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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
30 settembre 2006

CAMERATI DA TUTTA EUROPA RIUNITI A VITERBO. MA NON E' ANTI-COSTITUZIONALE?

Tratto da Wikipedia - L'apologia del fascismo è un reato previsto dalla legge 20 giugno1952 n. 645 (contenente "Norme di attuazione della XII disposizione transitoria e finale (comma primo) della Costituzione"), anche detta "legge Scelba", che all'art. 4 sancisce il reato commesso da chiunque "fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità" di riorganizzazione del disciolto partito fascista, oppure da chiunque "pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche".

Ebbene dal 29 settembre al primo ottobre il viterbese si prepara ad accogliere rappresentanze di teste rasate che arriveranno da tutto il continente per il terzo "Campo d´azione": ci saranno i greci di Alleanza Patriotti- ca, i tedeschi del Npd, rappresentanti del Fronte Nazionale di Jean Marie Lepen, il British National Party e i rappresentanti del Movimento nazifascista rumeno. A fare gli onori di casa, fra saluti romani e camicie nere, saranno "i bravi ragazzi" nostrani di Forza Nuova, che per adesso si guardano bene dal comunicare il luogo del fascistissimo raduno. Che forse si terrà a Viterbo, oppure a Soriano nel Cimino o ancora Barbarano Romano.

COSA DOBBIAMO PENSARE? E I MIEI AMICI DI TOCQUEVILLE E DI DESTRA CHE NE PENSANO?

IO RITENGO CHE SIA  UN RADUNO ANTI-COSTITUZIONALE.






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30 settembre 2006

CI SON PERSONE...

....che guadagnano meno di 70 mila euro all'anno e che arrivano a stento a fine mese, e non avendo ancora capito che la Finanziaria di Prodi favorisce la loro condizione con importanti elementi ( sale la no tax area, cioè il limite di reddito sotto il quale non si pagano le tasse: andrebbe da 7.500 a 8.000 euro per i lavoratori e da 7.000 a 7.500 euro per i pensionati, oppure meno tasse e deduzioni) votano Berlusconi, ovvero colui che ha fatto e farà sempre arricchire quelli che sono più ricchi, in altre parole quelli come lui

....che hanno una piccola attività e sentendosi imprenditori come Berlusconi gli continuano a dare il voto, senza mai capire che il pesce grosso mangia quello piccolo

....che pur essendo studenti di scuola pubblica, danno il voto alla destra che toglie i fondi proprio alla scuola pubblica per "aiutare" la già "auto-aiutata" scuola privata.

....che pur definendosi nazionalisti, danno il voto ad una coalizione alleata con la Lega Nord, che fa delll'indipendenza della Padania il suo credo, rinnegando tutti coloro che si sacrificarono per l'unità nazionale.

....che pensano male della mafia, ma non ricordandosi che nelle file del centro-destra ci sono alcune condanne per collusione con la mafia (non faccio nomi, ma la cosa è risaputa), votano la Cdl.

....che pur credendo nella magistratura e nelle sue funzioni di garante, non  ricordandosi che Berlusconi ha fatto della lotta alla Magistartura italiana il suo obiettivo principale, continuano a votare il partito di Bugiardoni.

In conclusione c'è tanta gente superficiale, che dovrebbe riflettere un po' di piu' prima di votare solo chi gli manda a casa il libro della propria vita...




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30 settembre 2006

ROMANO PRODI: RUBA AI RICCHI PER DARE AI POVERI.

Irpef al 43% da 70.000 euro. Dovrebbe salire la no tax area, cioè il limite di reddito sotto il quale non si pagano le tasse: andrebbe da 7.500 a 8.000 euro per i lavoratori e da 7.000 a 7.500 euro per i pensionati. Però i redditi sopra i 70.000 euro pagheranno le tasse con l'aliquota al 43%, come avviene ora per quelli sopra i 100.000 euro.Mentre si torna al vecchio regime degli sconti fiscali per i redditi sotto i 40.000 euro: l'effetto sarà quello di una minore tassazione.

Sulle nuove auto omologate Euro 4 (cioé tutte quelle in vendita visto che per legge le Euro3 non si possono più immatricolare), non si pagherà il bollo per cinque anni, mentre per i Suv ci sarà una "consistente" (ma non si ancora quanto consistente) sovrattassa che sarà modulata a seconda delle emissioni inquinanti e della cilindrata.


ROMANO PRODI: RUBA AI RICCHI PER DARE AI POVERI.




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29 settembre 2006

BENVENUTO AL SUPER-BOLLO PER I SUV.

E' ufficiale: dopo tante indiscrezioni il Governo ha confermato la rivoluzione sul sistema fiscale dell'auto. Cioè incentivi all'acquisto per le auto nuove e stangata su quelle che inquinano di più e sui Suv.

Nel dettaglio, secondo quanto ha spiegato il vicepresidente dei Verdi al senato, Natale Ripamonti, al termine dell'incontro con il viceministro all'Economia Vincenzo Visco, sulle nuove auto omologate Euro 4 (cioé tutte quelle in vendita visto che per legge le Euro3 non si possono più immatricolare), non si pagherà il bollo per cinque anni, mentre per i Suv ci sarà una "consistente" (ma non si ancora quanto consistente) sovrattassa che sarà modulata a seconda delle emissioni inquinanti e della cilindrata. Vedremo.

Per certo si sa che le novità sono tutte nel pacchetto fiscale contenuto nella finanziaria e quindi andranno in vigore a partire dal prossimo gennaio.


Rimane però il problema di sempre: come si riconosce un Suv? E come distinguerlo da berline che hanno stessi ingombri e motori? Dalle prime indiscrezioni non sembra che il ministero farà ricorso al complicato sistema di misure di cerchi e gomme come fa Firenze per tenere i 4x4 fuori dal centro storico (che infatti fa scappare dalla "rete" macchine come Volvo XC90 o Porsche Cayenne). Si sta lavorando invece ad un vero e proprio elenco, con marca e modello dei Suv da colpire. Il contenzioso in questo caso sarà enorme, ed è facile capire perché...

Nel frattempo, a proposito di fiscalità e auto, in attesa di chiarimenti da parte del governo sulle coperture, la commissione bilancio del senato ha rinviato a martedì prossimo in parere sul decreto legge in tema di rimborsi iva sulle auto aziendali.

Ci sono infatti riserve sull'applicazione della detrazione Iva anche alle operazioni di acquisto o alle importazioni degli autoveicoli e motoveicoli avvenute dopo il 13 settembre 2006. E sulla possibilità di richiesta di rimborso per gli anni pregressi anche da parte di soggetti che hanno aderito alle sanatorie fiscali.

MI PARE CHE IL SUV SIA UNA DELLE MODE PIU' STUPIDE DEL CLASSICO ITALIANO PROVINCIALE ED ARRICHITO...DITEMI COSA SERVE IN CITTA' UNA MACCHINA DEL GENERE...A ROMA POI, COL TRAFFICO CHE C'E', RISULTANO VERAMENTE INGOMBRANTI, INQUINANTI ED INUTILI.

BEN VENGA, INVECE, LA "NON-TASSA" PER CHI ACQUISTA AUTO NON INQUINANTI EURO 4.

SERIETA' AL GOVERNO.




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29 settembre 2006

GLI AUGURI DI COMPLEANNO A SILVIO BERLUSCONI? MAI.



Oggi Silvio Berlusconi, o meglio il Cavalier Bugiardoni e/o Bellachioma, compie 70 anni.

Forse, in maniera molto diplomatica, dovrei tentare di fargli auguri. Ma non ci riesco, è più forte di me. E' come se avessero chiesto a mio nonno partigiano di fare gli auguri a Mussolini.

Vedete, Berlusconi per me, non è un semplice avversario, ma un nemico del mio Paese, della democrazia e della repubblica italiana. Ha "sdoganato" i leghisti, ha tirato fuori dalle fogne le carogne fasciste e cosa ancora più grave si è comprato, nel vero senso della parola, centinaia di persone o meglio di maggiordomi.  Bondi, vecchio comunista, Cicchitto, socialista, Ferrara e La Malfa, entrambi con i padri esplicitamente comunisti...Tutti venduti, in cerca di gloria e di fortuna, uomini da disprezzare e basta. Inoltre non dimentichiamoci, che oltre ai vari Alemanno e Storace, il Bellachioma ha stretto accordi politici anche con quell'estrema destra guidata dalla Mussolini, nipoter del Duce, che va in giro ad inneggiare alle leggi razziali, all'Olocausto e alla Repubblica di Salò, vero governo fantoccio alle dipendenze di Hitler. Veramente uno scandalo.

