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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
16 agosto 2011

SILVIO BERLUSCONI AMICO DEGLI EVASORI FISCALI?

Chi mi conosce ricorderà benissimo le mie lotte contro gli evasori fiscali. Erano i bei tempi prodiani, quando i conti dello Stato italiano cominciavano a sorriderci e la pressione fiscale era ben lontana da quella realizzata e voluta in questi giorni dalla premiata ditta Berlusconi-Tremonti. Eppure la manovra "del mio cuore gronda sangue" (cit. Berlusconi) sembra colpire tutti fuorchè...gli evasori fiscali! Anche stavolta il governo ha scelto di fare cassa colpendo dove è più facile, prendendo di mira, tanto per cambiare, i lavoratori e il ceto medio, i pensionati e gli invalidi (quel poco del welfare State che era rimasto) e ha graziato i grandi evasori che da tempo immemorabile derubano impuniti questo Paese. Chissà cosa pensano i miei amici pecorones-berlusconiani, loro che tanto ostacolavano Prodi e che in realtà, alla luce dei fatti, aveva visto lungo. Gli italiani quelli onesti, pagheranno per i disonesti, per i ladri, mentre evasori e “scudati” stapperanno l’ennesima bottiglia di Dom Perignon inneggiando come sempre al governo Berlusconi che da sempre continua e continuerà a premiare truffatori e deliquenti. Ma stavolta ci sarà battaglia: è ora che gli evasori paghino! E se non sarà questo governo delle tasse a scovarli ci penseremo noi: ovvero tutti quei cittadini onesti che ancora oggi permettono all'Italia di rimanere a galla. E fatemi un favore: come vi dissi alcuni anni fa, chiedete sempre fattura e scontrino fiscale. La rivoluzione deve partire anche da noi.


2 aprile 2009

FURBO IL CAVALIERE...STOLTI GLI ITALIANI!

I giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Milano hanno sospeso fino al 10 dicembre prossimo il processo a carico del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri, imputato di frode fiscale per la compravendita di diritti televisivi e cinematografici. A chiedere la lunga sospensione è stato il pm Fabio De Pasquale in riferimento all'applicazione del pacchetto sicurezza sulla sospensione dei procedimenti non urgenti. Oggi uno dei legali di Confalonieri, l'avvocato Vittorio Virga, ha depositato la procura speciale del suo assistito nella quale si manifestava la volontà di non opporsi alla sospensione del processo, richiesta da De Pasquale. Il presidente di Mediaset deve rispondere di frode fiscale per gli anni 2001, 2002 e 2003. Per la Procura in quegli anni sarebbero state effettuate false dichiarazioni dei redditi per circa 15 milioni di euro. Nelle udienze precedenti il presidente delegato del tribunale di Milano aveva respinto la richiesta di accusa e difesa di riunire la sua posizione a quella degli imputati nel troncone principale. Probabilmente per il 10 dicembre la causa a carico di Confalonieri potrà essere riunita al processo nel quale, imputato, figura anche Silvio Berlusconi dopo che la Corte costituzionale si sarà pronunciata sulla legittimità del Lodo Alfano. E mentre il mondo dell'informazione, come sappiamo totalmente in mano a Silvio Berlusconi, continua a parlare di sicurezza "fittizia" (addirittura continuano ad arrivare "a frotte" centinaia di immigrati al giorno), la vera sicurezza Berlusconi la concede ai suoi "amichetti del quartierino" attraverso il tanto sbandierato decreto sulla sicurezza. Ti fanno il lavaggio del cervello su zingari, immigrati e rumeni ed intanto salvano gli evasori fiscali, i corrotti e i ladri. E gli italiani continuano ad informarsi tramite la televisione. Che è in mano a Berlusconi. Ti piace vincere facile Berluscò? E grazie per l'ultima figura di merda che ci hai fatto fare al G20. Ci facciamo sempre riconoscere vero? BONGO BONGO BONGO...Benvenuti nella repubblica delle banane...e dei pecorones ovviamente!


18 febbraio 2009

IL CASO BERLUSCONI-MILLS: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA

L'avvocato inglese David Mills è stato condannato a quattro anni e sei mesi per corruzione in atti giudiziari dal Tribunale di Milano. Il legale nel luglio del 2004 aveva raccontato ai pm Fabio De Pasquale e Alfredo Robledo di aver ricevuto 600mila dollari dal gruppo Fininvest per dire il falso nei processi in cui era coinvolto Silvio Berlusconi. Il premier era in un primo momento imputato insieme all'avvocato, ma la sua posizione è stata stralciata in seguito all'approvazione del "Lodo Alfano" sull'impunità delle massime cariche dello Stato da parte del Parlamento, norma attualmente al vaglio della Corte Costituzionale. Anche se Berlusconi è al momento fuori dal processo, la sentenza di oggi getta comunque un'ombra pesante anche sul suo comportamento. Secondo il Tribunale, i 600mila dollari bonificati a Mills dalla Fininvest del '98 sono serviti infatti a corrompere il legale inglese per testimoniare il falso - così come sostenuto dalla Pubblica accusa - in due processi che vedevano imputato l'attuale presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (tangenti alla Guardia di finanza e All Iberian). "In un Paese normale - ha denunciato Antonio Di Pietro - il presidente del Consiglio avrebbe già rassegnato le sue dimissioni". "Se Mills è stato condannato in quanto 'corrotto' - prosegue il leader dell'Idv - significa che abbiamo un corrotto, ma anche un corruttore. Ma si sa come vanno le cose in Italia rispetto agli altri paesi occidentali: in America, Obama ha mandato via i ministri che avevano avuto problemi con il fisco; in Italia, se corrompi un testimone, vai a fare il presidente del Consiglio". La notizia trova ampio risalto sulla stampa straniera, che dedica diversi articoli e, in alcuni casi, la prima pagina, al caso e al coinvolgimento diretto del presidente del Consiglio. "Avvocato condannato per corruzione per aver protetto Berlusconi" titola l'International Herald Tribune. Nel pezzo a firma di Rachel Donadio, apparso anche sul New York Times, si mostra sorpresa per il fatto che la notizia, "che avrebbe mandato in fibrillazione il sistema politico di diversi Paesi", non abbia meritato l'apertura dei telegiornali serali italiani. Ampio spazio alla sentenza su Mills sui giornali britannici. Il Guardian alla vicenda dedica diversi servizi, dalla caduta di Mills, "che dopo la tempesta giudiziaria in Italia ha cercato di mantenere un basso profilo", al Lodo Alfano, "considerato una priorità del governo Berlusconi" grazie al quale il premier ha conquistato l'immunità, "e la sentenza di ieri mostra quanto sia stato utile", anche se la Corte costituzionale, rileva sempre il quotidiano britannico, deve pronunciarsi ancora sulla sua legittimità. Per lo spagnolo El Pais, la sentenza "getta un'ombra inquietante" sul Cavaliere, mentre El Mundo richiama in prima pagina il caso Mills, "l'avvocato corrotto da Berlusconi per mentire". Cosa aggiungere? Che l'informazione in Italia è in mano a Berlusconi; che l'Italia dei partigiani sta facendo sempre più strada all'Italia dei corrotti, degli evasori, delle veline e dei pecorones. Mi chiedo: l'Italia si merita tutto questo? Si, grazie a Berlusconi ed ai pecorones acritici-appecorati. Il sottoscritto continuerà a resistere con l'Italia dei Valori.


26 gennaio 2009

BERLUSCONI E LE BATTUTE DA CABARET

"Dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze italiane, credo che non ce la faremmo mai...". Silvio Berlusconi al termine di un comizio a Sassari e' tornato cosi' a parlare dello stupro avvenuto alle porte di Roma. Cosa dire? Come rispondere a tanta ignoranza? Ogni volta che la realtà si incarica di infrangere l’immagine di efficienza dell’esecutivo, dalla crisi economica alla sicurezza, Berlusconi minimizza e ci fa la battuta di cattivo gusto. Battute che potrebbero fare i cittadini italiani al bar, al ristorante, allo stadio, in famiglia. Ma lasciatemelo dire: battute che non possono uscire dal Presidente del consiglio di una democrazia consolidata (per quanto, pure sul "consolidata" avrei da ridire). Il premier tenta di minimizzare le problematiche con interventi da cabaret. E il mondo ci ride dietro. Berlusconi, in realtà, dovrebbe preoccuparsi seriamente di vicende tanto delicate lasciando da parte le battute, che servono solo a nascondere il fallimento di chi, in campagna elettorale, aveva usato come una clava la questione della sicurezza. Militari, ronde, lotta ai clandestini: tutto a puttane! Cosa sarebbe successo se al governo ci fosse stato Romano Prodi? Le urla e gli schiamazzi fascio-forzisti si sarebbero sentiti giorno e notte. Ora che sono al governo loro invece, l'informazione di regime ci vuole far credere che va tutto bene: ed intanto, in verità, andiamo in recessione economica, aumentano gli stupri, aumentano i clandestini, aumentano i disoccupati ed aumentano le famiglie povere . Alziamo la voce contro questo governo-buffone, contro questo presidente del consiglio che non c'è, contro la dittatura dolce che si sta instaurando nel nostro paese. Non smettiamo mai di far sentire le nostre voci.


22 dicembre 2008

LA BUFALA DELLA SOCIAL CARD

Il governo Berlusconi con una mossa populista e demagogica ha inviato un milione e trecentomila lettere ai non abbienti. Ma secondo le prime stime del Sindacato Pensionati Italiani solo 500 mila persone ne beneficeranno. Inoltre solo 2 mila negozi sui 200 mila presenti in tutta Italia hanno al momento aderito all'iniziativa del governo delle (sue) libertà. E non finisce qui: non si potrà usufruire della Carta in nessun mercato rionale dove i prezzi sono più bassi. Senza contare la trafila necessaria per fare funzionare suddetta carta (caf, poste, inps). In definitiva, per i più deboli andrebbero trovate delle vere misure strutturali; la beneficenza lasciamola fare alle dittature. Sempre se l'Italia non è già una dittatura. A quanto pare il video illustra bene la faccenda.     Vero pecorones?


