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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
31 maggio 2006

NESSUN DATO DEFINITIVO ANCORA...

PER LE ELEZIONI MUNICIPALI DI ROMA, ANCORA NESSUN DATO DEFINITIVO PER LE PREFERENZE...COMUNQUE CONFRONTANDO I PRIMI DATI PROVENIENTI DALLE NOSTRE SEZIONI, IO DOVREI RISULTARE IL TERZO CON PIU DI 100 VOTI, MENTRE IL PRIMO STA SUI 180...PURTROPPO LA LISTA E' ANDATA MALUCCIO...E QUINDI PRENDE SOLO UN POSTO NEL CONSIGLIO...
CHISSA...PER NOTIZIE PIU CERTE PERO BISOGNA ASPETTARE LA PROSSIMA SETTIMANA.
SPERIAMO DI ANDARE BEN OLTRE I 100 VOTI DI PREFERENZA...ORA SICURO STO A 90...MA MANCANO PARECCHIE SEZIONI DEL MIO QUARTIERE...
COMUNQUE CONTINUERO A FARE POLITICA...E TRA 5 ANNI CI RIPROVERO!!!




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28 maggio 2006

UN INTERESSANTE ARTICOLO SULLE ELEZIONI DI ROMA

C´è voluta una colica renale, calcoli, febbre alta e un ricovero al policlinico Gemelli per cambiare i piani di Walter Veltroni nella corsa verso la riconferma al Campidoglio. Un malore, dicono i medici, dovuto all´eccesso di passione politica: il sindaco sapeva di stare male ma non si è voluto fermare neanche un giorno per una piccola, improrogabile, operazione. Un incidente che consegna a Veltroni centinaia di messaggi di solidarietà e stima, dal presidente della Repubblica giù fino all´ultimo consigliere del comune. E lascia il suo avversario senza neanche la soddisfazione di un ultimo, benché inutile, assalto frontale.

Del resto qui lo sanno tutti. La posta in gioco, a Roma, non è l´elezione di un sindaco. Nessuno, nemmeno il suo avversario Gianni Alemanno, può seriamente pensare che Walter Veltroni non vinca queste elezioni comunali. E che le vinca con un margine ampio, fin dal primo turno. Il problema è capire quale sia la quota di consenso necessaria a distinguere una semplice affermazione da un vero trionfo. Gli ultimi sondaggi pubblicati fino a quindici giorni prima del voto hanno posto l´asticella in alto, molto in alto: sopra il 60 per cento. Al di sotto di questa cifra c´è la certezza di altri cinque anni in Campidoglio, al di sopra comincia una storia nuova. Ancora da scrivere.

La posta in gioco è il futuro di Roma, una città, ma anche un laboratorio amministrativo e politico ultradecennale, che affonda le sue radici nell´ormai lontano 1993, con l´invenzione Rutelli e la sua vittoria contro Gianfranco Fini. E insieme è il futuro dell´Ulivo, o partito democratico che dir si voglia, di cui Veltroni è uno dei più autorevoli leader. Ma potrà, soprattutto, esserlo domani.

Veltroni e il futuro dell'Ulivo I due temi sono strettamente intrecciati in questa campagna elettorale. Roma e la nuova politica. Roma e la sua crescita boom. Roma il suo sindaco. Un leader riconosciuto e un modello di governo vincente. Veltroni è «il sindaco di tutti», recita lo slogan della campagna elettorale. «Il veltronismo è essenzialmente il pluralismo in un uomo solo», accusa polemicamente Magna Charta, la fondazione presieduta da Marcello Pera. Eppure è proprio questa la forza di Veltroni. Non cancellare né occultare le differenze, come vorrebbero suggerire polemicamente i crociati dell´ex presidente del Senato, ma costruire il consenso intorno a scelte ampiamente condivise. Anche smussando gli angoli, travolgendo i tradizionali paradigmi politici, sfruttando il proprio carisma per spostare più in là l´orizzonte delle scelte. Senza il timore di accogliere temi, parole e perfino suggestioni simboliche provenienti dal campo avversario. Ma senza per questo annacquare la propria idea di città.

Veltroni guarda all´Ulivo come stella polare e cerca un consenso molto più largo dei tradizionali confini dei partiti ulivisti. Accanto al sindaco c´è una lista dell´Ulivo piena di neofiti, giovani dirigenti di partito, la futura classe dirigente romana. Ma non solo. C´è anche una lista civica fortissima, che già cinque anni toccò il 10 per cento dei voti. E c´è un esperimento politico da vertigini: la lista dei moderati redenti, tutti ex consiglieri di Forza Italia approdati alla maggioranza capitolina attraverso l´Udeur. A guidarli l´ex forzista Alberto Michelini, democristiano in forza all´Opus Dei.

E tuttavia a Roma nessuno parla di deriva centrista. E nessuno si affanna più di tanto in discussioni e polemiche. La sinistra, anzi, sta bene, benissimo. Rifondazione alle ultime Politiche è cresciuta fino al 9%, superando la Margherita, e da cinque anni governa con i suoi minisindaci alcuni dei municipi di periferia che suddividono in 19 distinte amministrazioni il vastissimo territorio del comune. Verdi, Comunisti Italiani godono di ottima salute. Il consigliere comunale disobbediente Nunzio D´Erme, dopo la rottura con Bertinotti, ha trovato ospitalità in una nuova lista, Roma Arcobaleno. Centri sociali pacifici, integrati nel tessuto cittadino e partecipi dell´esperienza amministrativa. E la destra s´infuria.

La sfida mancata di Alemanno A Roma negli ultimi cinque anni il prodotto interno lordo e l´occupazione sono cresciuti più del resto d´Italia. Il triplo. Quasi raddoppiati i posti negli asili nido e gli utenti dei servizi sociali. I turisti aumentano di anno in anno. Sviluppo, solidarietà, numeri che lasciano poco spazio alle critiche. Gianni Alemanno, lo sfidante che viene dalla destra sociale e sogna di scalare l´Everst ha condotto una campagna elettorale aggressiva e senza appeal, diviso fra pulsioni neomissine e il crepuscolo del belusconismo. Ha promesso 30mila alloggi popolari, l´abolizione dell´Ici, lo sgombero di tutti i centri sociali e i campi nomadi, la rimozione della nuova Ara Pacis e il suo trasferimento in periferia. Ha proposto Alessandra Mussolini assessore all´infanzia e Vittorio Sgarbi alla Cultura. Alla fine non gli è rimasto altro da fare che chiamare in soccorso i leader taumaturghi – Berlusconi, Fini e Casini – che caleranno sulla capitale per il comizio di chiusura.

Veltroni lascia solo le briciole ai suoi avversari. Mai c´è stata la sensazione di un vero testa a testa. Una sola sfida diretta, davanti all´associazione dei costruttori romani. Quei costruttori che un tempo si chiamavano "palazzinari", zavorra conservatrice di una capitale piagata dalle speculazioni edilizie e poca avvezza alle regole. E che ora, invece, sembrano aver sposato la causa del centrosinistra al governo: modernizzazione solidale, riqualificazione delle periferie, grandi progetti urbanistici. In una parola: qualità e soldi. Il faccia a faccia c´è stato, a tratti anche aspro, ma i due candidati hanno continuato a parlare linguaggi diversi: il linguaggio del futuro sindaco e della futura opposizione. I costruttori alla fine hanno diplomaticamente concesso: pareggio. Ben sapendo chi sarà poi il vincitore.

