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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
1 marzo 2009

IO TI HO DATO LA TUA DONNA



Era stata la Tv francese Canal + a svelare l'ennesima gaffe berlusoniana questa volta con il Presidente francese Sarkozy. Durante la conferenza stampa del vertice italo-francese su nucleare e altre forme di collaborazione, Berlusconi si avvicina a Sarkozy e sussurra la frase: «Io ti ho dato la tua donna...». Dopo la pesante allusione all'italianità di madame Carla Bruni segue qualche secondo di imbarazzo per il Presidente francese che poi si riprende e, dopo aver detto «non sono sicuro di dover ripetere», continua a parlare. Ma la tv francese ha interpretato il labiale del premier italiano a cui ha dedicato l'apertura della sua trasmissione serale "Le Grand Journal" assegnando a Berlusconi l'«Oscar della Volgarità» con tanto di proclamazione in diretta. E il mondo continua a ridere di noi. Merci, monsieur le president!


28 dicembre 2008

LE BUGIE DI BERLUSCONI SU IMMIGRATI E CLANDESTINI

Bengasi, 30 agosto 2008: Silvio Berlusconi aveva solennemente  firmato con Gheddafi il trattato di «amicizia, partenariato e cooperazione» tra Italia e Libia. Queste le testuali parole del nano di Arcore: "Grazie al trattato siglato oggi, l'Italia potrà vedere ridotto il numero dei clandestini che giungono sulle nostre coste e disporre anche di maggiori quantità di gas e di petrolio libico, che è della migliore qualità". Insomma, Silvio Berlusconi, come promesso durante la campagna elettorale, avrebbe definitivamente sconfitto la piaga dell'immigrazione clandestina. Anche Umberto Bossi affermava: "Va bene l’accordo con la Libia perché la Libia fermerà gli immigrati clandestini invece di mandarli qui". Lampedusa, 28 dicembre 2008: Non si arrestano gli sbarchi di migranti a Lampedusa. Da questa mattina sono state soccorse 57 persone nel canale di Sicilia, due barconi con circa 560 persone a bordo e altri 330 sono stati segnalati a Linosa. Ieri, una settantina di extracomunitari sono stati trasferiti a Crotone, ma la situazione nel centro di prima accoglienza dell'isola è drammatica: negli ultimi giorni sono arrivati circa 1.700 immigrati. E un altro barcone è stato segnalato a 100 miglia a sud di Lampedusa. Siamo a più del doppio degli sbarchi rispetto all'anno precedente e ci si avvia verso la fine dell'anno a cifre assolutamente senza precedenti. Qualcosa non va. Non va nelle politiche berlusconiane e a chi gli da il voto.


7 novembre 2008

SILVIO BERLUSCONI E "L'ABBRONZATO" BARACK OBAMA

 

The worst president of ever. E non sto parlando di George Bush ma di Silvio Berlusconi. Questa volta ha superato ogni limite, infangando l'onore di tutti gli italiani, soprattutto di tutti coloro che non l'hanno mai votato, come me. Cosa avà mai fatto, vi chiederete. Vi rispondo subito: "È bello, giovane e abbronzato". Cosa avrà pensato la sua mente da cabarettista? Di chi parla Berlusconi? Non di suo figlio, né dell’ultima star arruolata per Mediaset, nè di Ronaldinho. Parla, udite udite, di Barack Obama, il nuovo presidente degli Stati Uniti. Anche stavolta ci siamo fatti riconoscere. Il premier fa l’ennesima gaffe e come al solito finge di non rendersene conto. Dare dell’abbronzato a Obama? «È una carineria assoluta, un grande complimento». E quelli che non capiscono le battute, aggiunge, «vadano a...sono degli imbecilli». Questo è il nostro presidente del consiglio votato dai pecorones nostrani. Una vergogna, uno scandalo che sta avendo ripercussoni anche a livello internazionale. Mentre tutto il mondo protesta, "l'abbronzato" non risponde. Ma dà il senso della poca considerazione che ha per Berlusconi. Barack Obama ha chiamato al telefono nove leader del mondo. Obama, riferisce la Cnn, ha parlato con il primo ministro australiano Kevin Rudd, il britannico Gordon Brown, il canadese Stephen Harper, l'israeliano Ehud Olmert, il giapponese Taro Aso, con la cancelliera tedesca Angela Merkel e con i presidenti Nicolas Sarkozy (Francia) e perfino con Felipe Calderon (Messico) e Lee Myung-bak (Corea del Sud). Nessuna traccia di un numero italiano, nessuna traccia del paladino delle (sue) libertà, nessuna traccia di Silvio Berlusconi. Forse il premier dimentica che le sue parole coinvolgono l’immagine del nostro Paese nel mondo. Forse è abituato bene in Italia che ad ogni sua battuta c'è la fila dei "lacchè" pronti a ridere di gusto. L’uscita di Berlusconi colpisce gravemente l'immagine e la dignità del nostro Paese sulla scena internazionale ma ai pecorones va bene cosi. Il sottoscritto auspica che al nuovo presidente americano vengano al più presto rivolte scuse ufficiali da parte di questo cabarettista milanese. Non è nessuno, non è niente. Solo in Italia, grazie ai suoi devoti pecorones. Intanto il mondo si prende gioco di Berlusconi e del nostro Paese. Meno male che Silvio c'è.    Subito DIMISSIONI!


5 novembre 2008

BARACK OBAMA - YES WE CAN



Che vittoria schiacciante: Barack Obama diventa il 44esimo presidente degli Stati Uniti con un bottino straordinario di Stati che include la Virginia, la Florida, la Pennsylvania, l'Ohio, il Colorado, il New Mexico, il Nevada (tutti gli Stati che erano incerti alla vigilia del voto e che tendenzialmente sono "repubblicani"). Dato su cui ragionare è anche l’affluenza alle urne che è andata oltre il 64% (i "nuovi", secondo vari sondaggi, per la maggior parte hanno scelto Obama). «Yes, we can»: “Sì, possiamo” diventa «Il credo americano». Di milioni di americani. Incuranti del fattore "razza", hanno portato un uomo "afro-americano", di idee ampiamente progressiste, al vertice del più importante paese del mondo. George Bush, "the worst president of ever", dopo la totale politica fallimentare da lui (o chi per lui) portata avanti, lascia la Casa Bianca: il mondo può tirare finalmente un sospiro di sollievo (a parte i paladini delle libertà, seguaci del pensiero "berluscoide"). Intanto, mentre procede lo spoglio delle schede, appare anche chiaro che i democratici consolidano la maggioranza alla Camera e al Senato. Unica nota stonata? Il leader dei paladini delle libertà, Silvio Berlusconi, il quale ha esplicitamente affermato: "Posso dare consigli a Barak Obama" e "Sono assolutamente certo che l'amicizia e la collaborazione tra i nostri due Paesi continuerà a crescere e a rafforzarsi". Qualcuno gli spieghi che Barak Obama non ha bisogno dei consigli di Zio Silvio (visto come sta riducendo lo stato italiano) e che McCain, il candidato repubblicano che sosteneva e supportava ha perso e che non può essere amico di tutti sempre e comuque. Ci vuole coerenza Silvio, coerenza. Hai puntato sul cavallo sbagliato, ci dispiace. Hai scelto l'amico Bush e il fido McCain, non Obama. Come ha affermato Veltroni, segretario del Partito Democratico in Italia: "Se il vento gira in America poi gira anche da questa parte, questa notte ce la ricorderemo per tutta la vita. L'America ha fatto una scelta di coraggio ed è una buona notizia per il mondo intero''. Veltroni poi ironizza su Silvio Berlusconi:  "Il governo non va bene e se farà anche questa operazione di parteggiare per Obama sarebbe una cosa grottesca". Non grottesca caro Walter, ma sarebbe la solita "berlusconata pecoreccia" che piace tanto ai pecorones nostrani. Per chiudere, mando le mie congratulazioni al nuovo presidente degli Stati Uniti d'America, Barack Obama. Buon lavoro Mr.President. Yes, we can. Silvio? No, he can't.