26 novembre 2008

CESARISMO O FASCISMO?

Anche Gianfranco Fini, il futuro leader del Pdl, sembra averne abbastanza di Silvio Berlusconi e del suo fare dittatoriale. Certo, non utilizza termini "dipietristi" ma sicuramente è stato molto chiaro: "C'è il rischio di cesarismo nel partito unico del centrodestra". In quel Pdl - annunciato da Silvio Berlusconi dal predellino di un'auto e che ora dovrebbe muovere i primi passi dopo la convention di scioglimento rapido di Forza Italia, venerdì scorso, e in vista del congresso di An - il pericolo "di cesarismo" è reale, concreto. Visto il modo con cui il Cavaliere si comporta, di solito. Non si poteva essere più chiari e limpidi di cosi. E non finisce qui: "ci vogliono paletti contro il cesarismo e questi sono rappresentati dalla garanzia di democrazia interna ai partiti". Caro Gianfranco, il Pdl è di Berlusconi e dei suoi appecorati, non esiste e non esisterà mai democrazia all'interno del partito delle (sue) libertà. Parla e decide una sola persona (Berlusconi) e gli altri non fanno altro che confermare, appecorandosi, le parole del loro despota. Non c'è nessuno che può permettersi di contraddire il padrone: è una gara continua a chi asseconda (per non dire peggio) il piduista Silvio Berlusconi. Perchè? Sentite come risponde Bonaiuti, portavoce di Berlusconi, a Gianfranco Fini: "Giulio Cesare non era un personaggio negativo". Punto. Stop. Prendi e porta a casa Gianfrà. O sei come loro o ti fanno diventare come loro. Nessuna sfumatura: tutti pecorones appecorati a ripetere come pecore le parole del caprone-padrone. E più che di cesarismo sarebbe più opportuno parlare di fascismo. Vero pecorones?


18 settembre 2008

SILVIO BERLUSCONI E L'ANTIFASCISMO

Silvio Berlusconi, come sappiamo, è il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, una repubblica fondata sul sangue di tutti quegli eroi che si sacrificarono per la libertà e l'indipendenza della nostra Patria e che rispondono al nome di "PARTIGIANI". Con il loro coraggio, con il loro sacrificio, con i loro ideali, è stata scritta anche la nostra Costituzione, testo fondamentale su cui sono scritti diritti e doveri di ogni  cittadino italiano. E dovere di ogni cittadino italiano, e ancor di più di qualsiasi presidente del consiglio, è quello di essere non solo antifascista (essendo la stessa Costituzione antifascista) ma anche di diffondere gli ideali della Resistenza partigiana (tutta, bianca o rossa che sia). Sembrerebbe una considerazione scontanta, anche perchè nel resto d'Europa qualsiasi esponente della destra "democratica" (vedi Sarkozy o la stessa Merkel e da pochi giorni anche Fini) riconosce il ruolo e l'importanza del movimento resistenziale. Dicevo sembrerebbe scontata perchè purtroppo siamo in Italia, paese di fascisti,mafiosi e pecorones (forzisti in primis); infatti proprio ieri, prima di congedarsi dalla stampa, un cronista gli chiede se si considera antifascista, ricordando le polemiche dei giorni scorsi all'interno di An sul ruolo della Repubblica di Salo' e sui valori della resistenza. Il Cavaliere non si sbilancia e replica cosi': ''Io penso soltanto a lavorare". Una risposta degna di uno statista sarebbe stata: "si sono antifascista". Ma Silvio Berlusconi non è uno statista: da Berlusconi possiamo soltanto aspettarci che non conosca la vita di papà Cervi e dei suoi figli (come mostra il video). Per il nano, infatti, gli eroi sono altri: a cominciare dal mafioso Mangano, lo stalliere di Arcore. Vergogna a chi ti vota!


24 luglio 2008

LA LEGGE (NON) E' UGUALE PER TUTTI

La legge non è più uguale per tutti. Attraverso il Lodo Alfano ( o farei meglio a chiamarlo Lodo Berlusconi), approvato nella giornata di ieri con 171 voti a favore, 128 no e 6 astenuti, sarà garantita l'immunità alle quattro alte cariche dello Stato, presidente della Repubblica, dei presidenti delle due Camere e presidente del Consiglio, fino alla fine dell'incarico. Ovviamente si tratta della più vergognosa legge ad-personam che Silvio Berlusconi abbia mai fatto realizzare appositamente per salvarsi da un processo che lo vede coinvolto in prima persona (con ampia probabilità di una sua condanna). Non è bastata la depenalizzazione del falso in bilancio, la legge sulle rogatorie, la legge Cirami sul legittimo sospetto, la riduzione della prescrizione (che cancellava gran parte dei fatti oggetto di contestazione nel processo sui diritti TV verso Berlusconi), l'estensione del condono edilizio alle zone protette (comprensiva la villa "La Certosa" di proprietà del Caimano), l'introduzione dell'inappellabilità da parte del pubblico ministero per le sole sentenze di proscioglimento, la legge Gasparri sul riordino del sistema radiotelevisivo e delle comunicazioni (più volte bocciata dall'Unione Europea); ci mancava il Lodo Alfano, che renderà Silvio Berlusconi ingiudicabile, salvandolo da qualsiasi processo giudiziario. Questa è la sicurezza di cui avevano bisogno i cittadini italiani? O è la sicurezza di cui aveva bisogno il solo Berlusconi? Oltre a tagliare i fondi alle forze dell'ordine, cosa si sta facendo per la sicurezza degli italiani? E ripeto, non parlo di "sicurezza di Berlusconi". Si sarebbero bloccati migliaia di processi pur di bloccare quello per corruzione che vede coinvolto il premier. Ora si è trovata la "scorciatoia" del Lodo Alfano, presentato come un ddl «né molto urgente né poco urgente, ma semplicemente giusto». Ma l'urgenza c'è stata, cari lettori del mio blog. In poco meno di un mese è stata approvata questa legge che per gli italiani non ha nessuna importanza e che riguarda soltanto le quattro più alte cariche dello stato, o meglio, nello specifico, il solo Silvio Berlusconi. Il Lodo è arrivato infatti al Senato, e più in generale all´attenzione del Paese, con una rapidità che in campagna elettorale si diceva sarebbe stata dedicata ad altri temi. Niente di tutto questo: Berlusconi ha imbrogliato gli italiani per l'ennesima volta. I vari Cicchitto e Bonaiuti ci hanno giurato che suddetta legge è simile a quella presente in altri paesi europei; ma non è cosi: negli altri paesi "democratici" le cose funzionano in maniera nettamente diversa (qui potrete chiarirvi le idee). Ma tanto sto parlando da solo: al "popolino italiano", soggiogato dalla propaganda di regime, va bene cosi. La democrazia è sempre più un "optional". Però, dal canto mio, vi prometto che non smetterò mai di diffondere la verità e le nefandezze realizzate dal governo Berlusconi. E' un dovere morale. Voi farete qualcosa?


13 luglio 2008

LA FAVOLA DI "TREMONTAX"

Cominciamo dall'inizio: c'era una volta Tremontax, commercialista personale di Silvio Berlusconi, il quale aveva promesso meno tasse e più crescita e servizi per i cittadini italiani; questi, abbagliati dalle loro promesse e pur avendo visto gli ottimi risultati economici raggiunti dal precedente sovrano "Re Onesto I", Romano Prodi, decidono di consegnare scettro e corona al "Re Caimano da Arcore". Da quel momento, la situazione economica e sociale cominciò a peggiorare drasticamente: si disse inizialmente che era colpa del petrolio e di Mago Merlino; poi, attraverso una "magia ipnotica", si fece credere agli abitanti del regno Italia che tutto andava bene, che le verità erano altre, ovvero quelle ideate dalla triade "illusion-informativa" Del Debbio-Giordano-Belpietro. Magicamente, sparirono i problemi: non si parlò più di tasse, di carovita e di recessione economica. L'astuto Tremontax, per mascherare la sua incapacità nel risolvere suddette situazioni economiche, purtroppo realmente esistenti, ricorse a dei giochetti veramente infantili. Il video conferma, in effetti, il taglio dell'Ici (tassa già tolta per le classi bisognose dal "governo Onesto", in linea con le possibilità del sistema Italia) ma ci mostra anche da dove verranno presi i soldi per coprire la scomparsa della tassa più federalista che la Lega Nord abbia mai visto: 1 milione e mezzo dal Telefono Azzurro; 4 milioni destinati ai disabili e 9 milioni destinati ai malati di talassemia; senza dimenticare i 20 milioni per il contrasto alla violenza sessuale. Capito il giochetto? Togliere a chi ne ha bisogno per stare al gioco del Re Cainano. Un pò come è successo con la "Robin TaX": è stato detto "colpirà i petrolieri e le banche"; purtroppo, in sostanza, e sono parole del governatore della Banca comunista d'Italia Draghi, "colpirà in primisi i consumatori", i quali finiranno per pagare di più. In sostanza, sia la Robin Tax che il taglio dell'Ici, sono degli specchietti populistici e demagocici per le allodole, per i pecoroni appecorati. E volete sapere l'ultima? Si prevedono ticket sanitari anche a carico delle categorie ora esenti: anziani con patologie invalidanti, malati oncologici, a prescindere dal reddito; riduzione dei posti letto ospedalieri e taglio del personale sanitario, medici, infermieri e tecnici, per raggiungere il pareggio del bilancio. Anche il lombardo Roberto Formigonix ha lanciato un messaggio di fuoco a Re Berlusconi e Tremontax.  Perché le Regioni si sono schierate compatte contro il piano Tremonti? Il Patto per la Salute firmato con il governo Prodi, proposto dall'allora ministro Livia Turco e dal responsabile dell'Economia Padoa-Schioppa, prevedeva un incremento del Fondo sanitario nazionale del 3% dal 2008 al 2011, passando da 99 miliardi euro a 108 miliardi e 500 milioni. L'accordo prevedeva somme aggiuntive per il rinnovo del contratto dei medici e paramedici e per la copertura dei ticket sulle ricette per la specialistica e gli esami diagnostici. Più di tre miliardi di euro per evitare i ticket e 1.800 per i contratti. Erano altri tempi, cari lettori del blog. Ora ci meritamo il terzo governo Berlusconi che, oltre a fare leggi ad personam per il "reuccio", sta tagliando i servizi agli italiani. Nulla di ciò che era stato promesso ha visto mai luce. E gli italiani, per quanto ancora si faranno prendere per il culo dal governo Berlusconi? E' possibile che siano delle "spugne acritiche" che assorbono tutto quello che la propaganda "Mediaset-Mondadori" gli propina quotidianamente? E' ora di smettere di credere alle favole. Sveglia


