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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
24 luglio 2006

CHIUSO PER FERIE FINO AL PRIMO AGOSTO

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LETTORI DEL MIO BLOG,     

LASCIATEMI TANTI COMMENTI, APPENA TORNO RISPONDERO A TUTTI.
SE POTETE TENETEMI AGGIORNATO SU CIO' CHE VI PREME DI PIU' E A CUI DATE PIU' IMPORTANZA.
PARTO, CON QUESTO BLOG NEL CUORE E CON UN SOGNO PER ME E I CITTADINI ITALIANI:

UNA VERA RINASCITA NAZIONALE, ATTRAVERSO LA QUALE SI CAPISCA DAVVERO IL VALORE DELLA SINISTRA PATRIOTTICA E NAZIONALISTA, FONDATA SUL VALORE DELLA RESISTENZA ITALIANA.

ORA E SEMPRE RESISTENZA!




permalink | inviato da il 24/7/2006 alle 23:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (28) | Versione per la stampa

24 luglio 2006

ECCO DOVE ERA FINITO IL MIO NEMICO...

<B>Berlusconi, show in un locale di Marrakech<br>balla in "gandoura" in onore di Veronica</B>

Berlusconi, show in un locale di Marrakech
balla in "gandoura" in onore di Veronica



 Adesso può. Libero dagli obblighi del protocollo (per quanto lo rispettasse un po' a modo suo), dalle incombenze politiche, dal termitaio di assistenti e collaboratori che gli fremevano intorno quad'era presidente del Consiglio, ora Silvio Berlusconi può anche ballare mascherato in un locale di Marrakech. Come un turista qualsiasi, di quelli che nei villaggi sul Mar Rosso partecipano alla "Serata tradizionale" e fanno il trenino addobbati di stracci trasparenti e turbanti coi lustrini. Lui, per farlo, ha scelto il Marocco, e un'occasione che giustificava qualche follia: il compleanno di sua moglie Veronica, festeggiato in un ristorante molto frequentato.

Ecco la scena, alla quale mercoledì scorso hanno assistito i clienti del Dar Marjana, noto per, appunto, le animazioni musicali. Un uomo, con indosso un gandoura blu - l'abito tradizionale a forma di lunga vestaglia con scollatura a V ornata di ricami - e con il volto coperto da un foulard, ha iniziato a danzare sulla pista del ristorante, cercando di richiamare l'attenzione di Veronica Lario. Poi, le si è avvicinato e, nel silenzio della sala, complice probabilmente qualche cameriere compiacente, le ha regalato una collana di diamanti cantando "Buon compleanno, amore mio". Applausi.


Ma questa della danza in maschera è stata solo una delle iniziative che l'ex presidente del Consiglio ha organizzato per festeggiare i cinquant'anni della consorte. Una cronaca fitta di momenti, fin dall'arrivo a Marrakech, dove Veronica Lario è giunta a bordo di un aereo privato, accompagnata da uno dei figli. Poi, un tè verde alla menta sul terrazzo del Cafè de France, e lì le si avvicinano sette donne, in abito tradizionale, col volto coperto. Dopo qualche minuto, la moglie di Berlusconi scopre che si tratta di sette amiche, invitate a Marrakech proprio dal marito.

Le donne mangiano insieme, l'indomani fanno shopping e visitano la Medina della Città Ocre, poi la cena al Dar Marjana. Ed è qui che si materializza, in mezzo a un gruppo di musicisti e danzatori 'gnaoua' - genere importato in Marocco dagli schiavi dell'Africa subsahariana - l'ex premier. E' mascherato, si muove in pista, si fa notare perché - scrive il giornale Aujourd'hu Le Maroc - "con movenze da artista, con un piccolo salto da guerriero, balza davanti a Veronica Lario che infastidita lo rifiuta con tutte le forze". Fino al momento in cui non si rivela, e intona "Tanti auguri" nel silenzio della sala.

AEREO PRIVATO, COLLANA DI DIAMANTI...ECCO CHI E' SILVIO BERLUSCONI...E PENSARE CHE PRIMA CHE ENTRASSE IN POLITICA STAVA FALLENDO...
MA I GIOVANI ESALTATI FORZISTI  SI DIMENTICANO TUTTO QUESTO...E SONO PRONTI A FARLO DIVENTARE SEMPRE PIU' RICCO E A SALVARLO DALLA GALERA.
BRAVI FESSI!





permalink | inviato da il 24/7/2006 alle 20:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa

24 luglio 2006

LA FIAT, INDUSTRIA DI AUTOMOBILI ITALIANA, CRESCE E CI FA BEN SPERARE PER IL FUTURO

<B>Fiat, salgono ricavi e utili<br>Vendute un milione di auto</B>

FIAT: SALGONO RICAVI ED UTILI.
VENDUTE PIU' DI UN MILIONE DI AUTO

Conti più che positivi nel primo semestre per la Fiat.
Trainato dalle performance di Fiat Auto (+20,8%), delle Macchine per l'Agricoltura e le Costruzioni (+6,2%) e dei Veicoli Industriali (+5,2%), nel secondo trimestre 2006 il fatturato del Gruppo Fiat è cresciuto del 12,9% a 13,6 miliardi.

Debito industriale netto si riduce a 2,3 miliardi. Il risultato della gestione ordinaria del Gruppo è quasi raddoppiato a 659 milioni di euro, con un margine sui ricavi del 4,8%. Il cash flow industriale, positivo per il terzo trimestre consecutivo, è pari a 0,6 miliardi di euro e riduce il debito industriale netto a 2,3 miliardi di euro.

La liquidità del Gruppo a fine giugno era di 6,7 mld di euro, in diminuzione di 2,1 mld di euro rispetto a 8,8 mld di fine marzo, dopo rimborsi netti di prestiti obbligazionari per 0,7 mld la riduzione di debiti bancari e per anticipazioni su cessioni di crediti di circa 1 mld di euro.


Vendite ai massimi storici. Ai massimi storici anche le vendite: Fiat Auto ha venduto nel primo semestre dell'anno oltre un milione di veicoli. Un risultato non più raggiunto dal 2001, con una crescita del 17,5% rispetto al primo semestre 2005. Nel secondo trimestre del 2006 "il significativo aumento dei volumi di vendita" ha consentito all'area Automobili di realizzare ricavi per 6,6 mld di euro, con una crescita del 18,9% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Nei primi sei mesi dell'anno l'area Automobili ha realizzato ricavi per 12,7 miliardi di euro, in aumento del 21% rispetto alla prima metà del 2005.

Obiettivi rivisti al rialzo. Il Gruppo Fiat sulla base dei risultati raggiunti nel primo semestre 2006 e "pienamente in linea con gli obiettivi", conta di chiudere l'anno in modo più che ottimistico tanto da puntare "al rialzo degli obiettivi". Dunque il "tetto" della gestione ordinaria passa da 1,6 a 1,85 miliardi di euro (risultato della gestione ordinaria di Fiat Auto da 200 a 250 milioni di euro), il risultato netto da 700 a 800 milioni di euro (escludendo gli utili straordinari), l'indebitamento industriale di fine anno intorno ai 2 miliardi di euro.
Confermati invece tutti gli altri obiettivi, compresi quelli per il 2007

Reazione "emotiva" della Borsa. Tuttavia i dati sono stati accolti con una certa freddezza dalla Borsa: le azioni del gruppo, che in mattinata guadagnavano il 2,8%, dopo l'annuncio delle cifre della semestrale sono scivolate nel giro di pochi minuti al minino di giornata di 10.61 euro (+0,16%). Hanno però poi recuperato rapidamente, per tornare a +1,01% a 10,7 euro. "I dati sono positivi - ha commentato un analista - quelli dell'auto sono in linea con le attese, a livello di gruppo e di indebitamento sono migliori delle aspettative. Sono anche state riviste al rialzo le stime. La reazione del titolo mi sembra più che altro emotiva".


VOGLIAMO FORSE PRENDERE LEZIONI DI COME SI COSTRUISCE UN'AUTOMOBILE DAI FRANCESI O DAI GIAPPONESI? VOGLIAMO FORSE FAR CHIUDERE UNO DEI POCHI COLOSSI INDUSTRIALI CHE ABBIAMO NEL NOSTRO BEL PAESE CHE FA LAVORARE MIGLIAIA DI PERSONE? VOGLIAMO DAVVERO FAR ARRIVARE I NOSTRI SOLDI IN GIAPPONE O IN FRANCIA???
IO COMPRO SOLO MADE IN ITALY...SEMPRE E COMUNQUE!




