.Ma mentre Fede fa ridere, ora c'è la Brambilla, candidato premier ideale per Berlusconi, il futuro della destra populista italiana, colei che crede veramente in quello che fa, colei che in poco meno di un anno  (grazie alla sua professionalità!!?!?) è riuscita ad arrivare, a diventare un punto di riferimento fondamentale della politica berlusconiana. Che dire, contenti voi.
La destra italiana diventa sempre più quella di Libero e di Belpietro, ed ora anche della Brambilla, allontanandosi sempre più dalla destra moderna, alla
Sarkozy.

Chiudiamo il post con il
caso Selva al quale riservo una sola parola: vergogna.


11 giugno 2007

POPOLO "DEMOCRATICO", SCENDIAMO IN PIAZZA CONTRO L'ATTUALE DIRIGENZA NAZIONALE DEI DS E MARGHERITA



Come i miei lettori sanno bene, non ho mai votato Ds in nessuna tornata elettorale, eppure ho sempre creduto che suddetto partito sia sempre stato estraneo (per lo meno nella stragrande maggioranza degli eletti) a fatti di corruzione e via discorrendo. Ho sempre pensato che il partito più importante ed influente della sinistra italiana avesse ben iscritto nel proprio dna "la questione morale" tanto cara al rimpianto, come non mai, Enrico Berlinguer. Ho cominciato ad appoggiare la realizzazione del futuro partito democratico nel mio municipio (il 18 giugno parteciperò all'iniziativa di lancio del comitato promotore per il PD nel XV municipio di Roma); però c'è da dire, che la dirigenza nazionale dei Ds, ma ci metto anche quelli della Margherita, stanno facendo di tutto per farmi allontanare come non mai nei confronti di tale progetto. Oltre ai soliti problemi di organizzazione (come ho sempre ripetuto, il partito democratico per ora mi sembra soltanto una semplice sommatoria di Ds e Margherita) e di scelta dei leader (ancora stanno litigando a riguardo),  è notizia di oggi riguardo alcune intercettazioni che vedrebbero il presidente dei Ds,Massimo D'Alema, coinvolto nella famosa questione Unipol. 



Io, non voglio questa dirigenza! Io voglio gente ONESTA e CORRETTA.
Popolo dei Ds, non è ora che la base faccia sentire il suo malcontento alla dirigenza nazionale? Futuri "democratici", ma siamo sicuri che sia giusto far portare avanti il progetto del partito riformista unico a questa gente qua?
E' ora, per il bene del futuro partito democratico, di far rilanciare il progetto dalla base e dalla società civile , farlo partire dai cittadini stessi.
Basta scuse,  basta coi giochi di potere, altrimenti sarà la nostra fine.
Cominciamo, dal basso, una vera e propria partecipazione civile e democratica: basta caste, basta poteri occulti, basta inciuci. E' inutile far finta di niente. Bisogna reagire a questa dirigenza che non ci fa andare da nessuna parte. Tanti passi indietro, nessuno avanti. Noto, inoltre, che solo Veltroni stia prendendo la strada giusta, ma per ora, "i poteri forti" (D'Alema in primis) non mi sembra che vogliano seguirlo.
Non voglio un partito che sbaglia e che mi arrivare a pensare: "tanto anche Berlusconi ha fatto cosi".
NON CI STO. (nel mio piccolo cercherò di fare il possibile per migliorare il futuro Pd).


Intanto un flash sulle elezioni amministrative 2007 (ballottaggi):
Unione (prov. Genova, Pistoia,Piacenza)
A Taranto vittoria del candidato di Rifondazione e Comunisti Italiani (76%).
Cdl (Parma, Lucca, Latina)

NIENTE SPALLATA.


10 giugno 2007

CONSIDERAZIONI SULLA VISITA DI BUSH A ROMA

George W. Bush con Romano Prodi

Non ci sono dubbi: l'Italia, senza manovre di "sudditanza psicologica" alla Berlusconi (come dimenticare i famosi gesti made in "lecchinaggio", mai viste prima nella storia della seconda repubblica italiana), ricevendo i ringraziamenti dal presidente degli Usa Bush,  ha dimostrato di aver riacquistato un forte ruolo nello scacchiere politico internazionale.
Fermi sulle nostre posizioni (contrari alla guerra in Iraq in primis), l'Italia  si è trovata pienamente d'accordo con gli Usa su un maggiore coinvolgimento di India Cina e Messico per risolvere i grandi problemi mondiali. Ma il momento clou è stato quando Bush ha sottolineato l'importanza del ruolo dell'Italia per quanto riguarda la questione Libano: "Un anno fa la situazione era esplosiva, l'Italia si è fatta avanti, avete assunto la leadership e tutto il mondo vi è venuto dietro" (tutto il mondo tranne il leader della Cdl).
Inoltre Bush ringrazia l'Italia per il ruolo del nostro paese riguardo il Kosovo, su cui il presidente Usa ha ringraziato personalmente Prodi "per i nostri colloqui su questo argomento: è una parte del mondo che lei conosce bene".