23 gennaio 2008

TORNEREMO SULLE MONTAGNE INTORNO AL MONUMENTO CHE SI CHIAMA ORA E SEMPRE RESISTENZA



Mentre l'Italia democratica e partigiana perde
uno dei suoi pezzi più valorosi, dalla destra populista e razzista arriva un'altra dichiarazione decisamente imbarazzante e vergognosa: Umberto Bossi, alleato fidato di Berlusconi, ha lanciato oggi un ultimatum sulla crisi di governo minacciando di fare una rivoluzione se non si andrà al voto anticipato. "Al Senato (il governo) non ce la fa, poi si va al voto oppure facciamo la rivoluzione. Facciamo la lotta di liberazione. (Per farla) ci mancano un po' di armi, ma le troviamo", ha tuonato Bossi parlando con i giornalisti a Milano. Ma è possibile che nessuno risponda a dovere a questo personaggio delle favole? Un parlamentare italiano, di uno stato democratico, si permette di parlare di "rivoluzione armata" e di "armi" e nessuno dice niente. Non mi aspetto critiche da parte della destra di Fini, ormai totalmente asservito al potere berlusconiano, o dal camerata Storace. Loro parlano d'Italia e di italianità solo quando c'è da fare uno spot in radio o in televisione o quando c'è da mettersi una spilletta tricolore sulla giacca. Ma pure il democristiano Casini, come può accettare queste vergognose dichiarazioni? Uno degli esponenti più importanti del centro-destra italiano (o padano?!) chiama alla rivolta armata e per i cittadini italiani è tutto normale: voterebbero una coalizione in cui c'è un signore che parla di rivoluzione armata e di armi che si troveranno. Ma come possiamo accettare, noi cittadini democratici e partigiani, delle corbellerie cosi gravi? Per fare un'Italia unita, democratica e libera, si sono sacrificati migliaia di eroici italiani, i giusti della nostra Patria. Speravano in un'Italia pacificata e non si sarebbero mai sognati che un Bossi qualunque potesse agitare gli spettri di una guerra civile. Ma questa volta, se nessuno gli risponde a dovere, ci penso io: caro Bossi, provi a far scoppiare una guerra civile in Italia e le assicuro che migliaia di cittadini italiani la aspetteranno, a lei ed ai suoi cinque leghisti, sulle montagne, come i partigiani fecero tanti anni fa con i nazifascisti, "intorno al monumento che si chiama ORA E SEMPRE RESISTENZA".


26 settembre 2007

UN PUNTO IN PIU' A ROMANO PRODI



In uno dei miei ultimi post, affermavo che il sottoscritto era un sostenitore convinto di Romano Prodi (nell'articolo potete rileggervi le motivazioni).

Oggi confermo ancora di più quelle mie osservazioni: l'Italia, finalmente, è in prima linea contro la pena di morte.
Il mio premier spiega che si tratta di una «battaglia estremamente complessa e difficile» che l'Italia vuole vincere ma che non bisogna «assolutamente sottovalutare », perché non si possono escludere, al momento del voto, neanche delle «sorprese». Romano Prodi riapre il dossier contro la pena di morte nel suo intervento all'Assemblea plenaria della 62esima Assemblea Generale dell'Onu, che a dicembre voterà sulla sospensione delle esecuzioni capitali.
«Oggi l'Italia inizierà la battaglia per una moratoria generalizzata, che l'Italia all'inizio ha portato avanti nello scetticismo generale», una battaglia che, secondo Prodi, «questa volta contiamo di condurre in porto, grazie anche al fatto che «negli ultimi anni ci sono stati cambiamenti sostanziali in molti Paesi che la applicavano ». Il premier non nasconde che la battaglia resta difficile, anche perché «ci sono molti Paesi importanti che continuano ad applicarla, come Stati Uniti e Cina».

Successivamente Prodi si è occupato di Darfur e della prossima missione di 26mila caschi blu nell'area, tema toccato anche nel colloquio con il segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon.
«Noi ci siamo impegnati in un'azione di aiuto prima di tutto logistico - ha detto il premier, in una conferenza stampa a margine dei lavori dell'Assemblea- quando si usa la parola logistica, sembra di usare una parole minore. Ma non è vero: l'impegno nel trasporto vuole dire cibo e assistenza». Prodi ha detto che il Governo sta valutando «uno sforzo maggiore » sia nel Darfur che nel Corno d'Africa,anche attraverso la costituzione di un Peace Facility Fund. «La nostra politica estera non può non tenere conto di realtà drammatiche, né della storia, ovvero del legame forte dell'Italia con il Corno d'Africa, ora in una situazione drammatica. La presenza discreta e continua dell'Italia e anche la conoscenza dei luoghi può essere utile».

Addio Italia delle bandane e delle pacche sulla pelata...



11 settembre 2007

11/9 : NON CHIAMATEMI COMPLOTTISTA PERCHE' SONO UN SEMPLICE CITTADINO IN CERCA DI VERITA'


 
Come recita il  video, che abbiamo tutti il dovere di vedere e capire, complottista è chi il complotto lo fa. Mi chiamano complottista ma purtroppo in maniera sbagliata e fuori luogo. Però è normale che il sottoscritto, anche se un semplice cittadino italiano, di fronte ad una versione ufficiale piena di incongruenze e contraddizioni , chiede che venga fatta chiarezza una volta per tutte, in nome della verità e per onorare tutti i morti di quel tragico giorno.

Ecco il link del video:

http://it.youtube.com/watch?v=ZkGopkKZBq0

Ripeto, un video che bisogna vedere, è un dovere, affinchè anche i miei amici pecorones (tutti pro-Bush e amanti della sua politica aggressiva ma perdente) si pongano delle domande che molti e più dati oggettivi impongono di farlo. Non  chiudete gli occhi. Siete solo voi in tutta Europa.



5 giugno 2007

L'AMICO (FRAINTESO) DI TUTTI








Lui è amico di tutti i politici internazionali, non fa distinzione:

è amico di Zapatero e Aznar;
è amico di Schroeder e della Merkel;
è amico di Blair e di David Cameron;
è amico della Royal e di Jospin, ma anche di Chirac e di Sarkozy;
è amico di Andreotti e lo è stato di Craxi;

Ma stavolta da che parte sta caro Berlusconi?

Riuscirà a prendere una presa di posizione netta?

E' più amico di Bush o Putin? Lei, che fa questi "giochetti"  da bambino, avrà sicuramente una risposta. La trovi e sentiamo il leader dell'opposizione cosa pensa riguardo questa nuova crisi internazionale (causata dai suoi "amichetti" preferiti).

Si dimostri coerente una volta tanto.Visto chenon lo è mai stato ed è stato sempre (chissa perchè) "frainteso".  (potrei continuare a mettere una valanga di link a riguardo)




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22 maggio 2007

NOI RISPONDIAMO AL PARLAMENTO ITALIANO



Mi ricordo e vi ricordo quando l'Italia era lo stato satellite e suddito degli Stati Uniti d'America di Bush;
Mi ricordo e vi ricordo che siamo andati via dalla sporca guerra in Iraq;
Mi ricordo e vi ricordo il prestigio internazionale riacquistato dal nostro paese nello scacchiere politico internazionale (vedi Unione Europea, Mediteranneo e Medio-Oriente);
Mi ricordo e vi ricordo l'autonomia della politica estera italiana;
Mi ricordo e vi ricordo che L'Italia risponde al Parlamento italiano, non a Bush ne ai meeting di Arcore.

Inoltre, continuate a diffondere la vergognosa notizia (condanna anche in appello a 2 anni di reclusione per Marcello Dell'Utri e per il boss trapanese Vincenzo Virga, riconosciuti colpevoli di tentata estorsione aggravata ai danni del presidente della Pallacanestro Trapani, Vincenzo Garraffa)  su Marcello Dell'Utri




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19 maggio 2007

L'ITALIA NEL CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI DELL'ONU



Sono soddisfazioni
: l'Italia, dopo il mandato biennale ricevuto ad ottobre per sedere al Consiglio di Sicurezza, è entrata a far parte anche del Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni Unite.

Scritto per OfficinaDemocratica




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7 maggio 2007

SULLA VITTORIA DI SARKOZY, CON UNO SGUARDO AL POPOLO DELLA DESTRA BERLUSCONIANA.

<B>Sarkozy, primo discorso da presidente<br>"Voglio restituire l'orgoglio alla Francia "</B>

Nicolas Sarkozy sarà il nuovo inquilino dell'Eliseo, o per dirla in maniera più ufficiale, il nuovo presidente della Francia, il sesto della Quinta Repubblica.
Questo hanno deciso il 53% circa dei francesi nel ballottaggio che vedeva  l'esponente gollista sfidare la socialista Segolane Royal, che ha ottenuto il 47% dei voti.
Dunque Sarkozy, 52 anni, assumerà la carica il 17 maggio succedendo a Jacques Chirac, e come avevano previsto i sondaggi degli ultimi giorni, si è imposto in modo chiaro ma non netto,  come la destra andava "blaterando".
Interessante notare che il voto dei sostenitori del candidato centrista François Bayrou, si è diviso equamente: 40% per Sarkozy e 40% per Royal, conil 20% di astensioni o voti nulli. Il 66% degli elettori del candidato di estrema destra Jean-Marie Le Pen ha invece votato per Sarkozy, mentre il 19% si è astenuto, come aveva indicato il leader del Fronte nazionale.
Da sottolineare il "fair-paly" tra i due candidati: infatti, Ségolène Royal, ha riconosciuto subito la sconfitta telefonando a Sarkozy per felicitarsi della sua vittoria e, quest'ultimo, si è congratulato lo stesso con il suo avversario, soprattutto per la campagna elettorale svolta dalla socialista.