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24 luglio 2006

PERCHE' SE PREVITI E' STATO INTERDETTO ANCORA PUO' FARE IL DEPUTATO?



"Cesare Previti e' stato condannato con sentenza definitiva a sei anni di reclusione con interdizione perpetua dai pubblici uffici. Nonostante cio' riveste ancora la carica di deputato della Repubblica.
 Si tratta di una situazione inaccettabile e per questo i Verdi chiedono le ragioni per cui sino ad oggi non si sia provveduto ad adottare provvedimenti per la decadenza di Cesare Previti dal ruolo di parlamentare". E' quanto affermano il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo Bonelli e la deputata del Sole che Ride Paola Balducci. "Cesare Previti - proseguono Bonelli e Balducci - annuncio' piu' volte che si sarebbe dimesso. A tre mesi dalla sentenza non c'e' traccia della lettera di dimissioni dell'esponente di Forza Italia. I Verdi hanno scritto una lettera al presidente della Camera ed al presidente della giunta per le elezioni affinche' prenda atto della sentenza e della conseguente decadenza di Cesare Previti dalla carica di parlamentare, come prevede l'Art. 17 del regolamento della Camera".

UNA DOMANDA CHE FORSE NON TROVERA' MAI RISPOSTA...
CERTO CHE SE PARLASSE PREVITI DEGLI "IMPICCI" DEL CAVALIER DUCAPE'...LO SAI LE RISATE CHE MI FACCIO!!!




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24 luglio 2006

DI PIETRO HAI RAGIONE!!!

Di fronte al tentativo del Parlamento di mettere in atto un provvedimento di indulto che lascerà impuniti i responsabili di gravi reati finanziari e amministrativi, il leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro è pronto anche a gesti clamorosi. L'ex Giudice negli scorsi giorni aveva provato con il dialogo, poi con la protesta, adesso passa alle minacce.
"Italia dei Valori non sfiducerà il governo - ha avvertito - ma siamo pronti ad uscire dall'Esecutivo e a dare l'appoggio esterno".
Il ministro delle Infrastrutture ha messo in chiaro che il suo partito non è contrario a prescindere ad un provvedimento di clemenza, a patto però che non serva per lasciare impuniti i soliti personaggi.

"L'indulto si può fare a favore di quei disperati che sono in carcere, ma non a favore dei furbetti del quartierino, del quartierone e della politica - ha sottolineato - è per questo che ritengo che è immorale l'accordo scellerato che sta avvenendo tra centrodestra e centrosinistra. Per raggiungere l'indulto si vende la dignità di una coalizione. Per quanto mi riguarda a partire da martedì prossimo cercherò di essere presente in Aula per tentare di scongiurare una soluzione di questo genere perché è bene che i cittadini sappiano che non c'è necessità di estendere l'indulto anche ai corruttori, ai falsificatori di bilanci e agli evasori fiscali".




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23 luglio 2006

DI PIETRO CONTRO L'INDULTO PER REATI FINANZIARI

Per Mastella l'indulto va bene così com'è. Per Di Pietro, invece, sarebbe "immorale" allargarlo ai reati finanziari. E' duro lo scontro tra l'ex pm ora alla guida delle Infrastrutture e il collega ministro della Giustizia. Di Pietro non ci sta ad estendere l'atto di clemenza ai "corruttori, ai falsificatori i bilanci e agli evasori fiscali". A Mastella che aveva detto che nella stesura del provvedimento sarebbero stati esclusi i reati di terrorismo, quelli di mafia e la pedofilia, l'ex magistrato di Mani Pulite contesta di avere incluso nellosconto di pena anche i reati finanziari.

"Cosa c'entra inserire nell'indulto coloro che hanno commesso reati di corruzione, concussione, bustarelle varie e hanno rubato i soldi allo Stato?", tuona il ministro. "Ritengo che sia immorale l'accordo scellerato che sta avvenendo con il centrodestra. Il centrosinistra, per raggiungere l'indulto, si vende la dignità di una coalizione".

Lunedì pomeriggio il provvedimento approda in aula a Montecitorio. In agenda è già previsto che passi velocemente anche al dibattito in Senato e, prima di Ferragosto, 13 mila detenuti potrebbero lasciare le prigioni. Ma lo scontro in aula si annuncia molto duro: "L'indulto si può fare a favore dei disperati che sono in carcere, non a favore dei furbetti del quartierino, del quartierone della politica. Cercherò di scongiurare una soluzione di questo genere". Poi rassicura: "Noi dell'Italia dei Valori non abbiamo mai detto che sfiduceremo il governo; piuttosto abbiamo detto che lo appoggeremo dall'esterno ma mai che lo sfiduceremo perché abbiamo fatto un patto con gli elettori". A stretto giro di posta, Mastella replica: "Nessuno può ergersi a censore di una iniziativa che trova grande attenzione". Visitando il carcere di Poggioreale a Napoli, il ministro della Giustizia spiega: "Le persone forti non hanno alcuna paura quando assumono iniziative di clemenza rispetto ad un mondo che ha bisogno di essere guardato con una dimensione umana. Nel testo proposto alla commissione non mi sembra vi siano eccessi o negligenze morali".

STO CON TE MINISTRO DI PIETRO...HAI PROFONDAMENTE RAGIONE...NON SI PUO DARE L'INDULTO A COLORO CHE HANNO RUBATO ALLE SPALLE DELLO STATO!
SFIDO IO COLORO CHE TI DANNO TORTO...
PER ME E' COME SE AVESSI DETTO: NON DAREMO MAI L'INDULTO A SILVIO BERLUSCONI! BRAVO...




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22 luglio 2006

CRISI MEDIORIENTALE: A ROMA IL VERTICE INTERNAZIONALE

Mercoledì 26 luglio l'attenzione dell'opinione pubblica mondiale si concentrerà sull'Italia.

A Roma si terrà infatti un vertice internazionale relativo alla grave crisi scoppiata in Medioriente tra Israele e il Libano. Tra gli altri, saranno presenti il segretario di Stato americano Condoleeza Rice e il "ministro degli Esteri" dell'Unione europea Javier Solana.

"Ritengo particolarmente significativo che si sia deciso di tenere a Roma la riunione del core group dei ministri degli Esteri sul Libano - ha commentato il presidente del Consiglio italiano Romano Prodi - considero che la decisione di riunirsi in Italia costituisca un riconoscimento degli sforzi fatti anche dal nostro Governo per creare un percorso di pace in Medio Oriente".




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21 luglio 2006

GRAZIE ALLA COPPA DEL MONDO, AUMENTA LA FIDUCUA DEI CONSUMATORI ITALIANI

La vittoria dell'Italia ai mondiali probabilmente ha avuto un peso sulla fiducia dei consumatori del mese di luglio. L'Isae rileva infatti che l'indice destagionalizzato, dopo l'andamento altalenante degli ultimi mesi, sale a 108,7 (da 106,9) tornando in prossimita' dei valori dello scorso marzo e in crescita risultano anche l'indicatore depurato anche dai fattori erratici (a 108,1 da 107,5), e quello grezzo, che passa da 108,6 a 110,4 attestandosi sui massimi dal settembre 2002.

Maggiore ottimismo, spiega l'Istituto in una nota, emerge soprattutto dalle valutazioni sul quadro economico e dalle attese a breve termine: in particolare, a crescere sensibilmente sono giudizi e previsioni sulla situazione dell'Italia, ''che potrebbero aver risentito positivamente del clima di euforia legato ai recenti eventi sportivi''. A conferma di tale ipotesi, l'Isae sottolinea che l'ottimismo relativo a tali variabili e' diffuso omogeneamente sul territorio nazionale; al contrario, le valutazioni sul quadro personale e su quello corrente - pur complessivamente in recupero - mostrano andamenti non omogenei, migliorando nel Nord Ovest e nel Centro e deteriorandosi invece nel Nord Est e nelle regioni del Mezzogiorno.

Segnali di cautela emergono tuttavia dal lato dei consumi durevoli: in particolare, la rilevazione trimestrale sulle prospettive di acquisto dell'abitazione e dell'autovettura evidenzia un aumento della quota di quanti escludono con certezza la possibilita' di comprare tali beni. Si consolidano inoltre i timori di tensioni inflazionistiche, probabilmente legate all'andamento del prezzo del petrolio e alle crisi internazionali in atto: un crescente numero di intervistati giudica i prezzi attualmente in 'forte aumento', mentre diminuiscono quanti prevedono almeno una stabilizzazione della loro dinamica nei prossimi 12 mesi. A livello territoriale, complessivamente la fiducia aumenta nel Nord e nel Centro e scende invece - dopo la risalita degli ultimi due mesi - nel Mezzogiorno.