Berlusconi, che si crede immortale, l'Unto dal Signore, il Napoleone della politica, un santo.
Già che un uomo fa queste affermazioni dovrebbe avere il disprezzo per lo meno di tutti gli italiani.Ma non è cosi. Mi sono reso conto che gli italiani sono ignoranti, dei provinciali e cosa ancora più grave, amano stare sotto "padrone". Non mi scorderò mai quando una vecchietta mi disse che avrebbe votato Berlusconi perchè, anche se lei non si era mai interessata alla politica, il Bellachioma le aveva mandato il libro della sua "ingloriosa" vita e le allietava il pomeriggio con le soap operas e i reality... La povera vecchina purtroppo, non capiva che quella era la tattica "di regime"  che avrebbe certamente portato tanti voti.
Il nuovo"ducetto" elargiva" divertimenti,programmi, libricini di propaganda e calcolatrici (pagate dai cittadini italiani), e lui, una volta eletto, si sarebbe curato i propri affari.
E in effetti in 5 anni di governo Berlusconi, sono state approvate più leggi ad-personam che leggi per il Paese.  Ma non solo per lui, ma anche per il suo amichetto Cesare...

Un uomo con le mani "impastate" in qualsiasi settore della società: banche, assicurazioni, giornali, televisioni, sport, edilizia, comunicazioni. Nel 1993 aveva debiti con quasi la totalità delle banche, aveva un numero cosi elevato di avvisi di garanzia, che neanche Craxi, il suo maestro, aveva mai ricevuto. Tutto il mondo ci ride dietro, perchè solo il popolo italiano, poteva dare la possibilità ad un uomo con tanti "impicci" sulle spalle, di salvarsi il culo e di diventare primo ministro.

Ha voluto fare a tutti i costi l'amichetto di Bush, costringendo il nosto Paese ad avventurarsi in una guerra sporca, quella in Iraq. E ancora sta cercando le armi di distruzione di massa....

Ha portato il mio Paese in una situazione economica disastrosa, non hai mai creato delle agenzie economiche apposite che controllassero l'aumento esponenziale dei prezzi dei beni di consumo, ha mascherato i numeri delle Finanziarie insieme al suo servo Tremonti.

Ha infangato l'onore e il lavoro della Magistratura. Non si puo toccare, lui è sempre innocente, non ha commesso mai niente. E' la magistratura che è comunista. Questa la solita sinfonia.

Ha censurato e licenziato il più grande giornalista italiano vivente, Enzo Biagi, con una raccomandata.

Ha portato l'Italia allo scontro ideologico, ha diviso il paese e questo perchè non voleva andare in galera. O stai con lui, o sei un razzista comunista islamico.

Per queste ragioni, e Le assicuro che non sono neanche tutte, non potrò mai farle gli auguri di compleanno. Anche se dovrei essere sportivo e diplomatico, ma ad una persona come Lei, MAI.




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28 settembre 2006

PRODI A MONTECITORIO PER IL CASO TELECOM. ZITTITI I FASCISTI.

Alla ripresa del dibattito, anche D'Alema - che all'inizio siedeva sui banchi dell'Ulivo - compare accanto a Prodi (Reuters)

È un Prodi sicuro, tagliente e aggressivo, quello che si presenta a Montecitorio per l´informativa sul caso Telecom. Un presidente del consiglio che comincia subito schiaffeggiando l´opposizione e prosegue sulla stessa falsariga. Di fronte alle accuse rivoltegli dalla destra, parla di «uno scenario non diverso da Telekom Serbia», un insieme di «demagogia e strumentalizzazioni» che farà la stessa fine.

La Casa delle Libertà si scalda subito, interrompendo più volte il premier. Ma la bagarre vera e propria, quella che di lì a poco costringerà il presidente della Camera Bertinotti ad interrompere la seduta si scatena quando Prodi nega ogni intento dirigista da parte del governo, specificando: «Per me, in particolare, sarebbe anche sconfessare parte della mia storia professionale». Quella di presidente dell´Iri, uomo delle privatizzazioni.

A questo punto urla e fischi impediscono al presidente del consiglio di proseguire. Lui, sardonico, ricomincia sempre dallo stesso punto. «Per me in particolare...» Lo ripete dieci volte, fra urla e proteste crescenti, finché Bertinotti interrompe la seduta e convoca i capigruppo nel tentativo di riportare la calma. Purtroppo i fascisti, sono fatti cosi...non sapendo piu' come controbattere, la mettono in "caciara"...Quando la seduta finalmente riprende, la Cdl sceglie il silenzio. Nel suo articolato discorso Prodi parte dal caso Telecom per sostenere la necessità di «riformare il capitalismo italiano» che «non ha saputo cogliere l'opportunità offerta dalle privatizzazioni e ha incontrato difficoltà nella gestione di progetti strategici di ampio respiro». Secondo il premier il «dovere» del governo è «evidenziare l'interesse pubblico» da «promuovere attraverso un sistema efficace di regole».

Quando la seduta finalmente riprende, la Cdl sceglie il silenzio. Nel suo articolato discorso Prodi parte dal caso Telecom per sostenere la necessità di «riformare il capitalismo italiano» che «non ha saputo cogliere l'opportunità offerta dalle privatizzazioni e ha incontrato difficoltà nella gestione di progetti strategici di ampio respiro». Secondo il premier il «dovere» del governo è «evidenziare l'interesse pubblico» da «promuovere attraverso un sistema efficace di regole».

Sullo scorporo di Tim, Prodi ribadisce che «il governo non intende interferire in alcun modo con le strategie aziendali» (e sconfessa ancora una volta il cosiddetto "piano Rovati"). Tuttavia indica indica anche una sfida che coinvolge la politica: «Creare le condizioni perché il paese essere protagonista vincente all'interno del nuovo scenario competitivo». Insomma uno Stato non dirigista, ma vigile. Al termine del processo di riorganizzazione di Telecom «è certo che al termine di questo processo. Non avremo uno stato proprietario della rete, ma piuttosto uno stato che ne garantisce l'accesso a condizioni eque e non discriminatorie». Altro tema da risolvere è quello delle tariffe perché «è da lungo tempo noto che il debito elevato nelle società sottoposte a regolamentazione è spesso uno strumento per spingere il regolatore a concedere all'azienda tariffe più elevate». Insomma, «il governo non pone veti, ma il gruppo deve crescere».

Inoltre mi è piaciuto tantissimo il discorso di Fassino che ha ridicolizzato tutto lo schieramento fascista: "Le accuse al governo «di una mentalità statalista, dirigista, di voler nazionalizzare le telecomunicazioni non hanno fondamento»," ha replicato il segretario Ds Piero Fassino. «Il governo Prodi non vuole statalizzare alcunché, ma rafforzare iniziative trasparenti di mercato e la Finanziaria dimostrerà che vogliamo mettere in campo una politica industriale perché gli operatori siano più competitivi di quanto siano ora. Se invece qualcuno pensa di continuare a imbastire aggressioni, troverà pane per i suoi denti».

Poi ha ricordato al servo Tremonti che lui "mascherava" i numeri delle Finanziarie a suo piacimento, cosa secondo me di una gravità assoluta e ha giustamente osservato che Berlusconi in 5 anni di governo non si è mai presentato in Parlamento per le consuete interrogazioni parlamentari...

Inoltre non potevo tralasciare il discorso di Diliberto, leader dei comunisti italiani: «È venuto il momento di dire con chiarezza una parola di verità. Il governo non solo ha il diritto, ma ha il dovere di intervenire quando si tratta di settori strategici per l'economia e del futuro di aziende con 90.000 posti di lavoro». Lo ha detto il leader dei Comunisti italiani Oliviero Diliberto, intervenendo alla Camera nel dibattito sul caso Telecom. Soprattutto, ha aggiunto, quando il gruppo dirigente di Telecom ha intenzione di «separare la rete fissa dalla telefonia mobile, mentre per anni il medesimo gruppo dirigente aveva sostenuto che il futuro del settore sarebbe stato rappresentato dalla connessione»

E CHE I FASCISTI-FORZISTI E I CITTADINI DI TOCQUEVILLE CHIUDANO LA BOCCA...OPPURE SI METTANO A DORMIRE..UN PO' COME IL LORO PADRONE...

Berlusconi assiste un po' distratto al dibattito (Sestini)

BERLUSCONI SVEGLIATI!!! LE VACANZE IN SARDEGNA SON FINITE...BASTA FARE TARDI LA NOTTE PER CANTARE E/O BALLARE...

COME DICO AI MIEI LETTORI...SVEGLIA!!!