Un successo per la diplomazia, fortemente europeista, autonoma ed indipendente dell'italia. La politica estera delle pacche sulla pelata, delle corna e delle bandane, si è definitivamente chiusa. Da stato serio e responsabile, abbiamo ribadito le nostre divergenze su parecchie questioni politiche più che lecite (gli stessi americani manifestano contro l'amministrazione Bush), ma ciò non vuol dire essere "amici dei terroristi" ( ma la politica, i miei amici forzisti, la riescono a capire o ragionano soltanto per demagogia?").

<b>Berlusconi: "Incontro affettuoso con Bush<br>Genova? per me è stato un trionfo"</b>

Berlusconi, lo lasciamo ai suoi proclami di amicizia, futili ed inutili per lo stato italiano e ai suoi incontri di amicizia,
tra pasticcini e caffè (se leggete l'articolo del IlGiornale, proprietà di Berlusconi, scoprirete delle notizie veramente imbarazzanti, prima fra tutte, l'invito a Bush di insegnare nella Università delle Libertà).

Tensione dopo il corteo No War

Considerazione sulle manifestazioni di ieri: non avevo dubbi che quella organizzata a Piazza del Popolo dalla sinistra governativa sarebbe stata un insuccesso (ecco spiegato il motivo di accorpare le due manifestazioni proposto da Rc e Pdci).
Quell'altra, organizzata dalla sinistra non governativa, e quindi quella dei movimenti, è stata un grande successo: in parole povere,  tanta gente e tanti valori. Peccato per i soliti black-bloc, anarchici, non appartenenti ad alcun partito politico (cari amici forzisti e fascisti, chi spacca le vetrine non è iscritto a nessun partito, mettetevelo bene in testa, in quanto rifiutano il sistema stesso), isolati, secondo le stesse forze dell'ordine, dai manifestanti stessi: tutt'intorno  gridano "scemi", deficenti", qualcuno interviene anche in maniera pesante per far finire quella follia.

E a fine serata arrivano i ringraziamenti di Prodi e Amato per il comportamento delle forze dell'ordine (considerazione finale: quando le forze dell'ordine fanno il loro lavoro in maniera corretta, i disordini vengono subiti eliminati; a Genova non è stato cosi; i disordini, secondo me, erano stati voluti dall'alto).




permalink | inviato da RinascitaNazionale il 10/6/2007 alle 12:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (89) | Versione per la stampa

8 giugno 2007

BERLUSCONI CONTESTATO. MA SONO SOLO DEGLI "ILLIBERALI"

Un momento della contestazione a Silvio Berlusconi durante la tappa elettorale a Sestri Ponente (Ansa)
 

Silvio Berlusconi è stato duramente contestato a Sestri Ponente, Genova: «Buffone vai via», «Genova libera», «Mafioso, mafioso», sono alcuni degli slogan urlati all'indirizzo del leader di Forza Italia. Secondo quanto registrano le agenzie di stampa, c'è stato anche il lancio di un uovo e di altri oggetti al passaggio del capo dell'opposizione. Nelle immagini catturate dai fotoreporter si intravedono anche diverse persone che salutano Berlusconi alzando il dito medio.

Il presidente di Forza Italia, scortato dai suoi body guard e anche da una rafforzata pattuglia di celerini e uomini della Digos, ha replicato dicendo che «si tratta di quattro illiberali che non conoscono la democrazia e che sono ininfluenti perché la maggioranza è con me».


In parole povere, quando i cittadini contestano Prodi, è un segno chiaro, evidente, legittimo, che rappresenta il "vero sentire" degli italiani. Quando i cittadini contestano Berlusconi, questi diventano ininfluneti e illiberali, o come dici Schifani, degli squadristi.

Silvio, ma la coerenza dove sta?




permalink | inviato da RinascitaNazionale il 8/6/2007 alle 20:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (32) | Versione per la stampa

8 giugno 2007

BUSH A ROMA. NON DIAMOLA VINTA ALLA DESTRA POPULISTA ED ILLIBERALE: NIENTE SCONTRI MA TANTE RAGIONI



Stasera, il peggior presidente della storia Usa arriverà in visita ufficiale a Roma, creando non pochi "grattacapi" alla cittadinanza romana. Roma è blindata: mezza città è chiusa al traffico, compreso il quartiere di Trastevere che sarà visitato dal capo della Casa Bianca; circa 10 mila gli agenti delle forze dell'ordine; aeroporti, viabilità, trasporti pubblici, mercati, scuole saranno coinvolte nel piano di sicurezza. Roma diventerà una città paralizzata a tutti gli effetti.

Ma a parte questo inconveniente cittadino, il vero problema della visita di Bush a Roma, è politico.
Politico soprattutto per la maggioranza di governo, in quanto, come è noto, gli esponenti della sinistra radicale (ComunistiItaliani, RifondanzioneComunista, Verdi, SinistraDemocratica, a titolo personale) hanno intenzione di partecipare, giustamente, alla manifestazione di Piazza del Popolo: dalle 15 ci sara' un Happening promosso da Arci, Associazione per la pace, Fiom-Cgil, Forum Ambientalista, Libera, Un ponte per, Statunitensi per la pace e la giustizia, Unione degli Studenti, Unione degli Universitari, Transform Italia, Lavoro e Societa'-Cgil. Aderiscono fra gli altri: Coordinamento Comitati Cittadini No dal Molin, Legambiente, Arci Gay, Donne in Nero, Terres des Hommes, Ebrei contro l'occupazione, Coordinamento Italiano Solidarieta' Donne Afgane, Rete degli Studenti e come abbiamo già detto, il Partito della Rifondazione Comunista- Sinistra Europea, Partito dei Comunisti Italiani, Uniti a Sinistra e i Verdi. Sul palco si alterneranno gruppi musicali e interventi di ospiti italiani e internazionali a partire dalle ore 16.30. La conclusione della manifestazione e' prevista per le 23.00.