23 giugno 2008

LA (SUA) GIUSTIZIA

Quali sono i veri problemi dell'Italia? Facile la risposta: da quando Silvio Berlusconi ha vinto le elezioni non si fa altro che parlare solo e soltanto di giustizia (la sua). Certo, si riporterà l'esercito nelle strade e forse si reintrodurrà il ticket sanitario, si toglieranno i soldi al Sud ed i cladestini, a quanto pare, continuano ad arrivare in massa (niente cannonate neanche questa volta). E' vero, la demagogia populista fa brutti scherzi e l'uso indiscriminato dei media è un ottimo strumento per "fare il lavaggio del cervello alla gente": eppure questa volta, questo ennesimo decreto "salva Berlusconi", sembra essere davvero indifendibile. Ci troviamo davanti alla solita legge ad personam dannosa per la società ed utile solo a Silvio Berlusconi: se questa "furbata" riuscirà a passare (utilizzeranno anche la fiducia?) il premier rimanderà (a quando?) il processo Mills che lo vede coinvolto in prima persona e nel frattempo si "salveranno" per esempio stupratori e sfruttatori: l'emendamento salva-Berlusconi, infatti, sospende 100 mila processi tra cui buona parte dei processi per stupro e per le altre forme di violenza che colpiscono soprattutto le donne, tutti reati che prevedono pene inferiori a dieci anni di reclusione. Lo stesso vale per chi ad esempio fa rapine nelle ville, spaccia droga e via discorrendo. Vi sembra una norma che possa migliorare il livello di sicurezza nelle nostre città? Ma per piacere, non facciamoci prendere per il culo. Svegliatevi.


16 giugno 2008

RITORNO AL PASSATO

E' uno schifo. E non parlo tanto dei migliaia di soldati sparsi per le "strade cittadine" (un pò come in Colombia o in Nigeria) ma del pacchetto "salva-Berlusconi". In definitiva torna il Lodo Schifani, il blocca-processi.La maggioranza ha presentato un emendamento al decreto sicurezza che chiede la sospensione dei processi penali relativi a fatti commessi fino al 30 giugno 2002 «che si trovino in uno stato compreso tra la fissazione dell'udienza preliminare e la chiusura del dibattimento di primo grado». Tutto su misura. Una legge ad hoc per non processare l'Innominato, il leader dei pecorones. La norma fa da “apripista” al vecchio “Lodo Schifani”, il provvedimento ad hoc per salvare Berlusconi dai processi in corso. Ma poichè non è possibile riproporre il “Lodo” come era stato concepito nel precedente governo Berlusconi, visto che la Consulta il 13 gennaio del 2004 lo dichiarò incostituzionale, si è pensato ad una misura che tenesse conto delle osservazioni dell'Alta Corte e che preparasse la strada a una norma che garantisse una sorta d’immunità o sospensione dei processi per i vertici dello Stato nel corso del loro mandato. L'obiettivo sarebbe quello di bloccare la sentenza del processo Mills dove Silvio Berlusconi è imputato di corruzione in atti giudiziari. Per i miei amici del popolo delle libertà è giusto che sia cosi mentre Berlusconi torna anche a parlare di "toghe rosse". Ma cosa c'entrano queste proposte con la sicurezza dei cittadini? Qualcuno li facesse ragionare. Ritorno al passato, con tanto di leggi ad personam? Pare proprio di si.


22 maggio 2008

IL LUPO PERDE IL PELO MA NON IL VIZIO

Il lupo perde il pelo ma non il vizio. La vera emergenza per Silvio Berlusconi riguarda due questioni in particolare: salvare Rete4 e cercare una "scorciatoia" per il processo che lo vede imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari dell'avvocato David Mills. Certo, per carità, con la maggioranza che si ritrova, conquistata con una propaganda mediatica asfissiante, sarebbe impossibile non fare niente per il paese: infatti, decreti xenofobi e politiche "confindustriali", sono all'ordine del giorno. Ma dicevamo del lupo: appena salito al potere, non ha perso tempo. Nascosto nel famoso "decreto sicurezza", realizzato ad hoc per i suoi elettori "più attenti", ecco che spunta dal nulla una norma di 13 righe nell'articolo 2 che sembra essere pensata su misura per il Presidente del Consiglio. Tale norma concede la possibilità agli imputati per reati commessi prima del 31 dicembre di 2001 di chiedere la sospensione del dibattimento per due mesi per valutare se accedere al patteggiamento. E la sentenza definitiva? Arriverà mai? Meglio patteggiare vero? Ma i miei amici della destra forzista (quelli di An neanche li considero più) ti risponderanno che a loro non interessa: la democrazia non li riguarda, figuriamoci il conflitto d'interessi e le leggi ad-personam. E Rete4 poi, dove la mettiamo e soprattutto come la salviamo?  Questa è la nuova missione "im"possibile. L'Unione Europea ha deciso chiaramente: date le frequenze a Europa7, punto e basta. Ma il governo Berlusconi gli ha risposto "picche" o meglio, con un emendamento che aggira la sentenza della Corte di Giustizia europea e quella della Corte Costituzionale italiana, sentenze che danno ragione a Europa7. Cosi, mentre Berlusconi ti leva l'Ici (tolta al 40% della popolazione già dal governo Prodi), la collettività italiana, tutta, forzisti inclusi, dovrà pagare 350 mila euro al giorno con effetto retroattivo dal primo gennaio 2006 per aver salvato Rete4 (127 milioni di euro annui, questo il prezzo pagato a Rete 4 dagli italiani). Berlusconi toglie l'Ici e già ti ha messo la "tassa Rete4". Ma il conflitto d'interessi non esiste per i miei amici del popolo delle libertà, vero?


13 maggio 2008

NON DIMENTICHERO' MAI QUANDO SILVIO BERLUSCONI...



Non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi,
in seguito alla vittoria elettorale di Romano Prodi, cominciò a tirare fuori il sospetto dei "brogli" da parte del centro-sinistra, mettendo quindi in discussione la stessa democrazia italiana; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi minò continuamente le fondamenta del governo Prodi tramite spallate e presunte compravendite di senatori della maggioranza; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi rifiutò qualsiasi apertura al dialogo con il legittimo governo Prodi, neanche per le riforme costituzionali; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi votò e fece votare sempre contro qualsiasi decreto legge promosso dal governo Prodi, anche se risultasse palesemente a favore delle classi più bisognose e, più in generale, del sistema Italia; non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi decise di "scatenare" i suoi media (giornali e televisioni) per "rintontire", tramite "lavaggio del cervello", i cittadini italiani (un esempio: l'Italia non è mai stata tanto sicura, eppure ci sentiamo sempre più insicuri. Avete capito perchè?); non dimenticherò mai quando Silvio Berlusconi agitò più volte il "demagogico" spettro dei comunisti, mangiatori di bambini, demonizzando di fatto l'avversari politico. Ora, per tutte queste osservazioni, non vedo perchè il Partito Democratico debba tendere la mano al governo Berlusconi e cadere nella trappola del finto-buonista. Riuscirà mai Walter Veltroni a capire che per recuperare voti serve un opposizione forte? I berluscones ci hanno martellato giorno dopo giorno su ogni questione, "catturando" cosi il voto dei cittadini, e noi che facciamo? Porgiamo ancora l'altra guancia? Ma vogliamo anche noi rendere la vita difficile a questa gente qua? Sarebbe talmente facile, quasi come sparare sulla croce rossa! Esempio: rete4, ha appena trasmesso in prima serata il discorso politico di Silvio Berlusconi alla Camera. Non vi ricorda Ceausescu con il suo "proclama" serale? Ma che razza di democrazia c'è in Italia? E l'informazione libera ed indipendente davvero  è rappresentata soltanto da Marco Travaglio? Perchè c'è questa sorta di paura nell'attaccare Silvio Berlusconi? Perchè nessuno gli ricorda il conflitto d'interessi, le leggi ad personam, il rilancio della lotta all’evasione fiscale, la funzionalità della giustizia, la trasparenza dei mercati, la pluralità dell’informazione, la lotta alla “Casta”, gli sprechi nella pubblica amministrazione, la lentezza e la farraginosità della burocrazia, la questione della Rai come servizio pubblico, la scandalosa vicenda Europa/-Rete4 ed il connesso rispetto delle Direttive e delle sentenze degli organismi di controllo? Un momento, non sono il solo a ragionare in questo modo: c'è Antonio Di Pietro che la pensa come me. A questo punto, la mia iscrizione all'Italia dei Valori si fa sempre più vicina. E ne sono fiero.


