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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
29 dicembre 2007

LA SOCIETA' MALATA



Dopo la banda della "Uno bianca", ecco quella della "Panda nera": in sostanza, carabinieri e vigili urbani, usavano un’auto con una targa rubata e, secondo l’accusa, ogni venerdì sera davano vita a raid punitivi contro extracomunitari. Prima il briefing in caserma a Calcio, nella Bergamasca, poi via. Ma su quella Panda c’era una microspia. E ora le conversazioni concitate, i pestaggi degli stranieri, le urla durante perquisizioni «dure» a caccia di droga (che talvolta spariva con denaro e cellulari dei fermati) sono finite in un dossier della Procura. Una «banda »—così la definiscono gli inquirenti — di 21 persone, (una dozzina i carabinieri) cinque delle quali accusate di associazione per delinquere. Qualcuno è ancora ai domiciliari, altri sono stati sospesi, altri ancora trasferiti.  Ora, a sei mesi dagli arresti, arrivano le prime richieste di patteggiamento: un carabiniere di Calcio, Danilo D’Alessandro (1 anno e 8 mesi) e un vigile di Cortenuova, Andrea Merisio (3 anni). Molti hanno chiesto il rito abbreviato, compreso il maresciallo Massimo Deidda, «Herr kommandant», come lo soprannominavano gli altri della banda. «Il capo indiscusso » del gruppo, per i pm di Bergamo. Per l’accusa era tutto studiato, a partire dalla Panda recuperata prima di essere demolita sui cui era stata piazzata una microspia. E dalle vittime: preferibilmente extracomunitari clandestini che difficilmente avrebbero trovato il coraggio di denunciare. Invece qualcuno lo ha fatto. Agivano armati, scrive nella sua ordinanza il giudice delle indagini preliminari Raffaella Mascarino, in «un clima di violenza, di esaltazione collettiva e di autocompiacimento», in un paese di neppure cinquemila anime, Calcio, (sindaco leghista), dove le parti si sono invertite: i carabinieri sono diventati delinquenti e i marocchini i loro accusatori. A una vittima viene rotto il naso. A un’altra il timpano. A un’altra ancora i denti. La voce di Deidda, con marcato accento sardo. «Tu sei troppo agitato, mo ti piazzo un cazzotto in testa. Da chi hai comprato? Ti porto in caserma e ti sfondo a mazzate ». Parla di un altro controllo: «Uno di Martinengo... poi si è messo a sputare i denti e l’ho mandato via... perché appena gli ho dato un destro, caz..., ha cominciato a sanguinare, ha sputato i denti». Quando un marocchino, per sfuggire a un inseguimento, si butta da un tetto quelli commentano: «Perché anziché finire nelle nostre mani preferiscono suicidarsi?». L’odio per gli extracomunitari emerge nelle conversazioni del gruppo. Mauro Martini, carabiniere di Calcio, al telefono con la fidanzata è esplicito: «’Sti marocchini, li ammazzerei tutti, non muoiono mai». Deidda non è da meno: «... Me ne sbatto i c. e ’sti marocchini di merda mi hanno veramente rotto i c.». Insomma, ma perchè parlo di società malata? Presto detto: perchè quando coloro che dovrebbero far rispettare le leggi sono i primi a non rispettarle, allora, siamo proprio alla decadenza sociale e morale più assoluta. Senza contare che, questi "tutori della legge", hanno trovato sostegno da parte di alcuni cittadini "razzisti" del luogo, che giustificano le loro violenze razziste. Ringraziamo i vari "Borghezio" del Nord Italia e tutti coloro che hanno alimentato e stanno alimentando questo odio razziale indegno, vergognoso e di altri tempi (in effetti, non tanto lontani).


27 dicembre 2007

IL RESOCONTO POLITICO DI ROMANO PRODI (E QUELLO DEL SOTTOSCRITTO)



Ho appena finito di ascoltare la tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta a Villa Madama dal presidente del Consiglio Romano Prodi e, tirando le somme, sono rimasto decisamente più che soddisfatto. Da quasi due anni, cerco di spiegare ai numerosi lettori di questo blog, il programma "generale" del governo Prodi, che, partendo da una prima finanziaria di aggiustamento dei conti pubblici, lasciati disastrati dal governo Berlusconi, e di crescita del Pil e quindi di sviluppo economico (ricordiamo che ora l'economia italiana cresce a ritmi del 2%, mentre con Berlusconi si brindava ad un misero 0,1%) si sta ora passando alla fase di redistribuzione, una redistribuzione che non ha niente di "miracolato" o di demagogico, ma piuttosto rispondente al concetto di "serietà al governo", caratterizzata dal non fare il passo più lungo della gamba. E' da quando ha vinto le elezioni che Berlusconi parla di spallata e di fine del governo Prodi. Eppure, è sempre lì, in sella a Palazzo Chigi, contro tutti e tutto (dagli avversari politici ai suoi stessi alleati, dalle lobby alla disinformazione mediatica).  Prodi non molla e guarda avanti: "L'Italia è un Paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze. Lo dicono tutti i numeri. la crescita si attesta da due anni attorno al 2% e il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l'anno col un deficit molto più basso del previsto: sotto il 2%, cifra inferiore a tutte le previsioni»", così ha esordito nel presentare il resoconto delle attività di Governo per il 2007. E già solo per questi dati meriterebbe di essere riconfermato alle prossime elezioni, ma andiamo avanti. Continua realisticamente: "Ma le cifre non sono il solo problema, esiste anche una crisi legata alla mancanza di fiducia, che impedisce di camminare spediti. E' fondamentale essere rientrati sotto i parametri che chiedeva l'Europa. un risultato che ci permette di pensare a politiche di programmazione più efficaci. Eppure questo dato non ha cambiato le difficoltà di molte famiglie. Ma la messa in ordine delle nostre casse ci permetterà a fine legislatura di scendere sotto il 100% nel rapporto deficit/Pil , e questo permetterà di liberare risorse per le famiglie, per l'ambiente e per la sicurezza". Niente sparate berlusconiane, niente populismo o demagogia spicciola. Ma un'analisi attenta della realtà, che grazie al suo operato è decisamente migliorata (e badate bene, dico al suo operato, perchè nessun partito lo ha mai veramente aiutato, nessuno, tutti intenti a difendere i loro interessi e il loro consenso). Ma passiamo ad esaminare i vari temi trattati dal premier Romano Prodi:

CRIMINALITA'- «Il 2007 è stato anche l'anno della rimonta contro la mafia. Ma è importante non abbassare la guardia. Comunque il clima è cambiato e in Sicilia molti cittadini hanno trovato la forza di rialzare la testa. Lo Stato non si fermerà nella lotta alla mafia e alla camorra». 

LAVORO - Il tasso di disoccupazione in Italia è il più basso «da 25 anni, nettamente sotto la media europea» ha detto Prodi. Secondo il premier, però, ancora nel Sud «un lavoro pulito e onesto resta per molti un sogno».Prodi ha ricordato la lotta l lavoro nero e l'abolizione dello scalone. Un accenno anche alla sicurezza sul lavoro, definita una grande emergenza nazionale. «Le camere hanno approvato un disegno per questo problema: ora gli strumenti devono diventare operativi e ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». 

