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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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NUOVO FORMAT: ARTICOLI UNICI































"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
8 ottobre 2008

MI CANDIDO ALLE ELEZIONI PER IL RINNOVO DELLA REDAZIONE DI KILOMBO



Forse molti di voi non mi conoscono e per questo ho deciso di "attaccarmi sulla fronte" delle etichette in modo tale che chiunque possa avere un quadro più dettagliato sul mio conto: antifascista, antiberlusconiano, laico dalla testa ai piedi, legalista e poco amante di tutto ciò che viene definito teodem o teocon. Perchè mi sono candidato? Per rilanciare Kilombo una volta per tutte cercando di trovare tutti insieme (e lo sottolineo, tutti insieme), tramite una serie di emendamenti alla Carta, regole nuove, chiare, precise che non diano a nessun redattore la possibilità di comportarsi come dei "dittatori" ma che allo stesso tempo diano al collettivo maggiori possibilità di decisione
(se avete proposte a riguardo, sarei ben lieto di conoscerle). Rilanciare Kilombo anche e soprattutto dal punto di vista ideologico perchè torni ad essere un aggregatore di sinistra e non un aggregatore di stampo "binettiano" (e mi domando come non sia stato possibile far aderire Kilombo al recente GayPride solo e soltanto perchè i nostri amati teodem hanno messo il bastone fra le ruote). Quindi, maggiore presenza di Kilombo a tutte quelle iniziative e manifestazioni che hanno a cuore i valori della Resistenza Partigiana, il rispetto degli animali e dell'ambiente, la laicità, la difesa di tutti quei diritti conquistati nel passato e che ora ci vogliono togliere (e mi riferisco ad esempio alla questione pillola giorno dopo e aborto) ed ovviamente contro il governo Berlusconi e le sue politiche populiste e fasciste (e già che ci sono, invito tutti i "kilombi" a  scendere in piazza sabato 11 ottobre e firmare contro il Lodo Alfano ). Mi piacerebbe che ci fosse maggiore compattezza tra tutta la popolazione di Kilombo, maggiore affiatamento e meno polemiche, più risultati concreti e vere iniziative da portare avanti. Ovviamente lo faremo insieme, non sarà un lavoro che i redattori faranno in segreto, perchè io vi terrò sempre informati su qualsiasi faccenda in corso. E dai commenti che mi lascerete, da ciò che mi farete capire, mi regolerò di conseguenza. Rilanciamo quindi questa idea di collettivo di sinistra che ultimamente è stata demolita da redattori poco attenti alle esigenze della collettività. Per ora mi vengono queste parole: sicuramente nei prossimi giorni vi terrò aggiornati su qualche mia (e vostra) concreta proposta. Mi sembra una buona base di partenza. Fatemi sapere. Mando un caloroso in bocca al lupo a tutti gli altri apprezzati candidati.


2 ottobre 2008

SUL FILM "MIRACOLO A Sant'ANNA" DI SPIKE LEE

Ci risiamo: i miei amici della destra fascista e forzista hanno confuso per l'ennesima volta la realtà dalla finzione, la storia oggettiva da un semplice film storico "romanzato". Ma andiamo con ordine: nel film, Spike Lee sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, in cui morirono trucidati centinaia di donne e bambini, fu causata da una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell'arrivo delle SS. I soliti fascio-forzisti, figli legittimi di quel mondo fatto di "telenovelas" e "isole dei famosi", penseranno bene di utilizzare suddetto film per "abbeverarsi" di storia (anche perchè mi rendo conto che, per loro, leggere un libro costituisce un'impresa "fascista"): certamente, non si domanderanno se questa storia sia falsa o totalmente inventata. E' ora che qualcuno gli spieghi che il film realizzato da Spike Lee è un film e non un libro di storia da cui apprendere la storia eroica della Resistenza partigiana. Lo stesso regista si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura (la storia) di James Mc Bride che a sua volta così si giustifica: "Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant'Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell'eccidio". Spike Lee ha aggiunto: "Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi". Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film. Come afferma Giorgio Bocca, il migliore giornalista/storico d'Italia: "Spike Lee (il quale ha affermato che  "dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche") ha una idea, sia pur labile, di cosa sia la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? E', per l'appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l'alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l'attesismo che fa comodo all'occupante". E ancora: "Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c'era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l'attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore". L´Anpi condanna l´idea «di attribuire un ruolo decisivo nella dinamica della strage ad un immaginario partigiano traditore» e dichiara il proprio «sdegno e profonda amarezza» perché «a nessuno è consentito costruire e divulgare verità diverse, insinuando storie o fantasie false ed ingiuriose, che suonano offesa alle vittime, alla memoria, alla coscienza collettiva di un popolo, alla sua storia. Condanniamo nel merito un´operazione artistica che non aveva titolo né potestà di scrivere una pagina tanto falsa e deleteria» e che, conclude l´Anpi, può portare «acqua al mulino del revisionismo». Conclusione? L´arte è libera ma non di stravolgere la realtà storica (una realtà che emerge da oggettivi atti processuali). Ai "fascio-forzisti" dedico un solo consiglio: studiate di più e belate di meno.