11 maggio 2008

CON MARCO TRAVAGLIO

 

Tutti contro il giornalista Marco Travaglio, dal Partito Democratico al Popolo delle Libertà. Il motivo? Avrebbe attaccato il presidente del Senato Renato Schifani durante la trasmissione «Che tempo che fa» condotta da Fabio Fazio: "Ho solo citato un fatto scritto già nel mio libro e in quello di Lirio Abbate, giornalista dell'Ansa minacciato dalla mafia e cioè che Schifani aveva avuto rapporti con persone poi condannate per mafia. È agli atti societari della Sicula Brokers fondata da lui, Enrico La Loggia, Mino Mandalà, condannato come boss mafioso, e Benny D'Agostino, condannato per concorso esterno. O si chiede conto a Schifani di questo o non si celebra Abbate come giornalista antimafia». «E poi a Fazio ho spiegato che se dopo De Nicola, Pertini e Fanfani, ci ritroviamo con Schifani sono terrorizzato dal dopo: le uniche forme residue di vita sono il lombrico e la muffa. Anzi, la muffa no perché è molto utile". Questo il resoconto della questione. Il mio punto di vista? Ha espresso, da giornalista indipendente, un'opinione personale riguardo il neo-presidente del Senato su fatti specifici che lo riguarderebbero in prima persona. Giustamente Travaglio, come qualsiasi onesto cittadino avrebbe fatto, chiede delle spiegazioni allo stesso Schifani, pregandolo di dimostrarci il contrario. Ancora meno tollerabili gli attacchi alla libertà di espressione e di informazione degli esponenti sia del Partito Democratico che del Popolo delle libertà: un'abitudine, quella di scagliarsi contro i programmi "scomodi" e più indipendenti, tipica del vecchio governo Berlusconi (2001-2006). Che ritorni il periodo della censura? Come afferma Antonio Di Pietro: "Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché da un giorno all'altro una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia e il suo passato. Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio, vorrebbe dire che ogni qualvolta si scrive di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore". Come dargli torto? Vi invito anche a leggere la biografia di Schifani   tratta da "Se li conosci li eviti", libro pubblicato da Chiarelettere e scritto da Peter Gomez e Marco Travaglio, dell'attuale Presidente del Senato. Io, cittadino onesto, aspetto delle risposte dal Presidente del Senato. Ci chiarisca il tutto. Altrimenti ci dimostrerete che il sistema politico accetta solo e soltanto i giornalisti che chiedono ai politicanti di turno "che tempo che fa", quelli che non si permettono di fare domande scomode, quelli che si adattano al potere. Ma noi cittadini onesti non vogliamo questo, vogliamo la verità, delle risposte e soprattutto libertà d'informazione. Risposte che dovrebbero richiedere anche quelli del Partito Democratico. O no? In questo modo, con questa vostra concenzione "nera" della politica e del potere,  vi state comportando come i "berluscones", e la cosa è inaccettabile. Non vi nascondo che sto pensando di iscrivermi all'Italia dei Valori. Altro che Partito Democratico (delle Libertà).


7 maggio 2008

IL MAGO BERLUSCONI ED IL POPOLO DEI "CREDULONI"



Il leader del Popolo dei "creduloni" era stato chiaro ed onesto come non mai: "nel governo del Popolo della libertà ci saranno 12 ministri, e 4 di questi saranno donne".
Punto e basta. Lo riportava in prima pagina e a caratteri cubitali anche "IlGiornale", quotidiano diretto dal fedelissimo Mario Giordano e di proprietà di Silvio Berlusconi. Silvio Berlusconi sembrava accogliere a braccia aperte la proposta del governo Prodi di tagliare il numero dei ministri (al massimo 12, con la compagine governativa tra ministri, viceministri e sottosegretari che non avrebbe potuto superare il tetto di 60 componenti). Anche in campagna elettorale, Silvio Berlusconi giurava, come sempre, sulla vita dei suoi figli, che non avrebbe nominato più di 12 ministri; ed invece, purtroppo per i miei creduloni, era la solita "berlusconata". Silvio Berlusconi, infatti, si appresta a nominare ben più di 12 ministri, senza contare che si parla di un "ministero per la semplicificazione legislativa", creato ad hoc, anche se non se ne conosce l'utilità, per quella "splendida mente" di Roberto Calderoli.  Eppure, i creduloni delle libertà, domani mi verranno a dire che Berlusconi avrà fatto soltanto 12 nomi, rispettando cosi la suddetta "legge Bassanini" (quella dei 12 ministri). Gli farò capire, spero, che il presidente del Consiglio in pectore supererà solo "con un altro decreto legge", in cantiere per il primo consiglio dei ministri, il limite posto dalla Bassanini. Scrive Pasquale Laurito nella sua Velina Rossa: "Berlusconi non può nominare più di 12 ministri, perchè incollato dalla legge Bassanini" quindi per ora il leader del Pdl "dovrà nominare i 12 ministri previsti dalla legge e poi dovrebbe al primo cdm varare un decreto che supera la Bassanini e dopo dare le nuove poltrone ai ministri senza portafoglio, tra cui lo stesso Bossi". Chiaro il progetto di Mago Berlusconi? Prima nominerebbe i 12 ministri, come prevede la Bassanini e poi, dal nulla, come un mago, moltiplicherebbe i ministeri tramite un decreto legge da approvarsi al più presto. Ed i creduloni delle Libertà saranno come sempre ai loro posti, pronti ad applaudire. Anche quando vengono presi per il culo.


21 aprile 2008

I FASCIO-FORZISTI CONTRO "BELLA CIAO" E LA RESISTENZA

Rialzano la testa i fascio-forzisti e la cosa non mi piace per niente. Pochi giorni prima delle elezioni avevo scritto un post, pubblicato anche su "La Repubblica", intitolato "La Resistenza Partigiana non si tocca": in esso mettevo in luce l'esternazione gravissima dell’On. Dell’Utri riguardo i libri di storia e la Resistenza ed invitavo tutti gli antifascisti italiani a "vigilare con attenzione e responsabilità sulla pericolosa deriva di destra estrema intrapresa dal Popolo della Libertà". Purtroppo era solo l'inizio: Marco Tedde, sindaco forzista di Alghero, ha deciso di vietare alla banda comunale l'esecuzione, il prossimo 25 aprile, Festa della Liberazione del nazifascismo, di 'Bella Ciao', motivo storico del movimento partigiano. Secondo il primo cittadino forzista, la canzone dividerebbe gli italiani. Tra tutte le risposte arrivate a questa ennesima ed insensata "trovata berlusconiana" contro il movimento partigiano, mi preme riportare quella di Giuseppe Giulietti, il portavoce nazionale dell'associazione Articolo 21 liberi di: "Forse il sindaco di Alghero non conosce neppure il testo di una canzone popolare che e' un inno alla necessita' di battersi fino alla morte per la liberta'. Per tranquillizzarlo intervenga lo stesso Silvio Berlusconi, magari in uno dei frequenti viaggi in Sardegna e gli spieghi che la Repubblica democratica che gli ha consentito di diventare primo cittadino di una citta' tanto bella e ricca di storia lo deve anche a quei partigiani che cantando 'Bella ciao' andavano a morire per liberarci dal fascismo e dal nazismo". Una risposta che spiega tutto, che affonda qualsiasi tentativo di controbattuta. La mia risposta al sindaco forzista di Alghero? Ebbene, la canzone "Bella Ciao", senza dubbio, divide è vero: ma va a dividere la parte buona degli italiani da quella cattiva, i giusti dai criminali, gli antifascisti dai fascisti. Per non dimenticare mai che "questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà", continuerò a cantare, ora e per sempre.


19 aprile 2008

CITIZEN BERLUSCONI



Estratto da "Citizen Berlusconi", un'inchiesta giornalistica prodotta dalla televisione pubblica norvegese nel 2003, programmato da diverse emittenti americane ed europee ma che finora nessuna televisione italiana sia pubblica che privata ha voluto mandare in onda. Si tratta di un’analisi approfondita e documentata dell’ascesa del cavaliere dalla televisione al vertice del governo italiano. Contro questo documentario si sono mossi all’estero anche ambienti diplomatici di Roma pur di evitarne la diffusione; tuttavia è andato in onda in molti paesi ed è possibile venirne a conoscenza liberamente tramite alcuni siti internet. Cliccando qui, troverete l'intero documentario della trasmissione americana "Wide Angle", con i sottotitoli in italiano. Forse Walter Veltroni avrebbe fatto bene ad attaccare in maniera più intelligente e sistematica il suo diretto avversario, chiedendogli spiegazioni soprattutto sul suo passato ed ovviamente riguardo le innumerevoli vicende criminali che vedono coinvolto Silvio Berlusconi; forse la tattica del "è meglio non nominarlo" mentre il Cavaliere attaccava a spada tratta (rilanciando anche la favoletta dei comunisti) si è rivelata inutile, specie in un Paese ignorante come quello italiano. Eppure sarebbe bastato diffondere questa inchiesta per aprire gli occhi a tanti italiani indecisi, soprattutto quelli con un minimo di onestà intellettuale (anche se ultimamente sto pensando che Silvio Berlusconi rispecchi realisticamente ed in negativo gran parte della società italiana). Ma il sottoscritto non si arrenderà mai e, per mezzo del suo blog, ha deciso di continuare la sua lotta per la verità e la giustizia in politica, di difesa dei valori partigiani e costituzionali, di controllo e di critica nei confronti del futuro governo Berlusconi/Bossi. Io sarò sempre presente, sempre.


7 aprile 2008

SILVIO BERLUSCONI: "SONO COME GESU"



"Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, predicate e convertite le genti. Mi hanno già detto che certe volte penso di essere Gesù e gli vado dietro...". Berlusconi così si rivolge alla platea intervenuta a Cagliari ad ascoltare il suo comizio.