Alemanno porta una croce celtica sotto alla camicia. L´ha mostrata nel corso di una trasmissione televisiva, è stato travolto dalle polemiche. Dice che apparteneva ad un amico scomparso, Paolo Di Nella, giovane militante fascista ucciso in un agguato ad inizio anni ´80. Allo stesso Paolo Di Nella, Veltroni, pochi mesi fa, ha dedicato una strada.
CONCORDO IN PIENO...




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27 maggio 2006

FINISCE LA MIA CAMPAGNA ELETTORALE


E' FINITA...HO DATO TUTTO ME STESSO...HO CONOSCIUTO CENTINAIA DI NUOVE PERSONE, GIOVANI ED ANZIANI, UOMINI E DONNE, RAGAZZI E RAGAZZE...NON MI SONO MAI FERMATO, MA HO SEMPRE GUARDATO AVANTI...E QUESTO PERCHE VOGLIO REALIZZARE IL MIO SOGNO...COMINCIARE A MUOVERE I PRIMI PASSI NEL MONDO DELLA POLITICA...
FACEVO LA QUINTA ELEMENTARE E MI RICORDO CHE GIA A 10 ANNI MI INTERESSAVO DI STORIA, DI FASCISMO E COMUNISMO, DELLE ELEZIONI POLITICHE E AMMINISTRATIVE...
E' UN MONDO CHE VORREI VIVERE IN PRIMA PERSONA, PER AIUTARE LA GENTE NEL RISOLVERE I PROBLEMI CONCRETI, PER SAPERE CHE IL MIO LAVORO POTRA AIUTARE TANTE PERSONE IN DIFFICOLTA...
INSOMMA ORA BISOGNA SOLTANTO VEDERE QUANTI VOTI RIUSCIRO A PRENDERE...SE DAVVERO LA GENTE MI STA VICINO...SE DAVVERO E' GIUNTA L'ORA DI FAR ARRIVARE UN PO DI GIOVANI NEI POSTI CHE CONTANO...BASTA CON I SOLITI NOMI....E' ORA DELLA SVOLTA!!!
CHISSA COME ANDRA A FINIRE!!!
UN ABBRACCIO A CHI MI E' STATO VICINO...
CLAUDIO BAROCCI LISTA CIVICA ROMA PER VELTRONI MUNICIPIO XV




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27 maggio 2006

ALLARME ANCHE PER LA SCUOLA...E LA MORATTI CHE DICE???

Il governo Berlusconi ha dimenticato di mettere in bilancio i soldi per la maturità. Così, circa 140 mila insegnanti della scuola superiore italiana e 10 mila presidenti di commissione impegnati nei prossimi esami di Stato rischiano di dovere ricorrere al giudice per ottenere gli 'spiccioli' previsti come compenso per l'esame di giugno.

Tra gli addetti ai lavori la voce girava da qualche giorno. Ora è arrivata la conferma dallo stesso ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che in un comizio a Campobasso ha anche citato i numeri. "Si sono dimenticati - ha detto Fioroni riferendosi al precedente esecutivo - di prevedere 436 milioni di euro per l'adeguamento di quello che già il personale ha avuto". Ma cosa ancora più importante per chi dovrà valutare a partire dal prossimo 21 giugno i 450 mila maturandi delle scuole pubbliche e private "non hanno previsto neanche i soldi per gli esami di maturità dove, su 90 milioni di euro, ne mancano 45".

Sulla questione è già intervenuta qualche giorno fa la Flc Cgil. "Non ci sono i fondi per pagare gli esami di Stato. E in questo modo lo Stato si indebita", dichiara il segretario nazionale, Enrico Panini, che aggiunge: "Per il pregresso, da alcune settimane abbiamo dato mandato ai nostri avvocati per avviare tutte le pratiche che consentano il recupero delle spettanze degli insegnanti".


Il problema, secondo i sindacati, nasce dagli ultimi tagli previsti dalla Finanziaria sulle cosiddette somme per il funzionamento delle scuola che comprendono anche i compensi di commissari e presidenti d'esame. Anche negli anni scorsi le risorse sono state centellinate e centinaia di insegnanti sono ancora in attesa di percepire le somme (circa 560 euro lordi) della scorsa maturità. Parecchie scuole hanno pagato con fondi propri, ma chi è in difficoltà col bilancio non ha liquidato i prof.

"Se negli anni scorsi il problema si è presentato, quest'anno sarà peggio - spiega Panini -. Le scuole riceveranno decine di migliaia di ricorsi e saranno costrette a pagare lo stesso". Si tratterà di aspettare, magari anche un anno per i docenti che non potranno andare in vacanza prima del 5/10 luglio. "Per gli insegnanti - dice Massimo Di Menna, segretario nazionale della Uil scuola - gli esami di stato sono un obbligo. Per fortuna la Finanziaria 2006 non ha messo in discussione il diritto al pagamento".

Ma cosa occorre fare per farsi pagare, si chiedono i prof? "Abbiamo già avviato e lo faremo anche per il futuro le ingiunzioni di pagamento che potrebbero concludersi con pignoramento dei beni della scuola", risponde Di Menna che vede anche una via d'uscita: "Ho notizia che il ministero sta pensando a una variazione di bilancio per sistemare la questione". Uno sforzo da 45 milioni di euro che farebbero iniziare gli esami senza troppi malcontenti.




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26 maggio 2006

BERLUSCONI ORA E' PASSATO ALLE MINACCE!!!

Il capo dell'opposizione Silvio Berlusconi passa alle minacce. Parla di Aventino, paventa manifestazioni di piazza, avverte la sinistra che "la corda si sta spezzando", usa toni squadristi da pre-golpe.
"Non siamo noi ad avere paura di loro, sono loro che devono avere paura. Siamo moderati, ma se continua così, finiremo di essere moderati - ha tuonato - se quest'Italia che io sto conoscendo ad un certo momento perde la pazienza, peggio per loro".
Affermazioni che hanno provocato sconcerto nell'Unione.
Nello Formisano, dell'Italia dei Valori, si augura che "questa messa in scena di Berlusconi" durerà solo fino a dopo le elezioni amministrative, il leader dei Ds Piero Fassino afferma che il Cavaliere alza "la voce come i bambini che quando sono al buio hanno paura di tremare e fanno la voce grossa".
"Io credo che il centrodestra sia stato troppo paziente - ha invece dichiarato il leghista Roberto Calderoli, pronto ad appoggiare le ultime esternazioni del numero uno di Forza Italia - in piazza bisognava andarci il lunedì pomeriggio del voto, quando ci si stava accorgendo che nella notte qualcuno avrebbe fatto un po' di magia sui risultati".
VI RENDETE CONTO COSA STA CREANDO QUESTO BERLUSCONI???
APRITE GLI OCCHI GENTE E MEDITATE




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25 maggio 2006

ORA BERLUSCONI MINACCIA L'AVENTINO

Il leader del centrodestra Silvio Berlusconi pensa ancora alle elezioni Politiche dello scorso aprile e ai brogli (così dice) che le hanno contrassegnate.
"Per me è una certezza - assicura - le schede bianche della Camera sono state riempite con la croce, da qualche generoso, su un partito che non è certo della nostra parte politica".
Un vero e proprio chiodo fisso, quello dell'ex presidente del Consiglio, che arriva addirittura a minacciare un nuovo Aventino: "Se la verifica dei voti ci darà ragione, andremo a chiedere elezioni anticipate - attacca - e se il capo dello Stato Giorgio Napolitano non ce le concederà, i nostri deputati e senatori sono pronti a tornare a casa".
SONO NOTIZIE DI POCO CONTO QUESTE QUA???SECONDO ME QUESTE SONO DELLE DICHIARAZIONI ASSURDE E PERICOLOSE...QUINDI E' OVVIO CHE IO DEBBA CONTINUARE A PARLARE DEL NEMICO PUBBLICO  NUMERO UNO DELLA DEMOCRAZIA!!!




