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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
10 maggio 2008

MARCIA FASCISTA DEI REDUCI DI SALO'? NO, GRAZIE


 
Ho ricevuto, alcuni giorni fa, una e-mail molto interessante da un mio fedele lettore, Giampaolo. Mi fa notare che molto probabilmente  Cuneo, il 10 maggio, sarà teatro di una manifestazione a dir poco scandalosa: la marcia dei reduci della Repubblica di Salò.
A richiederla è un tal Diego Michelini, della Federazione di Torino Repubblica Sociale Italiana, anche a nome dei Reduci della Repubblica Sociale Italiana. Immediato, giustamente, il «no» del sindaco Alberto Valmaggia e della giunta di centrosinistra. «Cuneo è la città di Duccio Galimberti che si appellò ai cuneesi perché si ribellassero a nazisti e fascisti e fu trucidato. È la città della Resistenza. Di Nuto Revelli. Vogliono provocare. Invitiamo il signor questore e il prefetto a vietare la manifestazione». È martedì sera. L’appello del Comune viene diffuso in un comunicato stampa. «Sarebbe la prima volta che i fascisti parlano in una piazza di Cuneo», stigmatizzano all’Istituto storico della Resistenza di Cuneo. Ci provò Giorgio Almirante negli Anni Settanta: finì che la manifestazione del Movimento sociale si tenne, blindata, al chiuso, con duemila ex partigiani a sfilare per le strade della città. Ma a quanto pare, è «Difficile dire di no», argomenta con una manciata di parole il presidente della Provincia, il liberale - ora di Forza Italia - Raffaele Costa: «Manifestare è un diritto. Ma resta il fatto che volerlo fare qui, a Cuneo, ha il sapore della provocazione». E se lo dice pure un forzista, ci sarà un motivo no? Giampaolo mi ha chiesto di dare visione alla faccenda e soprattutto alla possibile contromanifestazione promossa dalle organizzazioni partigiane: sabato, stessa ora (10,30), sempre nella parte vecchia di Cuneo. L'Anpi e le altre associazioni (tra cui Aned, Fvil, Fiap, Istituto Storico della Resistenza e della Società contemporanea, Cgil, Cisl, Arci, Acli, Associazione Combattenti e reduci, Partito Democratico, Rifondazione Comunista, Sinistra Democratica e la Citta Apertà) ritengono che sia una richiesta provocatoria in quanto: il mese di maggio del 1945 non ha rappresentato la fine dei lutti e delle sofferenze provocate dalla guerra voluta dal fascismo (morte persone sono morte in conseguenza delle ferite, molte internate hanno continuato a morire nei lager); il 10 maggio '45 a Cuneo c'è stato un solo morto, ed era partigiano; i giustiziati della RSI erano stati riconosciuti passibili della pena capitale (prevista dalle disposizioni insurrezionali del CNL Alta Italia) da un regolare tribunale della V° Zona Partigiana; Cuneo è città Medaglia D'oro e Città Simbolo della Resistenza. Riporto ancora dal comunicato stampa: "per questi motivi le associazioni sopraindicate, non solo deplorano la gravità della richiesta ma, preoccupate anche del clima di pericoloso revanscismo fascista e neonazista che si manifesta nel nostro Paese (vedi i recenti fatti di Verona), sottolineano i rischi di una ricaduta che una simile iniziativa potrebbe avere sulla civile convivenza recando una sostanziale offesa ai valori della Costituzione.  Pertanto le associazioni firmatarie, pur rispettando i morti di qualsiasi parte non possono tuttavia accettare le equiparazioni e si impegnano a riaffermare i valori della Resistenza e dell'antifascismo organizzando per sabato 10 maggio dalle ore 10:00 un presidio, davanti alla sala di S.Giovanni, dove è allestita la mostra "Liberazioni". Vorrei aggiungere un'ultima cosa: non si potrà mai equiparare chi ha combattuto per la libertà con chi ha combattuto per una dittatura. Mai. Ora e sempre Resistenza.

Last Update: 
sembra chiudersi definitivamente “per ragioni di ordine pubblico” la vicenda in questione. La marcia fascista non si farà. Bene cosi.

 


17 luglio 2007

APPELLO DELL'ANPI ALLA VIGILANZA CONTRO LE PROVOCAZIONI NEOFASCISTE


 
Come membro dell'ANPI di Roma, riporto il comunicato ufficiale "romano" che manifesta il pensiero dell'associazione riguardo i numerosi gesti neofascisti avvenuti in queste settimane a Roma (Villa Ada fra tutte).

Qui trovate il testo.

ORA E SEMPRE RESISTENZA, contro qualsiasi rigurgito di stampo fascista.
Spero in una condanna forte e sincera soprattutto dalla cosiddetta destra liberale e moderna. Sempre se in Italia esiste qualcosa del genere.


8 luglio 2007

MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA PER RISPONDERE ALLA VIOLENZA SQUADRISTA A VILLA ADA



Stavo leggendo i vari articoli dei vari giornali, finchè, sull'Unità, la mia attenzione si focalizza su una frase:  «Roma città aperta rifiuta i fascisti». Ebbene, si tratta dello slogan che è stato  scritto sullo striscione che apre il corteo organizzato da movimenti e organizzazioni per protestare contro l'aggressione avvenuta la settimana scorsa nel parco di Villa Ada a Roma dopo il concerto della Banda Bassotti, da parte di un gruppo di estrema destra, nei confronti degli spettatori del concerto. Rimasero ferite due persone e un carabiniere (si avete capito bene, anche un carabiniere).


"Roma citta aperta rifiuta i fascisti":
il mio cuore antifascista ha pulsato nel leggere questa frase e subito ho ricordato i tristi e gravi avvenimenti di pochi giorni fa.  Il corteo è partito proprio da villa Ada, presenti tante sigle dell’associazionismo, in testa l’Arci a seguire la Rete antifascista metropolitana (Ram), Anpi (associazione nazionale partigiani), Arcigay e centri sociali, ma sopratutto tanta gente comune per dire no agli attacchi fascisti.

Sono rimasto colpito dalle dichiarazioni di due manifestanti: spiega Paolo,
una voce tra le tremila presenti ,"le istituzioni non rispondono, non sono presenti neanche qui oggi, lo stato può e deve intervenire per arginare fenomeni pericolosi come questi"; ha ragione Paolo, in quanto lo Stato dovrebbe impedire una volta per tutte questo rigurgito di fascismo. Bisogna mettere al bando questi partiti neofascisti una volta per tutte, in quanto anticostituzionali.
Ovviamente, questa opera di "sdoganamento" fascista è stata opera del leader della destra populista Silvio Berlusconi, che infischiandone dei valori e dei principi su cui si basa il nostro Paese, decise addirittura di fare con questi partiti neofascisti un'alleanza elettorale.

Aggiunge Valeria: " io c’ero quando è successo tutto, è stato assurdo subire attacchi perché si sta ascoltando un concerto, senza potersi difendere, senza capire cosa stesse accadendo".


Un successo per la manifestazione, un successo per l'Italia democratica, repubblicana e partigiana.





 

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