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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
26 ottobre 2008

2'500'000 - DUE MILIONI E MEZZO




20 giugno 2008

ERA ORA

Finalmente, anche Veltroni ha capito che con Silvio Berlusconi e la sua gente è impossibile dialogare: "Non ci siamo, onorevole Berlusconi. Oggi siamo noi a dirlo, in autunno sarà una larga parte degli italiani che noi chiameremo a raccolta per un'azione di protesta e di proposta in tutto il Paese e culminerà con una grande manifestazione nazionale". Era ora, dico io; anche perchè soltanto Antonio Di Pietro rappresentava l'unica e seria opposizione al governo personale del "Cainano", portando attacchi giustificati e continui al premier ed ai suoi "fedelissimi" (il video che ho postato ne è una dimostrazione). Dopo la nuova legge salva-Berlusconi "nascosta" a dovere nel decreto sicurezza, "cucita su misura" proprio per il leader del popolo delle (sue) libertà per fargli evitare una possibile condanna per corruzione "nel processo Mills", si sta svegliando anche il Partito Democratico, e ribadisco: era ora. Berlusconi, continua Veltroni, "è incapace di distinguere l'interesse privato da quello pubblico": chi può negarlo? Giusto Bondi e Bonaiuti. Si parla finalmente di opposizione intransigente: ed io appoggerò questa nuova linea politica, per quanto mi senta politicamente più vicino a quella "dipietrista". Abbiamo cercato il dialogo, è stato rifiutato, non abbiamo niente da rimproverarci: ora opposizione dura e senza paura! Era ora. Infine lasciatemi chiedere al Prof. Romano Prodi di "rimanere presidente del Pd": abbiamo ancora bisogno di lui, di una persona onesta e seria che aveva capito quali erano i mali dell'Italia, anche se è noto: gli italiani preferiscono i populisti, i venditori di sogni. Ora saranno accontentati.


13 maggio 2008

NON DIMENTICHERO' MAI QUANDO SILVIO BERLUSCONI...



Non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi,
in seguito alla vittoria elettorale di Romano Prodi, cominciò a tirare fuori il sospetto dei "brogli" da parte del centro-sinistra, mettendo quindi in discussione la stessa democrazia italiana; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi minò continuamente le fondamenta del governo Prodi tramite spallate e presunte compravendite di senatori della maggioranza; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi rifiutò qualsiasi apertura al dialogo con il legittimo governo Prodi, neanche per le riforme costituzionali; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi votò e fece votare sempre contro qualsiasi decreto legge promosso dal governo Prodi, anche se risultasse palesemente a favore delle classi più bisognose e, più in generale, del sistema Italia; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi decise di "scatenare" i suoi media (giornali e televisioni) per "rintontire", tramite "lavaggio del cervello", i cittadini italiani (un esempio: l'Italia non è mai stata tanto sicura, eppure ci sentiamo sempre più insicuri. Avete capito perchè?); non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi agitò più volte il "demagogico" spettro dei comunisti, mangiatori di bambini, demonizzando di fatto l'avversari politico. Ora, per tutte queste osservazioni, non vedo perchè il Partito Democratico debba tendere la mano al governo Berlusconi e cadere nella trappola del finto-buonista. Riuscirà mai Walter Veltroni a capire che per recuperare voti serve un opposizione forte? I berluscones ci hanno martellato giorno dopo giorno su ogni questione, "catturando" cosi il voto dei cittadini, e noi che facciamo? Porgiamo ancora l'altra guancia? Ma vogliamo anche noi rendere la vita difficile a questa gente qua? Sarebbe talmente facile, quasi come sparare sulla croce rossa! Esempio: rete4, ha appena trasmesso in prima serata il discorso politico di Silvio Berlusconi alla Camera. Non vi ricorda Ceausescu con il suo "proclama" serale? Ma che razza di democrazia c'è in Italia? E l'informazione libera ed indipendente davvero  è rappresentata soltanto da Marco Travaglio? Perchè c'è questa sorta di paura nell'attaccare Silvio Berlusconi? Perchè nessuno gli ricorda il conflitto d'interessi, le leggi ad personam, il rilancio della lotta all’evasione fiscale, la funzionalità della giustizia, la trasparenza dei mercati, la pluralità dell’informazione, la lotta alla “Casta”, gli sprechi nella pubblica amministrazione, la lentezza e la farraginosità della burocrazia, la questione della Rai come servizio pubblico, la scandalosa vicenda Europa/-Rete4 ed il connesso rispetto delle Direttive e delle sentenze degli organismi di controllo? Un momento, non sono il solo a ragionare in questo modo: c'è Antonio Di Pietro che la pensa come me. A questo punto, la mia iscrizione all'Italia dei Valori si fa sempre più vicina. E ne sono fiero.