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25 maggio 2006

APPELLO DELLA BCE ALL'ITALIA: "MANOVRA BIS DA SETTE MILIARDI"

PURTROPPO aveva ragione l'Economist. Dopo 5 anni di dissipazione berlusconiana, "la dolce vita" per l'Italia è finita. Stamattina toccherà alla Confindustria di Montezemolo riaprire al Paese le porte di una difficile stagione di "neorealismo" economico. Disavanzo alto e debito altissimo. Crescita bassa e competitività bassissima. Intanto, in attesa di conoscere il deficit ufficiale ereditato dal centrodestra e le tappe del risanamento discusse ieri sera a cena tra Padoa Schioppa e Joachim Almunia, i vertici della Banca centrale europea rilanciano l'appello al nuovo governo di centrosinistra: "L'Italia non perda tempo: serve subito una manovra correttiva di almeno 7 miliardi di euro, per rimettere in sesto i conti di quest'anno. È il segnale forte che tutti si aspettano".

L'appello non è ancora ufficiale. Ma da Francoforte le pressioni sul nuovo governo di Romano Prodi sono già sommessamente iniziate. E al prossimo consiglio della Bce convocato per l'8 giugno, se nulla sarà accaduto nel frattempo, potrebbero tradursi in un invito pubblico. Il ragionamento che si fa ai piani alti dell'Eurotower è semplice: "Salvo ulteriori e brutte sorprese, che nessuno si augura, il 2006 chiuderà con un rapporto deficit/Pil tra il 4,3 e il 4,4%, mentre per il 2007 è realistico un tendenziale del 5%. È uno scostamento preoccupante. Ma quello che è veramente grave - secondo la squadra guidata da Trichet - è che è tornato inesorabilmente a salire il debito. Per questo la manovra aggiuntiva va fatta, e va fatta subito. Il nuovo governo deve dare immediatamente l'impressione di voler riprendere il sentiero virtuoso iniziato nel '96".
Ecco perché dall'Italia di Prodi ci si attende una svolta tempestiva e coraggiosa. "L'esperienza - si dice a Francoforte - insegna che i governi riescono a far le cose importanti nei primi sei mesi. Dopo diventa tutto più difficile. I margini per un intervento non recessivo ci sono: in questi ultimi cinque anni la spesa pubblica è cresciuta in termini reali di oltre il 2% ogni anno...".

MA COME I CONTI NON ANDAVANO BENISSIMO??? SILVIO MILLE GRAZIE PER AVER MESSO IN GINOCCHIO IL MIO PAESE...




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25 maggio 2006

E SILVIO SCRISSE PURE AL "CATTIVO" ZAPATERO

ROMA - "Come leader dell'opposizione rappresento comunque il 50,2 per cento del Paese e spero di tornare presto al governo dopo che saranno state verificate le oltre un milione e centomila schede annullate". E' uno dei passaggi di una lettera che ha come mittente l'ex presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e come destinatario il premier spagnolo Zapatero. Una missiva inviata il 16 maggio (il giorno prima del giuramento del nuovo governo), su carta intestata "Il presidente del Consiglio dei ministri". Lo rivela il settimanale 'L'Espresso', in edicola domani.

Nella lettera Berlusconi dice chiaramente di non accettare l'esito delle elezioni e continua a dire che il risultato "deve cambiare". Il settimanale spiega che lettere simili sono state mandate "ai capi di governo di mezzo mondo".

"Caro Josè Luis - inizia la missiva -, dopo cinque anni mi accingo a lasciare la guida del governo italiano". Nel testo, dopo aver definito il suo "un periodo di stabilità senza precedenti nella storia della Repubblica italiana, che mi ha consentito di varare 36 importanti riforme di ammodernamento del Paese", Berlusconi incolpa della sua uscita di scena il "particolare sistema elettorale italiano" che lo ha penalizzato "nonostante il mio personale successo (Forza Italia è di gran lunga il primo partito italiano)".

PER IL leader socialista, l'ex premier ha parole di grande affetto e stima: "Ti ringrazio per il simpatico rapporto che abbiamo instaurato - scrive Berlusconi - e Ti assicuro che continuerò a seguire con grande interesse il Tuo impegno per la Spagna e per l'Europa, auguro a Te e al Tuo governo ogni successo e resto a Tua disposizione per lavorare insieme a favore delle relazioni italo-spagnole e di un avvenire dei popoli europei basato sugli ideali nei quali entrambi
crediamo. Ti ricordo che hai un amico che Ti vuole bene! Un forte abbraccio". Firmato: "Silvio".




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24 maggio 2006

ULTIMO COLPO TEATRALE DI BERLUSCONI

Prima di lasciare Palazzo Chigi - dal quale è stato allontanato per decisione degli elettori che hanno votato in occasione delle recenti elezioni Politiche - Silvio Berlusconi ha fatto l'ultimo regalo al nuovo Governo. Un ennesimo colpo di teatro. Il Cavaliere ha preso carta e penna ed ha scritto una lettera ai leader di mezzo di mondo. Capi di Stato e di Governo si sono così ritrovati tra le mani una missiva che ha certamente messo in cattiva luce l'Esecutivo presieduto da Romano Prodi.
Il settimanale L'Espresso ha "intercettato" quella destinata al premier spagnolo José Luis Rodriguez Zapatero. Il numero uno della Casa delle Libertà ha innanzitutto ricordato che in realtà le elezioni lui non le ha affatto perse. Da un lato perché vi sono "oltre un milione e centomila schede annullate ancora da verificare", e poi perché la sua coalizione e il suo partito sono stati quelli più votati dai cittadini.
"Per il particolare sistema elettorale italiano, nonostante il mio personale successo (Forza Italia è di gran lunga il primo partito italiano), la coalizione che guido è risultata globalmente maggioritaria in termini di voti ma minoritaria in termini di rappresentanza parlamentare - si legge nella lettera - come leader dell'opposizione rappresento comunque il 50,2 per cento del Paese e spero di tornare presto al governo dopo che saranno state verificate le oltre un milione e centomila schede annullate".
Un modo davvero efficacie per delegittimare agli occhi del capo di un Governo straniero la nuova maggioranza. Per di più Berlusconi dimentica di riferire all'ex collega che quella legge elettorale è stata fatta proprio dalla sua coalizione allo scopo di aumentare le proprie possibilità di successo in vista delle elezioni.
"Ti ricordo che hai un amico che Ti vuole bene - conclude con uno stile davvero singolare il Cavaliere - un forte abbraccio, Silvio".
STAVOLTA HAI SUPERATO TE STESSO SILVIO...SEI UN BUFFONE...UN ANTIDEMOCRATICO, UNO CHE NON VUOLE IL BENE PER IL PROPRIO PAESE...
NON SMETTERO MAI DI ODIARTI COMBATTERTI...