Di tutt'altra fattura, sarà la manifestazione che partirà da Piazza della Repubblica per concludersi in Piazza Navona guidata dallo striscione che aprirà la manifestazione “NoBush-No War-No alla politica di guerra del governo Prodi” promossa dai centri sociali e dai "no-global" (sinistra anti-governativa): questi faranno presente, spero pacificamente, la responsabilità del governo italiano nella guerra permanente, responsabilità che in questi mesi sono state condivise dai partiti di governo su scelte decisive come la missione militare in Afghanistan, la base Usa a Vicenza, l’incremento delle spese militari, l’adesione in segreto dell’Italia allo Scudo missilistico USA, l’assemblaggio in Italia dei caccia F 35 statunitensi: tutte considerazioni giuste, ma che non devono passare dalla parte del torto, per gli insensati scontri e tafferugli che spero vivamente non ci siano. Penso che le vostre idee e i vostri principi siano giustificati, ma la manifestazione deve essere PACIFICA , altrimenti le vostre ragioni saranno oscurate dalla violenza e dalla stupidità di qualche solito facinoroso.

Inoltre un invito che faccio a tutti i membri dell'esecutivo italiano: non partecipate a nessuna manifestazione.
Ascoltate le parole di Romano Prodi"Alle manifestazioni non ci devono essere né ministri né sottosegretari. Non si può ricevere il presidente Usa e poi andare a manifestare contro di lui". "Soprattutto - si è raccomandato - evitate tutti di farvi coinvolgere in situazioni violente". Sarebbe diplomaticamente ingestibile - ripetono a palazzo Chigi - una situazione in cui un esponente del governo o un leader della coalizione venga coinvolto in qualche tafferuglio.
Il risvolto "parlamentare", poi, va tenuto presente. Forse è quello più delicato. Un altro dibattito al Senato diventerebbe insostenibile. La vogliamo dare vinta per l'ennesima volta al Calderoli di turno, che già si sfregola le mani ("non si salveranno") ?. Un'eventualità in qualche modo augurata da tutta la Casa delle libertà. I loro riflettori, allora, sono puntati sui "big" della sinistra radicale. Eh già, perché se non i membri dell'esecutivo di certo i leader politici di Prc, Pdci, e Verdi al corteo di Piazza del Popolo ci saranno.

Ma io vi chiedo, esponenti del governo Prodi, non fate l'errore di darla vinta alla destra illiberale. Capisco che la voglia di manifestare sia tanta, ma la responsabilità di governo è altra cosa. Avete il diritto di manifestare, senza duddio, ma avete il dovere di non creare problemi al governo che milioni di cittadini hanno fatto vincere alle elezioni politiche dello scorso anno. Quindi, non state al gioco di Calderoli che dice:"tanto sabato scoppierà un bel casino e la prossima settimana torniamo tutti al Senato a vedere se il governo regge sulla politica estera" oppure  "I cortei contro il presidente americano ci daranno un mano. E se c'è qualche incidente, voglio vedere come si salverà Prodi...".

Questa volta non dobbiamo far sfruttare alla destra populista nessun nostro errore.
E' un dovere che vi spetta e un diritto che appartiene al popolo di centro-sinistra che vi ha votati.












7 giugno 2007

LA TRAPPOLA VERGOGNOSA E "ANTIDEMOCRATICA" DELLA CDL.



La casa delle Libertà (di Berlusconi) questa volta ha veramente dimostrato di essere una coalizione nella quale il senso di responsabilità dello Stato è pari a zero.
Su una questione di estrema importanza, rigurdante la vicenda Visco-Speciale, hanno pensato bene di realizzare una vera e propria "trappola anti-democratica": l'ordine del giorno della coalizione illiberale, bocciato, ha per una parte (sostegno alla Guardia di Finanza) lo stesso contenuto di quello dell'unione (lo stesso contenuto non si pùo prima bocciare e poi approvare).
Alla fine il presidente del Senato, Marini, ha potuto approvare una sola parte dell'odg della maggioranza.

Vi rendete conto a cosa si sono attaccati questi illiberali? Questi nemici della democrazia?
E se fosse stato il centro-sinistra ad attuare una trappola del genere, Berlusconi cosa avrebbe detto? Ce lo possiamo immagianare facilmente, direi.