23 aprile 2008

ANTIFASCISTI DI TUTTA ITALIA, UNITEVI!



Silvio Berlusconi, attraverso il giornale di famiglia diretto da Mario Giordano, ha deciso di muovere guerra al movimento partigiano, alla Resistenza, ai valori che la festa della Liberazione da sempre infonde a tutti gli italiani.
Per mezzo di tal Giordano Bruno Guerri (dipendente di Arcore) si permette il lusso di affermare che la festa del 25 aprile è "una festa che divide"; segue un' intervista al sindaco di Alghero «che ha vietato Bella Ciao», e un altro pezzo sul sindaco di Milano che quest'anno diserta il corteo («e anche il primo maggio» perché non sarà in città, ma, assicura, ci sarà una rappresentanza della giunta), e due articoli contro l'Anpi, l'associazione dei partigiani. Ebbene, senza dubbio, si tratta di un attacco diretto e frontale nei confronti di coloro che rappresentano il meglio dell'Italia, la parte giusta, valorosa, coraggiosa e democratica; ma c'è da fare un'altra considerazione: attaccare la Resistenza partigiana significa allo stesso tempo attaccare anche il cuore della Repubblica italiana, la stessa Costituzione, nata dal sangue di coloro che si sacrificarono per la libertà e l'indipendenza della nostra Patria. Vogliono riscrivere la storia, vogliono equiparare i fascisti ai partigiani, vogliono dirci quale canzone cantare e addirittura, come ha affermato testualmente Gustavo Selva, senatore uscente del Pdl (quello che ha adoperato un'ambulanza per presenziare in una trasmissione tv in un giorno di blocco del traffico), "abolire la festa nazionale del 25 aprile". La deriva neofascista cui stiamo assistendo sta ormai assumendo connotazioni sempre più reazionarie: i fascio-forzisti vogliono colpire i valori più forti su cui è stata costruita la nostra Repubblica Democratica, in linea di continuità con quanto stava accadendo nel quinquennio berlusconiano 2001-2006. Sotto le insegne del "Popolo delle Libertà" (libertà dichiaratamente demagogica e populista, commerciale e pubblicitaria), "sputano sul piatto dove mangiano", dimenticando che se oggi possono dire e fare quello che ritengono più opportuno nel loro percorso politico, lo devono proprio a quegli uomini e a quelle donne che, rinunciando alla propria vita privata, andarono a battersi per riconquistare democrazia e diritti, duramente calpestati dal regime dittatoriale fascista. Come afferma Walter Veltroni: "ll 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, per ricordare il giorno in cui è stata restituita la libertà di dire ciò che si pensa, la libertà di votare, la libertà di stare in un partito, di fare un sindacato e di essere ebrei senza finire in un campo di sterminio. Non ci deve essere nessun italiano che considera questo giorno altro che una festa di tutti gli italiani, la festa della Liberazione". Quindi, cari lettori del mio blog, faccio un appello a voi e alla vostra sensibilità politica: il 25 aprile non andate al mare, non andate in montagna, non rimanete a casa ma partecipate alle manifestazioni, alle iniziative e ai cortei, in programma nelle varie città d'Italia, che celebrano la Liberazione dell'Italia e la riconquistata Libertà. Per quanto mi riguarda sento il dovere morale e politico di partecipare al corteo di Roma che muoverà da Porta S. Paolo (appuntamento alle 11) a piazza del Campidoglio. Vi aspetto, sperando che saremo in tanti a cantare a squarciagola quell'inno di libertà, indipendenza e democrazia che risponde al nome di "Bella Ciao". Antifascisti di tutta Italia, unitevi!


