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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
30 novembre 2006

LA MANIFESTAZIONE DELLA CDL A ROMA, TRA LITIGI E BANDIERE DELL'UDC



Come è noto, il 2 dicembre ci sarà la manifestazione CONTRO Prodi e il suo governo.

No,niente ideali, loro non ne hanno, nessuna manifestazione per affermare diritti della persona o  diritti sociali, quella è roba da comunisti; ma solo una massa di caproni che vanno a protestare perchè devono difendere i loro privilegi, al seguito del ducetto di turno.

Gli italiani caproni, con tanto di KIT ANTI-PRODI, composto da spille, magliette, fazzoletti e mutande, "sporcheranno" quella piazza, simbolo di tante battaglie sociali serie ed importanti.

Povero Berlinguer, la sua "piazza" sarà occupata da Berlusconi, e cosa peggiore, da Umberto Bossi e dalla Mussolini. Un fatto decisamente vergognoso.

Veniamo ora ai fatti pratici della cosidetta manifestazione: non c'è ancora accordo infatti, nel comitato promotore, su chi debba prendere la parola dal palco di San Giovanni. Certo i tre leader - Berlusconi, Fini e Bossi - parleranno, ma tutti gli altri? Raccontano infatti che Gianfranco Rotondi, segretario della Dc per le autonomie, ci sia rimasto molto male quando ha appreso che il "comitatone" presieduto dall'azzurro Cicchitto non aveva previsto nemmeno un suo intervento di saluto. (spero che i leghisti non fischieranno a Roma l'inno di Mameli...)

Stessa arrabbiatura per Alessandra Mussolini, che porta in superficie il suo scontento: "Francamente io ero dell'opinione che o parlavamo tutti o solo Berlusconi, perché gli altri mi sembrano superflui". Il problema è che se il comitato avesse dato il benestare al comizio della Mussolini, Francesco Storace avrebbe dato via ad appropriate contromisure di piazza. "Senza Casini e con la Mussolini - motteggia l'ex ministro della Salute - ci sarebbero "casini" lo stesso".

La Mussolini, fascista contemporanea, afferma: "Me ne frego, come diceva mio nonno", tanto per non smentirsi insomma.
Lorenzo Cesa parla di "Berlusconi-day". "Lo avevamo capito mesi fa... Altri mi sembra che non l'abbiano ancora capito bene".

Insomma, si tratterà della solita manifestazione buffonata  in onore di Berlusconi.....E BASTA!

Notizia dell'ultima ora: per intrattenere i manifestanti, in attesa che i tre cortei confluiscano a San Giovanni, il "comitatone" ha persino ingaggiato l'orchestra di Demo Morselli - quello del Costanzo Show .

Un altro aspetto decisamente preoccupante è questo: 1500 bandiere dell'UDC sono state ordinate e comprate dal comitato promotore della manifestazione. Ma che ci fanno 1.500 bandiere dell'Udc, nella sede di un Comitato che organizza una manifestazione alla quale l'Udc non aderisce e che non sono state ordinate dall'Udc?
Lo sappiamo, Casini non parteciperà e nemmeno il "forzista" Giovanardi.
Un atto di forza, di autoritarismo? Sicuramente.

Grazie dell'attenzione.




permalink | inviato da il 30/11/2006 alle 10:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (57) | Versione per la stampa

29 novembre 2006

MA LA DESTRA USA LA MAGISTRATURA SOLO QUANDO GLI FA COMODO?

Vorrei riprendere due articoli pubblicati su http://officinademocratica.ilcannocchiale.it/  , che ritengo di una perfezione assoluta. Il primo è di http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it/ mentre il secondo è di  http://castenasoforever.ilcannocchiale.it/ .

Ora aprite gli occhi e leggete bene mi raccomando:

Cosa aspettano i PM ad intervenire contro costui?

BERLUSCONI: CI SONO STATI SOTTRATTI UN MILIONE DI VOTI
"Il risultato delle urne è stato cambiato"

20-10-2006 19:14

Termoli, 20 ott. (Apcom) - Alle ultime elezioni politiche "sono intorno a un milione i voti che ci sono stati sottratti da brogli elettorali". Lo ha detto il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, parlando dal palco di Termoli per un comizio elettorale.

"Sono sparite anche 150mila schede bianche mentre il totale di queste è sceso del 60%. In due Regioni come la Campania e la Calabria - ha proseguito Berlusconi - il loro numero invece è salito del 92%". Questo fa dire a Berlusconi che "abbiamo l'assoluta certezza che il risultato elettorale è stato cambiato".

gianni

PROCESSIAMOLO PER DIFFUSIONE DI NOTIZIE FALSE E TENDENZIOSE ATTE A TURBARE L' ORDINE PUBBLICO!

UN ALTRO POST SULLO STESSO ARGOMENTO...

DEAGLIO DENUNCIATO PER NOTIZIE FALSE... ALLORA COSA ASPETTIAMO A DENUNCIARE IL GIORNALE & COMPANY?
[...]
"notizie false, esagerate o tendenziose" cosa vuol dire? Tutto e niente!! Allora
- STUDIO APERTO
- TG4
- LIBERO
- IL GIORNALE
e simili dovrebbero rimanere senza giornalisti
... Tutti dovrebbero essere condannati, il giornale soprattutto... Ricordate LA PALLA SULLA TURCO? Vuole l'eutanasia! Disse il Giornale... Era una notizia FALSA! Anche lui ha violato il 656. Vogliamo condannare anche Belpietro?
La legge è uguale per tutti... sì, tranne che in Italia forse!!
Per poi non parlare di tutte le notizie false e atte a turbare l'ordine pubblico che ha diramato Berlusconi ogni giorno della sua carriera in politica...
[...]
mi chiedo, se fosse uscito un documentario simile "a favore" della destra come sarebbero andate le cose?
(CastenasoForever clicca per leggere tutto l'articolo qui non riportato tutto perchè ripeteva in parte quello di Gianni qui sopra)

GRAZIE AI MIEI AMICI DI OfficinaDemocratica.




permalink | inviato da il 29/11/2006 alle 14:0 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa

28 novembre 2006

SERIETA' AL GOVERNO: VIA DALLA SPORCA GUERRA.



Parliamoci chiaro: in Iraq è in corso una vera e propria guerra civile.
Sunniti contro sciiti, musulmani contro le forze "straniere", iraniani e siriani infiltrati in Iraq per destabilizzare il tutto ed infine polizia irachena contro gli stessi iracheni.

Un quadro storico drammatico. La guerra in Iraq sarà ricordata come la peggiore mossa politica e militare della storia contemporanea. Il Vietnam è poca cosa in confronto.
Ogni giorno, purtroppo, sono centinaia i morti, civili e non.
Bush ha sbagliato, ormai è noto a tutti, solo gli stolti possono ancora credere alle armi di di"stra"zione di massa e alla guerra "giusta". Il principio della guerra è sbagliato in se.
E' stata una guerra di interesse, una guerra di petrolio, un atto di neo-colonialismo economico.

Berlusconi decise di partecipare alla guerra targata USA per "allietare" il suo amico Georrrge.
MA LA GUERRA E' STATA PERSA.

La presenza delle forze armate italiane in Iraq, coordinata nell'ambito della missione "Antica Babilonia", era iniziata nell'aprile del 2003. Complessivamente, l'operazione ha impegnato 1.677 militari dell´esercito, marina, aeronautica e carabinieri. La maggior parte di questi uomini è stato impiegato per controllare la provincia meridionale di Dhi-Qar, il cui capoluogo è Nassiriya.

In due anni e mezzo di impegno, le forze italiane hanno subito gravi attacchi da parte della guerriglia irachena. Il più sanguinoso è quello del 12 novembre 2003, quando un camion bomba scagliato contro la base "Maestrale" di Nassiriya provocò l´esplosione del deposito di armi della caserma, posto accanto all´ingresso dai militari italiani. Diciannove furono le vittime, 17 militari e due civili che stavano girando un documentario. In totale, tredici soldati sono morti in incidenti avvenuti durante le operazioni di addestramento e pattugliamento. A questi va aggiunto l'eroe Nicola Calipari, funzionario del Sismi ucciso dall´esercito statunitense mentre era impegnato nella liberazione della giornalista sequestrata Giuliana Sgrena.

Ma Prodi lo aveva promesso: VIA DALL'IRAQ. E cosi sarà cari lettori del mio blog.
«A Nassiriya rimangono solo 60-70 soldati italiani per la consegna delle caserme alla polizia irachena. Tra il primo e il due dicembre anche questi saranno tutti a casa». È il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a confermarlo. Prodi ha anche spiegato che il grosso del contingente italiano ha già lasciato l'Iraq: «Senza tanti proclami un convoglio lungo dieci chilometri è arrivato nel Kuwait».

Infine ha spiegato di aver parlato anche con il presidente americano George Bush: «Mi ha detto che gli dispiaceva ma che sapeva che ce ne saremmo andati dall'Iraq perché lo avevo detto in campagna elettorale».

SERIETA' AL GOVERNO, SEMPRE E COMUNQUE.
NO ALLA GUERRA, SI ALLA PACE NEL MONDO.




permalink | inviato da il 28/11/2006 alle 10:26 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (96) | Versione per la stampa

27 novembre 2006

SCUSATE......SE SONO INNAMORATO DELLA RESISTENZA E ODIO A MORTE CHI LA CALPESTA..


http://www.youtube.com/watch?v=CaEMVK1lnOQ

Aprite le orecchie cari fascisti e forzisti di tutta Italia.Ascoltate le parole di un uomo che è stato partigiano e che crede nei valori della Resistenza.

Io, come lui, AMO LA RESISTENZA, AMO I VALORI CHE HA TRASMESSO, E' IL MIO CREDO, IL MIO VIVERE.Chi adesso infanga la resistenza non merita il mio rispetto.

Il centro-destra infanga ogni giorno l'onore di tutti quei ragazzi, donne, uomini che morirono per la libertà e per la democrazia. Hanno un leader che non sa nemmeno cosa sia la Resistenza, si allea con la Mussolini, con gli "indipendentisti" leghisti.

Ascoltate le parole di Bocca, e vergognatevi.Fate le lezioni di moralità a me. Finchè non riconoscerete il ruolo della resistenza in Italia non avrete mai il mio rispetto.Se adesso avete la possibilità di dire tutte le vostre corbellerie, è perchè tanti ragazzi/e, uomini e donne, combatterono contro il regime, contro il duice, contro i fascisti, contro la dittatura.

Ma voi, che non avete ideali, queste cose non le potete capire...




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26 novembre 2006

IL MALORE DI BERLUSCONI

<B>Montecatini, Berlusconi si sente male<br>e sviene sul palco, intervento interrotto</B>


Finalmente, si sentono le influenze di tutti coloro che morirono eroi per salvare la Patria, per fare dell'Italia un unica nazione, un solo Stato, una repubblica democratica, una ed indivisibile.

Chi sta dividendo l'Italia, chi ha tirato fuori dalle fogne i fascisti e ha sdoganato i leghisti non merita nessuna pietà. Il mio è un messaggio forte nei confronti di chi odio, di chi considero non un avversario politico, ma un nemico della democrazia e delle libertà fondamentali.

Chi semina odio, raccoglie odio.

Ed inoltre, più vedo le immagini, più penso che non si sia trattato di un malore, ma di una sceneggiata confezionata a dovere. Sarà un caso che prima di "svenire", (ma è stato veramente uno svenimento?), abbia parlato di testamento politico.
...E vedrete che il 2 dicembre farà la sua magica "resurrezione".




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25 novembre 2006

BERLUSCONI E LE LEGGI AD-PERSONAM



E' ORA DI FARE CHIAREZZA SULLE LEGGI AD-PERSONAM DEL CAVALIER BUGIARDONI:

La legge sulle rogatorie internazionali.
Approvata in tempi brevi, questa legge disciplina la materia delle rogatorie internazionali oltre che ratificare la convenzione di cooperazione giudiziaria tra Italia e Svizzera. Nel passaggio al Senato la legge ha subito due modifiche molto particolari: si può applicare ai processi in corso e annulla le rogatorie macchiate da vizi formali. Ma cosa sono le rogatorie? Sono uno strumento che consente ad un giudice di chiedere ad un collega straniero di compiere atti processuali che esulano dalla sua giurisdizione. Cosa c’entra il premier? Grazie a questa legge sono divenute inutili le imbarazzanti dichiarazioni sui movimenti nei conti correnti esteri fatte da Previti, Squillante e dal responsabile dei servizi finanziari di Mediaset che addirittura confermò di aver dato disposizioni per i pagamenti documentati dalle carte svizzere.

La legge sulla depenalizzazione del falso in bilancio. Mossa con la quale si è reso non più perseguibile dalla legge il falso in bilancio, che è da sempre stato uno dei protagonisti del disequilibrio economico del Paese. Oltre ad allontanare investitori esteri, allarmati da uno Stato che non punisce il falso in bilancio, c’è un altro lato molto interessante, molto più pratico: così facendo si sono rese del tutto vane le indagini in corso da anni, che vedevano tra i principali attori Silvio Berlusconi nell’affare “All Iberian”.

La legge Cirami sul legittimo sospetto. Un terremoto nel panorama giuridico, utile sia a Berlusconi che al suo entourage. Il legittimo sospetto è essenzialmente il dubbio che l'organo di legge chiamato a giudicare non sia imparziale. Il giudice può essere ricusato se ha espresso il proprio orientamento sul processo pubblicamente oppure se ha rapporti con l’imputato. Ovviamente sulla fondatezza delle ragioni deve pronunciarsi la Corte di Cassazione: se quest'ultima riconosce che il giudice non garantisce imparzialità, trasferisce il processo in un'altra città, dove dovrà ricominciare da zero. L'effetto è quello di bloccare, errando di città in città, le conclusioni del processo, che potrà così andare avanti, senza però arrivare alla sentenza, prima che la Corte di Cassazione si sia pronunciata sulla fondatezza del ricorso. Questa legge è stata applicata anche ai processi già in corso al momento della sua entrata in vigore. Chi era l’imputato in più processi che inveiva contro i giudici comunisti? La sola legge Cirami poneva il rischio di ottenere, spostandosi di città in città, soltanto un po’ di tempo in più.

Berlusconi, in quel momento imputato nel processo Sme, ha avuto un’altra bella idea: il lodo Schifani, la legge blocca processi per le cinque più alte cariche dello Stato. La Corte Costituzionale l’ha giudicato incompatibile con la nostra Costituzione (soprattutto con l’art.3), proprio perché andava contro le basi democratiche del nostro ‘sistema’. Ovviamente non ci si è abbattuti: una modifica qui, una lì, e anche in questo caso pronta la legge. Negli altri Stati democratici si possono “giudicare” le più alte cariche dello Stato: basti ricordare che negli USA, sempre presi ad esempio, Clinton venne messo alla gogna nel “caso Lewinsky”.