18 settembre 2008

SILVIO BERLUSCONI E L'ANTIFASCISMO

Silvio Berlusconi, come sappiamo, è il presidente del Consiglio della Repubblica Italiana, una repubblica fondata sul sangue di tutti quegli eroi che si sacrificarono per la libertà e l'indipendenza della nostra Patria e che rispondono al nome di "PARTIGIANI". Con il loro coraggio, con il loro sacrificio, con i loro ideali, è stata scritta anche la nostra Costituzione, testo fondamentale su cui sono scritti diritti e doveri di ogni  cittadino italiano. E dovere di ogni cittadino italiano, e ancor di più di qualsiasi presidente del consiglio, è quello di essere non solo antifascista (essendo la stessa Costituzione antifascista) ma anche di diffondere gli ideali della Resistenza partigiana (tutta, bianca o rossa che sia). Sembrerebbe una considerazione scontanta, anche perchè nel resto d'Europa qualsiasi esponente della destra "democratica" (vedi Sarkozy o la stessa Merkel e da pochi giorni anche Fini) riconosce il ruolo e l'importanza del movimento resistenziale. Dicevo sembrerebbe scontata perchè purtroppo siamo in Italia, paese di fascisti,mafiosi e pecorones (forzisti in primis); infatti proprio ieri, prima di congedarsi dalla stampa, un cronista gli chiede se si considera antifascista, ricordando le polemiche dei giorni scorsi all'interno di An sul ruolo della Repubblica di Salo' e sui valori della resistenza. Il Cavaliere non si sbilancia e replica cosi': ''Io penso soltanto a lavorare". Una risposta degna di uno statista sarebbe stata: "si sono antifascista". Ma Silvio Berlusconi non è uno statista: da Berlusconi possiamo soltanto aspettarci che non conosca la vita di papà Cervi e dei suoi figli (come mostra il video). Per il nano, infatti, gli eroi sono altri: a cominciare dal mafioso Mangano, lo stalliere di Arcore. Vergogna a chi ti vota!


14 settembre 2008

IL "COMPAGNO" GIANFRANCO FINI

Ci sono arrivati anche loro finalmente; dopo le vergognose esternazioni di Alemanno e La Russa sul fascismo e Repubblica di Salò, ecco che appare, come un deus ex machina, Gianfranco Fini che richiama all'ordine i colonelli di Alleanza Nazionale. Il "compagno" Fini è deciso più che mai ad "indicare nei valori «antifascisti» i riferimenti nei quali «la destra deve riconoscersi senza ambiguità nè reticenze», senza accettare equiparazioni tra chi, i resistenti, «combatteva per una causa giusta» e chi, i repubblichini, «fatta salva la buona fede, stava dalla parte sbagliata». In pratica, è arrivato alla conclusione di ciò che noi antifascisti andiamo "diffondendo" dal dopoguerra ad oggi. Ora provo soltanto ad immaginare i pensieri di tutti quei "ragazzi" che nel '68 si rifacevano ai valori della Repubblica Sociale (un pò come lo stesso Fini), di chi è iscritto ad "Azione Giovani" o "Azione Universitaria" o chi come il mio vicino di casa (e chi come lui) ha sempre osteggiato gli antifascisti e i loro ideali. Avete sbagliato, dovete fare marcia indietro adesso cari i miei fascistelli. E non lo dico solo io, antifascista da sempre, ma anche il vostro leader che si è scoperto antifascista da poco (per convenienza politica?). Comunque fa un certo effetto ascoltare le seguenti parole da un ex-fascista: "Chi è democratico è antifascista e sono a pieno titolo antifascisti i valori di ogni democrazia, cioè libertà, uguaglianza e giustizia sociale, presenti nella Costituzione e richiamati dal Capo dello Stato". La storia per il leader di An «non si può negare nè mistificare» e così, a chi è talvolta tentato da un certo revisionismo, Fini ribadisce che «il fascismo fu dittatura» e le leggi razziali «infamia e aberrazione». Quindi una sconfessione delle recenti affermazioni di Alemanno così come è ancora più dura la presa di distanza dalle tesi del ministro La Russa sui ragazzi di Salò. Che dire, dopo 60 anni, ci siete arrivati anche voi fascisti: meglio tardi che mai. Ora andremo tutti insieme a conquistare "il sol dell'avvenir", il "rosso sol dell'avvenir". Ora e sempre Resistenza. Sempre!