19 aprile 2008

CITIZEN BERLUSCONI



Estratto da "Citizen Berlusconi", un'inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese nel 2003, programmato da diverse emittenti americane ed europee ma che finora nessuna televisione italiana sia pubblica che privata ha voluto mandare in onda. Si tratta di un’analisi approfondita e documentata dell’ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all’estero anche ambienti diplomatici di Roma pur di evitarne la diffusione; tuttavia è andato in onda in molti paesi ed è possibile venirne a conoscenza liberamente tramite alcuni siti internet. Cliccando qui, troverete l'intero documentario della trasmissione americana "Wide Angle", con i sottotitoli in italiano. Forse Walter Veltroni avrebbe fatto bene ad attaccare in maniera più intelligente e sistematica il suo diretto avversario, chiedendogli spiegazioni soprattutto sul suo passato ed ovviamente riguardo le innumerevoli vicende criminali che vedono coinvolto Silvio Berlusconi; forse la tattica del "è meglio non nominarlo" mentre il Cavaliere attaccava a spada tratta (rilanciando anche la favoletta dei comunisti) si è rivelata inutile, specie in un Paese ignorante come quello italiano. Eppure sarebbe bastato diffondere questa inchiesta per aprire gli occhi a tanti italiani indecisi, soprattutto quelli con un minimo di onestà intellettuale (anche se ultimamente sto pensando che Silvio Berlusconi rispecchi realisticamente ed in negativo gran parte della società italiana). Ma il sottoscritto non si arrenderà mai e, per mezzo del suo blog, ha deciso di continuare la sua lotta per la verità e la giustizia in politica, di difesa dei valori partigiani e costituzionali, di controllo e di critica nei confronti del futuro governo Berlusconi/Bossi. Io sarò sempre presente, sempre.


28 marzo 2008

CHI DI PORCELLUM FERISCE DI PORCELLUM PERISCE

 

Mentre Giuseppe Ciarrapico va ad aprire a Latina (o dovrei dire Littoria?!) la campagna elettorale per diventare senatore del Popolo delle Libertà al museo "Piana delle Orme", museo della memoria fascista, affermando tranquillamente di essere un "camerata non pentito", Silvio Berlusconi comincia ad avere seriamente paura di perdere le prossime elezioni politiche, soprattutto per un possibile pareggio al Senato. E badate bene: le potrebbe perdere proprio per colpa di quella legge di riforma elettorale, il famoso "Porcellum Calderolum", realizzata "ad hoc", durante il suo governo, per cercare di ottimizzare al massimo i voti della perdente ex "Casa delle Libertà". Walter Veltroni, mettendo avanti il bene del Paese, e sapendo di partire in svantaggio (e quindi di avere anche la "convenienza politica" a lasciare il "porcellum" come sistema elettorale), aveva più volte offerto a Silvio la possibilità di un accordo bipartisan per cercare di attuare una seria riforma elettorale che portasse ad una forte stabilità dopo i risultati delle elezioni. Berlusconi non ha ceduto, ha voluto le elezioni ad ogni costo; e forse, molto probabilmente, se ne pentirà. Appena due giorni fa IPR marketing ci presenta i dati di una simulazione clamorosa: cosa potrebbe succedere al Senato, a fronte di quattro scenari di risultati diversi, dal n°1 (più favorevole al Cavaliere) al n°4 (meno favorevole). In parole povere, solo nello scenario più favorevole a Berlusconi, questo avrebbe soltanto 5 senatori di vantaggio, mentre negli altri tre scenari sarebbe parecchio lontano da una pur minima maggioranza. Un Senato difficilmente governabile tanto che il Carrozzone delle Libertà (pur imbarcando al suo interno fascisti e diniani), nell'ipotesi più favorevole a Berlusconi e Fini, potrebbe raggiungere 160 seggi contro i 155 del complesso delle opposizioni (esclusi i 7 senatori a vita) e avere quindi una maggioranza molto risicata, probabilmente insufficiente a garantire la governabilità del Paese. Riporto le parole del giornalista Massimo Razzi: "L'altro dato importante riguarda i due partiti intermedi (Sinistra Arcobaleno e Udc) che, in queste ipotesi, conquisterebbero