WELFARE- «Siamo un Paese che invecchia. le famiglie vanno aiutate. La Finanziaria ha stanziato 800 milioni per le famiglie, che comprende investimenti per gli asili ma anche per gli anziani non autosufficienti».

REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO- «Il 2007 è stato anche l'anno del tesoretto». «L'extra gettito è stato usato per aumentare le pensioni e per l'extra.-bonus di 150 euro, che non è una panacea ma è un primo segnale per la redistribuzione del reddito, un problema che va urgentemente affrontato».

POLITICA ESTERA - Il Premier, dopo aver ricordato i riconoscimenti ricevuti dall'estero le politiche internazionali dell'Italia ha invitato a «uno sguardo meno concentrati su se stessi». 

PROGRAMMI PER IL 2008 - «Dovrà essere l'anno in cui proiettiamo l'Italia nel futuro» ha detto Prodi:. «Ho ben chiare quali sono le politiche e le azioni da adottare. Grazie alla straordinaria azione contro l'evasione fiscale pensiamo che non meno di 20-21 miliardi di euro siano rientrati e questa proseguirà anche nel prossimo anno. Ma la vera sfida è l'efficienza della pubblica amministrazione, che va fatta marciare più speditamente, va resa più snella, più leggera e meno costosa» 

ENTI PREVIDENZIALI - «Vogliamo riformare profondamente gli enti previdenziali, a partire da gennaio.Questo comporterà un risparmio di qualche miliardo di euro. Sempre dal 2008 diminuiremo ancora il numero eccessivo di adempimenti burocratici. L'anno prossimo sarà possibile fare una sola comunicazione obbligatoria per il lavoro e lo stesso per le imprese». 

AMBIENTE- «Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, tranne quelli di valore storico, a partire dalle scuole. Sarà obbligatorio anche adottare lampade a basso consumo energetico. dal 2011 saranno in vendita in Italia solo lampadine a ridotto consumo energetico. Risparmi ci saranno anche sullo spreco di carta». 

CRESCITA - «Bisogna ridare fiato alla ricerca, per cui stiamo studiando le modalità di finanziamento per rinnovare le dotazioni dei laboratori scientifici delle scuole e poi bisognerà accelerare i tempi per l'assunzione dei 3mila ricercatori in attesa». 

SALARI - «In Italia c'è un problema di reddito per i lavoratori i cui salari hanno perso molto potere d'acquisto, al punto che anche lo sviluppo del paese ne risente negativamente. Bisogna agire prontamente, ma prima è necessario che cresca anche la redditività e che siano ridotte le imposte sui salari medio-bassi». 

TASSAZIONE RENDITE FINANZIARIE - La tassazione delle rendite finanziarie resta nell'agenda del governo. «Il governo ci sta lavorando» ha detto Prodi. «E rimangono nel programma di governo che è un programma quinquennale e sono passati solo 18 mesi».

GOVERNO CADE CON VOTO SFIDUCIA, NON CON ALTRI STRUMENTI - Sollecitato da un giornalista sulle recenti dichiarazioni di Dini, secondo il quale il governo non ha più i numeri per andare avanti. Prodi ha risposto: «Un governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono altri strumenti, non con le dichiarazioni o le interviste».

Quoto tutte le sue parole, cari lettori del mio blog, e non mi stancherò mai di ripetere che con una maggioranza cosi esigua e dal punto di partenza in cui si trovava l'Italia dopo 5 anni di berlusconismo, è stato fin troppo fatto, coerentemente ed onestamente. Volevate di più? Bhè, i miracoli non esistono e sicuramente la stessa società italiana, composta generalmente da lobbisti ed affaristi (piccoli o grandi che siano), "pecorones" ed evasori fiscali, non ha aiutato a costruire un'Italia migliore. E' stato fatto più del possibile secondo me. Ora Dini vuole far cadere il governo? Bene, si prenda questa responsabilità ma si prepari anche a darci delle plausibili argomentazioni (la storia della spesa mi sembra pesantemente ridicola, visti i progressi generali della totalità dei conti pubblici). Forse, un Paese come l'Italia, composto da persone che pensano sistematicamente  a come ingannare il prossimo, per coltivare al meglio il proprio "orticello", si merita un padre-padrone come Berlusconi che, avendo capito questo, finirà di costruire (o distruggere) un Paese a sua immagine e somiglianza, dove l'unica verità sarà il suo verbo e dove, l'unica libertà, sarà quella di ripetere lo stesso. Prodi è troppo avanti per noi italiani.


25 dicembre 2007

AUGURI DI BUON NATALE



Volevo augurare a tutti i miei sempre più lettori di sinistra, di centro, di destra e anarchici e leghisti che siano, un felice "Buon Natale" da passare con parenti ed amici. Spero che possiate vivere  momenti indimenticabili, con tanta serenità, tante risate e tanta gioia nel cuore, senza dimenticare chi sta peggio di noi (nel mondo, purtroppo,  c'è veramente tanta sofferenza). Un augurio anche a Romano Prodi, che zitto zitto, mangia il panettone pure quest'anno. Avrei voluto nominare tutti voi, ma siete veramente tanti, sarebbe stato impossibile. Vi abbraccio virtualmente, il vostro Claudio Barocci, ovvero RinascitaNazionale.