Il condono fiscale. Uno schiaffo morale per i cittadini che hanno sempre regolarmente pagato le loro tasse, uno strumento interessante nelle mani delle aziende di Berlusconi. Alle iniziali dichiarazioni del presidente del Consiglio, si espresse con certezza “Mediaset non si servirà del condono”, è seguita una adesione ed un risparmio di centinaia di milioni di euro.

La legge sulla tassa sulle successioni e sulle donazioni. Una delle primissime leggi di Berlusconi. Il governo dell’Ulivo aveva lavorato su questa legge stabilendo una franchigia di 350 milioni di lire per successioni e donazioni. Cosa vuol dire? Vuol dire che si tassavano solo beni di valore superiore ai 350 milioni di lire in base ad una tabella di percentuali legata all’entità della donazione o dell’eredità. Con l’intervento dell’attuale governo è stata eliminata totalmente la suddetta tassa, anche per cifre da capogiro. Ovviamente un interesse di pochi che da adito a legittimi sospetti su passaggi di tanto denaro di tasca in tasca.

La legge Gasparri e il decreto salva Rete 4. La proroga di poter trasmettere in analogico per Retequattro ha sollevato in maniera clamorosa l’interrogativo su come un premier possa decidere sul destino di una sua proprietà. Ma nella nuova legge c’era molto di più. L’abolizione delle norme che vietavano incroci di proprietà tra Tv e carta stampata ad esempio, ha cancellato i limiti sulla possibilità di detenere media. Realmente consentirà di ufficializzare ciò che già accadeva. Se fino ad oggi Berlusconi non poteva essere proprietario de “Il Giornale”,”Il Foglio” ed il “Corriere della Sera”, perciò demandava rispettivamente al fratello, alla moglie e ad altri cari amici; con la nuova normativa potrà liberarsi di queste maschere. Inoltre, non si è posto freno alla possibilità di acquistare giornali, tv e cinema a patto che venga garantita concorrenza (?). Però è stato inserito anche un limite, ovviamente per gli altri. Il blocco è per chi già si occupa di un settore delle telecomunicazioni (Telecom, che ha La7, Mtv ed una partecipazione in Sky) che non potrà espandersi senza limiti in quello delle televisioni. Così facendo si è cercato di proteggere l’attività dei “tanti” proprietari di reti televisive italiane!

Legge Pecorella: proposta su iniziativa del deputato Gaetano Pecorella, deputato di Forza Italia e presidente della Commissione Giustizia della Camera e difensore del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il provvedimento (numero 3.600) modifica il codice di procedura penale. Il codice viene cambiato in maniera che la pubblica accusa di un processo concluso col proscioglimento dell'imputato non possa più ricorrere in appello ma soltanto rivolgersi alla Cassazione, che non rientra nel merito del giudizio ma deve solo verificare la legittimità della procedura con le quali è stato formulato.

Legge ex-Cirielli: la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi).

Il ricorso del governo contro la legge della regione Sardegna al divieto di costruire a meno di due chilometri dalle coste (ricorso n. 15/2005 alla legge regionale 8/2004) (che bloccava, tra l'altro, l'edificazione di "Costa Turchese", insediamento di 250.000 metri cubi della Edilizia Alta Italia di Marina Berlusconi) 

la modifica del PAI (Piano di assetto idrogeologico) dell'Autorità di bacino del fiume Po che permette la permanenza de "la Cascinazza" (estensione di oltre 500.000 metri quadrati) di proprietà della IEI di Paolo Berlusconi


Senza dimenticare la famosa legge ad-coalitionem, ovvero la riforma elettorale del 2006.


E GLI ELETTORI FASCISTI-FORZISTI COSA NE PENSANO?
COME POTETE VOTARE UN PERSONAGGIO DEL GENERE?
PERCHE' NON APRITE GLI OCCHI? SIATE INTELLIGENTI E COERENTI CON VOI STESSI: CAMBIATE PARTITO, VOTATE AN, UDC, MA NON VOTATE FORZA ITALIA (FORZA BERLUSCONI).




permalink | inviato da il 25/11/2006 alle 12:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (57) | Versione per la stampa

24 novembre 2006

IL CASO DEAGLIO.























Come sappiamo oggi è uscito, in tutte le edicole d’Italia, il nuovo dvd-documentario di Beppe Cremagnani e Enrico Deraglio dall’eloquente titolo “Uccidete la democrazia", che analizzerà i presunti brogli elettorali attuati da Berlusconi e company, al fine di portare più voti a ForzaItalia, e quindi, alla destra illiberale e demagogica italiana.
Per essere più precisi, il documentario di Deaglio,afferma che  grazie ad un sofisticato software, si sarebbero potuto modificare le schede bianche in favore della coalizione berlusconiana, fatto che giustificherebbe il grande caos degli exit pol di Aprile.

Grazie al mio amico (http://andryyy.ilcannocchiale.it),  andiamo ad analizzare i punti misteriosi  di tale faccenda, pubblicati su http://officinademocratica.ilcannocchiale.it/ :


  • L'enorme differenza tra gli exit poll e le percentuali dei voti
  • Il fatto che questa differenza corrisponda al maggior numero di voti conseguito da Forza Italia
  • L' aumento costante (0,5% all'ora) dei voti per FI durante lo spoglio
  • I tre viaggi di Pisanu da Berlusconi a Palazzo Grazioli durante lo spoglio
  • La misteriosa telefonata di Minniti a Pisanu durante lo spoglio
  • Il programmino informatico illustrato dall'americano Curtis che  permette di convertire senza rischi le schede bianche in voti per un partito
  • Il fatto che la gestione del voto elettronico sia stata affidata con trattativa privata (quindi senza concorrenza) alla società del figlio di Pisanu
  • Il calo inspiegabile nel numero delle schede bianche rispetto al 2001 (non giustificabile in base al cambiamento del sistema elettorale: non si parla di schede nulle)
  • L'uniformità nella percentuale di schede bianche nelle varie regioni, variante dall'1 al 2 % (nel 2001 variava dal 2 all'8%)
  • Il fatto che il sito del Ministero dell'Interno non abbia ancora fornito il numero delle schede bianche e di quelle nulle (ci sono tutti gli altri dati);
  • Il fatto che il governo di cdx abbia cambiato 14 prefetti a pochi giorni dalle elezioni;
  • il fatto che il responsabile dell'ufficio elettorale di Forza Italia Denis Verdini, nonostante la  differenza di 5 punti negli exit poll si dice convinto di un "testa a testa alla Camera"
  • il fatto che Forza Italia, pur chiedendo continuamente il riconteggio dei voti, non abbia mai mai formalizzato la richiesta del controllo cartaceo delle schede.
  • Episodi strani: "C'è chi è andato a controllare il dato del suo seggio e ha scoperto che a verbale c'erano 16 sede bianche, ma nel risultato finale ne risultano solo 6. Altri ci raccontano di aver votato scheda bianca e di aver poi scoperto che nel loro seggio risultano zero schede bianche".
  • Il fatto che le Corti d'Appello abbiano conteggiato i voti validi, non le schede bianche
  • La modifica della normativa sugli scrutatori


    Inoltre prendiamo in considerazione alcuni commenti autorevoli:

     Renato Mannheimer, numero uno dell'Ipso e massimo esperto italiano di sondaggi, intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, commenta così «Non l'ho ancora visto, però conosco bene la vicenda e credo che la diminuzione così forte delle schede bianche sia un elemento assolutamente degno di approfondimento».Quindi la mia risposta, sciaguratamente, è non so». «Il caso - conclude Mannheimer - merita molta attenzione e sarebbe giusto che fossero disponibili tutti i dati per analizzare a fondo quanto è accaduto».

    Lo ha dichiarato Silvio Sircana, portavoce del premier Romano Prodi e deputato dell'Ulivo, in un'intervista a 'Quotidiano Nazionale':  "di fronte alle accuse di brogli da parte di Berlusconi il centrosinistra è stato troppo remissivo. Già prima delle elezioni denunciava brogli a futura memoria, e ancora oggi continua a sostenere che abbiamo truccato il voto. Credo che, a questo punto, una verifica complessiva e definitiva sui risultati elettorali vada fatta. Bisogna eliminare tutti i dubbi, la democrazia è un bene prezioso".

    Ragazzi fatemi capire qualcosa...voi come la pensate?




  • permalink | inviato da il 24/11/2006 alle 12:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (165) | Versione per la stampa

    23 novembre 2006

    MA QUANTA PUBBLICITA': MEDIASET MULTATA.



    Non nascondiamocelo: vedere un film o qualsiasi altro programma su Mediaset è impossibile.
    Prima, ricordo, i film iniziavano alle 2100 puntale e finivano massimo alle 23:00-23:15.
    Ora non è  più cosi. Di regola se non è mezzanotte, il film, o chi per esso, non finisce.
    Ma come si spiega? A Silvio sono serviti e servono soldi, servono chissà per quali progetti (un'idea io ce l'ho) e per questo, fino a settembre, la pubblicità su Mediaset è quasi raddoppiata.
    L'Autorità, presieduta da Corrado Calabrò, ha così inflitto, a Mediaset, sanzioni per un valore complessivo di 625.000 euro. Le multe «sono state state adottate per le ripetute violazioni, rilevate fino al mese di settembre 2006, delle norme riguardanti le interruzioni pubblicitarie durante la trasmissione dei film», spiega una nota dell'Autorità.

    La situazione è questa: non è più la pubblictà che interrompe i programmi, ma sono i programmi che interrompono la pubblicità. E non mi riferisco solo a quei 5 minuti di pubblicità "standard".
    Ci sono i messaggi promozionali, quelli delle coperte e delle pentole, dei piumoni e delle canzoni.
    Veramente una tv commerciale, attraverso la quale Costanzo  potrà continuare a dire il famoso "TASSATIVO, PUBBLICITA'".
    E tu intanto, caro telespettatore, puoi andare al supermercato, tornare, cenare senza perderti niente.

    GRAZIE SILVIO E PIER-SILVIO BERLUSCONI.

    Cosa? Calabrò comunista? ah già, la solita storia...VERGOGNA!





    permalink | inviato da il 23/11/2006 alle 16:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa

    23 novembre 2006

    E CI MANCHEREBBE...

    E' escluso categoricamente l'ingresso di Alleanza Nazionale nel Partito Popolare europeo.
    Wilfrid Martens, presidente del PPE ha detto no, incredibilmente.
    Ha escluso che gli eredi del Msi possano essere accolti fra i moderati europei. Perché non lo sono. Una presa di posizione che ha fatto infuriare Gianfranco Fini: «L'onorevole Martens a suo tempo era contrario anche all'ingresso di Forza Italia nel Ppe - attacca - la sua è quindi un'opinione e nulla più».
    La risposta di Martens:"Noi non vogliamo e non intendiamo collaborare con gli estremismi, nè di destra, nè di sinistra". 

    Intanto Storace se la ride...

    E voi, cari elettori di An e non solo,  volete AN nel PPE???




    permalink | inviato da il 23/11/2006 alle 10:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (11) | Versione per la stampa

    22 novembre 2006

    FBI, TIMBRI, MUTANDE E OMBRELLI.


     
     

    Notizie sempre brutte per il nostro caro Berlusconi.
    E' notizia di stamane:  la risposta alla richiesta di collaborazione giudiziaria formulata dai pm milanesi che indagano sulla compravendita all'estero dei diritti cine- tv del gruppo Fininvest- Mediaset, è una perquisizione molto «americana»: il procuratore distrettuale di Los Angeles, Jason Gonzales, ha infatti spedito in Sunset Boulevard 7655, dove lavora il produttore di Hollywood Frank Agrama, più di 50 agenti della divisione «reati dei colletti bianchi» della polizia federale. A sequestrare 10 computer, a svuotare ogni cassetto dei tre piani di uffici e a rovistare in tutti gli angoli della sua villa californiana in Canyon Back Road. L'«attorney» Gonzales ha ordinato il raid dopo essere stato convinto dagli elementi di prova fornitigli dai magistrati italiani e riassunti in un «affidavit» americano (che equivale a un mandato di perquisizione) che definisce Agrama «socio occulto di Silvio Berlusconi». È la stessa accusa ipotizzata dai pm De Pasquale e Robledo nel processo, aperto ieri a Milano, dove Berlusconi e Agrama sono imputati di frode fiscale, falso in bilancio e appropriazione indebita per i contratti cine-tv intermediati appunto dallo stesso Agrama.

    Si mette male per il Cavalier Bugiardoni  anche perchè nella sede della società di Agrama, la Harmony Gold, l'Fbi ha sequestrato uno scatolone che rischia di costargli molto caro, benché contenga soltanto un pugno di timbri. Timbri con firme proprio di Paddy Chan, cioè della manager che in apparenza risultava firmare a Hong Kong i contratti sui diritti cine-tv, mentre Agrama se ne poteva così dichiarare semplice intermediario esterno. Adesso questi timbri, oltre a confermare i dubbi della Procura sulla genuinità grafica delle firme della Chan, accreditano un altro sospetto, grave soprattutto negli Stati Uniti: se i contratti venivano in realtà «fabbricati» a Los Angeles, allora anche i relativi redditi non erano prodotti a Hong Kong, come Agrama ha sempre sostenuto per sfuggire al fisco americano, ma negli Usa.

    IL SOCIO OCCULTO DI BERLUSCONI. QUESTA COSA MI E' NUOVA, DOVREI DOCUMENTARMI CARI MIEI AMICI FORZISTI. MI DOCUMENTERO'....

    Intanto Berlusconi pensa alla manifestazione del 2 dicembre: sta affittando pullman, compra bandiere, spillette, cassette con l'inno di ForzaItalia, coriandoli, festoni, panini con la frittata e claque, tutto questo da regalare a quella massa di pecoroni che invaderà ahimè, la mia città e soprattutto quella piazza che da sempre è simbolo della sinistra!
    Ma vediamo i gadgets da far comprare ai pecoroni:  nella sezione del sito «oggetti utili e di qualità» si trovano le t-shirt «Chi di tassa ferisce, di voto perisce» oppure «Prodi perché mi odi» e «Padoa Schioppa e io pure». In caso di pioggia, ecco l'ombrello «Piovono tasse, governo ladro». Lo scopo è quello di finanziare la manifestazione ma nulla viene regalato. I prezzi, infatti, per accaparrarsi i cimeli non sono proprio da saldo. Le magliette vanno dai 15 ai 18 euro. Già più abbordabili le spillette a 8 euro o il tappetino del mouse a 11. Un tantino esosa la richiesta per le mutande anti-Prodi. Bisogna sborsare 16 euro per un paio di boxer da uomo «in puro cotone». Poi certo, l'effetto è garantito grazie alla scritta stampata sul davanti: «Ho pagato le tasse di Prodi». Unica controindicazione, trovare un coraggioso che il 2 di dicembre sfidi il freddo e, abbassandosi i pantaloni, mostri come ci avrebbe lasciato, secondo i berlusconiani, il governo del Prof: in mutande, appunto.