insieme una trentina di seggi finendo per contribuire al formarsi di un'opposizione parlamentare che in tre scenari su quattro supererebbe la maggioranza. Da notare, infine, che in nessuna regione (stiamo sempre parlando del Senato) una delle due coalizioni maggiori arriverebbe a superare quota 55%. Nel 2006 questo era successo in Lombardia, Veneto e Sicilia (per il Polo) e in Emilia, Toscana, Umbria, Basilicata e Calabria (per l'Unione). Ne consegue una situazione in cui, in ciascuna regione, il vincitore prende il 55% dei seggi e i perdenti si dividono il 45% sempre che altri partiti, oltre ai due maggiori, superino la soglia dell'8%. Quattro scenari. Le ipotesi possibili sono quattro: la prima parte dal presupposto che il Pdl conquisti tutte le regioni in bilico, tranne l'Abruzzo (tenuto dal Pd-Idv); in questo caso, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi raggiungerebbe una maggioranza di 5 seggi (160 senatori contro 155 dell'opposizione). Sinistra Arcobaleno e Udc, infatti conquisterebbero senatori in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia (Sinistra Arcobaleno) e Veneto, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia (Udc). Sono le regioni in cui i due partiti si trovano intorno alla soglia dell'8%. D'altra parte, se non riuscissero a superarla, i loro seggi andrebbero, in ciascuna regione, a vantaggio della coalizione sconfitta e non di quella vincitrice. Questo perché, come accennato prima, in nessuna regione qualcuno supera il 55% dei voti. Gli altri scenari muovono dall'idea che il Partito Democratico-Idv riesca a tenere, oltre all'Abruzzo, anche il Lazio. In questo caso, il complesso dell'opposizione (Pd-Idv, Sa, Udc) pur non essendo ovviamente in grado di formare una maggioranza, avrebbe un vantaggio di 7 seggi (161 contro 154) rendendo di fatto impossibile il governo della coalizione Pdl-Lega-Mpa. Se poi, il raggruppamento di Veltroni fosse in grado di tenere anche in Calabria, l'opposizione arriverebbe addirittura a quota 164 seggi contro i 151 di Berlusconi. Infine, se al Partito Democratico riuscisse di prevalere anche in Sardegna e Liguria, si arriverebbe addirittura ad una ampia maggioranza per l'opposizione, che potrebbe contare su ben 168 seggi, facendo scendere il Pdl sotto i 150 (147)". Molto interessante, cari lettori del mio blog, non trovate? E facciamo un'altra considerazione: che peso potrebbe avere il cosidetto voto disgiunto? Gianni Guelfi ci fa notare intelligentemente: "Gli elettori della S.A. dovrebbero votare, nelle regioni in bilico tra i due grandi partiti (Liguria, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Calabria), per il PD o l' IDV al Senato. Mentre alcuni elettori di Veltroni e Di Pietro ritornerebbero il favore votando per la banda Bertinotti non solo nelle regioni dove il PD è sicuro vincente (Emilia,Toscana e Umbria), ma anche in quelle dove, come nel Veneto, è dato sicuro perdente. Ciò al fine di consentire alla S.A. di raggiungere il fatidico 8%, utile a rosicchiare senatori a Berlusconi". Andando a sommare queste considerazioni, capiamo bene che Berlusconi sa di non avere più la vittoria in pugno, anzi. Inoltre, aggiungiamo pure che gli ultimissimi sondaggi della giornata vedono il Partito Democratico in forte recupero nei confronti del Carrozzone delle Libertà: il risultato è che Berlusconi si lascia andare a delle dichiarazioni impensabili fino a pochi giorni fa ("attenti, rischiamo di perdere al Senato"). Ma questa volta non si lamentasse. Era stato avvertito da Veltroni, ma ha voluto le elezioni con l'attuale legge elettorale, il "porcellum calderolum": un assurdo sistema elettorale che, in una situazione in cui il Pdl, a livello nazionale mantiene un vantaggio del 5% circa, distribuisce seggi e premi di maggioranza regione per regione con il risultato di un sostanziale "pareggio". Chiudo l'analisi con una frase di mia invenzione e che spero trovi diffusione nella blogosfera italiana: "chi di porcellum ferisce, di porcellum perisce". Yes, we can.


