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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
31 agosto 2006

DECRETO BERSANI BATTE TASSISTI 2-1

È stato siglato nella serata di mercoledì l´accordo tra Comune di Roma e tassisti che ristabilisce quell´intesa già raggiunta nel corso del mese di luglio e poi rimessa in discussione nelle scorse settimane da alcune sigle sindacali. Grazie all´applicazione del decreto Bersani (estensione dei turni ordinari, utilizzo di collaboratori familiari o dipendenti) saranno 2.500 in più le auto bianche circolanti nella capitale: 1.000 nella mattina, 1.000 nel pomeriggio e 500 dalle 21 alle 2 di notte. L'entrata in vigore dei nuovi turni è fissata per il 15 settembre.

L´aumento delle corse nell´arco della giornata si somma quindi alle 450 nuove licenze concesse dal Campidoglio: «Un clima di concertazione», ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni, grazie a cui si è raggiunto «un risultato importante per i cittadini che non penalizzerà la categoria». Il primo cittadino ha infine confermato che «ci sarà la tariffa predeterminata da e per gli aeroporti di Fiumicino e Ciampino e sarà potenziato il servizio alla stazione Termini».




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31 agosto 2006

ULTIME NOTIZIE SULLA QUESTIONE ISRAELO-LIBANESE.

Il ministro della Difesa israeliano Amir Peretz si è dichiarato favorevole alla creazione di una commissione d'inchiesta di Stato sugli sbagli commessi nel corso della guerra in Libano.

Migliaia di persone hanno preso parte a Tel Aviv a una manifestazione di solidarietà in favore dei tre soldati israeliani rapiti da Hezbollah e Hamas.


L'alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha riferito che "dal cessate il fuoco del 14 agosto, secondo l'esercito libanese, 11 persone sono state uccise e 50 ferite da ordigni inesplosi, per la maggior parte bombe a grappolo.

"Il ritorno del ruolo attivo dell'Onu e dell'Europa sono i due dati che hanno aperto una fase nuova della scena politica internazionale. L'Italia ha colto queste novità ed ha avuto il merito di aver cooperato con un ruolo di primo piano". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema .

Il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha affermato: "Abbiamo fiducia nel fatto che la Siria voglia rispettare la risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza. In questo senso il presidente Prodi si è rivolto al presidente Assad e ha ricevuto rassicurazioni. Mi auguro che gli atti siano coerenti con le parole".

Il presidente del parlamento libanese Nabih Berri ha dichiarato che il suo movimento, Amal, è impegnato insieme ad Hezbollah ad "appoggiare" il governo di Fuad Siniora nell'attuazione della risoluzione 1701 del Consiglio di sicurezza dell'Onu.

Per la prima volta da decenni, truppe dell'esercito del Libano, accompagnate da uomini dell'Onu, hanno preso posizione sul confine con il territorio israeliano nei pressi della cittadina libanese di Majidiyeh.

Il presidente del Parlamento libanese e leader sciita Nabih Berri ha definito il blocco aeronavale israeliano sul Libano "un'umiliazione" e ha inviato "tutti i deputati di tutte
le tendenze" a dar vita a partire da sabato prossimo a un "sit-in permanente" all'interno del Parlamento, fino alla fine del blocco stesso.

Alcune fonti definite "qualificate", hanno riferito all'agenzia Ansa che il ministro degli Esteri Massimo D'Alema è intenzionato a recarsi di nuovo in Medio Oriente "a breve" dopo il suo recente viaggio nella regione e si stanno verificando tempi e modi della missione.

Il presidente Usa George W. Bush ha espresso il proprio "apprezzamento" per l'impegno "della Francia, dell'Italia e di altri importanti alleati", che contribuiscono alla forza di pace dell'Onu nel Libano meridionale.

Secondo Miri Eisin, portavoce del governo israeliano, le munizioni e le bombe utilizzate dalle forze armate israeliane nel suo intervento in Libano sono conformi al diritto internazionale. "Israele - ha detto - ha agito nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali, utilizzando solo armi consentite".

SOTTO LA SPINTA DEL GOVERNO ITALIANO, SEMPRE PIU' AL CENTRO DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI, SI COMINCIA A MARCIARE VERSO LA PACE.




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31 agosto 2006

GRAZIE ALL'ITALIA, LA PACE INTERNAZIONALE MUOVE I PRIMI PASSI.

"Sappiamo che gli amici italiani sono disposti ad aiutare per la liberazione dei soldati israeliani rapiti". Lo ha dichiarato il vicepremier israeliano, Shimon Peres, nel corso della conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Nel colloquio telefonico con il presidente siriano Assad, due giorni fa, Romano Prodi ha ribadito la necessità del rispetto di tutti gli aspetti della risoluzione 1701. E da Assad ha ottenuto "il sostegno da parte siriana alla risoluzione e all'intervento delle Nazioni Unite". Lo ha raccontato il premier Romano Prodi nella conferenza stampa con il vicepremier israeliano Shimon Peres.

"Senza la decisione dell'Italia di inviare i suoi soldati nel Libano del sud, la risoluzione 1701 delle Nazioni Unite sarebbe solo un pezzo di carta". Così il vicepremier israeliano Shimon Peres durante la conferenza stampa congiunta seguita all'incontro con il premier italiano Romano Prodi a palazzo Chigi.

"L'Italia è nota in tutto il mondo come grande costruttrice di ponti" e "può guidare lo sforzo di pace" non solo nella vicenda libanese, ma in tutta la regione. Lo sottolinea il vicepremier israeliano Shimon Peres nella conferenza stampa a Palazzo Chigi. "Noi - ha aggiunto Peres - non abbiamo nulla in contrario all'ottimo rapporto dell'Italia con arabi e palestinesi". Roma riscuote "la fiducia e l'apprezzamento di tutte le parti interessate" e noi "accogliamo con gioia il ruolo dell'Italia e abbiamo il massimo rispetto per esso".

"L'Italia può svolgere un ruolo importante" nel rilanciare il processo di pace tra israeliani e palestinesi. Lo ha sottolineato il vicepremier israeliano, Shimon Peres, in una conferenza stampa congiunta con il premier Romano Prodi a Palazzo Chigi. Proprio in questa direzione, Peres ha sottolineato positivamente i "buoni rapporti" che l'Italia ha sia con gli arabi che con i palestinesi.

DIMENTICAVO...PERES E' COMUNISTA, QUINDI E' OVVIO CHE DICA QUESTE COSE...




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31 agosto 2006

ISRAELE RINGRAZIA ANCORA L'ITALIA, MA LO STATO EBRAICO SI MACCHIA DI ULTERIORI CRIMINI.

L'Italia "sta svolgendo un ruolo importante in Medio Oriente" e nella crisi libanese ha compiuto "scelte coraggiose e importanti". Per questo "vi ringraziamo": così il vicepremier israeliano Shimon Peres in un'intervista a Sky Tg24 prima di incontrare Romano Prodi a Palazzo Chigi. Ora, ha aggiunto, "molti occhi sono puntati sull'Italia per vedere come dispiegherà le sue forze" in viaggio verso le coste libanesi.

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Kofi Annan, ha denunciato l'uso fatto da Israele in Libano delle bombe a frammentazione: "Ho chiesto alle autorità iraniane di fornirci mappe e indicazioni su dove siano state sganciate queste bombe, in modo che si possa proteggere i civili", ha detto Annan dopo un incontro con re Abdullah II in Giordania, nuova tappa della sua missione in Medio Oriente dopo Israele e Libano. "Questi ordigni non dovrebbero essere impiegati su aree civili e popolate. E' necesario muoversi rapidamente per neutralizzarli", ha aggiunto.





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31 agosto 2006

ROMA, ARRIVA IL FESTIVAL DEI PARTIGIANI.

ROMA, 30 AGO - Ci sono Marco Paolini insieme ai Mercanti di Liquore e Moni Ovadia tra gli ospiti principali di 'Bella ciao, il balsamo della memoria'. Il festival, alla sua seconda edizione, iniziera' l'8 settembre, nel corso dell'ultima serata di 'Frammenti 06' a Frascati. E' stato il direttore artistico, Ascanio Celestini, a scegliere i luoghi degli spettacoli, quasi tutti nella zona di Cinecitta'. 'Sono nato e cresciuto nella periferia romana. Non saprei dove altro rappresentarli', ha detto l'attore.

ED IO CI SARO'.




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31 agosto 2006

D'ALEMA E' VERAMENTE EQUIDISTANTE.

Se la Siria non mette fine all'invio di armi nel Sud del Libano, la comunità internazionale (e quindi anche l'Italia) non resterà a guardare. E' l'avvertimento lanciato ieri dal ministro degli Esteri di Roma, Massimo D'Alema.
"Alla Siria chiediamo di cooperare, la risoluzione 1701 dell'Onu prevede che ci sia l'embargo delle armi - ha ricordato il numero uno della Farnesina - esistono mezzi di controllo per verificare se persiste il traffico di armi. Se dalla Siria verranno armi e si compiranno gesti di violazione della risoluzione, la comunità internazionale lo verrà a sapere e non starà a guardare".

UNA POLITICA VERAMENTE EQUIDISTANTE, CHE MIRA ALLA PACE, SENZA GUARDARE IN FACCIA NESSUNO.
ED INTANTO IL GOVERNO ITALIANO INCASSA GLI ELOGI DELLA STAMPA INTERNAZIONALE.




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30 agosto 2006

ANCHE STAVOLTA SARA' COLPA DEI COMUNISTI?