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28 settembre 2006

IL SIGNOR ROMANO PRODI ALLA CAMERA PER IL CASO TELECOM. E LA DESTRA FASCISTA FA BAGARRE.

Il Presidente del Consiglio Romano Prodi avveva appena preso la parola per riferire alla Camera sul caso Telecom, ma la destra fascista e anti-democratica non ha permesso al primo ministro italiano di poter portare avanti il proprio intervento.

Prodi giustamente afferma: "La demagogia e le strumentalizzazioni hanno preso il sopravvento. L'opinione pubblica ha assistito a un dibattito che è diventato un intreccio di difficile comprensione. Si è presentato uno scenario non diverso da Telekom Serbia, e finirà come in quella situazione".

Continua: "Le dimissioni e la spiegazioni" di Angelo Rovati "hanno fugato tutti i dubbi.
 "Non sono mai stato informato di alcun piano su Telecom Italia", così com'è "diritto di ogni impresa di non informare il governo, né è compito del governo fare piani strategici per le aziende" ha detto Prodi. Tuttavia, il governo non può restare "indifferente" di fronte al "destino dell'azienda" stessa.

Sagge parole, ma la destra illiberale sapendo di non poter controbattere, ha cominciato ad urlare, strepitare e deridere il primo ministro italiano.

Il presidente della Camera Fausto Bertinotti ha sospeso la seduta e non è servito a niente il richiamo "stringente" affinché l'assemblea si svolgesse in modo ordinato.

UNA BRUTTA GIORNATA PER LA DEMOCRAZIA ITALIANA.




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28 settembre 2006

E' ORA CHE I RICCHI PIANGANO...


Un grande panfilo bianco ancorato in un mare scintillante e la scritta «Anche i ricchi piangano». È la campagna di affissioni e inserzioni sui giornali con cui Rifondazione comunista ribadisce le sue posizioni sulla Finanziaria 2007. Qualcuno potrà vederci la prova che la sinistra dell'Unione cerca la vendetta sociale, la rivincita economica dei ceti impoveriti dall'euro contro le classi agiate e l'ufficio stampa di viale del Policlinico non smentisce: «La nostra filosofia è rispettare il programma, difendere i più deboli e risarcire chi più ha pagato i disastri del governo Berlusconi».

ED IO RIPETO...INVECE DI FARGLI PAGARE SOLTANTO 100 EURO AL MESE, PERCHE' NON ALZARE LA CIFRA A 150-200 EURO IN PIU' AL MESE???

EPPOI RIPETO...L'AUMENTO RIGUARDERA' TUTTI QUELLI CHE GUADAGNANO PIU' DI 70 MILA EURO ANNUI, OVVERO QUASI 6 MILA EURO AL MESE.

MA VOGLIO RICORDARE CHE IL PROVVEDIMENTO COLPIRA' A SALIRE TUTTI I RICCHI D'ITALIA, DICIAMO TUTTI I  VARI "BRIATORE", CHE INFESTANO LA NOSTRA NAZIONE.

ED IO NON LO TROVO GIUSTO, MA GIUSTISSIMO! ANZI, A QUESTE PERSONE ALZEREI L'ALIQUOTA AL 60%...

TUTTO CIO' AMICI MIEI, SI CHIAMA GIUSTIZIA ECONOMICA SOCIALE.




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27 settembre 2006

IL PRIMO GIROTONDO FASCISTA.

Facciamo un attimo due conti.

Il governo Berlusconi, come aveva fatto già nel 1994, mette in ginocchio l'economia italiana, facendo rischiare al nostro Paese di essere escluso dall'Unione Europea.
Poi viene Prodi, che rimette a posto i conti e ci spalanca le porte nell'Europa che conta.
Ovviamente tutto ciò è "costato" parecchi sacrifici per noi italiani, ma il risultato c'è stato e nessuno lo può mettere in dubbio. Se non fossimo riusciti ad entrare in Europa, forse adesso saremo diventati dei migranti in cerca di fortuna in Germania o in Francia...

Purtroppo il lavoro europeo e di ri-crescita voluta da Prodi è stata giuducata da Berlusconi e i suoi camerati come una congiura dei comunisti che voglion far pagare cosi, a caso, tante tasse ai cittadini senza nessuna spiegazione.

E cosi è tornato al governo nel 2001. L'Italia era stata "risanata", avevamo lasciato al Bugiardoni un'Italia piu' sana, piu' stabile, piu' ricca e soprattutto in Europa.

5 anni dopo, dal maggio 2001 all aprile 2006: abbiamo rischiato di uscire dall'Europa, siamo diventati succubi della politica bushiana, l'economia italiana a rotoli, centinaia di fabbriche italiane "colonizzate" dalle vere potenze economiche mondiali, leggi ad-personam, derisi da tutto il mondo per qualsiasi sciocchezza dicesse il nostro premier o i leghisti, la riforma Moratti, la riforma Biagi, la Bossi-Fini e tante altre cose che adesso non voglio elencare senno ci metterei tutta la serata.
Ma la cosa più grave è stata la perdita del potere d'acquisto da parte delle famiglie italiane.
Esempio: una pizza e una birra prima la pagavamo 7 mila lire, ora 7 euro.
Un cono medio 2000 mila lire, ora 1,5 euro (3000 mila lire).
Vogliamo parlare dell'affitto di un ombrellone al mare o dell'acquisto di un chilo di pane o di un etto di prosciutto...Quello che vi pare a voi...Voi vi chiederete cosa c'entra Berlusconi???

BERLUSCONI NON HA MAI FATTO NESSUN CONTROLLO PER EVITARE QUESTO AUMENTO INGIUSTIFICATO DEI PREZZI!!!

Ora Prodi deve rimettere a posto i conti della nostra povera Italia.
Ovviamente bisogna cercare il modo per "trovare" i soldi senza danneggiare la povera gente, e l'idea brillante è quella che dovrebbe portare a far pagare piu' tasse a chi guadagna tanti soldi ovvero più di 70000 mila euro l'anno. Diciamo andrebbero a pagare 100 euro di più al mese.

A parte che secondo me si potrebbe arrivare anche a 200 euro al mese, però non capisco che si protestano. Si, capisco che vai ad intaccare i loro privilegi, ma addirittura avere la faccia di bronzo e fare il girotondo per non pagare quelle 100 euro al mese che per loro sono veramente delle "noccioline"...

Purtroppo finchè vi saranno i fascisti, quelli veri, a guidare la rivolta dei ricchi, tutto è possibile...

<B>Fisco, il Girotondo della Cdl</B>




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27 settembre 2006

FAR PAGARE DI PIU' A CHI GUADAGNA PIU' DI 70000 EURO L'ANNO? GIUSTISSIMO.

La proposta è semplice: guadagni piu' di 70000 euro l'anno? allora paghi un po' di piu' rispetto a prima, ovvero 100 euro di piu' al mese. Invece voi famiglie che ce la fate a stento ad arrivare a fine mese, o meglio, che non ci arrivate per niente, pagate di meno.

Ditemi non vi sembra giusto? Se pensate che sia sbagliato lasciatemi dire che siete in malafede.

Trovo che sia un provvedimento che garantirà, se verrà cosi approvato, maggiore GIUSTIZIA SOCIALE!




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27 settembre 2006

ROMANIA E BULGARIA IN UNIONE EUROPEA DAL 2007.

Romania e Bulgaria in Europa dal primo gennaio. La Commissione europea ha accolto la richiesta di adesione alla Ue presentata da Sofia e Bucarest ma l'ingresso dei due stati sarà accompagnato da rigorose condizioni che impongono l'adeguamento dei futuri partner agli standard dei Venticinque.

La Commissione europea, si legge nell'ultimo rapporto sullo stato dei due Paesi, "conferma che Bulgaria e Romania hanno realizzato nuovi progressi in vista dell'adesione e mostrato la loro capacità di applicare i principi e la legislazione dell'Ue a partire dal primo gennaio 2007". "Sofia e Bucarest - si sottolinea ancora nel documento - hanno raggiunto un grado elevato di allineamento agli standard Ue".

Nonostante il Pil procapite in Romania e Bulgaria sia circa un terzo rispetto alla media comunitaria, la ricchezza dei due Paesi è in rapida crescita. Tuttavia, "la Commissione individua un certo numero di settori che continuano a costituire un problema, a meno che i due Paesi non si impegnino in misure correttive immediate" avverte l'esecutivo Ue. In particolare i due nuovi membri dovranno dare garanzie circa l'uso appropriato dei fondi comunitari e impegnarsi a eliminare la corruzione e il crimine organizzato.

Per valutare il progresso delle riforme interne, i due paesi neomembri dell'Europa verranno seguiti nel loro processo di attuazione delle riforme, con rapporti che Sofia e Bucarest dovranno presentare a Bruxelles ogni sei mesi.