13 marzo 2008

UNA NUOVA "PERLA COMICA" DI SILVIO BERLUSCONI



Siamo alle solite: una nuova "perla comica" di Silvio Berlusconi ha offeso, e sfido a dire il contrario, milioni di italiani. Ad una ragazza che gli chiedeva, nel corso della rubrica del Tg2 Punto di Vista, quale fosse la "ricetta politica" migliore per risolvere il problema della precarietà, il leader del Popolo delle Libertà ha testualmente risposto: "sposi un milionario, magari mio figlio Piersilvio, credo che con il suo sorriso se lo possa certamente permettere" . Insomma,  Berlusconi non perde occasione per fare lo spiritoso, nemmeno di fronte a una delle urgenze più drammatiche del paese.
Per lui tutto è una battuta, anche le problematiche più disperate. Ride e se la canta con Apicella. Giustamente, è subito partita la risposta del leader del Partito Democratico, Walter Veltroni: "le parole di Berlusconi dimostrano una distanza, una separazione dall'ansia di migliaia e migliaia di ragazzi a cui quella ragazza ha dato voce". E il suo vice, Dario Franceschini, si vergogna "come italiano" per quella "offesa insopportabile" a migliaia di giovani "che vivono la precarietà del loro rapporto di lavoro come un'ipoteca sul futuro"; Un'uscita "allarmante", commenta Fausto Bertinotti, "indicativa di una cultura che propone ai giovani una realizzazione fuori dalla loro vita ordinaria". Viste le proposte della destra, aggiunge il candidato premier di Sinistra Arcobaleno, non resta che augurare ai precari "che vincano la lotteria", sebbene la ricetta della sinistra sia quella di "cancellare l'idea della lotteria" a favore di miglioramenti concreti; anche il leader del Partiso socialista, Enrico Boselli, si augura che il Cavaliere chieda scusa e gli dà un consiglio: "E' molto meglio se torna a raccontare barzellette". Ora ragioniamo un secondo: come si dovrebbe sentire un precario, un giovane ed ancora di più una donna, ascoltando le vergognose parole di Silvio Berlusconi? Un pò come quella volta quando nel 2006 Berlusconi disse a Prodi: 'Mica penserà che un figlio di un operaio possa fare l'avvocato?'. Ma ci rendiamo conto che visione della vita ha il leader del Carrozzone delle Libertà? Ma come si permette di infangare e fare battute nei confronti di milioni di italiani che hanno poco da ridere, immersi come sono nelle difficoltà della vita di tutti i giorni. Mi sento profondamente offeso dalle parole di Silvio Berlusconi, anche perchè io stesso, figlio e nipote di operai, sto riuscendo ad ottenere con il massimo dei voti la laurea specialistica in Relazioni Internazionali; certo, con enormi sacrifici per me e per la mia famiglia, ma con la speranza di poter riuscire a garantire per me ed i miei cari un futuro migliore. Si ricordi caro Silvio, che il destino di una generazione non deve essere deciso dalla nascita, bensì dal lavoro, dall'intelligenza e dall'onestà che uno dimostra nel corso della propria vita. Le suggerisco un'ultima cosa: queste "perle comiche", proprie di un capovillaggio e non di un politico, se le tenga per lei e per i suoi giullari di corte. Loro si che rideranno.  


8 febbraio 2008

SULL' ELEZIONI POLITICHE 2008




Mi sono lasciato alcuni giorni per riflettere sulle scelte dei vari leader politici ed in definitiva su come saranno queste elezioni politiche. Non ho ancora tutto chiaro, sarò sincero, eppure devo dire che la mossa di Veltroni mi pare piuttosto "azzeccata". Precisiamo: una mossa politica talmente innovativa che potrà condurre ad una pesante sconfitta o ad una travolgente vittoria, senza l'aiuto dei compagni della Sinistra-Arcobaleno. Veltroni ed il Partito Democratico correranno da soli, in nome della chiarezza e della famosa serietà al governo, al massimo alleati con la lista "Italia dei Valori" di Antonio di Pietro. Correre da soli significa non dover scendere a patti con nessuno e questo potrebbe creare un segnale positivo che la gente potrebbe raccogliere favorevolmente. Nonostante sia difficile vincere le elezioni con questo sistema elettorale resta il vantaggio di iniziare a costruire un cammino lontano dai piccoli partiti. Lo scopo è proprio quello, restare lontani da quei partiti che con una manciata di voti, ottenuti nelle sole province d’appartenenza, possono mettere in bilico, com’è successo, le sorti di una legislatura. Da qui scaturisce la scelta responsabile di correre da soli, basandosi su un proprio programma elettorale da offrire agli elettori, avendo dalla propria parte la certezza che nessuno potrà mettere il bastone fra le ruote, e, se si vince, il programma può essere portato avanti con serenità e tranquillità. E la gente sembra apprezzare davvero tanto:  infatti i cittadini sono convinti che dare la fiducia ad un partito che possa avere caratteristiche di centrosinistra riformista e non massimalista, che corra da solo prendendo le distanze dal resto dei partiti, possa contribuire a modificare il quadro politico italiano in meglio. Aggiungiamo che la Cosa Rossa potrebbe finalmente portare un programma rigorosamente di sinistra, non scontentando più i propri elettori (e non mi pare poco). Bisognerà soltanto capire chi avrà ragione: se la scelta di Veltroni di correre da soli sia fruttuosa o meno o se porterà (speriamo di no) Berlusconi ad avere più voti e più seggi. E' una scommessa e si accettano pronostici da parte dei lettori del mio blog. Per quando riguarda il centro-destra, tengo a sottolineare che la scelta di Berlusconi di far correre Forza Italia ed Alleanza Nazionale in un'unica lista, insieme, ha veramente un qualcosa di fortemente ridicolo. Fi e An insieme in un'unica lista, chiamata Popolo delle Libertà, quel partito che Fini aveva fino a ieri bocciato e totalmente escluso. Fini ci dimostra quello che è: un lacchè della peggior specie, prima con Almirante ed ora con Berlusconi (sarei curioso di sapere cosa ne pensano quegli elettori di An che mai avrebbero immaginato una scelta simile). Ovviamente nel Popolo delle Libertà sarà federata la Lega Nord e l'Udc (o forse no?! Attendiamo le scelte dell'altro lacchè, Casini) e tutti quei partiti che spaziano dai socialisti di Caldoro ai fascisti di Storace e Buontempo, dai neo nazisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore ai Repubblicani di Nucara, dai Pensionati di Fatuzzo all'Udeur di Mastella ed ai vari Giovanardi, Dini e Rotondi; insomma un calderone spaventoso (qualcuno mi spieghi cosa hanno in comune i socialisti coi fascisti!? o i neonazisti con Casini? O Bossi con Storace? E visti gli ultimi fatti, Berlusconi con Fini? Questi due se le sono dette di cotte e di crude ed alla fine, come avevo previsto, eccolo la Fini, tornato all'ovile, senza dire nessun se e nessun ma, rinunciando anche al proprio simbolo). Spero di esser stato chiaro. Mi domando se la scelta vincente sarà quella del Partito Democratico o quella del Popolo "Calderone" delle Libertà. Il futuro della politica, Veltroni, contro il passato funesto, Berlusconi. Dal canto mio, ora come ora, darei il mio voto al Partito Democratico, anche se tra due mesi tutto potrebbe cambiare. Importante, e lo consiglio anche ai miei amici-compagni della sinistra più radicale, è di andare a votare: non disperdete il voto, non annullate la scheda. E' la volta buona che mandiamo a casa Berlusconi e compagnia bella. Obama direbbe "Yes we can", qui a Roma "daje che je la famo!!!".