24 dicembre 2007

I PALADINI DELLE LIBERTA' E IL CASO SACCA'-BERLUSCONI



I paladini delle libertà, o meglio, quelli che ultimamente sono stati battezzati da Berlusconi come i missionari delle libertà, hanno ben deciso di insabbiare al più presto la vergognosa vicenda che vede protagonista il loro nume protettore: mi riferisco all'intercettazione telefonica della conversazione tra Agostino Saccà e il suddetto Silvio Berlusconi.
I miei amici del Giulivo e di Tocqueville, da bravi sudditi,  hanno fatto finta di niente, chiudendo gli occhi per l'ennesima volta su una nuova e vergognosa performance del loro padre-padrone. In parole povere, Agostino Sacca, direttore generale della Rai (Rai azienda pubblica, che noi tutti paghiamo), lavorava giorno e notte per favorire Silvio Berlusconi, chi gli sta intorno e la stessa Mediaset. Ma andiamo con ordine: chi chiama per primo è proprio Sacca, il quale vuole lanciare un allarme, avvertire il "capo" che alcuni membri del Cda della Rai, quelli della Casa delle Libertà, non si comportano come dovrebbero. Saccà sembra un caratterista del cinema italiano degli anni 50. Prima di fare la spia esagera negli elogi: «Lei è sempre più amato nel paese... guardi glielo dico senza nessuna piangeria (piaggeria forse, ma anche piangeria è vocabolo stupendo)... c'è un vuoto... che lei copre anche emotivamente». La spalla deve fare proprio questa parte, giusto perché il primo attore abbozzi. Così a Berlusconi viene servita su un piatto d'argento la battuta: «Socialmente, mi scambiano... mi hanno scambiato per il Papa». Mancano solo gli applausi. La telefonata segue questo andamento: inizia dai massimi sistemi (il Cda della Rai) e finisce con le girls. In realtà le girls sono sempre presenti e a poco a poco si rivela come l'elemento determinate dell'«operazione libertaggio»: le frasi, i silenzi, le descrizioni, le allusioni compongono un album di fisionomie auditive, il ritratto tragicomico e inconfondibile di questo nostro inguaribile Paese. Totò e Peppino. Per le rispettive segretarie, l'uno è Presidente e l'altro Direttore. Ma dal tono della telefonata i ruoli si precisano meglio. Berlusconi è il Capo e da del tu al sottoposto. Saccà invece si attiene a un deferente, fantozziano lei: «Presidente io la disturbo per questo, per una cosa fondamentale, volevo dirle alcune cose della Rai importanti... Li richiami lei all'ordine ». Il capo prende nota e ogni tanto, stancamente, chiede favori. Epiteti. Quando ci vogliono ci vogliono. Giuliano Urbani «fa lo stronzo» e «fa altre cazzate», la Lega cede «per un piatto di lenticchie», Giovanna Bianchi Clerici, membro del Cda in quota Lega, è "la soldatessa".  Visto che Saccà ha chiamato, e che poi in settimana devono vedersi, Berlusconi ne approfitta per piazzare due signorine, Elena Russo ed Evelina Manna, «dilaniato dalle pretese di coso». Coso non ha un nome ma nella sceneggiata funziona benissimo. Per la signorina Russo le cose non devono essere andate tanto bene ma il fido Saccà promette e tranquillizza: «C'è un progetto interessante... adesso io la chiamo». Per la signorina Manna le cose sono un po' più complicate (intanto i due non hanno il suo numero di telefono e Berlusconi consiglia di cercarlo su Internet, geniale!), oscillano tra i meandri di una vita politica regolata sulle astuzie di Talleyrand e le grandi manovre in stile «Giovannona coscia lunga». Insomma, c'è qualcuno della maggioranza cui sta a cuore questa Manna del cielo in cambio di un trasloco politico (il Capo: «Io sto cercando... di aver la maggioranza in Senato... e questa Evelina Manna può essere... perché mi è stata richiesta da qualcuno... con cui sto trattando»). Saccà capisce al volo: «Presidente... a questo proposito, quando ci vediamo, io gli posso dire qualcosa che riguarda la Calabria... interessante». Poi, una nuova caduta di stile: "in Rai? Ci lavorano soltanto raccomandati, di sinistra, e prostitute". Queste la parole del leader delle libertà (sempre le sue). Cioè, ci rendiamo conto si o no della gravità della faccenda? Il direttore generale della televisione di Stato, pubblica, lavorava per il principale concorrente della stessa (favorendo in maniera smisurata quello che "non avrebbe toccato una pianta in Rai"). Se una cosa del genere fosse successa in Usa o in GranBretagna, o in qualsiasi altro paese civile, si parlerebbe di scandalo. Qui niente, è tutto cosi tranquillamente accettato, come se ormai fosse una cosa normale. I paladini delle libertà, accettano tutto: per loro, ogni malefatta del padrone, è cosa buona e giusta. Il resto è comunista. Ma di illiberale, cari i miei paladini delle libertà, c'è rimasto solo il vostro padrone: se non ci credete, ascoltate l'audio dell'intercettazione telefonica della conversazione tra Saccà e Berlusconi. E ripeto, non si tratta di fictions, che a voi piacciono tanto, ma di pura realtà politica. Vergogna.


22 dicembre 2007

LA FINANZIARIA 2008



È fatta. La Finanziaria 2008 e il ddl collegato sul welfare hanno incassato l'ultimo e definitivo sì di palazzo Madama raggiungendo, dopo mesi di iter tormentato e carico di tensioni, la tanto agognata meta finale. Da gennaio, dopo la firma del Capo dello Stato e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale entrambi i provvedimenti saranno leggi dello Stato. Ma andiamo a scoprire insieme, cari lettori del mio blog, le principali novità di questa Finanziaria 2008 del governo Prodi:

LE NOVITA' PER LA FAMIGLIA:

Sgravi Ici: arriva uno sconto Ici sulla prima casa fino a un massimo di 200 euro. Niente beneficio a chi possiede ville, castelli o case di lusso. L'ulteriore detrazione, che si somma a quella esistente di 103 euro, equivale all'1,33 per mille della base imponibile Ici. Gli sgravi saranno estesi anche ai coniugi separati e divorziati.

Sconti affitti: arriva un'ulteriore detrazione Irpef sugli affitti a favore degli inquilini a basso reddito. Per i redditi fino i 15.493,71 sarà di 300 euro, scende a 150 euro per chi non supera i 30.987,41 euro.

Bonus “bamboccioni”: lo sconto sugli affitti previsto per gli inquilini a basso reddito sarà più alto per i giovani, fra i 20 e i 30 anni, che andranno a vivere da soli lasciando casa di mamma e papà. Il beneficio sarà di 991,60 euro se il loro reddito non supera i 15.493,71 euro.

Bonus famiglie numerose: in arrivo un bonus di 1.200 euro l'anno, sotto forma di detrazione mensile di 100 euro, per le famiglie con almeno quattro figli. Il beneficio andrà anche ai genitori separati e divorziati.

Mutui: aumenta del 10% il massimo detraibile per i mutui sulla prima casa. Inoltre, chi non riesce a pagare la rata del mutuo può chiedere la sospensione dal pagamento per non più di due volte e fino a 18 mesi. Arriva anche una sorta di “piano di salvataggio” sui mutui, legato ai rischi dell'incremento dei tassi di interesse. Chiarite anche le norme sulla portabilità.

Asili e disabili: anche quest'anno si potrà godere di una detrazione del 19% e la somma non potrà superare i 632 euro annui per ogni figlio. Previsti anche 30 milioni di euro l'anno dal 2008 per rideterminare gli assegni alle famiglie con membri disabili o orfani.

Via il canone per gli ultra 75enni: gli ultra settantacinquenni con un reddito sotto i 516 euro non pagheranno più il canone Rai.

Fondo per i non autosufficienti
: il Fondo per i non autosufficienti viene incrementato di 100 milioni per il 2008 e di 200 milioni per il 2009.

Congedi parentali: vengono estesi ai lavoratori dipendenti i congedi di maternità e parentale per i figli adottivi, come avviene per quelli biologici.

Detrazioni figli a carico: viene introdotto l'obbligo di indicare in dichiarazione dei redditi anche il codice fiscale dei familiari a carico.

LE NOVITA' PER LE IMPRESE ED I LAVORATORI:

Meno Ires e Irap:
dal primo gennaio l'aliquota Ires (l'imposta sui redditi delle società) calerà di 5 punti dal 33% al 27,5%. Di conseguenza viene ampliata la base imponibile. Si riduce anche l'aliquota Irap (l'imposta sulle attività produttive) che scenderà dal 4,25% al 3,9%. Dal 2009 la gestione sarà trasferita interamente alle Regioni.

Responsabilità sociale: viene istituito il Fondo per la diffusione della cultura e delle politiche di responsabilità sociale delle imprese. La dotazione è di 1,25 milioni di euro l'anno dal 2008 al 2010.

Lavoratori autonomi
: un milione di imprenditori con un fatturato annuo sotto i 30 mila euro lordi saranno esonerati dal versamento dell'Ires e dell'Irap e pagheranno solo un forfait con un'aliquota al 20%.