Ma ora veniamo all'Italia e ai cittadini italiani: numerosi blogger di destra hanno esultato per la vittoria di Sarkozy. Però il problema è che Sarkozy, solo formalmente può considerarsi "vicino" alla destra italiana in quanto sostanzialmente ci sono delle differenze abissali.
Scopriamole insieme:

prima di tutto ho apprezzato il discorso di Sarkozy  per la sua linea "progressista" ed "europeista" (mi verrebbe da dire più di sinistra che di destra): "
sono sempre stato europeista, e credo alla costruzione europea e questa sera tutti noi siamo più europei".
(ora spiegalo ai miei amici leghisti e al nostro Bugiardoni che in Europa non ci voleva nemmeno entrare);

il nuovo presidente della Repubblica francese ha più volte partecipato alle commemorazioni della Resistenza in Francia, mentre il nostro caro Silvio si è più volte vantato di non avere mai parteciapato a nessuan di esse in Italia;

il nuovo presidente della Repubblica francese è FAVOREVOLE AI PACS, mentre Berlusconi si è detto totalmente contrario allo sviluppo e garanzia di tali diritti per le coppie di fatto (etero e non);

il nuovo presidente della Repubblica francese è nato e vissuto politico: il classico cittadino che Berlusconi disprezza e considera parassiti;


il nuovo presidente della Repubblica francese è contro ogni tipo di evasione fiscale,  e quindi, altro che "autodifesa" made in Berluscolandia;

il nuovo presidente della Repubblica francese ha rifiutato l'alleanza con l'estrema destra xenofoba e razzista (certo poi ovviamente gli elettori di Le Pen hanno votato per il meno peggio secondo la loro visione nazi-fascista), mentre Berlusconi  ha accettato di buon grado i voti dell'estrema destra italiana guidata dalla Mussolini e da Forza Nuova.
Chiedete a questi simpatici amici che ne pensano degli omosessuali;

il nuovo presidente della Repubblica francese si è si definito amico degli Usa ma non succube e suddito: Sarkozy chiede agli USA di diventare il faro della lotta contro il surriscaldamento globale. E lo chiede proprio a colui che rifiutò di sottoscrivere Kyoto con la scusa che "gli americani non possono ridurre il loro tenore di vita". Il neopresidente ha poi proseguito: "Voglio dire agli americani che la Francia sara' sempre al loro fianco quando ne avranno bisogno, ma l'amicizia significa anche saper accettare il fatto che gli amici possono pensarla in modo diverso". Forse ora diranno che anche Sarkozy è amico dei terroristi, come D'Alema (o non è che si tratta di una politica estera seria ed autonoma?).
Come ben sappiamo invece, per Berlusconi, ciò che dice Bush è legge;

Ma la "chicca" finale riguarda il primo commento di Silvio alla vittoria di Sarko: "La netta affermazione di Nicolas Sarkozy dimostra la volonta' di cambiamento che sta attraversando tutta l'Europa e non solo la Francia".
Ma mi domando: Chirac che è, un socialista? Quale cambiamento?
E Berlusconi aggiunge: Sono legato a Nicolas Sarkozy da antica stima ed amicizia sul piano personale; il nostro Silvio,  dopo Vladimir, Geo"rrr"ge, Gheddafi, Merkel, Blair e chi più ne ha più ne metta, ha trovato un nuovo amico: Sarko.
Tanto è risaputo: chi trova un amico, trova un "tesoro".


Domanda finale: ma che avranno da esultare i miei amici di Tocqueville e del Giulivo se in Francia ha vinto uno che ha poco, o niente, da spartire con Berlusconi? Ricordando, inoltre, che tanti di loro, avrebbero preferito un Le Pen alla guida della Francia.




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11 aprile 2007

SULLA LIBERAZIONE DEGLI OSTAGGI.



Governo centro-destra   ----->         soldi
Governo centro-sinistra  ----->         liberazione prigionieri talebani
2 modi diversi per arrivare allo stesso traguardo.
E' inutile dire è meglio il primo rispetto al secondo o viceversa
Il punto è questo: o hanno sbagliato entrambi i governi, o hanno fatto bene entrambi i governi.
DECIDIAMOLO INSIEME
Berlusconi, sapientemente, ha deciso di gettare acqua sul fuoco, avendo capito che lo stesso discorso sarebbe stato fatto anche per le liberazioni avvenute durante il suo governo, con i metodi che noi tutti conosciamo.
E se avessero ucciso Mastrogiacomo siamo sicuri che la destra non avrebbe strumentalizzato tale tragedia? Insomma, bisogna essere coerenti, e Berlusconi, anche se in ritardo, lo è stato.

Il punto di fondo è: hanno fatto bene i governi italiani a trattare con i terroristi per salvare delle vite umane?




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21 marzo 2007

BERLUSCONI: "ORA PER GLI USA SIAMO INAFFIDABILI". E AL POPOLO?

Ieri sera Silvio Berlusconi ha incontrato il presidente del Parlamento europeo, Poettering "In America - ha spiegato al suo interlocutore - sono stato accolto con immenso calore, Bush si fidava di me. Ora però gli Stati Uniti non si fidano più dell'Italia, le ultime vicende lo hanno dimostrato...". Non si sa se l'ex premier - spiega uno dei partecipanti alla cena di palazzo Grazioli - si riferisse alle modalità della liberazione di Daniele Mastrogiacomo. Certamente ha di nuovo lanciato un messaggio chiaro: "L'Italia ora è inaffidabile per gli Stati Uniti".

Forse Silvio Berlusconi sarà ricordato come l'alleato più fedele, nel senso di cagnolino ubbidiente, degli Usa e del peggior presidente americano mai esistito prima.
Berlusconi, l'uomo che non ha mai osato dire no al fraterno amico Geo"rrrr"ge...l'uomo che non può venirci a dire come trattare con gli USA.
La nostra linea è più che giusta: nè contro nè sudditi degli USA, a favore di un rilancio dell'Unione Europea nella politica internazionale.


 




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11 gennaio 2007

BUON DIBATTITO A TUTTI: ESAMINIAMO INSIEME ALCUNE NOTIZIE.


Giuseppe Pellizza da Volpedo
, Discussione in canonica, ovvero Dice la verità? (1888)

Sanità: i primari pubblici non potranno lavorare nelle cliniche private

È stato deciso  di ripristinare l'esclusività di rapporto con il Servizio sanitario nazionale ( cioè con le strutture pubbliche) dei primari e dei capi dipartimento. Non è il ripristino della contestata riforma del ministro Bindi nel ‘99 che prevedeva l’unicità del rapporto, o pubblico o privato, per tutti i medici, riforma di fatto cancellata nel 2004 dal ministro Veronesi dopo la sollevazione della categoria. Ma almeno primari e capi dipartimento potranno d’ora in poi lavorare come liberi professionisti, a prestazione, solo all’interno delle strutture pubbliche in regime di intramoenia.
Almeno fintanto che ricopreranno il ruolo “apicale”, che è “a incarico” e quindi «reversibile», dice il provvedimento.

Papa Benedetto XVI: «Dannosi i progetti di riconoscimenti giuridici a forme di unione che indeboliscono la famiglia legittima fondata sul matrimonio»
«Appaiono pericolosi e controproducenti quei progetti che puntano ad attribuire ad altre forme di unione impropri riconoscimenti giuridici, finendo inevitabilmente per indebolire e destabilizzare la famiglia legittima fondata sul matrimonio», ha detto il Papa. Il pontefice ha definito la famiglia fondata sul matrimonio un «fondamentale bene umano».


Bush non cambia rotta in Iraq e invia altri 20 mila soldati.
Così partiranno altri 21.500 “ragazzi”: per la precisione, 4.000 saranno dislocati nella rovente provincia sunnita di Al Anbar, dove proprio mentre Bush pronunciava il suo discorso moriva il 3010° soldato dall’inizio del conflitto. Altri 17.500 uomini verranno invece inviati nella bombardata Baghdad – come rinforso ai 132 mila soldati Usa che sono già a presidiare la capitale irachena- , saranno inviati a pattugliare tutti i quartieri incluso Sadr City, la roccaforte del leader radicale sciita Muqtada al Sadr, con il suo esercito ancora non disciolto e il suo partito in procinto di fare il suo ritorno nel governo dello sciita Al Maliki (contento del rinforzo Usa). I 21.500 nuovi marines arriveranno a ondate, la prima il 15 gennaio e la seconda un mese più tardi. Il loro costo sarà esorbitante e dovrà passare al vaglio del Congresso. Perciò Bush chiede ancora una volta «pazienza, sacrifici e determinazione» agli americani ma ha espressamente detto agli alleati iracheni «che l'impegno delle forze statunitensi non è a tempo indeterminato».

VEDIAMO COSA NE PENSATE. BUON DIBATTITO A TUTTI.




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2 gennaio 2007

L'ITALIA CONTRO LA PENA DI MORTE.