    AMICI FORZISTI COMPRATE TUTTO MI RACCOMANDO. PIU' SPENDETE E PIU' SIETE INTELLIGENTI. POPULISMO? NO CHE DITE!!!
    CHE COMPRATE? FATEMI SAPERE CARI AMICI MIEI...
    CHE TRISTEZZA...




    permalink | inviato da il 22/11/2006 alle 20:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (34) | Versione per la stampa

    22 novembre 2006

    ITALIA, QUESTA E' LA STRADA GIUSTA PER IL RILANCIO ECONOMICO.

    <B>Almunia: "Solo adesso<br>l'Italia comincia a recuperare"</B>

    A dire queste parole non sono io, ne un comunista e nemmeno il nostro amato premier.

    I fascisti - forzisti diranno: "ma quale strada giusta? La strada giusta è quella di Tremonti che ci ha portato al collasso economico, dimostrato dai numerosi dati e grafici indipendenti."

    Purtroppo per loro, dopo la promozione della manovra targata Padoa-Schioppa da parte del FMI, anche il commissario Ue agli affari economici Joacquim Almunia afferma che il nostro Paese "solo ora sta recuperando".

    Sarà un caso, sarà che tale personalità sia un eccellente comunista mascherato da professionista indipendete, sarà che questa Finanziaria piace un pò a tutti, tranne ai cittadini pecoroni ed egoisti, eppure è cosi!
    Almunia sottolinea che  "In Italia non è stata fatta una politica di bilancio coerente con le esigenze della crescita, ora c'è un processo di consolidamento in corso, l'Italia comincia solo ora a recuperare".

    E ora? cosa inventeranno i miei amici di destra, tanto bravi a chiacchierare, ma poco coerenti e poco onesti, intellttualmente parlando. Non confuteranno anche questa personalità?

    A VOI L'ARDUA RISPOSTA.




    permalink | inviato da il 22/11/2006 alle 13:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (18) | Versione per la stampa

    21 novembre 2006

    BERLUSCONI RICUSA IL GIUDICE? E PERCHE' MAI?



    Partiamo con calma.

     
    Sotto accusa per le presunte irregolarità contestate dalla Procura a Mediaset nell'acquisto dei diritti televisivi e cinematografici: Silvio Berlusconi, il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, l'avvocato inglese, David Mills, l'uomo d'affari egiziano, Farouk Agrama, e altre sette persone.

    I rappresentanti della pubblica accusa, Alfredo Robledo e Fabio De Pasquale, contestano a Berlusconi di aver commesso, a partire dai primi anni '90 - molti episodi però non saranno giudicati per la prescrizione introdotta dalla ex Cirielli - i reati di falso in bilancio, appropriazione indebita e frode fiscale (gli stessi, più il riciclaggio, di cui rispondono, a vario titolo, anche gli altri imputati).

    Secondo i pm, Mediaset avrebbe gonfiato il prezzo dei diritti dei film acquistati negli Usa. I fatti oggetto dell'inchiesta riguardano la compravendita di diritti, per complessivi 470 milioni di euro, che sarebbe stata effettuata da Finivest, la holding cui fa capo Mediaset, attraverso due società off shore, la Century One e la Universal One. L'ipotesi è che delle società americane, in accordo con Fininvest e poi con Mediaset, abbiano venduto i diritti alle due società off shore, controllate da fiduciari che rispondevano a Berlusconi, con una forte maggiorazione di prezzo, alla stessa Mediaset.

    Gli scopi sarebbero stati quelli di aggirare il fisco italiano e creare dei fondi neri.

    ORA BERLUSCONI RICUSA IL GIUDICE.
    PERCHE' SECONDO VOI? PERCHE' E' ALTO O PERCHE' E' BASSO? OPPURE PERCHE' E' COMUNISTA? FORSE NO-GLOBAL, O CHE NE SO, SUGGERITE VOI.


    SICURAMENTE NON PER FAR SLITTARE IL PROCESSO VERO? (DICO AI MIEI LETTORI DI RICORDARSI LE NUOVE LEGGI APPROVATE SUI TEMPI DI PRESCRIZIONE DEL REATO. Ovviamente di ex-cirielli già abbiamo parlato).

    VEDIAMO BENE: al via del processo a Milano, come primo atto, l'ex premier ha infatti presentato questa una dichiarazione di ricusazione nei confronti del giudice Edoardo D'Avossa, presidente del collegio del processo. Il giudice Edoardo D'Avossa ha chiesto di potersi astenere e il processo è stato aggiornato a lunedì prossimo, 27 novembre. Nella dichiarazione di ricusazione i difensori di Berlusconi fanno presente che in passato in tre sentenze il giudice D'Avossa, motivando le sue decisioni, aveva parlato di «conti in nero del gruppo Fininvest». Una delle sentenze al centro della vicenda è quella con cui Silvio Berlusconi in primo grado fu condannato per falso in bilancio in relazione a «Medusa Cinematografica». In appello Berlusconi fu poi assolto e il verdetto venne confermato dalla Corte di Cassazione. Un'altra sentenza, citata dalla difesa dell'ex premier, era relativa a Marcello Dell'Utri.
    Ora se il presidente del tribunale accoglierà l'istanza, nella prossima udienza il processo riprenderà con un altro collegio giudicante. Se invece dovesse invece respingere l'istanza, il processo andrà avanti con D'Avossa presidente del collegio e sarà la Corte d'appello a doversi esprimere.

    E INTANTO IL TEMPO SE NE VA....

    VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA




    permalink | inviato da il 21/11/2006 alle 21:19 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa

    21 novembre 2006

    BERLUSCONI ANNUNCIA IL SUO RITIRO DALLA POLITICA. MA POI SMENTISCE.



    Quando stamattina venni a sapere che Berlusconi aveva annunciato su Libero di voler lasciare la politica, il mio primo gesto è stato quello di prendere la bottiglia di spumante e brindare alla fine dell'era berlusconiana.

    Poi però, facendo due calcoli, ho pensato che Berlusconi non ha mai detto la verità e quindi ho subito cominciato a dubitare della notizia (al contrario dei miei amici fascisti-forzisti).

    L'addio alla politica, sarebbe stato accompagnato con un libro di memorie. "Ho appena finito di scriverle. Una faticaccia durata tutta l'estate, altro che balle sulle mie notti in discoteca. Ho consegnato le bozze in Mondadori. Titolo provvisorio: 'Il calvario della libertà. E occhio al singolare, perché la libertà è una sola: o c'è sempre e su tutto o non è".

    Poi la retromarcia. La solita smentita di stampo berluconiano. Abbiamo capito male pure questa volta.
    Il cavaliere Bugiardoni interviene in prima persona: "Mai rilasciato nessuna intervista. "Lasciare la politica? Non ci penso nemmeno. Non ho nessuna intenzione di venire meno alle responsabilità che mi hanno affidato gli elettori."Le parole del Cavaliere chiudono - o vorrebbero chiudere - una querelle che aveva fatto sobbalzare i palazzi della politica che, stamattina, avevano letto sul quotidiano di Vittorio Feltri parole nette: "Non farò più il premier e non andrò mai al Quirinale. Di Palazzo Chigi ne ho abbastanza ho già il nome di chi mi sostituirà ma non lo dico. Per il Colle, invece, non ho dubbi: l'uomo giusto è Gianni Letta".

    Ci ha preso per i fondelli l'ennesima volta. Come sempre. Avrà da sistemare ancora qualcosa di "personale". E' chiaro, uscirà fuori dal gioco politico quando i suoi problemi giudiziari, e non solo, saranno definitivamente conclusi.

    Quindi amici miei, riponete i fuoichi d'artificio, rimettete gli spumanti in cantina, levate festoni e coriandoli. L'incubo, dopo 12 anni, continua....





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    21 novembre 2006

    TREMATE, TREMATE, I FASCISTI SON TORNATI.



    Se è vero - come tutti gli studiosi di fascismi sostengono - che Roma e Padova sono i laboratori della destra radicale, che osservando cosa accade in queste due città si capisce dove il vento tira, allora c´è proprio da preoccuparsi. Le aggressioni nei licei cominciano a non contarsi, nascono nuovi gruppi a destra della destra e sono riusciti ad avere anche una sostenuta rappresentatività nelle scuole.

    In una sola giornata abbiamo visto sfilare contemporaneamente a Roma ben due manifestazioni di Forza Nuova e della Fiamma Tricolore, e questa volta non solo poche centinaia di teste rasate, erano di più, molti di più. Se a questo si aggiunge che Gianfranco Fini ha defenestrato Storace, ma ha contemporaneamente dimenticato la «svolta» di Fiuggi aprendo le porte al corteo del 2 dicembre contro la Finanziaria agli uomini di Luca Romagnoli (Fiamma Tricolore), cioè di colui che pochi mesi fa ha fatto scandalo negando l´Olocausto («le camere a gas sono esistite? Francamente non ho mezzi per poterlo affermare»), ecco, forse il quadro si completa. Forse ce n´è abbastanza per sostenere che i fascisti stanno tornando.

    Padova e Roma, è iniziata mesi fa: le scritte anti Israele al ghetto di Padova, le svastiche in quello di Roma, e poi ancora nuovamente la capitale i negozi della comunità ebraica sigillati. Di pochi giorni fa è l´aggressione a Radio Sherwood, uno dei presidi dei No Global. Sono arrivanti in quindici, tutti squadristi, tutti con il volto coperto, spranghe in mano. Hanno massacrato tre ragazzi e una era una donna. La Digos ora dice che questa è stata la risposta a un attentato che non ha avuto onori di cronaca e avvenuto all´alba di venerdì, davanti alla sede di Forza Nuova con la firma dei Centri sociali.

    Dicono che a Padova si sta riformando un clima da anni ‘70. Tanto che il viceministro dell´Interno Minniti ha voluto presiedere il Comitato di sicurezza pubblica proprio dire: «Attenti, non sarà più tollerata violenza». Minniti non c´era andato a caso a Padova visto che è esattamente qui che due settimane fa alcuni autonomi hanno preso a sassate il padre di Matteo Vanzan, uno dei carabinieri morto a Nassiriya; e visto che sempre a Padova i cortei, le manifestazioni, le spranghe di Forza Nuova stanno riprendendo piede. Certo era prima del corteo di Roma, ma prima anche dell´assalto squadrista ai no global.

    È il 13 novembre quando il leader di An Gianfranco Fini detta alle agenzie la nuova linea, quella che apre le braccia al leader della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli: «Se vuole partecipare al corteo della Casa delle Libertà... penso che tutti quelli che vogliono partecipare siano i benvenuti a patto che sfilino in modo civile e democratico». Romagnoli risponde: «Porteremo in piazza tremila militanti». Tilgher, leader del Fronte sociale nazionale - processato per le stragi dell´Italicus e della stazione di Bologna e condannato per ricostituzione del partito fascista nel ‘95 -, commenta: «Un grande passo avanti rispetto a quando ci definì impresentabili».

    Fini guarda lontano: loro cominciano ad essere in tanti. In due mesi, tra ottobre e novembre, il fronte di estrema destra si sta riorganizzando. Si sono riviste le croci celtiche in piazza, c´è un nuovo gruppo che si chiama Blocco studentesco che sta facendo molti proseliti nelle scuole. C´è stato il raduno naziskin di Marta, sul lago di Bolsena, vicino Viterbo, e sono arrivati da tutta Europa.

    E poi ci sono naturalmente le aggressioni. Se i segnali sono segnali, la manifestazione di Forza Nuova organizzata due settimane fa a Roma è uno di questi. Per due motivi: il primo è che, appunto, erano in tanti; il secondo è che per sfilare hanno scelto un quartiere della capitale che da trent´anni non era più la loro fortezza e simbolo. Non i ricchi Parioli dove per altro ora vince la sinistra, ma Mazzini «territorio una volta (anni ‘70) storicamente fascista». Sono tornati lì e non a caso. Per riprendersi il «loro» quartiere.

    Parliamo poi delle aggressioni. Due studenti picchiati al Mameli, due all´Aristofane perché erano omosessuali, e un omicidio, quello di Renato Biagetti avvenuto a fine agosto, davanti al Centro sociale Acrobax. Il segnale, in questi casi, è la prima pagina del sito Internet di Forza Nuova. Dice: «La battaglia nelle scuole è appena cominciata. La scuola è oggi conquista incontrastata dei professori del ‘68 che deformano intere generazioni, le educano ad essere vicini alle droghe, ai "pensieri deboli" e a prepararsi ad un modello di società individualista nella filosofia e comunista nell´organizzazione... ».

    La nuova creatura è Blocco studentesco. Al liceo Mameli i militanti di Blocco studentesco sono riusciti a far annullare le elezioni. La lista di estrema destra era stata esclusa perché via delle sprangate contro i candidati della lista concorrente, ma grazie a Gramazio sono riusciti a invalidare il voto. Chi sono? La loro sede è nel cuore della Roma extracomunitaria, hanno scelto piazza Vittorio, cuore delle comunità straniere; il loro capo è Gianluca Iannone, ex Movimento politico di Maurizio Boccacci. Dicono: «Siamo l´ultima ambasciata d´Italia». Nel sito il programma: libro di testo unico per tutti e ginnastica. Un blog informa che se qualcuno vuole scrivere a Luigi Ciavardini (strage di Bologna) ha cambiato indirizzo: carcere di Poggioreale, Napoli.

    GRAZIE AL SITO ON-LINE DELL'UNITA'.
     
    Ecco chi sarà in piazza con Fini - e Berlusconi - il 2 dicembre prossimo.


    E I MIEI AMICI FASCISTI-FORZISTI COSA HANNO DA RIDIRE A PROPOSITO?
    VI VERGOGNATE VERO?. SIETE ALLEATI CON I FASCISTI, SIETE RIDICOLI.

    VERGONA-VERGOGNA-VERGOGNA




    permalink | inviato da il 21/11/2006 alle 11:10 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (26) | Versione per la stampa

    20 novembre 2006

    UN POST DIVERSO DAGLI ALTRI.














    Il 99% dei miei post si occupa di politica e di economia.

    Ma stasera, leggendo il corriere della sera on-line, mi sono soffermato su una notizia:
    LA UE DICE BASTA ALLE PELLICCE DI CANE E GATTO.