Andò anche Silvio Berlusconi a fare il casellante (lui, infatti, oltre ad essere un operaio ed imprenditore, un sacerdote e un santo, nel tempo libero è anche panettiere e amico di tutti, fa anche il casellante): dopo il taglio del nastro tricolore, fu lui a far passare la prima auto sull´autostrada Messina-Palermo, insieme ai suoi proconsoli in Sicilia, Micciché e Totò Cuffaro (gente onestissima!!!). E si portò dietro anche l´arcivescovo di Palermo, perché un po´ d´acqua santa non ci stava male a benedire l´inaugurazione della sua fantastica opera realizzata. «Fatto». Ma ora si scopre- o meglio lo scoprono i giudici siciliani – che quel tratto della Messina-Palermo non doveva proprio essere inaugurato: troppo pericoloso, lavori fatti troppo in fretta proprio per consentire il rito del nastro tagliato e lo spot elettorale, evidentemente. Era il 21 dicembre di due anni fa quando furono aperti al traffico in pompa magna gli ultimi 41 chilometri della tratta autostradale. Ma, secondo i magistrati del luogo in verità «non sussistevano i requisiti minimi di garanzia della sicurezza della circolazione». È quanto riportato nell'avviso di conclusioni indagini dal procuratore di Mistretta - provincia di Messina -, Ettore Costanzo, che dà così ragione di 21 violazioni agli standard di sicurezza. Il giudice ha anche indagato otto tecnici, rappresentanti dell'Anas, del Consorzio autostrade siciliane e della Technital, la società che ha curato la progettazione e la direzione dei lavori, all'interno della commissione che attestò i requisiti minimi di sicurezza.

Secondo le perizie compiute dagli esperti della Procura, basate oltre che sulle due ispezioni effettuate il 21 marzo e il 13 giugno 2005, anche sull'esito delle verifiche fatte dopo l'inaugurazione dalla polizia giudiziaria e dalla Polstrada, nel tratto autostradale inaugurato nel 2004, dall'ex premier Silvio Berlusconi, con lavori ancora in corso, c'era il forte rischio «di incidenti di vaste proporzioni», in particolare nelle gallerie che caratterizzano il percorso dove era stata segnalata la mancanza di areatori, vie di fuga ostruite, colonnine Sos fuori uso, illuminazione non funzionante, semafori e telecontrollo inattivi.

MA LO SAPPIAMO TUTTI QUANTI...E' PIU' FORTE DI LUI.
BERLUSCONI, PUR DI APPARIRE IN TELEVISIONE COL SORRISO SMAGLIANTE MENTRE STRINGE LE  MANI AI CITTADINI ITALIANI ED E' INTERVISTATO DA EMILIO FEDE IN DIRETTA SU RETE4, AVREBBE INAUGURATO ANCHE UNA FERROVIA SENZA BINARI...
MA ANCHE STAVOLTA E' COLPA DEI COMUNISTI.




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30 agosto 2006

UN POST CHE FA RIFLETTERE SULL'IGNORANZA DELLA DESTRA ITALIANA.

'PLURIETNICA' UN CORNO!

Il giro di vite impresso da Gorge W. Bush alla frontiera messicana contro l’immigrazione ispanica funziona talmente bene che quest’anno in Florida milioni d’arance non saranno raccolte per mancanza di manodopera. Così il loro prezzo è triplicato, come è lievitato il costo di tutti i cibi derivati dall’agrume.


Fonte ‘Il Venerdì di Repubblica


 

E in Italia cosa accadrebbe senza la manodopera straniera..?
Letto il trafiletto del Venerdì di Repubblica sopra citato, non si vorrà qui semplificare l’immigrazione nel suo solo impiego agricolo, ma è veritiero affermare che la stragrande maggioranza degli immigrati in terra italiana trovano lavoro nell’agricoltura o nei classici impieghi che un italiano non farebbe, come, per esempio, pulire gli autobus la notte…
E’ notizia di cinque giorni fa che Berlusconi al meeting di CL a Rimini si dichiarava contrario ad 'un’Italia plurietnica', frase che pronunciata 80 anni fa sarebbe suonata all’incirca ‘L’Italia agli italiani’, slogan di mussoliniana memoria. Mi piacerebbe ricordare a tutti i berlusconiani presenti al incontro di Rimini intenti a battere le mani ad ogni affermazione del Cavaliere che l’Italia non è cristiana, né quindi cattolica, ma laica per Costituzione, ed anche che è plurietnica per vocazione, trovando nello straniero fonte di manodopera e scambio socio-culturale. Vorrei anche chiedere agli spettatori dello show berlusconiano, cosa intendono loro quando, appoggiando le idee del loro leader, affermano di non volere un’Italia plurietnica. Forse non vogliono in terra italiana i tedeschi? O forse i francesi? Gli inglesi? O addirittura gli statunitensi da loro tanto amati? No, non credo. Credo piuttosto che loro non desiderino marocchini, algerini, polacchi, rumeni, albanesi. Bé signori miei, questo non vuol dire essere contro la plurietnicità, ma essere razzisti. Io di gente come voi non me ne faccio nulla…

RINGRAZIO DI CUORE UN BLOG SCOPERTO DA POCO, DI MIEI DUE NUOVI AMICI, MOLTO BELLO ED INTERESSANTE.
GRAZIE RAGAZZI.

http://emaetizi.ilcannocchiale.it/




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30 agosto 2006

FINALMENTE SI PARLA DI CONFLITTO D'INTERESSI.

Finalmente nel dibattito politico si è fatto spazio per il tema relativo al conflitto d'interesse. E' stato il premier Romano Prodi a rompere gli indugi. Ieri il presidente del Consiglio ha infatti reso noto che il Governo metterà a punto "al più presto" la legge sul conflitto d'interesse.
"Non sarà una norma contro contro Berlusconi - ha aggiunto - sarà una legge simile a quella che hanno tutti i paesi moderni e che stabilisce che non si possono esercitare mestieri in contrasto tra di loro, che non si può essere contemporaneamente arbitro e giocatore".

Affermazioni che faranno certamente piacere all'Italia dei Valori, il partito della Maggioranza che più degli altri nelle scorse settimane ha posto al centro dell'attenzione questa tematica.
"E’ fondamentale che al più presto il Parlamento affronti la questione del conflitto di interessi - ha dichiarato ieri Antonio Di Pietro - dopo l'inciucio dell'indulto è necessario che ci sia un forte segnale di discontinuità con i cinque anni di Governo di centrodestra e noi di Italia dei Valori chiediamo che questo segno di discontinuità inizi proprio dal conflitto di interessi. Il nostro non vuole essere un linciaggio verso Berlusconi, ma è una battaglia volta a colmare una profonda lacuna, con lo scopo di adeguare l'ordinamento italiano a quello delle altre democrazie occidentali".

DOPO QUESTA CORAGGIOSA AFFERMAZIONE DI PIETRO RISCHIA GROSSO.
I "FEDELI SERVITORI" DI BERLUSCONI POTREBBERO COMINCIARE A CREDERE CHE ANCHE "TONINO" SIA UN COMUNISTA, UNO STALINISTA E PERCHE' NO, UN FILO-CASTRISTA.
O FORSE E' SOLTANTO UNA PERSONA ONESTA?





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30 agosto 2006

PROVE DI DEMOCRAZIA CRISTIANA?

Il leader dell'Udeur Clemente Mastella ha ieri rivelato che lo scorso anno aveva stretto un accordo con il numero uno dell'Udc Pier Ferdinando Casini per creare un nuovo grande partito di centro alternativo ai due poli.
"Casini sta giocando una partita tutta sua: vuole creare problemi a Berlusconi. Mi telefona ogni giorno per dirmi: perché non rompi con l'Unione, così si va alla grande coalizione - ha dichiarato - Pier Ferdinando mi ha già tirato l'anno scorso un brutto scherzo. Facemmo il patto che se si faceva la Riforma proporzionale ci presentavamo assieme. Venne pure a Telese ad attaccare il Cavaliere. Beh, si è fatta la legge, ma lui una mattina mi ha chiamato: <scusami, non se ne fa niente. Voglio fare il successore di Berlusconi>".

Affermazioni che hanno ovviamente causato un terremoto nel mondo politico ed in particolare nella Casa delle Libertà.
Il massimo esponente del centrodestra Silvio Berlusconi - hanno riferito alcune agenzie di stampa - ha commentato la vicenda definendo Casini "un traditore". Immediata la replica di alcuni esponenti dell'Udc, che hanno difeso il proprio leader avvertendo l'ex premier che non saranno tollerati altri insulti.
"E' una frase che Berlusconi non ha mai pronunciato - ha però chiarito Paolo Bonaiuti, portavoce del capo dell'opposizione - non accettiamo e non accetteremo più attacchi ingiusti, ingenerosi e ingiustificati nei confronti di Berlusconi".

E QUESTO PAGLIACCIO, MOLTO "FEDELE" A BERLUSCONI CHE FINE FARA'?





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30 agosto 2006

PADOA-SCHIOPPA E PRODI: UNA FINANZIARIA PIU' LEGGERA.

È il rigorista, l´uomo "duro" del governo, l´uomo di conti, il supertecnico insindacabile, ma ormai si è capito piace ai sindacati. Un vero feeling, che è andato in scena a Telese, festa dell´Udeur, tra Tommaso Padoa Schioppa e i segretari delle tre maggiori confederazioni Epifani, Bonanni e Angeletti. Anche perché, ha confermato il superministro, il suo obiettivo resta la crescita. Ragion per cui Padoa Schioppa è disposto a venire incontro ai sindacati per alleggerire la Finanziaria. «Dopo quella «straordinaria esperienza» che è stato il patto sociale sull'inflazione – dice il responsabile di via XX settembre - ora il nuovo patto per il futuro è la «sfida per la crescita». La chiave della ripresa per lui è il problema della produttività complessiva. E quindi «credo – dice - che le tre componenti fondamentali del sistema economico sociale debbano operare insieme». Cioè governo, sindacati e imprenditori. Ognuno, insomma, deve fare la sua parte. Il primo obiettivo resta, per tutti, raffreddare l´inflazione. E anche per questo la Finanziaria, annuncia, non andrà oltre i 30 miliardi di euro. Il presidente del Consiglio Romano Prodi, conferma dal palco di Telese la cifra: il tetto sarà di 30 e non di 35 miliardi come inizialmente annunciato. Un ridimensionamento della manovra possibile grazie ai «5 miliardi in più» che sono arrivate dalle entrate tributarie.

«È un primo passo – replica soddisfatto il segretario della Cgil Guglielmo Epifani». Al quale non sembrano dispiacere neanche le altre rassicurazioni del viceministro Pierluigi Bersani sul fatto che non ha senso procedere con una «una logica dei tagli per i tagli, la spesa si tiene sotto controllo solo con le riforme» e «una parte consistente delle riforme si può affrontare con un dialogo costante con il sindacato, senza il sindacato queste cose non si possono fare».