PURTROPPO C'E GENTE COME SILVIO CHE PARLA DI MIGLIORI CONDIZIONI DI VITA DEI CITTADINI ITALIANI GRAZIE AI SUOI 5 ANNI DI GOVERNO: SI VA AL RISTORANTE, SI VA AL CINEMA E SI HANNO ANCHE DUE CELLULARI A PERSONA...
PERO CARO SILVIO, E SOLITI DELIRANTI FANS DI QUEST'UOMO, LA GENTE NON COMPRA PIU' CASE E MACCHINE, OVVERO I VERI BENI DI CONSUMO, CHE FANNO IL BELLO O IL CATTIVO TEMPO DELLA NOSTRA ECONOMIA.




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21 luglio 2006

IL GOVERNO PRODI DEVE RIMEDIARE AGLI ERRORI DEL GOVERNO BERLUSCONI (2)

Agli extracomunitari non verra' piu' chiesto di restituire il bonus bebe'.
Lo rende noto il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Enrico Letta. Il Governo ha dato disposizioni in merito alla Guardia di Finanza. Letta ha definito "increscioso" il comportamento del Governo precedente in materia.

FORSE AI FASCISTI E AI FORZISTI SEMBRERA' LA SOLITA "CORBELLERIA" DEL CENTRO-SINISTRA...INVECE NON SI RENDONO CONTO CHE ABBIAMO DOVUTO RISOLVERE ANCHE QUESTA "GRANA" CHE LORO AVEVANO INIZIATO SENZA MAI PORTARLA A COMPIMENTO.

QUELLA DI ROMANO PRODI E' LA VERA SERIETA' AL GOVERNO!




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21 luglio 2006

BERLUSCONI PROMETTE MA NON MANTIENE

Peggio di così non poteva andare. Quattromila euro da restituire in fretta e l´accusa di appropriazione indebita ai danni dello Stato. Il grande bluff di Berlusconi sui bonus bebé ha messo nei guai più di tremila immigrati che hanno incassato - solo ora si dice indebitamente - i soldi che il premier aveva destinato ai bambini nati in Italia nell´ultimo anno.
A Cuneo l´iter delle procure ha già prodotto i primi effetti: in questi giorni stanno notificando a un centinaio di genitori extracomunitari le sanzioni amministrative. Secondo i giudici non solo i malcapitati devono restituire i mille euro indebitamente riscossi per il bonus bebé, ma a questi si aggiungo altri tremila come effetto del reato. E anzi. Gli è andata pure bene. Perché la procura di Cuneo ha configurato solo il reato di appropriazione indebita ai danni dello Stato per cui è prevista una multa amministrativa non superiore al triplo della somma indebitamente percepita. Ma per altre procure - e si calcola siano più di tremila i casi segnalati - sembra che l´orientamento dei giudici sia ben diverso: si ipotizzano anche le accuse di truffa e falso ideologico.
Come è potuto accadere tutto questo? Semplice. È iniziata con la famosa lettera firmata di pugno dal premier uscente Silvio Berlusconi e indirizzata a tutti i bambini nati in Italia nell´ultimo anno e che invitava le famiglie a ritirare il bonus di mille euro alla posta. la lettera arrivò a tutti, comprese le famiglie di extracomunitari residenti in Italia. Tutto regolare, non fosse stato per un semplice imbroglio: il diritto al bonus era valido soltanto per i neonati italiani. Ma questo venne comunicato solo dopo, solo dopo cioè che più di tremila famiglie straniere si erano presentate alla posta per ritirare i soldi. La stima tra l´altro è in difetto, se si pensa che nell´ultimo anno in Italia sono nati 48mila bimbi da genitori stranieri è realistico supporre che almeno la metà abbiano ritirato il bonus. Prima di lasciare le stanze del Tesoro, a fine aprile, il governo Berlusconi diede il via alle procedure. Dal ministero partirono centinaia di lettere con le richieste di rimborso. Il resto lo hanno fatto poi le procure applicando anche le sanzioni amministrative relative al reato. Alcune hanno ritenuto che la lettera di Berlusconi fosse tale da indurre in errore, altre configurando appunto, invece, l´ipotesi della truffa a tutti gli extracomunitari che hanno chiesto il bonus pur non avendone diritto. Spiega l'avvocato Marco Paggi, dell'associazione studi giuridici sull'immigrazione Asgi: «A rischiare sanzioni penali o amministrative sono decine di migliaia di cittadini extracomunitari, solo nel Veneto sono arrivati circa tremila avvisi di garanzia». Il mese scorso i ministri Ferrero, Bindi e Amato hanno chiesto al Tesoro di bloccare la restituzione del bonus, ma per il momento alla richiesta non ha fatto seguito alcuna risposta ufficiale del ministro dell'economia, Padoa Schioppa. E del resto sarebbe anche inutile. Spiega ancora Paggi: «Un provvedimento del ministero in tal senso comunque non basterebbe. Perché per fermare le procure occorre una legge dello Stato».

SILVIO PROMETTE MA NON MANTIENE...PURTROPPO NON E' UNA NOVITA'...ANZI...




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20 luglio 2006

BERLUSCONI E BOSSI VOGLIONO ANCORA SPACCARE L'ITALIA

Lombardia, Veneto e Sicilia sul modello della Catalogna. Il federalismo non attraverso una riforma costituzionale, ma con una semplice legge ordinaria. Il federalismo concepito non piu' in qualche baita solitaria, ma direttamente dalle Regioni interessate. E' questo il piano che Umberto Bossi e Silvio Berlusconi stanno predisponendo di concerto con i presidenti di Regione. La proposta prevede che i consigli regionali a maggioranza centrodestra chiedano competenze esclusive previste dal titolo V attraverso un testo di legge da sottoporre al governo e da votare in Aula. Non solo: i leader di Fi e Lega avrebbero intenzione di promuovere un referendum consultivo su base regionale sul modello di quello fatto per la Catalogna il 18 giugno 2006. "Si tratta di un'ottima pensata", ha spiegato Bossi a Berlusconi nell'ultimo incontro ad Arcore. "Il centrosinistra non potra' sottrarsi", dice Roberto Maroni, "altrimenti dovra' dire chiaramente che la legge del 2001 e' pessima. E' un processo previsto proprio dalla loro riforma".
Secondo Paolo Grimoldi, responsabile del movimento giovanile della Lega, "i tempi potrebbero essere assolutamente rapidi. Le Regioni del Nord potrebbero anche lavorare insieme in questo senso. Non si e' fatta Pontida proprio perche' non c'erano ancora idee chiare: ora credo che la proposta sia pronta e penso che Bossi la rendera' pubblica forse gia' a meta' settembre a Venezia". Al momento sono previsti altri incontri con i presidenti di Regione per studiare l'iter da portare avanti. Una volta elaborato un testo di legge sara' chiesto un incontro con il governo. "Non si tratta della solita devoluzione, ma si avvicina molto", dice Roberto Maroni, "si tratta di attuare le modifiche alla Costituzione votate dal centrosinistra". La legge dovra' essere "approvata con la maggioranza assoluta dei componenti".

SONO PERICOLOSI. VOGLIONO DIVIDERE A TUTTI I COSTI LA NOSTRA PATRIA, UNA ED INDIVISIBILE.
 NON SI ARRENDONO NEMMENO DOPO LO SMACCO DEL REFERENDUM GRAZIE AL QUALE HANNO PERSO  OVUNQUE, CON PERCENTUALI ALTISSIME.
COSA POSSIAMO FARE?




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20 luglio 2006

ANCORA GRAZIE DI CUORE AL MINISTRO BERSANI

Banche, niente più spese di chiusura conto
La commissione Bilancio del Senato ha approvato gli emendamenti del governo all'articolo 10 del decreto legge Bersani
ROMA - E' probabilmente uno dei provvedimenti più attesi nel pacchetto sulle liberalizzazioni previste dal decreto legge che porta la firma del ministro per lo Sviluppo Pierluigi Bersani. Finalmente, infatti, non si dovranno più pagare le commissioni per chiudere un conto corrente.
La commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato gli emendamenti del governo all'articolo 10 del decreto legge.

Ma non c'è solo l'eliminazione delle spese di chiusura per i conti tra le buone notizie per i consumatori. L'altra grande novità rigurda l'obbligo per gli istituti di credito di modificare i tassi di interesse in relazione alle decisioni della Banca Centarle Europea in modo contestuale sia per gli interessi passivi che per quelli attivi. Sia, cioè, per quanto rigurada i soldi che si prendono a prestito che per quelli che si prestano alle banche stesse.