    Forse è perche ho un cane, forse perchè penso che gli animali siano meglio di noi umani, forse è perche sono un ragazzo molto sensibile, forse perchè odio a morte chi fa del male agli animali.
    Per tutte queste ragioni riporto una notizia, che dovrebbe far riflettere su quanto ancora l uomo sia crudele nei confronti degli animali e quanto ancora si deve fare per proteggerli tutti quelli che vengono uccisi barbaramente per la realizzazione di pellicce e di giocattoli.
    ECCO LA NOTIZIA:
     La Commissione europea scende in campo contro le pellicce ricavate da animali domestici. Il commissario per la Salute e la Protezione dei consumatori, Markos Kyprianou, ha presentato oggi una proposta di direttiva per mettere al bando le importazioni, le esportazioni e la vendita di pellicce di cane e gatto, di fattura prevalentemente cinese, nei paesi dell’Unione.

    C'E' UN VIDEO CHE FA VEDERE UN CANE SCUOIATO ANCORA VIVO, MA NON ME LA SONO SENTITA NE DI VEDERLO NE DI POSTARLO. NON VOGLIO NEANCHE IMMAGINARLO.

    LE PROTESTE - «Il messaggio che abbiamo ricevuto dai consumatori europei è chiaro e forte», ha spiegato Kyprianou, sottolineando che i cittadini dell’Unione «non ritengono accettabile che gatti e cani vengano allevati per il loro pelo, e non vogliono che prodotti contenenti questo tipo di pelliccia siano sul mercato». Le proteste dei consumatori si sono fatte sentire a tal punto che molti Stati membri hanno già introdotto leggi specifiche contro le pellicce di animali domestici. Tuttavia, trattandosi di norme diverse tra loro, rischiano di creare confusione sul mercato interno. La proposta di direttiva approvata punta a creare un approccio armonizzato e proibisce ogni tipo di produzione, vendita, importazioni ed esportazioni di pellicce di cani e gatti nell’Unione europea, indicando un metodo di scambio di informazioni per rilevare la presenza di partite di pelli di cani e gatti.

    ANCHE NEI GIOCATTOLI - «La messa al bando proposta oggi - ha aggiunto il commissario - significa che i consumatori possono stare certi che non stanno inavvertitamente comprando prodotti che contengono pelliccia di cani o gatti. In vista di un ampio sostegno politico per questa misura, sono fiducioso che il Parlamento europeo e il Consiglio faranno in modo che venga adottata il prima possibile». La Commissione ha ricevuto molte segnalazioni riguardo alla presenza di pellicce di cani e gatti non solo nei capi d’abbigliamento, ma anche in alcuni accessori e nei giocattoli per bambini.

    IMPORT VIETATO -
    Sia il Parlamento che il Consiglio hanno chiesto all’esecutivo di mettere a punto una proposta per arginare il fenomeno delle importazioni, tanto più che in Europa non vengono prodotte pellicce di questo genere. Per attuare in modo efficace la messa al bando, occorre trovare metodi efficaci per riconoscere le pellicce di cani e gatti e distinguerle da altre pellicce, anche quando sono state sottoposte a trattamenti particolari. Secondo la proposta di direttiva, gli Stati membri dovranno scambiarsi regolarmente informazioni sui metodi per rilevare queste pellicce e condividere i test che si sono dimostrati più efficaci. Tuttavia, ha specificato Kyprianou, questo non è il primo passo verso la messa al bando di altre pellicce, ma solo la risposta ad una particolare sensibilità dei consumatori europei, ossia l’amore per gli animali domestici.

    LA PETIZIONE DELLA LAV - La Lega antivivisezione lo scorso anno aveva attivato uno specifico sito Internet, www.nonlosapevo.com, nel quale erano stati pubblicati parte del drammatico video realizzato in incognito dalla  Swiss animal protection,  e il testo di una petizione contro la commercializzazione nel nostro Paese di pellami provenienti dalla Cina. La Lav ha realizzato anche un accurato dossier sulla produzione cinese di pellicce: in un Paese dove i controlli scarseggiano, è possibile produrre grandi quantità di materie prime per soddisfare a costi relativamente bassi la grande richiesta proveniente dai paesi Occidentali. La Lega antivivisezione plaude ora alla proposta della Commissione Europea. le pellicce ricavate da animali domestici , infatti, sono vietate finora in cinque dei 25 Paesi che compongono l’Unione. E l'Italia è stato il primo in Europa, e il secondo nel mondo dopo gli USA, ad aver imposto un bando nazionale all’importazione e commercio di tali pelli, grazie anche alle proteste sollevate dai consumatori dopo la notizia che molti capi di abbigliamento presenti in diversi grandi magazzini erano confezionati proprio con pelo di cane o di gatto.

    DUE MILIONI DI VITTIME - Il commercio di animali domestici per la produzione di pellicce - ricorda sempre la Lav - porta all'uccisione ogni anno di circa due milioni di cani e gatti in Cina, Thailandia, Filippine e Corea (stime della Humane Society of the United States). Occorrono, infatti, dai 10 ai 12 cani per confezionare una pelliccia, molti di più se per realizzarla vengono usati dei cuccioli; 24 se la pelliccia viene confezionata con pelli di gatto: animali randagi appositamente catturati, che vengono tenuti in condizioni indescrivibili fino al momento dell’uccisione, tutt'altro che incruenta.

    SPERO DI TROVARE, TRA I LETTORI DEL MIO BLOG, UN APPOGGIO UNANIME ALLA CAUSA.

    GRAZIE DELL'ATTENZIONE.




    permalink | inviato da il 20/11/2006 alle 23:58 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (22) | Versione per la stampa

    20 novembre 2006

    GLI ITALIANI? MI DELUDONO, PERCHE' SUPERFICIALI.



    Se si andasse alle urne oggi per rinnovare il Parlamento, la Casa delle Libertà vincerebbe con largo vantaggio. E' quanto emerge da un sondaggio condotto da Unicab per un programma di La7. Secondo l'Istituto il 57,3 per cento degli elettori sceglierebbe il centrodestra, mentre solo il 41,6 per cento rinnoverebbe la fiducia all'attuale maggioranza. Un risultato che ha fatto esultare la coalizione di Silvio Berlusconi, certa di essere di fronte ad un sondaggio che esprime dati vicini alla realtà.

    ITALIANI, VOGLIO SUGGERIRVI UNA COSA: NON CREDETE ALLA DEMAGOGIA BERLUSCONIANA, AL FACILE POPULISMO. CAPISCO CHE VI POSSA ARRIVARE IN MANIERA PIU' DIRETTA, MA, COME E' NOTO, RISPECCHIA UN INCOSCIENZA ED UN INCOMPETENZA POLITICA, CHE STAVANO PORTANDO IL NOSTRO PAESE AL COLLASSO ECONOMICO.

    PER FARE UNA POLITICA  GIUSTA, EQUA, AFFIDABILE ED ONESTA, GLI SLOGAN E LE BUFFONATE NON SERVONO PIU. I TEMPI DEL DUCETTO SONO FINITI, "I PECORONI" NON CI SERVONO PIU'.
    LA GENTE, PURTROPPO, ANCORA DEVE CAPIRE CHE SERVE SOLO E SOLTANTO SERIETA' AL GOVERNO.

    DIAMO AL GOVERNO LA POSSIBILITA' DI RISANARE IL PAESE, E VEDRETE, CHE LA SITUAZIONE MIGLIORERA' NON SOLO PER LA NOSTRA NAZIONE, MA ANCHE PER NOI CITTADINI. BISOGNERA' CERCARE DI "TAPPARE I PESANTI BUCHI" LASCIATI DAL PRECEDENTE GOVERNO E DI RILANCIARE L'ECONOMIA, SENZA GRAVARE SU CHI GIA' HA DIFFICOLTA' ECONOMICHE, MA FACENDO PAGARE CHI NON HAI MAI PAGATO E CHI NEI 5 ANNI PASSATI, PUR AVENDO ENORMI DISPONIBILITA', HA GODUTO DEI PRIVILEGI DI STAMPO BERLUSCONIANO.

    BERLUSCONI HA AVUTO LA SUA POSSIBILITA', HA FALLITO MISERAMENTE.
    ORA SI STA CAMBIANDO REGISTRO.

    E LA GENTE DEVE APRIRE GLI OCCHI, SENZA FERMARSI ALLE APPARENZE, CERCANDO DI AVERE UN OCCHIO DI RIGUARDO PER IL FUTURO, QUELLO SERIO, DELL'ITALIA E DI CHI VI ABITA.

    E QUEL SIGNORE, CHE ALZA LA MANO DESTRA TESA AL CIELO, NON PUO' VOLERE IL BENE DELLA NAZIONE E DEI CITTADINI CHE DA SEMPRE RINNEGANO CIO' CHE QUEL GESTO STA A SIMBOLEGGIARE.
    UN ALTRO DUCE, SINCERAMENTE, NON SERVIREBBE A NIENTE...




    permalink | inviato da il 20/11/2006 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (47) | Versione per la stampa

    19 novembre 2006

    LE MANIFESTAZIONI DI IERI RIUSCITE A META'.

    <B>Il corteo di Roma</B>

    O meglio una manifestazione della pace, quella di Milano, riuscita in toto, quella di Roma,invece, riuscita a metà.
    Ma analizziamo i fatti: il concetto base delle manifestazioni è stato questo «Palestina-Israele, due popoli due stati, stessa dignità, stessi diritti, setta sicurezza», che RinascitaNazionale appoggia e sostiene.
    Chiude il corteo lo striscione su cui campeggia la scritta: "Obiettivo comune: pace e giustizia in Medioriente". Questo è la sintesi della piattaforma con cui la Tavola della Pace, Articolo 21 e altre associazioni hanno convocato la manifestazione a cui hanno aderito quasi tutti i partiti del centrosinistra, eccetto la Rosa nel Pugno, l'Udeur.

    In testa alla manifestazione di Milano ci sono i due segretari generali di Cgil e Cisl, Guglielmo Epifani e Raffaele Bonanni. Sparsi un po' ovunquei i palloncini neri dell'Arci con lo stemma della pace e la scritta Sos Gaza e le manine delle Donne in nero e tante bandiere arcobaleno, gonfaloni di enti locali della Lombardia e non solo, insieme a bandiere dei Verdi, degli scout cattolici dell´Agesci, della Cgil, dell´Arci, di Rifondazione, dei Ds, qualcuna della Palestina. Non ci sono invece bandiere con la stella di Davide. Le comunità ebraiche italiane, inclusi alcuni degli esponenti della sinistra, hanno dato indicazione a tutti gli ebrei italiani di non partecipare neppure alla manifestazione di Milano «per rispettare lo shabbath», la giornata di festa e preghiera per la religione ebraica. Alcuni però non hanno ritenuto giusto l´appello, come Moni Ovadia, in prima fila in piazza insieme ad un´altra attrice: Ottavia Piccolo che con lui sale sul palco di Piazza Duomo al termine della manifestazione. Moni Ovadia non è solo. Con lui ci sono gli Ebrei milanesi contro l´occupazione. E molti che, di origine ebraica, non si riconoscono nelle posizioni finora espresse dalla maggioranza delle comunità ebraiche italiane, spesso acritiche nei confronti della politica estera del governo di Tel Aviv.
    Peccato per la loro assenza, forse non hanno capito che per volere la pace si deve essere in due. Speriamo che capiscano che criticare il governo israeliano non significa criticare Israele ed essere anti-israeliano. La pace la si deve volere in due, sempre.

    Ma veniamo alla manifestazione di Roma. La cosa che mi preme farvi capire è che non bisogna cadere nella solita demagogia berlusconiana. 
    RinascitaNazionale concorda con chi afferma che ci sono stati episodi da condannare ma non concordo con chi reputa responsabile il Pdci e RifondazioneComunista.

    Capiamoci:
    1-
    Tre fantocci raffiguranti un soldato israeliano, uno italiano e uno americano sono stati dati alle fiamme lungo i Fori Imperiali al grido di «Israele brucerà»
    CONDANNO
    2-
    Si sono sentiti anche altri slogan, come l'ormai tristemente noto «Dieci, cento, mille Nassiriya», «L'unico tricolore da guardare è quello disteso sulle vostre bare», «Prodi boia»
    CONDANNO.

    E' facile capire che questi "personaggi" non fanno parte di nessun partito della maggioranza, anche perchè altrimenti non griderebbero Prodi boia, o sbaglio?
    Inoltre lo stesso Diliberto ha preso le distanze: "Chi grida quegli slogan e chi compie quei gesti è un nemico della causa palestinese". Anche dai Ds, dure critiche a slogan e azioni: "Sono manifestazioni di pura provocazione politica - ha detto il segretario dei Ds Piero Fassino - provocazioni messe in essere da gruppi minoritari estremistici che offendono la memoria di chi è caduto ed ha pagato con la vita l'adempimento del proprio dovere. Sono posizioni del tutto isolate".

    Esattamente, sono dei ragazzi che non fanno parte del gioco politico, coloro che rifiutano il sistema, i cosidetti anarchici, che non appoggiano ne tale maggioranza, ne nessun partito di estrema sinistra. Protestano, perchè amano protestare, perchè non hanno altro da fare. Perchè sono contro la società italiana, perchè non hanno ideali.
    Ma la cosa fondamentale è che non trovano sostegno ed appoggio da NESSUN PARTITO DELLA SINISTRA ITALIANA. PROTESTANO DA SOLI, URLANO DA SOLI E I PARTITI DELLA SINISTRA ITALIANA LI CONDANNANO e non hanno niente a che fare con loro. NON SONO CLASSIFICABILI.

    La foto inoltre dimostra che il Pdci è per l'esistenza e la difesa di entrambi i Paesi.

    Quindi è inutile che i signori della destra ci vengano a dire che è colpa nostra perchè è gente nostra. QUELLA E' GENTE DI NESSUNO.
    LA DIFFERENZA PERO' E' QUESTA: NOI CONDANNIAMO QUESTA GENTE, MA VOI CONDANNATE LA FASCISTA MUSSOLINI, CHE INNEGGIA AL DUCE E ALLA RSI, E GLI INDIPENDENTISTI LEGHISTI, CHE SPUTANO SUL TRICOLORE ITALIANO?


    GRAZIE DELL'ATTENZIONE.




    permalink | inviato da il 19/11/2006 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (51) | Versione per la stampa

    18 novembre 2006

    SAREBBE UN FATTO GRAVISSIMO.

     

    «È molto grave che il leader dell'opposizione stia cercando di comprare alcuni senatori del centrosinistra».
    È questa la clamorosa rivelazione del ministro per le Riforme istituzionali ed i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, riguardo ai tentativi di Berlusconi di far passare dalla sua parte alcuni senatori del centrosinistra. «Si sta cercando di spostare senatori con le lusinghe - ha spiegato il ministro - dopo che i cittadini con la nuova legge elettorale non hanno neanche potuto esprimere la preferenza».