Lavoratori dipendenti: nasce un Fondo a cui destinare parte del tesoretto 2008 per ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti. Per le fasce più basse è previsto un aumento delle detrazioni non inferiore al 20%.

Precari pubblica amministrazione: arriva una sanatoria dei precari della Pubblica amministrazione. La stabilizzazione avverrà soltanto attraverso procedure selettive di tipo concorsuale. I co.co.co avranno più punti nei concorsi.

Limite ai precari nella P.A
.: dal 2008 il tetto di spesa consentito per il ricorso a personale a tempo determinato viene fissato al 35% della spesa sostenuta per le stesse ragioni nel 2003.

Pubblico impiego: per i contratti del pubblico impiego, relativi al biennio 2006-2007 e per il biennio 2008-2009, vengono stanziati 1,081 miliardi nel 2008, e 220 milioni a partire dal 2009.

Credito Imposta Sud:
per i datori di lavoro che nel 2008 impiegheranno a tempo indeterminato giovani al Sud sarà concesso per il 2008, 2009 e 2010 un credito di imposta pari a 333 euro al mese per ciascun lavoratore. In caso di lavoratrici donne il credito d'imposta aumenta a 416 euro. Si stimano 40-50 mila nuove assunzioni.

Stage neolaureati del Sud: arriva un finanziamento mensile (per sei mesi) di 400 euro per favorire lo stage di 30 mila neolaureati al Sud. Alle imprese che li assumono verrà assegnato un bonus di 3.000 euro.

Imprenditoria femminile
: il Fondo per la finanza d'impresa istituito dalla scorsa Finanziaria sosterrà anche la creazione di nuove imprese femminili.

LE NOVITA' PER I CONSUMATORI:

Class action:
da giugno 2008 sbarca in Italia l'azione collettiva risarcitoria per i consumatori, cioè la possibilità per i soggetti portatori di interessi collettivi di partecipare a cause collettive contro società fornitrici di beni e servizi.

Gruppi di acquisto: pieno riconoscimento ai gruppi d'acquisto solidale e un regime fiscale più chiaro per consolidarli e prevenire eventuali interpretazioni differenti negli uffici tributari locali.

Mister prezzi: viene istituito presso il ministero dello Sviluppo economico il Garante per la sorveglianza dei prezzi e delle tariffe. Il Garante avrà il compito di riferire su eventuali anomalie al ministro dello Sviluppo economico che provvede, e se necessario formulare segnalazioni di segnalazioni all'Antitrust.

Caro-benzina: in arrivo misure per contrastare il caro-benzina dovuto all'aumento del prezzo del petrolio attraverso la sterilizzazione delle accise.

Osservatorio contro i rincari: viene affidato all'Osservatorio del ministero delle Politiche agricole il compito di verificare la trasparenza dei prezzi dei prodotti alimentari.

Multe pazze: in futuro non ci saranno più le “multe pazze” che stanno perseguitando gli automobilisti. Dal primo gennaio 2008, gli agenti della riscossione non potranno più riscuotere le contravvenzioni per violazione del codice della strada se la cartella di pagamento non era stata notificata entro due anni dalla consegna del ruolo.

Ristrutturazioni edilizie: confermato per il 2008 il bonus per le ristrutturazioni edilizie con una detrazione d'imposta del 36% della spesa sostenuta, usufruibile per redditi sotto i 48 mila euro.

Risparmio energetico
: ancora per tre anni sarà possibile acquistare frigoriferi a basso consumo (non inferiore a classe A+) con uno sconto del 20% sul prezzo d'acquisto. Sgravi anche per pannelli solari e infissi. arriva un bonus del 55% per l'acquisto di caldaie ecologiche. Si prevedono anche sconti Ici dal 2009 su chi installa pannelli solari. Inoltre, un centesimo per il clima per ogni litro di carburante acquistato e per ogni 6 kw/h di energia elettrica consumata. Arrivano anche piste ciclabili al posto delle tratte ferroviarie dismesse e un Fondo anti eco-mostri.

I TAGLI AI COSTI DELLA POLITICA:

Taglio ministri: governo più snello, ma dal prossimo. Sarà ridotto il numero dei ministri e dei sottosegretari, ma vengono fatte salve le competenze.Il limite massimo sarà di 12 ministri e viene introdotto un tetto di 60 componenti per l'intera compagine governativa.

Addio comunità montane: arriva una riduzione delle Comunità montane che diventeranno “Unioni di comuni montani”, composte da almeno 7 comuni. Saranno le Regioni a definire i criteri per il taglio.

Enti rifiuti e acqua: verranno soppressi gli Enti d'ambito per il servizio idrico integrato e il servizio di gestione integrata dei rifiuti. Si tratta di 300-400 enti in tutta Italia.

Taglio consiglieri: dalle prime elezioni per il rinnovo di ciascun consiglio comunale e provinciale viene ridotto il numero dei consiglieri e diminuite le indennità e i gettoni di presenza. Il numero degli assessori si riduce da 16 a 12.

Addio viaggi facili: addio a missioni e viaggi facili per consiglieri regionali, provinciali e comunali. L'indennità di missione viene sostituita con un rimborso forfettario.

Stretta sulle auto blu: dal 2008 la cilindrata media delle autovetture di servizio non potrà superare i 1.600 centimetri cubici. Sono escluse le autovetture utilizzate dai Vigili del fuoco e quelle usate per servizi istituzionali di tutela dell'ordine, della sicurezza pubblica.

Taglio compensi commissari
: dal primo gennaio si riducono del 20% i compensi dei commissari straordinari del governo.

Indennità membri Parlamento: si prevede un contenimento delle spese per le indennità parlamentari: si sospende per un quinquennio l'adeguamento automatico dei relativi importi.

Telefonia con voip: da gennaio le amministrazioni centrali sono tenute a utilizzare i servizi Voip (voce tramite il protocollo Internet).

Razionalizzazione acquisti: arriva una razionalizzazione del sistema di acquisti di beni e servizi da parte della pubblica amministrazione attraverso l'implementazione del sistema che fa perno sulla Consip.

Tetto agli stipendi dei manager pubblici
: le retribuzioni dei dirigenti non potranno superare quella del primo presidente della Corte di Cassazione (274 mila euro). Per la Banca d'Italia, le Authority e le amministrazioni dello Stato il limite sarà doppio. Possibili 25 deroghe.

Taglio cda società pubbliche: sarà ridotto il numero dei componenti dei consigli di amministrazione delle società pubbliche: sarà ridotto a tre (se composti da più di cinque membri) e a cinque (se composti da più di sette). Nessun gettone di presenza per i componenti degli organi societari. Il taglio non si applica alle società quotate.

LE ALTRE NOVITA':

Ticket sanitario: viene abolito anche per il 2008 il ticket sanitario da 10 euro sulle visite specialistiche e la diagnostica.

Trasporto
: arrivano misure volte al miglioramento del sistema di trasporto nazionale per favorire l'intermodalità e l'utilizzo di mezzi meno inquinanti. Interventi anche per affrontare i problemi di mobilità sulla A3 Salerno-Reggio Calabria e nella zona dello Stretto di Messina.

Trasporto pubblico locale: in arrivo risorse aggiuntive per il trasporto pubblico locale: 614 milioni di euro nel 2008, 651 nel 2009 e 651 nel 2010. Arrivano sconti Irpef per chi si abbona ai servizi di trasporto pubblico locale.