LASCIATEMELO DIRE...PER CHI HA FATTO LA TESI DI LAUREA SULLA ROMANIA DI CEAUSESCU E' UNA PICCOLA SODDISFAZIONE.

ANCHE SE MI CHIEDO PERCHE' TUTTI I ROMENI CON CUI PARLO MI DICONO CHE STAVANO MEGLIO SOTTO IL CONDUCATOR...O MEGLIO...LA MIA TESI ERA IMPOSTATA SU UNA NETTA RIVALUTAZIONE DEL LEADER ROMENO, ALMENO PER QUANTO RIGUARDA LA POLITICA ESTERA ADOTTATA (NEUTRALE RISPETTO ALLA LOGICA DEI BLOCCHI, TERZOMONDISTA, AUTONOMA DALL'URSS, CHE AL TEMPO ERA QUASI IMPOSSIBILE), LA POLITICA SOCIALE INTRAPRESA E LO SVILUPPO ECONOMICO ED INDUSTRIALE REALIZZATO, IN UN PAESE CHE ERA TOTALMENTE AGRICOLO E ARRETRATO. POTREMO ANCHE PARLARE DEL FATTO CHE FU L'UNICO PAESE SOCIALISTA A NON PARTECIPARE ALLE INVASIONI IN UNGHERIA E IN CECOSLOVACCHIA E CHE NON SPESE MAI "UNA LIRA" PER IL SUO ESERCITO O QUALSIASI TIPO DI ARMAMENTO. POTREMO PARLARE PER ORE...

....CERTO POI CHE CEAUSESCU HA RUBATO TANTI SOLDI, CHE AVEVA FORMATO UN REGIME NEPOTISTA, CHE NEGO' TANTI DIRITTI FONDAMENTALI ALLE MINORANZE ETNICHE E AGLI STESSI ROMENI...EPPURE ANCORA OGGI LO RIMPIANGONO...

ANDANDO IN GIRO HO CHIESTO A PARECCHI ROMENI DI SPIEGARMI QUESTA LORO "MALINCONIA" NEI CONFRONTI DI CEAUSESCU...MI VIENE IN MENTE LA FRASE DI UN BAGNINO ROMENO CHE LAVORA A FREGENE IL QUALE MI HA DETTO: "PRIMA C'ERA SOLO UN CEAUSESCU, ORA CI SONO TANTI CEAUSESCU CHE PENSANO SOLO AI SOLDI E AL POTERE..."

VOI CHE NE PENSATE AMICI MIEI?




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26 settembre 2006

DI NUOVO AL LAVORO...

Roma Lista civica per Veltroni

OGGI PRIMA RIUNIONE DELLA LISTA CIVICA ROMA PER VELTRONI.
TANTI PROGETTI, TANTI PROBLEMI, TANTE INCERTEZZE, TANTE SPERANZE MA SEMPRE LA STESSA VOGLIA DI FARE POLITICA, QUELLA VERA, QUELLA A FAVORE DEL CITTADINO.
A META OTTOBRE AVREMO L'INCONTRO CON VELTRONI, E IN QUELL'INCONTRO DECIDEREMO COME STRUTTURARCI, ORGANIZZARCI E QUALI "PALETTI" METTERE SUL NOSTRO FUTURO POLITICO. CI SONO TANTE IDEE E PROGETTI A RIGUARDO...CHISSA!

LISTA CIVICA ROMA PER VELTRONI.
GENTE CHE LAVORA CON LA GENTE E PER LA GENTE.




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26 settembre 2006

ECCO COME LIBERO "SFORNA" I SUOI STUPENDI ARTICOLI.

ANDATE E FATE IL VOSTRO ARTICOLO.

http://hatingline.splinder.com/post/7835279




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26 settembre 2006

TORNA JAMES BONDI...

Il Corriere della Sera nuovamente nel mirino di Forza Italia. Il partito azzurro non ha infatti gradito alcuni articoli pubblicati dal periodico di Via Solforino negli ultimi giorni.
“La lettura degli articoli su Forza Italia pubblicati ieri e oggi dal Corriere della Sera più che indignare sconforta per la natura e lo scadimento dell'informazione in atto nel nostro Paese – ha tuonato Sandro Bondi – è solo un altro triste episodio della crisi intellettuale e morale che attraversa l'Italia e di fronte alla quale gli uomini e le donne di buona volontà, presenti in tutte le parti politiche, sono indifesi e disarmati”.

E COSI SIA...AMEN...




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26 settembre 2006

UN FATTO GRAVISSIMO. VERGOGNA!

 "Il via libera al rapimento di Abu Omar sarebbe arrivato da Palazzo Chigi". Gli uomini Telecom avrebbero fornito ai Servizi una lista di numeri di telefono di arabi vicini all'ex imam, che Marco Mancini, ex numero uno del controspionaggio, andava a ritirare direttamente in azienda. Nuove verità, o meglio nuove versioni nell'inchiesta sulla extraordinary rendition dell'imam su cui indaga la procura milanese, arrivano da un teste chiave dell'indagine sugli spioni Telecom. Nelle due inchieste, una coordinata dal procuratore aggiunto Armando Spataro, l'altra dai pm Napoleone-Piacente- Civardi, infatti c'è un verbale comune: quello di Fabio Ghioni, ex responsabile dell'Information Security di Telecom, del 10 luglio 2006.

"Per come ho potuto ricostruire la vicenda - dice Ghioni ai magistrati - la Cia ha chiesto collaborazione a Marco Mancini con riferimento all'extraordinary rendition su Abur Omar, Mancini ha riferito a Pollari, ma Pollari ha rifiutato ogni tipo di collaborazione e per questa ragione Mancini ha chiesto un'autorizzazione direttamente a Letta, all'epoca sottosegretario alla presidenza del Consiglio. Questo è quello che mi ha detto Claudio Antonelli (giornalista di Libero indagato), cioè che Letta, secondo Giuliano Tavaroli (ex capo della security Telecom), ha autorizzato il rapimento dell'imam".

Su questo, il legale di Antonelli e di Libero , l'avvocato Vincenzo Vitale non conferma e non smentisce: "Si tratta di dichiarazioni unilaterali. E in questo momento né io né il mio cliente intendiamo commentarle. La magistratura avrà il tempo e i modi di indagare a proposito". Stessa reazione di stand by della difesa di Giuliano Tavaroli: "I magistrati nell'unico interrogatorio in cui hanno ascoltato Tavaroli - dice l'avvocato Massimo Di Noia - non hanno rivolto domande sul sequestro dell'imam, visto che non è accusato di niente in merito a quella vicenda".

Nell'inchiesta su Abu Omar i vari protagonisti, Marco Mancini (ex capo del controspionaggio e, all'epoca del sequestro, responsabile dei centri Sismi del nord Italia), Gustavo Pignero (predecessore di Mancini al Controspionaggio e suo superiore gerarchico nel febbraio 2003), fino al numero uno dei servizi Nicolò Pollari hanno fornito versioni diverse e contrastanti. Il legale di Mancini, Luigi Panella, ha sempre parlato di "una congiura contro il mio assistito". Ora arriva la versione di Ghioni, che parla di un via libera di Letta e di Mancini che avrebbe chiesto e ottenuto da Telecom una lista di tre numeri di telefono intestati alla banca di Roma e i tabulati di nove utenze associate a nominativi arabi (richieste effettuate il 20 e il 24 febbraio 2002 e il 24 marzo 2003).

"C. P. (collaboratrice di Ghioni) mi raccontò che Bove le chiese di verificare alcune utenze - racconta Ghioni-. Lei verificò che i numeri erano associati a nominativi arabi e mi disse anche che Bove le preannunciò che una persona sarebbe andata a ritirare gli elenchi estrapolati. La sera stessa secondo la donna si era presentata alle 10,30 in ufficio una persona che ritirò gli elenchi. Tale persona le disse. "Ti basti sapere che mi chiamo Marco"". Ghioni si fece descrivere questa persona ("curata, grassa ma non alta") e la associa a Manicni. Inoltre dice: "Bove aveva dato alla mia assistente anche una lista di persone (non necessariamente Tim o Telecom) che erano autorizzate a chiederle e a farsi rilasciare tabulati".