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24 maggio 2006

BERLUSCONI CONTESTATO DAGLI ALLEATI E DAGLI STUDENTI

Il Governo di Romano Prodi è debole, assicurano gli esponenti del centrodestra, ma intanto ad essere continuamente contestato è sempre Silvio Berlusconi. Quella di ieri è stata un'altra brutta giornata per il Cavaliere. Prima si è dovuto sorbire le lamentale dei suoi alleati di coalizione, poi è stato accolto a suon di fischi in piazza a Pavia da un folto gruppo di studenti.
E' stato Gianfranco Fini il più duro critico dell'ex primo ministro. Il numero uno di Alleanza Nazionale non ha mandato giù le dichiarazioni che Berlusconi alcuni giorni fa ha rilasciato durante la trasmissione di Rai Uno "Porta a Porta", quando affermò che Fini non avrebbe mai accettato la carica di presidente della Commissione Esteri della Camera.
"Perché parla per me? - avrebbe detto l'ex missino, secondo quanto riferiscono i soliti ben informati - semmai avrei dovuto dire io di no personalmente".
Tensioni anche nell'Udc, dove sono ormai in molti coloro che non sopportano più la prepotenza del Cavaliere, che si riserva di prendere tutte le decisioni.
"Berlusconi non può prendere le decisioni senza consultare gli alleati - si sarebbero lamentati gli ex democristiani - non si capisce su quali modalità si basi questa leadership".
Nella serata di ieri altra doccia fredda per il numero uno della Casa delle Libertà. Il comizio che ha tenuto in una piazza di Pavia è stato continuamente interrotto dai fischi di un centinaio di studenti: "Via Berlusconi da Pavia", gridavano a squarciagola i giovani contestatori.




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24 maggio 2006

SAIA (AN): "LA BINDI E' LESBICA CHE NE SA DELLA FAMIGLIA?"

«Non credo che sia un segreto, non ho nulla contro le lesbiche, ma va chiarito che Rosy Bindi è lesbica. Per ciò non mi è sembrato, sul piano politico da parte di Rosy Bindi, corretto assumersi non il ruolo dell'economia o dell'istruzione, dove pure già avrei avuto delle difficoltà ad accettarla, ma il dicastero della Famiglia ad una persona che di famiglia non sa niente». Anche se qualche ora dopo (in piena bufera) il senatore di An Maurizio Saia proverà a correggere il tiro sulla neo ministra della Famiglia («Lesbica non è un´offesa» preciserà poco convinto) la dichiarazione davanti alle telecamere di Canale Italia scatena la reazione delle varie forze politiche.

Prima di tutto la replica ironica della stessa ministra e poi parole di indignazione (quasi) bipartisan. fino alla richiesta di espulsione del parlamentare di An dal partito. «Mi dispiace per il senatore Saia – sottolinea col sorriso dAlle labbra la diretta interessata Rosy Bindi - ma anche se, per scelta personale, ho rinunciato a sposarmi mi piacciono gli uomini educati, rispettosi delle donne, intelligenti e possibilmente belli Tutte qualità che il senatore di An non possiede».

Di «insulti inqualificabili e semplicemente vergognosi» parla invece il vicepresidente di Montecitorio Pierluigi Castagnetti: «Non bastano, quantunque siano indispensabili, le scuse personali – dice l´esponente della Margherita - ci attendiamo un provvedimento disciplinare da parte del gruppo di An per non pensare ad una sorta di complicità politica».

Gli fa eco, stavolta dalle fila del centrodestra, Franco de Luca, responsabile enti locali della Dc, che fa un paragone col "caso Priebke" (ndr. quando il senatore di An Antonio Serena inviò a tutti i deputati un video di Priebke): «Come in quel caso Alleanza nazionale smentì con l'espulsione un suo parlamentare (peraltro persona di grande spessore culturale caduta in un tranello) questo è un caso classico in cui non bastano le classiche scuse ».

Dure anche le parole del parlamentare dei DS Franco Grillini, fondatore dell´Arcigay, : «L'onorevole Saia, non avendo argomenti per contestare l'istituzione di un ministero per le famiglie che riconosca anche i diritti delle famiglie di conviventi, spara a zero su di una presunta omosessualità di Rosi Bindi» sottolinea Grillini e quindi aggiunge e rilancia: «Sappiamo che Rosi Bindi non è lesbica, e che se lo fosse non avrebbe problemi a dirlo. Hanno problemi, al contrario, tutti quei parlamentari omosessuali di An e del centro-destra costretti a nascondersi e ad avere una doppia vita».

La polemica cresce durante tutta la giornata di martedì. «La stupidità non ha limiti. Del resto la botte offre il vino che ha. Puro stile fascista, volgare e violento. Non è la prima volta» dice la senatrice dell'Ulivo, Albertina Soliani. Intanto si moltiplicano le dichiarazioni di solidarietà e di indignazione. Alla fine tocca a Gianfranco Fini chiedere ufficialmente scusa. Il leader di An, a fine serata, attraversa il cortile di Montecitorio e si dirige verso il neo ministro alla Famiglia. Con Rosi Bindi ha una breve conversazione, al termine della quale, ai giornalisti dice: «Non avete visto? Sono andato a scusarmi. Il senatore Saia è stato un imbecille».
ANCORA UNA VOLTA VIENE MESSA IN LUCA L'IGNORANZA DELL'INTERA DESTRA  DEI SUOI COMPONENTI...VERGOGNA!




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23 maggio 2006

ANCORA GUAI PER CASTELLI, ESPONENTE DI SPICCO DELLA CDL...SEMPRE LORO INCREDIBILE!!!

Il caso era scoppiato poco più di un anno fa: i Magistrati della Procura di Roma avevano iniziato una indagine sulle consulenze del ministero della Giustizia che riguardavano tre ex Guardasigilli: Roberto Castelli, Piero Fassino e Oliviero Diliberto. I Giudici sospettavano che i tre potessero avere assegnato ad amici delle consulenze non giustificate, facendo perdere ai contribuenti oltre un milione di euro.
Oggi - a distanza di un anno - i pubblici ministeri Giancarlo Amato, Maria Cristina Palaia e Adelchi d'Ippolito hanno chiesto l'archiviazione delle posizioni di Fassino e Diliberto.
Gli accertamenti hanno infatti scaglionato i due politici del centrosinistra.
Molto diversa la situazione di Castelli (che sin dall'inizio era apparso il più compromesso). I Giudici per il leghista hanno chiesto infatti l'autorizzazione a procedere. L'esponente del Carroccio potrebbe finire sotto processo per abuso d'ufficio.
AH GIA MA COME PENSANO TUTTI COLORO CHE VOTANO CDL E IL LORO PADRONE TUTTO E' COMUNISTA...AH GIA DIMENTICAVO...C'E' UNA CONGIURA!!!
BRAVI CREDULONI...