«Il problema non è 30 o 35, ma fare in modo che non si sprechino i soldi e utilizzarli per rilanciare l'economia», dice Luigi Angeletti della Uil.

Una affermazione che sembra perfettamente in linea con quanto dice il ministro. Cioè che «senza un patto sociale l´operazione per la crescita e la produttività del Paese è impossibile».

Settembre è il mese dei progetti per il futuro, della "semina". E quindi molto dipende da questa Finanziaria.A Bruxelles non si fanno commenti. Ma il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Joaquin Almunia, nonchè il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, sottolineano che gli impegno presi vanno rispettati. Insomma l´Europa sospende il giudizio fino al "raccolto". E Padoa Schioppa ha chiarito a Telese che il «punto di arrivo» della manovra e «i criteri che la ispirano» rimangono «intatti».

LA FINANZIARIA SARA' PIU' LEGGERA...MA PURTROPPO SARA' SEMPRE UNA FINANZIARIA "CORRETTIVA" IN QUANTO IL DEFICIT LASCIATO DALLA DESTRA E' ED E' STATO VERAMENTE PESANTE, E GLI STESSI CONTI  DELLA BILANCIA STATALE SONO STATI DOVUTI CORREGGERE PERCHE' LA MAGGIOR PARTE DELLE VOLTE ERANO MASCHERATI, O MEGLIO FASULLI. DICIAMOCI LA VERITA'...IL RAGIONIER TREMONTI NON CI HA MAI CAPITO NIENTE DI CONTI PUBBLICI...
ORA CON LA SERIETA' AL GOVERNO, TUTTO QUESTO NON ACCADRA' PIU', TUTTO QUESTO SARA' UN RICORDO. GLI IMPEGNI CON L'UNIONE EUROPEA SARANNO MANTENUTI E , COSA PIU' IMPORTANTE, SARANNO RISPETTATI TUTTI I PARAMETRI DEI CONTI STATALI, A COMINCIARE DAL  RAPPORTO DEFICIT/PIL, ALL'INFLAZIONE.




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30 agosto 2006

SPERIAMO CHE L'APPELLO DI ANNAN NON RESTI VANO...

A Gerusalemme colloquio tra il segretario generale dell'Onu e il premier d'Israele, Ehud Olmert. Kofi Annan ha lanciato un appello ad Hezbollah per il "rilascio incondizionato" dei due soldati israeliani rapiti da miliziani sciiti libanesi di il 12 luglio scorso. A Olmert il numero uno delle Naziomni Unite ha rinnovato la richiesta affinché Israele revochi il blocco aero-navale imposto al Libano all'inizio del conflitto e tuttora in vigore.

Il segretario generale dell' Onu Kofi Annan ha affermato oggi a Gerusalemme che farà ogni sforzo possibile per ottenere la liberazione dei soldati israeliani rapiti e di avere indicazioni che essi sono in vita. Il premier israeliano Ehud Olmert ha detto di sperare che il cessate il fuoco in vigore in sud Libano possa marcare l'inizio di un'epoca di migliori rapporti col vicino paese.

Il segretario generale dell' Onu Kofi Annan ha detto a Gerusalemme di sperare che Israele ritiri le sue forze militari dal sud Libano il più presto possibile. La forza multinazionale dell' Onu, ha detto, ha in questo momento "sul terreno già 2.500 uomini che saliranno a 5000 nei prossimi giorni e settimane". Annan ha detto di sperare che parallelamente a questo rafforzamento della forza Onu le truppe israeliane continueranno a ritirarsi e che usciranno totalmente dal territorio libanese nel momento in cui i caschi blu saliranno a 5000 e "avremo una forza efficace e credibile che potremo continuare a costruire".

Il segretario generale dell'Onu Kofi Annan ha detto a Gerusalemme di essere convinto che il blocco aereo-navale israeliano del Libano debba essere revocato al più presto. Annan ha detto di condividere e capire il timore di Israele che gli Hezbollah possano essere riarmati "ma posso assicurarvi che le autorità libanesi sono molto serie a questo proposito e hanno già preso alcune misure" per impedire l' afflusso di armi alla milizia islamica sciita. Il premier Ehud Olmert ha detto di apprezzare la formula di Annan, secondo il quale la risoluzione Onu 1701 "è un menù fisso", non può essere modificata e va attuata interamente.

Il segretario generale delle Nazoni Unite, Kofi Annan, ha chiesto il "rilascio incondizionato" dei due soldati israeliani rapiti da miliziani sciiti libanesi di Hezbollah il 12 luglio scorso alla frontiera, ma sul territorio dello Stato ebraico: l'episodio scatenò il conflitto in Libano protrattosi per 34 giorni. L'appello di Annan è venuto in occasione del suo colloquio con il premier d'Israele, Ehud Olmert, a Gerusalemme, ove il numero uno del Palazzo di Vetro era giunto nel pomeriggio di ieri.

SPERIAMO CHE QUALCOSA SI MUOVA IL PIU' PRESTO POSSIBILE.
QUESTA E' UNA GRANDE OCCASIONE CHE HANNO I DUE STATI PER INIZIARE A DIMOSTRARE CHE VOGLIONO E PRETENDONO LA PACE.
SI LIBERINO I SOLDATI ISRAELIANI E ISRAELE SI RITIRI DAI CONFINI DEL LIBANO, INTERROMPENDO, DI CONSEGUENZA, IL BLOCCO AL LIBANO.
NON SO CHI POSSA DARE IL PRIMO GESTO DI PACE, MA LA NAZIONE CHE LO FARA', REALIZZERA' UN'IMPORTANTE GESTO POLITICO DI PACE....SPERIAMO CHE AVVENGA AL PIU' PRESTO.




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29 agosto 2006

LA VERITA', SOLO LA VERITA', SOLTANTO LA VERITA'...CHE FA MALE....!

LIBANO: PRODI, FIDUCIA IN NOI PERCHE' COERENTI

"La fiducia avuta nell'Italia e' stata straordinaria, perche' non abbiamo mai cambiato politica". Per Romano Prodi e' racchiuso nella coerenza il successo italiano nella missione Unifil in Libano: "Da subito abbiamo offerto due-tremila uomini, abbiamo detto che non ci muovevamo senza l'Onu, non volevamo fare le prime donne. Credo che questo abbia aiutato Kofi Annan.

COERENZA...UNA PAROLA CHE A DESTRA NON ESISTE...
VERO SILVIO? UN GRANDE AMICO DI PUTIN, DI GEORRRRGE BUSH, GHEDDAFI, CHIRAC, BLAIR, ZAPATERO....ETC ETC....
LUI SEMPRE D'ACCORDO CON OGNUNO DI QUESTI POLITICI, MAI IN CONTRASTO...E COME FACEVANO AD AVERE FIDUCIA IN QUESTO "OMETTO"?
PRODI E LA SERIETA' AL GOVERNO...TUTTA UN'ALTRA MUSICA.




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29 agosto 2006

PRODI SALUTA I SOLDATI DELLA GARIBALDI E AFFERMA: "IN LIBANO MISSIONE DI PORTATA STORICA".

<B>Prodi saluta i soldati della Garibaldi<br>"In Libano missione di portata storica"</B>

BRINDISI
- "Una missione delicata, ma di enorme portata storica". Romano Prodi, a bordo della portaerei Garibaldi che sta già solcando le acque dell'Adriatico, saluta i soldati in partenza per il Libano. Il presidente del consiglio ha voluto essere presente per portare il saluto dell'Italia che - dice Prodi a soldati e marinai schierati sul ponte - "vi segue con attenzione ed è veramente vicina a voi in questo momento e per quello che vi apprestate a fare in favore della pace''.

Con Prodi sono presenti alla cerimonia il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il capo di Stato maggiore della Difesa Giampaolo Di Paola e tutti i vertici militari: il Capo di stato maggiore dell'Esercito, Filiberto Cecchi, quello dell'Aeronautica, Leonardo Tricarico, della Marina, Paolo La Rosa e il Comandante generale dell'Arma dei carabinieri Gianfrancesco Siazzu. Presente anche il capo del Sismi, Nicolò Pollari. A bordo della nave anche il generale Fabrizio Castagnetti, destinato alla neocostituita cellula strategica presso il dipartimento del peacekeeping dell'Onu, che dovrà sovrintendere alla nuova missione Onu in Libano.

"Ho sentito forte il desiderio di essere fra voi - ha detto il premier - per darvi una testimonianza diretta della profonda coesione del paese in un momento che unisce governo e parlamento, senza distinzioni fra le forze politiche della maggioranza e dell'opposizione".

Poi la parola è passata al ministro della Difesa Arturo Parisi: "Sono sicuro che darete ancora una volta conferma della nostra capacità nelle operazioni di peace keeping, della capacità degli italiani di essere contemporantemente soldati ed operatori di pace".


E ha aggiunto: "Sappiamo che siete all'altezza del compito perchè avete già dato prova di esserne capaci. Non avete nulla da invidiare a nessuno. Conoscete il vostro dovere, siete stati addestrati tecnicamente, siete motivati e spiritualmente preparati per operare nel migliore dei modi. Sono perciò sicuro che vi comporterete con senso dell'onore".