    «C'è da fare un grande lavoro nel paese - ha aggiunto - ci sono ombre che derivano da una cultura berlusconiana, ci sono in Italia molte spinte di interessi particolaristici». Una cultura che ormai è pratica comune da parte del leader del centrosinistra. «Questo è un fatto estremamente grave che, purtroppo, - ha concluso Chiti - viene descritto dalla stampa come se si stesse svolgendo una partita di calcio».

    Alla denuncia il centrodestra non ha trovato di meglio da offrire che le parole di Renato Schifani, che ha cercato di difendere il leader dell´opposizione allargando la questione al Parlamento: «È lo sgomento che spinge Vannino Chiti ad offendere proprio quel Parlamento che, per la funzione di governo a lui affidata come ministro, dovrebbe rispettare in tutte le sue componenti».
    Praticamente la solita demagogia populista targata Schifani.
    Ma se fosse vero? Io non mi permetto di emettere sentenze però sarebbe un atto anti-democratico, illegale, da repubblica delle bananas.
    E i forzisti, intanto, difendono il loro padrone sempre e comunque, senza mai criticare il Cavalier Bugiardoni.




    permalink | inviato da il 18/11/2006 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa

    18 novembre 2006

    IL COCKTAIL MICIDIALE EREDITATO DA BERLUSCONI E COMPAGNIA BELLA



    «Abbiamo ricevuto in eredità un cocktail micidiale».
    Alla vigilia del voto di fiducia sulla Finanziaria, Romano Prodi affronta i giornalisti per una conferenza stampa sul primo bilancio dell'esecuitivo a sei mesi dall'insediamento.
    Il cocktail micidiale di Berlusconi e company, basato sui conti in rosso in ogni ambito dell'economia italiana, il rischio di una recessione economica ed un forte allontanamento dai parametri fissati dall'Unione Europea.
    È pacato come al solito, Prodi, e si dice molto soddisfatto del lavoro fin qui svolto. «Abbiamo cambiato la marcia per andare più svelti ma è chiaro che non abbiamo completato l´opera». Ci saranno «molti altri semestri», ma il nuovo corso è stato avviato. Quello del risanamento, della modernizzazione, della lotta agli sprechi, del ridare ossigeno allo sviluppo del Paese e «anche un po´» - sottolinea Prodi – quello della redistribuzione del reddito. Ridurre la forbice tra ricchi e poveri, – ricorda ancora il primo ministro –non è un atto di sovversivismo , ma un imperativo «obbligato, perché fissato negli articoli 2 e 3 della nostra Costituzione». Anche in questo secondo il premier non è stato fatto tutto ma si è dato un segnale. Proprio perchè si trattava di imbastire una Finanziaria di cambiamento, spiega, c´è stato forse un surplus di drammatizzazione.

    Come al solito, il centro-sinistra dovrà "accollarsi" le problematiche scaturite da 5 anni di governo Berlusconi, che hanno messo in ginocchio il Paese, cercando di risanare i conti e l'economia. Il FMI e la commissione europea appoggiano tale Finanziaria, sottolineando che questa è la giusta strada da percorrere, Berlusconi, invece, continua a gridare al complotto comunista.

    Poi arriva il pezzo forte del discorso. L'introduzione dell'euro in Italia fu attuata - continua il Professore - «in modo irresponsabile senza controlli e senza trasparenza nei mutamenti dei prezzi».
    Questa è stata la causa della rovina di decine di migliaia di cittadini italiani. Berlusconi non ha fatto niente per impedire il famoso 1euro=1000lire. Non ha attuato controlli, ha lasciato fare ai commercianti, e questi, purtroppo per noi, sono i  risultati.

    Prodi ricorda la stagione del '96 quando il governo da lui guidato portò l'Italia nella moneta unica. «Ciampi dieci anni fa si era ritrovato un disastro e anche allora le reazioni furono simili. Mi sembra di rivivere un film identico a dieci anni fa». Vi ricordate quando Berlusconi diceva: "non entreremo mai nell'Ue!".
    In ambito internazionale, Prodi rivendica i successi ottenuti. E facendo riferimento alla missione Unifil in Libano dice: «Non ci siamo stati come comparse ma come attori».

    QUESTA E' LA SERIETA' AL GOVERNO.

    AGGIORNAMENTO:

    Per farvi un'idea di come Berlusconi aveva ridotto la nostra nazione, vi mostro delle tabelle indipendenti scovate dal mio amico http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it/



    SI NOTA COME IL PIL ITALIANO SIA DIMINUITO NEI 5 ANNI BERLUSCONI.



    SI NOTA COME IL DEFICIT PUBBLICO, PURTROPPO SIA AUMENTATO.



    CON PRODI AVEVAMO RAGGIUNTO L'APICE, CON BERLUSCONI IL MINIMO.

    E ORA VI DICO, CARI FASCISTI-FORZISTI.
    QUESTI SONO I DATI, I NUMERI, LA REALTA'. NON SI POSSONO INVENTARE FAVOLE.
    IGNORANTONI POPULISTI, SVEGLIATEVI.
    LA VOSTRA BARCA FA ACQUA DA TUTTE LE PARTI.


    NUOVO AGGIORNAMENTO.
    INSERIAMO LE TABELLE SULLA DISOCCUPAZIONE CON TANTO DI SPIEGAZIONE CHE IL MIO AMICO http://www.bloggers.it/supramonte MI MANDA.





    E ora diamo un'interpretazione. La disoccupazione è in calo costante dal 1998 (il Pacchetto Treu è del giugno 1997); questo trend, iniziato sotto il governo di centrosinistra, è perdurato anche sotto il governo di centrodestra. Il merito di questa diminuzione della disoccupazione (e corrispondente aumento del'occupazione) è tutto del Pacchetto Treu, non fosse altro perchè i decreti attuativi della Legge Biagi sono stati approvati agli inizi del 2004. L'altra faccia della medaglia è che, sempre tenendo conto che la Legge Biagi è entrata in vigore nel 2004, tutto il precariato che alcuni politici di centrosinistra attribuiscono alla Legge Biagi in realtà è stato creato dal Pacchetto di riforme Treu, dunque dal centrosinistra stesso. Aumento della flessibilità e diminuzione della disoccupazione vanno a braccetto, macroeconomia elementare.

    Ecco però che nel 2003 notiamo un'inversione dei trend. L'occupazione finisce di salire con decisioni, resta quasi al palo. Gli ULA (unità di lavoro a tempo pieno, una misura che ci dice quanto un occupato lavora) cominciano a diminuire (il che vuol dire che, a parità di occupati, in media si lavora meno ore di prima). La disoccupazione continua a scendere (ma con meno decisione), non perchè stia salendo l'occupazione, ma perchè aumenta repentinamente il numero di "scoraggiati", cioè di gente che non prova neanche a cercare un lavoro. Sono i segnali inequivocabili che la spinta occupazionale della Legge Treu va ormai esaurendosi. Ma testimonia anche il fatto che la Legge Biagi, in vigore dal 2004, non riesce ad incidere minimamente su questa inversione di trend (in realtà sarebbe un po' prematuro dirlo ma, dato che  contenuti della legge non sono per nulla rivoluzionari e dato che lo stesso Angeletti, leader della Uil, ha affermato che la Legge Biagi è ad un livello di attuazione da parte delle imprese estremamente basso, mi prendo la responsabilità di questa previsione senza ulteriori approfondimenti).

    In conclusione: se una critica può esser fatta alla Legge Biagi è che essa ricalca troppo la Legge Treu, senza prender atto del problema della precarietà ormai pienamente manifestatosi (ricordo, a titolo esemplificativo, che una donna con un contratto non a tempo indeterminato ha una propensione a far figli pari ad un decimo di quella di una donna con un contratto a tempo indeterminato, potete intuirne i motivi) e senza riuscire ad aumentare la flessibilità o diminuire la disoccupazione. La diminuzione della disoccupazione e l'aumento della precarietà sono quindi pienamenti attribuibili all'azione di governo del centrosinistra, e non a quello del centrodestra. Nel bene e nel male, ancora una volta, il centrodestra non ha fatto nulla, lasciando le cose  pressapoco come stavano. Ma questo deve essere anche un monito: non diamo responsabilità e meriti a chi non ne ha; non ascoltiamo la demagogia che è stata fatta, da una parte e dall'altra, su questo tema. Ultimo spunto di riflessione: il programma di riforma del lavoro del centrosinistra (riduzione del cuneo fiscale per il lavoro a tempo indeterminato, aumento delle tutele per i lavoratori precari, cancellazione delle fattispecie contrattuali rimaste sulla carta, aumento degli ammortizzatori sociali) mi sembra possa andare nella giusta direzione, essendo una mediazione tra le due opposte necessità di non irrigidire eccessivamente il mercato del lavoro (aumentando quindi la disoccupazione) e allo stesso tempo garantire un minimo di tranquillità ai giovani (con tutto quello che ne consegue in termini di dinamismo sociale e natalità). E ora non resta che attendere le future mosse del governo di centrosinistra.

    QUESTI SONO DATI MATEMATICI. NON SONO CHIACCHIERE.
    COSA AVETE DA DIRE? PERCHE' DIFENDETE L'INDIFENDIBILE???
    BERLUSCONI HA PORTATO IL PAESE AL COLLASSO. PUNTO E BASTA.









    permalink | inviato da il 18/11/2006 alle 12:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (94) | Versione per la stampa

    17 novembre 2006

    RinascitaNazionale APPOGGIA TALI INIZIATIVE. E VOI?

    INIZIATIVA DI http://andryyy.ilcannocchiale.it/

    GLI AZZURRI E I BUZZURRI

    Dopo che ci hanno tolto la possibilità di gridare "Forza Italia" per le partite della nazionale, i berluscones si sono impossessati anche dell'aggettivo "azzurri".  Io propongo di non accettare questo furto: iniziamo a chiamarli "buzzurri". Magari cambieranno idea.
    Passaparola: partecipate anche voi alla "buzzurrizzazione" dei forzisti, pubblicate quest'avviso sul vostro blog!






    INIZIATIVA DI http://loumogghe.ilcannocchiale.it/

    Non ho mai nascosto la mia antipatia per Forza Italia, partito che sconfessa l’idea stessa della democrazia già nel suo ordinamento interno (clicca qui per visionare il mio precedente post a tal proposito). Sono consapevole del fatto che mi accingo a parlare del seguente argomento forse solo per un mio capriccio, poiché, quando ho iniziato l’attività di questo blog, mi sono ripromesso di rimanere il più imparziale ed equidistante possibile nell’analizzare i vari aspetti dell’attualità, pur senza mai omettere le mie opinioni…altrimenti che blog sarebbe stato?! La mia intenzione è di continuare su questa linea. Tuttavia, quest’oggi ho voluto fare uno “strappo” particolare perché c’è una cosa che da mesi mi infastidisce e non poco: non possiamo più inneggiare alla nostra Nazione e alle nostre nazionali siano esse di calcio, basket, pallavolo, etc. senza correre il rischio di citare un partito politico, Forza Italia per l’appunto, ma oramai a questo abbiamo rinunciato da un pezzo. Una cosa che invece, da italiano, non riesco ad accettare, è l’accostamento quanto mai fuori luogo del suddetto partito e dei suoi esponenti al colore nazionale, l’AZZURRO.
    Ci stanno rubando, con il benestare neanche troppo tacito dei media, un altro simbolo nazionale. Gli azzurri non sono gli esponenti di F.I., ma sono gli italiani, nella loro interezza. Proprio per tale motivo, nel mio piccolo, vorrei lanciare questa campagna per permettere di identificare quei bloggers che indipendentemente dal proprio “credo” politico si sentono “AZZURRI”. Chiunque volesse aderire a questa iniziativa può tranquillamente esporre questo logo sul proprio blog, magari facendomelo sapere anche tramite un commento.

                                                


    A questo punto colgo anche l’occasione per sottolineare la voce “unica e coerente” che accomuna gli amici dell’Officina Democratica.




    permalink | inviato da il 17/11/2006 alle 10:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (47) | Versione per la stampa

    16 novembre 2006

    MEDIO-ORIENTE: NASCE L'ASSE ROMA-PARIGI-MADRID. E SILVIO BERLUSCONI?



    Siamo alle solite. Tenterò di spiegare ai lettori del mio blog, la differenza tra il governo Berlusconi e il governo Prodi, su una tematica attuale soprattutto in questo periodo. Infatti, oggi, ci occuperemo della politica estera italiana.
     
    Quella di Berlusconi è stata pressocchè servile nei confronti dello stato padrone del mondo, quello americano. Fedele servitore dell amico George, Berlusconi ha portato l'Italia a realizzare due guerre, una in Iraq e una in Afgnanistan. Purtroppo per Silvio, la ricerca delle armi di di"stra"zione di massa non ha portato a nessun risultato: come sappiamo non si è trovato niente. E purtroppo, sempre per lui e per i fedelissimi elettori del "ducetto di arcore", la situazione in Iraq e in Afghanistan è peggiorata, tanto che tanti storici parlano di nuovo Vietnam.

    Anche gli elettori americani hanno capito l'enorme errore commesso dal presidente Usa, tutti, tranne i vari Bondi, Schifani, Cicchitto Bonaiuti e il prode Berlusconi. Loro continuano a difendere Bush, anche quando lui stesso afferma di aver commesso "qualche" errore.
    I forzisti no, continuano nella loro linea strategica. E come dar loro torto? Affermare che Bush ha sbagliato in qualcosa, significherebbe affermare che anche Berlusconi e la sua poltica è stata sbagliata.

    Ma la cosa che dovrebbe far riflettere i miei amici fascisti-forzisti è un'altra.
    Perchè Berlusconi non ha mai attuato una politica estera "comune" a quella seguita dai maggior paesi europei? Perchè almeno appoggiare la politica estera di Francia, Germania e Spagna?
    Tante tragedie si sarebbero potute evitare. Ma noi dovevamo andare per forza in guerra, sennò non facevamo felici l'amico Geroge.

    Come scordare poi il suo inglese, le pacche sulla pelata, la claque organizzata per Putin, il famoso detto "romolo e remolo". E la scenetta nel Parlamento europeo?
    Quanto ci manchi caro Silvio, ci manca la tua politica estera.