Una modifica rispetto al testo precedente però c'è stata. Viene, infatti, eliminata l'iniziale condizione di modificare i tassi in modo univoco. Spetterà, in pratica, alle aziende di credito decidere se e di quanto adeguarsi. Contestualità, quindi, ma in riferimento al "quantum" resta la libera scelta della banca.




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20 luglio 2006

DA FAR VEDERE A CHI AMA LA ROMA DI UNA VOLTA, IL DIALETTO ROMANO E L'AMORE DEI TEMPI CHE FURONO...

Locandina Poveri ma belli
 

















Ingenua commedia rosa, specchio dell'Italia spensierata ma intraprendente del primo dopoguerra. La storia è quella di due amici, Salvatore e Romolo, bellimbusti e sbruffoni, che si lasciano incantare dalla stessa ragazza, ma che dopo una divertente serie di equivoci e disavventure, troveranno l'amore sincero nelle rispettive sorelle, graziose e amorevoli. Buon quartetto di attori (Salvatori, Arena, De Luca, Panaro), simpaticamente smargiassi i due protagonisti, e dolcissime le due primedonne, con una Allasio che spadroneggia nel ruolo della maggiorata tentatrice. Il genere è quello del cosiddetto "neorealismo rosa", ossia una attento specchio della realtà piccolo-borghese, dei suoi personaggi e dei suoi luoghi comuni, raccontata con una fresca quanto caustica ironia. Lo stile di Risi è fresco e vivace, così come la recitazione degli attori, gustosa e interessante.

Belle ma povere

Seguito di Poveri ma belli. La bella Giovanna s'è trovata un altro fidanzato, Romolo ha messo giudizio ed è diventato un elettrotecnico, Salvatore invece continua a fare il bulletto che vive d'espedienti. Finisce che Romolo sposa la sorella di Salvatore e costui quella dell'amico.

QUANTO MI SONO PIACIUTI QUESTI FILM...
UNA VOLTA CON DUE LIRE FACEVI DEVI FILM MITICI, CHE RIMARRANNO SEMPRE NEL CUORE DEL PUBBLICO, CHE SARANNO VISTI ED AMATI DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE...E GLI ATTORI SI CHE SAPEVANO RECITARE VERAMENTE...
OGGI INVECE, CI DOBBIAMO ACCONTENTARE DEI FILM DI JERRY CALA' E COMPAGNIA BELLA...E' PROPRIO VERO...OGNI PASSO IN AVANTI, FACCIAMO DUE PASSI INDIETRO
E VOI CHE NE PENSATE? CONOSCEVATE QUESTE DUE COMMEDIE "ROMANE"?


















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20 luglio 2006

VISCO LANCIA L'ALLARME: "NON PERCEPITO RISCHIO DECLINO ECONOMICO"

L'Italia e' un Paese che va incontro a un "lento impoverimento", una fase di "declino possibile": a lanciare l'allarme e' il viceministro dell'Economia, Vincenzo Visco, nel suo intervento all'assemblea di Confservizi. Ma paradossalmente, prosegue Visco, "non c'e' la percezione di questa emergenza" e quindi siamo nella condizione che il Paese "non vuole fare le cose che vanno fatte". Che fare dunque? Margini di manovra, secondo il viceministro, ci sono: "Se servono tagli alle spese a tutti i livelli" e' pur vero che ci sono "sprechi altrettanto enormi. Ci sono le condizioni per ridurre le spese senza ridurre i servizi". Per quanto riguarda il fisco, Visco e' stato esplicito: "Voglio che la gente paghi le tasse secondo le proprie possibilita', anche se farlo in un Paese dove molti non le pagano non e' una cosa facile. Qui non ci sono ne' polli, ne' spennamenti da fare. Bisogna che qualcuno faccia quello che deve fare e si rientri da questo disavanzo". Per il viceministro, infatti, "il Paese sta spendendo piu' risorse di quelle che ha". Non manca una battuta sui conti pubblici 'ereditati dal precedente governo: "Se fosse stato mantenuto l'assetto del 2001", conclude Visco, oggi avremmo "due punti e mezzo in meno di spesa primaria, ed un punto in piu' di entrate".

E IO CONTINUO A RINGRAZIARE IL "BUON" SILVIO BERLUSCONI E TUTTI QUANTI I SUOI FANS SCATENATI E DELIRANTI!




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20 luglio 2006

NIENTE CARCERE PER FITTO (FORZA ITALIA).

Siamo ormai alla farsa, con un importante politico nazionale che implora a destra e a manca di potere andare in galera e con i Parlamentari di entrambi gli schieramenti che ignorano il suo appello e lo salvano a più riprese dalle manette.
La scorsa settimana la Giunta per le autorizzazioni a procedere della Camera dei Deputati aveva respinto con voto unanime la richiesta di arresto avanzata il 20 giugno dalla Magistratura di Bari per Raffaele Fitto, ex presidente della Regione Puglia e oggi parlamentare di Forza Italia.

Un regalo non richiesto (almeno non ufficialmente), dato che l'ex Governatore, accusato di avere incassato una tangente, aveva scritto (inutilmente) una lettera attraverso la quale implorava la Giunta di concedere l'autorizzazione. Oggi si è ripetuta la medesima scena. Il forzista ha scritto alla Camera pregando gli Onorevoli di non salvarlo dagli arresti domiciliari, ma l'Aula di Montecitorio di nuovo non lo ha ascoltato.

QUI HANNO SBAGLIATO SIA LA DESTRA CHE LA SINISTRA.
PERCHE' SOLO IN ITALIA SUCCEDONO QUESTE COSE? SE FITTO FOSSE UN'INGLESE, UN AMERICANO O UN FRANCESE, SICURAMENTE ORA AVREBBE CHIUSO CON IL MONDO DELLA POLITICA. INVECE ECCOLO LI, SEMPRE SEDUTO TRA I BANCHI DEL NOSTRO PARLAMENTO, SEDUTO PROPRIO LI, TRA BONDI E BERLUSCONI...
TANTO PER CAMBIARE SONO SEMPRE LORO...




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19 luglio 2006

GRAZIE ANCORA SILVIO BERLUSCONI

Salari a picco: 1600 euro in meno in tre anni


Quasi 1600 euro di stipendio in meno in tre anni. Una cifra non da poco per un lavoratore dipendente con uno stipendio medio di circa 24mila euro lordi all´anno (2mila euro lordi al mese). Soprattutto calcolato che, dei 1600 euro, mille se ne sono "andati" semplicemente per la perdita secca di potere d´acquisto accumulata in quattro anni di governo di centrodestra e 565 euro per la mancata restituzione del fiscal drag.

A fare i conti in tasca ai lavoratori italiani è il rapporto sui salari nel triennio 2002-2005 presentato dall´istituto Ires-Cgil e basato sulla rielaborazione di dati Istat e della Banca d'Italia. Lo studio punta il dito soprattutto sul divario fra inflazione reale e inflazione programmata. Ma anche su una politica fiscale che ha premiato i più ricchi e penalizzato i più svantaggiati.

Tra 2002 e 2003 - rileva l'Ires - l'inflazione programmata è stata infatti la metà di quella reale. E anche se dal 2004 i contratti rinnovati hanno recepito l'opzione sindacale di utilizzare l'inflazione attesa, nel quadriennio, per i salari di fatto emerge un bilancio in perdita dell'1%. Tradotto in entrate: -1.425 euro per le famiglie con capofamiglia operaio, - 1.434 euro per quelle con capofamiglia impiegato. Che diventano- 1.647 euro su uno stipendio medio lordo di 24.584 euro l'anno.

Ma non è tutto. A questa tendenza al ribasso si contrappone infatti una crescita del potere d'acquisto delle famiglie degli imprenditori e dei liberi professionisti: +9.053 euro. Tanto è che il rapporto Ires evidenzia anche un forte sbilanciamento nella distribuzione delle ricchezze: il 10% delle famiglie più ricche possiede il 45,1% dell'ammontare della ricchezza netta. «Con le manovre fiscali del Governo di centrodestra - commenta il presidente dell'Ires Agostino Megale - si è registrato un ulteriore allargamento della forbice a sfavore dei bassi redditi».