8 settembre 2008

A DIFESA DELLA RESISTENZA PARTIGIANA CONTRO IL NEOFASCISMO DEL GOVERNO BERLUSCONI

Non voglio parlare dei migliaia di licenziamenti che vedranno coinvolte l'Alitalia ed il mondo della scuola (si parla addirittura di oltre centomila licenziamenti grazie alla destra berlusconiana) e neppure di come le tasse siano rimaste invariate, se non aumentate, rispetto a quando governava Romano Prodi e il centro-sinistra (tutte favole quelle che vi raccontava Silvio Berlusconi vero?). Oggi è successo qualcosa di molto più grave purtroppo: dopo la riapertura dello storico circolo di estrema destra "Cuore Nero" a Milano e dopo le vergognose parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno, per il quale  il fascismo non fu "un male assoluto" ma soltanto le leggi razziali (dimenticandosi che quest'ultime sono state approvate e volute dallo stesso regime dittatoriale fascista), ecco che dalle fogne è venuto a dire la sua anche il Ministro della Difesa (sottolineo ministro) Ignazio La Russa: "Farei un torto alla mia coscienza se non ricordassi che altri militari in divisa, come quelli della Nembo dell'esercito della Rsi, soggettivamente, dal loro punto di vista, combatterono credendo nella difesa della patria, opponendosi nei mesi successivi allo sbarco degli anglo-americani e meritando quindi il rispetto, pur nella differenza di posizioni, di tutti coloro che guardano con obiettività alla storia d'Italia". A queste parole, gelo e stupore tra la folla che era accorsa in massa per commemorare a Porta San Paolo l'otto settembre 1943, giorno in cui i partigiani e gli antifascisti difesero la città dall'arrivo dei tedeschi invasori. Iniziò la Resistenza e oggi, sessantacinque anni dopo, il Capo dello Stato e i ministri in carica ricordano quella giornata storica, in cui i partigiani iniziarono la sanguinosa guerra di Liberazione e posero la pietra miliare su cui nacque la nostra Costituzione. Potrebbe essere un giorno di unità nazionale, da commemorare e ricordare tutti insieme, ma purtroppo al governo c'è Silvio Berlusconi e la sua coalizione fascio-leghista: una coalizione che vuole riscrivere la storia, equiparando i malfattori e i codardi, ovvero i fascisti, con chi ha rischiato e perso la propria vita per la libertà e l'indipendenza nazionale. Da una parte ci sono stati i repubblichini fascisti (oggi volutamente ricordati dal governo Berlusconi tramite i propri ministri ed eletti) che hanno combattuto non per l'amor Patrio ma per riaffermare un dominio totalitario e criminale, anche per mezzo di stragi di civili innocenti e deportazioni; dall'altra parte i partigiani, i 600000 militari italiani deportati nei campi di concentramento nazisiti e le truppe anglo-americane, che combatterono contro i repubblichini e i nazisti per dare al popolo italiano la democrazia, la libertà, l'indipendenza e la fine di un sanguinoso regime. Punto la storia è questa non si discute. Assistiamo all'ennesimo tentativo di sovvertire la storia d'Italia per dare assalto ai valori che l'hanno sorretta per sessant'anni. E per evidenziare sempre di più l'importanza e l'urgenza della memoria, riporto le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, condivise a pieno anche dall'ANPI: "Vorrei incoraggiare tutti a rafforzare il comune impegno di memoria, di riflessione, di trasmissione alle nuove generazioni del prezioso retaggio della battaglia di Porta San Paolo, della difesa di Roma e della Resistenza". "Quell'8 settembre, ha poi precisato Napolitano, "segnò allo stesso tempo la nascita della Resistenza, nel duplice segno che la caratterizzò fino all'insurrezione vittoriosa e alla liberazione del 25 aprile 1945". "Nel clima di dissoluzione e pauroso sbandamento che seguì l'armistizio con le forze angloamericane", ha ricordato ancora il capo dello Stato, "avrebbe potuto davvero essere travolta la Patria". Ma "così non fu, perchè nacque nello stesso giorno un decisivo moto di riscossa e di rinascita che chiamammo ben presto Resistenza". Con queste parole, vi invito a riflettere sui valori della Resistenza Partigiana, su coloro che morirono per dare nuova vita alla nostra Patria e su coloro che invece si macchiarono di sporche e verognose violenze. Mai e poi mai dimenticheremo. Mai e poi mai equipareremo un partigiano a un fascista. Ora e sempre Resistenza.
 