Autotrasporto: per i tir arrivano 70 milioni in tre anni (30 nel 2008 e 20 rispettivamente nel 2009 e 2010) e nasce un fondo destinato a sconti sui pedaggi. Inoltre, sull'accesso viene individuato un compromesso fra le vecchie norme sul passaggio delle licenze (uno lascia e un altro subentra) e la liberalizzazione selvaggia.

Trenitalia: stanziate le risorse aggiuntive, 104 milioni di euro, per il contratto di servizio di Trenitalia per i treni a media e lunga percorrenza e per i merci.

Sforbiciata giustizia militare: in arrivo una sforbiciata per la giustizia militare con la soppressione di numerosi uffici di primo e secondo grado e la riduzione dell'organico della magistratura militare con il passaggio dei giudici militari in esubero ai ruoli della giustizia ordinaria.

Vittime lavoro
: viene estesa agli orfani, o in alternativa al coniuge superstite di chi è morto sul lavoro la strada preferenziale del collocamento obbligatorio previsto per le vittime del terrorismo.

Fondo legalità: nasce il Fondo per la legalità finanziato con i beni sequestrati alla mafia.


Ed ora, spiegatemi come si possa votare contro una tale Finanziaria. Dopo aver messo i conti pubblici in ordine ( o per lo meno migliorandoli di gran lunga rispetto al governo Berlusconi) ora si cerca di redistribuire a chi ne ha veramente bisogno. Certo, sarebbe bello dare ancora di più, ma per una politica economica seria, coerente e non demagogica, questo si è potuto fare. E' un buon inizio, che visto nella sua generalità dei due anni di governo Prodi, traccia una precisa linea di condotta: quella della serietà al governo. Peccato per la maggioranza risicata.


17 dicembre 2007

RIFLESSIONI DI UN PRODIANO CONVINTO



Spero che nessun lettore del mio blog si sia perso, oltre al bravo Zucchero, l'ospite eccellente di ieri sera nel programma di Fabio Fazio su RaiTre, ovvero Romano Prodi. Sapete ormai come la penso (rileggetevi in caso questo post): sono un prodiano convinto, in quanto credo che il buon Romano sia l'unico, proprio per non aver partiti ed interessi da salvaguardare, ad essere in grado di cambiare questo sistema Italia che non funziona ormai da anni. E' ovvio, i miracoli non esistono, per carità; eppure sono stati fatti tanti passi in avanti a favore della giustizia sociale, del miglioramento dei conti pubblici e della successiva redistribuzione a favore delle classi più disagiate e nella lotta all'evasione fiscale. Un presidente del consiglio che ha cercato, contro tutti e tutto, di dare una svolta alle cattive abitudine degli italiani, in ogni settore sociale e che, per questo, sta subendo attacchi da ogni parte, da coloro che da sempre sono intenti a salvaguardare solo i propri interessi. Un presidente del consiglio giusto, che ha fatto della serietà al governo, senza slogan e battutine in stile "Arcoreman", il suo punto di forza.  Ha parlato di "piaga evasione fiscale" (avrà mica letto il mio post di alcuni giorni fa?) lodando il lavoro del ministero dell'Economia sui «20 milioni di euro» recuperati e che potranno "essere restituiti ai cittadini passo passo" per cosi "alleviare le imposte sul lavoro dipendente" dopo aver "pensato agli incapienti, a chi ha pensioni miserabili e alla casa". Questo è giusto: niente sogni di gloria, niente prese per i fondelli, ma concretezza. Una seria concretezza che rilancerà il Paese verso un nuovo sviluppo, dopo la recessione economica sfiorata con il governo Berlusconi.  Va avanti e spiega il presidente del Consiglio quando Fazio parla del quinto operaio della Thyssen morto ieri: "La Finanziaria rafforza le ispezioni, ora troppo frammentate fra i vari enti. Senza queste non sono possibili i controlli"  (in effetti, tanto si sta facendo per dare ordine ad un settore cosi debole, quello della sicurezza dei lavoratori, non tanto in chiave legislativa, in quanto le leggi ci sono,  quanto nel dovere dello Stato di accertare e punire violazioni in tale ambito). Ma le parole migliori, quelle che definisco "prodiane" per eccellenza, quelle che esprimono al meglio il vero aspetto su cui sta lavorando Prodi,  su cui io e Celentano abbiamo già detto la nostra, sono le seguenti:  "mettere in regola il Paese si può, ma bisogna fare appello alla responsabilità individuale; lo Stato e la società devono lavorare insieme, da solo lo Stato non ce la fa",  portando l'esempio degli impreditori siciliani che da soli si sono ribellati al pizzo. Ed io le rielaboro, utilizzando una frase di JF.Kennedy: "Non chiedete cosa il vostro Paese possa fare per voi; chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese". Sagge parole Mr.Prodi, amato in Europa, quanto non capito, purtroppo, in Italia. Saluta, con un sorriso largo, facendo gli auguri "a tutti, a tutti". Auguri anche da parte mia, caro presidente Prodi. Da un suo sostenitore convinto.


16 dicembre 2007

BUONA DOMENICA CON FINI, BERLUSCONI E TANTA, TANTA PASTA.



Se ci fossero le elezioni politiche entro un dato periodo "x", a prescindere dal sistema elettorale adottato, ma siamo proprio sicuri che il centro-destra tornerebbe al governo? Mi spiego: è risaputo che il centrodestra, tutto unito, ha un buon vantaggio (circa 5%) nei confronti del centro-sinistra. E' anche vero che con un sistema elettorale diverso questo si ridurebbe di circa 2-3 punti, ma lasciamo gli aspetti tecnici a chi di dovere. Voglio fare una domanda diversa: ma siamo sicuri che Fini o Casini decideranno di mettersi seduti allo stesso tavolo con Bossi, Storace e Berlusconi? Ho scritto numerosi post riguardo ormai la fine della Casa delle (sue) libertà, e i paladini delle libertà hanno sempre negato il tutto: eppure oggi, sono venuto a conoscenza di un'intervista di Libero fatta a Gianfranco Fini il quale ha chiuso definitivamente le porte in faccia a Berlusconi e compagnia bella. Infatti, il leader di An, parla della possibilità di creare una forza unitaria di centrodestra a prescindere da Silvio Berlusconi, reo di "aver demolito la Cdl". Ovviamente i forzisti si ergono subito a difesa del padre-padrone, sono pagati per questo. Francesco Storace, ormai in polemica con Fini su qualsiasi cosa, si chiama subito fuori e dispensa sarcasmo. "E' interessante - commenta - la proposta di Fini di costruire un'alternativa alla sinistra senza Berlusconi: è interessante soprattutto per Prodi, che rischiamo di ritrovarci ancora per altri 50 anni". E Berlusconi che fine ha fatto? Berlusconi è sempre preda dei suoi famosi e diversi deliri:

delirio di persecuzione-> il paziente ritiene di essere oggetto di una persecuzione (Dopo l'affondo di ieri relativo alla nuova indagine avviata dalla Procura di Napoli sul mercato dei voti, Silvio Berlusconi rilancia: «ho solo raccontato dei fatti. Oggi c’è un attacco della magistratura al leader di Forza Italia e la sinistra rivolta la frittata e dice che io attacco la magistratura»).

delirio bizzarro-> il paziente aderisce a un sistema di credenze totalmente non plausibili (Berlusconi ha poi ricordato che secondo i sondaggi di Euromedia il popolo delle libertà è al 38% dei consensi e ha ribadito la road map prevista per la costruzione del nuovo partito, che culminerà il prossimo 27 marzo con l’assemblea costituente - Berluscò, è meno. Arrivi massimo al 29%).

delirio di gelosia-> il paziente ha la convinzione infondata e ossessiva di essere tradito dal proprio partner (chieda a Fini o Casini).

delirio di grandezza-> il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l'unico detentore di conoscenze o poteri straordinari (penso non ci sia bisogno di spiegare, vero pecorones?!)