9 gennaio 2008

DA ANTIGUA, IL NUOVO MESSIA.


 
In un post di alcuni giorni fa, mi ero permesso di affermare che, secondo il mio modesto parere, Silvio Berlusconi soffrisse di qualche forma di malattia nevrotica, nello specifico di una sorta di delirio di grandezza, per cui il paziente ha la convinzione di essere estremamente importante, per esempio di essere stato prescelto da Dio per compiere una missione di fondamentale importanza, o di essere l'unico detentore di conoscenze o poteri straordinari. La storia parla chiaro: il tronchetto con la bandana si è autodefinito l'Unto del Signore, passando per Churchill e Napoleone per poi tornare a definirsi il Gesù Cristo della politica. Ma è notizia di oggi, che il suo delirio di grandezza, è tornato a farsi vivo. Ad un giornalista del Corriere della Sera, che gli ha chiesto a che punto fosse il dialogo con Veltroni, il Cipria ha risposto, testualmente: "io sono il tuo Messia perché posso liberarti dall'abbraccio mortale con la sinistra estrema". Il Messia. Silvio Berlusconi si sente il Messia. Non è la prima volta che se ne esce con delle corbellerie di tal fattura. E la cosa tristemente grave è che lui non scherza. Lo pensa veramente. Ma dalla sua nuova supervilla ad Antigua, tutto è possibile. Tutto è lecito. Ed i pecorones tutti "appecorati" a dargli il voto. Cosi, per fargli risolvere tutte le grane giudiziarie e fargli comprare qualche altra villa in giro per il mondo. Tanto è risaputo: sono tutti soldi puliti. Di mani-pulite.


2 gennaio 2008

CACCIATE LA BINETTI DAL PARTITO DEMOCRATICO


 
Ascoltando le ultime dichiarazioni della senatrice del Partito Democratico Paola Binetti e, sommandole a quelle che ha da sempre rilasciato, mi sorge un dubbio (e che dubbio): ma una cosi, che "c'azzecca" col Partito Democratico? Non sarebbe coerente che andasse a far parte dell'Udeur di Mastella? Dal canto suo, Veltroni ha sempre parlato di un Partito Democratico come unica vera forza riformista in Italia. Ma se vi partecipa una politicante che risponde al nome di Paola Binetti, mi sa tanto che di "riformista" ha solo la sede del partito (un enorme loft diviso in due open space da 650 e 400 metri quadri; niente porte interne, niente pareti, niente stanze e corridoi -  molto american style). "Adesso un'Italia nuova" recita uno dei primi manifesti del Partito Democratico. Ma se questi sono i presupposti, o meglio, se questi sono i componenti del nuovo soggetto politico, più che di Italia nuova si potrà tranquillamente parlare di Italia vecchia, teocratica e clericale, che non avrà niente da invidiare ai vari paesi islamici tanto criticati dai miei amici del centro-destra. Ci vuole coerenza, cari lettori del mio blog, COERENZA (e la mia scheda bianca alle primarie del PartitoDemocratico ne è una prova). Ed in politica, è una qualità piuttosto rara, vero Silvio Berlusconi?