Ghioni rivela particolari e ricostruisce gli stretti rapporti tra alcuni uomini Telecom e i Servizi: "Ho incontrato personalmente Mancini nella Seconda metà del 2004 a Roma. Ricordo che fui chiamato al telefono da Tavaroli, che mi invitò a cena in pizzeria a Roma. Quando arrivai trovai Adamo Bove, Giuliano Tavaroli e Marco Mancini, che mi si presentò con le testuali parole: "Ciao , io sono un agente segreto". C'erano anche altri, forse cinque persone che si sono presentate come ufficiali della Finanza, tra cui un generale. I cinque erano in borghese Nel corso della cena Tavaroli, che magnificò le qualità professionali di Mancini, mi chiese di dotare lui e gli ufficiali della Finanza di telefoni Cripto dell'ultima generazione (parlo del 2004). L'operativo ed il pagamento doveva essere a carico della Telecom".

CHE BRUTTA STORIA...I CITTADINI DI TOCQUEVILLE E GLI AMICI DI DESTRA PENSANO AI COMUNISTI CHE MANGIANO I BAMBINI, AI BOLSCEVICHI E AL "PARTITO DEL MALE".
MA PENSASSERO ALLE COSE SERIE! SVEGLIATEVI UNA VOLTA PER TUTTE...




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26 settembre 2006

CIAO GIORGIO...

Il militare italiano morto è il caporal maggiore Giorgio Langella. Il militare, nato nel 1975 a Imperia, apparteneva alla 21esima compagnia del secondo reggimento alpini di Cuneo ed operava in Afghanistan inquadrato nel Battle Group 3. Langella era sposato.

Una bomba è esplosa al passaggio di un convoglio militare dell'Isaf a Sud di Kabul, uccidendo un soldato italiano e ferendone altri due in modo grave. Lo ha riferito un comunicato dello Stato maggiore della Difesa. Altri tre militari italiani sono rimasti feriti in modo lieve. L'attentato ha inoltre provocato vittime tra i civili: al momento si ha notizia di un bambino ucciso e del ferimento di cinque afgani.

L'attentato è stato rivendicato dalle milizie islamiche talebane. La rivendicazione è giunta telefonicamente all'inviato della Tv araba Al Jazeera. Il portavoce talebano, Muhammad Hanif, ha affermato che i suoi uomini avevano preso di mira un convoglio di soldati italiani.

L'attacco è avvenuto alle 8 ora locale (le 05.30 ora italiana), durante una normale attività di pattuglia condotta dai militari italiani con tre veicoli blindati leggeri (Vbl) Puma nel distretto di Chahar Asyab, una decina di chilometri a sud di Kabul. Un ordigno improvvisato azionato probabilmente a distanza è esploso e ha investito il terzo mezzo, su cui viaggiavano sei militari italiani. Dei tre feriti più gravemente, uno è morto successivamente.

CIAO GIORGIO...




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26 settembre 2006

LETTERA CONTRO I NEO-FASCISTI

 

                                                                 
Roma 20 settembre 2006

 

Illustrissimo Presidente,

        

è con viva preoccupazione che ci accingiamo a scriverLe.

         Ci rivolgiamo a Lei quale garante supremo del rispetto della nostra Carta Costituzionale, la quale sancisce a chiare lettere che la repubblica italiana, nata dalla Resistenza, ripudia il fascismo e vieta ogni tentativo, anche in forme inedite, di ricostituzione del partito fascista.

         La XII disposizione finale della Costituzione italiana recita, infatti, testualmente: ”E’ vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

         Come consentire, allora, che a Viterbo si tenga una manifestazione internazionale di tre giorni promossa da Forza Nuova – organizzazione purtroppo nota alle cronache anche per episodi di xenofobia e razzismo, nonché per patenti richiami al Ventennio, resi espliciti sia da saluti ed inni romani, che da croci celtiche disegnate su bandiere, sezioni e muri -, che prevede nella giornata di sabato 30 settembre il raduno di varie sigle, provenienti da diversi Paesi europei, che si richiamano tutte, più o meno apertamente, non solo ai fascismi ma addirittura all’esperienza nazista?

Soffia un pericoloso vento di destra in Europa, in quell’Europa che noi vorremmo dei popoli e delle nazioni, solidale e accogliente, l’Europa della pace, del lavoro, dei diritti, dello stato sociale. Nuovi e vecchi slogan sono portati alla ribalta da formazioni che stanno purtroppo mietendo consensi anche tra le giovani generazioni.

Ci riferiamo, tra le altre, a Falange (Grecia), Democrazia Nacional (Spagna), Npd (Germania), Noua Dreapta (Romania), Front National (Francia).

         Sicuri che Lei nutre sui temi della democrazia e dell’antifascismo le nostre stesse profonde convinzioni, sollecitiamo il Suo alto intervento e una Sua netta presa di posizione nei confronti della  manifestazione neofascista promossa da Forza Nuova, che rappresenta, a nostro parere, un vero e proprio vulnus alla sensibilità democratica del nostro Paese.

On. Oliviero Diliberto 

On. Marco Rizzo

Sen.Manuela Palermi 

On. Pino Sgobio


Una lettera che anche RinascitaNazionale sottoscrive.
Anche nel mondo dei blogger sono tanti i cosidetti neo-fascisti che inneggiano al Duce e alla dittatura fascista. Io ne sono testimone. Bisogna fermare questi disadattati sociali, in nome della Resistenza, della democrazia e dello stato repubblicano.
ORA E SEMPRE RESISTENZA.




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25 settembre 2006

PERCHE' LA CHIESA NON SI FA GLI "AFFARACCI SUOI"?

 Si accende il dibattito dopo la lettera sul diritto all'eutanasia di Piergiorgio Welby al capo dello Stato. La discussione, trasversale agli schieramenti, si sposta in Parlamento dove si accelera l'iter dei numerosi disegni di legge giacenti.

Per la Chiesa, la posizione resta sempre la stessa: "L'eutanasia è e resta un percorso di morte" dice il cardinale Javier Lozano Barragan, ministro della Salute vaticano, che sul tema ha rilasciato a "Repubblica" una intervista. Il prelato ribadisce che la Chiesa "è sempre per la vita" e, dunque, contro ogni ipotesi di dolce morte sia attiva che passiva. "Spetta ai parlamentari cattolici essere coerenti ed esprimere il pensiero cattolico dentro i Parlamenti, secondo le regole e le procedure democratiche".

Sul delicatissimo tema parla anche il vicepresidente della Camera, Pierluigi Castagnetti (Margherita): "La discussione si sviluppa su due presupposti assolutamente discutibili: che siamo di fronte a una nuova divisione laici-cattolici e che non si possa ignorare l'orientamento favorevole all'eutanasia della maggioranza degli italiani (almeno secondo i sondaggi)". "Contesto il primo assunto", dice Castagnetti. "Non è necessario essere cattolici per affermare la sacralità della vita e dunque la sua indisponibilità per chiunque a partire dal soggetto titolare sino ai medici e ancor meno lo Stato. E' questo un principio laico illuminato dalla fede ma non necessariamente verità trascendente la ragione. Nè può essere condivisa l'idea che la vita appartiene a chi la possiede e che debba essere tutelata la sua libera determinazione al riguardo. In questo modo si arriverebbe non solo alla legittimazione di ogni forma di eutanasia anche in assenza di presupposti apparentemente oggettivi (sempre di impossibile definizione per via legislativa) ma anche alla legittimazione morale del suicidio".


E il ministro dell'Università e Ricerca, Fabio Mussi invita a riflettere sui "limiti": "Siamo continuamente alle prese con problemi creati dalla tecnica, non dalla natura - dice - la tecnica consente di salvare un'enorme quantità di vite che non avevano speranza; la tecnica consente di prolungare il dolore oltre ogni immaginazione. L'interrogativo sul limite, su quanto è nel potere della società e quanto nelle mani della persona, è ineludibile. Evitiamo crociate - ha concluso Mussi - ma affrontiamo il tema".

BRAVO MUSSI.
..E CHE LA CHIESA COMINCIASSE A PENSARE A TUTTI I PROBLEMI AL SUO INTERNO, RICORDANDOSI CHE LO STATO ITALIANO E' UNO STATO LAICO!!!
C'E' UN PARLAMENTO CHE DISCUTERA' DI QUESTO...GRAZIE!




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25 settembre 2006

IERI HO VISTO REPORT SU RAI3. E MI SENTO ANCORA PIU' COMPLOTTISTA.

Ieri sera ho visto su rai3  Report condotto dalla bravissima Gabanelli.
E da ieri sera mi sento ancora piu' complottista!
Bush è colpevole, Bush e i suoi "amichetti" sono gli unici che ci hanno guadagnato da queste sporche guerre iniziate dopo l'11 settembre. Aprite gli occhi cari "fessacchiotti".
Le verità sono alla portata di tutti e voi non fate altro che appoggiare la "sporca macchinazione" voluta dall'irresponsabile presidente Usa.
Io non dico che ho ragione io, ma almeno affermo e ne sono convinto, che Bush sapeva, Bush poteva intervenire, ma non ha fatto niente per evitare ciò che successe.
Tanti interrogativi, tante menzogne, tante coperture che non fanno altro che avvalorare l'ipotesi del COMPLOTTO INTERNO.