Non oso immaginare cosa Silvio Berlusconi si inventerà per rinnegare, anche questa volta, le sue solite "panzanate" quotidiane: certamente, e non ho nessun dubbio, abbiamo capito male anche questa volta, è stato frainteso, è colpa dei giornali comunisti, c'è un complotto internazionale contro di lui etc etc. Ma non vorrei nemmeno mettermi nei panni di tutti i cattolici italiani che pensano di votare per Berlusconi: qualcuno spieghi loro che le "farneticazioni religiose berlusconiane" sono figlie dei suoi deliri di grandezza. Già a partire dal 1994 affermava religiosamente: "nella mia vita ho già compiuto tre miracoli. Da costruttore, da sportivo, da editore... Adesso, tutti insieme, dobbiamo fare il nuovo miracolo italiano. (da la Repubblica, 31 marzo 1994) oppure "chi è scelto dalla gente è come unto dal Signore. (da la Repubblica, 27 novembre 1994); nel 1995 la via verso la santificazione continuava con queste sue frasi: "voi dovete diventare dei missionari, anzi degli apostoli, vi spiegherò il Vangelo di Forza Italia, il Vangelo secondo Silvio. (da Il Messaggero, 4 aprile 1995); passarano gli anni ma il suo percorso umano di superiorità verso gli altri esseri viventi continuava cosi: "Non c'è nessuno sulla scena mondiale che può pretendere di confrontarsi con me, nessuno dei protagonisti della politica che ha il mio passato, che ha la storia che ho io. Da un punto di vista personale se c'è qualcuno che ha una posizione di vantaggio questo qualcuno sono io. Quando mi siedo a fianco di questo o quel premier o capo di stato, c'è sempre qualcuno che vuole dimostrare di essere il più bravo, e questo qualcuno non sono io. La mia bravura è fuori discussione. La mia sostanza umana, la mia storia, gli altri se la sognano. (ANSA, 7 marzo 2001, ore 15:48; su tutti i giornali, 8 marzo 2001) oppure "dimostrerò nero su bianco di essere eticamente superiore agli altri protagonisti della politica europea. (ANSA, 11 gennaio 2002). Come Gesù Cristo (mi rifaccio sempre alle sue parole), anche Berlusconi ha la sua croce: "Io vinco sempre, sono condannato a vincere. (da Ansa, 24 maggio 2003); i suoi discepoli (i pecorones): "la media degli Italiani è un ragazzo di seconda media che nemmeno siede al primo banco... È a loro che devo parlare. (dal Corriere della sera, 10 dicembre 2004) ; i suoi nemici: "credo ci sia un elemento di gelosia in Biagi e Montanelli, perché non riesco a trovare un'altra spiegazione. Tutti questi giornalisti, Biagi, Montanelli, erano più anziani di me e credevano di essere loro quelli importanti nel nostro rapporto. Poi il rapporto si è capovolto e io sono diventato ciò che loro stessi volevano essere. Dunque, dato che loro non mi sono politicamente affini, si è sviluppato un sentimento irrazionale tra giornalisti italiani molto famosi. (dall'intervista di Boris Johnson e Nicholas Farrel, La Voce di Rimini; citato in Berlusconi: «I giudici matti», Corriere della sera, 4 settembre 2003) oppure "questi giudici sono doppiamente matti! Per prima cosa, perché lo sono politicamente, e secondo sono matti comunque. Per fare quel lavoro devi essere mentalmente disturbato, devi avere delle turbe psichiche. Se fanno quel lavoro è perché sono antropologicamente diversi dal resto della razza umana. (citato in la Repubblica, 5 settembre 2003) e continua "la stampa straniera è normalmente di sinistra e ci presenta in modo diverso dalla realtà. Credo che anche rilasciando interviste ai giornali e ai media dei Paesi dove vivete, creando amicizie con direttori e giornalisti, si possa far raccontare qual è la realtà vera del nostro Paese e della nostra azione di governo. (collegamento telefonico col convegno Azzurri nel mondo, Lugano, 24 ottobre 2004). E come dimenticare le sue parabole? "Bossi, un disastro, una mente contorta e dissociata, un incidente della democrazia italiana, uno sfasciacarrozze con il quale non mi siederò mai più allo stesso tavolo. (da la Repubblica, 20 gennaio 1995)  "Signor Schultz, in Italia c'è un produttore che sta preparando un film sui campi di concentramento nazisti: la proporrò per il ruolo di kapò". (da Ansa, 2 luglio 2003); Mussolini non ha mai ucciso nessuno: gli oppositori li mandava in vacanza al confino. (dall'intervista a The Spectator, 4 settembre 2003); "Smettiamola di preoccuparci così tanto per l'economia: abbiamo un sommerso del 40%, ma vi sembra che la nostra economia non tenga? Ma andiamo... (dal Corriere della sera, 16 giugno 2005); "non ho mai fatto affari con la politica, anzi ci ho perso e basta. (dal Corriere della sera, 6 gennaio 2006); "ho troppa stima dell'intelligenza degli italiani per pensare che ci siano in giro così tanti coglioni che possano votare facendo il proprio disinteresse. (Roma, assemblea degli associati di Confcommercio, 4 aprile 2006); poi altri ci furono altri miracoli: [Annuncio del raggiungimento dell'accordo all'interno della CdL sulla riforma delle norme che regolano la Banca d'Italia] San Silvio da Arcore ha fatto un altro miracolo. (da Ansa, 30 agosto 2005) ma anche improvvisi cambi di personalità: "Riferendosi al numero di riforme] "Solo Napoleone aveva fatto di più". (dalla trasmissione televisiva Matrix, Canale 5, 10 febbraio 2006) "combatto il comunismo come Churchill combatteva il nazismo. (da ANSA, 11 febbraio 2006). Ma ben presto ritrovò la "retta via", tempo due giorni: "Su Napoleone ovviamente scherzavo: io sono il Gesù Cristo della politica, una vittima, paziente, sopporto tutto, mi sacrifico per tutti. (da ANSA, Ancona, 12 febbraio 2006) finchè "Non ho mai registrato tanto entusiasmo nei miei confronti negli ultimi 14 anni, al punto che mi sono venute le stigmate. (citato in «Non torno indietro, piuttosto mi sfilo», Corriere della sera, 11 dicembre 2007). Ormai la sua nuova realtà si va concretizzando: " A Veltroni ho detto: sono il tuo Messia, ti libero dall'abbraccio mortale della sinistra. (dall'intervista di Marco Galluzzo, Berlusconi: «Riforme? Io aspetto Ma Walter metta d'accordo i suoi», Corriere della sera, 9 gennaio 2008). Ed oggi, a Cagliari, la definitiva consacrazione: "Vi vorrei nominare difensori, apostoli della verità. Andate, predicate e convertite le genti. Mi hanno già detto che certe volte penso di essere Gesù e gli vado dietro...". Ma lasciatemi chiudere questo post con una verità assolutà e veramente sacrosanta: "È il bugiardo più sincero che ci sia, è il primo a credere alle proprie menzogne. È questo che lo rende così pericoloso. Non ha nessun pudore. Berlusconi non delude mai: quando ti aspetti che dica una scempiaggine, la dice. Ha l'allergia alla verità, una voluttuaria e voluttuosa propensione alle menzogne. "Chiagne e fotte", dicono a Napoli dei tipi come lui. E si prepara a farlo per cinque anni". (25 marzo 2001). Grazie Indro Montanelli.


3 aprile 2008

IL TEMPO E' SEMPRE BUON TESTIMONE

Nel 2004, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi tuonava: "con le tasse alte, l'evasione è moralmente autorizzata". Da capo dell'opposizione la musica non cambia, anzi peggiora: secondo Berlusconi infatti, se le tasse sono superiori al 30% dello stipendio «è giustificato mettere in atto l'elusione o l'evasione fiscale». Facciamo le persone serie e riflettiamoci sopra: senza dubbio, sono dei discorsi irresponsabili, antidemocratici e da sempre appartenenti ad una determinata classe politica. Se gli elettori del Popolo delle Libertà appoggiano tali "scempiaggini" (e le prime reazioni, purtroppo, sembrano confermare il tutto), lasciatemi affermare che avevo pienamente ragione quando pochi mesi fa scrivevo: "Non lo chiamerò più il popolo delle (sue) libertà, ma il popolo del falso in bilancio e dell'evasione fiscale". Il tempo, cari lettori del blog, è sempre un buon testimone e mai dimenticherò  le parole di Romano Prodi ed il suo operato contro l'evasione fiscale, gli incredibili risultati finanziari ottenuti con i maggiori controlli nei confronti dei vari furbetti del quartierino ma anche il forte senso di "controllo sociale" che è nato in tanti cittadini italiani negli ultimi due anni. Ma come ho detto durante una lezione universitaria: "la società italiana non è mai stata pronta a recepire le poche proposte positive provenienti dalla politica; siamo lontani dall'essere un paese civile ed europeo proprio perchè tutti si preoccupano solo e soltanto del proprio "orticello", ognuno pensa ad essere più furbo degli altri cittadini e al diavolo l'interesse collettivo; e quando abbiamo avuto un governo serio ed onesto, pronto a prendersi le sue responsabilità per far cambiare mentalità agli italiani, per far capire il concetto "pagano tutti, ma tutti pagheranno meno", c'è stata la sollevazione popolare promossa dagli stessi partiti che ancora oggi giustificano l'evasione fiscale, con Berlusconi a capo di tutto, rappresentanti proprio di una società individualista e furbetta". Ovviamente ho riassunto il discorso, anche perchè avrò parlato per quasi venti minuti; ma una cosa mi ha fatto enormemente piacere: il sostegno e gli applausi di quasi tutti i miei colleghi universitari.


28 marzo 2008

CHI DI PORCELLUM FERISCE DI PORCELLUM PERISCE

 