19 agosto 2007

ROBERTO CALDEROLI, IL DIFENSORE DELLA CIVILTA' CRISTIANA!? MA PER PIACERE...



Berlusconi è un fiume in piena
: avrebbe comprato, attraverso una delle sue società, la famosa villa interista villa Belinzaghi, dimora ottocentesca di Cernobbio ed avrebbe intenzione di appoggiare lo sciopero fiscale promosso da Bossi attraverso un tacito assenso e di non cercare nessun tipo di accordo democratico con la maggioranza governativa, dimostrando che non potrà mai essere considerato un serio uomo di stato (ma sicuramente un uomo degli affari suoi).

Intanto, Walter Veltroni va a ridicolizzare le frasi del padano Bossi (??? cosa sia la Padania ancora è un mistero ???):  "Proclamare uno sciopero fiscale per far cadere il Governo è come dire che nulla ci tiene più insieme, se è così questo Paese ha finito di esistere come comunità" aggiungendo che "un'azione del genere ci farebbe sommergere di risate da tutto il mondo".
Si è vero, sarebbe la solita trovata di stampo leghista populista e demagogica, che farebbe male all'italia. Ma questo i forzisti ed i leghisti non lo capiscono. E pensare che ci sono arrivati anche i miei amici di An e dell'Udc.

Anche il segretario di Stato vaticano, Tarcisio Bertone, interviene sul tema dello sciopero fiscale annunciato dalla Lega Nord al termine della celebrazione eucaristica che dà il via alla 28.ma edizione del Meeting di Comunione e liberazione: "Tutti devono pagare le tasse perché «è un nostro dovere» e questo deve essere fatto «secondo leggi giuste»".
E ora cosa penserà Calderoli? Pensa che Bertone, con suddette parole, vada a legittimare lo sciopero fiscale. Ma dico, siamo al completo ribaltamento della verità o sbaglio?!
Risponde alla perfezione il deputato dell'Ulivo Franco Monaco
: "Al cardinale Bertone, che, citando il Vangelo di Matteo e San Paolo, ha ribadito con chiarezza il dovere morale e civile di pagare le tasse, Calderoli attribusce la benedizione della rivolta fiscale proposta da Bossi. Che dire? Sapendo che Calderoli non ci è ma ci fa, non possiamo dargli dell’ubriaco, ma siamo costretti ad essere più severi: c’è un limite nello stravolgere la verità, nella dissacrazione e nel prendersi gioco degli uomini di Chiesa e del loro magistero". E continua: "Scherzino coi fanti e con i celtici ma la facciano finita con la bufala di difendere la civiltà cristiana".
Parole da incorniciare.

Ora spero  nel buon senso dei lettori del mio blog.



28 giugno 2007

L'UOMO NUOVO

 <b>Pd, Veltroni disegna il nuovo partito<br>"Un grande patto generazionale"</b>

E' finito il tempo della politica caratterizzato dalle varie leggi ad-personam, dagli attacchi alla magistratura, dagli inciuci, delle tessere P2, degli stallieri e dei vari casi Sme, Mondadori e All Iberian (qui trovate un articolo molto interessante sul tema).
Dopo una fase della politica italiana, caratterizzata dall'anti-politica, è giunto ora il tempo di cambiare: è arrivato l'Uomo-Nuovo, quello che tutti stavano aspettando, anche da destra (come dice lo stesso
Fini, contro Veltroni non basta l'antipolitica, confermando,  praticamente, che adesso la stanno facendo).
Veltroni rappresenta l'Italia onesta e corretta, amante della Resistenza Italiana e di tutta l'italia; e la destra questo lo sa e non avendo nessun argomento su come attaccarlo, chissà cosa si inventeranno: ma Walter è un politico ma soprattutto una persona onesta, e di questi tempi, sarebbe già un motivo sufficiente per per votarlo.