E' stata trasmessa l’edizione italiana di “Confronting the evidence”, il primo filmato americano che mette in luce i punti oscuri dei fatti dell’11 Settembre e tutte le omissioni prodotte dalla Commissione d’indagine. Il filmato è stato prodotto nel 2004 da Jimmy Walter, un miliardario che ha investito 7 milioni di dollari di tasca propria per chiedere la riapertura della Commissione. Il DVD è stato distribuito in centinaia di migliaia di copie gratuitamente in tutto il mondo e l’utilizzo è libero da diritti, però nessuna tv pubblica e nessun network nazionale lo ha mai trasmesso. Eppure le riviste Forbes, Newsweek, USA Today, New York Times hanno accettato i soldi di Walter per pubblicare pagine di pubblicità nelle quali si sollevano dubbi e si chiede al Governo di rispondere. Quello che viene mostrato sono considerazioni, analisi e fatti che oggettivamente meritano di essere presi in considerazione. Certamente “Confronting the evidence” ha prodotto un primo effetto: dopo la diffusione del video, circa 8.000 cittadini newyorkesi e 2.000 squadre di pronto soccorso e pulizia hanno fatto causa all’Agenzia per la protezione ambientale e al Sindaco di New York in merito alla respirabilità dell’aria. Il documento prova che l’EPA mentì pochi giorni dopo l’attentato dicendo che l’aria era respirabile, ed invitando tutti a tornare a lavorare. Molti di loro si sono ammalati. Secondo un recente sondaggio realizzato dalla ‘Scripps Survey Research Center presso l’Universita’ dell’Ohio’, piu’ di un terzo degli americani sospetta che il governo abbia favorito gli attacchi o che non abbia intrapreso alcuna azione per bloccarli, mentre il 66,6% dei newyorkesi chiede la riapertura della Commissione dell’11 settembre.

Qui sotto il testo integrale delle interviste, che dovrebbe far aprire gli occhi a tutti coloro i quali pensano che Bush appia la coscienza pulita. Sicuramente il presidente Usa sapeva e non ha voluto far niente per impedire tutto ciò che è successo
Sicuramente si è trattato di una nuova Pearl Harbour...svegliatevi!


http://www.report.rai.it/R2_popup_articolofoglia/0,7246,243^1068103,00.html




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25 settembre 2006

E LO SHOW CONTINUA....

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>
Nuovo show dell'ex premier Silvio Berlusconi che ha chiuso a Napoli la Festa campana di Forza Italia. Dal palco prima e a cena poi il leader azzurro ha schezato, raccontato barzellette e aneddoti. Poi si è lanciato nel suo passatempo preferito: cantare canzoni napoletane accompagnato dall'inseparabile Apicella. Nella foto il Cavaliere insieme ad Anna Salomone, 90enne con la passione del deltaplano, rievoca la storiella del dito medio alzato nel corso di un comizio a Bolzano "per la mia mamma era un segno di affetto di un contestatore"

<B>Berlusconi, show a Napoli</B> 
Sportivo. Qui Berlusconi con lo storico massaggiatore del Napoli Salvatore Carmando. "Complimenti - gli dice - è lei che ha detto buttati giù a quello là. Mi ha fregato uno scudetto" rievocando la vicenda decisiva per l'assegnazione dello scudetto del '91 agli azzurri, con la monetina che a Bergamo colpì il brasiliano Alemao. Non contento: "Adesso può rimediare. Visto che ho giocato a pallone con Tony Blair e mi ha rifilato un calcio, mi potrebbe dare una guardatina?".

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>

Generoso. Promette una donazione di 100.000 euro ai 'Ragazzi di Scampia', la band già protagonista a Sanremo

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>
Autoironico. Berlusconi racconta che su un muro vicino casa sua è apparsa la scritta "Aridatece er puzzone". "Er puzzone sarei io - scherza - l'ho fatta cancellare".

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>
Adulatore. "Non sottolineate abbastanza - dice al pubblico - che a Napoli è nata la prima ferrovia, il primo ospedale pubblico e la più grande tradizione musicale del mondo". L'applauso è scontato.

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>
Melodico. A cena con il fido Mariano Apicella, lo chansonnier napoletano che Berlusconi ha artisticamente adottato, l'ex premier sciorina il suo repertorio di canzoni napoletane dopo aver rivelato che la notte prima si è preparato ascoltando il cd del musical di Mattone 'Scugnizzi'.

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>
Egocentrico. Altra gag con la nonnina del deltaplano. Quando la signora confonde il nome di battesimo di Costanzo. "Si chiama Maurizio, non Fabrizio, ha sbagliato", dice Berlusconi. "Io non sbaglio mai", replica Anna Salomone. "Anche lei? Allora siamo in due", taglia corto il leader della Cdl. (NOTARE IL NUOVO COPRICAPO?!!)

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>
Donnaiolo. Il meglio però Berlusconi lo riserva ai 60 invitati della cena ai quali ricorda le virtù di mamma Rosa: "Ci fece vincere le Regionali del 2000 sostituendomi un giorno ad un conferenza stampa e dicendo cose sensate". Al tavolo del leader l'ex subrette Mara Carfagna, oggi deputata di Fi, e la showgirl Maria Monsè.

<B>Berlusconi, show a Napoli</B>
Sincero. Ad uno dei premiati che gli consiglia di "non fare il politico", risponde "se c'è una cosa che non faccio mai è il politico, anzi in questo periodo mi riesce ancora più difficile".

ORA SONO CONVINTO PIU' CHE MAI...LUI E' LA SERIETA' AL GOVERNO...ED IO SONO UN COGLIONE, INDEGNO E PER DI PIU' APPARTENENTE AL PARTITO DEL MALE. 
MEGLIO COSI, NE SONO FIERO. ED AI MIEI AMICI DI DESTRA DICO: "SVEGLIA! APRITE GLI OCCHI..."

grazie al sito on-line della Repubblica.




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24 settembre 2006

BERLUSCONI A NAPOLI PER LA FESTA AZZURRA: ATTENZIONE AL PARTITO DEL MALE COMUNISTA

<B>Berlusconi: "Pronti a scendere in piazza<br>ma il governo Prodi non durerà"</B>

Eccolo, sempre lui, il Bisunto dal Signore. Giura sui suoi figli che i partiti di centro-sinistra non arriverranno al termine della legislatura, e che ci saranno presto nuove elezioni che, a partire da subito, vorranno dire la vittoria della libertà, o meglio la sua.

Guardatelo nella foto, insieme al massaggiatore del Napoli Carmando, come sprezzante del pericolo comunista proveniente da oriente, alza il ginocchio sinistro, "per spezzare le redini" a tutti i suoi nemici...e notare il tacco della scarpa, altissimo ma soprattutto elegantissimo, proprio di una persona che ha "molta" fiducia in se stesso e nella sua figura. Certo poi i lifting sono altra storia...

Come un Duce,  incita la folla e comanda di manifestare nelle vie e nelle piazze d'Italia, con le spillette di Forza Italia sul cuore, le bandiere della Lega Nord e di AN ed i moschetti di Forza Nuova. Certo l'UDC dovrà far finta di niente, ma per tornare al potere, si fa questo ed altro.

Nella coalizione «del male» Berlusconi annovera «Di Pietro e il suo giustizialismo, il Prc e il Pdci che ancora manifestano ostilità alla proprietà privata e vogliono uno Stato burocrate».

I comunisti son tornati, uno spettro si aggira in tutta Europa: il comunismo. Ormai, secondo Silvio Napoleone, bisogna fare una scelta di campo: il bene, schierato con Calderoli, Borghezio, Dell'Utri, Mangano e Previti, e il male, che annovera tra le sue file i comunisti e la magistratura.

Io purtroppo sono cattivo. E ho scelto il partito del male.




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24 settembre 2006

DI PIETRO CHIEDE MODIFICHE AL DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI

Appena approvato, il decreto sulle intercettazioni telefoniche illegali solleva polemiche. E da parte di esponenti della maggioranza che lo ha varato. Il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, ritiene infatti che il decreto legge approvato venerdì scorso dal Consiglio dei ministri debba essere modificato "quando il Parlamento lo discuterà".