    Veniamo a Romano Prodi.
    La politica estera di Romano Prodi ha portato l'Italia al centro delle relazioni politiche internazionali.
    I miei amici forzisti diranno: "si appoggiate Stalin e i comunisti", oppure "siete filo islamici, siete nazisti, ma che nazisti, terroristi!", ed inoltre "siete rivoluzionari, guerrafondai...."
    Io risponderò con i fatti.
    Primo: è stata attraverso la politica estera italiana che si è messo fine al conflitto tra Libano ed Israele. Sono state portate avanti delle conferenze internazionali, una, la più importante, a Roma, tutte realizzate attraverso l'iniziativa italiana, e con l'appoggio incondizionato dell'ONU, e così siamo andati a portare la pace in Medio-Oriente. Vi ricordate come tutti i Paesi erano titubanti? La pace sembrava veramente lontano, eppure grazie alla diplomazia italiana, i Paesi europei si sono trovati tutti favorevoli al progetto italiano.
    Come sanno tutti, poi, prenderemo il comando della missione.Vi pare poco?
    Secondo: finalmente una politica, riguardo il conflitto israelo-palestinese, seria, giusta e coerente. La politica "equidistante" promossa da D'Alema ci porta finalmente ad occuparci del conflitto in maniera imparziale, super-partes, con la prospettiva di portare la pace anche in quei territori sotto l'effige dell'ONU.
    Terzo: finalmente una politca estera non più servile agli USA, ma EUROPEA.
    Spagna, Francia e Italia vogliono agire insieme per trovare una soluzione di pace in Medioriente.
    Una lunga telefonata a tre tra l´inquilino dell´Eliseo Jacques Chirac, il primo ministro spagnolo Zapatero e il capo del governo Romano Prodi, che impegnato a Roma per la visita ufficiale del collega neozelandese, non ha potuto partecipare al vertice tra Chirac e Zapatero.
    I due si sono visti a Girona e lo hanno chiamato, trattenendolo a lungo alla cornetta per mettersi d´accordo sulle proposte da avanzare insieme. Che l´Italia dovesse essere coinvolta era talmente scontato – visto il ruolo che ha già assunto in Libano- che Prodi si è potuto permettere di non fare una scortesia la neozelandese Helen Clark che ha appoggiato l´ingresso dell´Italia come membro non permanente nel Consiglio di Sicurezza Onu . Ma sono stati gli altri due a fornire i dettagli della conversazione sulle prospettive del Medioriente. L´obiettivo – al di là della Conferenza sul Medioriente sollecitata da più parti e rilanciata anche dal presidente palestinese Abu Mazen – è quello di arrivare in tempi rapidi a un cessate il fuoco, a uno scambio di prigionieri e a un governo palestinese in grado di riprendere il negoziato con Israele. Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero che ha sollecitato il vertice di Girona – e che non intende rimanere in seconda posizione in Medioriente dopo la conferenza di Roma quest´estate e l´iniziativa franco-italica nell´Unifil –sollecita la creazione di un governo di unità nazionale nei Territori palestinesi.
    L´asse Roma-Parigi–Madrid, come nuovo "cuore" di una nuova politica estera della Ue dopo la fine dell´unilateralismo e la sconfitta in politica estera di Bush e dei suoi consiglieri neocon. Chirac e Zapareto hanno detto chiaramente che intendono coinvolgere anche Gran Bretagna e Germania. Ma per ora è questa specie di nuova Occitania - culla della civiltà europea e poi spauracchio di ogni volontà imperiale nel Vecchio Continente - ad aver qualcosa da dire. Per altro non una stravaganza concettuale o una reminescenza medievale. Francia Spagna Italia hanno già una forte collaborazione in ambito Nato come forze di intervento rapido nell'area euro-mediterranea. Collaborano infatti nelle joint task force Eurofor (Esercito), Euromarfor (Marina) e Siaf (truppe anfibie) da almeno una decina d'anni.

    Insomma, era ora, che l'italia tornasse grande nello scacchiere internazionale.
    A chi manca Berlusconi scusate? Ah già, a noi comunisti. Quanto ci faceva ridere...

    Io, se permettete, mi tengo la serietà al governo.




    permalink | inviato da il 16/11/2006 alle 21:18 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (59) | Versione per la stampa

    15 novembre 2006

    ECCO PERCHE' LA BOLIVIA, IL BENIN E IL GHANA CI SUPERANO NELLA WORLDWIDE PRESS FREEDOM



    L'Italia, purtroppo per noi, non gode di quell'indipendenza dell'informazione degna di qualsiasi paese libero, democratico e moderno.
    Leggendo il titolo del mio post vi chiederete: "come mai che il Benin e il Ghana hanno un'informazione più libera ed indipendente rispetto alla nostra?"
    La risposta è semplice: loro non hanno un Berlusconi in casa.

    I miei amici fascisti-forzisti mi diranno: "tu sei comunista, hai in mente sempre Berlusconi, lui ci difende dal male, lui è l'Unto dal Signore" etc etc...

    Invece, cari lettori del mio blog, mi sarebbe piaciuto, e molto, che la notizia fosse stata una mia invenzione. Purtroppo, per il mio Paese e per i miei compatrioti, non è cosi.

    La notizia l'ho presa  qui http://www.rsf.org/ , ovvero dal sito di Reporters without borders, una organizzazione non governativa che ha come obiettivo la difesa della libertà di stampa, "collega" della più famosa "medici senza frontiere".

    L'Italia, nella relazione annuale del 2006, risulta posizionata al 40° posto, preceduta dai paesi che gia vi ho elencato e superata dalle classiche democrazie europee.

    Perchè Berlusconi, mentre era al governo, ha contribuito a far scivolare l'Italia tra quei paesi meno democratici, che meno riescono a garantire una reale libertà di stampa?
    Vi riporto le cause prese in blocco dalla relazione:

    Italy - 2006 Annual report

    The independence of the country’s media is threatened, uniquely in Europe, by the fact that the prime minister, Sylvio Berlusconi, owns the three main privately-owned TV stations, through the broadcasting company Mediaset, and indirectly controls the three RAI state-owned TV stations. Six journalists were threatened in 2005 after they investigated corruption in the Genoa football team. The right to privacy of journalistic sources, guaranteed in article 10 of the European Convention on Human Rights, was once more violated by a search of the offices of the daily paper Corriere della Sera in May.  

    QUI L'INDIRIZZO http://www.rsf.org/article.php3?id_article=17379

    Riporto per i miei amici fascisti-forzisti anche la relazione annuale del 2005:

    Italy - 2005 Annual report

    The conflict between prime minister Berlusconi’s business and political interests remains a special case in Europe. But in 2004, the judiciary was the source of most attacks on press freedom, imposing prison sentences on journalists and increasingly challenging the privacy of sources.

    The conflict of interest surrounding prime minister and media mogul Silvio Berlusconi continues to threaten the media’s independence. The government has tried to give the impression it wants to resolve the conflict, but Berlusconi, who owns three nationwide TV networks and country’s biggest press and publishing group, pushed the "Gasparri Law" through parliament on 29 April 2004 reforming broadcasting but protecting his private interests.
    It allows multiple media ownership and changes anti-monopoly rules and the make-up of the board of the state-owned TV network RAI, all measures favouring the prime minister’s Mediaset group. Another flagrant example of conflict of interest was a 28 January vote by the senate exempting his terrestrial TV station Retequattro from having to become a satellite station before 31 December 2004 as the Constitutional Court had demanded.
    Berlusconi’s direct interference in media operations, such as his blacklisting of state media journalists who criticised him, was less marked during the year however. Instead it was the courts who led attacks on press freedom.

    VI BASTA? DEVO ANDARE A PRENDERE ANCHE LA RELAZIONE DEL 2004!??

    MA SI DAI.

    Italy - 2004 Annual report

    Silvio Berlusconi’s job of prime minister gave him enormous influence over the country’s state-run broadcasting corporation RAI through its governing board. He also owned one of the country’s biggest media and publishing groups, Mondadori, as well as Mediaset, which operated three nationwide TV stations. This conflict of interests continued to alarm the Organisation for Security and Cooperation in Europe (OSCE), the parliamentary assembly of the Council of Europe and the European Parliament.
    Berlusconi’s attacks on the media in 2003 were not as harsh as in the previous year, when journalists were sacked for criticising the government, which also interfered in the running of RAI in violation of the national constitution. But the prime minister’s behaviour did nothing to ease the structural and identity crisis at RAI.
    Unrest among journalists grew further when two bills to protect Berlusconi were submitted to parliament. One of them, to supposedly resolve his conflict of interests, offered no real solution since it allowed him to remain owner of his media empire as long as he handed over day-to-day management to someone else.
    In a surprise move, President Carlo Azeglio Ciampi refused on 15 December to sign into law the other measure, the "Gasparri" bill, approved by parliament on 2 December. He asked both chambers to reconsider it because it contained unconstitutional clauses.
    This bill, officially to pave the way for digital terrestrial TV, would have lifted the ban on one person owning more than two nationwide TV stations, meaning Berlusconi could keep his three, Italia 1, Canale 5 and Retequattro. The constitutional court had ruled on 20 November 2002, that Retequattro had to become a satellite station on 1 January 2004 so as to comply with the law on competition.
    The bill would allow the owners of more than two TV stations to acquire daily newspapers from 1 January 2009. Newspapers were also permitted to buy TV stations, but in practice their weak finances would make this unlikely.
    The Gasparri bill also proposed greatly broadening the base for calculating the 20 percent of advertising revenue that media owners were allowed to keep, to include income not just from TV ads, but from publishing, films and the written press as well. RAI and Mediaset collect between them 93 percent of all TV advertising revenue (63 percent going to Mediaset).
    The bill provided for gradual part-privatisation of RAI and a change in the make-up of its board. Privatisation would begin on 31 January 2004 but shareholders could not own more than 1 percent of its total stock, meaning the economy ministry would keep control of it. The board would be enlarged from five members appointed by the presidents of both houses of parliament to nine - seven named by parliament’s watchdog commission and two by the ministry.
    Berlusconi’s response to the president’s refusal was to issue a decree on 23 December giving Retequattro at least four more months (until 30 April 2004) to go satellite and so avoid losing a large chunk of its share value. The national telecommunications authority would then rule on the case again.
    The courts obstructed the work of journalists in 2003 and undermined the protection of sources by prosecuting them and raiding their offices, especially for alleged violations of the rules of legal confidentiality. The year also saw a growing number of physical attacks on journalists investigating organised crime and attempts to intimidate them.

    VEDIAMO ANCHE QUELLA DEL 2003? NO DAI...AI FORZISTI NON BASTA NEANCHE QUESTA?

    Italy - Annual Report 2003

    Prime Minister Silvio Berlusconi effectively controls the material seen by 90 per cent of TV viewers in Italy. Through his ruling centre-right coalition government, he hold sway over the state TV network RAI, which is headed by a pro-government management. He also controls the privately-owned Mediaset group, which runs three other major TV networks, and is a shareholder in one of the country’s main press and publishing groups, Mondadori.
    In May 2001, he promised to resolve the conflict of interest between controlling Mediaset and being head of the government. But the bill tackling this, adopted by parliament on 28 February 2002, simply set up a monitoring body to see that government officials did not take decisions that favoured their business interests. The new law allows Berlusconi to keep his media holdings as long as he has no direct responsibility. No punishment is provided for violation of this rule.
    The Organisation for Security and Cooperation in Europe (OSCE) says such a direct link between the news media and the government is a threat to democracy in Italy. The OSCE press freedom representative, Freimut Duve, says Italy is a bad example to other countries that do not respect the separation of the media from the state.
    RAI went through a grave crisis at the end of the year, when three of its five board members resigned, led on 20 November by the two centre-left opposition representatives, Luigi Zanda and Carmine Donzelli, after a serious disagreement with board chairman Antonio Baldassarre. They were followed on 27 November by Marco Stadernini, a centrist.
    All three said the network was not respecting news diversity. The board, which represents the main political spectrum, is appointed by the presidents of the chamber of deputies and the senate. A strike call by some trade unions at RAI was joined on 20December by the Italian National Press Federation (FNSI), thus spreading to the entire media.
    Numerous attacks on press freedom occurred during the year, especially the censorship of five TV programmes and the increasing number of searches of newspaper offices and journalists’ homes on the pretext of fighting terrorism. Courts also contravened United Nations standards by sentencing two journalists to prison for media offences.

    E COME SCORDARE QUESTO FATTO: At a press conference in Sofia (Bulgaria) on 19 April, Prime Minister Berlusconi fiercely denounced three RAI journalists who had criticised his government and hinted they should be dismissed. He said they way they were using a public TV network "funded by all taxpayers" was "criminal." He criticised the programme "Sciuscià" of Michele Santoro and "Il Fatto" of Enzo Biagi. The two programmes were dropped in June. The OSCE asked Berlusconi on 27 June to justify these decisions. Santoro was suspended between 15 and 18 October for disciplinary reasons.


    Insomma Berlusconi ha contribuito pesantemente a questo pessimo risultato. O NO??? LO NEGATE?
    E la gente continua a votarlo. Ma perchè? Perchè agli italiani piace avere il "ducetto" di turno?







    permalink | inviato da il 15/11/2006 alle 23:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (89) | Versione per la stampa

    14 novembre 2006

    AL SENATO L'UNIONE TIENE: PRIMO SI AL DECRETO FISCALE E MUSSI ANNUNCIA ALTRI 110 MILIONI PER UNIVERSITA' E RICERCA.



    Superato il primo scoglio. La maggioranza al Senato c´è, non larga ma chiara, e il decreto fiscale inizia il suo cammino con il piede giusto.
    Le prime due votazioni rappresentavano un´insidia, ed erano state scelte dall´opposizione come terreno per cercare di fare uno sgambetto al governo. E invece l'Assemblea di palazzo Madama ha approvato senza sorprese i presupposti di necessità ed urgenza del decreto fiscale, respingendo al contempo la richiesta avanzata dalla Cdl di votare per parti separate con ben 11 votazioni i presupposti.  161 i si  154 i no.

    Ma le buone notizie non sono finite qui: i miei amici fascisti-forzisti hanno più volto dichiarato che i finanziamenti alla ricerca e all'università non c'erano, o meglio erano quelli che erano stati previsti dalla Finanziaria, ne un soldo di più ne un soldo di meno.
    Invece, carissimi lettori del mio blog, ci sono davvero. Centodieci milioni di euro in più. Fondi nuovi, non giochi contabili. Lo annuncia il ministro per l´università e la ricerca Fabio Mussi al termine di un incontro con il ministro dell´economia Tommaso Padoa Schioppa. «Sessanta milioni sono già inseriti in un emendamento depositato in Parlamento. Altri 50 milioni sono stati concordati oggi». 

    Il segno però è chiaro: università e ricerca «rappresentano delle scelte strategiche sin dall'inizio, alle quali non rinunciamo», afferma Mussi.  La cultura è sempre cara ai governi di sinistra. La destra, invece, che cosa ha fatto? Lo chiedono in molti, ma nessuno sa rispondere.

    Insomma un'ennesima giornata trionfale per il governo dell'Unione, per la Finanziaria 2007, per Romano Prodi e per gli elettori di centro-sinistra.
    Sono d'accordo con chi dice "più ascolto Prodi e più sostengo ed approvo ciò che dice".
    Una verità sacrosanta.