Ma analizziamo la giornata di ieri e soprattutto il suo discorso, che mi ha profondamente emozionato: un discorso pragmatico, niente scatola dei sogni alla Berlusconi, ma ricco di risposte e di speranze. Andiamo ad analizzare qualche punto, che difficilmente riuscirò a dimenticare:

Riunire l'Italia, farne una grande nazione. Non ci sono due Italie. Basta contrapposizioni: nord-sud, giovani-anziani, lavoratori dipendenti-autonomi
(e chi lo spiega ai miei amici leghisti e forzisti che frequentano il mio blog; pensano che in Italia lavorano solo loro);

Le comunità umane possono convivere solo nella libertà. Una libertà che i nostri padri hanno conquistato a caro prezzo
(il riferimento alla Resistenza Italiana è quello che ho apprezzato di piu, senza dubbio);

Una follia la guerra in Iraq
(spiegalo a Silvio e ai miei amici guerrafondai)


Combattere il vento dell'euroscetticismo
(l'Europa, voluta fortemente dal primo governo Prodi, deve continuare ad essere uno dei punti fondamentali della politica italiana)

Basta con il precariato, i giovani non possono aspettare: serve un nuovo patto generazionale
(se riuscissi a realizzare solo questo punto saresti il più grande statista italiano di tutti i tempi)

L'ambientalismo non vuol dire no a tutto. Sì alla Tav
(non si puo dire sempre NO, anche perchè senza Tav riamaniamo fuori dalla costruzione dell'Europa Unita)

Il sindacato deve tutelare anche i giovani, non solo i lavoratori e i pensionati
(quoto e confermo)

Pagare meno tasse, pagarle tutti.
(spiegalo a chi fa le leggi per depenalizzare il falso in bilancio, a chi evade le tasse, a chi non fa lo scontrino)

La sicurezza è un diritto, non è di destra né di sinistra
(da quando in quà la sicurezza è un tema di destra?; chi metteva le bombe non può certo parlare di sicurezza)

No al bipolarismo etico, basta con gli integralismi e il laicismo esasperato
(è finita l'era del massimalismo; serve il dialogo prima di tutto, senza che si rimane "ancorati" sulle proprie posizioni, senza che il Vaticano continui la sua ingerenza politica nei confronti della politica italiana)

Un piano per la scuola e per l'università, dare lo stesso punto di partenza al figlio dell'operaio e quello del professionista. Talento, merito, pari opportunità
(qui forse si sogna veramente, perchè ormai la società italiana è proprio basata su queste disparità di partenza tra chi ha i soldi e chi no);

Basta con la nostalgia del passato, ci vuole curiosità verso il futuro
E guardiamolo insieme questo futuro Walter.
Con il discorso di Torino mi hai trasmesso tanta fiducia, tanto ottimismo e soprattutto tanta speranza: confermo che è un onore aver potuto rappresentare la tua lista nel mio municipio, e ti confermo il mio totale appoggio e sostegno su qualsiasi cosa tu farai o vorrai fare.
Tu sei l'unico, insieme a Prodi, che ha capito che per cambiare le cose bisogna stare al governo, magari anche con dei compromessi: non bisogna stare solo sulla nave, bisogna guidarla. E tu questo lo sai bene: il dialogo costruttivo è alla base del tuo modo di fare politica, cercando compromessi, convergenze, senza rimanere fermi sulle proprie posizioni. Non servirebbe a niente.


Walter, il tuo cammino è il cammino di tutti gli italiani onesti. Benvenuto e in bocca al lupo.


27 giugno 2007

VELTRONI, MI HAI EMOZIONATO!


 
Vorrei ringraziare personalmente Walter Veltroni per il discorso di oggi che mi ha profondamente emozionato: è lui l'Uomo-Nuovo. Grazie per questi cento minuti di politica vera.

(domani un post speciale e dettagliato su Veltroni e sulla sua giornata trionfale; commenteremo anche le parole di alleati e avversari)





23 giugno 2007

LA SUDDITANZA PSICOLOGICA, MORALE E POLITICA NELLA CDL


 
Questi non muovono una foglia se non hanno l'autorizzazione di Silvio Berlusconi.
Non hanno proprio possibilità di decidere qualcosa: se va bene a Berlusconi si fa, altrimenti no.
Il futuro della Cdl? DECIDE LUI
Il programma della Cdl? DECIDE LUI
La manifestazione (luogo e ora) DECIDE LUI
I candidati alle elezioni amministrative? DECIDE LUI
Luogo dei summit? A  CASA SUA
Feste di partito? A CASA SUA

Come non si fa a parlare di sudditanza psicologica, morale e politica di tutti gli alleati (o meglio sudditi) del re di Arcore?
Tutti che si affrettano a fare da tappettino al cavaliere, con un unico scopo: ricevere l'investitura ufficiale come successore del Cipria. Ma tanto non hanno capito che non c'è speranza.





 

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