SPERO CHE QUESTA MISSIONE ONU IN LIBANO, VOLUTA  E PROMOSSA FORTEMENTE DAL GOVERNO ITALIANO, POSSA RILANCIARE IL PROCESSO DI PACE IN MEDIO-ORIENTE E POSSA FAR CAPIRE AGLI ITALIANI LA DIFFERENZA CHE C'E' TRA UNA GUERRA (IRAQ E AFGHANISTAN)  E UNA MISSIONE DI PACE.
INOLTRE,PER CHI SI INTENDE UN PO DI STORIA, VORREI DIRE: "LA PORTATA STORICA DI QUESTA MISSIONE VIENE DA SE, E NON PARLO SOLO DI POLITICA INTERNAZIONALE, MA ANCHE DI POLITICA EUROPEA, QUINDI LASCIATEMI AFFERMARE CHE GRAZIE ALL'ITALIA SI E' RIMESSA IN MOTO LA MACCHINA EUROPEISTA, SIA A LIVELLO POLITICO CHE MILITARE, LA QUALE NEGLI ULTIMI ANNI ERA PRESSOCCHE' TERMINATA, O MEGLIO FALLITA.
FINALMENTE  I PAESI EUROPEI HANNO PARTECIPATO TUTTI INSIEME, UNITI NEL NOME DELLA PACE, APPOGGIANDO (COSA FONDAMENTALE PER LE FUTURE RELAZIONI INTERNAZIONALI, PRODI E LA SUA POLITICA) MOSTRANDO DI ESSERE UNA VALIDA ALTERNATIVA AGLI USA. E QUESTO IL CENTRO-SINISTRA L'HA SEMPRE CAPITO...




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29 agosto 2006

E' GIUSTO CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE?

Il centrosinistra è intenzionato a procedere quanto prima ad una Riforma della Legge elettorale. Lo ha ribadito il ministro per i Rapporti del Parlamento, Vannino Chiti, secondo il quale "la legge attuale non serve all'Italia e per questo va cambiata anche confrontandoci con l'opposizione".
"Deve essere rivista perché, fra cinque anni, non si può tornare a votare con questo sistema che è pessimo nel merito - ha spiegato l'esponente della Quercia - questa è una legge che non offre stabilità e che la vecchia maggioranza di centrodestra si confezionò su sua misura senza costruirla con l'allora opposizione".

Ma dalla Casa delle Libertà arriva un primo no alla proposta di collaborazione della maggioranza. Per Renato Schifani "le leggi elettorali si cambiano a fine legislatura e non certo all'inizio".
"Se il Governo di Romano Prodi e questa maggioranza vogliono cambiarla - ha aggiunto il parlamentare di Forza Italia - devo ritenere che considerano questa legislatura finita ancor prima di iniziare".

CARO SIGNOR SCHIF(O)ANI,
LA LEGGE ELETTORALE SI CAMBIA A FINE LEGISLATURA?
MA COSA DICE? LA LEGGE ELETTORALE SI CAMBIA AD INIZIO LEGISLATURA SE PROPRIO VOGLIAMO ESSERE ONESTI...SO CHE ESSER ONESTO DA VOI E' UN AGGETTIVO POCO USATO...PERO PROVATECI.
SENNO FACCIAMO COME VOI, LA CAMBIAMO ALL'ULTIMO, LA CAMBIAMO COME PIU' FA COMODO A NOI...COME AVETE FATTO VOI!!! UNA LEGGE FATTA "AD PERSONAM" PER LA CASA DELLE SUE LIBERTA'...CHE INFATTI HA DATO MOLTA STABILITA' AL PAESE VERO?
SVEGLIA RAGAZZI/E! DORMITE IN PIEDI...




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29 agosto 2006

MISSIONE ONU IN LIBANO. NAPOLITANO:"AMPIA CONVERGENZA IN PARLAMENTO". MA LA DESTRA "GUFA".

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano fa il suo augurio ai soldati in partenza per il Libano. Ed è una «convergenza molto ampia del Parlamento» sul decreto varato dal governo per autorizzare la missione. «Questo è essenziale anche per dare un sostegno ai nostri militari», sostiene il Capo dello Stato, non negando i rischi dell´operazione ma sottolineando che la scelta di partecipare alla forza di pace «non è un prezzo ma una responsabilità che si deve assumere».

Non sono dichiarazioni casuali quelle rilasciate dal presidente della Repubblica dopo alcuni giorni di silenzio. Il centrodestra, anche se non ha ancora negato il voto favorevole alla missione, non ha ancora digerito il successo diplomatico e d´immagine del governo. Nicchia e aizza le polemiche. Critica, come l´ex ministro Udc Mario Baccini, «il trionfalismo mostrato dal governo e dalla maggioranza, che solo pochi mesi fa era profondamente divisa sulle ragioni delle missioni di pace, come in Afghanistan, definita dalla stessa maggioranza una missione di guerra». Oppure minaccia, come Maurizio Gasparri di Alleanza nazionale: «Il dibattito parlamentare non sarà un rito celebrativo a sostegno di Prodi, di D'Alema e gli altri amici dei terroristi libanesi».

Sempre al fianco delle forze armate, la destra italiana. Ma mai come oggi attentata a denunciare l la «furia marziale di protagonismo» di Romano Prodi (parole del forzista Antonio Martusciello). Mai così pronta a gridare i pericoli della guerra. Come il coordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto, che elenca: «Se Hezbollah non disarma, se l'esercito libanese su questo tema non mostra di voler assumere nessun impegno, se la Siria non vuole truppe Onu ai suoi confini, se l'Iran mostra l'intenzione di disattendere i deliberati dell'Onu sul nucleare, evidentemente esistono molti rischi che la risoluzione 1701 diventi carta straccia come la 1558 e che la realtà ridiventi incandescente».

Strana strategia quella dell´opposizione: dice sì alla missione, ma dopo vede l´apocalissi militare. «Prodi cerca il braccio di ferro con Israele. Parte con il piede sbagliato». Così parla Isabella Bertolini, tre anni passati ad inneggiare alla democrazia e alla pace in Iraq. Ora il monito: « La missione in Libano, ancora opaca e confusa, potrebbe diventare un inferno. Prodi non lo dimentichi mai».

LASCIAMOLI STARE QUESTI "GUFI" FASCISTI...
...SI D'ACCORDO SONO LA ROVINA DELL'ITALIA, LORO ED IL LORO PADRONE, MA CHE FARE?
NIENTE...NON ASCOLTIAMOLI...TANTO E' INUTILE...LORO DIRANNO SEMPRE IL CONTRARIO DI TUTTO...ANCHE DELLA REALTA' DEI FATTI...




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28 agosto 2006

DOMANDA.

MA PERCHE' I FASCISTI-FORZISTI AFFERMANO SEMPRE IL CONTRARIO DI TUTTO, ANCHE DI FRONTE ALL'EVIDENZA?

SUCCESSO DEL GOVERNO PRODI E DEL CENTRO-SINISTRA RIGUARDO LA MISSIONE ONU IN LIBANO? NO NON E' VERO...SONO I COMUNISTI CHE.....PRODI EVITI DI FARE IL TRIONFALISTA...

BERLUSCONI E MANGANO?  NO, LUI ERA SOLO UNO STALLIERE....

ASSICURAZIONI: GRAZIE AL DECRETO BERSANI PIU' VELOCITA' E COSTI RIDOTTI. NO NON E' VERO SONO I COMUNISTI CHE HANNO TUTTE LE TELEVISIONI E I GIORNALI E FANNO CREDERE ALLA GENTE COSE NON VERE....

IMMIGRATI: SENZA DI LORO SI FERMEREBBERO LE INDUSTRIE DEL NORD-EST. NO NON E' VERO SONO I COMUNISTI CHE TOLGONO IL LAVORO A NOI ITALIANI....

QUANTO SIETE IGNORANTI....






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28 agosto 2006

A DESTRA.

Fronte del video di Maria Novella Oppo

Omnibus, ieri mattina, ha affrontato il tema drammatico dell'immigrazione, con la partecipazione inadeguata della Mussolini e di Isabella Bartolini di Forza Italia, che hanno sostenuto la Bossi-Fini, nonostante le prove sanguinose della sua inutilità.

La Mussolini ha perfino lamentato che, tra un po', saranno gli italiani a doversene andare, dimenticando che milioni di italiani sono dovuti scappare per fame e persecuzione dalla dittatura di suo nonno. La Bartolini ha invece sostenuto che la colpa di tanto dolore sarebbe tutta del "buonismo della sinistra".

E inutilmente il sociologo Ferrarotti ha spiegato che siamo di fronte a movimenti epocali inarrestabili e indispensabili a riequilibrare la geografia umana del pianeta. Facendo anche notare come proprio dalle regioni italiane che hanno più bisogno del lavoro dehli immigrati vengano le voci e le politiche xenofobe.

A riprova del fatto che neppure l'economia può smuovere la miseria morale e intellettuale di una destra che non ha neppure il diritto di definirsi borghese.

l'Unità del 23.8.2006




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27 agosto 2006

PRODI: "MISSIONE ONU SENTITA DA TUTTO IL PAESE".

"Dalle dichiarazioni che ho avuto c'è la sensazione che sia una missione sentita da tutto il Paese. Può darsi che su alcuni aspetti ci possano essere dei dissensi, ma il significato profondo è comune a tutti". Il presidente del Consiglio Romano Prodi risponde così a chi gli domanda se si aspetta complicazioni dal centrodestra per il via libera alla missione in Libano.

Poi il Professore - a chi gli chiede se ci saranno anche Paesi musulmani nella forza di pace Unifil da dispiegare nel Sud del Libano - risponde: "Sì, questo è quanto Kofi Annan mi ha detto ieri. Il dialogo con questi Paesi va avanti e c'è un accordo generale perchè ci siano anche Paesi musulmani".

E' un ragionamento a tutto campo quello che il premier fa con i giornalisti a Bologna e verte soprattutto su due punti politicamente intrecciati: Hezbollah e la questione palestinese.

Sul nodo del "Partito di Dio" libanese Prodi, rispondendo alle perplessità avanzate in queste ore relative alle dichiarazioni dei membri di Hezbollah di non voler procedere al disarmo, risponde: "Ho già detto più volte che le regole di ingaggio in materia sono chiarissime, poi ognuno, fa le sue dichiarazioni"

Ma la conferma che la diplomazia italiana sia al lavoro viene dal leader di Hezbollah in persona. Lo sceicco Sayyed Hassan Nasrallah dichiara alla televisione New: "Sembra che l'Italia stia cercando di entrare nella questione dei negoziati per lo scambio di
prigionieri tra Israele ed Hezbollah. Le Nazioni Unite sono interessate e le trattative avverrebbero attraverso (il presidente del parlamento Nabih) Berri".