L´Italia chiederà all´assemblea generale dell´Onu la moratoria della pena di morte. Lo afferma un breve comunicato di palazzo Chigi, nel quale si legge: «Il Presidente del Consiglio e il Governo si impegnano ad avviare le procedure formali, coinvolgendo in primis i paesi già sottoscrittori della dichiarazione di dicembre, perché questa Assemblea Generale delle Nazioni Unite metta all'ordine del giorno la questione della moratoria universale sulla pena di morte».

Un'ottima iniziativa che, grazie al governo di centro-sinistra, guidato da  Romano Prodi, riporta l'Italia, dopo 5 anni di servilismo USA targato Berlusconi, al centro dello scacchiere internazionale e che ha già visto nella pace in Libano una grande vittoria italiana.

Inoltre vorrei sottolineare, non so forse sarà un caso, che dopo quasi un anno di governo Prodi, i cittadini guardano con fiducia al 2007 e quindi al futuro. Cresce l'ottimismo economico: il saldo fra aspettative positive e negative, tornato sopra lo "zero" un anno fa, sale oggi a +20. Il quadro nazionale è destinato a migliorare, secondo la maggioranza delle persone, con ricadute positive anche sulle finanze individuali (+15). Aspettative positive si riscontrano anche in materia di ordine pubblico (+18), di lotta all'evasione (+30), di trasparenza nel mondo del pallone (+20).

Insomma, come ho scritto in un mio post passato http://rinascitanazionale.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1304635  il 2007 sarà, grazie all'operato del governo di centro-sinistra, l'anno della svolta, dello sviluppo economico, culturale e sociale del Paese.

SI COMINCIANO A SENTIRE GLI EFFETTI DELLA CURA PRODI.
SERIETA' AL GOVERNO.




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8 dicembre 2006

PAROLE DA CONDANNARE.

«Non riconosceremo mai il governo usurpatore sionista e continueremo nel nostro movimento jihadista finchè avremo liberato Gerusalemme».
Usa toni minacciosi il premier palestinese Ismail Haniyeh, davanti alle migliaia di persone riunite all´università di Teheran per la preghiera collettiva del venerdì. Parole dure verso Israele, quelle rivolte dal primo ministro del governo guidato da Hamas, parole che coronano la visita diplomatica in Iran nel corso della quale Haniyeh ha in programma incontri con la Guida suprema iraniana, ayatollah Ali Khamenei, e con il presidente Mahmud Ahmadinejad. Ed è proprio a lui, al governo che ha finanziato l´autorità palestinese con 120 milioni di euro, che Haniyeh sembra rivolgersi sancendo un´alleanza: «Credono che la nazione Palestinese sia sola in questa guerra, ma sono sotto allucinazione... Noi abbiamo uno zoccolo duro qui nella Repubblica islamica dell'Iran e in tutto il mondo islamico e arabo».

RinascitaNazionale condanna tali affermazioni.
Io, figlio della politica dell'equivicinanza, condanno queste parole offensive per il popolo israeliano.

2 POPOLI IN 2 STATI LIBERI PER LA PACE IN MEDIO-ORIENTE. 
Questa è la mia politica.

Quando bisogna riconoscere gli errori israeliani sono il primo a metterli in luce.
Lo stesso faccio quando a sbagliare sono i politici palestinesi.
Che serva da lezioni a chi difende solo e soltanto una parte.

Vogliamo la pace. Cerchiamo di costruirla insieme, senza alimentare l'odio e le polemiche.
Che ne pensate?




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6 dicembre 2006

SCARAMELLA E BERLUSCONI: UNA STORIA VERGOGNOSA.



MA LA GENTE HA CAPITO VERAMENTE DI COSA SI TRATTA?
I VARI FASCISTI-FORZISTI SI RENDONO CONTO DELLA GRAVITA' DELL'ACCADUTO?
ROBA DA FAR LASCIARE LA POLITICA PER MOLTO MENO.

La bufala della "Commissione Mitrokhin", che avrebbe dovuto mostrare un Romano Prodi,a pochi mesi dal voto di aprile, come "un agente del Kgb".


Le frottole di Mario Scaramella non avrebbero fatto molta strada se non avessero potuto far leva sul ruolo istituzionale di Paolo Guzzanti, presidente della commissione d'inchiesta; sul prestigio dell'ex procuratore di Napoli, Agostino Cordova; sul silenzio del Sismi che, allarmato dai Servizi inglesi, pur sapendo quale machiavello combinava a Londra Scaramella, ha taciuto come sempre. Nella conversazione telefonica del 28 gennaio 2006 con Mario Scaramella, abbiamo visto come Paolo Guzzanti (vedi Repubblica, 1 dicembre 2006) sollecitasse, con modi anche bruschi, il suo consulente a trovargli almeno le "prove" che Prodi fosse "coltivato dal Kgb", utilizzando la testimonianza dell'ex colonnello del Kgb, riparato in Inghilterra, Oleg Gordievskij. Nonostante Scaramella ammetta che Gordievskij non può dir nulla del fantomatico agente "perché non è accaduto", perché non è vero. Allora Paolo Guzzanti, come ricorderete, consiglia al suo cacciatore di fango di metterla giù così: "In quella cosa si dice, "[Prodi è] il nostro uomo?". E quello dice "Yes!". Punto e basta. Non voglio sapere altro".

Tre giorni prima, il 25 gennaio 2006, Scaramella spiega con chiarezza a Perry, un misterioso amico californiano, il progetto e, soprattutto, svela che il "dirty job" gli procurerà, come promette Berlusconi, un prestigioso incarico internazionale, dal quale - Scaramella rassicura Perry - potrà ancora aiutare "l'organizzazione". Quale organizzazione? Non si sa. Come non è ancora del tutto chiaro se il fantasioso consulente conservi da qualche parte documenti non consegnati alla commissione. A Repubblica, lunedì scorso, ha smentito di averne ("Ho consegnato tutto alla commissione"). Ieri da Vespa ha ritrattato.

Vediamo la telefonata, in cui Scaramella confessava i lavori proposti da Berlusconi:
Chissà. Ecco, dunque, la chiacchierata con Perry (25 gennaio, ore 23.55.52, durata 23 minuti e 39 secondi, ma io riporterò solo il pezzo in questione):

Scaramella: Lui è menzionato da Gordievskij come un agente del Kgb. Così io l'ho contattato di nuovo, ho la registrazione del colloquio con Gordievskij, e insieme a Gordievskij c'era anche Lou Palumbo, (ex poliziotto newyorchese, apparentemente legato all'intelligence Usa), così ho il testimone e anche la registrazione. Gli ho mandato una lettera, per chiedergli se potevo usare quel colloquio, e lui mi ha comunicato altri dettagli: mi ha detto che Prodi è conosciuto da due diversi Dipartimenti (il quinto dipartimento e il servizio A, che è il servizio delle misure attive, il servizio clandestino e altro), così io ho informato il Primo Ministro, ho informato Berlusconi su questo. E ora lui sta organizzando la sua campagna su questo. Così ho chiesto qualcosa ... non in cambio, ma gli ho detto che sarei stato attaccato, esposto, perciò per completare quest'indagine volevo essere sicuro che avremmo ricevuto qualcosa dal governo, e ho chiesto tre cose possibili: uno come vice-assistente segretario generale della Nato. Oppure posso fare il direttore delle operazioni per l'Ufficio delle Nazioni Unite a Vienna, che è l'ufficio che si occupa di sostanze stupefacenti, dello spazio, e un paio di altre cose: il posto è D1 o D2, ossia direttore generale della Nazioni Unite. Il terzo posto è meno prestigioso, ma può essere strategico per noi, è il direttore di tutti gli affari legali della S. I. S tec. (...) Comunque... Mi accordo con loro, mi hanno offerto prima di tutto un posto in parlamento, ma ho detto di no, considerando che ci sarà una robusta campagna contro di me, quando dirò tutte le informazioni su di lui (Prodi), e preferisco andare in un posto migliore fuori dall'Italia, in un'organizzazione internazionale, naturalmente rispetterò anche l'impegno con l'ECPP, perché non è solo il mio lavoro, ma lavoro dell'organizzazione. (...) Infine, noi (la commissione Mitrokhin) chiuderemo in meno di una settimana. Noi chiuderemo il Parlamento in due settimane, ma in meno di una settimana conoscerò la loro proposta. Sembra che sia vicino il momento per fare qualcosa di diverso. (...)

Ventiquattro ore dopo questo colloquio, il 26 gennaio, alle ore 19.23 e 49 secondi, Scaramella si accorda con Agostino Cordova su come cucinare, secondo canoni formali accettabili, uno scandalo prima politico, e poi penale. I due discutono per dieci minuti e 11 secondi. Come si leggerà nell'intercettazione, appare sufficientemente chiaro che entrambi sono consapevoli di due circostanze. Primo: Gordievskij non sa nulla di Prodi e quel che gli metteranno in bocca non sembra attendibile, ma sarà utile soltanto a un processo politico. Secondo: i due danno per scontato che Berlusconi protegga la loro iniziativa, al punto da poter tenere sotto controllo l'intelligence politico-militare, il Sismi, in difficoltà con i "cugini" inglesi che appaiono molto infastiditi dalle manovre provocatorie di Scaramella.