7 luglio 2008

VOGLIONO CANCELLARE LA STORIA E LA RESISTENZA


 
Il governo Berlusconi, oltre che occuparsi dei problemi giudiziari del suo leader, realizzando norme ad hoc per evitargli qualsiasi tipo di processo che lo vede coinvolto (bloccando, a discapito dei cittadini italiani onesti, migliaia di procedure giudiziarie per stupro, furto, sequestro, corruzione, rapina etc etc), ha deciso di scagliarsi pesantemente contro la Resistenza italiana: nello specifico, attraverso il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, si prevede nel suo articolo 26 la soppressione degli enti inutili fra i quali dovrebbe o potrebbe essere incluso, come segnalato e denunciato in questi ultimi giorni dalla stampa, anche il Museo storico della Liberazione di via Tasso in Roma. Non è inoltre escluso che altri enti e strutture dediti alla custodia e alla valorizzazione della memoria della Resistenza e dell’antitotalitarismo possano essere compresi nella suddetta soppressione. L'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia, di cui faccio parte) giustamente in un suo comunicato fa notare: "non è ammissibile e rappresenterebbe un vulnus gravissimo alla storia, alla dignità e all’essenza democratica del nostro Paese un provvedimento di tale natura, anche se esso si risolvesse non nella soppressione del Museo (ed eventualmente di altri enti e strutture analoghe) ma in un mutamento della sua gestione che ne ridimensionerebbe l’attuale funzione testimoniale e didattica, come efficacemente evidenziato dal suo direttore, prof. Antonio Parisella" (qui troverete l'intero documento). Caro Brunetta, prima di definire "inutili" luoghi di memoria di tale importanza, le consiglio di visitarli personalmente: ci sono scritte fatte con le unghie da tanti italiani condannati a morte dalla dittatura nazi-fascista. Vada a vedere di cosa si tratta, poi magari si accorgerà del grave errore che sta compiendo. La storia non si cancella. La Resistenza non si tocca.


30 giugno 2008

I NUOVI "RESISTENTI": 8 LUGLIO ORE 1800 A PIAZZA NAVONA

Da quando Silvio Berlusconi è tornato al potere, la situazione italiana è drasticamente peggiorata: non solo lo dimostrano i principali indicatori economici di stato, ma anche il fatto stesso che il costo della vita sia cresciuto del 3,8% (soprattutto per prodotti alimentari e carburanti) e il governo non sappia dove "mettere le mani". Il rag. Tremonti è stato soltanto capace di tirare fuori dal cappello magico la demagogica "Robin Tax": tassare i petrolieri che a loro volta tasseranno ancor di più i poveri consumatori (e la benzina cosi ci costerà il doppio). Silvio Berlusconi aveva la soluzione per tutti i problemi degli italiani, aveva la bacchetta magica che avrebbe cambiato in meglio la vita dei suoi discepoli "appecorati": eppure, mentre urgerebbe un intervento a sostegno di pensioni e salari, la sua unica preoccupazione è quella di evitare quei processi che lo vedono coinvolto in prima persona. "I populisti delle libertà" sbraitavano: "l'importante è che risolva i problemi della sicurezza, del carovita e che si arrivi tranquillamente a fine mese, della giustizia non ci interessa niente". Purtroppo, oltre a lanciare la proposta razzista di "marchiare" i bimbi rom e la suddetta Robin Tax nulla è stato fatto. Cambiamenti rapidi e radicali, invece, sono stati adottati proprio nel campo della giustizia italiana: è stato approvato il DDL per garantire l’impunità alle prime cariche dello Stato durante l’esercizio del loro mandato, che diventano quindi più uguali degli altri cittadini di fronte alla legge, e la cosidetta norma "salva Berlusconi" che per garantire l'impunità assoluta del premier sospenderebbe più di 100 mila processi a carico di quei reati che prevedono pene inferiori a dieci anni di reclusione (furto, stupro, rapine, corruzione etc etc). Questa è la sicurezza che cercavano i miei amici del Popolo delle Libertà? Perchè non chiedono interventi a favore di salari e pensioni invece di assecondare Berlusconi e la sua ossessione nei confronti della giustizia (e di attrici e veline?). Perchè tutta questa "fregola" di cambiare le regole della giustizia? Non erano altri i problemi? La cordata berlusconiana per salvare Alitalia è sparita, perchè? Per tutti questi motivi e soprattutto per evitare il rischio reale di una dittatura, l’otto luglio sarò a Roma dalle ore 18:00 in Piazza Navona alla manifestazione indetta da Di Pietro per la libertà di espressione e per la giustizia, ovvero per quei valori tanto cari alla Resistenza Partigiana.