Questa mattina, in un'intervista sul sito internet del Time anche Massimo D'Alema è tornato sulla questione sottolineando che il contingente internazionale che sarà dispiegato nel sud del Libano sotto le insegne delle Nazioni Unite non ha come obbiettivo l'annientamento di Hezbollah. Il ministro degli Esteri ha chiarito che i caschi blu dovranno solo "rafforzare il governo libanese".

"Il mondo arabo è a un bivio, con le spinte democratiche che si scontrano con un violento fondamentalismo religioso. Noi vogliamo che abbiano la meglio le forze democratiche", ha sottolineato D'Alema e questo non significa la fine della formazione sciita libanese che "rappresenta ora una parte importante della società libanese".

Poi c'è la questione palestinese che, spiega ancora Prodi, "c'è da decenni e credo che tutti noi dobbiamo avere dei rimorsi perché non è stata affrontata con la dovuta lungimiranza e la dovuta consapevolezza. Non possiamo pensare di risolverla in un giorno solo. Adesso pace in Libano e questa pace con l'Onu e con la partecipazione internazionale, crea anche la condizione perché possa ricominciare il dialogo su tutti i problemi generali a cominciare dalla Palestina. Quindi un cammino lento, ma serio".

Sull'ipotesi futura di una presenza Onu nella striscia di Gaza Prodi ha detto: "Adesso risolviamo il problema Libano, tutto questo dà una nuova forza all'Onu e all'Unione Europea e ci mette in grado di affrontare successivamente con maggiore possibilità di successo gli altri problemi".

UNA MISSIONE SENTITA DA TUTTI? PRODI STAVOLTA NON SONO D'ACCORDO.
PROVA A DISCUTERE CON I MIEI AMICI FORZISTI-FASCISTI DEL CANNOCCHIALE.

 




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27 agosto 2006

BERLUSCONI E LA CERTOSA DEI CARAIBI: "ANDRO' A VIVERE LI". L'ITALIA ESULTA.

Lo disse la prima volta a settembre dell'anno scorso, prima delle elezioni: «Se gli italiani mi daranno fiducia mi sacrificherò. Altrimenti salirò su una bellissima barca, a Tahiti». L'ha ripetuto più d'una volta, sempre col sorriso sulle labbra, durante le feste a cui ha partecipato in queste ultime settimane. Cambia solo la destinazione: «Me ne andrei ad Antigua». Stavolta però sembra più di una battuta, perché nei Caraibi Silvio Berlusconi starebbe ristrutturando una splendida abitazione, una sorta di Villa Certosa minore nelle Piccole Antille.

Per ora si conoscono pochissimi dettagli sul nuovo buen retiro del Cavaliere, quelli che ha riferito lui stesso alla festa del 14 agosto scorso in casa di Sergio Di Cesare e Anna Bettz (cantante entrata nelle hit pop internazionali e nuova reginetta dei salotti in Costa Smeralda). Si tratta di una proprietà di vecchia data che Berlusconi non visita da anni. A consigliare il Cavaliere sulla ristrutturazione è Gianni Gamondi, lo stesso architetto e paesaggista che segue da anni Villa Certosa e ha realizzato i complessi di Porto Rotondo e Coda Cavallo in Sardegna. Proprio ad Antigua Berlusconi avrebbe provato a comprare un'altra villa faraonica, progettata sempre da Gamondi, ma nel gioco al rialzo (pare che la cifra si avvicinasse ai 40 milioni di dollari) ha avuto la meglio un gruppo americano.

Alla nuova residenza l'ex premier ha accennato in più di un'occasione. La storia della «Certosa dei Caraibi », che nei salotti della Costa Smeralda circolava da qualche settimana, sembra aver trovato conferma il 18 agosto, quando il Cavaliere si è presentato da solo nella villa della stilista Krizia per una cena di beneficenza: «Mia moglie sta alle Fiji — ha spiegato — dall'altra parte del mondo». Veronica sarebbe partita per le vacanze, ma anche per constatare le condizioni di una barca ormeggiata da anni nel Pacifico e, in seguito, per volare ai Caraibi e verificare l'andamento dei lavori ad Antigua. Al centro delle fantasie edilizie e scenografiche del Cavaliere resta sempre lui, l'architetto Gamondi. Venerdì mattina Berlusconi si è lamentato: «Il vulcano di villa Certosa? Rivelandone l'esistenza i giornali mi hanno rovinato il divertimento». Nulla da temere, è già in cantiere un nuovo progetto: «Ora che quel giocattolo è andato — ha sorriso — ne ho in serbo un altro. Lo scoprirete solo tra due anni». Qualche indizio? «Potrebbe chiamarsi "L'inferno che inghiotte i peccatori"». Niente più.

L'idea dell'inferno fa però il paio con una grotta sotterranea, ultima meraviglia della Certosa non ancora svelata al pubblico. Si accede per uno stretto passaggio tra le rocce, a due passi dal mare. All'interno, uno spazio di centinaia di metri quadri per trenta metri d'altezza. Soffitto azzurro ed enorme mosaico sul pavimento che raffigura Nettuno. Il fondo della grotta è coperto di acqua marina che, per effetto del riscaldamento, emette vapori che si sciolgono nell'aria. Lungo il perimetro corre una passerella per gli ospiti. Lì si è riunito il pubblico qualche sera fa per ascoltare il Cavaliere che eseguiva «L'ultimo amore», canzone che sarà inserita nel nuovo cd realizzato con Mariano Apicella. Esibizione più classica, invece, quella di venerdì notte. «Abbiate pazienza», s'è scusato lui impugnando il microfono tra gli ospiti del «Next door», ristorante-piano bar di Porto Cervo di proprietà di Giancarlo Alessandrelli: «Avrò la voce un po' bassa». Pazienza. C'era da accontentare i ragazzi: ad organizzare la festa sono stati alcuni calciatori del Milan, tra cui Inzaghi e Ambrosini. L'invito a fine pasto: «Canti per noi». Al tavolo accanto, per caso, cenano Alba Parietti con compagno e famiglia. L'idea è un lampo: «Facciamo un duetto». Via con un paio di pezzi classici, tanto per scaldare la platea. Poi si scatena un happening a metà tra il rap e la commedia dell'arte. Berlusconi-Parietti si rilanciano la rima in una sorta di duello di scherma. Tutto improvvisato. Tema: uomini-donne. Finale del presidente: «Le donne piacciono tutte, belle e brutte». Parietti: «Questo l'avevamo capito». Berlusconi: «E ora abbiamo finito».




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27 agosto 2006

FASSINO: "TUTELEREMO ISRAELE DA CHI VUOL DISTRUGGERLO".

 Fassino è l'unico tra i grandi leader del centrosinistra a non essere nel governo, fa il segretario del partito con più voti e parlamentari nella coalizione e, a suo dire, ci sta bene. In politica è l'altura ideale dalla quale tenere sott'occhio (o sotto tiro) gli alleati, ma non è nello stile di Piero: lui semmai si ritaglia un ruolo di tutore operoso di una maggioranza che ha superato le prime prove internazionali e che ora, pronta o non pronta, sta per gettarsi nella giostra della Finanziaria.

Il segretario ds incassa il successo dell'operazione Libano, rivendica la politica europeista del governo e rifiuta ogni distanza dagli Usa, sostiene che l'esistenza e la sicurezza di Israele non sono negoziabili, vuole dall'Iran garanzie sull'uso solo civile della tecnologia nucleare. Apprezza la fusione tra Intesa e Sanpaolo e plaude al cambio di strategia e di stile del governatore Draghi rispetto ad Antonio Fazio. E' convinto che la maggioranza supererà indenne la Finanziaria e allora, pensa, si potrà allargare la base parlamentare, soprattutto al Senato. Come? Porte aperte ai parlamentari che vogliono venire.

Domani il governo dà il via libera, martedì i soldati partono, con il sostegno di quasi tutto il Parlamento.
«L'iniziativa politica del governo ha ottenuto un risultato che fino a poche settimane fa pareva impossibile: un impegno forte dell'Ue nel guidare la presenza Onu in Medio Oriente per fermare i conflitti e avviare una soluzione politica ai tanti problemi a partire dalla vicenda israelo-palestinese. Senza la determinazione dell'Italia l'avvio della missione avrebbe avuto vita travagliata. Per primi abbiamo risposto all'appello di Annan, ottenuto il sì del Parlamento, spinto altri paesi alla scelta. L'Europa recita, ora come gli Usa, un ruolo decisivo per la stabilità in Medio Oriente. È il frutto di una visione generale dell'italia apprezzata dalla Rice e Annan, da Solana e da tutti i governi europei».

I soldati sono la strada per la pace? Molti nel mondo pacifista, tra cui Gino Strada, non ci credono.
«L'Onu umiliato dalla vicenda irachena torna protagonista: non si va lì a fare la guerra ma a impedirla. Mentre infuriava la guerra tutto il mondo ha chiesto il cessate il fuoco e l'Onu. La pace non basta invocarla, bisogna costruirla. All'indomani della pace nei Balcani sapevamo che la situazione era delicatissima. Ma i soldati mandati lì hanno spezzato una spirale di odio. Da allora nei Balcani non ci sono stati più conflitti. Solo sul campo si può impedire la guerra. E con la politica, una strategia che dia stabilità e sicurezza dal mediterraneo all'Afghanistan».

Ma lì c'è anche l'Iran che non ferma il programma nucleare: l'Italia con D'Alema chiede di avere un ruolo nel trattare. E la via delle sanzioni?
«E' evidente che se l'Italia manda tremila soldati in Libano ha diritto di avere voce in capitolo anche sulla vicenda iraniana che alla stabilità del Medio Oriente è strettamente connessa. E' indispensabile ottenere dall'Iran garanzie per l'uso solamente pacifico del nucleare. E al tempo stesso rilanciare il trattato di non proliferazione delle armi atomiche: è un doppio binario che rende più credibile la trattativa con l'Iran».
Bertinotti dice che la politica estera cambia. Altri a sinistra la paragonano a quella di Andreotti.
«Forzature di politica interna. L'Italia ora è protagonista con l'Europa. Prima non lo era. La missione in Libano non è buona perché senza gli Usa, è buona perché c'è una guida Europea in piena sintonia con gli Usa. Con la caduta del muro non è venuto meno il carattere strategico del rapporti atlantici. Ma Berlusconi si fermava a un'intesa solitaria dell'Italia con Bush, ora il rapporto è tra Unione europea e Stati Uniti».
Ma lì andiamo a disarmare gli Hezbollah o no?
«Molti parlano senza aver letto la risoluzione 1701 dell'Onu. Prevede il disarmo di tutte le milizie, Hezbollah compreso, impegna il governo libanese a farlo e dice che la forza Unifil sta lì per assistere il governo di Beirut anche in questo compito. Obiettivo: basta con le armi e l'accettazione anche da parte degli Hezbollah della politica e delle sue regole, trasformandosi in un soggetto solo politico così come è avvenuto per l'Ira in Irlanda e per l'Eta nei Paesi Baschi. ma naturalmente è un processo politico che non avviene in qualche settimana».