    Brutte notizie per la destra illiberale: il centrista Mario Baccini è l'ennesimo esponente politico del centrodestra a dichiarare morta la Casa delle Libertà. "Non ci si può richiamare alla lealtà di coalizione quando abbiamo già detto che la Casa delle Libertà ha esaurito il suo corso politico" .

    Parole pesanti, che simboleggiano una crisi profonda per la coalizione della destra.
    Ma tanto Berlusconi metterà a tacere qualsiasi voce "fuori dal coro".
    Lui è il padrone, decide lui, soltanto lui e sempre lui, con la pace dei "poveri" alleati.




    permalink | inviato da il 14/11/2006 alle 20:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (40) | Versione per la stampa

    14 novembre 2006

    PRODI: "L'ITALIA COME UNA SQUADRA CHE PARTE DA MENO 26 (MILIARDI). BASTA CON LE CORPORAZIONI E I LORO PRIVILEGI. ORA SI PENSA ALL'ITALIA".



    Romano Prodi ha ragione.
    Ha ragione quando descrive, metaforicamente parlando, l'Italia come una squadra di calcio che parte da meno 26 punti in classifica. Purtroppo, nella realtà, "i meno 26" non sono punti in classifica, bensì i miliardi di euro che mancano alle casse dello Stato. Venti sono i miliardi di euro necessari per i parametri europei, sei il deficit di ferrovie e Anas per il piano opere pubbliche. E questo è il peso che grava sulle prime scelte di politica economica fatte dal governo dell´Unione e sulla Finanziaria

    Gli italiani sembrano far finta di niente, non capiscono quanto l'Italia stia rischiando una pericolosa recessione economica. Si lasciano "manipolare" dai media di Berlusconi e non capiscono il contesto economico in cui si trova il nostro paese. Dove sono gli italiani, quando la nostra Finanziaria, necessaria e doverosa, riceve apprezzamenti dalla Commissione UE, dalla BCE, dalla Banca d'Italia, dai sindacati confederali e da ieri pure dal FMI?
    Ogni giorno che passa appaiono pretestuose tutte le proteste delle corporazioni e dell'opposizione contro la finanziaria. Se poi si considera che ci guadagnono al di sotto dei 40.000 euro i dipendenti pubblici e sotto i 34.000 euro gli autonomi, i pensionati over 75, allora siamo veramente al paradosso ed alla farsa.... ADESSO E' CHIARISSIMO PERCHE' LA CDL (EX) E' PREOCCUPATA PER IL SUO FUTURO! ADESSO E' CHIARO CHE LA CDL COMBATTE SENZA ARGOMENTI TALE FINANZIARIA PROPRIO PERCHE' SA CHE PORTERA' BENESSERE A TUTTI  I CITTADINI ITALIANI. Con l'approvazione di questa finanziaria e i primi successi che arriveranno a Gennaio 2007, la CDL SARA' UFFICIALMENTE MORTA.

    Inoltre, ecco le parole di Prodi riguardo gli interessi e i privilegi delle corporazioni: «l'obiettivo è far capire che il Paese è un blocco sociale unito. Non è possibile che ognuno in teoria porti avanti l'interesse generale e in pratica sia durissimo nell'interesse di categoria e di parte». La voglia di combattere c´è: «Adesso basta con le corporazioni – scandisce il premier - Adesso comincia l'interesse del paese», perché «se tutti difendono l'interesse particolare, ancorchè legittimo, siamo finiti». Insomma, «è un problema etico: un paese che dice di volere un obiettivo comune deve essere coerente nelle scelte, deve accettare la parte di sacrificio che ogni convivenza civile comporta».

    Riusciranno i lettori del mio blog a capire l'importanza di tali parole?
    Secondo è la prima volta che si tenta di cambiare veramente il Paese, tentando di rimuovere quei privilegi corporativistici che troppo spesso hanno fermato e rovinato il nostro Paese.
    Riuscite a capire cosa vuol dire INTERESSE NAZIONALE? O pensate solo al vostro orticello? Tanto poi se la nave va giù a voi che vi interessa?
    Continuate a pensare ai comunisti, intanto noi, si rilancia l'Italia.





    permalink | inviato da il 14/11/2006 alle 11:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (54) | Versione per la stampa

    13 novembre 2006

    E' ORA CHE I FASCISTI-FORZISTI TACCIANO PER SEMPRE.

    Tommaso Padoa Schioppa 220x Ansa

    Dopo questo mio post,  http://rinascitanazionale.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1234278 , che trattava della promozione a pieni voti della Finanziaria del centro-sinistra da parte della commissione europea , oggi vorrei aprire definitivamente gli occhi a tutti coloro che ancora hanno il coraggio di non notare la differenza tra un governo serio ed uno incapace e inefficiente.

    Come al solito, dopo che il nostro Paese si è ritrovato con i conti pubblici tutti in rosso grazie a 5 anni di berlusconismo, con il rischio di una  recessione economica, e ricordando a tutti che Tremonti ha più volte mascherato e cambiato i numeri reali delle sue finanziarie e dei conti statali, il governo di centro - sinistra ha avuto l'onere e il dovere di rimediare agli errori precedenti, per il bene dell'Italia, tutta.

    Ebbene si, la finanziaria, tanto attaccata dagli incompententi economisti forzisti e fascisti (ma poi chi sarebbero sti economisti, mica Brunetta spero?!!), dopo aver ricevuto l'appoggio e il sostegno dalla commissione europea, oggi ha avuto il via libera anche dal Fondo Monetario Internazionale.

    Voi, lettori del mio blog, vi chiederete: "ma come è possibile che siano proprio i comunisti a mettere in ordine i conti dello stato?"; "a me Berlusconi aveva detto che i comunisti mangiano i bambini!".

    Purtroppo per voi, vi siete lasciati "prendere in giro" da colui che ha portato alla rovina il nostro Paese.

    Buona la riduzione del cuneo fiscale e le nuove aliquote di tassazione delle rendite. "Sacrosanta" la strategia di lotta all´evasione fiscale del governo italiano e giusta la finanziaria del governo Prodi. Questi i giudizi espressi dal capomissione del Fondo Monetario Internazionale Alessandro Leipold che, sintetizzando in una conferenza stampa il rapporto finale steso al termine della missione in Italia, ha espresso un giudizio positivo e una previsione di rilancio dell´economia italiana.

    La crescita del pil in italia sarà del dell'1,75% nel 2006 e dell'1,5% nel 2007, ha detto Leipold, «nel complesso pensiamo che il deficit potrà scendere sotto il 3% nel 2007». E non è tutto.«La finanziaria rispetta gli impegni sul saldo presi con l'Unione europea, per questo invitiamo a far passare la finanzaria (in Parlamento, ndr) in modo che questo obbligo venga rispettato».

    Una promozione su tutta la linea, insomma.

    Cosa diranno i miei amici fascisti-forzisti?
    Riuscite a capire la differenza tra un governo serio, ed uno incapace?
    Riuscite ad essere felici per un Paese che sta cercando di rilanciare la sua economia?
    Cosa pensate di tutti questi giudizi positivi?
    Perchè non criticate Brunetta e Tremonti, che in 5 anni hanno portato al collasso del sistema economico italiano?

    SERIETA' AL GOVERNO.




    permalink | inviato da il 13/11/2006 alle 17:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (38) | Versione per la stampa

    13 novembre 2006

    IN UN DOCUMENTARIO "BROGLI" INFORMATICI DEL POLO?

    Uccidete la democrazia!, il nuovo film di Beppe Cremagnani ed Enrico Deaglio con la regia di Ruben H. Oliva, non è questione di sindrome da complotto ma di numeri, numeri e ore. Gli autori lo dicono subito, prima che scorrano in anteprima le immagini e Gola Profonda inizi il suo racconto. La notte di lunedì 10 aprile 2006 è ormai sfumata nel martedì e l'Italia è in sospeso, il flusso dei dati elettorali s'è bloccato, «non si riesce a capire che sta succedendo» dice Romano Prodi, l'esito delle elezioni è più che mai in bilico e intanto a Palazzo Grazioli, quartier generale di Berlusconi, è arrivato Beppe Pisanu. Mai successo che un ministro dell'Interno lasciasse il suo posto in un momento così. C'era già stato verso le 19,20. Per convocarlo, alle 23,14 gli telefonano al Viminale, «l'hanno costretto, letteralmente costretto ad andare». Berlusconi è furibondo, «gli grida in faccia, dice che lui non è disposto a perdere per una manciata di voti». Pisanu torna al Viminale e là ci sono quelli dell'Unione. Marco Minniti, Ds, è piombato in sala stampa agitatissimo, ha cercato i funzionari, ha fatto una telefonata. Poi si è rasserenato. Testimonianze. Immagini dei tg. E Gola Profonda che racconta: più tardi, a Palazzo Grazioli, ci sono quattro uomini chiusi in una stanza. Berlusconi, Bondi, Cicchitto e, ancora, Pisanu. Il Cavaliere non ci sta. E il clima si fa pesante, per il ministro. Volano insulti, «vigliacco», «traditore». Sono le 2.44 quando Piero Fassino annuncia alle telecamere: abbiamo vinto. A quanto pare dal film, il grande imbroglio informatico è sfumato in extremis, il programma che nel sistema di trasmissione dati del Viminale trasformava le schede bianche in voti per Forza Italia è stato fermato a ventiquattromila voti dal traguardo, l'esiguo vantaggio dell'Unione. E a questo punto le immagini rallentano, scrutano il volto segnato del segretario Ds, le occhiaie scure, lo sguardo cupo, mai vista una proclamazione così. In via del Plebiscito Berlusconi fa chiamare l'onorevole Ghedini, vuole preparare un decreto che dice farà approvare dal Consiglio dei ministri per sospendere il risultato elettorale fino a un nuovo conteggio e assicura che lo farà firmare a Ciampi.

    Ma dal Colle fanno sapere che il Presidente «non vuole neanche sentirla», una richiesta simile. Abbiamo evitato un golpe? «Non s'innamori dei paroloni: guardi i numeri», sorride Gola Profonda, alias uno strepitoso Elio De Capitani, l'ex «Caimano» di Moretti che nel film incarna tutte le fonti riservate dell'inchiesta. Il personaggio che racconta quella notte delle Politiche 2006 è fittizio, «ma i numeri sono veri», spiega Deaglio, «aspettiamo che intervengano i magistrati, che il ministro chiarisca, che il presidente Napolitano ci rassicuri ». Gli autori sono partiti da un libro, Il broglio, firmato da un anonimo «Agente Italiano» e uscito a maggio. Il dvd contiene i dati provincia per provincia. Numeri che il Viminale pubblica di solito «dopo 40 giorni» e fino ad oggi sono rimasti riservati. Perché? «Perché sono impresentabili, ecco perché». Al centro del «docu-thriller», il mistero delle schede bianche. Dalle Politiche 2001 a quelle 2006, per la prima volta nella storia della Repubblica, sono crollate: da 1.692.048 ad appena 445.497, 1.246.551 in meno. Maggiore partecipazione? Ma gli elettori, al netto dei votanti all'estero, sono stati di meno: 39.424.967 contro i 40.190.274 di cinque anni fa. E soprattutto ci sono le «anomalie» statistiche. L'Italia è varia, la percentuale di «bianche» nel 2001 cambiava ad ogni regione, 2,6 in Toscana, 9,9 in Calabria, 5,5 in Sardegna... L'animazione del film fa ruotare lo Stivale come in una centrifuga, nel 2006 i dati sono omologati, «tutto dall'1 al 2%, isole comprese!». Tutto più o meno uguale, e non un posto dove le bianche non siano calate. In Campania, per dire, si è passati da 294.291 bianche a 50.145, meno duecentocinquantamila, dall'8 all'1,4%. E poi c'è la successone degli eventi. Alle 15 il primo exit-poll dà all'Unione cinque punti di scarto, come tutti i sondaggi. Ma alle 15,45 Denis Verdini, responsabile dell'ufficio elettorale di Forza Italia, dice che «alla Camera è testa a testa, lo si vedrà dopo diverse proiezioni».
    E infatti: un'animazione mostra la «forbice» tra gli schieramenti che diminuisce «regolare come un diesel», ogni ora la Cdl guadagna mezzo punto e l'Unione lo perde. I primi dati del Viminale arrivano alle 20,19 e proseguono col contagocce. Alle 21,38 l'Ulivo invita a «presidiare i seggi», quando si bloccano i dati manda il segretario provinciale a Caserta. Inizia la lunga notte. Resta da scoprire l'arma del delitto. E Deaglio, nel film, vola in Florida a intervistare Clinton Curtis, programmatore informatico che nel 2001, inconsapevole, preparò un software per truccare le elezioni e poi ha denunciato tutto e ne ha fatto una battaglia. «Qualsiasi broglio le venga in mente, con la matematica si può fare». E al direttore di Diario, in mezz'ora, prepara un programma che distribuisce in automatico le bianche a uno schieramento lasciandone una percentuale tra l'1 il 2, «si può inserire nel computer centrale o a metà della rete, bastano quattro o cinque persone». Deaglio dice che le bianche mancanti e i voti in più di Forza Italia corrispondono: «Sono gli unici risultati sbagliati dagli exit-poll». Problema: se è vero, perché Berlusconi ha perso? La tesi del film è nella domanda che Deaglio fa a Curtis: è possibile interrompere il processo? «In ogni momento». Si torna alla notte di Palazzo Grazioli. Le pressioni su Pisanu. Il «colpo di teatro», l'arresto di Provenzano l'indomani. E l'«antropologia» dei democristiani, il loro fiuto infallibile. Gola Profonda conclude: «Quella sera il ministro ha fiutato. Ha capito subito che Berlusconi era un gatto che si agitava, ma era un gatto morto. E ha agito di conseguenza».

    GRAZIE AL SITO ON-LINE DEL CORRIERE DELLA SERA.

    IO NON VOGLIO PARLARE, COMMENTARE.
    MA SE QUESTA NOTIZIA FOSSE VERA? QUANTI AVREBBERO IL CORAGGIO DI VOTARE DI NUOVO PER BERLUSCONI E IL SUO PARTITO?




    permalink | inviato da il 13/11/2006 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa

    12 novembre 2006

    L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D'ITALIA RISPONDE A GIAMPAOLO PANSA.



    L'ANPI SU LA GRANDE BUGIA DI GIAMPAOLO PANSA.

    L’Associazione nazionale partigiani d’Italia, ANPI, ritiene opportuno formulare una valutazione delle tesi e dei contenuti che compaiono nell’ultimo libro del giornalista Giampaolo Pansa La grande bugia, considerata la diffusione mediatica che esso ha di recente avuto e affinché si conosca l’opinione di coloro che, oltre 60 anni or sono, alla lotta di Liberazione nazionale hanno direttamente partecipato spesso in forme e attraverso esperienze diverse.