SPERO CHE LA GENTE APRA GLI OCCHI UNA VOLTA PER TUTTE...
NON SI PUO' VOTARE UN PERSONAGGIO POLITICO DEL GENERE.
BERLUSCONI E' UN PERICOLO VERO PER LA DEMOCRAZIA E LA REPUBBLICA ITALIANA.










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28 novembre 2006

SERIETA' AL GOVERNO: VIA DALLA SPORCA GUERRA.



Parliamoci chiaro: in Iraq è in corso una vera e propria guerra civile.
Sunniti contro sciiti, musulmani contro le forze "straniere", iraniani e siriani infiltrati in Iraq per destabilizzare il tutto ed infine polizia irachena contro gli stessi iracheni.

Un quadro storico drammatico. La guerra in Iraq sarà ricordata come la peggiore mossa politica e militare della storia contemporanea. Il Vietnam è poca cosa in confronto.
Ogni giorno, purtroppo, sono centinaia i morti, civili e non.
Bush ha sbagliato, ormai è noto a tutti, solo gli stolti possono ancora credere alle armi di di"stra"zione di massa e alla guerra "giusta". Il principio della guerra è sbagliato in se.
E' stata una guerra di interesse, una guerra di petrolio, un atto di neo-colonialismo economico.

Berlusconi decise di partecipare alla guerra targata USA per "allietare" il suo amico Georrrge.
MA LA GUERRA E' STATA PERSA.

La presenza delle forze armate italiane in Iraq, coordinata nell'ambito della missione "Antica Babilonia", era iniziata nell'aprile del 2003. Complessivamente, l'operazione ha impegnato 1.677 militari dell´esercito, marina, aeronautica e carabinieri. La maggior parte di questi uomini è stato impiegato per controllare la provincia meridionale di Dhi-Qar, il cui capoluogo è Nassiriya.

In due anni e mezzo di impegno, le forze italiane hanno subito gravi attacchi da parte della guerriglia irachena. Il più sanguinoso è quello del 12 novembre 2003, quando un camion bomba scagliato contro la base "Maestrale" di Nassiriya provocò l´esplosione del deposito di armi della caserma, posto accanto all´ingresso dai militari italiani. Diciannove furono le vittime, 17 militari e due civili che stavano girando un documentario. In totale, tredici soldati sono morti in incidenti avvenuti durante le operazioni di addestramento e pattugliamento. A questi va aggiunto l'eroe Nicola Calipari, funzionario del Sismi ucciso dall´esercito statunitense mentre era impegnato nella liberazione della giornalista sequestrata Giuliana Sgrena.

Ma Prodi lo aveva promesso: VIA DALL'IRAQ. E cosi sarà cari lettori del mio blog.
«A Nassiriya rimangono solo 60-70 soldati italiani per la consegna delle caserme alla polizia irachena. Tra il primo e il due dicembre anche questi saranno tutti a casa». È il presidente del Consiglio, Romano Prodi, a confermarlo. Prodi ha anche spiegato che il grosso del contingente italiano ha già lasciato l'Iraq: «Senza tanti proclami un convoglio lungo dieci chilometri è arrivato nel Kuwait».

Infine ha spiegato di aver parlato anche con il presidente americano George Bush: «Mi ha detto che gli dispiaceva ma che sapeva che ce ne saremmo andati dall'Iraq perché lo avevo detto in campagna elettorale».

SERIETA' AL GOVERNO, SEMPRE E COMUNQUE.
NO ALLA GUERRA, SI ALLA PACE NEL MONDO.




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23 novembre 2006

E CI MANCHEREBBE...

E' escluso categoricamente l'ingresso di Alleanza Nazionale nel Partito Popolare europeo.
Wilfrid Martens, presidente del PPE ha detto no, incredibilmente.
Ha escluso che gli eredi del Msi possano essere accolti fra i moderati europei. Perché non lo sono. Una presa di posizione che ha fatto infuriare Gianfranco Fini: «L'onorevole Martens a suo tempo era contrario anche all'ingresso di Forza Italia nel Ppe - attacca - la sua è quindi un'opinione e nulla più».
La risposta di Martens:"Noi non vogliamo e non intendiamo collaborare con gli estremismi, nè di destra, nè di sinistra". 

Intanto Storace se la ride...

E voi, cari elettori di An e non solo,  volete AN nel PPE???




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16 novembre 2006

MEDIO-ORIENTE: NASCE L'ASSE ROMA-PARIGI-MADRID. E SILVIO BERLUSCONI?



Siamo alle solite. Tenterò di spiegare ai lettori del mio blog, la differenza tra il governo Berlusconi e il governo Prodi, su una tematica attuale soprattutto in questo periodo. Infatti, oggi, ci occuperemo della politica estera italiana.
 
Quella di Berlusconi è stata pressocchè servile nei confronti dello stato padrone del mondo, quello americano. Fedele servitore dell amico George, Berlusconi ha portato l'Italia a realizzare due guerre, una in Iraq e una in Afgnanistan. Purtroppo per Silvio, la ricerca delle armi di di"stra"zione di massa non ha portato a nessun risultato: come sappiamo non si è trovato niente. E purtroppo, sempre per lui e per i fedelissimi elettori del "ducetto di arcore", la situazione in Iraq e in Afghanistan è peggiorata, tanto che tanti storici parlano di nuovo Vietnam.

Anche gli elettori americani hanno capito l'enorme errore commesso dal presidente Usa, tutti, tranne i vari Bondi, Schifani, Cicchitto Bonaiuti e il prode Berlusconi. Loro continuano a difendere Bush, anche quando lui stesso afferma di aver commesso "qualche" errore.
I forzisti no, continuano nella loro linea strategica. E come dar loro torto? Affermare che Bush ha sbagliato in qualcosa, significherebbe affermare che anche Berlusconi e la sua poltica è stata sbagliata.

Ma la cosa che dovrebbe far riflettere i miei amici fascisti-forzisti è un'altra.
Perchè Berlusconi non ha mai attuato una politica estera "comune" a quella seguita dai maggior paesi europei? Perchè almeno appoggiare la politica estera di Francia, Germania e Spagna?
Tante tragedie si sarebbero potute evitare. Ma noi dovevamo andare per forza in guerra, sennò non facevamo felici l'amico Geroge.

Come scordare poi il suo inglese, le pacche sulla pelata, la claque organizzata per Putin, il famoso detto "romolo e remolo". E la scenetta nel Parlamento europeo?
Quanto ci manchi caro Silvio, ci manca la tua politica estera.

Veniamo a Romano Prodi.
La politica estera di Romano Prodi ha portato l'Italia al centro delle relazioni politiche internazionali.
I miei amici forzisti diranno: "si appoggiate Stalin e i comunisti", oppure "siete filo islamici, siete nazisti, ma che nazisti, terroristi!", ed inoltre "siete rivoluzionari, guerrafondai...."
Io risponderò con i fatti.
Primo: è stata attraverso la politica estera italiana che si è messo fine al conflitto tra Libano ed Israele. Sono state portate avanti delle conferenze internazionali, una, la più importante, a Roma, tutte realizzate attraverso l'iniziativa italiana, e con l'appoggio incondizionato dell'ONU, e così siamo andati a portare la pace in Medio-Oriente. Vi ricordate come tutti i Paesi erano titubanti? La pace sembrava veramente lontano, eppure grazie alla diplomazia italiana, i Paesi europei si sono trovati tutti favorevoli al progetto italiano.
Come sanno tutti, poi, prenderemo il comando della missione.Vi pare poco?
Secondo: finalmente una politica, riguardo il conflitto israelo-palestinese, seria, giusta e coerente. La politica "equidistante" promossa da D'Alema ci porta finalmente ad occuparci del conflitto in maniera imparziale, super-partes, con la prospettiva di portare la pace anche in quei territori sotto l'effige dell'ONU.
Terzo: finalmente una politca estera non più servile agli USA, ma EUROPEA.
Spagna, Francia e Italia vogliono agire insieme per trovare una soluzione di pace in Medioriente.
Una lunga telefonata a tre tra l´inquilino dell´Eliseo Jacques Chirac, il primo ministro spagnolo Zapatero e il capo del governo Romano Prodi, che impegnato a Roma per la visita ufficiale del collega neozelandese, non ha potuto partecipare al vertice tra Chirac e Zapatero.
I due si sono visti a Girona e lo hanno chiamato, trattenendolo a lungo alla cornetta per mettersi d´accordo sulle proposte da avanzare insieme. Che l´Italia dovesse essere coinvolta era talmente scontato – visto il ruolo che ha già assunto in Libano- che Prodi si è potuto permettere di non fare una scortesia la neozelandese Helen Clark che ha appoggiato l´ingresso dell´Italia come membro non permanente nel Consiglio di Sicurezza Onu . Ma sono stati gli altri due a fornire i dettagli della conversazione sulle prospettive del Medioriente. L´obiettivo – al di là della Conferenza sul Medioriente sollecitata da più parti e rilanciata anche dal presidente palestinese Abu Mazen – è quello di arrivare in tempi rapidi a un cessate il fuoco, a uno scambio di prigionieri e a un governo palestinese in grado di riprendere il negoziato con Israele. Il premier spagnolo Josè Luis Zapatero che ha sollecitato il vertice di Girona – e che non intende rimanere in seconda posizione in Medioriente dopo la conferenza di Roma quest´estate e l´iniziativa franco-italica nell´Unifil –sollecita la creazione di un governo di unità nazionale nei Territori palestinesi.
L´asse Roma-Parigi–Madrid, come nuovo "cuore" di una nuova politica estera della Ue dopo la fine dell´unilateralismo e la sconfitta in politica estera di Bush e dei suoi consiglieri neocon. Chirac e Zapareto hanno detto chiaramente che intendono coinvolgere anche Gran Bretagna e Germania. Ma per ora è questa specie di nuova Occitania - culla della civiltà europea e poi spauracchio di ogni volontà imperiale nel Vecchio Continente - ad aver qualcosa da dire. Per altro non una stravaganza concettuale o una reminescenza medievale. Francia Spagna Italia hanno già una forte collaborazione in ambito Nato come forze di intervento rapido nell'area euro-mediterranea. Collaborano infatti nelle joint task force Eurofor (Esercito), Euromarfor (Marina) e Siaf (truppe anfibie) da almeno una decina d'anni.