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23 maggio 2006

ALLARME DELL'OCSE SULL'ITALIA: " DEBITO ALTO, MANOVRA SUBITO"!!! GRAZIE SILVIO BERLUSCONI

ROMA - Il governo italiano deve subito ricorrere ad una manovrina di finanza pubblica per frenare il deficit e per ridurre il rischio di un abbassamento del rating. Lo ha detto Alexandra Bibbee, capo del desk Italia all'Ocse. Senza misure a carattere correttivo, ha aggiunto, il debito pubblico italiano potrebbe crescere al 107,4% del Pil quest'anno e al 108,4% nel 2007. "Il nostro messaggio è che prima è meglio è, perciò - ha spiegato in un'intervista - sono consigliabili dei tagli all'extra deficit quest'anno... Penso che se il governo aspettasse il varo della Finanziaria 2007 giocherebbe col fuoco".

Sarà sicuramente questo pertanto il tema dell'incontro previsto per domani a Roma tra il ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa e il commissario Ue agli Affari Economici, Joaquin Almunia. L'incontro è stato annunciato da un portavoce dell'Unione Europea, che ha precisato che l'incontro di domani "sarà l'occasione per fare una discussione sui conti pubblici italiani".

Anche se è sempre allarme deficit, l'economia italiania, dopo lo stallo che ha caratterizzato tutto il 2005, dà segni di ripresa. Secondo l'Ocse - che oggi ha diffuso l'Economic Outlook - il nostro Paese dovrebbe chiudere il 2006 con una crescita dell'1,25% del Pil. Identica la stima per il 2007.

Nel rapporto si sottolinea però che, senza l'adozione di misure strutturali, nel 2006 e 2007 sia il rapporto deficit-Pil sia il debito pubblico siano destinati a salire. In particolare l'Ocse prevede che il debito salga nel 2007 dello 0,3% e il rapporto deficit-Pil si attesti al 4,2% nel 2006 e al 4,6% nel 2007.

COME AL SOLITO, ORA TOCCHERA ALLA SINISTRA RIMETTERE I CONTI A POSTO...




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23 maggio 2006

LA CDL ATTACCA NAPOLITANO

Il nuovo presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è insediato soltanto da pochi giorni, ma è già scoppiata la prima dura polemica tra il Colle e la Casa delle Libertà. Con una nota ieri il Quirinale ha rispedito al mittente le accuse di chi aveva definito irregolari le nomine di alcuni ministri del Governo Prodi ratificate dal capo dello Stato. Era stato in particolare il forzista Renato Schifani a polemizzare - seppur indirettamente - con Napolitano: "Non mi risulta che, secondo le norme attuali, esista un Ministero dell'Istruzione distinto da quello dell'Università e Ricerca. Non mi risulta che esista un Ministero della Solidarietà Sociale distinto da quello del Lavoro e, cosa ancora più grave, un Ministero delle Infrastrutture distinto da quello dei Trasporti - aveva affermato - Prodi commette le prime forzature e i primi passi falsi di carattere istituzionale prima ancora di iniziare a tentare di governare".
Dichiarazioni che il Colle ha ieri sera bollato come "improprie polemiche".
Lo staff del presidente ha voluto precisare che vi è stato "il più rigoroso rispetto delle regole e della prassi".
"Nessun ministro ha giurato con delle attribuzioni improprie - si legge nel comunicato - i ministri che non avevano ancora competenze, infatti, hanno giurato come ministri senza portafoglio. Analoghi precedenti, del resto, si sono verificati anche per i governi presieduti dall'on. Silvio Berlusconi".




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22 maggio 2006

IL DELIRIO DI BERLUSCONI

ASCOLTATE LE PAROLE DI UN UOMO SULL'ORLO DI UNA CRISI DI NERVI...
ORMAI VEDE TUTTO ROSSO...TUTTI SONO COMUNISTI!!!!!!
SENTITE CHE DICE...NON HO PAROLE...NON MI VORREI METTERE NEI PANNI DI UN ALLEATO DI QUESTO NANETTO...




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22 maggio 2006

BERLUSCONI A PORTA A PORTA:"NON MOLLO!!!"



ROMA
- Una opposizione senza sconti, la richiesta della verifica del voto di aprile, il timore che l'"odio" della sinistra possa fomentare qualche squilibrato, la convinzione che il governo Prodi non durerà. E l'intenzione di ritirare i parlamentari del centrodestra, nel caso in cui il Capo dello Stato dovesse negare lo scioglimento anticipato delle Camere se dalla verifica delle schede venisse fuori una maggioranza diversa da quella attuale. Questi i temi con cui, dal salotto di Porta a Porta, Silvio Berlusconi è tornato ad alzare i toni del confronto politico.

NIENTE NEGOZIAZIONI. Berlusconi ribadisce il no a qualsiasi negoziato sulla presidenza delle commissioni parlamentari. Perfino l'ipotesi di Gianfranco Fini a capo di quella degli Esteri viene giudicata "poco dignitosa". Chiede che la maggioranza conceda la presidenza delle giunte parlamentari per le elezioni all'opposizione, ma al contempo denuncia il "blitz" di Franco Marini al Senato con l'attribuzione di 13 senatori del centrosinistra contro i 10 della Cdl. 

ANCORA VUOLE CONTARE??? "La Cassazione ha deciso senza un controllo approfondito" attacca Berlusconi, sottolineando che, in molti casi, nello spoglio delle schede "si sono violate le regole". Boccia la squadra del governo Prodi, salva solo il responsabile dell'Economia, Tommaso Padoa Schioppa ("Ha qualche competenza specifica") e il ministro dell'Interno, Giuliano Amato.

Verifica voto e ritiro parlamentari. A proposito della verifica del voto di aprile, Berlusconi minaccia il ritiro di tutti i parlamentari della CDL, ma solo come estrema ratio: nel caso in cui, una volta verificato che la maggioranza vera non è quella attuale, il Capo dello Stato si rifiutasse di sciogliere le Camere.
Niente sconti alla maggioranza. Su un tema importante come quello della politica internazionale, spiega Berlusconi, non andremo in aiuto della maggioranza se avesse difficoltà a far passare i provvedimenti. Su questi temi, "se il governo non ha una posizione unitaria, non è degno di essere maggioranza". Nonostante ciò, se su altri questioni vi saranno proposte "nell'interesse dei cittadini", aggiunge, la Cdl sarà pronta a votarli. Cita in particolare i temi della legge Biagi ("E' perfettibile e potremo migliorarla insieme") e l'amnistia ("Dopo tanti anni è positiva").

Ce n'è anche per gli alleati. Il Cavaliere definisce un "errore capitale" la decisione di modificare la legge elettorale e in particolare di introdurre il premio di maggioranza. Spiega, però, di aver sempre privilegiato la coesione del governo.