Mentre Giuseppe Ciarrapico va ad aprire a Latina (o dovrei dire Littoria?!) la campagna elettorale per diventare senatore del Popolo delle Libertà al museo "Piana delle Orme", museo della memoria fascista, affermando tranquillamente di essere un "camerata non pentito", Silvio Berlusconi comincia ad avere seriamente paura di perdere le prossime elezioni politiche, soprattutto per un possibile pareggio al Senato. E badate bene: le potrebbe perdere proprio per colpa di quella legge di riforma elettorale, il famoso "Porcellum Calderolum", realizzata "ad hoc", durante il suo governo, per cercare di ottimizzare al massimo i voti della perdente ex "Casa delle Libertà". Walter Veltroni, mettendo avanti il bene del Paese, e sapendo di partire in svantaggio (e quindi di avere anche la "convenienza politica" a lasciare il "porcellum" come sistema elettorale), aveva più volte offerto a Silvio la possibilità di un accordo bipartisan per cercare di attuare una seria riforma elettorale che portasse ad una forte stabilità dopo i risultati delle elezioni. Berlusconi non ha ceduto, ha voluto le elezioni ad ogni costo; e forse, molto probabilmente, se ne pentirà. Appena due giorni fa IPR marketing ci presenta i dati di una simulazione clamorosa: cosa potrebbe succedere al Senato, a fronte di quattro scenari di risultati diversi, dal n°1 (più favorevole al Cavaliere) al n°4 (meno favorevole). In parole povere, solo nello scenario più favorevole a Berlusconi, questo avrebbe soltanto 5 senatori di vantaggio, mentre negli altri tre scenari sarebbe parecchio lontano da una pur minima maggioranza. Un Senato difficilmente governabile tanto che il Carrozzone delle Libertà (pur imbarcando al suo interno fascisti e diniani), nell'ipotesi più favorevole a Berlusconi e Fini, potrebbe raggiungere 160 seggi contro i 155 del complesso delle opposizioni (esclusi i 7 senatori a vita) e avere quindi una maggioranza molto risicata, probabilmente insufficiente a garantire la governabilità del Paese. Riporto le parole del giornalista Massimo Razzi: "L'altro dato importante riguarda i due partiti intermedi (Sinistra Arcobaleno e Udc) che, in queste ipotesi, conquisterebbero insieme una trentina di seggi finendo per contribuire al formarsi di un'opposizione parlamentare che in tre scenari su quattro supererebbe la maggioranza. Da notare, infine, che in nessuna regione (stiamo sempre parlando del Senato) una delle due coalizioni maggiori arriverebbe a superare quota 55%. Nel 2006 questo era successo in Lombardia, Veneto e Sicilia (per il Polo) e in Emilia, Toscana, Umbria, Basilicata e Calabria (per l'Unione). Ne consegue una situazione in cui, in ciascuna regione, il vincitore prende il 55% dei seggi e i perdenti si dividono il 45% sempre che altri partiti, oltre ai due maggiori, superino la soglia dell'8%. Quattro scenari. Le ipotesi possibili sono quattro: la prima parte dal presupposto che il Pdl conquisti tutte le regioni in bilico, tranne l'Abruzzo (tenuto dal Pd-Idv); in questo caso, la coalizione guidata da Silvio Berlusconi raggiungerebbe una maggioranza di 5 seggi (160 senatori contro 155 dell'opposizione). Sinistra Arcobaleno e Udc, infatti conquisterebbero senatori in Piemonte, Lombardia, Liguria, Emilia, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Campania, Puglia (Sinistra Arcobaleno) e Veneto, Marche, Lazio, Abruzzo, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia (Udc). Sono le regioni in cui i due partiti si trovano intorno alla soglia dell'8%. D'altra parte, se non riuscissero a superarla, i loro seggi andrebbero, in ciascuna regione, a vantaggio della coalizione sconfitta e non di quella vincitrice. Questo perché, come accennato prima, in nessuna regione qualcuno supera il 55% dei voti. Gli altri scenari muovono dall'idea che il Partito Democratico-Idv riesca a tenere, oltre all'Abruzzo, anche il Lazio. In questo caso, il complesso dell'opposizione (Pd-Idv, Sa, Udc) pur non essendo ovviamente in grado di formare una maggioranza, avrebbe un vantaggio di 7 seggi (161 contro 154) rendendo di fatto impossibile il governo della coalizione Pdl-Lega-Mpa. Se poi, il raggruppamento di Veltroni fosse in grado di tenere anche in Calabria, l'opposizione arriverebbe addirittura a quota 164 seggi contro i 151 di Berlusconi. Infine, se al Partito Democratico riuscisse di prevalere anche in Sardegna e Liguria, si arriverebbe addirittura ad una ampia maggioranza per l'opposizione, che potrebbe contare su ben 168 seggi, facendo scendere il Pdl sotto i 150 (147)". Molto interessante, cari lettori del mio blog, non trovate? E facciamo un'altra considerazione: che peso potrebbe avere il cosidetto voto disgiunto? Gianni Guelfi ci fa notare intelligentemente: "Gli elettori della S.A. dovrebbero votare, nelle regioni in bilico tra i due grandi partiti (Liguria, Lazio, Abruzzo, Sardegna, Calabria), per il PD o l' IDV al Senato. Mentre alcuni elettori di Veltroni e Di Pietro ritornerebbero il favore votando per la banda Bertinotti non solo nelle regioni dove il PD è sicuro vincente (Emilia,Toscana e Umbria), ma anche in quelle dove, come nel Veneto, è dato sicuro perdente. Ciò al fine di consentire alla S.A. di raggiungere il fatidico 8%, utile a rosicchiare senatori a Berlusconi". Andando a sommare queste considerazioni, capiamo bene che Berlusconi sa di non avere più la vittoria in pugno, anzi. Inoltre, aggiungiamo pure che gli ultimissimi sondaggi della giornata vedono il Partito Democratico in forte recupero nei confronti del Carrozzone delle Libertà: il risultato è che Berlusconi si lascia andare a delle dichiarazioni impensabili fino a pochi giorni fa ("attenti, rischiamo di perdere al Senato"). Ma questa volta non si lamentasse. Era stato avvertito da Veltroni, ma ha voluto le elezioni con l'attuale legge elettorale, il "porcellum calderolum": un assurdo sistema elettorale che, in una situazione in cui il Pdl, a livello nazionale mantiene un vantaggio del 5% circa, distribuisce seggi e premi di maggioranza regione per regione con il risultato di un sostanziale "pareggio". Chiudo l'analisi con una frase di mia invenzione e che spero trovi diffusione nella blogosfera italiana: "chi di porcellum ferisce, di porcellum perisce". Yes, we can.


26 marzo 2008

RIDICOLIZZARE SILVIO BERLUSCONI? NON HA PREZZO


Dopo lo schiaffo dato ai miei amici incoerenti della "destra lecchinista-finiana", oggi è il turno di coloro che fanno di Silvio Berlusconi il loro Messia, il loro credo, la loro ragione di vita (e vi assicuro che l'Italia è piena di questi "personaggi fiabeschi"). Attraverso un video propostomi da un lettore via e-mail, sarò in grado di dimostrarvi quanto Silvio Berlusconi possa battere il fido Gianfranco Fini in un teorico scontro su chi sia il politico più incoerente della storia repubblicana italiana: bugie, gaffes, scempiaggini ed i famosi ed innumuerevoli "sono stato frainteso, è colpa della stampa stalinista", che tanto hanno reso  famoso il leader del Carrozzone delle Libertà. Qualsiasi persona che abbia un minimo di onestà intellettuale, corredata da un pizzico di intelligenza,  avrà modo di notare le forti contraddizioni ed incoerenze presenti nella mente di Silvio Berlusconi, tanto che il "ma anche" veltroniano sembrerà niente in confronto. Pregherei tutti coloro che avranno modo di vedere questo video di diffonderlo nei loro blog e di "assaporarlo" in ogni suo secondo: sbugiardare Fini è stato bello, ma ridicolizzare Silvio Berlusconi, credetemi, non ha prezzo.


9 marzo 2008

IL RITORNO DEL CAINANO

 (Inside Foto)

Il "CaiNano" è tornato: al PalaLido di Milano, durante il solito discorso show che piace tanto ai "pecorones appecorati" (intenti soprattutto ad acquistare il "Silviodanaio" - un salvadanaio con le sembianze del leader di Forza Italia, «il posto più sicuro in cui mettere i tuoi risparmi, l’unico con un tasso di interesse altissimo» - e a cantare le varie canzoncine in stile "BuonaDomenica" e Mariano Apicella - con Fini prima voce durante l'esecuzione dell'inno del Carrozzone delle Libertà ovvero "Meno male che Silvio c'è"...), Silvio Berlusconi ha letteralemente distrutto e buttato via il documento dei punti programmatici del Partito Democratico. Per il "tronchetto con la bandana" si tratterebbe di "carta straccia", dimostrando per l'ennesima volta che è lui il primo a cercare lo scontro politico, a mettere gli italiani gli uni contro gli altri e, pericolosamente, a non avere rispetto per l'avversario politico. Silvio Berlusconi, dopo l'ennesimo gesto violento e antidemocratico, si dimostra sempre più convinto di dover radicalizzare lo scontro, ad eccitare il suo popolo e quello degli indecisi, da sempre predisposti ad apprezzare questi osceni e stucchevoli colpi di teatro. Eppure questo "strappo" del programma altrui dimostra una cosa importante: Silvio Berlusconi comincia a "cagarsi addosso". Il leader del centrodestra ci lascia capire di essere stato infastidito e parecchio dai «petardi» del Pd, dalla ventata di novità che questo rappresenta, per la sua capacità di saper parlare in maniera nuova con tutte le categorie e forze sociali di qualsiasi parte d'Italia (e non è un caso il forte successo ottenuto da Veltroni nelle regioni del Nord-Est in questi giorni).  E mentre i pecorones agitavano le bandiere, ecco che partono i balli di gruppo. È toccato a un complesso musicale scaldare la platea del Palalido dove sono presenti circa 8mila persone secondo gli organizzatori. Spazio anche alla musica italiana con «Sarà perché ti amo» dei Ricchi e Poveri e «Boccadirosa» di De André a ritmo di tarantella, e a quella spagnola con un Ricky Martin d’annata.  Gli striscioni e i cori sono tutti per il Cavaliere: «Silvio, Bergamo è con te», «Silvio, sei il nostro Santo» e altre stronzate simili. Ma tanto non c'è differenza tra un congresso di partito di Forza Italia (che tanto non si è mai realmente svolto) ed una puntata di Buona Domenica. La prossima volta però, per fare una cosa più seria, potrebbero direttamente chiamare la Paola Perego a dirigere i lavori interni allo stesso, con Sara Varone pronta ad arringare la folla con una doccia al centro del palco. Tanto in realtà, a questi pecorones, della politica non interessa un fico secco: loro vanno per sventolare la bandiera, per vedere Berlusconi dal vivo, per ballare e cantare, mica per fare politica. La risposta di Veltroni a questo "strappo antidemocratico berlusconiano" è semplicemente perfetta:  «Noi non stracciamo i programmi degli avversari, li leggiamo e li rispettiamo». Prendi e porta  a casa, caro Berlusconi. Un Berlusconi che  imbarca nel suo Carrozzone delle Libertà, alla faccia del lacchè Gianfranco Fini, sempre più gente di "spettacolo": saranno candidati nel PDL (partito che vede al suo interno un'accozzaglia innumerevole di partiti, partitini e movimenti, dai Liberaldemocratici di Dini a De Gregorio, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, dai democristiani di Pizza ai pensionati di Fatuzzo, dai circoli della Libertà della Brambilla a Lombardo, per includere, infine gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio che con Lombardo non so proprio che c'azzeccano) personaggi del calibro di Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, la figlia di Lorenzo Necci, Alessandra, l'ex fidanzata del fratello Paolo, Katia Noventa, la bella Barbara Matera, già «letteronza» di Mai dire domenica, così come Nunzia De Girolamo, che in Campania i quotidiani i locali descrivono come «la nuova Mara Carfagna. E allora so cazzi...Ma lasciatemi chiudere con alcune parole di Eugenio Scalfari, tratte da "Lo strappo del Palalido": "non era mai accaduto un fatto simile in nessuna campagna elettorale. Quel gesto, quelle parole, quei pezzi di carta svolazzanti in aria fanno piazza pulita di ogni ipotesi di "fair play", di rispetto dell'avversario, di consapevolezza dei problemi del Paese e della loro gravità. Tradiscono un senso di paura per un risultato che ancora pochi giorni fa sembrava assegnare con certezza la vittoria alla destra (perchè di destra conservatrice si tratta, altro che popolare) e che invece comincia ad esser percepito come incerto". Vero Cainà?