In parole povere, superando anche la "trappola antidemocratica" affidata al solito antidemocratico di Calderoli, l'Unione fa passare la sua mozione: 168 voti favorevoli, rispetto ai 158 senatori su cui può contare a Palazzo Madama; insomma un vero trionfo.
Da leggere con attenzione la replica di Tommaso Padoa-Schioppa, seguìta al dibattito in Aula e contestata dall'opposizione: il ministro ha parlato di "opacità dei comportamenti" e di "gestione personalistica" del Corpo, ma ha anche accusato Speciale di aver creato una "forte discrasia" tra la Gdf e il potere politico. Da qui, nessun dubbio "né perplessità sulla fondatezza sostanziale e formale del provvedimento di revoca da me proposto e approvato all'unanimità dal Consiglio dei ministri". E precisa: "Non esiste alcun nesso tra Unipol e questa vicenda", lo dimostra il fatto che non è stato citato un solo episodio a sostegno di questa tesi.

Solita bagarre in aula, tra le file del centro-destra, che hanno preso il Senato della Repubblica italiana per una curva da stadio: urla, striscioni, manifesti, schiamazzi: una vergogna.

E dopo Telecom Serbia e il caso Mitrokin, la bufala Speciale: infatti i 4 della Gfd che sarebbero dovuti essere mandati via, non indagavano su Unipol (indagava la G.d.f di Roma); semmai si occupavano di trafugare intercettazioni illegali, senza valore per la magistratura che le scartava, per passarle a giornali amici e favorire in modo indegno la campagna elettorale del capo dei pecoroni.

Insomma, si tenta di destabilizzare la vita democratica della nostra amata Patria, cercando di far credere ai cittadini cose mai avvenute. E per dare risalto a queste menzogne, si ricorre ai vari Giornali di casa Berlusconi e alla fitta rete mediatica che ha a disposizione.
Ma la verità, alla fine, viene sempre a galla. Anche se i pecoroni, illusi come sempre, "abboccano" e continueranno a farlo.






6 giugno 2007

BERLUSCONI, IL "FRAINTESO IRRESPONSABILE"



Ieri abbiamo avuto la conferma che Silvio Berlusconi non è un politico serio e sinceramente non mi va di mettere "il dito nella piaga" dei miei amici forzisti.
Abbiamo tutti ascoltato le dichiarazioni di ieri pomeriggio di Berlusconi a Tg sky24: "o elezioni o sciopero fiscale e milioni di persone in piazza". Ora, non c'è possibilità di aver "frainteso" per l'ennesima volta il leader dell'opposizione. Lo abbiamo ascoltato tutti quanti, e non c'è possibilità di replica. In effetti, poi, se prendiamo in considerazione anche il fatto che Bugiardoni abbia anche chiamato a Ballarò per smentire le sue "corbellerie", allora possiamo affermare che non ci sono proprio  più dubbi: il danno era stato fatto, ora bisognava soltanto correre ai ripari, smentendo per l'ennesima volta.

Antonio Di Pietro afferma giustamente: "Berlusconi dimostra di non avere assolutamente rispetto per le istituzioni e rischia di trasferire la protesta politica su un piano criminale. Il suo è un gesto irresponsabile, che merita ogni censura politica. Un gesto che rasenta l'eversione ai danni dell'ordinamento democratico".
Direi che ha disegnato perfettamente la gravità delle parole di Berlusconi.

Ovviamente non voglio neanche stare a parlare della solita storiella, tirata fuori a Ballarò, secondo la quale il centro-sinistra non avrebbe vinto le elezioni. Penso che ormai non ci crede più nessuno, anche gli stessi elettori di centro-destra. Però il problema è la forte destabilizzazione che questo uomo crea ogni giorno nella vita democratica del nostro Paese: mette in discussione qualsiasi cosa, ogni istituzione, ogni regola del gioco democratico (intanto voglio ricordare che da un primo conteggio delle schede elettorali risulta che tanti voti in più sono andati al centro-sinistra).
Ieri ha "minacciato" anche i senatori a vita "vedremo se i senatori a vita avranno il coraggio di non staccare la spina a questo governo, vedremo se i senatori all'estero si schiereranno. Voglio ricordare che i senatori all'estero non pagano le tasse...».

Insomma un irresponsabile nel vero senso della parola.

Per concludere
mi è arrivata una notizia sul senatore De Gregorio, alleato con il centro-destra (o meglio, con ForzaItalia direttamente): è indagato per il reato di riciclaggio, con l'aggravante di aver agevolato un'associazione mafiosa.
Ora ho capito perchè è passato dall'altra parte.

Per concludere, stasera aspettiamo, importantissimo, il voto del Senato sul caso-Visco.




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5 giugno 2007

E' UFFICIALE: BERLUSCONI VUOLE LA GUERRA CIVILE ?



Berlusconi afferma: "o si va alle elezioni o faremo uno sciopero fiscale".


Non da alternative "il ducetto di Arcore", andando contro anche le parole del Presidente della Repubblica, che miravano alla concordia tra i due poli.

Un uomo cosi illiberale, che tenta ad ogni costo di destabilizzare  la vita democratica del paese, in ogni giorno della legislatura, non lo avevo mai visto prima.
Cerca di mettere gli italiani gli uni contro gli altri; e questo perchè deve ritornare al potere, continuare l'opera di disfacimento democratico avviata sei anni fa.
La nuova P2 suona la carica; e Berlusconi risponde, agitando la solita storia populista delle tasse. Italiani cercate di aprire gli occhi.