Secondo i dati della Banca d'Italia, presi a riferimento nel rapporto, sono circa 6,5 milioni i lavoratori che guadagnano meno di 1000 euro netti al mese e circa 10 milioni i pensionati che ne guadagnano meno di 800. L'Ires-Cgil punta l'accento sulle forti differenze emerse. Le lavoratrici dipendenti hanno infatti una retribuzione media annua lorda di 20.105 euro, circa il 18,2% in meno del dato nazionale, mentre i giovani guadagnano in media il 24,5% in meno (18.564 euro), i lavoratori del Mezzogiorno il 30,2% in meno (17.161 euro) e i lavoratori immigrati il 38,6% in meno (15.101 euro). «Ci sono troppe condizioni svantaggiate - ha sottolineato il segretario della Cgil Epifani –che penalizzano i giovani, le donne e il Mezzogiorno. È arrivato il momento «di mettere al centro la questione dello sviluppo e del sostegno a una diversa distribuzione della ricchezza prodotta».

Ma una buona notizia per i lavoratori c´è. Secondo l´Ires il famigerato decreto Bersani produrrà un risparmio annuo per le famiglie di circa 667 euro. I risparmi, secondo il rapporto, si quantificano così: 154 euro in meno per tasse e spese per le banche, 190 euro risparmiati in spesa per consumi, 105 euro sui costi per le libere professioni, 95 euro di indennizzo e costi delle assicurazioni, 40 euro per passaggi di proprietà dei veicoli, 85 euro in farmaci, 9 euro per spesa per trasporti (taxi). Che però diventano 120 per gli utenti abituali.

ORA CARI ELETTORI DI CENTRO-DESTRA,
APRITE GLI OCCHI, LEGGETE CON MOLTA ATTENZIONE QUESTO POST E CERCATE DI CAPIRE DOVE AVETE SBAGLIATO, PERCHE' AVETE CONTINUATO A VOTARE BERLUSCONI E COMPANY.
MA NON VI VERGOGNATE? IO NON SO PERCHE' AVETE CONTINUATO A COMMETTERE UN SIMILE ERRORE. MA NON VI RENDEVATE CONTO DELLA NOSTRA SITUAZIONE ECONOMICA, CHE ANDAVA SEMPRE PEGGIORANDO? E' IMPOSSIBILE CHE SIETE COSI CIECHI DI FRONTE ALLA REALTA'. ORA, IL DECRETO BERSANI...VA BENE SARA' UN PRIMO PICCOLO PASSO, MA E' UN PRIMO E PICCOLO PASSO A NOSTRO FAVORE, CHE FARA' "RIFIATARE" NOI CITTADINI...CRITICATE ANCORA SE VOLETE, MA SAPPIATE CHE AVETE TORTO!




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19 luglio 2006

IL GOVERNO PRODI DEVE RIMEDIARE AGLI ERRORI DEL GOVERNO BERLUSCONI

Come previsto, da Bruxelles è arrivato il via libera alla procedura di infrazione contro l'Italia in merito alla legge Gasparri. La Commissione europea ha deciso di inviare al governo Prodi una "lettera di avviso formale" in cui si chiedono chiarimenti su alcuni punti della riforma del sistema televisivo sospettati di non essere compatibili con le regole europee sulla concorrenza.

In particolare - si legge in una nota - l'esecutivo Ue è preoccupato per l'introduzione nella legge Gasparri di "ingiustificate restrizioni" alla fornitura di servizi nel settore delle trasmissioni televisive, attribuendo "ingiustificati vantaggi" agli operatori già esistenti.

La lettera inviata a Roma è il primo passo della procedura di infrazione. Ora l'Italia ha due mesi di tempo per rispondere alla Commissione.

La procedura di Bruxelles nasce da una denuncia dell'associazione Altroconsumo, secondo cui la riforma Gasparri viola le direttive europee sul settore televisivo nel momento in cui avvantaggia gli operatori esistenti nel passaggio dal sistema analogico a quello digitale. In pratica, una denuncia del duopolio Rai-Mediaset accusato di posizione dominante.

Secondo la Commissione - come si legge nella nota - la legge Gasparri può realmente precludere l'accesso al digitale terrestre di nuovi operatori che attualmente non sono attivi nel campo delle trasmissioni analogiche, impedendo loro di sperimentare le nuove tecnologie e di creare dei propri network digitali.

Inoltre, secondo Bruxelles la legislazione italiana consente l'occupazione delle frequenze da parte degli operatori dominanti: infatti tali operatori attivi nell'analogico possono acquisire ulteriori frequenze per la sperimentazione delle trasmissioni digitali, e hanno quindi la possibilità di trasmettere contemporaneamente sia sull'analogico che sul digitale.

Infine, nel mirino della Commissione c'è la parte della legge che consente agli operatori dominanti di mantenere il controllo sulle frequenze e sulle reti per le trasmissioni analogiche fino al momento in cui passeranno al digitale terrestre, privando gli operatori concorrenti di beneficiare delle nuove tecnologie.

ANCORA STIAMO PAGANDO I DANNI DI 5 ANNI DI GOVERNO BERLUSCONI.
AMICI, AMICHE, QUESTO HA FATTO IL GOVERNO BERLUSCONI. IL GOVERNO BERLUSCONI SI E' FATTO LE LEGGI AD-PERSONAM E LE LEGGI AD-INDUSTRIAM BERLUSCONIAM...E C'E' ANCORA CHI HA IL CORAGGIO DI DIFENDERLO, DI VENIRE A DIRE CHE LE NOSTRE PRIME RIFORME SONO SENZA SENSO...ALMENO QUESTE AVEVANO INCONTRATO PARERE POSITIVO ALL'INTERNO DELL'UNIONE EUROPEA, E NON HANNO FATTO SCATTARE NESSUNA PROCEDURA DI INFRAZIONE CONTRO LA NOSTRA AMATA PATRIA. GRAZIE SILVIO, GRAZIE MASSA DI PECORONI CHE VOTA FORZA ITALIA, FASCISTI E COMPAGNIA BELLA!




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19 luglio 2006

UN POST RIGUARDO LA GENERAZIONE U DOVE SONO STATO CITATO.

UN OTTIMO POST. PER ANDARLO A VEDERE VISITATE IL BLOG DEL MIO AMICO

http://laonda.ilcannocchiale.it/

E ANCORA GRAZIE PER LA CITAZIONE...




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19 luglio 2006

UN OTTIMO ARTICOLO SUL COMPROMESSO BERSANI-TASSISTI

Il compromesso tra Bersani e i tassisti


Ha ceduto o no il ministro Pierluigi Bersani di fronte alla dura protesta dei tassisti? Diciamo che per quel che riguarda l’immagine, il compromesso raggiunto rappresenta una netta vittoria della categoria e un brusco dietrofront del governo. Occorre capire quale fosse il reale obiettivo, se un’autentica liberalizzazione o una stretta alla corporazione. Intanto i comuni potranno iniziare – avendo avuto la strada aperta da Bersani – ad aumentare il numero delle licenze senza che si produca uno scandalo o una rivolta; a Roma si annunciano le 450 licenze ferme da un paio d’anni a causa di resistenze e poco coraggio dell’amministrazione, oltre ad altre 100 aggiuntive, giungendo ad un 10% in più di automobili bianche. La possibilità di aumentare i turni e di far lavorare un dipendente o un familiare del possessore della licenza dovrebbe aumentare l’efficienza e il numero delle corse evitando le lunghe attese. Inoltre la fissazione di una tariffa per percorsi prestabiliti (come quello aeroporto-centro città) e la possibilità di un controllo satellitare per verificare se davvero le automobili circolano sono provvedimenti importanti. Senza considerare il fatto che in mancanza di risultati concreti nei prossimi mesi, il ministro potrà rispolverare l’idea del cumulo delle licenze con molta più forza contrattuale e consenso popolare.


GRAZIE ALL'AUTORE DELL'ARTICOLO http://francescoblog.ilcannocchiale.it/




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19 luglio 2006

PRODI E RUTELLI: " SI POTEVA LIBERALIZZARE DI PIU"

La protesta in piazza è finita. E sulla scia dei caroselli delle auto bianche si aprono crepe nel governo. «Avrei preferito liberalizzare di più»: così il vicepremier Francesco Rutelli ha commentato l'accordo fra il ministro Pierluigi Bersani e i tassisti. Parole che suonano come una bocciatura. L'esponente della Margherita da sindaco perse un lungo braccio di ferro sulle licenze. Ora sperava nella rivincita. Niente da fare. Anche Romano Prodi, racconta chi lo ha incontrato, ieri era di umore nero. Ha convocato il ministro diessino, gli ha chiesto chiarimenti e gli ha ricordato che «la liberalizzazione deve andare avanti senza cedimenti». Il giorno dopo l'intesa raggiunta sotto il ricatto di una piazza spesso violenta, l'esecutivo è stato dunque scosso da polemiche interne. Ed è stato travolto dalle critiche di opposizione e consumatori. Anche nella stessa maggioranza in molti hanno storto la bocca per quello che Bersani ha definito un pareggio, ma che secondo la Cisl della Lombardia è invece «un secco 2-0 per i tassisti». Il caso nel governo è stato aperto da Rutelli: «Spero che il compromesso raggiunto dia un buon risultato. Avrei preferito una maggiore liberalizzazione e la possibilità di creare nuovi servizi per gli utenti, decisamente più flessibili».