Insomma, mentre regala pacchi di pasta (arriverà anche lui a dare una scarpa prima delle elezioni e l'altra dopo il voto?), come la vecchia e peggiore Democrazia Cristiana, facendo abboccare sempre più pecorones, i "disturbi deliranti", basati su un sistema di credenze illusorie che il paziente prende per vere e che ne alterano la percezione della realtà, prendono sempre più forza e forma nel cervello di questo simpatico vecchietto. Lifting e parrucche non possono niente contro un cervello come il tuo, caro il mio Silvio. Intanto, su Libero, si leggono addirittura frasi del genere: "Non è cattivo, Berlusconi. È che lo disegnano così i giornalisti di sinistra, i magistrati rossi, alcuni alleati". Sempre peggio. Alle brutte, un bel piatto di pasta e via.


13 dicembre 2007

LA SERIETA' AL GOVERNO CONTRO L'EVASIONE FISCALE



Pochi giorni fa, ho ricevuto una chiamata: era l'istituto di sondaggi Ipsos di Milano che stava conducendo varie interviste telefoniche sulla politica italiana, in particolare sui problemi dell'Italia e sull'operato del governo Prodi. Mi chiedevano di dare dei numeri da 1 a 10 su vari aspetti della vita del "paese Italia" ed io, onestamente, e comunque sempre dal mio punto di vista, ho dato voti più o meno buoni. Mi ricordo soprattutto di una domanda: "quali, secondo lei, i problemi dell'italia, facendo una classifica dal primo al terzo posto". Ho chiesto un minuto per pensarci e la mia risposta è stata questa: "primo posto, l'evasione fiscale, secondo posto il precariato, terzo posto gli stipendi troppo bassi e carovita". Ora, tralasciando gli ultimi due aspetti, che  purtroppo penso siano un pò sulla bocca di tutti, quanti di voi avrebbero parlato dell'evasione fiscale? Mi conoscete bene ormai e sapete quanto tengo alla mia battaglia contro l'evasione fiscale ed i vari "furbetti del quartierino", da quello piccolo a quello più grande (per intenderci dal piccolo commerciante e all'ambulante fino ad arrivare al grande industriale e libero professionista). E sinceramente penso che questa lotta all'evasione fiscale sia anche il punto forte dell'operato politico del governo di Romano Prodi, che lentamente, sta cercando di abbattere questo malcostume tutto italiano. Ed i risultati cominciano decisamente a vedersi: è notizia di ieri infatti, che sono 27,7 i miliardi di euro di base imponibile sottratta al fisco scoperti dalla Guardia di Finanza al 30 novembre di quest'anno, un 78% in più rispetto allo scorso anno. Il dato è stato reso noto con soddisfazione dalle Fiamme gialle: "Un risultato di portata storica, al di là delle aspettative, mai raggiunto negli ultimi quindici anni". La Guardia di Finanza ha recuperato anche 4,2 miliardi di Iva evasa (+75%) e 13,5 miliardi di rilievi Irap (+44%). Gli evasori totali scoperti sono stati 8262 per una base imponibile di 9,4 miliardi di euro (+22%). I controlli si sono concentrati sui soggetti medio-grandi, con volumi d'affari superiori a 7,5 e ai 25 milioni; sulle piccole imprese sono stati realizzate 776 mila verifiche di ricevute e scontrini.Per usura sono state denunciate 624 persone, arrestate 124 e recuperati 49,8 miliardi di euro (+66% rispetto al 2006), mentre il contrasto alla criminalità organizzata ha portato al sequestro di beni pari a 477 milioni di euro e alla confisca di 118 milioni di euro. I prodotti contraffatti sequestrati ammontano invece a 111 milioni, con una crescita nel settore moda (26,9 milioni di articoli) e giocattoli (9,4 milioni di articoli), mentre la lotta al traffico della droga ha portato al sequestro di olre 20 mila chilogrammi di sostanze stupefacenti e l'arresto di 2.954 persone. Insomma lasciatemi dire che si tratta non solo di un risultato di portata storica, ma un vero e proprio successo politico del governo Prodi. Un successo che va a rovesciare il solito trend negativo del sistema Italia riguardo la problematica evasione fiscale, che lo so, va a rendere scontenti tutti quegli italiani che in tutti questi anni hanno fatto i soldi evadendo e non pagando allo Stato ciò che dovevano (facendo pagare di più a chi invece ha sempre pagato tutto, pure la loro parte). Ed è normale che questo governo sia visto male da tante persone, proprio perchè va a mettere i bastoni tra le ruote a questa gente che dell'evasione aveva fatto un secondo mestiere. Lotta alle lobby ed all'evasione fiscale: questa è la serietà al governo che ho sempre cercato e finalmente trovato (peccato che questo governo non abbia i numeri per andare avanti, veramente peccato). Si vede che l'Italia si merita un tipo come Berlusconi (e stavolta, come avete potuto vedere, neanche mi sono permesso di sparare a zero sul nuovamente indagato per corruzione Silvio Berlusconi, che, come al solito, ha ricominciato a parlare di "Armata Rossa" dei giudici - ridicolo). Vai Romano, continua cosi, hai tutto il mio sostegno ed appoggio incondizionato. E ricorda: "non ti curar di loro (i pecorones) ma guarda e passa".