Insomma, era ora, che l'italia tornasse grande nello scacchiere internazionale.
A chi manca Berlusconi scusate? Ah già, a noi comunisti. Quanto ci faceva ridere...

Io, se permettete, mi tengo la serietà al governo.




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11 novembre 2006

UNA PRIORITA':SERIETA' IN CAMPO INTERNAZIONALE.



L'Italia propone che si tenga una conferenza internazionale sull'Afghanistan con l'obiettivo fondamentale di rilanciare un impegno della comunità internazionale nel paese. Queste le linee illustrate dal ministro degli Esteri italiano in un colloquio a Kabul col presidente afghano Hamid Karzai. Bisogna avviare un «ripensamento» sulla strategia internazionale nel Paese dell'Asia centrale con i referenti delle Nazioni UniEbbete, dell'Unione Europea e della Nato, e con gli americani naturalmente, dopo il «cambio di fase» rappresentato negli Usa dal trionfo democratico al midterm.

Il titolare della Farnesina ha spiegato che la comunità internazionale deve essere in grado «non soltanto a livello militare, ma anche a livello politico ed economico» di contribuire alla stabilizzazione del paese, al consolidamento della democrazia e alla pacificazione dell'Afghanistan. L'Italia, ha detto ancora il capo della diplomazia di Roma, conferma «con chiarezza la sua volontà di aiutare questo paese». «Consideriamo questa - ha detto ancora D'Alema -una prova per tutta la comunità internazionale».

L'Italia sta tornando grande in campo internazionale. Niente piu pacche sulla pelata, corna nelle foto ufficiali, claque ed i vari Romolo e "Remolo".
Dopo la grande prova riguardo la questione libanese, che ha dato credibilità e prestigio internazionale al nostro Paese, ora comincia una nuova grande sfida per l'Italia:l'Afghanistan.
Al centro delle relazioni internazionali, torniamo grandi, grazie alla serietà mostrata in politica estera...

....e c'è chi ha il coraggio di rimpiangere la politica estera da villaggio turistico ("turisti della democrazia..."; "la suggerirò per il ruolo di Kapò") del Cavalier Bellachioma.

Riflettere....grazie!




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9 novembre 2006

I SILURATI



FORSE NON AVEVANO TANTO RAGIONE SULLA GUERRA IN IRAQ....VERO???!!!

SVEGLIA!




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8 novembre 2006

ISRAELE VERGOGNATI.

Sono 18 i palestinesi uccisi nella notte tra martedì e mercoledì dal fuoco di carri armati israeliani. Un massacro, una strage che ricorda l'Iraq. I panzer israeliani sono penetrati nuovamente nell´abitato di Beit Hanun, nella Striscia di Gaza dopo che ieri si erano ritirati, non sensa fare altri dieci morti lungo la strada. Ufficialmente l'operazione militare "Nuvola d'autunno" che aveva visto già 56 morti tra i palestinesi sembrava conclusa. I carri armati, pur sparando e facendo altri morti nei villaggi vicini, si stavano ritirando. Poi, all'improvviso, nella notte il dietrofront. A Beit Hanoun si è sentito un tremendo boato, verso le sei di mattina. Un colpo di cannone ha centrato la casa della famiglia Atamne a Beit Hanoun. Subito dopo la popolazione è scesa in strada per accertarsi dell'accaduto e per assistere eventuali feriti, e sulla folla sono caduti altri colpi di cannone.

I corpi senza vita, per strada e sotto le macerie - ad una rapida conta in ospedale - sono 18, tra di loro ci sono almeno cinque bambini e quattro donne. Più tre militanti delle Brigate Ezzedin al Qassam. Tutti e undici i membri della famiglia Atamne sono morti. Ma secondo l'ex ministro palestinese Sufian Abu Zaida i morti potrebbero essere «fra 20 e 30». I feriti si contano in una quarantina.

Stanotte ci sono stati anche sei morti in Cisgiordania dove nella notte una unità speciale israeliana ha assaltato Yamun, presso Jenin, nel nord. Lo ha riferito la radio militare israeliana. Quattro degli uccisi sarebbero membri delle Brigate dei Martiri di al-Aqsa (Al Fatah), mentre un quinto risulta essere un civile. Sulla identità della sesta vittima non si hanno per il momento indicazioni.

Bene D'Alema: "Ci sono stati 350 morti palestinesi nelle ultime settimane. Questa mattina all'alba sono state massacrate 18 persone, tra cui donne e bambini, al culmine di una scalata di violenze che io credo non sia accettabile». Queste le parole con cui il ministro degli Esteri Massimo D'Alema,al termine dell'incontro con il ministro delegato agli Affari esteri del Marocco Tayeb Fassi Fihri, ha commentato il massacro di Beit Hanoun avvenuto nella Striscia di Gaza. Il vicepremier ha quindi sottolineato la speranza che, da parte palestinese, «non ci sia la ripresa di nessun attacco suicida» e che «l'appello del movimento palestinese Al Fatah non si avveri».

Il ministro degli Esteri ha quindi sottolineato che per sbloccare la situazione palestinese è «fondamentale un´inizitiva internazionale». D´Alema ha anche auspicato « che il governo israeliano voglia agire in questo senso». E ha continuato: «In queste ore da Israele arrivano dichiarazioni contraddittorie.

Il ministro della Difesa Peretz ha annunciato la cessazione delle operazioni a Gaza dopo il massacro di 18 civili di questa mattina, il ministro degli Esteri Livni ha espresso rammarico, mentre altre fonti governative israeliane hanno invece annunciato che le operazioni militari continueranno. Il mio augurio è che le operazioni militari cessino e che si possa riprendere al più presto la via di un rapporto negoziale tra le parti».


IO CREDO, E SONO CERTO, CHE QUESTA NOTIZIA, QUESTA TRAGICA NOTIZIA DEBBA FAR APRIRE GLI OCCHI A CHI GUARDA SOLO IL PROPRIO "ORTICELLO".

LA PACE SI FA IN DUE, LA PACE E' REALIZZABILE, MA CON QUESTI METODI NON SI ARRIVA DA NESSUNA PARTE.
LA GUERRA PORTA MORTE E LA PORTA SOPRATTUTTO TRA I I CIVILI.
CONDIVIDO IN PIENO LE PAROLE DEL MINISTRO DEGLI ESTERI ITALIANO, MASSIMO D'ALEMA.

ALTRO CHE ELEZIONI IN USA...QUESTA NOTIZIA E' VERAMENTE DRAMMATICA, ANCHE PERCHE' SICURAMENTE PORTERA' AD UN ESCALATION DEL TERRORISMO DI MATRICE ISLAMICA (SEPPUR FOMENTATO DALLE OPERAZIONI MILITARI ISRAELIANE...)

IO RIPETO, VOGLIO L'ESISTENZA DI ENTRAMBI I PAESI, MA COSI PERO NON C'E' LA POSSIBILITA' DI ARRIVARCI....PURTROPPO....BASTA CON QUESTA GUERRA INFINITA!




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6 novembre 2006

PER RINASCITANAZIONALE SONO IN DUE A SBAGLIARE.