Victor Magjar la ringrazia per la vicinanza ma dice che a sinistra e anche nei Ds c'è un fronte antisraeliano: non capite, dice, che ci vogliono cancellare?
«Negli ultimi mesi ci sono state cose che non soltanto hanno messo in dubbio la sicurezza di Israele ma hanno anche fatto emergere il rischio che se ne mettesse in dubbio l'esistenza. Quando il presidente iraniano usa le parole farneticanti che ha usato, quando un movimento politico e militare come Hezbollah predica e pratica la distruzione di Israele, quando gli oltranzisti dentro Hamas dicono che non riconoscono Israele e che non si siederanno a nessun tavolo per trattare con gli israeliani è chiaro che si segna un salto di qualità nel pericolo: non è più in discussione la sicurezza ma l'esistenza. Siamo netti e chiari, come lo è stato tutto il governo a partire da D'Alema. L'esistenza e la sicurezza di Israele è un fatto irrinunciabile e non negoziabile. I nostri soldati in Libano non vanno soltanto a garantire che il governo di Beirut sia pienamente sovrano e possa predisporre lo smantellamento di Hezbollah, ma anche per tutelare Israele da chi lo voglia distruggere. Non c'è dubbio. Le posizioni equivoche sono sono minoritarie a sinistra, minoritarissime nei Ds. Nessuno può farci cambiare opinione: queste frange sbagliano e condurremo contro di loro battaglia politica determinata».

L'opposizione, tranne forse la Lega, dice sì alla missione.
«Mi rallegro, è un segno di responsabilità. C'è la consapevolezza che l'Italia non può sottrarsi. Il fatto che tutto il Parlamento sostenga la missione consente ai nostri soldati di assolvere al loro compito con maggiore serenità e autorevolezza. Anche se all'inizio Berlusconi credeva davvero che il centrosinistra non sarebbe stato unito e si preparava a denunciare l'inadeguatezza del governo. La nostra coesione lo ha spiazzato».

La spallata è scongiurata a metà, ora avete la Finanziaria.
«Quello che disse Prodi all'atto dell'insediamento del governo si realizza: una scossa positiva al Paese l'abbiamo data. Cresce la fiducia, l'Italia si rimette in movimento. Realizzeremo gli obiettivi di Padoa Schioppa: ridurre deficit e debito, rilanciare gli investimenti produttivi e infrastrutturali per giungere al più presto a una crescita del due per cento annuo, e avviare operazioni redistributive che tutelino di più i redditi medio-bassi. L'ambizione è portare il deficit sotto il 3% entro il 2007 in linea con Maastricht».

Vi accusano di volere un fisco giustizialista.
«Nessuno di noi è ispirato dalla voglia di punire o perseguitare. Il fisco serve non a colpire qualcuno ma a finanziare i servizi pubblici. Noi vogliamo una politica fiscale giusta sulla base dei redditi effettivi e le risorse le vogliamo recuperare non aumentando le tasse a chi già le paga ma facendole pagare a chi evade».

Rutelli propone la cedolare secca per affitti e vuole escludere regimi differenziati per i Bot.
«Discutiamo, non ho un approccio ideologico sulle tasse, non sono tra quelli che pensano che servano a punire i ricchi. Per esempio l'ottanta per cento degli italiani ha una casa di proprietà: bisogna tenerne conto per non penalizzare chi si è comprato una casa con i risparmi di una vita».

Mettiamo che ci riusciate: Finanziaria approvata. E poi? La maggioranza va allargata e meglio tenerla esigua, che, come dice Prodi, è più sexy?
«In qualsiasi Paese una maggioranza che governa se può allarga i suoi confini, tanto più se come in Italia c'è un vantaggio esiguo come quello del Senato. Penso ad allargare la maggioranza che ha vinto le elezioni, non a cambi alleanze, che negherebbero la scelta fatta dagli elettori. Porte aperte se qualcuno vuole venire nel centrosinistra sulla base di un accordo sulle cose da fare, non su logiche puramente politiche o di schieramento. Grandi coalizioni da An ai Ds? Visco con Tremonti? Via, è impensabile».
E la fusione bancaria tra Intesa e Sanpaolo?
«Tutti sanno che la fragilità del nostro sistema bancario consiste nelle minori dimensioni: c'è il rischio di scalate da parte di banche straniere e minore competitività. Unicredito è stata la prima a fare un passo importante. Adesso l'accordo tra Intesa e Sanpaolo segna un salto di qualità significativo. Crea un grandissimo gruppo che farà leva soprattutto sull'enorme forza produttiva e finanziaria del nord ma che ha un radicamento forte anche nel mezzogiorno. Un'operazione che solleciterà gli altri gruppi italiani a muoversi. tutto a vantaggio di un irrobustimento del sistema».
Che giudizio dà sul nuovo corso di Bankitalia rispetto all'era Fazio?
«Molto positivo: la fusione è stata possibile perché qualcosa è cambiato. Draghi ha dato alla Banca d'Italia un profilo di certezza, imparzialità e determinazione. Ha aiutato, incoraggiato e sollecitato questo processo, come del resto ha fatto il governo».

Si parla di insoddisfazione in settori dei Ds, di una scelta che vi ha tagliato fuori.
«E' una tesi ridicola, anche perché le banche devono compiere le loro scelte sulla base del mercato e di strategie di impresa. E la politica deve valutarle solo sulla base di questi parametri. L'accordo Sanpaolo-Intesa innova e irrobustisce il sistema bancario italiano e i Ds lo apprezzano proprio per questo. Ci sono preoccupazioni per il Monte dei Paschi di Siena? il senatore diessino Latorre dice che se non si muove rischia l'Opa. «E' evidente che la sfida dei mercati impone a tutte le banche di darsi dimensioni adeguate, tantopiù dopo la fusione Sanpaolo-Intesa. Vale per Montepaschi, per Capitalia e per molte altre banche che rischiano se non crescono».

UNA INTERESSANTE INTERVISTA, DA FAR LEGGERE SOPRATTUTTO A TUTTI COLORO CHE PENSANO CHE IL GOVERNO DI CENTRO-SINISTRA GUIDATO DA PRODI SIA CONTRO ISRAELE E LA SUA ESISTENZA. PURTROPPO QUESTA E' UNA "DICERIA" TIPICA DELLA DESTRA IGNORANTE E POPULISTA.
LA SERIETA' POLITICA E LA SERIETA' AL GOVERNO E' TUTT'ALTRO...




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27 agosto 2006

DALLA MARCIA PER LA PACE AD ASSISI UN SI CONVINTO ALLA MISSIONE ONU

Ci sono anche , i genitori di Angelo Frammartino, il giovane pacifista ucciso a Gerusalemme da un palestinese jihadista, con la sorella e tanti suoi amici diMonterotondo, a bordo di cinque pullman alla manifestazione per la pace partita nella tarda mattinata da Assisi. L´appuntamento ha avuto come centro un´assemblea, convocata al mattino, e poi il corteo – non oceanico, duemila secondo gli organizzatori, un migliaio per la questura – dietro lo striscione: «Fermatevi! Fermiamole!», promossa dalla Tavola della pace e dal Coordinamento degli enti locali per la pace. Una manifestazione - sottolineano gli organizzatori - che non «è contro qualcosa o qualcuno» ma per «provare a fare qualcosa tutti insieme per la pace». Presenti, tra gli altri anche il vescovo di Assisi, monsignor Domenico Sorrentino, il segretario nazionale di Rifondazione comunista, Franco Giordano, Marina Sereni dei Ds, l'ex segretario Cisl Savino Pezzotta ed il vicepresidente della Camera Pierluigi Castagnetti. Molte le adesioni e i messaggi giunti agli organizzatori, dal presidente della Camera Fausto Bertinotti, dal capo dello Stato Giorgio Napolitano, da 181 di enti locali e circa 400 di associazioni, organizzazioni e partiti politici. L' associazione Art21 ripropone il conferimento di una medaglia d' oro al valore civile ad Enzo Baldoni, il giornalista ucciso in Iraq proprio il 26 agosto di due anni fa.

Il coordinatore della Tavola della pace, Flavio Lotti, durante l'assemblea, risponde a quelle persone che li avevano accusati di essersi trasformati in filogovernativi. «Appoggiamo la missione Onu perché la risoluzione corrisponde al nostro primo appello e a chi ci dice che siamo filo-governativi perché appoggiamo questo intervento, rispondiamo che il 17 maggio del 1999 abbiamo organizzato noi la Marcia della pace contro D'Alema che aveva inviato i cacciabombardieri in Kosovo».

Gli organizzatori della manifestazione pacifista di Assisi pongono anche le condizioni dell'intervento Onu in Libano. Chiedono che ad essere disinnescata sia anche la bomba iraniana, che l'intervento interessi la Striscia di Gaza, che i fondi per la missione italiana non siano sottratti da quelli destinati alla cooperazione internazionale e concludono con una proposta che in questo momento può avere del provocatorio: il trasferimento della sede Onu a Gerusalemme.

Gli organizzatori hanno anche chiesto dal palco un incontro con Prodi, D' Alema e Parisi «perchè vogliamo capire - ha affermato Lotti -, essere rassicurati, pensare che l' Italia davvero sta provando a costruire una missione di pace e che non stiamo partendo per un altro Afghanistan, per un altro Iraq».

GRAZIE AL SITO ON-LINE DELL'UNITA'.