11 dicembre 2007

E L'ITALIA SI FERMA PER COLPA DI UN'ALTRA LOBBY



Facciamo chiarezza: dopo circa un'ora di discussione con la delegazione di governo guidata dal ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, alcuni rappresentanti degli autotrasportatori hanno lasciato il tavolo delle trattative, confermando lo sciopero e i blocchi fino a venerdì. Tuttavia i rappresentanti di sette sigle sono invece rimasti, proseguendo le trattative. In serata il ministro Bianchi ha precettato gli autotrasportatori che però si ribellano: "Andiamo avanti lo stesso".
E l'Italia si ferma. E si ferma perchè la lobby dei camionisti vuole fare di testa sua, mettendo in ginocchio l'intero "sistema" Italia. Badate bene: si possono capire le rivendicazioni dei camionisti, senza dubbio, ma non si può arrivare a protestare fino a questi termini. Attuare uno sciopero in questo modo, irregolare e quindi precettato, ma volerlo lo stesso continuare, significa essere degli irresponsabili. Una lobby che vuole più diritti e meno doveri e che, per i loro interessi di gruppo, mettono in ginocchio il loro stesso Paese. Un vero e proprio ricatto, tra i più sporchi e vergognosi, che non tiene conto di tutti coloro che ne pagheranno le conseguenze. A rischio, infatti, i rifornimenti per ambulanze e mezzi di soccorso; nei supermercati,  il pane e il latte, generi di prima necessità, cominciano a mancare; c'è poi il dramma di chi deve viaggiare in auto: se non si hanno problemi di rifornimento di carburante, si faranno i conti con rallentamenti e blocchi su strade e autostrade;  il mancato arrivo delle merci ha costretto la Fiat a sospendere la produzione e nei soli stabilimenti automobilistici del gruppo sono stati messi in libertà oltre 22.000 lavoratori (di cui 17 mila nel settore auto); il blocco dell'autotrasporto ha conseguenze anche sulla distribuzione della stampa. Insomma, un collasso economico e sociale dalle conseguenze drammatiche. Ma vorrei essere chiaro per l'ennesima volta: le richieste dei camionisti (costo del gasolio troppo elevato, pedaggi autostradali troppo cari, polverizzazione del settore, tasso di abusivismo molto alto, invasione di camionisti stranieri con paghe ridicole) possono essere anche prese in cosiderazione, e lo stesso governo Prodi stava trattando a riguardo. Ma scioperare e protestare in questo modo, non può che essere dannoso non solo per i cittadini italiani, ma per i camionisti stessi. E' un non voler rispettare le classiche regole del gioco democratico che mi fa venire i brividi: perchè se ogni categoria sociale si mettesse a richiedere dei privilegi e cominciasse a scioperare anche se precettati, potremo definitivamente dire addio a quello che chiamo "sistema" Italia, o meglio, sistema economico e sociale proprio di ogni paese civile. Addirittura si hanno notizie di tafferugli ed aggressioni nei confronti di chi lo sciopero precettato non lo voleva portare avanti. I prepotenti contro chi sente una sorta di responsabilità sociale nei confronti dei suoi concittadini. Giustamente Prodi spiega che il governo ha deciso la precettazione, "scelta necessaria e inevitabile", perché il blocco è "un'inammissibile violazione della libertà dei cittadini. Proprio mentre procedevano le trattative con le associazioni dei camionisti - continua il premier - è stata decisa la manifestazione che danneggia il Paese alla vigilia delle feste natalizie e nel periodo più delicato della nostra vita e della nostra economia". Il governo, prosegue Prodi, "ha disposto sostanziosi aiuti alla categoria nella Finanziaria, comprendendone le difficoltà e mentre queste disposizioni si vanno attuando è stato bloccato il Paese. Non è ammissibile". Ed anche in questo caso non posso che appoggiare le parole del premier italiano. Parole che trovano sostegno anche nel presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, il quale afferma che "è inconcepibile che in momenti come questo si possa bloccare un Paese, un'economia, quindi auspico che si trovi una soluzione. Dobbiamo ripristinare diritti e doveri e la capacità dello Stato di decidere".  Unica nota stonata e direi piuttosto pericolosa? Ve la riporto qui sotto per intero (tratto da LaRepubblica):

"Il governo deve dare immediatamente una risposta dopo mesi di inerzia, tenendo presente che il nostro è l'unico Paese dell'Ue in cui non è stato risolto il contenzioso sugli aiuti alla categoria e nel quale le norme sono troppo vecchie". Lo dice Paolo Romani, vicepresidente del Gruppo di Fi alla Camera e membro della commissione Trasporti di Montecitorio. Ma si vergognasse Forza Italia, un partito irresponsabile quanto gli stessi camionisti.

NUOVO AGGIORNAMENTO. Scoprite insieme ai miei amici forzisti il politico Paolo Uggè: il presidente della principale associazione imprenditoriale dei camionisti è anche deputato di Forza Italia ed è stato sottosegretario ai Trasporti con Berlusconi. Ora capisco tutto...e voi?

NUOVO AGGIORNAMENTO:


10 dicembre 2007

LE FOGNE E LA DESTRA ITALIANA



Gianfranco Fini sente un sempre più pesante odore di fogne nell'aria e, per questo, ha capito bene che l'unica strada da percorrere per rimanere in superficie è quella di attaccare direttamente il suo ex padrone Silvio Berlusconi. Fini l'ingrato? Fortunatamente, non appartenendo a questa coalizione "caciarona", posso soltanto osservare da fuori la suddetta situazione "drammatica" in cui versa la ex casa delle (sue) libertà; unica certezza è che Bondi ha subito rinfacciato al leader di An (o forse dovrei dire di Alleanza per l'Italia o direttamente Forza Italia?!) che dovrebbe essere il primo a ringraziare Berlusconi per aver "fatto uscire la destra italiana dal ghetto politico in cui si trovava" (le fogne tanto per intenderci). Eppure Gianfranco Fini aveva "soltanto" parlato di comiche finali messe in moto dal leader del Popolo delle Libertà, dando praticamente del comico (io lo faccio da anni) al suo ex padrone e alle sue azioni politiche. Parla di bipolarismo, di legge truffa (peccato che non parlasse in questi termini riguardo la famosa "porcata" di Calderoli) e di legaità (ma dove stava quando il parlamento votava le vergognose leggi ad-personam pro-Berlusconi?). Diciamoci la verità, Gianfranco Fini è con le spalle al muro o, se vogliamo dirla in maniera più simpatica, a tre metri dalle fogne. Ma attenzione: io non sto dicendo che Fini abbia torto (le sue parole possono essere anche giustificate e il mio rifiuto al dialogo tra Veltroni e Berlusconi rimane), ma sto affermando il fatto che si sia svegliato un pò troppo tardi, a giochi fatti. E' andato mano nella mano con Berlusconi per anni, vendendo la sua anima al "diavolo" per far uscire il suo partito dalle fogne ed ora, gli si rivolta contro, rompendo il patto? Ma cosa si aspettavano i miei amici di destra? Che Berlusconi non avrebbe chiesto il conto alla fine? Pensavano veramente di avere una totale libertà di azione politica? La risposta è semplice: o con lui, e come dice Fini, "tramite un'annessione vera e propria" al Pdl che snaturerebbe la destra, o contro di lui, che significherebbe tornare nelle fogne e scendere nuovamente sotto i dieci punti percentuali.  Decidete, o fogne o Berlusconi.