26 aprile 2008

E SBARCO PURE SU YOUTUBE



YouTube, arrivo: ecco il primo video realizzato interamente dal sottoscritto. La tematica? Ovviamente è un video che riguarda la Resistenza Partigiana, per celebrare ed onorare tutti quegli eroi che si sacrificarono per la Libertà e la Democrazia. Nei prossimi giorni inserirò un video con le foto della bellissima manifestazione romana del 25 aprile: eravamo tanti, migliaia, tutti uniti per non dimenticare ciò che è stata la Resistenza in Italia. Ed il vento fischia ancora, cari lettori del mio blog. Si accettano critiche, suggerimenti e consigli, purchè intelligenti; se volete, lasciate qualche commento nella pagina del video .


23 aprile 2008

ANTIFASCISTI DI TUTTA ITALIA, UNITEVI!



Silvio Berlusconi, attraverso il giornale di famiglia diretto da Mario Giordano, ha deciso di muovere guerra al movimento partigiano, alla Resistenza, ai valori che la festa della Liberazione da sempre infonde a tutti gli italiani.
Per mezzo di tal Giordano Bruno Guerri (dipendente di Arcore) si permette il lusso di affermare che la festa del 25 aprile è "una festa che divide"; segue un' intervista al sindaco di Alghero «che ha vietato Bella Ciao», e un altro pezzo sul sindaco di Milano che quest'anno diserta il corteo («e anche il primo maggio» perché non sarà in città, ma, assicura, ci sarà una rappresentanza della giunta), e due articoli contro l'Anpi, l'associazione dei partigiani. Ebbene, senza dubbio, si tratta di un attacco diretto e frontale nei confronti di coloro che rappresentano il meglio dell'Italia, la parte giusta, valorosa, coraggiosa e democratica; ma c'è da fare un'altra considerazione: attaccare la Resistenza partigiana significa allo stesso tempo attaccare anche il cuore della Repubblica italiana, la stessa Costituzione, nata dal sangue di coloro che si sacrificarono per la libertà e l'indipendenza della nostra Patria. Vogliono riscrivere la storia, vogliono equiparare i fascisti ai partigiani, vogliono dirci quale canzone cantare e addirittura, come ha affermato testualmente Gustavo Selva, senatore uscente del Pdl (quello che ha adoperato un'ambulanza per presenziare in una trasmissione tv in un giorno di blocco del traffico), "abolire la festa nazionale del 25 aprile". La deriva neofascista cui stiamo assistendo sta ormai assumendo connotazioni sempre più reazionarie: i fascio-forzisti vogliono colpire i valori più forti su cui è stata costruita la nostra Repubblica Democratica, in linea di continuità con quanto stava accadendo nel quinquennio berlusconiano 2001-2006. Sotto le insegne del "Popolo delle Libertà" (libertà dichiaratamente demagogica e populista, commerciale e pubblicitaria), "sputano sul piatto dove mangiano", dimenticando che se oggi possono dire e fare quello che ritengono più opportuno nel loro percorso politico, lo devono proprio a quegli uomini e a quelle donne che, rinunciando alla propria vita privata, andarono a battersi per riconquistare democrazia e diritti, duramente calpestati dal regime dittatoriale fascista. Come afferma Walter Veltroni: "ll 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, per ricordare il giorno in cui è stata restituita la libertà di dire ciò che si pensa, la libertà di votare, la libertà di stare in un partito, di fare un sindacato e di essere ebrei senza finire in un campo di sterminio. Non ci deve essere nessun italiano che considera questo giorno altro che una festa di tutti gli italiani, la festa della Liberazione". Quindi, cari lettori del mio blog, faccio un appello a voi e alla vostra sensibilità politica: il 25 aprile non andate al mare, non andate in montagna, non rimanete a casa ma partecipate alle manifestazioni, alle iniziative e ai cortei, in programma nelle varie città d'Italia, che celebrano la Liberazione dell'Italia e la riconquistata Libertà. Per quanto mi riguarda sento il dovere morale e politico di partecipare al corteo di Roma che muoverà da Porta S. Paolo (appuntamento alle 11) a piazza del Campidoglio. Vi aspetto, sperando che saremo in tanti a cantare a squarciagola quell'inno di libertà, indipendenza e democrazia che risponde al nome di "Bella Ciao". Antifascisti di tutta Italia, unitevi!