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26 agosto 2006

PER FARCI DUE RISATE SU RinascitaNazionale.


My blog is worth $4,516.32.
How much is your blog worth?


MA GUARDA CHE SI SONO INVENTATI QUESTI QUA!!!
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RIDIAMOCI UN PO' SU...




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26 agosto 2006

KOFI ANNAN TELEFONA A PRODI.

La questione palestinese resta centrale per arrivare a una pacificazione complessiva dell' area mediorientale. Anche su questo il segretario generale dell'Onu è d'accordo con il governo Prodi (D'Alema ha fin da subito ipotizzato un possibile allargamento della missione del caschi blu a Gaza). Ne hanno convenuto Romano Prodi e il segretario generale dell' Onu, Kofi Annan, in una conversazione telefonica sabato mattina. Annan ha telefonato a Prodi ringraziare l' Italia per l'assunzione della leadership sulla missione in Libano.

Annan ha riconosciuto che l'impegno del governo italiano «ha reso possibile la straordinaria mobilitazione europea di ieri a sostegno della missione Unifil». Si è detto d'accordo anche sulla volontà di mobilitare anche altri contingenti nazionali - D'Alema ieri ha ricordato la Turchia - anche extraeuropei e sulla necessità di accelerare i tempi dello schieramento dei caschi blu. Il segretario generale delle Nazioni Unite è in partenza, è atteso a Beirut lunedì, e ha detto a Prodi che anche durante il suo viaggio in Medioriente lo terrà costantemente informato degli sviluppi.

INOLTRE ALTRE NOTIZIE INTERESSANTI.

VIA LIBERA DI ISRAELE - Definita l'organizzazione della catena di comando (una regia all'Onu affidata all'Italia e una direzione delle operazioni sul territorio alla Francia, in attesa di una staffetta il prossimo febbraio), restano da mettere a punto alcuni dettagli sulla composizione del contingente e sul coordinamento dei mezzi aerei e navali che una decina di diverse nazioni si sono impegnate a fornire. Alle operazioni dovrebbero partecipare anche militari inviati da Paesi a maggioranza musulmana. A questo proposito, Israele si è detto disponibile, soprattutto dopo la ventilata partecipazione della Turchia: «Se Ankara decide di mandare un contingente - ha detto oggi il portavoce del ministero degli esteri Mark Regev -, lo accoglieremo favorevolemente».

Il governo tedesco è pronto a contribuire con più di 1200 soldati alla forza di pace delle Nazioni Unite in Libano: lo scrive il settimanale Der Spiegel, in un'anticipazione del numero da lunedì in edicola. La marina militare tedesca, secondo la rivista, si prepara a pattugliare la costa libanese con fregate e motovedette. Per bloccare il rifornimento illegale di armi per la milizia Hizbollah saranno usati a scopi di ricognizione anche i Tornado della Luftwaffe.

Dopo aver assunto un ruolo da protagonista per la pace in Libano, l'Italia chiede di entrare nel gruppo del "5+1" che negozia con l'Iran sul nucleare. A rivendicare un posto accanto ai cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza Onu più la Germania è il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, in un'intervista alla "Frankfurter Allgemeine Zeitung".

Il governo israeliano ha espresso il suo apprezzamento per l'impegno della Ue a schierare fino a settemila soldati aggiuntivi nel sud del Libano, definendolo "un grande contributo" all'attuazione della risoluzione 1701 dell'Onu. "Ci congratuliamo con i paesi europei per la loro decisione", ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri, Mark Regev. "Israele - ha assicurato - rispetterà gli impegni assunti in base alla 1701 e si attende che il Libano faccia altrettanto, in modo che la pace e la stabilità possano regnare nella regione".

I COMMENTI LI LASCIO A VOI.




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26 agosto 2006

ALLA BUON'ORA...E SVEGLIA!!!

"E' chiaro che in questo contesto non potrà mancare il voto favorevole di Forza Italia" alla missione di pace in Libano. Lo ha affermato il coordinatore nazionale di Fi Sandro Bondi a proposito dell'esito del vertice Ue di Bruxelles.

18:58 An voterà sì a missione

Alleanza Nazionale voterà sì alla missione italiana con i caschi blu dell'Onu: lo si apprende da fonti del partito. Il partito di Gianfranco Fini si è detto "soddisfatto" per quanto emerso dalla riunione di Bruxelles ed è questa la ragione per cui ci sarà il via libera alla missione italiana.


QUESTI DUE PARTITI (AN E FI), HANNO FATTO DI TUTTO PER FAR NAUFRAGARE LA POLITICA ESTERA ITALIANA E HANNO PIU' VOLTE DENIGRATO IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO E I SUOI MINISTRI, AFFERMANDO PIU' VOLTE CHE L'ITALIA STAVA PERDENDO TEMPO, E  COSA PIU' GRAVE, CHE NESSUN PAESE EUROPEO ERA DISPOSTO A SENTIRE LE NOSTRE RAGIONI E I NOSTRI PROPOSITI. DICEVANO CHE ERAVAMO RIMASTI SOLI, DICEVANO...MA SI SBAGLIAVANO E ALLA GRANDE.
ENTRAMBI I PAESI IN GUERRA, LIBANO E ISRAELE, HANNO DICHIARATO PIU' VOLTE IL LORO APPREZZAMENTO PER L'ITALIA E LA SUA POLITICA EQUIDISTANTE ED  ATTIVA PER LA PACE .
L'ITALIA E' STATA PROTAGONISTA INDISCUSSA DI QUESTO SUCCESSO, E LASCIATEMELO DIRE, DI QUESTO SUCCESSO STORICO. L'ITALIA ASSUMERA' IL COMANDO DELLA MISSIONE ONU IN LIBANO A PARTIRE DA MARZO, UN GIUSTO RICONOSCIMENTO PER IL NOSTRO PAESE, CHE DA POCO TEMPO (DA MAGGIO 2006) SI STA ATTIVANDO NEL QUADRO DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI, CON LO SCOPO DI PORTARE LA PACE NEL MONDO (NON LA GUERRA, E' BENE SOTTOLINEARLO!).
BONDI E FINI AFFERMANO CHE I LORO PARTITI ORA, E SOLO ORA, VOTERANNO SI.
E IO DICO: "POTEVATE APPOGGIARE DA PRIMA, LA VISIBILMENTE GIUSTA POLITICA ITALIANA RIGUARDO LA MISSIONE IN LIBANO"!
ORA ASPETTIAMO DELLE SCUSE, ALTRO CHE IL VOTO FAVOREVOLE IN PARLAMENTO...QUELLO VIENE DOPO!





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25 agosto 2006

E TRA 5 ANNI TUTTI A VOTARE PRODI E LA SUA POLITICA VINCENTE

Kofi Annan con Romano Prodi

Libano, dall'Europa 7000 uomini
Annan: "Staffetta con Parigi
Roma al comando nel 2007"
Italia e Francia si alterneranno nel doppio comando militare e strategico che guiderà la missione Unifil nel sud del Libano. Lo ha detto il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan, a conclusione della riunione con i ministri degli Esteri dell'Ue a Bruxelles. Annan ha spiegato che Parigi manterrà il comando della missione "fino al febbraio 2007, quando le subentrerà l'Italia".

Annan ha garantito che il disarmo delle milizie di Hezbollah non rientra nei compiti della forza Onu e ha aggiunto: "Ci auguriamo che i primi tre o quattro mila uomini possano arrivare sul campo già la prossima settimana".

"Ho convocato per lunedi alle 17 il Consiglio dei ministri. Faremo immediatamente il decreto per l'autorizzazione della missione, quindi da martedì mattina la missione può partire". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Romano Prodi.

Anche il Portogallo invierà truppe da inquadrare della nuova Unifil allargata, la costituenda forza multinazionale d'interposizione in Libano, e saranno tra quelle che si disporranno lungo la frontiera con Israele. Lo ha annunciato ala radio nazionale il ministro degli Esteri lusitano, Luis Amado, al termine del vertice di oggi a Bruxelles tra i capi delle diplomazie dei Venticinque, cui ha preso parte anche il segretario generale dell'Onu, Kofi Annan.

"Era tanto tempo che l'Europa doveva misurarsi con una politica comune ed ha scelto lo scacchiere più delicato, più sensibile e questo soprattutto per un paese come l'Italia, che è immerso nel Mediterraneo è di grande conforto". Così il presidente del Consiglio Romano Prodi, commentando le decisioni del vertice europeo di Bruxelles sulla missione internazionale in Libano, risponde riguardo al protagonismo dell'Europa rispetto alla vicenda israelo-libanese. Per Prodi, inoltre, il risultato del summit dei ministri degli Esteri "è veramente al di là delle previsioni che avevamo fatto".
"C'è stata una adesione amplissima - conclude - veramente europea, soprattutto per il calore con cui la proposta di lavorare insieme in Libano è stata accolta".

"Questo accordo con la Francia, naturalmente organizzato dal Segretario delle Nazioni Unite, è perfetto e condiviso". Lo ha detto il presidente del Consiglio Romano Prodi parlando della missione di pace in Libano. "Noi stiamo lavorando assieme - ha aggiunto - ed è veramente una collaborazione che non ha dato adito a nessuna ombra, a nessun gioco a fare la prima donna. E' una missione che compiamo in comune".

"Le regole d'ingaggio sono definite con precisione. Tutti le hanno lette e non c'è nessun commento da fare". Così Romano Prodi ha risposto ai cronisti che gli hanno ricordato le frasi di Berlusconi sulla necessità che la missione in Libano disarmi gli Hezbollah. "Le regole - ha aggiunto Prodi - sono state accettate da tutti i partecipanti. Anche la Francia, che era stata come noi molto severa nelle regole di ingaggio, ha detto che corrispondono alla qualità della missione".

"Sono molto soddisfatto. La politica italiana per la pace è ora una politica comune a tutta l'Europa. Ringrazio il Segretario Generale dell'Onu Kofi Annan per il lavoro compiuto. La pace nel Mediterraneo deve esser l'inizio di un grande progetto di sviluppo e di cooperazione". Così il premier Romano Prodi commenta la decisione del consiglio straordinario dei ministri Ue sulla forza Unifil in Libano.