Per il vice presidente del Consiglio però la partita non è finita: «Se il servizio non migliorerà, bisognerà tornare su soluzioni più coraggiose». Bersani è finito sotto accusa per aver concesso troppo ai tassisti. Forse consigliato dal sindaco di Roma, Walter Veltroni. O forse spaventato dal rischio di una rivolta di piazza. E ha dovuto renderne conto a Prodi. Il faccia faccia nel primo pomeriggio. Il premier avrebbe rinfacciato al ministro un atteggiamento letto all'esterno come una retromarcia. «Sembra che i tassisti abbiano vinto i mondiali», avrebbe detto il Professore. Il ministro si è difeso: «Se i Comuni applicheranno queste norme ci saranno cambiamenti reali, capaci di incidere sulla vita dei cittadini». In serata poi Bersani in un'intervista televisiva ha precisato che «non c'è stata alcuna marcia indietro». E un suo portavoce ha aggiunto che «il decreto realizza un cambiamento reale, come è evidente dagli annunci fatti oggi da Walter Veltroni e Letizia Moratti. Il sindaco di Roma ha dichiarato di assegnare 100 licenze entro il mese di luglio, mentre il sindaco di Milano ha assicurato che è pronta a dare concretezza alle misure del provvedimento». In realtà le 100 licenze fanno parte di un pacchetto di 450 nuove concessioni bandite più di due anni fa, ma mai rilasciate per vari intoppi burocratici. E per il nuovo decreto, solo «dopo l'estate comincerà il confronto con i tassisti per l'applicazione delle norme», ha detto Veltroni. Letizia Moratti ha invece espresso apprezzamento per l'intesa: «Lavoreremo per dare seguito all'accordo». Le associazioni di consumatori hanno parlato di «pericoloso cedimento».
E dalla Casa delle libertà sono arrivate critiche a raffica: «Il pareggio di Bersani? È come gli scudetti di Moggi», ha detto l'ex ministro Francesco Storace. «Prodi e Bersani marciano in rotta», ha aggiunto Maurizio Gasparri. Secondo Fabrizio Cicchitto, di Forza Italia, «il soldato Bersani si è sacrificato e si è esibito in una serie di risse metropolitane con i tassisti per sviare l'attenzione dei cittadini dalle operazioni fiscali che Visco sta preparando». Poco benevolo anche il giudizio della Cgil: «Era un tema difficile, solo il tempo dirà se il compromesso funziona», ha commentato Guglielmo Epifani. Il numero uno del sindacato ha però ammesso che «il problema andava affrontato diversamente». Ma ormai il match sembra chiuso. E difficilmente si arriverà ai rigori, come ipotizzato da Rutelli.

RIPETO...BERSANI E' STATO LASCIATO DA SOLO CONTRO QUESTA LOBBY DEI TASSISTI!
IL GOVERNO DOVEVA APPOGGIARE IN MANIERA PIU' CONCRETA E CONTINUA IL SUO PROVVEDIMENTO...COSI NON E' STATO...
INOLTRE COME NON NOTARE LE CRITICHE DI STORACE...COME PUO' QUEST'UOMO FARE BATTUTE DOPO QUELLO CHE HA FATTO!??? POI VABBE CICCHITTO E' UN CASO A PARTE...LUI NON E' UN UOMO NORMALE...LUI E' UNO SCHIAVO DI BERLUSCONI!




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19 luglio 2006

BRAVI...CONTINUATE A COMPRARE MACCHINE GIAPPONESI!!!

TOKYO (GIAPPONE) - Mega richiamo di vetture da parte della Toyota: il colosso automobilistico giapponese ha comunicato che oltre 400 mila veicoli venduti prevalentemente in Giappone, Stati Uniti e Canada - tra cui diverse Corolla, Prius, e la compatta Yaris (che in Giappone si chiama Vitz e Echo in Usa e Canada) - dovranno rientrare in fabbrica per difetti al propulsore. I mezzi in questione, che, a seconda dei modelli, sono stati venduti tra il 2001 e il 2005, rischiano improvvisi e insidiosi arresti a seguito di "grippaggio", in quanto alcune parti difettose del motore potrebbero causare perdite del serbatoio di olio lubrificante
Un richiamo lanciato dopo che le autorità giapponesi hanno messo sotto inchiesta tre dirigenti Toyota, sospettati di negligenza per mancati richiami di vetture difettose negli ultimi otto anni, comportamento che si sospetta possa aver contribuito a diversi incidenti automobilistici. Toyota ha annunciato che il maxi richiamo, che verrà eseguito sotto la supervisione del ministero dei Trasporti nipponico, coinvolgerà un totale di 418.570 veicoli, di cui 150.000 venduti all’estero.
Quello annunciato oggi è l’ultimo di una serie di problemi che stanno facendo crescere dubbi in merito alla capacità del gruppo di mantenere i suoi elevati standard di affidabilità con vendite che continuano a lievitare.
Negli ultimi anni Toyota ha visto la sua quota sul mercato globale continuare a rafforzarsi, tanto che alcuni analisti si attendono che presto superi la statunitense General Motors, numero uno al mondo. Ma un altro colpo all'immagine del gruppo Toyota arriva dagli Stati Uniti dove, all’inizio del mese, sono state richimate 367.500 Suv fra Toyota e Lexus (marca di lusso del gruppo giapponese) perché un pezzo della console era sospettato di «perdere» andando a interferire col pedale del gas.

BRAVI ITALIANI, CONTINUATE A COMPRARE MACCHINE GIAPPONESI E A SNOBBARE LE MACCHINE ITALIANE...COME SIETE PROVINCIALI!
FIAT SOLO FIAT SEMPRE FIAT...LA NOSTRA INDUSTRIA DELLE AUTOMOBILI,,LA NOSTRA!




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19 luglio 2006

LA MAGGIORANZA COMPATTA SULLA MISSIONE MILITARE IN AFGHANISTAN

ROMA - La Camera ha approvato la mozione della maggioranza sulla missione militare in Afghanistan (298 i voti a favore e 249 i contrari). In precedenza l'assemble di Montecitorio aveva bocciato la mozione dell'opposizione della Cdl (248 i si e 291 i no).

L'aula proseguirà con le dichiarazioni di voto sul ddl di rifinanziamento delle missioni italiane all'estero, tra cui quella in Afghanistan. Il voto è previsto entro le 17.

L'UNIONE SEMPRE PIU' COMPATTA...PER UNA VERA SERIETA' AL GOVERNO!




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19 luglio 2006

VOTO IMMIGRATI: FINI DICE SI E I DS APPREZZANO

Alleanza Nazionale sosterrà la proposta di un riconoscimento del diritto di voto amministrativo agli immigrati.
Lo ha affermato ieri il numero uno del partito post-fascista Gianfranco Fini.
Una presa di posizione che è stata accolta con favore da Aly Baba Faye, responsabile immigrazione dei Ds


"Un ulteriore plauso a Fini per la disponibilità sul diritto di voto e cittadinanza degli immigrati - ha dichiarato l'esponente della Quercia - l'avere confermato l'opportunità di concedere il diritto di voto amministrativo e la cittadinanza a persone di origine straniera, è una scelta che dimostra coerenza. Questa potrebbe essere il segnale che il leader di An sta lavorando per creare in Italia una destra moderna e europea".




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19 luglio 2006

E ORA LA SERRATA DELLE FARMACIE...

Dopo l´accordo in extremis con i tassisti, adesso il governo deve vedersela con i farmacisti. È stata confermata infatti la "serrata" delle farmacie private di mercoledì. Lo sciopero è stato proclamato da Federfarma, la federazione che raccoglie i titolari privati di farmacie, per protestare contro le norme del decreto Bersani che prevedono la possibilità di vendere medicine da banco senza l'obbligo di prescrizione medica anche «fuori dal circuito delle farmacie». Ossia nei supermercati.