"Dobbiamo accogliere - ha spiegato ai giornalisti il leader dell'Italia dei Valori - le richieste dei magistrati rivolte a non distruggere subito tutti i dossier. I documenti e le registrazioni che costituiscono corpo di reato non possono essere eliminate perché vanno messe a disposizione della magistratura". Secondo Di Pietro, che ha parlato a margine dell'ultima giornata della festa nazionale dell'Italia dei Valori, le registrazioni non distrutte dovranno essere comunque custodite con particolari precauzioni, in modo che i loro contenuti non diventino di dominio pubblico.

"Credo si possa adottare - ha concluso Di Pietro - la stessa procedura disposta per le intercettazioni illecite: è vietato fare copie dei documenti e i magistrati potranno prendere visione dei documenti solo nel luogo in cui sono custoditi".

Sul decreto del governo i pareri dei magistrati sono stati discordi. Da una parte c'è stato chi lo ha approvato in toto, dall'altro si sono sollevati dubbi, in particolare sul destino dei dossier compilati illegalmente. Per alcuni le carte non possono essere semplicemente distrutte perché, come nel caso dell'inchiesta sul rapimento di Abu Omar, rappresentato corpi del reato. Altri fanno propria la proposta di conservare le carte in un archivio riservato da istituire in ogni procura, una possibilità che il Guardasigilli Mastella, in un'intervista a Repubblica, esclude seccamente sostenendo di voler "bruciare tutto come succede per le cose eretiche".

RinascitaNazionale appoggia in toto la proposta di Di Pietro.




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24 settembre 2006

E' ORA DI CAMBIARE LA LEGGE BIAGI.

Dopo la Finanziaria il Governo ha intenzione di istituire «un grande tavolo di rivisitazione delle norme del lavoro». Lo ha detto a Brescia il ministro del Lavoro Cesare Damiano in un incontro a Palazzo Loggia, sede dell'amministrazione comunale. Parlando del tavolo sul lavoro, Damiano ha spiegato: «Ci sono forme di lavoro precario che certamente non aiutano. Dobbiamo chiederci quali sono i nuovi ammortizzatori sociali. Siamo fermi a quelli degli anni Sessanta». Damiano ha precisato che il tavolo si occuperà di «rivedere anche la legge Biagi»: «la maggioranza dei lavoratori deve tornare ad essere a tempo indeterminato, mentre ora sono solo il 46%».Da rivedere anche le norme che regolano il part time e gli appalti.

Per raggiungere questo obiettivo il Governo userà in modo opportuno anche la manovra sul cuneo fiscale che sarà nella prossima Finanziaria. Ho pensato perché ci sia una scossa alla competitività a un cuneo selettivo legato al rapporto tra lavoro determinato e indeterminato. L'idea è premiare chi sceglie il lavoro indeterminato, perché un conto è la flessibilità - ha chiarito Damiano - un conto invece è l'utilizzo distorto di forme di lavoro che di fatto nascondono un rapporto subordinato. Le risorse dunque andranno a chi converte il lavoro instabile in stabile». Per vedere risultati in questa direzione il ministro ha pensato anche di intervenire con un innalzamento dei contributi agli apprendisti, ai parasubordinati e alle partite Iva, allargando i diritti di tutela per la malattia e la maternità. L'idea infatti è di avvicinare precari e dipendenti, intervenendo proprio sui contributi tra i quali si vorrebbe ridurre la differenza».

Cesare Damiano ha anche anticipato i capisaldi della Finanziaria che dovrebbe essere varata dal Consiglio dei ministri venerdì 29. «Una finanziaria molto difficile. Avrà 30 miliardi di risorse da reperire, ma io mi sono sempre battuto contro la logica dei due tempi: questa sarà una sintesi tra logiche di rigore e risorse per lo sviluppo. Come ha già sottolineato Padoa-Schioppa il passato governo ci ha lasciato un eredità pesante, una crescita zero e i conti in disordine. Dobbiamo perciò rimboccarci le maniche. Il primo punto su cui lavoriamo sarà la concertazione, da perseguire con tenacia e perseveranza».

E VOI CHE NE PENSATE?




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23 settembre 2006

HO ANCORA TANTI DUBBI SUL DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI. QUALCUNO MI CONVINCA CHE SIA GIUSTO...

Se uno come lui , che ha fatto della lotta alla magistratura e allo stato democratico la sua unica missione, per la prima volta è d'accordo con il governo ed appoggia il decreto che non permetterà più di scoprire tante "magagne", qualcosa non va...
se non ha niente da obiettare, c'è puzza di bruciato...
Ripeto, sono sempre più convinto che si tratta del secondo inciucio del secondo governo Prodi.
Qualcuno mi convinca che sia cosa buona e giusta....




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23 settembre 2006

E' IN ATTO IL SECONDO INCIUCIO DEL SECONDO GOVERNO PRODI.

Il Governo Prodi licenzia il decreto sulle intercettazioni ed incassa il plauso delle opposizioni.
I due poli, in disaccordo su tutto, ritrovano di nuovo l'unità dopo la parentesi dell'indulto.
Il provvedimento varato ieri dal Consiglio dei ministri afferma che i Magistrati sono gli unici a poter gestire le intercettazioni e che tutte le altre intercettazioni devono essere considerate illegali. Va da sé che le intercettazioni illegali non potranno essere utilizzate nei processi e che è da considerare reato detenerle o pubblicarle. Proprio per quel che concerne la pubblicazione, il decreto prevede pene molto severe per quei giornali che diffonderanno intercettazioni illegali.

Secondo il premier Romano Prodi con questo provvedimento il Governo ha evitato "che il marcio possa dilagare".
"Vengono garantiti tutti i cittadini, non solo i vip - ha subito assicurato il Guardasigilli Clemente Mastella - vogliamo garantire serenità al cittadino italiano".
Il ministro dell'Interno Giuliano Amato ha quindi aggiunto che "i Magistrati saranno contenti, perché ribadiamo con forza che gli unici in Italia che possono disporre di intercettazioni sono loro".

Stesso tono è stato usato anche dagli esponenti delle opposizioni di centrodestra. Il centrista Pier Ferdinando Casini ha annunciato che l'Udc "aiuterà il passaggio del decreto in Parlamento", mentre Altero Matteoli ha spiegato che Alleanza Nazionale condivide lo spirito del documento".
Ha messo via tutte le armi (compresa quella dell'opposizione "intransigente su tutto") anche Forza Italia.

"Siamo pronti ad esaminare in tempi brevi, anzi brevissimi, il decreto e a convertirlo in legge - ha chiarito un pacifico e collaborativo Renato Schifani - sin dall'inizio di questa legislatura avevamo manifestato al ministro Mastella la nostra disponibilità a discutere e affrontare in Parlamento questo delicato argomento, anche in sede di decretazione d'urgenza e confermiamo questa nostra intenzione".

Fuori dal coro solo le associazioni dei giornalisti, che parlano di "decreto liberticida".
"E' provvedimento bavaglio - ha tuonato il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Franco Siddi - è questo un momento di tristezza e grande amarezza. Oggi si colpiscono giornali e giornalisti in nome delle violazioni della privacy ottenendo il risultato di impedire la pubblicazione di notizie derivanti da intercettazioni illegali che evidenziano fatti oscuri compiuti da personaggi spesso noti. Quella scritta oggi non è una bella pagina per la buona salute del nostro sistema democratico".

COSA DIRE AMICI E AMICHE DEL MIO BLOG. STAVOLTA I POLI HANNO RITROVATO L'ACCORDO. SI, AVETE SENTITO BENE, TUTTI UNITI PER VOTARE IL DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI CHE PERMETTERA' LORO DI CONTINUARE A FARE I LORO "SPORCHI" AFFARI.
COME AVEVO DETTO IERI
http://rinascitanazionale.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1174899 , IO SONO E ROMARRO' CONTRARIO A TALE RIFORMA.
I POLITICI, TUTTI, INDISTINTAMENTE DAL LORO COLORE POLITICO, SI SONO FATTI UNA LEGGE AD HOC PER LORO.
 SAREI CURIOSO DI SAPERE SE C'E' QUALCHE PARTITO CONTRARIO.
LASCIATEMI DIRE, CHE DOPO L'INDULTO, QUESTO DECRETO VARATO DA MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE, "CONSACRA" IL SECONDO INCIUCIO TRA  MAGGIORANZA ED OPPOSIZIONE, TRA DESTRA E SINISTRA, DEL SECONDO GOVERNO DI ROMANO PRODI.
QUANDO SBAGLIA, CARI LETTORI DEL MIO BLOG, IO SONO IL PRIMO A RICONOSCERLO.




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22 settembre 2006

IL SOLITO MOMENTO RELAX.