Sulla questione torneremo tra poco.
La notizia di oggi è di una gravità assurda.


AGGIORNAMENTO: BERLUSCONI E' STATO (TANTO PER RIMANERE IN TEMA) "FRAINTESO" . Ma quante volte, il leader dell'opposizione, cambia idea al giorno ?

NUOVO AGGIORNAMENTO: BERLUSCONI INTERVIENE A BALLARO' E CONFERMA CHE E' STATO FRAINTESO. MA LE COSE PIU' GRAVI, OLTRE AL NUOVO "SONO STATO FRAINTESO" SONO DUE: ANCORA AFFERMA CHE IL CENTRO-SINISTRA NON HA VINTO LE ELEZIONI E CHE QUANDO VA A FARE I COMIZI I PECORONES LO PREGANO DI PARLARGLI DEI "COMUNISTI" (RISATE TRA IL PUBBLICO PRESENTE).
INOLTRE, RUTELLI HA "SVERGOGNATO" BUGIARDONI PER L'ENNESIMA VOLTA

DOMANI UN POST AD HOC.
INTANTO CONTINUA LA VISIONE DI BALLARO'.

Per iniziare vi suggerisco di leggere il nuovo articolo di OfficinaDemocratica del mio amico LouMogghe.




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5 giugno 2007

L'AMICO (FRAINTESO) DI TUTTI








Lui è amico di tutti i politici internazionali, non fa distinzione:

è amico di Zapatero e Aznar;
è amico di Schroeder e della Merkel;
è amico di Blair e di David Cameron;
è amico della Royal e di Jospin, ma anche di Chirac e di Sarkozy;
è amico di Andreotti e lo è stato di Craxi;

Ma stavolta da che parte sta caro Berlusconi?

Riuscirà a prendere una presa di posizione netta?

E' più amico di Bush o Putin? Lei, che fa questi "giochetti"  da bambino, avrà sicuramente una risposta. La trovi e sentiamo il leader dell'opposizione cosa pensa riguardo questa nuova crisi internazionale (causata dai suoi "amichetti" preferiti).

Si dimostri coerente una volta tanto.Visto chenon lo è mai stato ed è stato sempre (chissa perchè) "frainteso".  (potrei continuare a mettere una valanga di link a riguardo)




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4 giugno 2007

RITORNO AL PASSATO



La questione sembra potersi riassumere in queste parole: ritorno al passato.

Si perchè della "ricostituzione" di una nuova P2 (come volevasi dimostrare il "fido" generale Speciale ha rifiutato l'incarico prospettatogli dal governo alla Corte dei Conti) ne ha parlato oggi il giornalista Giuseppe D'Avanzo in maniera autorevole e che dovrebbe far riflettere la ormai mediocre ed ottusa (come dice il mio amico Andryyy) opinione pubblica italiana, cavalcata a meraviglia dal populista Silvio Berlusconi (Il numero di tessera della P2 assegnata al Cavaliere è: tessera 1816, codice E.19.78, gruppo 17, fascicolo 0625, data di affiliazione 26 gennaio 1978 - qui troverete altre interessanti notizie a riguardo)

Dall'articolo di Giuseppe D'Avanzo: "Il comandante della Guardia di Finanza ha tentato, infatti, di "giudiziarizzare" il braccio di ferro con il viceministro, di alimentare con la sua testimonianza (aggiustata per l'occasione) un'indagine penale e, sotto l'ombrello dell'inchiesta, mettere in circolo veleni, notizie mezze vere e mezze false o del tutto manipolate, capaci di "travolgere il Paese con i sentimenti degli anni novanta".
(e il sottoscritto aggiunge: il rifiuto della Corte dei Conti va proprio verso questa strada).

Inoltre un ulteriore segno del "ritorno al passato" ce lo offrono Mastella e Casini: il Grande Centro è dietro l'angolo, cari lettori del mio blog. Si muovono, si fanno gli occhi dolci, e la vecchia balena bianca sta ritrovando nuova "linfa vitale". La vecchia Dc, quella che non si può dimenticare, quella degli anni '90, sta tornando. E lo fa con gli ultra-cattolici Mastella e Casini.


Povera Italia
.




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4 giugno 2007

UN ARTICOLO DA INCORNICIARE.



Per cominciare la giornata col piede giusto, riporto un articolo da leggere con molta, ma molta attenzione, di Giuseppe D'Avanzo:


UNA NUOVA P2 RICATTA LA POLITICA DEBOLE.

Non è una buona cosa maneggiare l'affare Visco/Speciale come una baruffa tra due caratteri autoritari e spicciativi, e non come un conflitto tra istituzioni che annuncia un ben altro sismo, più violento e dagli esiti imprevedibili. Un'analisi senza profondità, tempo e memoria di questo "pasticciaccio" impedisce di scorgere l'autentico focus della crisi che sta incubando: il ritorno sul "mercato della politica" degli interessi di quell'"agglomerato oscuro" che si è andato costituendo all'ombra del governo Berlusconi e nella spensierata indifferenza o sottovalutazione dei leader del centro-sinistra, Prodi, D'Alema, Rutelli in testa.