21 aprile 2008

I FASCIO-FORZISTI CONTRO "BELLA CIAO" E LA RESISTENZA

Rialzano la testa i fascio-forzisti e la cosa non mi piace per niente. Pochi giorni prima delle elezioni avevo scritto un post, pubblicato anche su "La Repubblica", intitolato "La Resistenza Partigiana non si tocca": in esso mettevo in luce l'esternazione gravissima dell’On. Dell’Utri riguardo i libri di storia e la Resistenza ed invitavo tutti gli antifascisti italiani a "vigilare con attenzione e responsabilità sulla pericolosa deriva di destra estrema intrapresa dal Popolo della Libertà". Purtroppo era solo l'inizio: Marco Tedde, sindaco forzista di Alghero, ha deciso di vietare alla banda comunale l'esecuzione, il prossimo 25 aprile, Festa della Liberazione del nazifascismo, di 'Bella Ciao', motivo storico del movimento partigiano. Secondo il primo cittadino forzista, la canzone dividerebbe gli italiani. Tra tutte le risposte arrivate a questa ennesima ed insensata "trovata berlusconiana" contro il movimento partigiano, mi preme riportare quella di Giuseppe Giulietti, il portavoce nazionale dell'associazione Articolo 21 liberi di: "Forse il sindaco di Alghero non conosce neppure il testo di una canzone popolare che e' un inno alla necessita' di battersi fino alla morte per la liberta'. Per tranquillizzarlo intervenga lo stesso Silvio Berlusconi, magari in uno dei frequenti viaggi in Sardegna e gli spieghi che la Repubblica democratica che gli ha consentito di diventare primo cittadino di una citta' tanto bella e ricca di storia lo deve anche a quei partigiani che cantando 'Bella ciao' andavano a morire per liberarci dal fascismo e dal nazismo". Una risposta che spiega tutto, che affonda qualsiasi tentativo di controbattuta. La mia risposta al sindaco forzista di Alghero? Ebbene, la canzone "Bella Ciao", senza dubbio, divide è vero: ma va a dividere la parte buona degli italiani da quella cattiva, i giusti dai criminali, gli antifascisti dai fascisti. Per non dimenticare mai che "questo è il fiore del partigiano, morto per la libertà", continuerò a cantare, ora e per sempre.


9 aprile 2008

LA RESISTENZA PARTIGIANA NON SI TOCCA

 

Marcello Dell'Utri, condannato in Cassazione per false fatture e frode fiscale a due anni e tre mesi di reclusione (patteggiando la pena ed usufruendo dello sconto di pena pari ad un terzo), condannato in primo grado a Milano a due anni di reclusione per tentata estorsione ai danni di Vincenzo Garraffa (imprenditore trapanese), con la complicità del boss Vincenzo Virga (trapanese anche lui), con la terza corte d'appello di Milano che conferma la condanna a due anni, condannato dal Tribunale di Palermo a nove anni di reclusione con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, vuole cambiare la storia italiana. Dalle poche condanne che ha ottenuto nella sua vita, dall'alto della sua "limpidissima" onestà morale ed intellettuale, ha deciso di volerci insegnare la storia, lui, che ha "storicamente" definito eroe uno come Mangano, boss mafioso, che il rimpianto giudice Paolo Borsellino defini come "uno di quei personaggi che ecco erano i ponti, le teste di ponte dell'organizzazione mafiosa nel Nord Italia". Ma si sa, per i pecorones era soltanto uno stalliere, vero? In un'intervista rilasciata a Klaus Davi per KlausCondicio, il primo contenitore di approfondimento politico in Rete, in onda su YouTube, Marcellino Dell'Utri ha il coraggio o meglio, la faccia di bronzo, di rilasciare una dichiarazione del genere: "I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione". Caro Dell'Utri, levo "onorevole" perchè non le si addice, ma lei veramente vuole mettere in discussione la storia? Non sto parlando di ideologie, di tifo politico, ma di storia nel senso più oggettivo che possa esistere. Lei si deve mettere in testa che la Resistenza Partigiana è stata una rivolta popolare, fatta da italiani, la parte buona dell'Italia,  contro il proprio passato più oscuro e negativo, rappresentato dalla dittatura nazi-fascista, dalle leggi razziali, dalla guerra, dalle torture, dagli omicidi politici, dalla polizia politica e dalle innumerevoli limitazioni alle libertà fondamentali della persona. Da una parte c'erano gli italiani che, rischiando la loro stessa vita, hanno lottato per gli ideali di patria, libertà, democrazia ed unità nazionale; dall'altra parte c'erano gli italiani, i repubblichini fascisti, che hanno scelto la strada piu facile, quella del più forte, svendendo il proprio paese all'invasore tedesco e continuando con le loro innumerevoli violenze, anche contro donne e bambini. I partigiani, eroi dei nostri tempi, hanno lottato per ridare credibilità internazionale alla nostra amata Patria, per onorare il tricolore italiano "sporcato" dalla barbaria fascista, per creare una nuova Italia, più giusta e soprattutto democratica. Grazie a loro, anche personaggi come Dell'Utri e Berlusconi hanno il diritto di dire quello che vogliono, addirittura sputando sul piatto dove hanno mangiato, mangiano e mangeranno. Ma la storia è questa, non si può cambiare. Chiudo con la secca risposta dell'Anpi (Associazione Nazionale Partigiani d'Italia), di cui sono un fiero membro: "Negli stati civili e democratici a scrivere la storia sono i suoi protagonisti e gli studiosi, in piena libertà e autonomia, non i governi di turno. Un conto è la storia, un altro conto è la propaganda interessata. La storia dell’Italia contemporanea è figlia della Resistenza, la Costituzione della Repubblica ne è il coronamento. L’esternazione gravissima dell’On. Dell’Utri è un motivo ulteriore per vigilare con attenzione e responsabilità sulla pericolosa deriva di destra estrema intrapresa dal Popolo della Libertà". Non posso che condividere. ORA E SEMPRE RESISTENZA.