    È il caso di considerare in primo luogo le cosiddette “bugie” che a detta dell’autore concorrerebbero a creare la “grande bugia”, che investirebbe tutta la Resistenza, vale a dire il percorso storico, doloroso e drammatico, attraverso il quale gli Italiani, dall’8 settembre 1943 alla fine delle seconda guerra mondiale si batterono contro il nazismo ed il fascismo della Rsi aprendo la strada ad una nuova Italia, un’Italia democratica.
    Il nucleo essenziale del pensiero di Pansa consiste nell’affermazione secondo cui i dirigenti e i militanti della componente politica comunista che partecipò come forza essenziale all’organizzazione e alla conduzione della Resistenza, avrebbero inteso la lotta contro i nazisti che erano divenuti occupanti spietati del nostro Paese e contro i fascisti di Salò che si erano posti al loro servizio, soltanto come una prima fase alla quale avrebbe dovuto seguire, con la forza delle armi, l’instaurazione di un regime autoritario di stampo sovietico anziché una democrazia parlamentare di tipo occidentale. Essenzialmente per questo la Resistenza, così come rappresentata, descritta e celebrata dalla cosiddetta “vulgata antifascista” sarebbe una bugia.
    Si tratta, con evidenza, di affermazioni prive di qualsiasi fondamento storico, in quanto contraddette dallo svolgimento dei fatti di quell’epoca, così come sono offerti alla nostra valutazione e alla stessa memoria dei superstiti della lotta di allora.
    In realtà la componente comunista della Resistenza, così come il Pci, hanno sempre assunto decisioni volte all’instaurazione di un sistema politico pluralistico e democratico di tipo occidentale e non certo di una qualsiasi forma di dittatura proletaria. Ciò è dimostrato dalla loro partecipazione paritaria ai Comitati di Liberazione Nazionale sorti dopo l’8 settembre 1943 in tutta l’Italia occupata con il compito di riunire in uno sforzo unitario i partiti politici antifascisti (liberale, d’azione, democratico-cristiano, socialista, comunista); dalla loro partecipazione, pur essa paritaria con gli altri partiti, al secondo governo Badoglio e ai governi Bonomi che ebbero vita nell’Italia liberata del Sud; dal loro concorso all’elaborazione del percorso istituzionale attraverso il quale, particolarmente dopo la Liberazione di Roma avvenuta nel giugno 1944, fu progettato e attuato il mutamento della forma istituzionale dello Stato da monarchia a repubblica e infine dal loro contributo al progetto costituente e alla formulazione della nuova Costituzione repubblicana sotto la guida presidenziale del comunista Umberto Terracini. Non senza ricordare che tutti i partiti antifascisti, compresi i comunisti, furono d’accordo nell’attribuire il comando unitario del Corpo Volontari della Libertà (CVL) al generale Raffaele Cadorna, ufficiale di carriera, a-politico, designato congiuntamente dal governo del Sud e dagli alleati anglo-americani.
    Per altro verso, tutti noi rappresentanti dell’ANPI siamo in grado di ricordare e testimoniare che oltre 60 anni or sono facemmo la scelta di passare alla lotta armata contro l’occupante tedesco della nostra Patria e contro il secondo fascismo spinti non dalla prospettiva, in un secondo tempo, di instaurare una dittatura comunista, bensì interpretando l’aspirazione semplice e profonda alla libertà e alla pace di un popolo stanco e prostrato dalla guerra, che aveva aperto gli occhi sulla reale essenza del fascismo.
    La storia può essere costruita e scritta soltanto sui fatti realmente accaduti che sono quelli sopra richiamati e non, come fa Pansa, sulle irrealizzate intenzioni che possono esservi state di alcuni dirigenti o militanti comunisti.
     
    Di problematica conciliazione risulta poi l’iniziale affermazione dell’autore – «rammento che la Resistenza è, da sempre, la mia patria morale» – con un’opera divenuta da subito vessillo di coloro che coltivano antiche e profonde nostalgie.
    La metodologia della ricerca impone che le intenzioni dei soggetti storici siano messe in relazione e interpretate alla luce della temperie generale di specifici periodi, quali gli anni del dopoguerra e della Guerra fredda, caratterizzati dall’amnistia di Togliatti, l’oblio sul collaborazionismo, la progressiva riabilitazione delle persone compromesse col regime, l’insabbiamento e archiviazione dei procedimenti giudiziari a carico dei responsabili delle stragi naziste, i processi penali e forme di discriminazione politica e sociale a carico degli ex partigiani. Addebitare allo spirito resistenziale la responsabilità morale di violenze e omicidi avvenuti in un contesto storico decisamente mutato rispetto agli anni precedenti a causa della rottura dell’unità antifascista, significa voler ignorare la volontà di liberare il Paese dal nazifascismo che accomunò tutte le forze patriottiche, fossero esse comuniste o cattoliche, socialiste o liberali, azioniste o monarchiche.

    Secondo Pansa le altre “bugie” riguarderebbero il consenso popolare al fascismo che fu grande e maggioritario anche dopo l’entrata in guerra dell’Italia; il numero effettivo dei partecipanti alla lotta partigiana che sarebbe stato inferiore a quello celebrato dalla “vulgata antifascista”; l’ampiezza della cosiddetta “zona grigia” di coloro che non si schierarono a favore di nessuna delle parti in lotta, che sarebbe stata superiore a quanto generalmente ammesso dagli storici; il sostegno alla Resistenza delle popolazioni contadine che a sua volta sarebbe stato minore di quanto celebrato dall’antifascismo; il grado di coesione fra le varie componenti della Resistenza armata, che spesso sarebbe venuto meno con conseguenze anche tragiche.
    Tutte queste affermazioni sono affidate a valutazioni approssimative, ignorando che almeno da vent’anni a questa parte la storiografia più seria e accreditata ha approfondito criticamente ciascuno dei suddetti argomenti, fornendo dati e valutazioni esenti da ogni amplificazione retorica. A fronte di queste problematiche l’autore si presenta come un cavaliere con la lancia in resta che tende a sfondare porte ormai da tempo aperte.
    Gli storici contemporaneisti non hanno infatti aspettato le sollecitazioni di Pansa per operare seri e analitici studi sul biennio 1943-’45. L’aspetto più anacronistico di La grande bugia è che il suo autore sembra avere come riferimento una produzione storiografica ormai decisamente superata e forse da lui poco o per nulla conosciuta. Basti osservare come alcune tra le opere più significative e documentate di questi ultimi anni – da Una guerra civile di Claudio Pavone a La repubblica delle camicie nere di Luigi Ganapini, da La Resistenza in Italia di Santo Peli alla copiosa produzione saggistica della rete degli Istituti storici della Resistenza – abbiano sviscerato, con rigore scientifico, temi e vicende che Pansa presenta come inedite e mai trattate.

    Un’ultima osservazione. Noi “uomini di marmo”, come Pansa ci definisce, siamo oggi qui a discutere e confrontarci con lui. Se avessero vinto “loro”, da tempo le nostre bocche (e anche quella di Pansa probabilmente) sarebbero state tappate. Per sempre.

    Roma, 8 novembre 2006

    grazie al sito on-line dell'ANPI.

    Grazie eroi della Patria. 
    Grazie di averci dato libertà, credibilità internazionale e un paese democratico, soprattutto antifascista. Anche se oggi questi "rigurgiti" fascisti cominciano ad essere veramente troppi e fuori luogo.

    A voi l'onore e la gloria.




    permalink | inviato da il 12/11/2006 alle 22:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (48) | Versione per la stampa

    12 novembre 2006

    NASCE IL FONDO CONTRO LA FUGA DEI "CERVELLI" ITALIANI.

    Sarà bandito un piano straordinario per l'assunzione di ricercatori sia nelle Università sia negli Enti di Ricerca. E saranno anche fissati criteri per le valutazioni che terranno conto dei titoli conseguiti e delle attività svolte. È quanto prevede un emendamento alla Legge Finanziaria presentato dal Governo che stanzia, nel prossimo triennio, complessivamente 177,5 milioni: 140 milioni per le assunzione nelle università e 37,5 milioni per quelle di ricercatori in enti di ricerca. L'emendamento cambia anche le norme relative al turn over nelle università: per il 2007 c'è un paletto al 90% e le ulteriori assunzioni (pari al 10%) che potranno essere autorizzate dal governo. In attesa della riforma dello stato giuridico dei ricercatori - è scritto nell' emendamento - il ministro dell'Università, sentite le rappresentanze degli atenei, avvia un reclutamento straordinario di ricercatori, con «criteri di valutazione dei titoli didattici e dell'attività di ricerca, garantendo celerità, trasparenza e allineamento agli standard internazionali». Anche per i ricercatori degli enti di ricerca pubblici ci sarà un bando di concorso straordinario che valuterà «i pregressi rapporti di lavoro, i titoli scientifici e l' attività di ricerca svolta». È inoltre prevista una deroga alle assunzioni a tempo: se il ricercatore ha già un contratto temporaneo, ma ha già vinto un concorso per l' assunzione dal 2008, potrà vedersi rinnovare nel 2007 il contratto a tempo.


    LOTTA ALLA «FUGA DEI CERVELLI»
    - Il governo stanzia 20 milioni di euro nel 2007 e 30 nel 2008 per la «stabilizzazione di ricercatori, tecnologi e personale impiegato in attività di ricerca» e per l'assunzione di coloro che hanno già vinto un concorso. È un emendamento del governo a prevedere la costituzione di un apposito fondo contro la «fuga dei cervelli» ma anche dei precari che lavorano negli enti di ricerca.

    PRECARI NEGLI ENTI LOCALI
    - In un altro emendamento presentato dall'esecutivo è prevista la norma per l'assunzione dei precari negli enti locali e in numerose altre amministrazioni pubbliche, compresi gli enti di ricerca. Un emendamento presentato dal governo, e considerato ammissibile dalla Presidenza della Camera, stabilisce che gli enti locali - ma anche le agenzie fiscali, i Vigili del Fuoco, i corpi di polizia e gli enti pubblici non economici - nel programmare le prossime assunzioni debbano riservare il 50% dei posti a precari. Cioè a lavoratori con i quali «hanno stipulato uno o più contratti di collaborazione coordinata e continuativa, per la durata complessiva di almeno un anno raggiunta alla data del 29 settembre 2006, attraverso i quali le medesime abbiano fronteggiato esigenze attinenti alle ordinarie attività di servizio».

    ORA CHE AVRANNO DA CRITICARE I LETTORI FASCISTI-FORZISTI DEL MIO BLOG?

    ASPETTO CON ANSIA...MA TANTO DIRANNO CHE BERLUSCONI AVREBBE FATTO MEGLIO...ANCHE SE IN 5 ANNI NON HA MAI MOSSO UN DITO PER AIUTARE LE UNIVERSITA' ITALIANE E CHI VI LAVORA.





    permalink | inviato da il 12/11/2006 alle 16:46 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (14) | Versione per la stampa

    11 novembre 2006

    UNA PRIORITA':SERIETA' IN CAMPO INTERNAZIONALE.



    L'Italia propone che si tenga una conferenza internazionale sull'Afghanistan con l'obiettivo fondamentale di rilanciare un impegno della comunità internazionale nel paese. Queste le linee illustrate dal ministro degli Esteri italiano in un colloquio a Kabul col presidente afghano Hamid Karzai. Bisogna avviare un «ripensamento» sulla strategia internazionale nel Paese dell'Asia centrale con i referenti delle Nazioni UniEbbete, dell'Unione Europea e della Nato, e con gli americani naturalmente, dopo il «cambio di fase» rappresentato negli Usa dal trionfo democratico al midterm.

    Il titolare della Farnesina ha spiegato che la comunità internazionale deve essere in grado «non soltanto a livello militare, ma anche a livello politico ed economico» di contribuire alla stabilizzazione del paese, al consolidamento della democrazia e alla pacificazione dell'Afghanistan. L'Italia, ha detto ancora il capo della diplomazia di Roma, conferma «con chiarezza la sua volontà di aiutare questo paese». «Consideriamo questa - ha detto ancora D'Alema -una prova per tutta la comunità internazionale».

    L'Italia sta tornando grande in campo internazionale. Niente piu pacche sulla pelata, corna nelle foto ufficiali, claque ed i vari Romolo e "Remolo".
    Dopo la grande prova riguardo la questione libanese, che ha dato credibilità e prestigio internazionale al nostro Paese, ora comincia una nuova grande sfida per l'Italia:l'Afghanistan.
    Al centro delle relazioni internazionali, torniamo grandi, grazie alla serietà mostrata in politica estera...

    ....e c'è chi ha il coraggio di rimpiangere la politica estera da villaggio turistico ("turisti della democrazia..."; "la suggerirò per il ruolo di Kapò") del Cavalier Bellachioma.

    Riflettere....grazie!




    permalink | inviato da il 11/11/2006 alle 13:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (43) | Versione per la stampa

    10 novembre 2006

    OfficinaDemocratica



    Quest'oggi inizia l'attività della nostra OfficinaDemocratica, un meta-blog d'ispirazione democratica gestito da un gruppo di amici, che, seppur lontani geograficamente e nei percorsi di vita, sono accomunati dalle medesime idee e convinzioni...in una voce unica e coerente.

    Il progetto nasce  dall'esigenza di rappresentarci e di rappresentare un'ampia parte della società civile e politica che, come noi, si identifica in determinati valori, nella coerenza ed in onestà intellettuale, virtù che troppo spesso vengono messe da parte nel mondo della politica.

    GLI AUTORI:

    http://rinascitanazionale.ilcannocchiale.it
    http://eclissidisole.ilcannocchiale.it
    http://loumogghe.ilcannocchiale.it
    http://emaetizi.ilcannocchiale.it
    http://castenasoforever.ilcannocchiale.it
    http://gianniguelfi.ilcannocchiale.it
    http://andryyy.ilcannocchiale.it

    Per partecipare al progetto, ovviamente seguendo lo spirito e il senso del "laboratorio di idee" di stampo democratico, mandate una e-mail alla redazione.
    Cominceremo a lavorare insieme.




    permalink | inviato da il 10/11/2006 alle 0:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (37) | Versione per la stampa


     

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    Lettera a Bossi
    L'incoerenza di Fini
    V-day: io c'ero
    Italia, paese dei furbi
    Un prodiano convinto
    La seconda Finanziaria di Prodi
    L'informazione in Italia
    Per non dimenticare
    Se non li conoscete
    Tra pecorones e democratici
    Boia chi molla?
    IL Vaticano veste Prada
    La rinascita di Kilombo
    Ciao, Enzo Biagi



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