Si può dire che quel che fa capolino con l'offensiva del generale è una varietà modernizzata della loggia P2. La si può definire così, una P2, soltanto per semplificazione evocativa anche se il segno caratteristico di questa consorteria non è l'affiliazione alla massoneria (anche se massoni vi abitano), ma la pervasività - sotterranea, irresponsabile, incontrollata, trasversale - del suo potere di pressione, di condizionamento, di ricatto.

E' necessario cominciare da Visco. I passi stortissimi del comandante generale della Guardia di Finanza non possono lasciare in ombra gli errori del viceministro, che sono gravi. Non è in discussione la limpidezza morale di Vincenzo Visco, ma l'efficacia delle sue mosse e soprattutto la coerenza delle sue iniziative con la strategia del governo di cui è parte. Il primo errore del viceministro è di non rendere trasparenti le ragioni dell'urgenza di cambiare aria nelle stanze del comando della Guardia di Finanza in Lombardia, di non farne una questione pubblica.

Visco cede alla tentazione di avviare, come si legge in una lucida analisi del Sole-24 Ore, "un rozzo spoils system nei confronti di personale militare ritenuto troppo vicino alla gestione politica precedente". Che in Lombardia, la Guardia di Finanza sia stata molto prossima e a volte subalterna alle volontà del ministro dell'Economia uscente, Giulio Tremonti - e che ancora oggi possa esserlo - è fatto noto dentro la Guardia di Finanza e nella magistratura, ma Visco tira per la sua strada in silenzio e al coperto, con un altro passo falso. "Anziché stare alla larga da diatribe annose e poco misurabili", pensa "di utilizzare un gruppo contro un altro, senza calcolare modi, conseguenze e nemmeno la forza di chi gli sarebbe potuto rivoltare contro" (ancora il Sole-24 Ore).

Tatticamente difettosa, l'iniziativa di Visco ha un altro deficit. Non è politicamente omogenea alle scelte del governo che ha deciso di stringere, contrariamente a quel che crede Visco, un patto di compromissione, un'intesa, un patto di non-aggressione, chiamatelo come volete, proprio con quel network di potere, di cui il generale Roberto Speciale è soltanto uno degli attori, e nemmeno il maggiore.

Di quel network di potere occulto e trasversale, ormai si sa o si dovrebbe sapere. E' un "apparato" legale/clandestino deforme, scandaloso, ma del tutto "visibile". Nasce con la connessione abusiva dello spionaggio militare con diverse branche dell'investigazione, soprattutto l'intelligence business, della Guardia di Finanza; con agenzie di investigazione che lavorano in outsourcing; con la Security privata di grandi aziende come Telecom, dove esiste una "control room" e una "struttura S2OC" "capace di fare qualsiasi cosa, anche intercettazioni vocali: può entrare in tutti i sistemi, gestirli, eventualmente dirottare le conversazioni su utenze in uso, con la possibilità di cancellarne la traccia senza essere specificatamente autorizzato".

Quel che combina questo "mostro", che dovrebbe preoccupare chi ha a cuore la qualità della democrazia italiana, si sa. Qualche esempio. Dopo la vittoria elettorale di Silvio Berlusconi, pianifica operazioni - "anche cruente" - contro i presunti "nemici" del neopresidente del Consiglio. Durante la legislatura 2001/2006 raccoglie, "con cadenza semestrale", informazioni in Europa su presunti finanziamenti dei Democratici di Sinistra. E' il "dossier Oak" (Quercia), alto una spanna, denso di conti correnti, bonifici, addirittura con i nomi e i cognomi di presunti "riciclatori" e "teste di legno" dei finanziamenti occulti dei Ds che fanno capo ai leader del partito. Prima della campagna elettorale del 2006, l'apparato legale/clandestino programma e realizza una campagna di discredito contro Romano Prodi.

Sarebbe un errore, però, considerare il network "al servizio" del centrodestra. Quell'apparato legale/clandestino, a cavallo tra due legislature, si è "autonomizzato", si è "privatizzato", è autoreferenziale. Raccoglie e gestisce informazioni in proprio. Vere, false non importa: sono qualifiche fluide - il vero e il falso - nella "mediatizzazione della politica dove ogni azione politica si svolge all'interno dello spazio mediale e dipende in larga misura dalla voce dei media". A questa variante moderna di P2 è sufficiente amministrare, saggiamente, la cecità e le nevrosi delle power élite, angosciate dalle mosse degli alleati; spaventate dai complotti possibili, probabili, prossimi.

Con accorta disciplina, il network spionistico sa essere il virus e il terapeuta della malattia del sistema politico italiano che impedisce, all'uno come all'altro schieramento, di riconoscersi la legittimità (morale prima che politica) di governare. Alimenta così la sindrome di Berlusconi consegnandogli dossier sul complotto mediatico-giudiziario. La cura con una pianificazione di annientamento dei presunti complottardi. Eccita il "complesso berlusconiano" della sinistra e lenisce quello stato psicoemotivo, prima che politico, con informazioni sulle mosse vere o presunte del temuto spauracchio.

Quanto più il conflitto pubblico precipita oscurandosi in un sottosuolo, dove poteri frantumati, deboli, nevrotici tentano di rafforzarsi o difendersi; tanto più il network è in grado di essere il custode dell'opaca natura del potere italiano o il giocatore in più che può favorire la vittoria nella contesa.