"La sinistra ha occupato tutto". E' contro la "concentrazione del potere della sinistra" che Berlusconi focalizza il suo intervento: parla di "preoccupazione sincera sentita dai cittadini" ma precisa di non aver mai parlato di "regime". Tuttavia, denunciando "l'odio" di certi signori della sinistra, ammette: "Ho qualche timore a stare tra le gente perché qualche esaltato si può sempre trovare".
E' TORNATO IL BUFFONE MASCARATO IN TV DA VESPA...DA SOLO...PRIMA DELLE ELEZIONI AMMINISTRATIVE...CHE SCHIFO




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22 maggio 2006

TRIONFO PER MORETTI A CANNES

Un applauso convinto alla fine della proiezione per i giornalisti nella sala Lumiere. Una conferenza stampa che sfora, per una rara concessione, i tempi strettissimi previsti dall´organizzazione. E una pioggia di domande – poche sul film e tante sull´Italia – per Nanni Moretti. Il regista de Il caimano, in concorso al Festival di Cannes, sulla costa azzurra è vezzeggiato come una star. Già vincitore 5 anni fa della Palma d'Oro per La stanza del figlio (pochi giorni dopo l´affermazione del centrodestra alle elezioni politiche del 2001), oggi si ripresenta sulla Croisette con un film "anche" politico che riguarda Silvio Berlusconi. Stavolta nella veste dello sconfitto (dalla storia, dagli elettori, dalle sue magagne?) ma non domo. Parlando con la stampa estera dell´ex premier, il regista non ha usato giri di parole per descrivere un innaturale competitore politico «che per 15 giorni non riconosce la sconfitta e parla di brogli nel silenzio dei suoi alleati. Facendo così sentire i suoi elettori non sconfitti ma derubati». Un atteggiamento «molto grave in democrazia». Per questo considera il suo film ancora attuale, raccontando di un Cavaliere che scorazza «nelle istituzioni, disprezzandole».

Arrivato a Cannes insieme agli sceneggiatori, gli attori (Margherita Buy, Silvio Orlando, Jasmine Trinca), l´amico e fedele produttore Angelo Barbagallo, Moretti non si è sottratto alla curiosità dei giornalisti stranieri come invece era accaduto in occasione della presentazione italiana. In fondo, avrà pensato, l´argomento dell´«anomalia» che rende l'Italia «un paese unico al mondo» non trova sponde sufficienti per alimentarsi. E infatti non mancano stilettate anche alla nuova maggioranza di centrosinistra. Non è piazza Navona ma poco ci manca. Parla di quei dirigenti che discutevano «sull'opportunità che io facessi slittare l' uscita del film: qualcuno, che stava nel centro sinistra da cinque minuti». Capezzone? «In Italia è accaduta una cosa unica: per quattro volte in dieci anni è stato permesso ad un candidato con un enorme potere mediatico e interessi economici in molti settori di presentarsi alle elezioni e diventare due volte Presidente del Consiglio. Sarebbe il caso che questo non accadesse per la quinta volta, visto che, secondo me, Berlusconi non resisterà cinque anni all'opposizione e farà di tutto per evitarlo». Che fare? «Affrontiamo e risolviamo questo problema. Ma ho saputo da giornalisti della stampa internazionale che hanno intervistato leader del centro sinistra che il problema del conflitto di interessi non rappresenta una priorità di questo governo. Quindi i problemi sono tutti lì».



Amore-odio per la sinistra, che va avanti per slogan, sbagliati secondo Moretti: «"Non demonizziamo Berlusconi"; "Non spaventiamo i moderati" e "Non commentiamo le sentenze". Quindi, in pratica, il risultato è una passività assoluta frutto del principale problema italiano, l'assuefazione». Poi riecheggia una delle scene de "Il Caimano", quando lui rifiuta di fare un film su Berlusconi, il film che il popolo della sinistra vorrebbe vedere: «Ho sempre detestato quelli che fanno battute e si mandano sms e e-mail spiritose su Berlusconi. Secondo me non c'è niente da ridere, è un problema serio e grave. Gli stranieri si godono di più la parte comica del film perchè loro hanno anticorpi, cioè leggi vere sul conflitto di interessi». Ma alla fine questa uscita cinematografica ha spostato voti? Risponde Silvio Orlando: «Perchè a Nanni tutti chiedono se ha influenzato le elezioni con un film e nessuno chiede se Berlusconi le ha influenzate con almeno tre televisioni?».


Intanto il film sta completando anche il suo percorso commerciale ed è stato venduto in Francia (dove esce oggi), in Inghilterra, Paesi Bassi, Sudamerica, Grecia e Svizzera. Fatto eccezione per una prima, tiepida recensione di Deborah Young di "Variety", che ha parlato di un film in cui i vari piani del racconto non riescono a fondersi perfettamente, gli apprezzamenti maggiori arrivano dalla stampa d´oltralpe. Già entusiasta delle opere di Belloccio e Kim Rossi Stuart (passate nei giorni scorsi in sezioni laterali), Le Monde ha definito Il Caimano «ad oggi il film più forte di Nanni Moretti» in un articolo di prima pagina intitolato "Nanni Moretti, l'esploratore senza pietà dell'anima italiana". Si legge: «è un film su Silvio Berlusconi. Ma è soprattutto un film sull'anima italiana. O di come un paese benedetto dagli dei abbia potuto portare alla sua guida il molto controverso industriale».
GRAZIE AL SITO ON-LINE DELL'UNITA'




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22 maggio 2006

CALCIOPOLI NON RIGUARDA SOLO LA JUVE: CONTI DOPATI PER ROMA E LAZIO

Bilanci truccati per la Roma e la Lazio. Sia nel 2001 che nel 2002. Quella che arriva dai magistrati romani Maria Cristina Palaia e Luca Palamara è la prima risposta nell´inchiesta sul doping amministrativo. E, dopo il deposito degli atti, Dopo il deposito degli atti, dovrebbe portare ad una richiesta di rinvio a giudizio per Franco Sensi e Sergio Cragnotti presidenti delle due società nel periodo preso in esame dalle indagini.

I bilanci 2001 e 2002 sono gli unici che i giudici hanno potuto prendere in considerazione. Per gli altri, infatti, hanno già risolto ogni problema le leggi del governo Berlusconi. Archiviazione garantita per i bilanci precedenti al 2001, grazie alla riforma della legge sul falso in bilancio che ha abbreviato i tempi per la prescrizione, e dal 2003 in poi per merito del cosiddetto «spalmadebiti», che ha permesso alle società di dilazionare i debiti nei confronti dello Stato.

Per i due anni scoperti, però, l´inchiesta - uno dei primi rivoli d´indagine poi confluiti nel mare magnum di scandali che sta travolgendo il calcio italiano – ha rilevato una serie di irregolarità
CHI VI PARLA E' ORMAI UN DELUSO DEL CALCIO...NON TIFO PIU...SONO VERAMENTE SCHIFATO DAL MONDO DEL PALLONE...CI SERVE UNA RINASCITA CALCISTICA, SERVE GENTE NUOVA...LA JUVE E' STATA LA CUPOLA DI TUTTO QUANTO, MA SOTTO DI LEI CI SONO TUTTE LE ALTRE SQUADRE...
ORMAI SEGUIRO SOLO LA F1 E IL MOTO GP...FORZA FERRARI E FORZA DUCATI!!!