4 marzo 2008

TREMONTI MINISTRO DELL'ECONOMIA ITALIANA? NO, GRAZIE.

 

"Giulio Tremonti sarà il nostro ministro dell'Economia e delle Finanze". Lo ha ribadito il leader del Pdl Silvio Berlusconi, ospite di Sky Tg24 Pomeriggio, smentendo le voci di un possibile incarico alla Farnesina per il vicepresidente di Forza Italia in caso di vittoria alle elezioni.

Cari italiani, avete capito bene. Il rag. Ugo Tremonti, in caso di vittoria (ormai sempre meno scontata) del "Carrozzone delle Libertà", diventerebbe di nuovo e purtoppo il Ministro dell'Economia e delle Finanze. Ma chi è Giulio Tremonti? Artefice e uomo chiave della recessione economica italiana durante i 5 anni di governo targati Berlusconi (qui troverete le cifre di quanto sia costato agli italiani il governo del tronchetto con la bandana), basa le sue credenze economiche sul condono, ovvero quel provvedimento emanato dal governo - solitamente in via eccezionale - tramite il quale i cittadini che vi aderiscono, possono ottenere l'annullamento, totale o parziale, di una pena o di una sanzione. Premettiamo due cose: durante il governo Berlusconi il condono non veniva applicato "solitamente" ma quotidianamente; inoltre, Giulio Tremonti aveva più volte espresso la sua contrarietà nei confronti dello strumento "condono". Aveva affermato, stranamente in modo sensato, che "in Sudamerica il condono fiscale si fa dopo il golpe. In Italia lo si fa prima delle elezioni, ma mutando i fattori il prodotto non cambia: il condono è comunque una forma di prelievo fuorilegge". Poi ovviamente, diventando un dipendente di Silvio Berlusconi, cambiò radicalmente il suo pensiero: nel corso dei due Governi Berlusconi, Tremonti infatti varò una serie infinita di condoni, ricevendo una denuncia da parte dell'Unione Europea per quello del 2002 e il plauso degli evasori fiscali, zoccolo duro dell'elettorato di Forza Italia.


28 febbraio 2008

IL CONFLITTO DI INTERESSI NON ESISTE. PAROLA DI SILVIO BERLUSCONI



Conflitto di interessi.
"Il conflitto d'interessi non esiste perchè da 14 anni non mi occupo più delle mie aziende che ho del tutto affidato ai miei figli". Parola di Silvio Berlusconi.
Chi gli vuole rispondere? La risposta migliore sarà pubblicata su questo post (con tanto di link). Non ce la faccio più a ripetere le solite cose. Fatemi divertire voi.


22 febbraio 2008

FORZA ITALIA NON CI PRENDESSE PER IL CULO, GRAZIE



Non credevo alle mie orecchie: il Carrozzone delle libertà non avrebbe candidato chi avesse procedimenti penali in corso, o condanne passate in giudicato.
Belle parole, uscite dalla bocca di Sandro Bondi, quello che per il padre-padrone farebbe veramente di tutto e di più, quello che ha la faccia di bronzo di dire qualsiasi cosa gli venga ordinata. Con quella voce caritatevole, con quello sguardo di chi ha visto e toccato con mano l'Unto dal Signore, con quella mente lobotomizzata nel dire solo ciò che va a favore tanto del Berlusconi politico quanto del Berlusconi uomo, Sandro Bondi ha però subito aggiunto testuali parole: "a meno che non si tratti di condanne politiche". E qui allora avevo capito tutto: si trattava di una grande presa per il culo targata Forza Italia e, aggiungo, vista la recente fusione, Alleanza Nazionale. Praticamente lo decide Berlusconi se una condanna è politica o meno, mettendo in discussione il lavoro della magistratura, perno della democrazia di ogni stato civile. Alfredo Vito ha una condanna per 22 casi accertati di corruzione? Non conta, perchè si è trattato di una condanna politica. Ed i 2 anni dati per frode fiscale a Marcello dell'Utri? Si è sempre trattato di una condanna politica.  Vogliamo parlare delle condanne per bancarotta fraudolenta a Giampiero Cantoni o quella per corruzione della GDF a Massimo Berruti, entrambi di Forza Italia?. Non vi potete sbagliare, sono sempre condanne politiche. In parole povere, se un parlamentare è di Forza Italia e viene condannato, si tratterebbe di una condanna politica. Tutto il resto è noia. Ovviamente, un ragionamento del genere, non poteva essere portato avanti in prima persona da Silvio Berlusconi: ci hanno mandato lui, "robottino" Sandro Bondi. Poi stavo pensando ad un'altra faccenda: ma se questi di Forza Italia veramente rinunciassero a candidare quella solita carovana parlamentare di inquisiti e condannati (a parte quelli vittime di processi politici, sic!) chi potrà mai rappresentare i paladini delle libertà alla Camera e al Senato? Dal mondo della televisione ecco spuntare Katia Noventa ed Aida Yespica, si riproporrà Mara Carfagna, con la Gardini, senza dimenticare la Carlucci e la Colli. A quando Iva Zanicchi ministro dell'Economia? Cento, cento, cento, gira la ruota, girala! Ok il prezzo è giusto. Ma per favore, un minimo di serietà.


18 febbraio 2008

IL CARROZZONE DELLE LIBERTA' E LA LEGA NORD

 

Fatemi capire una cosa: Silvio Berlusconi ha preferito allearsi con la Lega Nord, una forza politica dichiaratamente razzista e xenofoba, omofoba e per giunta contrapposta ed avversa alla stessa idea di Italia, piuttosto che con una forza moderata come l'Udc di Casini? A questo punto mi sorge un dubbio: come può il Carrozzone delle libertà rappresentare il centro-destra italiano in Europa, visto che al suo interno di "moderato" non ha nulla? C'è un partito populista, uno razzista, uno post-fascista ed uno fascista guidato dalla nipote del duce. Ed il partito popolare europeo che c'azzecca, scusate? Inoltre mi domando: come può Gianfranco Fini essere alleato con chi della bandiera italiana "ci si pulisce il culo"? (parole dette da Bossi durante un comizio). Ma la coerenza e l'onestà intellettuale di Fini dove sono finite? E la fiamma tricolore, con tanto di bandiere italiane sullo sfondo, che fine ha fatto? Vendute, o meglio, svendute al miglior offerente: Silvio Berlusconi, che tutto compra, anche gli ideali. Tanto finchè c'è chi vende, tutto è possibile.


12 febbraio 2008

IL CARROZZONE DELLE LIBERTA'