L´operazione "Nuvole d´autunno" sferrata a Beit Hanoun non si ferma. E non si fermano i lanci di razzi Qassam da parte delle milizie di Hamas su Israele. Tre ne sono caduti nel sud di Israele –quaranta da mercoledì- e tre persone sono rimasta ferite in modo lieve. Domenica altri due palestinesi sono stati uccisi nella cittadina di Beit Hanoun e a Beit Lahiya: un militante dell'ala militare di Hamas e un membro delle forze di sicurezza vicine al presidente Abu Mazen. A Beit Hanun, su cui si concentra l'operazione israeliana, carri armati e ruspe hanno circondato l'ospedale. Il vice direttore della struttura, Nasser Raduane, ha detto che «i soldati dai megafoni hanno intimato di chiudere le porte e di non fare uscire o entrare nessuno, altrimenti avrebbero sparato».

SPARA TU COSI POI SPARO IO...ANZI SPARIAMO INSIEME CHE E' ANCORA MEGLIO.

DUE POPOLI DIVISI ORMAI DA TROPPO ODIO, UNA PACE MOLTO LONTANA.
ENTRAMBI I POPOLI CHE NON VOGLIONO LASCIARE LE LORO POSIZIONI.
PER UN SOLDATO EBREO RAPITO 100 CIVILI PALESTINESI UCCISI DALL'ESERCITO ISRAELIANO.
E PER OGNI PALESTINSE MORTO 1 RAZZO QASSAM CONTRO ISRAELE.

LA SITUAZIONE ORMAI VA PEGGIORANDO DI GIORNO IN GIORNO...
...E SE SEI OBIETTIVO TI DANNO DEL NAZISTELLO...







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5 novembre 2006

SADDAM CONDANNATO A MORTE.

(Ap)

RinascitaNazionale è contrario per principio ad ogni tipo di condanna a morte.

Se fosse per me, lo sbatterei in prigione e butterei la chiave.

Inoltre temo che l'esecuzione del rais comporterebbe una forte escalation delle violenze e degli attentati in Medio-Oriente e soprattutto in Iraq.

Consideriamo che Amnesty International e anche l'Alto commissariato Onu per i diritti umani la pensano come me.

E voi lettori, del mio blog, cosa ne pensate?




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24 ottobre 2006

SI PUO' CRITICARE ISRAELE?



Le ultime notizie che provengono da Israele sono veramente sconcertanti.

Cercherò di fare chiarezza: oggi tutti i quotidiani "seri" hanno riportato una notizia secondo me molto grave. Israele ha ammesso per la prima volta di avere usato bombe al fosforo nei 34 giorni di guerra in Libano. A rivelarlo è il ministro Yaakov Edri (Kadima, rapporti con il parlamento) in risposta alla interpellanza della capogruppo del Meretz (la sinistra pacifista) Zahava Galon.

Vi rendete conto della gravità dell'accaduto? Sono state utilizzate delle armi che le convenzioni internazionali vietano categoricamente!

Un atto, secondo me, che dovrebbe far riflettere su quei sbagli politici-militari che fanno del male soltanto allo stato di Israele. Sapete che io sono per la costituzione e l'esistenza sia dello stato palestinese che israeliano, quindi non cominciate a darmi del "nazistello". Io sono per la politica dell'equivicinanza, attuata perfettamente dal nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema.

Però quando si sbaglia bisogna riconoscerlo. Ho cercato di spiegarlo in alcuni siti sionisti di stampo berlusconiano, e mi sono preso soltanto i soliti insulti di chi sa, ma è meglio tacere ed insultare.

I proprietari di tali blog non capiscono che cosi fanno del male solo e soltanto a quell'importante processo di pace e di dialogo che chi ha un pò di sale nella zucca, riconosce come indispensabile e necessario.

Non gli si può dire che Israele sbaglia in certe politiche, che subito cominciano ad insultarti, a darti del nazista etc etc...

Inoltre, tanto per rimanere in tema, è notizia di poche ore fa di un'ulteriore sbaglio della politica israeliana: centinaia di costruzioni illegali sono state erette negli ultimi anni in decine di insediamenti israeliani in territorio palestinese. È quanto emerso da un'indagine della Difesa israeliana, durata due anni e tenuta segreta all´opinione pubblica e agli Stati Uniti, con cui ora si rischia un caso diplomatico. Lo studio, riportato dal sito di Ha´aretz, era stato presentato agli ultimi due ministri della Difesa, Shaul Mofaz e Amir Peretz.

Secondo una fonte citata dal giornale si tratta di materiale «politicamente e diplomaticamente esplosivo». «Le costruzioni», ha riferito la fonte, «sono andate avanti per anni, in chiara violazione della legge e delle regole di buon governo».

Tre anni fa, in una serie di colloqui con le autorità Usa, Israele si era impegnato nella costruzione di nuovi edifici sono in vecchi insediamenti nei pressi di sobborghi già esistenti. Ma i dati emersi dall'indagine dimostrerebbero che lo Israele non ha tenuto fede ai suoi impegni. Dallo studio risulta infatti che i dati rilevati sul terreno divergono da quelli largamente inferiori forniti dall'amministrazione civile israeliana in Cisgiordania. La maggior parte delle nuove costruzioni sono state erette in aree disparate e lontane dai territori indicati. In molti casi sarebbero stati edificati persino degli appezzamenti di terreno di proprietà di privati palestinesi. Ciò è quanto sarebbe avvenuto nelle aree di Ofra e Mevo Horon.

La ricerca, compiuta da un ex ufficiale in pensione, Baruch Spiegal, e da alcuni suoi collaboratori, rischia di cadere nel dimenticatoio. Secondo il giornale alti funzionari dell'amministrazione avrebbero attivamente impedito la trasmissione di dati reali alla difesa per «solidarietà ideologica con i coloni». «La Difesa non ha interesse a conservare queste informazioni», ha riferito la fonte:. «Potrebbero causare difficoltà diplomatiche con gli americani e provocare uno scandalo».

Nella sostanza lo studio confermerebbe le accuse più volte avanzate da movimenti pacifisti e per la difesa dei diritti umani, come Peace Now. Secondo questo movimento nei primi otto mesi di quest' anno sono state emesse gare d' appalto per 952 nuove case negli insediamenti, un numero sostanzialmente simile a quello rilevato nello stesso periodo nel 2005. Haaretz non ha fornito i dati numerici contenuti nello studio della difesa.

Un portavoce del ministero della difesa ha confermato l' esistenza dello studio ma si è rifiutato di discuterne i risultati e le conclusioni affermando che si tratta di materiale non ancora sottoposto al governo. Una fonte a conoscenza dello studio, citata da Haaretz, ha detto: «Tutti parlano dei 107 avamposti (illegali) ma si tratta di poca cosa se paragonata a ciò che succede nei vecchi insediamenti, in quelli "legali". Là lo sviluppo edilizio sta andando avanti da anni, in flagrante violazione delle leggi e delle regole di buon governo».

La comunità internazionale considera illegali tutti gli insediamenti eretti da Israele nei territori occupati dal 1967.


...E ORA CONTINUATE A DIFENDERE ISRAELE  ANCHE IN QUESTA OCCASIONE...VERGOGNATEVI!




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22 ottobre 2006

LA STRANA COPPIA DI AMICI.

 

L'Italia, "culla della mafia", non ha nulla da insegnare alla Russia.

Queste le parole del fraterno amico russo ex kgb di Berlusconi, Vladimir Putin...e i comunisti???




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20 ottobre 2006

QUESTE SONO PAROLE CHE FANNO MALE ALLA STORIA.

 Il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad è tornato ad attaccare Israele e "i sostenitori del regime sionista", in occasione delle manifestazioni anti-israeliane, organizzate in tutta la Repubblica islamica in occasione della 'Giornata di Qods' (Gerusalemme in arabo), che hanno visto decine di migliaia di persone scendere in strada nelle più grandi città del Paese per partecipare a manifestazioni organizzate dal regime.

Il leader di Teheran ha parlato di nuovo dell'Olocausto come di una "falsa leggenda" usata dagli Usa e dalla Gran Bretagna per "ricattare gli altri Paesi". "Con la benedizione di Dio - ha sottolineato il presidente iraniano - questa falsa leggenda è stata confutata grazie agli sforzi della gioventù di Palestina e ai vittoriosi leader dell'Hezbollah libanese".

"Ogni nuovo attacco" da parte di Israele e dei suoi "sostenitori" riceverà "una vendetta", ha minacciato Ahmadinejad. Durante le manifestazioni sono stati scanditi gli slogan di 'Morte a Israele' e 'Morte all'America'. Accanto alle fotografie della Guida suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, campeggiavano quelle del leader dell'Hezbollah libanese, Hassan Nasrallah. Proprio al conflitto in Libano tra Israele e le milizie dell'Hezbollah è sembrato riferirsi in particolare Ahmadinejad quando, rivolgendosi idealmente a quelli che ha definito "i sostenitori del regime sionista", ha avvertito: "Ogni nuovo attacco e ogni nuovo crimine che possiate programmare riceverà una giusta vendetta".