La minaccia di questa presenza abusiva e minacciosa nel "mercato della politica", alla vigilia delle elezioni del 2006, sembra chiara al centrosinistra. C'è chi esplicitamente, con grande scandalo e dopo anni di distratto silenzio, avverte che "sono tornati i tempi della P2" e chi, più lucidamente, ragiona sul quel che è accaduto e sul da farsi. Preoccupato da una realtà che ha consentito di "sviluppare un agglomerato oscuro fatto di agenzie di investigazione e polizie private in combutta con infedeli servitori dello Stato che si muove in una logica di ricatto", trova "lo spettacolo spaventoso" e promette che "il nuovo governo solleciterà il Parlamento a indagare, accertare, comprendere cosa è accaduto". (Marco Minniti, oggi viceministro agli Interni).

In realtà, il governo Prodi appena insediato muove in tutt'altra direzione. Preferisce guardare altrove, incapace di prendere atto dell'infezione, in apparenza impotente a comprenderne il pericolo, addirittura impedito a programmare il necessario lavoro di bonifica. Quel che appare al vertice del network, il direttore del Sismi Nicolò Pollari, incappa nelle indagini della procura di Milano per il sequestro di un cittadino egiziano.

L'inchiesta mostra le connessioni del network e dimostra la sua attività di dossieraggio illegale. Incrociata con i risultati dell'istruttoria Telecom, offre una scena così inquietante per la qualità della nostra democrazia che dovrebbe convincere il governo a darsi da fare in fretta, a rimuovere, rinnovare, risanare; a chiedere al Parlamento - appunto - di "accertare e comprendere". Accade il contrario. Il sequestro del cittadino egiziano è protetto da un segreto di Stato che nemmeno Berlusconi e Gianni Letta hanno mai proposto alla magistratura milanese. Di più, per dare un minimo di credibilità alla sorprendente iniziativa, l'esecutivo non esita ad accusare dinanzi alla Corte Costituzionale di illegalismo la procura di Milano. Un altro segreto di Stato va a coprire gli avvenimenti che hanno accompagnato la missione in Iraq di Nicola Calipari, salvo poi chiedere a Washington "verità e giustizia".

Che si voglia tutelare, anche nella nuova stagione politica, il passato, i traffici e la fortuna dei protagonisti di quel network è ancora più chiaro quando si procede alla sostituzione dei vertici dell'intelligence. L'ammiraglio Bruno Branciforte va al Sismi senza alcuna delega in bianco o margini operativi e decisionali. Viene consegnato a un imbarazzante stato di impotenza. In sei mesi, per vincoli politici, non ha avuto la possibilità di rimuovere nemmeno un dirigente. Lo staff, i direttori centrali e periferici, il potentissimo capo del personale sono gli stessi dell'éra Pollari.

Ad alcuni degli uomini più fidati del generale uscente è stato consigliato di fare un accorto passo laterale diventando gli uomini forti e ascoltati del ministero della Difesa. Al Sisde il nuovo capo, Franco Gabrielli, ammette addirittura davanti al Parlamento che "così com'è, il servizio interno non può svolgere appieno un efficace compito di prevenzione". E tuttavia non riesce a incuriosire il ministro dell'Interno che, in sei mesi, non ha ancora trovato il tempo e il modo di riceverlo.

Se i "nuovi" hanno difficoltà a fare il loro lavoro, i "vecchi" possono ampliare - al contrario - il loro margine di manovra e i "punti di appoggio". Pollari è oggi consulente di Palazzo Chigi; il suo fidatissimo braccio destro, che con spavalderia minacciosa si è detto dinanzi al Parlamento "di sinistra" e prodiano, è addirittura al "Personale" della Difesa mentre il generale Emilio Spaziante, l'operativo di Pollari nella Guardia di Finanza di Roberto Speciale, è il numero due al Cesis, la struttura che fa da link tra la presidenza del Consiglio e l'intelligence militare e civile, una poltrona che, nel 2001, già fu di buon auspicio per Nicolò Pollari che da lì partì alla conquista della direzione del Sismi.

Il governo di centro-sinistra ha preferito chiudere un accordo di non-aggressione con quel network che, soltanto alla vigilia delle elezioni, appariva all'opposizione di ieri "spaventoso", "oscuro". Un'intesa cinica, realista che avrebbe anche potuto resistere se la parabola dell'esecutivo avesse dimostrato di poter durare a lungo; se la forza del governo avesse dimostrato, in questo suo primo anno, di essere adeguatamente salda e autosufficiente per poter affrontare l'intero ciclo quinquennale della legislatura.

Ai primi scricchiolii di popolarità e consenso, ai primi segnali di debolezza politica interna, il network è ritornato a muoversi con tutta la sua pericolosità. Le minacce del generale Roberto Speciale ne sono una eloquente testimonianza. "So io che fare", ha detto ieri al Corriere della Sera. La congiuntura politica, la debolezza e le divisioni della maggioranza, qualche appuntamento di carattere giudiziario non inducono all'ottimismo e lasciano pensare che il peggio debba ancora venire, altro che il match Visco/Speciale.