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22 maggio 2006

CALDEROLI CONTRO I PACS

Il leghista Roberto Calderoli lancia una nuova crociata contro il movimento omosessuale. Di fronte alle ripetute richieste delle associazioni gay e lesbiche di inserire al più presto nella nostra legislazione i Patti Civili di Solidarietà, l'esponente del Carroccio spiega che sia i Pacs che i matrimoni tra persone delle stesso sesso "sono un atto contro natura". "E la natura - ha sentenziato - non si può violentare".

SARAI TU UN ATTO CONTRO NATURA CARO IL MIO CALDEROLI




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22 maggio 2006

TIMES: L'ITALIA PAGO' 8,5 MILIONI DI EURO PER LIBERARE SGRENA, PARI E TORRETTA!!!

LONDRA - Del pagamento di un cospicuo riscatto per la liberazione degli ostaggi italiani al tempo si era già parlato, ma i responsabili politici avevano smentito. Adesso afferma di averne trovato le prove il quotidiano britannico The Times, che stamane apre con una foto di Simona Pari e Simona Torretta e afferma che Italia, Francia e Germania hanno accettato di pagare complessivamente 45 milioni di dollari (circa 35 milioni di euro) per ottenere la liberazione di nove loro cittadini sequestrati in Iraq.

Tutti e tre i Paesi hanno sempre smentito di aver pagato riscatti per ottenere la liberazione dei loro ostaggi in Iraq, pratica condannata dagli Stati Uniti.
L'Italia - scrive il quotidiano britannico - ha pagato in totale 11 milioni di dollari (circa 8,5 milioni di euro) per il rilascio di Simona Pari e Simona Torretta nel settembre 2004 (5 milioni di dollari); e per quello della giornalista del Manifesto Giuliana Sgrena nel marzo 2005 (6 milioni).

Il Times cita a sostegno delle sue affermazioni documenti in possesso di "responsabili della sicurezza a Bagdad" che hanno "svolto un ruolo cruciale nei negoziati" per la liberazione degli ostaggi occidentali in Iraq. E riporta le critiche dei diplomatici che operano in Iraq, secondo i quali la pratica di pagare i riscatti ha incoraggiato i rapitori, mettendo a rischio tutti gli occidentali che lavorano a vario titolo nel Paese.
CE LO POTEVA PURE DIRE IL SIGNOR BERLUSCONI INVECE DI PRENDERCI PER IL C....UN'ALTRA VOLTA...NOI AVREMO CAPITO...




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22 maggio 2006

CALDEROLI BOCCIA L'IDEA EUROPEISTA DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO

"L'appello che voglio oggi rivolgere è diretto a tutte le componenti responsabili della società italiana: rilanciare l'idea di Europa".
Queste le parole pronunciate ieri dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il capo dello Stato ha chiesto a maggioranza e opposizione di essere "consci del ruolo dell'Italia nell'Unione" e di contribuire "al rilancio dell'Europa".
"Tutte le forze politiche devono contribuire all'identificazione dei molteplici nodi da sciogliere per fare uscire l'Unione europea dalla crisi che l'ha colpita - ha aggiunto - all'Italia tocca in questo senso una parte non secondaria. Il mio augurio è che ne siano egualmente consapevoli, le forze di governo e di maggioranza e le forze di opposizione".
Ma l'appello del primo cittadino della Repubblica è stato bocciato senza appello dal leghista Roberto Calderoli.
"Non sono assolutamente d'accordo - ha tagliato corto - questo tipo di Europa non è la soluzione ai mali del Paese, ma, anzi, è una delle malattie del Paese. I capi di Stato non possono imporre un modello di Europa che, con i referendum in Francia e Olanda, è stato bocciato dai cittadini. L'Europa deve tornare ad essere l'Europa dei popoli, con ben chiaramente rivendicate le proprie radici cristiane".




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22 maggio 2006

BERLUSCONI: "BIAGI??? E' UN VECCHIO RANCOROSO!!!"

ARCORE (MILANO) - Berlusconi rifiuta il dialogo ("Troppo tardi, doveva arrivare prima"), attacca Enzo Biagi ("E' un vecchio rancoroso che ce l'ha con me") e spera che il governo Prodi non duri ("Lo spero, ma loro hanno la religione del potere"). Il leader dell'opposizione si scatena in un comizio ad Arcore organizzato per sostenere il candidato sindaco di Forza Italia, Maurizio Rocchini. "Mi hanno accusato di tutto tranne di essere gay" ha concluso il Cavaliere.

Biagi. L'ex premier se la prende con Enzo Biagi: "E' una vergogna che un giornale come il Corriere della Sera ospiti i rancori di un vecchio rancoroso che ce l' ha con me". E sulle polemiche relative all' allontanamento di Biagi e Santoro dalla Rai ha aggiunto: "Non ho mai detto che dovevano essere mandati via, ho sempre detto che se volevano rimanere non dovevano continuare a fare un uso criminoso della televisione. Ho detto che avrebbero dovuto fare come nelle televisioni private. Nelle televisioni private non ci sono mai state trasmissioni con attacchi a qualche partito ma da noi ci sono i Costanzo e i Mentana perchè noi siamo liberali".

Gay. Parlando dei suoi impegni di imprenditore e della scelta di fare politica, Berlusconi ha spiegato che si è trattato di una missione: "in tv - ha spiegato - ci sono persone più carine e belle di Mastella, di Follini e di quella gente lì. Mi hanno accusato di tutto. Mi hanno dato del mafioso e della persona poco perbene tranne che sono gay e ogni tanto bisogna dimostrare di non esserlo". Tra le risate dei militanti di Forza Italia, Berlusconi ha proseguito: "lo dico alle signore, adesso farò il capo dell' opposizione e rispetto agli impegni di quando ero capo del governo avrò più tempo libero".
 IL SOLITO BUFFONE...




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21 maggio 2006

INCREDIBILE: ESPONENTI DELLA DESTRA METTONO I LIBRI AL ROGO

Che simpatica iniziativa quella messa in atto oggi a Ceccano, nel frusinate, da due esponenti locali della Casa delle Libertà. Stefano Gizzi di Alleanza Nazionale e Massimo Ruspantini della Democrazia Cristiana - al grido "Gesù Cristo nostra unica Via, Verità e Vita" - hanno dato fuoco in pubblica piazza ad alcune copie del libro "Il codice da vinci", giudicato blasfemo (pardon, "due volte blasfemo") dai due novelli piromani. Per la serie: bentornati nel Medioevo (per non scomodare i nazisti, che com'è noto amavano parecchio l'odore della carta bruciata).
 
Un vero peccato che lo spettacolo bradburiano non sia per nulla piaciuto a un gruppo di sostenitori di Dan Brown, che altrettanto intelligentemente hanno reagito lanciando alcune decine di pomodori sul pompiere Montag e sul suo socio.

Una scena imperdibile, insomma, da una parte le fiamme della nuova inquisizione, dall'altra i lanciatori di ortaggi.
Un capolavoro. Anzi, un capo-pomodoro. E poi la chiamano "Repubblica delle banane".