"Siamo a quasi novemila uomini da parte Ue, con l'impegno dei paesi extra Ue credo arriveremo attorno a 10 mila uomini". Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema al termine del consiglio dei ministri degli Esteri Ue. Dall'Europa c'è stato un "gioco di squadra molto importante - ha aggiunto D'Alema -. Se l'Europa non fosse stata unita, non sarebbero arrivati i risultati di oggi".

La Polonia, che ha gia 214 soldati schierati nel contingente Unifil nel sud del Libano, è pronta a inviarne altri 286. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri polacco, Anna Fotyga. al termine del vertice straordinario di Bruxelles dei responsabili delle diplomazie Ue. "Siamo pronti a portare il nostro contingente in Libano a 500 soldati", ha detto la Fotyga.

IL TEMPO DELLE PACCHE SULLA PELATA, DEI BACI E DELLE BANDANE E' FINITO.
SPERO CHE OGNI CITTADINO ITALIANO SI SENTA ORGOGLIOSO DEL LAVORO DIPLOMATICO SVOLTO E PORTATO AVANTI DAL GOVERNO ITALIANO, DAL SUCCESSO RAGGIUNTO E FINALMENTE DAL NUOVO PRESTIGIO INTERNAZIONALE OTTENUTO.
UN CAPOLAVORO DIPLOMATICO, CHI POTREBBE DIRE IL CONTRARIO?
E I FASCISTI-FORZISTI? SCOMPARSI...BLUFF!! DOVE SONO? BOH....DENTRO LE FOGNE...




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25 agosto 2006

ALTRE PARABOLE DEL BISUNTO DEL SIGNORE

"Anche se camminassi sulle acque, l'indomani i giornali titolerebbero che Berlusconi non sa nuotare" (ansa 12 agosto 1994).

Ho i nervi d'acciaio e la pazienza di un santo (ansa 8 agosto 1994).

Porto la croce, ma non mi piace tanto farlo. (10 novembre 1994).

Io sono l'Unto del Signore, c'è qualcosa di divino nell'essere scelto dalla gente (25 novembre 1994).

Voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia. Il Vangelo secondo Silvio. (4 aprile 1994).

Il Polo deve diventare l'Arca dei moderati ed è ovvio che io sia Noè (24 luglio 1995).

Il programma verrà presentato in dodici disegni di legge, come le Dodici Tavole. (Corriere della Sera, 21 dicembre 2000).

Ormai sono diventato quasi un santo (6 dicembre 2002).

QUESTE SONO ALCUNE USCITE DI BERLUSCONI CHE DIMOSTRANO L'ARROGANZA, LA SACCENZA E IN FIN DEI CONTI IL POCO RISPETTO CHE BERLUSCONI HA PER LA RELIGIONE CRISTIANA.
MA SINCERAMENTE, UN LEADER POLITICO PUO' AVERE QUESTE USCITE?




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25 agosto 2006

ECCO L'UOMO DELLA PROVVIDENZA!



RIMINI - Silvio Berlusconi ricomincia da Rimini. E nonostante lo stato di salute non sia dei migliori - «sono super malato, sono malatissimo» spiega con voce bassa e rauca l'ex premier - va all'attacco.

Il brutto raffreddore che lo affligge non spegne gli ardori del capo dell'opposizione subito rinvigorito dalla platea di Cl che lo accoglie con cori «po-po-po-po-po», «Silvio-Silvio», «chi non salta è comunista», «c'è solo il presidente».
Parla di tutto: dell'economia italiana e della leadership nel centrodestra, di immigrazione e di comunismo.

Il Cavaliere è stato accolto al grido di "Silvio, Silvio" dal popolo ciellino e gli uomini del servizio di sicurezza hanno faticato non poco per cercare di contenere l'entusiasmo della folla. Gli organizzatori hanno preparato un megasalone da oltre settemila posti.

E il Cavaliere non ha deluso le aspettative. Ai ciellini ha detto di essere "condannato a continuare e ad andare avanti anche per un fatto di orgoglio e storia personale. La metà del Paese mi detesta, l'altra metà mi sostiene e forse mi ama". Poi, sollecitando l'applauso: "Cercai Don Giussani nel '93, per averlo accanto nelle decisioni di scendere in politica e ho tentato di averlo sempre accanto. Ricordo con commozione gli ultimi incontri e ho ancora i brividi ripensandoci. Lui mi disse che il destino mi aveva fatto diventare l'uomo della provvidenza".

RISULTATI ELETTORALI - Il Cavaliere torna pure su una vechia polemica che di fatto non ha mai lasciato cadere: quella del risultato elettorale dello scorso aprile: «Per i nostri esperti circa un milione di voti è stato cambiato dai professionisti della politica. Nelle giunte parlamentari la maggioranza di centrosinistra non ha ancora permesso ai nostri rappresentanti di mettere le mani sulle schede. C'è un buco nella correttezza del controllo dei risultati, delle irregolarità inusuali».

Sfruttando una battuta sui capelli per spiegare uno dei passaggi del suo discorso al Meeting di Comunione e Liberazione, dopo essere stato su questo tema incalzato dal moderatore Oscar Giannino, Berlusconi si è alzato dalla sedia, si è girato di spalle ed ha mostrato il risultato del suo trapianto di capelli. La cosa ha provocato una vera e propria ovazione in platea.

IO NON COMMENTO. SONO RIMASTO SENZA PAROLE, A BOCCA APERTA E NON POSSO CREDERE CHE QUESTO CABARETTISTA E' IL LEADER DELL'OPPOSIZIONE.




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25 agosto 2006

D'ALEMA: "DOPO IL LIBANO, CASCHI BLU ANCHE A GAZA".

La possibilità che forze delle Nazioni Unite siano inviate anche a Gaza per allentare le tensioni fra israeliani e palestinesi viene evocata dal ministro degli esteri Massimo D'Alema in una intervista pubblicata dal quotidiano Haaretz di Tel Aviv di venerdì 25 agosto.

Haaretz riporta le parole del ministro degli esteri italiano con un vistoso titolo in prima pagina. In risposta ad una domanda, D'Alema afferma che «l'idea di inviare forze dell'Onu a Gaza è adesso nell'aria. Ma io penso che se le cose andranno per il giusto verso in Libano, anche a Gaza potrebbe essere avviato un processo positivo analogo: un cessate il fuoco reciproco, la liberazione del caporale Ghilad Shalit (rapito il 25 giugno da miliziani palestinesi); un governo di unità nazionale palestinese che accetti le condizioni poste dalla comunità internazionale e anche una presenza delle Nazioni Unite per rafforzare il governo palestinese».

D'Alema dice nell´intervista che l'Italia «manda i propri soldati in Libano, dove rischiano la vita, anche in segno di affetto verso Israele. Noi non abbiamo interessi in Libano, si tratta di un gesto che deve creare pace». «Per noi - ha proseguito - un successo sarebbe la presenza della diplomazia internazionale ed europea nella Regione, una presenza che è mancata per molti anni. L'Europa non ha goduto di alta considerazione in Medio Oriente, gli israeliani hanno sempre guardato a lei con sospetto, gli arabi pensavano che l'Europa versa fondi ma che, per le cose importanti, occorre rivolgersi agli Stati Uniti. Se con l'aiuto della presenza delle Nazioni Unite e della Europa inizierà in Libano un processo positivo, il Libano si stabilizzerà e la minaccia del fondamentalismo ai confini di Israele sarà rimossa. Ciò dimostrerà al pubblico israeliano che la comunità internazionale può essere efficiente, l'Europa può essere efficiente. Questo processo dimostrerà ad Israele che è possibile garantire meglio la sua sicurezza attraverso una politica di pace che non con mezzi militari. Il problema principale è che nella politica israeliana pace e sicurezza sono due concetti separati e a volte contraddittori».

A proposito del giudizio sulla natura degli Hezbollah, D'Alema ha definito «semplicistica» l'affermazione israeliana secondo cui si tratta di una organizzazione terroristica». «Una organizzazione che ha 35 deputati in parlamento e tre ministri non può essere definita come una organizzazione terroristica. Hezbollah non è considerato una organizzazione terroristica dalla stessa Unione europea, questa non è la mia visione personale. Hezbollah è una organizzazione militare, ma è anche una forza che si presenta alle elezioni. Il paradosso è che noi sosteniamo il premier libanese Fuad Siniora, un leader democratico, e che lo stesso Siniora loda gli Hezbollah in quanto difensori del Libano».

SAGGE PAROLE.




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25 agosto 2006

MISSIONE ONU IN LIBANO: L'ITALIA NON E' PIU' SOLA.

"Non saremo da soli", dicevano all'unisono gli esponenti del Governo italiano riferendosi alla missione dell'Onu in Libano. Inizialmente l'Italia era stata l'unica Nazione ad impegnarsi per l'invio in Medioriente di un grande contingente, mentre gli altri Stati, per un motivo o per l'altro, aveva declinato l'invito del Palazzo di Vetro. Dopo due settimane di sforzi diplomatici, nei quali l'Italia ha svolto una parte decisiva, ieri la Francia ha annunciato l'invio di duemila uomini, mentre la Spagna ne manderà almeno ottocento. Potrebbe inoltre spedire truppe di terra nella zona anche la Germania, che fino a pochi giorni fa non andava oltre lo stanziamento di alcune unità navali.
Anche la Russia è orientata all'invio di un contingente.


Ma la decisione più attesa era quella di Parigi, che è infatti stata accolta con grande soddisfazione in tutto il mondo.
Israele ha definito "un passo molto positivo" l'annuncio della Francia, il presidente americano George W. Bush ha espresso apprezzamento per questa scelta.
"Ho appreso con soddisfazione la decisione di Chirac - ha reso noto il presidente del Consiglio italiano Romano Prodi - è una decisione che rafforza significativamente la missione Onu e la sua componente europea come più volte auspicato dall'Italia".

SE QUESTA MISSIONE ONU SI REALIZZERA', SARA' MERITO SOLO E SOLTANTO DEL GOVERNO ITALIANO. NON VOGLIO SENTIRE SE E MA...PUNTO.




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