Il decreto sulle liberalizzazioni, scrive Federfarma «favorisce i grandi gruppi economici e le grandi catene distributive commerciali, indebolisce e toglie efficienza al servizio farmaceutico e spiana la strada ad una sanità controllata da pochi soggetti che operano con finalità speculative e di mero profitto. Espropria il Ministero della salute di ogni decisione a proposito dei farmaci da vendere fuori farmacia». Federfarma minaccia altre azioni di lotta e di protesta che saranno decise il 21 luglio prossimo dall'assemblea.

Il servizio essenziale, comunque,sarà garantito dalle farmacie di turno, i cui elenchi sono disponibili presso le Asl. E inoltre resteranno aperte le farmacie comunali. L'assemblea generale delle Farmacie Comunali aderenti ad Assofarma ha infatti deciso, all'unanimità, di non intraprendere alcuna forma di protesta che porti all'interruzione del servizio a favore dei cittadini.

Intanto il Governo prova a chiarire i nodi del decreto Bersani che hanno scatenato la protesta dei farmacisti, In sintesi: anche se sarà possibile vendere le medicine nei supermercati resterà necessaria la «presenza» e «l'assistenza personale e diretta al cliente» di uno o più farmacisti. Lo prevede uno degli emendamenti presentati dall'esecutivo alla manovrina, nella parte relativa alle liberalizzazioni. Così facendo, viene di fatto rafforzato il ruolo dei farmacisti: la norma originaria infatti prevedeva solo l'«assistenza» e non chiariva la necessità anche della loro presenza. Non solo, ma un altro emendamento puntualizza che si potranno vendere le medicine non soggette a prescrizione medica soltanto «previa comunicazione al ministero della Salute e alla Regione» in cui ha sede l'esercizio commerciale.

SENTITE, CI VOGLIAMO DARA DA FARE? MI RACCOMANDO ANDIAMO A FIRMARE OGGI!
E SOSTENIAMO IL DECRETO BERSANI. NON POSSIAMO LASCIARE DA SOLO IL NOSTRO MINISTRO. CI VUOLE UNITA' IN QUESTO MOMENTO...




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18 luglio 2006

RIBADISCO ANDIAMO TUTTI A FIRMARE: ECCO DOVE!

Liberalizzazioni

Roma 17 luglio 2006        


Mercoledì 19 le associazioni di consumatori daranno vita a presidi e raccolte di firme in 100 piazze di Italia: è un iniziativa unitaria, il che evidenzia l'ampia adesione al provvedimento Bersani. Il governo però non deve cedere alle pressioni che varie lobby stanno esercitando anche con scioperi selvaggi come quello dei tassisti. i consumatori condividono i provvedimenti e non capirebbero se il negoziato dovesse portare allo stravolgimento degli stessi: è quindi opportuno trattare ma mantenendo fermi gli obiettivi di una grande liberalizzazione e di un miglioramento dei servizi.

Adiconsum ricorda inoltre che nelle proposte avanzate unitariamente al Governo e al Parlamento nell'udienza al Senato di lunedì scorso, vengono indicati miglioramenti coerenti con le finalità del decreto:

FARMACI: il confezionamento dei farmaci dovrà tenere conto dei cicli di cura e dovrà consentire il totale utilizzo del prodotto; prevedere l’obbligo per medici di famiglia e farmacisti di fare informazione sui farmaci generici. Obbligo, in una successiva fase, per gli stessi medici di prescrivere al paziente solo il principio attivo di cui ha bisogno; dare ai farmacisti facoltà di scegliere da chi acquistare i farmaci, togliendo quindi l’obbligo di rifornirsi dai grossisti che spesso applicano prezzi più alti di altri soggetti.

SALDI: Liberalizzare, oltre alle vendite promozionali come da decreto, anche i saldi.

BANCHE: Prevedere l’obbligo per le banche di rispettare per una durata minima di 12 mesi le condizioni contrattuali sottoscritte con il cliente.

LOTTA ALL’EVASIONE: ripristinare l’obbligo per tutti i commercianti e ristoratori, a prescindere dal sistema fiscale scelto, di emettere lo scontrino fiscale; permettere ai consumatori di portare in detrazione al 30% le spese per le prestazioni professionali, incentiva il cittadino a richiedere sempre la fattura, evitando accordi in nero che evitano al cittadino il pagamento dell’Iva e che consentono al professionista l’evasione.

Ecco l'elenco dei presidi dove sarà possibile firmare la petizione

  • Roma: piazza SS Apostoli
  • Milano: piazza Cordusio
  • Bergamo: piazza Vittorio Veneto
  • Sondrio: piazza Garibaldi
  • Verona: via Mazzini angolo via Cappello
  • Firenze: via Roma, altezza via Tosinghi
  • Rieti: piazza Cavour adiacenze monumento "alla lira"
  • Alessandria: piazza Garibaldi, portici lato piazza Marconi
  • Varese: corso Matteotti
  • Pescara: stazione centrale
  • Matera: piazza Vittorio Veneto
  • Potenza: piazza Prefettura
RAGAZZI ORA SAPETE ANCHE DOVE POTER METTERE LA PROPRIA FIRMA PER SOSTENERE SEMPRE E COMUNQUE LA RIFORMA BERSANI.
RINASCITANAZIONALE NON SI ARRENDE! E VOI STATE SEMPRE CON ME? UNITI SI VINCE! TUTTI A FIRMARE




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18 luglio 2006

E ORA TUTTI A FIRMARE!

 Liberalizzazioni:
iniziativa consumatori per sostenerle



ROMA - Mercoledi' 19 luglio le associazioni dei consumatori scenderanno in piazza per sostenere il decreto Bersani sulle liberalizzazioni. In 100 piazze italiane saranno sistemati degli stand per la raccolta firme.
L'Adiconsum fa sapere che "il Governo non deve cedere alle pressioni che varie lobby stanno esercitando anche con scioperi selvaggi come quello dei tassisti". Ad ogni modo i consumatori ricordano che sono necessari dei miglioramenti coerenti con le finalita' del decreto.
(Agr)

GRAZIE AL BLOG
http://jgpage.ilcannocchiale.it/ PER L'INFORMAZIONE

AMICI E AMICHE, ORA ANDIAMO TUTTI A FIRMARE. FACCIAMO VEDERE AL MINISTRO BERSANI CHE STIAMO CON LUI E CHE APPOGGIAMO IL SUO DECRETO.
MI RACCOMANDO SPARGETE VOCE E TUTTI COMPATTI PER LA RACCOLTA FIRME.
CHE NE DITE?




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18 luglio 2006

FIORONI:" LA SCUOLA E' DI TUTTI"

«La scuola italiana è di tutti e per tutti». Il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, prende le distanze dall'idea di scuola espressa dal cardinale Angelo Scola in un'intervista al
Corriere della Sera. «Lo Stato — questo in estrema sintesi il pensiero del Patriarca di Venezia — deve rinunciare in linea di massima a farsi attore propositivo diretto di progetti scolastici e universitari per lasciare questo compito alla società civile». La proposta è rivoluzionaria e il ministro Fioroni non la rinvia al mittente: merita «riflessione e approfondimento.

«Ma la riflessione — precisa — va fatta nell'interesse della scuola italiana, che è la scuola di tutti e per tutti». Ovvero non una scuola di tendenza. Il ministro, in buona sostanza, dice no a quanti ritengono, come il cardinale, che lo Stato in materia di educazione debba ritirarsi e lasciar fare alla società civile, senza tuttavia condividere la posizione opposta, secondo cui la scuola deve essere soprattutto di Stato.

Le reazioni alla tesi di Scola non si sono fatte attendere. Per Albertina Soliani, capogruppo dell'Ulivo nella commissione Cultura, «il proliferare di scuole al di fuori di un impegno della Repubblica per l'istruzione porterebbe a una deriva dannosa per il Paese». «Mi preoccupa l'idea di prevedere scuole di tipo islamico — continua la senatrice —. Molto più utile una scuola di tutti, laica, aperta alle diverse religioni e culture». Per la maggioranza il rischio implicito nella visione del cardinale è quello di una proliferazione di scuole di tendenza: religiosa e politica. Lo teme Franco Monaco della Margherita: «È l'opposto di ciò di cui abbiamo bisogno».
Preoccupato il presidente della Camera, Fausto Bertinotti: «Penso che la scuola in una società che diventa sempre più meticcia debba essere unitaria e cioè pubblica per comprendere tutte le etnie, le religioni e i punti di vista, in una costruzione unitaria che è quella della convivenza in cui ognuno rispetti l'altro ma si confronti con lui quotidianamente».
Non è la scuola che piace alla Cdl, che difende il patriarca di Venezia. Riccardo Pedrizzi (An) condivide l'impostazione di Scola: «Bisogna passare dalla scuola dello Stato alla scuola della società civile». Per Maurizio Sacconi (FI) «la considerazione del patriarca deve indurre una riflessione meditata». La Compagnia delle Opere, infine, si dice perfettamente d'accordo con quanto affermato da Scola: «Un sistema regolato che consenta una competizione virtuosa tra i soggetti dell'istruzione è la migliore garanzia per lo sviluppo del capitale umano in Italia».