Il carrozzone delle libertà imbarca tutti e tutto: tanti salgono ma alcuni scendono. In tutta questa favola in stile Arcorlandia, l'unico coerente si è dimostrato (almeno per ora) il camerata Storace, che con la sua lista "La Destra", ha deciso di correre da solo, proponendo la Santanchè come candidato premier. L'altro camerata, o meglio "cameriere camerata", Gianfranco Fini,  è tornato all'ovile. Gli avevo prospettato una scelta: o fogne o Berlusconi. Dopo aver assaporato un minimo di libertà nei mesi di novembre e dicembre, il lacchè Gianfranco Fini ha sciolto ogni riserva: "Condivido la proposta di Berlusconi di dare al popolo del 2 dicembre, al popolo della libertà, un'unica voce in Parlamento. E' una pagina storica della politica italiana: il 13 aprile nascerà un nuovo grande soggetto politico ispirato ai valori del Partito popolare europeo e quindi alternativo alle sinistre. Mi auguro che gli amici dell'Udc vogliano scrivere questa importante pagina assieme a noi". Eppure il leader di Alleanza Nazionale aveva parlato chiaro, anzi chiarissimo: "il nuovo partito fondato da Berlusconi in piazza San Babila? Comportarsi nel modo in cui sta facendo Berlusconi non ha niente a che fare con il teatrino della politica: significa essere alle comiche finali. Da queste mie parole, volutamente molto nette, voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quel che riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole fare il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno. Mica crederà di essere eterno... Lui a Palazzo Chigi non ci tornerà mai. Per farlo ha bisogno del mio voto, ma non lo avrà mai più. Mai. Si faccia appoggiare da Veltroni" (Gianfranco Fini, 18 novembre 2007); oppure: "abbiamo vissuto l'epoca berlusconiana con un certo qual disagio (...). Le vignette che lo rappresentavano come uno scodinzolante cagnolino intorno a Bush hanno fatto il giro del mondo (...). Non si sottovaluti la portata di queste sue celebri gaffes internazionali" (Il Secolo d'Italia, organo ufficiale di An, 23 novembre 2007); e per finire: "il Cavaliere ha distrutto la Cdl, e ora dovremmo bussare alla sua porta con il cappello in mano e la cenere in testa? Non siamo postulanti. Io tornare all'ovile? Sono il presidente di An, non una pecora" (Gianfranco Fini, 16 dicembre 2007). No Gianfrà, non sei una pecora, sei un pecorones è diversa la cosa. Una pecora ha una sua "personale" dignità, un pecorones, al contrario, è tutto fuorchè un essere pensante dotato di coerenza intellettuale. Tu sei il classico pecorones, che ha deciso di rinunciare al suo partito, alla storia e al simbolo di suddetto, per tornare a fare il lacchè del padre-padrone. Ovviamente hai deciso tu per tutto il partito, con i tuoi lacchè personali più stretti,  nessuna decisione votata a maggioranza; la stessa Donna Assunta ti ha attaccato: "non può mettere la fiamma in soffitta". In parole povere, penso che tanti elettori coerenti di An troveranno la forza ed il coraggio di non votare per questo Carrozzone delle Libertà e magari (e mi costa dirlo) appoggiare chi almeno coerente lo è, ovvero un camerata doc come Storace. Si aspettano sviluppi anche per quanto riguarda l'Udc e il buon Casini anche se scommetto che confluirà nel Pdl berlusconiano: come dice Pezzotta " torna con le mani dietro la schiena da Berlusconi". Insomma nel Carrozzone berlusconiano ci sarà spazio per tutti: da Dini e Mastella a Casini e Cesa, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, per includere, infine (che non è tanto fine) il pensionato Fatuzzo e gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio. Non so come riusciranno a trovare un programma in comune, so soltanto che Berlusconi dovrà impegnarsi in maniera molto più "onerosa". Inoltre vorrei aggiungere un'altra cosa di non poco conto: Silvio Berlusconi sta ricevendo molte critiche dalla stampa internazionale.  Comincia il Times il quale afferma che "Super Walter Veltroni (Mr Nice Guy) è tutto quello che il Cavaliere non è, tutto bella figura in confronti alla brutta figura di Silvio; continua il New York Times definendo Berlusconi "una minaccia per l'Italia". E gli italiani, questa volta, cominciano ad aprire gli occhi: i consensi per il Partito Democratico (e per Antonio Di Pietro) crescono giorno dopo giorno ed il carrozzone delle libertà, pur imbarcando sempre più "merce", ha iniziato a perdere i punti percentuali di vantaggio che aveva. Vuoi vedere che chi di porcellum ferisce di porcellum perisce? Intanto il carrozzone delle libertà va avanti da se, con le regine, i suoi fanti ed i suoi re. O meglio, il suo unico re, Berlusconi da Arcore.


8 febbraio 2008

SULL' ELEZIONI POLITICHE 2008




Mi sono lasciato alcuni giorni per riflettere sulle scelte dei vari leader politici ed in definitiva su come saranno queste elezioni politiche. Non ho ancora tutto chiaro, sarò sincero, eppure devo dire che la mossa di Veltroni mi pare piuttosto "azzeccata". Precisiamo: una mossa politica talmente innovativa che potrà condurre ad una pesante sconfitta o ad una travolgente vittoria, senza l'aiuto dei compagni della Sinistra-Arcobaleno. Veltroni ed il Partito Democratico correranno da soli, in nome della chiarezza e della famosa serietà al governo, al massimo alleati con la lista "Italia dei Valori" di Antonio di Pietro. Correre da soli significa non dover scendere a patti con nessuno e questo potrebbe creare un segnale positivo che la gente potrebbe raccogliere favorevolmente. Nonostante sia difficile vincere le elezioni con questo sistema elettorale resta il vantaggio di iniziare a costruire un cammino lontano dai piccoli partiti. Lo scopo è proprio quello, restare lontani da quei partiti che con una manciata di voti, ottenuti nelle sole province d’appartenenza, possono mettere in bilico, com’è successo, le sorti di una legislatura. Da qui scaturisce la scelta responsabile di correre da soli, basandosi su un proprio programma elettorale da offrire agli elettori, avendo dalla propria parte la certezza che nessuno potrà mettere il bastone fra le ruote, e, se si vince, il programma può essere portato avanti con serenità e tranquillità. E la gente sembra apprezzare davvero tanto:  infatti i cittadini sono convinti che dare la fiducia ad un partito che possa avere caratteristiche di centrosinistra riformista e non massimalista, che corra da solo prendendo le distanze dal resto dei partiti, possa contribuire a modificare il quadro politico italiano in meglio. Aggiungiamo che la Cosa Rossa potrebbe finalmente portare un programma rigorosamente di sinistra, non scontentando più i propri elettori (e non mi pare poco). Bisognerà soltanto capire chi avrà ragione: se la scelta di Veltroni di correre da soli sia fruttuosa o meno o se porterà (speriamo di no) Berlusconi ad avere più voti e più seggi. E' una scommessa e si accettano pronostici da parte dei lettori del mio blog. Per quando riguarda il centro-destra, tengo a sottolineare che la scelta di Berlusconi di far correre Forza Italia ed Alleanza Nazionale in un'unica lista, insieme, ha veramente un qualcosa di fortemente ridicolo. Fi e An insieme in un'unica lista, chiamata Popolo delle Libertà, quel partito che Fini aveva fino a ieri bocciato e totalmente escluso. Fini ci dimostra quello che è: un lacchè della peggior specie, prima con Almirante ed ora con Berlusconi (sarei curioso di sapere cosa ne pensano quegli elettori di An che mai avrebbero immaginato una scelta simile). Ovviamente nel Popolo delle Libertà sarà federata la Lega Nord e l'Udc (o forse no?! Attendiamo le scelte dell'altro lacchè, Casini) e tutti quei partiti che spaziano dai socialisti di Caldoro ai fascisti di Storace e Buontempo, dai neo nazisti di Forza Nuova e Fiamma Tricolore ai Repubblicani di Nucara, dai Pensionati di Fatuzzo all'Udeur di Mastella ed ai vari Giovanardi, Dini e Rotondi; insomma un calderone spaventoso (qualcuno mi spieghi cosa hanno in comune i socialisti coi fascisti!? o i neonazisti con Casini? O Bossi con Storace? E visti gli ultimi fatti, Berlusconi con Fini? Questi due se le sono dette di cotte e di crude ed alla fine, come avevo previsto, eccolo la Fini, tornato all'ovile, senza dire nessun se e nessun ma, rinunciando anche al proprio simbolo). Spero di esser stato chiaro. Mi domando se la scelta vincente sarà quella del Partito Democratico o quella del Popolo "Calderone" delle Libertà. Il futuro della politica, Veltroni, contro il passato funesto, Berlusconi. Dal canto mio, ora come ora, darei il mio voto al Partito Democratico, anche se tra due mesi tutto potrebbe cambiare. Importante, e lo consiglio anche ai miei amici-compagni della sinistra più radicale, è di andare a votare: non disperdete il voto, non annullate la scheda. E' la volta buona che mandiamo a casa Berlusconi e compagnia bella. Obama direbbe "Yes we can", qui a Roma "daje che je la famo!!!".


6 febbraio 2008

IL RAP DELLE IMPUNITA'



In attesa dello scioglimento della Camere e dell'inizio di una nuova campagna elettorale, che prevedo molto più dura di quella appena passata, dedico ai fedeli lettori del mio blog un ottimo video satira su Silvio Berlusconi. Complimenti al creatore di questo video.


28 gennaio 2008

ORA E SEMPRE RESISTENZA, ADESSO PIU' CHE MAI



Silvio Berlusconi, in pieno stile leghista o fascista (fate voi), minaccia la rivoluzione (fascista?) se non si andrà a votare. Le sue parole parlano chiaro: "si voti o a milioni in marcia su Roma". La marcia su Roma.
Il leader della destra demagogica e xenofoba utilizza gli stessi termini e la stessa ferocia antidemocratica che tanto ci ricordano il caro (a loro sia ben chiaro) Benito Mussolini (mi fa pure schifo scrivere questo nome sul mio blog). Berlusconi ci dimostra continuamente che del Paese Italia poco gli importa, anzi proprio niente: ha realizzato una legge elettorale (il porcellum Calderolum) che gli ha permesso di limitare la disfatta alle elezioni politiche del 2006, poi ha detto "si" al referendum istituzionale, in seguito ha deciso addirittura di dialogare con Veltroni e il Partito Democratico per attuare una vera riforma della legge elettorale ed infine boccia ogni tipo di confronto politico al sol grido di "elezioni!" "elezioni!" "elezioni!" e al diavolo se le sue incoscienti decisioni e le sue politiche "voltagabbana" mettono gli italiani gli uni contro gli altri: l'importante è soddisfare i propri interessi personali e la sua fame di potere. Ma badate bene, il mio discorso non va tanto ad attaccare il nano con la bandana: lo conosciamo tutti, ed ormai sono diversi anni che ascoltiamo le sue deliranti farneticazioni. Il mio scetticismo, il mio spirito di rassegnazione, è tutto dedicato alla mia classe politica che non riesce a rispondere a dovere al leader del popolo delle libertà (se esiste ancora). Perchè i vari D'Alema, Fassino e Rutelli subiscono sempre e comunque le parole di Berlusconi? E' possibile che non riescano mai a reagire alle sue parole? Questo parla di rivoluzione e di marcia su Roma ed i nostri parlano "del cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me". Non hanno ancora capito che della morale al popolo italiano non importa niente. Basta questo finto buonismo, questo voler dimostrare la nostra (e c'è) diversità nei confronti della destra populista: è ora di reagire, mobilitiamoci veramente e dimostriamo a Berlusconi che se porta milioni di italiani a marciare su Roma, noi organizzeremo altrettante manifestazioni. Da quando in qua la destra ci deve insegnare come si manifesta? Cos'è quest'aria di disfatta? Enrico Berlinguer non ci ha insegnato niente? Restiamo uniti, mobilitiamoci e non permettiamo a questa destra illiberale di tornare al governo. Lo dobbiamo a chi si è sacrificato per un'Italia libera, unita e veramente democratica. La marcia su Roma se la tengano ben stretta nelle loro "testoline". Caro popolo di sinistra e del partito democratico, ci guidi una sola massima: "Ora e sempre Resistenza, adesso più che mai".




 

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