Per Ahmadinejad, Israele è destinato a non sopravvivere. ''Questo regime - ha detto - finirà. Voi occidentali dovreste sapere che ogni governo che appoggia il regime sionista non otterrà alcun risultato se non l'astio della gente. E l'odio delle popolazioni della regione sta ribollendo''.

Il presidente iraniano ha anche minacciato l'Europa che "potrebbe subire le conseguenze negative" di un'escalation di rabbia in Medio Oriente per il sostegno assicurato dall'Ue a Israele. "Abbiamo avvertito gli europei che gli americani sono molto lontani, ma voi siete i vicini dei Paesi di questa regione. Vi informiamo che questi Paesi sono come un Oceano che si sta gonfiando, e se inizia la tempesta, le sue dimensioni non rimarranno limitate alla Palestina e potreste subirne le conseguenze negative", ha aggiunto.

Nel suo discorso Ahmadinejad ha attaccato anche il Consiglio di sicurezza dell'Onu. "Tutto il mondo sa che Stati Uniti e Gran Bretagna sono nemici della nazione iraniana e ora siedono nel Consiglio di Sicurezza dove agiscono come giudice ed esecutore - ha detto - Questa forma di Consiglio di sicurezza non è più legittima, così come non lo sono le sue risoluzioni, nessuno può più accettare questo modo di prendere le decisioni".

Il presidente iraniano ha anche annunciato una iniziativa destinata a sollevare nuove polemiche: "Vogliamo formare un gruppo per esaminare le reali dimensioni dell'Olocausto, ma vogliamo essere sicuri che qualsiasi risultato venga raggiunto, nessuno dei suoi membri venga perseguitato o arrestato", ha detto Ahmadinejad.

Il presidente iraniano ha già provocato proteste in tutto il mondo per aver definito l'Olocausto degli ebrei "un mito" e per averne messo dubbio le dimensioni. Teheran ospiterà in dicembre una conferenza sull'Olocausto che si preannuncia come un appuntamento dai contenuti fortemente antisemiti.

PAROLE GRAVISSIME. PREFERIREI NON COMMENTARE ALTRIMENTI POTREI SPUTARE TUTTA LA MIA RABBIA CONTRO CHI HA PRONUNCIATO TANTO ODIO E TANTE FALSITA' .
LA PACE, GRAZIE A QUESTI PERSONAGGI QUI, (VEDI PURE BUSH), E' MESSA OGNI GIORNO IN SERIO PERICOLO.





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20 ottobre 2006

L'AMICO GEORRRGE AMMETTE: "L'IRAQ SEMBRA IL VIETNAM".

L'offensiva del Tet, Martin Luther King. A venti giorni dalle elezioni di midterm (7 novembre), due grandi storie del passato piombano come fantasmi in una delle più incerte sfide elettorali nella storia del Congresso americano.

Sono trascorsi più di trentotto anni da quel pomeriggio del 4 aprile, quando James Earl Ray freddò con un colpo di fucile alla gola il leader dei neri d'America; e ne saranno passati trentanove il prossimo gennaio da quando i guerriglieri vietcong, appoggiati dall'esercito di Ho Chi Minh, lanciarono il più grande attacco contro i militari Usa in Vietnam. In quasi quattro decenni l'America ha cambiato volto, pelle e nemici, ed ecco che nell'epoca della guerra al terrorismo globale il Vietnam e le marce antirazziste del Sud ritrovano notorietà.

Da quando è iniziata la guerra in Iraq molti paragoni sono stati fatti con la "palude vietnamita"; a volte reali, a volte forzati, spesso inesistenti. Chi li aveva sempre rifiutati era stata la Casa Bianca, per l'amministrazione Usa un qualsiasi paragone con la guerra e l'onore perduto nelle risaie del sud-est asiatico era fuori luogo. Fino a ieri, quando il presidente Bush ha ammesso che un'analogia esiste.

In un editoriale sul New York Times Thomas Friedman aveva scritto che la vera "sorpresa di ottobre" era l'offensiva della Jihad in Iraq, "equivalente all'offensiva del Tet": che militarmente fu un fallimento ma che fu invece un grande successo di propaganda per il suo impatto emotivo sull'opinione pubblica americana, che da allora cambiò atteggiamento sulla guerra in Vietnam. Quando George Stephanopolous, l'ex consigliere di Bill Clinton diventato commentatore di punta della rete televisiva Abc, ha chiesto a Bush cosa pensava delle parole di Friedman, il presidente ha risposto: "Potrebbe essere nel giusto, c'è sicuramente un aumento del livello della violenza man mano che ci avviciniamo alle elezioni".

La Casa Bianca ha poi precisato che il paragone non era tra le due guerre, ma solo "con la propaganda che accompagnò l'offensiva del Tet. Il presidente ha ribadito cose che aveva già detto, che il nemico sta cercando di scuotere la nostra determinazione".

Ai democratici non è parso vero. Della guerra in Iraq hanno fatto l'argomento di punta della campagna elettorale, diversi candidati del partito dell'asinello sono veterani dell'Iraq critici della Casa Bianca e con le notizie che arrivano dal Golfo (ieri il numero dei soldati Usa uccisi ad ottobre è salito a 72) le loro speranze di scalzare i repubblicani da alcune roccaforti aumentano ancora.

Quella di Luther King è un'altra storia. In uno spot elettorale, diffuso in tutte le tv del Sud e finanziato dalla "National Black Republican Association", si sostiene che l'eroe del movimento per l'uguaglianza razziale era repubblicano. Nello spot due donne nere lo elogiano: "Martin Luther King era un grande uomo", dice la prima; "lo sapevi che era repubblicano?", chiede la seconda spiegando come siano stati i democratici ad inventare il Ku Klux Klan.

Le reazioni non si sono fatte attendere. Il deputato democratico John Lewis, che ha partecipato negli anni Sessanta alle marce di protesta al fianco di King, ha definito lo spot "un insulto alla memoria e all'eredità di Martin Luther King, un affronto a tutti i valori per cui si è battuto". Accuse cui Frances Rice, militante repubblicana e presidente dell'associazione dei repubblicani neri ha replicato: "Eravamo tutti repubblicani in quel periodo, erano i democratici a mirare gli idranti contro di noi e ad aizzare i loro cani contro le nostre dimostrazioni".

Che fino agli anni Sessanta i neri siano stati difesi più dai repubblicani che dai democratici è un dato di fatto. Dai tempi della guerra civile (persa) fino a quelli di Kennedy, tutti gli Stati del Sud erano in mano ai democratici, democratici erano gli schiavisti, democratici i più noti politici che si battevano per mantenere la segregazione razziale. Nel 1960 però Martin Luther King votò democratico. John Kennedy, il futuro presidente, aveva contribuito a farlo liberare dal carcere dopo un accorato appello del padre (Martin Luther King Senior) che a liberazione avvenuta promise di portare almeno dieci milioni di voti neri ai democratici. Furono molti di meno, perché all'epoca John Kennedy era - come il suo partito - un sostenitore ancora molto timido del movimento per i diritti civili. Ma Luther King Junior votò per lui, e quattro anni più tardi per Lyndon Johnson, anche lui democratico.

Se il Gop cerca consensi tra i neri, i democratici tentano di conquistare il voto dei "latinos". Una bella mano gliela hanno data ieri proprio i rivali, quando si è scoperto che migliaia di lettere intimidatorie che invitavano gli ispanici della California a non recarsi alle urne ("altrimenti sarete messi in prigione o espulsi dagli States") erano state inviate dalla campagna repubblicana.

VI PREGO, QUALCUNO SPIEGHI A BUSH CHE NOI "COMUNISTI" LO AVEVAMO AVVERTITO. ERA E RIMANE UNA SPORCA GUERRA.

...E ORA, I CITTADINI DI TOCQUEVILLE E I FACINOROSI FASCISTI-FORZISTI CHE HANNO SEMPRE DIFESO QUESTA SPORCA GUERRA DI INVASIONE, COSA HANNO DA DIRE?

COME DIFENDERE IL LORO AMICO GEORRRGE...???
HO L'IMPRESSIONE CHE IL PRESIDENTE DEGLI USA NON SA PROPRIO COME USCIRNE DALL'IRAQ...IO GLI SUGGERISCO DI FARSI AIUTARE DAI NOSTRI AMICI ITALIANI CHE TANTO LO HANNO OSANNATO. GIUSTO? DAI SU COMINCIATE A TROVARE UNA SOLUZIONE...MA INTANTO VI SUGGERISCO IO UNA COSA: SVEGLIATEVI!!!




permalink | inviato da il 20/10/2006 alle 9:59 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa

16 ottobre 2006

L'ITALIA NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA ONU. PRODI: "UN PLEBISCITO, UN FATTO STORICO".



Grazie...e chi vuol capire capisca...se non capite peggio per voi...non penso che bisogna spiegare, altrimenti umilierei tutti i miei  amici di destra...svegliatevi!




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