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22 settembre 2006

RINASCITA NAZIONALE CONTRO IL DECRETO SULLE INTERCETTAZIONI

Sono contrario.
Sono contrario all'approvazione di un decreto legge che permetterà ai politici di nascondere le loro "magagne". Io vorrei che cio che fosse "privato" (notare le virgolette su privato) per i politici diventasse pubblico per tutti i cittadini italiani. Purtroppo i nostri politici hanno paura non per la privacy , ma della scoperta della loro immoralità e magari di qualche episodio di illegalità.
Bisogna che chiunque  ricopra cariche che derivano da un mandato collettivo fosse liberamente intercettabile. Spero di trovare appoggio anche da chi vota diverso da me, in quanto mi sembra una proposta giusta, a prescindere dalle proprie posizioni politiche.




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22 settembre 2006

MA ALLORA IL CONFLITTO D'INTERESSI NON ESISTE PIU'...FORSE...

Silvio Berlusconi, pur precisando di non occuparsi del gruppo da circa 12 anni, conferma che "non c'è e non c'è mai stato un interesse di Mediaset per Telecom", sottolineando di essere certo che "i suoi figli non sono interessati". 

CAPITO AMICI DI TOCQUEVILLE? BERLUSCONI NON HA NESSUNA AZIENDA, IL CONFLITTO D'INTERESSI NON ESISTE PIU'. INFATTI LE SUE AZIENDE SONO IN MANO A GENTE TOTALMENTE ESTRANEA A LUI, PERSONAGGI CHE  AVRA' VISTO SI O NO TRE VOLTE.
NO, NON STIAMO PARLANDO DI VECCHI AMICI, MA CHE! QUI SI TRATTA DI PERSONE CON LE QUALI SILVIO NON PARLA MAI, NON HA RAPPORTI, NON SA NEMMENO COME SONO FATTI....I SUOI FIGLI!!!

ESATTAMENTE, proprio quelli sui quali giurò piu' di una decina di volte...poveri loro!

 Dopo giorni e giorni di boatos e di voci che rimbalzavano negli ambienti finanziari e sui giornali su un presunto interesse di Mediaset per l'azienda di telecomunicazioni, oggi il Cavaliere in persona ha voluto diradare tutte le voci con una smentita secca.

MA PERCHE' ANCORA TI INTERESSI DI MEDIASET? NON DOVRESTI SAI, TANTO CI SONO I TUOI FIGLI CHE LAVORANO PER TE, TU ORMAI NON HAI PIU' NIENTE...

L'ex premier, per rafforzare la sua argomentazione, si lascia scappare un "che bell'affare comprare un'azienda che ha 40 miliardi di debiti. Uno passa tutta la vita a lavorare per evitare di avere debiti...".

EH SI CARO MIO,SAPPIAMO TUTTI PRIMA DEL 1994 COME STAVI MESSO...







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22 settembre 2006

VESPA MINACCIA: "QUATTRO PUNTATE O ME NE VADO..."

<B>'Porta a porta', Vespa furioso<br>"Quattro puntate, o me ne vado"</B>

Un Bruno Vespa così, non s'è mai visto. Si presenta, risentito e aggressivo, ai cronisti in viale Mazzini, per la conferenza stampa dell'11esima stagione di Porta a porta, su RaiUno dal 25 settembre. Ribadisce i punti di forza del programma rispetto alla concorrenza - e il sorpasso su Costanzo, su Mentana e anche su Bonolis - poi replica a chiare lettere all'ipotesi, avanzata da alcuni consiglieri d'amministrazione Rai, di ridurre da quattro a tre le puntate settimanali del programma: "Mai visto, nella storia Rai, che un programma di successo, mai sanzionato né rimproverato, vincente negli ascolti, venga punito. Mi auguro che per noi ci sia sempre una stagione di rispetto. Ma se la Rai dovesse rendere meno confortevoli le condizioni di fiducia, mi cercherò un altro posto".

A Vespa replica il presidente della Rai, Claudio Petruccioli: ''Nel cda sono stati approvati i
palinsesti per il periodo di garanzia autunnale e, come avviene sempre, quando finisce questo periodo e si discute del periodo di garanzia primaverile si discute dei palinsesti e si esaminano tutti i problemi che ci sono. Non è detto che i palinsesti restino sempre quelli. Ma questo riguarda tutti''.


Se saranno fatte altre scelte, insiste Vespa, "io sono un soldato, sono in tv da 38 anni, sono abituato a rispettare le scelte dei direttori che ho avuto, se saranno assunte decisioni diverse, obbedirò. Ma se il pluralismo deve cominciare su RaiUno, allora benissimo - continua Vespa - così finalmente cominciamo, visto che sulle altre reti la programmazione è omogenea...". E ricorda che le 4 serate gli furono confermate per contratto da Claudio Cappon, all'epoca direttore generale, prima delle elezioni del 2001.

Certo, continua il giornalista, se qualcuno decidesse di ridurre le puntate di Porta a porta, "bisogna vedere in che clima accade, se condiviso o di imposizione". Perché, incalza il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce, "un contro sono le linee editoriali, un conto i diktat o i tentativi di diktat".

Vespa rimprovera ai giornalisti di essersi occupati delle cifre del suo contratto: "Perché solo del mio? Perché non avete cercato i contratti anche di altri? Forse non avete i consiglieri d'amministrazione che ve li danno? Andiamo a vedere quelli degli altri, poi vediamo qual è quello scandaloso...".

Dunque, si sente un perseguitato? "No - risponde sarcastico - perché i moderati non sono mai perseguitati, coi moderati le epurazioni non fanno notizia, invece con gli altri si lede la democrazia. Infatti quando nel 1993 fui cacciato, nessuno si stracciò le vesti". E ai cronisti che chiedono il perché di tanto livore, risponde: "Non sono aggressivo, ho il difetto di parlare chiaro. In un'azienda normale, chi ottiene risultati riceve menzioni, invece vogliono togliere una puntata. Pensate che faccia piacere?".

E SAI COSA TI DICE RINASCITA NAZIONALE: VATTENE TANTO IL TUO PADRONE TI STA ASPETTANDO A BRACCIA APERTE A MEDIASET...
RICORDO A TUTTI IL MIO PRIMO ARTICOLO APPARSO SU LIBERO.BLOG CHE RIGUARDAVA PROPRIO VESPA:
http://rinascitanazionale.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1054934

OPPURE

http://liberoblog.libero.it/politica/bl3939.phtml




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21 settembre 2006

...E IL SIGNOR PRODI ANDRA' A RIFERIRE ANCHE IN SENATO. SERIETA' AL GOVERNO.

Il presidente del consiglio Romano Prodi andrà a Palazzo Madama a parlare del caso Telecom. Lo ha riferito al presidente del Senato Franco Marini il ministro per i rapporti con il Parlamento e le riforme istituzionali Vannino Chiti. L'intervento di Prodi, che si terrà probabilmente nei primi giorni di ottobre in base ai suoi impegni, era stato richiesto a gran voce dall'opposizione, che questa mattina aveva modificato in parte la propria posizione.

Chiti, nel suo annuncio, ha difeso l'operato dell'esecutivo e ha accusato la Cdl di aver strumentalizzato la vicenda. "Per quanto riguarda il governo - ha spiegato - il presidente Prodi sarà giovedì 28 alla Camera. Successivamente, come ho comunicato al presidente Marini, andrà al Senato. Il giorno verrà stabilito sulla base di una verifica degli impegni del presidente del Consiglio. Come appare evidente, né Prodi né il governo hanno mancato di rispetto al Parlamento. E' nostra precisa volontà che le Camere si occupino di questioni tanto importanti per il Paese com'è quella di Telecom".


L'opposizione, che inizialmente aveva preteso che Prodi riferisse oggi sulla vicenda, in mattinata aveva ammorbidito le proprie richieste. I senatori della Cdl, infatti, avevano chiesto al presidente del consiglio di andare in Senato ma senza indicare una data né un'ora precisa. La novità era stata colta da Marini, che si era impegnato a riferirla al premier.

Prodi dovrebbe parlare al Senato nei primi giorni di ottobre. Il presidente di turno Gavino Angius ha annunciato in Aula che il premier ha dato a Marini la sua disponibilità "a riferire a Palazzo Madama dopo il 28 settembre, quando cioè riferirà sulla vicenda Telecom alla Camera". 

E ORA PERCHE NON CI OCCUPIAMO DELLE INTERCETTAZIONI ABUSIVE? QUESTA E' UNA COSA GRAVE...E SVEGLIATEVI...ANCHE SE DOPO LA LEZIONE DI OGGI, AVETE POCO DA SVEGLIARVI...ANZI DORMITE CHE E' MEGLIO CARI CITTADINI DI TOCQUEVILLE...


 




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