8 dicembre 2007

UMBERTO BOSSI E L'ITALIA SCHIAVISTA



Questa volta non voglio parlare del nuovo, durissimo attacco di Silvio Berlusconi contro i suoi ormai ex alleati della Cdl, durante un comizio a Cagliari. Berlusconi spiega ai suoi sudditi che gli ex alleati "non vogliono aderire al suo nuovo partito e ai progetti unitari per mantenere posizioni di potere e privilegio". "E con i quali la coalizione era diventata un vero calvario". Insomma parole gravissime, che dovrebbero, e sottolineo dovrebbero, far riflettere i miei amici di Alleanza Nazioanale e dell'Udc. Ma ripeto non voglio parlare di questo ennesimo colpo di teatro. Siamo tutti abituati a questo triste spettacolo e sono sicuro che continuerà (come ho scritto nel post precedente).
Piuttosto, sono preoccupato per i toni che la Lega sta utilizzando in quest'ultimo periodo. Durante la manifestazione leghista davanti alla Prefettura di Bergamo, a sostegno dei sindaci che hanno firmato ordinanze di vario ripo contro gli immigrati irregolari, Umberto Bossi, davanti a una folla immensa di circa 250 persone (praticamente i parenti e gli amici del Senatur), boccia con forza l'ipotesi del partito unico del centrodestra: "I partiti non si possono comprare; la Lega ha una sua identità: chi difenderà sennò il popolo della Padania nel partito unico?". E mentre i numerosi cittadini intervenuti alla manifestazione leghista stavano ritirandosi nelle loro case leghiste, rigorosamente tutte verdi, tra le braccia il solito pupazzetto di Borghezio che se gli premi il naso  comincia ad insultare il prossimo, ai piedi i campanacci e gli zoccoli di legno, confusi per non aver ascoltato niente di populistico dal loro leader, Bossi pensa bene di infangare l'onore di milioni di italiani morti per l'indipendenza, l'unità e la libertà d'Italia:  "Abbiamo il dovere morale di liberare il nostro popolo da questa Italia schiavista. Il potere colonialista imbecille non capisce che il popolo aspetta solo il momento per attaccare, e quel momento verrà. Infine l'invocazione:  "Prepariamoci moralmente per la lotta, anche se si rischierà di lasciarci la vita". Lotta? Rischiare la vita? Italia schiavista? Potere colonialista? Fortunatamente non è un mio alleato e ,sinceramente, ve lo lascio volentieri amici di Alleanza Nazionale e di Alternativa Sociale, del Giulivo e di Tocqueville. E' tutto vostro. Non sarei in grado di difendere delle corbellerie tanto vergognose ed infamanti nei confronti del nostro Paese e di tutti coloro che vi abitano.


5 dicembre 2007

E LO SPETTACOLO CONTINUA...


 
Nuovi scontri verbali nella ormai inesistente Casa delle (sue) Libertà. Nel corso di una riunione a porte chiuse con i coordinatori regionali e i vertici di Forza Italia, secondo quanto riferito da alcuni presenti, Silvio Berlusconi avrebbe affermato che sarebbe stato Pier Ferdinando Casini a uccidere la Casa della libertà. "La Cdl non è stata uccisa né da me né da Fini. Né io né Gianfranco Fini abbiamo decretato la fine della coalizione.  «La Cdl è morta subito dopo il voto del 2006. E chi l'ha ferita a morte è stato Casini".  Secondo Berlusconi, Casini punterebbe sulla cosiddetta Cosa bianca per fare l’ago della bilancia tra i due poli e poi allearsi con il centrosinistra. Secondo quanto riferiscono alcuni partecipanti, il Cavaliere immagina due grandi aree occupate dal Partito democratico e dal Pdl, e una zona centrale che potrebbe attirare Casini, Mastella, Di Pietro, Montezemolo, Pezzotta e che potrebbe ottenere l’11-12% dei voti. «Secondo me finirà per allearsi con il centrosinistra», sarebbe stata la previsione di Berlusconi. Intanto anche da AlleanzaNazionale, dopo il rifiuto della Lega di sciogliersi nel Popolo delle Libertà (ma si può sapere a cosa serve?!), si prendono le difese di Casini: "Ci auguriamo che Berlusconi smentisca quanto gli è stato attribuito. Perché è incontestabile che fino a oggi in Parlamento l'Udc ha contrastato le sinistre e il governo Prodi. Sarebbe grave se Berlusconi, dopo aver archiviato la Cdl, volesse continuare a dividere l'opposizione», ha affermato in una nota il portavoce di Alleanza nazionale, Andrea Ronchi. Per Cesa, Berlusconi vuole seminare solo zizzania. Insomma, è un tutti contro tutti, continuo ed incessante; non che il centro-sinistra sia messo meglio, ma sicuramente a questi livelli non ci siamo mai arrivati. Ma tanto so come andrà a finire: scommettiamo che Berlusconi dirà di esser stato frainteso anche questa volta? Ormai siamo abituati e tutti vaccinati. A parte chi continua a difenderlo.

E lo spettacolo continua...

AGGIORNAMENTO: LA SMENTITA
- In serata arriva la smentita ufficiale di Forza Italia. «È ovvio ed evidente che quanto è stato riportato in merito ad alcune dichiarazioni attribuite al presidente Berlusconi, durante un incontro con i coordinatori regionali, non corrisponde al vero». Lo scrive in una nota Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Fi Silvio Berlusconi.

Che vi avevo detto? Lo spettacolo continua...eccome se continua...


3 dicembre 2007

LIBERARE IL NORD - PAROLA DI UMBERTO BOSSI



Sfortunatamente la sorte ha voluto che un tipo come Bossi abitasse in Italia e che, per non andare a lavorare, si inventasse dal nulla la storia del Nord e della Padania (?!). Sorte ha voluto che incontrasse Berlusconi e che, sfidando qualsiasi legge "fisica" di onestà politica, si alleasse addirittura con i post-democristiani dell'Udc e, non ci crederete mai, con i post-fascisti di Alleanza Nazionale e con i neo-fascisti di Alternativa Sociale, quelli che della Patria dovrebbero fare un credo. Un'alleanza immorale per i fascisti, di convenienza per i forzisti ed i leghisti. L'Udc non conta nulla da dieci anni circa, sarebbe inutile menzionarla.  Sorte ha voluto che si cominciasse a dialogare per cambiare l'attuale legge elettorale realizzata dal centro-destra nella passata legislatura e che Berlusconi, per non essere tagliato fuori dalla politica, decidesse di tagliare fuori i suoi alleati, costretti ad accettare il suo partito delle libertà o amen. Sorte ha voluto che ne Fini, ne Casini, accettassero tale partito unico e che Berlusconi facesse retromarcia parlando di partito-network, senza più sciogliere ForzaPopulismo. Sorte ha portato oggi il più fedele alleato di Berlusconi, Umberto Bossi, leader della LegaNord, a delle dichiarazioni molto gravi ed imbarazzanti per il popolo, tutto, della destra italiana, si quello delle libertà: "Non mi fido di nessuno, solo dei miei uomini e della certezza che il Nord si libererà in un modo o nell'altro". Ma io mi domando liberare da chi e da che cosa? Ma cosa sta farneticando questa volta? E prosegue: "certamente non c'è bisogno del sindaco di Roma per liberare il Nord. La bandiera della Padania sventolerà".  La bandiera della Padania? Liberare il Nord? Ma i miei amici della destra moderna e post-fascista e quella neo-fascista cosa hanno da dire a riguardo? Ma non finisce qui ed aggiunge: "I voti li abbiamo e quindi non ce ne frega niente di quello che vuole fare Berlusconi e se va male finalmente la base della Lega farà una vera lotta di liberazione perché noi non siamo nati per i voti ma per la libertà e con le buone o con le cattive, la otterremo". Ma è possibile che nessun parlamentare di centro-sinistra, ma direi anche di centro-destra,  risponda una volta per tutte a queste gravi parole? Alcuni mesi fa ci provai io. Ultima cosa: siamo sicuri che il silenzio sia "l'arma migliore"? Ma gli stessi italiani perchè non notano queste gravi vicende? La Padania...ma che vergogna.



 

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