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21 maggio 2006

L'ULTIMA SETTIMANA DI CAMPAGNA ELETTORALE



CHE DIRVI AMICHE E AMICI,
SI AVVICINA L'ORA X, IL MOMENTO DELLA VERITA, IL MOMENTO DEL RISCATTO PER IL MIO QUARTIERE. SPERO DI AVER FATTO ARRIVARE IL MIO PROGRAMMA A PIU GENTE POSSIBILE, SPERO CHE S.PANTALEO CAMPANO ABBIA RECEPITO I MIEI BUONI PROPOSITI E LA MIA VOGLIA DI FARE.
HO PARLATO CON CENTINAIA DI PERSONE, ED HO ANCORA TANTE PERSONE DA INCONTRARE...NON SARA FACILE MA LO DEVO E LO VOGLIO FARE.

CLAUDIO BAROCCI LISTA ROMA PER VELTRONI MUNICIPIO XV ROMA




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21 maggio 2006

70 MOTIVI PER ESSERE ORGOGLIOSI DI ESSERE ROMANI





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21 maggio 2006

IL RITO SCARAMANTICO DI SILVIO

Jovanotti rivela i retroscena di un 'rito scaramantico' che fece con Silvio Berlusconi, all'epoca presidente del Milan. Il cantante, ospite della trasmissione televisiva "Che tempo che fa", ha voluto ricordare un episodio curioso: "Una volta, circa 15 anni fa, ero a cena assieme a Claudio Cecchetto e Silvio Berlusconi, allora presidente del Milan. Finita la cena andammo in elicottero ad assistere a una gara del Milan. Berlusconi, prima della sfida, volle fare un rito scaramantico: andare a fare pipi' tutti assieme". Fatto sta che il 'rito' ando' a buon fine: "Il Milan vinse quella gara e batte' l'Udinese, anche se io pensavo che giocasse con la Juventus".




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20 maggio 2006

FRATELLI D'ITALIA L'ITALIA S'E' DESTA...

Beckenbauer, presidente Comitato Germania 2006: "L'Italia pagherà in campo lo scandalo calcio. Consideravo l'Italia tra le grandi favorite per il titolo. Ma il caos che è scoppiato danneggerà la squadra azzurra: i calciatori avranno la testa altrove". Anche il presidente della Fifa Sepp Blatter boccia il calcio italiano: "L'immagine dell'Italia ne esce in frantumi". La Gea, società di Moggi jr, manovrava Reggina, Siena e Livorno e con 300 giocatori poteva rifornire tutta la A. Paolo Rossi, l'ex Pablito: "Le istituzioni erano conniventi". Massimo D'Alema, vicepremier: Scandalo? "Lo sospettavo da tempo"

SPERIAMO CHE L ITALIA VINCA IL CAMPIONATO DEL MONDO, CONTRO TUTTO, TUTTI E MOGGI!




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20 maggio 2006

FORZA ITALIA: ANCORA GUAI CON LA GIUSTIZIA...

L'ex presidente della Regione Puglia, Raffaele Fitto, oggi parlamentare e coordinatore regionale di Forza Italia e' indagato dalla Procura della Repubblica di Bari in merito ad un'inchiesta su presunte irregolarita' nell'assegnazione di appalti al gruppo "La Fiorita" per alcuni servizi negli ospedali. L'iscrizione nel registro degli indagati dell'ex governatore della Regione Puglia, Raffaele Fitto, nell'ambito della piu' ampia inchiesta giudiziaria sugli appalti della cooperativa di servizi la Fiorita, e' solo un atto dovuto, precisano dalla Procura di Bari. I sostituti procuratori della Repubblica, Lorenzo Nicastro, Renato Nitti e Roberto Rossi, hanno chiesto una proroga di sei mesi delle indagini per l'intera inchiesta che riguarda 41 indagati tra cui ex direttori generali delle Ausl pugliesi, compreso l'ex il coordinatore regionale di Forza Italia, accusato di associazione per delinquere. Una richiesta di proroga formale per definire le indagini, e verificare anche l'ipotesi a carico di Fitto di aver pilotato appalti in alcune Ausl pugliesi per alcuni milioni di euro, su cui si esprimera' il gip del tribunale di Bari. Un'inchiesta che potrebbe anche concludersi, dopo le verifiche del caso, con una richiesta di archiviazione per molti compreso l'ex presidente regionale pugliese, che risulta iscritto come atto meramente formale, o con eventuali stralci di alcune posizioni.

AH GIA' DIMENTICAVO...LA MAGISTRATURA E' COMUNISTA...BASTA CHE TU SEI DI FORZA ITALIA, E QUALSIASI COSA FAI NON SEI CONDANNABILE....TANTO BASTA CHE DICI CHE LA MAGISTRATURA E' ROSSA....BRAVI!!!!




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20 maggio 2006

FERRANDO SFIDA BERTINOTTI: FONDERO' IL PARTITO DEI LAVORATORI

ENTRO UN ANNO NASCERA' IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI. MARCO FERRANDO  E FRANCO GRISOLIA, LANCIANO LA SFIDA DA SINISTRA A RIFONDAZIONE COMUNISTA E A FAUSTO BERTINOTTI, COLPEVOLI DI ESSERE ENTRATI NEL GOVERNO...

"Il 18 giugno a Roma, al cinema Barberini - annuncia Ferrando già nel direttivo di Prc - lanceremo il movimento che, aggregando forze diverse, porterà entro un anno alla costituzione del Partito comunista dei lavoratori, una forza di opposizione, per l'alternativa al capitalismo".

CHE NE PENSATE DI QUESTO DUO TROZSKISTA???




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20 maggio 2006

COSSIGA ATTACCA BERLUSCONI

All'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga non è andata giù l'accusa di immoralità rivolta ieri da Silvio Berlusconi ai senatori a vita, aspramente criticati per aver votato la fiducia al governo Prodi. Accuse avventate e infondate, pronunciate con leggerezza, secondo quanto afferma lo stesso Cossiga in una lettera aperta indirizzata al Cavaliere.

Nella quale, innanzitutto, l'ex presidente stigmatizza senza mezzi termini "l'indegna gazzarra inscenata dai gruppi parlamentari della Casa delle Libertà mentre esprimevano il loro voto a favore della mozione di fiducia al Governo Prodi i senatori a vita, di diritto e di nomina presidenziale". Gente come Andreotti e Scalfaro, "ragazzotti che da oltre mezzo secolo "battono" le strade della politica", abituati a ben più violenti tipi di scontro e colluttazioni, "ma con minore astio, maleducazione e cattiveria", scrive Cossiga ricordando i tempi di Pajetta e Almirante. Fischi e contestazioni che non hanno risparmiato neanche Carlo Azeglio Ciampi.

"Ben diversa", prosegue, "è l'accusa di 'immoralita che tu, con molta avventatezza e leggerezza, hai rivolto ai senatori a vita. "Si fosse trattato di un'accusa per qualche mio normale ma irregolare 'rapporto' per così dire sentimentale con qualche bella ragazza venezuelana o napoletana da te presentatami, passi! Ma la 'politica' e il servizio dello Stato", continua Cossiga, "sono stati per me e per la mia famiglia cosa troppo seria, perchè io possa accettare accuse di immoralità da un, anche se simpatico e abile, 'Paperon dei Paperoni' prestato alla politica, e non senza utile personale!".




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Tra pecorones e democratici
Boia chi molla?
IL Vaticano veste Prada
La rinascita di Kilombo
Ciao, Enzo Biagi



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