Dunque. Ancora poche settimane e nel frullatore politico-mediatico entreranno le migliaia di intercettazioni telefoniche raccolte nell'inchiesta Antoveneta/Bnl. Un breve saggio di quanto possano essere esplosive lo si è già avuto nel 2006 con la pubblicazione della conversazione tra Gianni Consorte (Unipol) e il segretario dei Ds, Piero Fassino. Ma in quelle intercettazioni si sa, per dirne una, che si ascolta la voce dei maggiori leader del centro-sinistra, a cominciare da Massimo D'Alema e del suo collaboratore più affidabile, il senatore Nicola Latorre.

A incupire la scena, la preoccupazione che le intercettazioni legali possano incrociarsi con gli ascolti abusivi e le indagini illegali della Security Telecom. Per quel che se ne sa, è stato trovato soltanto un dvd con migliaia di dossier, nella disponibilità di un investigatore privato che lavorava per la società di telecomunicazioni (o per lo meno per gli uomini della sua sicurezza). Nessuno è in grado di escludere, a Milano come a Roma, che quel dvd sia soltanto una parte dell'archivio segreto. Mentre non c'è dubbio che anche la più irrilevante briciola di quelle informazioni, raccolte illegalmente, sia oggi nella disponibilità dell'"agglomerato oscuro". Che avrà il modo e l'occasione di giocare una nuova partita e qualche asso.

I tempi sono favorevoli. Le anomalie, i vizi, gli sprechi della politica italiana hanno scavato un solco tra il Paese e il Palazzo mettendo in moto, per dirla con le parole di Massimo D'Alema, "una crisi di credibilità della politica che tornerà a stravolgere l'Italia con sentimenti come quelli che, negli anni novanta, segnarono la fine della Prima Repubblica". La storia ci insegna che una democrazia fragile e largamente screditata può sopravvivere anche molto a lungo, grazie ai sui meccanismi di autotutela, soltanto però "in assenza di eventi traumatici "esterni" che la facciano crollare".

Ora tutta la questione è in questa eventualità. Non c'è dubbio che il network oscuro sia in grado di creare, anche artificialmente, un evento "traumatico" esterno. I dossier - veri o falsi, non importa - raccolti negli anni del governo Berlusconi dall'apparato legale/clandestino di spionaggio possono di certo esserlo. Se si guarda a come si è mosso, contro Vincenzo Visco, il generale Roberto Speciale, sembra di poter dire che in giro ci sia anche la volontà di farlo, la determinazione senza tentennamenti.

Il comandante della Guardia di Finanza ha tentato, infatti, di "giudiziarizzare" il braccio di ferro con il viceministro, di alimentare con la sua testimonianza (aggiustata per l'occasione) un'indagine penale e, sotto l'ombrello dell'inchiesta, mettere in circolo veleni, notizie mezze vere e mezze false o del tutto manipolate, capaci di "travolgere il Paese con i sentimenti degli anni novanta". Può essere stato soltanto un piccolo accenno di quanto accadrà di qui a dieci giorni. Sapremo presto quali iniziative intende muovere, quest'altra P2 - simile, ma non uguale a quella che abbiamo conosciuta - e quale forza di dissuasione o di compromesso è in grado di opporre il sistema politico.




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3 giugno 2007

MA I MIEI AMICI DELLA DESTRA MADE IN LIBERO NON SI RICORDANO CHE.....?



Vorrei che la gente della destra italiana, made in Libero,  capisse una cosa molto importante.
Per far questo riprendo un articolo del blogger Gaetano Amato :

questi rende molto bene l'idea e "l'impiccio" di fondo della questione Visco-Speciale:
"Un militare che parla in questi termini, dicendo simili cose non avrebbe proprio dovuto diventare comandante di alcunchè"
( e su questo non ci piove)
Però ovviamente questo Speciale è un grande "amico" di Berlusconi "nominato dal centrodestra a capo della Guardia di Finanza."
"Uomini della Guardia di Finanza sono indagati dalla Magistratura per avere messo in atto operazioni di spionaggio, depistaggio e calunnia ai danni di magistrati, giornalisti e politici di centrosinistra."
"Il centrodestra difende Speciale e grida, ora, al colpo di Stato.
Ma ci facciano il piacere: le porcate la fanno i
fascisti."

Vi ricordate amici miei? Lo spionaggio illegale a Romano Prodi, perpetrato da SISMI e Guardia di Finanza? E chi c'era a capo dell Guardia di Finanza? Indovinate un pò cari amici del Giulivo e di Tocqueville. Un piccolo sforzo su.
Vi serve un aiuto? Forse IlGiornale non vi ha spiegato queste importanti considerazioni?
Che fa, racconta solo le favolette che fanno comodo al Sig.Belpietro?
A capo di quella vergognosa azione, udite udite, c'era il Sig.Speciale. Quello che ora si è messo a capo della fronda golpista guidata da Berlusconi.
Un'azione vergognosa quella del ducetto di Arcore, un tirare per la giacca il Presidente della Repubblica Napolitano, che alla fine, ha deciso che solo una presa di posizione pubblica e formale poteva fare cessare l'insistenza di una destra che non sa distinguere la polemica politica dalla scorrettezza istituzionale.

Fascisti sono e fascisti saranno.




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