1 marzo 2008

MEGLIO IL 5XMILLE ALL'ANPI CHE L'8XMILLE ALLA CHIESA

 

Raccolgo con molto piacere l'invito del mio amico Antonio "Tafanus" di pubblicare l'appello di una sua lettrice con la richiesta di dare il 5x mille all'Anpi. Lo riporto qui di seguito:
"Caro Tafà, mio marito Valter è da qualche anno iscritto all'ANPI e, quando gli è possibile, partecipa alle manifestazioni. Qualche giorno fa ha ricevuto  tramite il solito invito anche questa richiesta (di cui ti invio la scansione) di destinare il 5x1000 all'associazione. Visto la difficoltà in cui l'ANPI si trova, ho pensato di fare un passaparola fra gli amici pensando anche  a te e ai Tafanini. Siccome in questo periodo ho avuto un sacco di problemi con il pc non so se qualcun altro ha fatto presente questa possibilità, ma nel dubbio io ti invio il loro suggerimento. Grazie di cuore ,ti saluto e ti abbraccio affettuosamente. Germana Campagnolo (nonnaMana). 
La mia risposta: Cara NonnaMana spero che il tuo appello raggiunga più persone possibili. Conosco le enormi difficoltà in cui versano le varie associazioni partigiane di tutta Italia e la cosa mi rattrista. Mi rattrista perchè la gente sembra fregarsene di chi ha combattutto per la libertà e la democrazia di tutti gli italiani (e sottolineo tutti) e noto, con sommo dispiacere, che questo sentimento "menefreghista" è sempre più forte tra noi giovani (sempre più impegnati a pensare alle macchine e ai concorsi di bellezza). Nel mio piccolo, da sempre, porto nel cuore i valori partigiani cercando di far ragionare più gente possibile a riguardo, soprattutto coinvolgendo i miei coetanei (ricordo con un pizzico di tenerezza quando già in quinta elementare avevo deciso di realizzare una tesina sulla "Resistenza in Italia", per poi portare avanti la stessa tematica, approfondendola maggiormente, anche per l'esame di terza media e della maturità classica). Invito tutti i lettori del mio blog che veramente hanno a cuore le sorti di queste gloriose organizzazioni patriottiche di diffondere l'appello di NonnaMana. E' un nostro dovere.
 


28 gennaio 2008

ORA E SEMPRE RESISTENZA, ADESSO PIU' CHE MAI



Silvio Berlusconi, in pieno stile leghista o fascista (fate voi), minaccia la rivoluzione (fascista?) se non si andrà a votare. Le sue parole parlano chiaro: "si voti o a milioni in marcia su Roma". La marcia su Roma.
Il leader della destra demagogica e xenofoba utilizza gli stessi termini e la stessa ferocia antidemocratica che tanto ci ricordano il caro (a loro sia ben chiaro) Benito Mussolini (mi fa pure schifo scrivere questo nome sul mio blog). Berlusconi ci dimostra continuamente che del Paese Italia poco gli importa, anzi proprio niente: ha realizzato una legge elettorale (il porcellum Calderolum) che gli ha permesso di limitare la disfatta alle elezioni politiche del 2006, poi ha detto "si" al referendum istituzionale, in seguito ha deciso addirittura di dialogare con Veltroni e il Partito Democratico per attuare una vera riforma della legge elettorale ed infine boccia ogni tipo di confronto politico al sol grido di "elezioni!" "elezioni!" "elezioni!" e al diavolo se le sue incoscienti decisioni e le sue politiche "voltagabbana" mettono gli italiani gli uni contro gli altri: l'importante è soddisfare i propri interessi personali e la sua fame di potere. Ma badate bene, il mio discorso non va tanto ad attaccare il nano con la bandana: lo conosciamo tutti, ed ormai sono diversi anni che ascoltiamo le sue deliranti farneticazioni. Il mio scetticismo, il mio spirito di rassegnazione, è tutto dedicato alla mia classe politica che non riesce a rispondere a dovere al leader del popolo delle libertà (se esiste ancora). Perchè i vari D'Alema, Fassino e Rutelli subiscono sempre e comunque le parole di Berlusconi? E' possibile che non riescano mai a reagire alle sue parole? Questo parla di rivoluzione e di marcia su Roma ed i nostri parlano "del cielo stellato sopra di me e la legge morale dentro di me". Non hanno ancora capito che della morale al popolo italiano non importa niente. Basta questo finto buonismo, questo voler dimostrare la nostra (e c'è) diversità nei confronti della destra populista: è ora di reagire, mobilitiamoci veramente e dimostriamo a Berlusconi che se porta milioni di italiani a marciare su Roma, noi organizzeremo altrettante manifestazioni. Da quando in qua la destra ci deve insegnare come si manifesta? Cos'è quest'aria di disfatta? Enrico Berlinguer non ci ha insegnato niente? Restiamo uniti, mobilitiamoci e non permettiamo a questa destra illiberale di tornare al governo. Lo dobbiamo a chi si è sacrificato per un'Italia libera, unita e veramente democratica. La marcia su Roma se la tengano ben stretta nelle loro "testoline". Caro popolo di sinistra e del partito democratico, ci guidi una sola massima: "Ora e sempre Resistenza, adesso più che mai".