QUESTO FIORONI MERITA VERAMENTE IL NOSTRO PLAUSO. E' IL MIGLIOR MINISTRO DI QUESTO GOVERNO: COERENTE E LEALE NEI CONFRONTI DEL CONCETTO DI SCUOLA PUBBLICA! SARA' UN GRANDE MINISTRO...FARA' STRADA...ALTRO CHE LA MORATTI...AL SOL PENSIERO MI VENGONO I BRIVIDI...




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18 luglio 2006

BERSANI HAI DELUSO TUTTI NOI! E SIAMO PURE TANTI...



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E ORA CHE FARE?
EPPURE IL DECRETO BERSANI E' STATO IL MIGLIORE IN ASSOLUTO DELLA SECONDA REPUBBLICA...PERCHE' ALLA FINE NON E' RIUSCITO AD AVERE LA MEGLIO?
COLPA DEL POTERE  DELLE CORPORAZIONI...PURTROPPO....SEMPRE QUESTE LOBBY CHE HANNO CAUSATO E STANNO CAUSANDO IL SOLITO IMMOBILISMO ITALIANO!





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17 luglio 2006

SCONFITTA PER LE RIFORME. SONO DELUSO ED ARRABBIATO CON BERSANI!

Taxi, raggiunto l'accordo con Bersani
Niente cumulo di licenze e doppia targa

<B>Taxi, raggiunto l'accordo con Bersani<br>Niente cumulo di licenze e doppia targa</B>     

Tassisti a piazza Santi Apostoli

ROMA - "Abbiamo vinto, scompaiono il cumulo e la doppia targa, hanno accettato le nostre proposte anche per quanto riguarda la possibilità di avere il secondo conducente". E' questo, nelle parole di Loreno Bittarelli dell'Uri (Unione radiotaxi italiani), il risultato raggiunto durante l'incontro decisivo di questa sera tra i sindacati e il ministro per lo Sviluppo economico, Pierluigi Bersani. In piazza Santi Apostoli, dove si sono riuniti i tassisti in attesa della fine della riunione, hanno accolto la notizia con entusiasmo.

"Siamo soddisfatti - ha detto Carlo Bologna dell'Ait (Associazione italiana tassisti) - hanno capito che qui c'e' gente che lavora". "Abbiamo trovato dei punti d'incontro - ha aggiunto - il ministro si è impegnato a togliere il cumulo delle licenze ma noi, in cambio, ci siamo impegnati a garantire lavoro ai giovani attraverso un apparato di sostituzioni che consentirà un incremento delle presenze dei taxi del 60-70 per cento in più".

"Giudizio positivo sulla proposta del ministro Bersani" , ha detto Fabio Parigi, portavoce di Confartigianato Taxi "L'unico punto di perplessità - ha sottolineato Parigi - riguarda il principio del bando straordinario fuori programmazione. Tuttavia il ministro ci ha rassicurato sul fatto che si tratta di una ipotesi riferita ad un ambito circoscritto e ad eventi eccezionali".

Uno dei punti dell'intesa riguarda la possibilità di bandire nuovi concorsi per le licenze. Questo accadrà solo se la situazione ordinaria lo richiederà e a seguito di una verifica da parte dei comuni, ha spiegato Maurizio Longo della Fita-Cna.

La notte in piazza delle auto bianche si sta trasformando in una festa: cori da stadio, bandiere, clacson che suonano e ringraziamenti per il sindaco di Roma Walter Veltroni e il prefetto Achille Serra, mediatori con il governo.

QUesta la conclusione di un'altra giornata difficile per la capitale. Migliaia di tassisti erano scesi oggi in corteo nel centro di Roma. Dal Circo Massimo si erano mossi verso piazza Venezia e poi, a piedi, avevano raggiunto piazza Santi Apostoli. Il clima in piazza era teso: un giornalista del Corriere della sera, Paolo Foschi, è stato minacciato e aggredito da due tassisti: "Sappiamo chi sei e dove vivi".

Il documento. Loreno Bittarelli, presidenti dell'Uri, ha letto e commentato in piazza Santi Apostoli il documento dell'intesa con il governo. "Il tavolo di discussione viene spostato dal governo ai Comuni. I Comuni potranno scegliere di potenziare il servizio a seconda delle esigenze locali previa consultazione delle commissioni consultive cui partecipano i rappresentanti della categoria e radiotaxi", ha spiegato.

E ha aggiunto: i Comuni "possono disporre ulteriori turni giornalieri per le singole auto, utilizzando dipendenti e collaboratori familiari, con forme di controllo sistematico da parte dei Comuni. Potranno inoltre prevedere bandi straordinari in deroga alla programmazione ordinaria a titolo oneroso o gratuito".
Nel corso della discussione al ministero, ha spiegato Bittarelli, è stato chiarito che i concorsi avverranno nell'ambito dell'ordinaria programmazione, dove questa possa garantire un adeguato livello di servizio. Nel caso in cui la programmazione manchi - si legge nel documento - o si riveli insufficiente, i Comuni potranno bandire concorsi straordinari.

Nel caso di bando oneroso, sarà esclusa la possibilità di bandire un'asta economica per l'assegnazione del titolo. Il ricavato del bando oneroso verrà distribuito ai tassisti già in attività in una percentuale non inferiore all' 80%; la parte restante dei proventi potrà essere usata dai Comuni per iniziative di controllo e miglioramento della qualità di tutto l'autoservizio pubblico non di linea.

PERCHE' BERSANI HA TRADITO LE ASPETTATIVE DI NOI CONSUMATORI E DI NOI RIFORMISTI? NON POSSO CREDERE CHE IL POTERE LOBBISTICO ABBIA VINTO DI NUOVO 




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17 luglio 2006

BERSANI NON MOLLARE!

 

SOSTENIAMO L'INIZIATIVA "TAXI? NO GRAZIE!!"

Ancora una giornata lunga per lo sciopero selvaggio dei tassisti che contestano il decreto legge Bersani sulle liberalizzazioni. Mentre il corteo dei tassisti è pronto a partire, slogan contro il Governo e il presidente del Consiglio, Romano Prodi, vengono urlati al Circo Massimo dove i rappresentanti della categoria, provenienti da tutta Italia, stanno improvvisando un comizio sul palco allestito in via dell'Ara Massima di Ercole.

La liberalizzazione «non è un atto ostile nei confronti di qualcuno»; «il vero nodo» è «avere più servizi, più taxi», risponde da Napoli, il segretario nazionale della Uil, Luigi Angeletti, che sottolinea come il decreto Bersani significhi creare opportunità, così come è accaduto in molto paesi del mondo. «La possibilità di svolgere più servizi alla fine si rivela un vantaggio per gli stessi tassisti». Quella dei tassisti è una «posizione miope - prosegue Angeletti - si difendono da un problema che non esiste. Con intelligenza si può trovare una soluzione. Il governo del resto - conclude - non può perdere la faccia. Sarebbe un grave colpo politico».

Che la tensione sia alta lo dimostra l´aggressione a opra di due tassisti a Paolo Foschi del Corriere della Sera. «I tassisti devono abituarsi anche perché il governo sicuramente non torna indietro». Il ministro per le riforme e l'innovazione tecnologica Luigi Nicolais non usa mezzi termini e definisce il provvedimento di liberalizzazione proposto dal decreto Bersani «totalmente corretto». «Si sta cercando di liberalizzare il settore taxi così come altri settori - ha detto il ministro a Napoli, a margine della presentazione della rivista "Esserci nel Mediterraneo" - adesso bisogna trovare un compromesso per evitare qualche problema». «I tassisti devono abituarsi - ha ribadito Nicolais - il governo sicuramente non torna indietro».

CHI VUOLE PUO' SEMPRE APPOGGIARE TALE INIZIATIVA. UNITI SI VINCE!

INOLTRE ECCO UNA SERIE DI POST SULLA VICENDA.  http://eleblog.ilcannocchiale.it/




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