22 gennaio 2008

ARRIVEDERDI COMANDANTE BULOW

Nella foto Arrigo Boldrini (dal sito dell'Anpi)

Non c'è crisi di governo che possa oscurare questo triste addio. Un pezzo della nostra Italia più valorosa ci ha lasciati: si è spento a 92 anni Arrigo Boldrini, il coraggioso comandante Bulow, eroe partigiano.
Liberò Ravenna, la sua città, dai nazifascisti e fu guida ed esempio per tutti quelli che, non solo in quegli anni, lottarono per la libertà. La sua storia comincia nell’agosto del 43 quando, dopo aver combattuto durante la seconda guerra mondiale, decide di aderire al partito Comunista. Dopo l’8 settembre, Boldrini diventa protagonista assoluto della Resistenza in Emilia Romagna. Comandante di brigata, è lui a portare anche in pianura la guerra partigiana, fino a allora immaginata possibile solo sulle colline o sulle montagne. Scelse di stare dalla parte dei buoni, dei giusti, dei coraggiosi, di coloro che volevano far tornare grande la nostra Italia, libera ed indipendente, democratica ed ugualitaria. Ricevette la medaglia d'oro al valor militare, perchè lui si, se la meritò, rischiando la vita per tutti noi e per il suo paese. Queste le motivazioni: "Ufficiale animato da altissimo entusiasmo e dotato di eccezionale capacità organizzativa, costituiva in territorio italiano occupato dai tedeschi due brigate di patrioti che guidava per più mesi in rischiose e sanguinose azioni di guerriglia. Nell'imminenza dell’offensiva alleata nella zona – proseguiva – sosteneva alla testa del propri uomini e per più giorni consecutivi, duri combattimenti contro forti presidi tedeschi, agevolando così il compito delle armate alleate. Successivamente, con arditissima azione, costringeva il nemico ad abbandonare un'importante località portuale adriatica che occupava per primo. Benché violentemente contrattaccato da forze corazzate tedesche e ferito, manteneva le posizioni conquistate, contrastando con inesauribile tenacia la pressione avversaria. Si univa quindi con i propri uomini alle armate anglo-americane, con le quali continuava la lotta per la liberazione della Patria". Walter Veltroni afferma: "Se ne va un pezzo dell'Italia migliore". In un telegramma il presidente del Consiglio Romano Prodi ha ricordato come  «il suo interesse per la libertà di tutti sarà di sicuro esempio per le future generazioni». Ma, Romano Prodi, si dimentica che il popolo delle libertà non ha mai partecipato a nessuna ricorrenza partigiana, a nessuna commemorazione, a niente. Loro sputano sul piatto dove mangiano e sfruttano quella libertà che gente come Boldrini gli ha assicurato. I paladini delle libertà preferiscono partecipare ai raduni di Forza Nuova, di Alternativa Sociale e della Fiamma Tricolore. Tra fascisti, ovviamente, si intendono a meraviglia. Caro Boldrini, ovunque lei sia, sappia che porterò sempre con me il suo ricordo di uomo vero, onesto e soprattutto partigiano. Un uomo che per la libertà di tutti ha messo in pericolo la sua stessa vita. E la libertà di cui parliamo, non è la liberta "venduta a buon mercato" da Berlusconi sulle reti Mediaset e su Panorama. E' la libertà dell'Italia e di tutti gli italiani. Arrivederci comandante Bulow.

ORA E SEMPRE RESISTENZA.



 

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