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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
15 maggio 2008

MA PER FRATTINI LA CINA VALE PIU' DEL DALAI LAMA

Guardate il Giornale di Berlusconi come commentava l'impossibilità di Romano Prodi di ricevere il Dalai Lama: "Ma ogni delicatezza per non disturbare la Cina, dispotismo comunista che da quando esiste ha fatto la guerra a tutti i suoi vicini". E continua: "Perciò anche in Italia come in Canada e negli Stati Uniti e in Germania si deve ricever con ogni onore il Dalai Lama". Ora, dimostrerò ai miei amici fascio-forzisti, quanto siano stati derisi ed umiliati proprio da chi prometteva il contrario: è notizia di oggi, infatti, che Il ministro degli Esteri Franco Frattini non intende provocare inutilmente gli «amici cinesi» incontrando il Dalai Lama, il leader spirituale tibetano. E’ quanto afferma in un’intervista al Financial Times. Che non si voglia disturbare "la Cina amica"? Riprendendo il titolo a caratteri cubitali del giornale berlusconiano, possiamo affermare che la Cina "per Frattini vale più del Dalai Lama"? Ma non doveva cambiare l'aria? I comunisti non mangiavano i bambini? Citofonare Berlusconi-Frattini per ogni chiarimento. A Mario Giordano, direttore de "IlGiornale", dedichiamo il nostro silenzioso sdegno. Ai pecorones il video in questione, con l'augurio che possano prima o poi aprire gli occhi una volta per tutte.


23 aprile 2008

ANTIFASCISTI DI TUTTA ITALIA, UNITEVI!



Silvio Berlusconi, attraverso il giornale di famiglia diretto da Mario Giordano, ha deciso di muovere guerra al movimento partigiano, alla Resistenza, ai valori che la festa della Liberazione da sempre infonde a tutti gli italiani.
Per mezzo di tal Giordano Bruno Guerri (dipendente di Arcore) si permette il lusso di affermare che la festa del 25 aprile è "una festa che divide"; segue un' intervista al sindaco di Alghero «che ha vietato Bella Ciao», e un altro pezzo sul sindaco di Milano che quest'anno diserta il corteo («e anche il primo maggio» perché non sarà in città, ma, assicura, ci sarà una rappresentanza della giunta), e due articoli contro l'Anpi, l'associazione dei partigiani. Ebbene, senza dubbio, si tratta di un attacco diretto e frontale nei confronti di coloro che rappresentano il meglio dell'Italia, la parte giusta, valorosa, coraggiosa e democratica; ma c'è da fare un'altra considerazione: attaccare la Resistenza partigiana significa allo stesso tempo attaccare anche il cuore della Repubblica italiana, la stessa Costituzione, nata dal sangue di coloro che si sacrificarono per la libertà e l'indipendenza della nostra Patria. Vogliono riscrivere la storia, vogliono equiparare i fascisti ai partigiani, vogliono dirci quale canzone cantare e addirittura, come ha affermato testualmente Gustavo Selva, senatore uscente del Pdl (quello che ha adoperato un'ambulanza per presenziare in una trasmissione tv in un giorno di blocco del traffico), "abolire la festa nazionale del 25 aprile". La deriva neofascista cui stiamo assistendo sta ormai assumendo connotazioni sempre più reazionarie: i fascio-forzisti vogliono colpire i valori più forti su cui è stata costruita la nostra Repubblica Democratica, in linea di continuità con quanto stava accadendo nel quinquennio berlusconiano 2001-2006. Sotto le insegne del "Popolo delle Libertà" (libertà dichiaratamente demagogica e populista, commerciale e pubblicitaria), "sputano sul piatto dove mangiano", dimenticando che se oggi possono dire e fare quello che ritengono più opportuno nel loro percorso politico, lo devono proprio a quegli uomini e a quelle donne che, rinunciando alla propria vita privata, andarono a battersi per riconquistare democrazia e diritti, duramente calpestati dal regime dittatoriale fascista. Come afferma Walter Veltroni: "ll 25 Aprile è la festa di tutti gli italiani, per ricordare il giorno in cui è stata restituita la libertà di dire ciò che si pensa, la libertà di votare, la libertà di stare in un partito, di fare un sindacato e di essere ebrei senza finire in un campo di sterminio. Non ci deve essere nessun italiano che considera questo giorno altro che una festa di tutti gli italiani, la festa della Liberazione". Quindi, cari lettori del mio blog, faccio un appello a voi e alla vostra sensibilità politica: il 25 aprile non andate al mare, non andate in montagna, non rimanete a casa ma partecipate alle manifestazioni, alle iniziative e ai cortei, in programma nelle varie città d'Italia, che celebrano la Liberazione dell'Italia e la riconquistata Libertà. Per quanto mi riguarda sento il dovere morale e politico di partecipare al corteo di Roma che muoverà da Porta S. Paolo (appuntamento alle 11) a piazza del Campidoglio. Vi aspetto, sperando che saremo in tanti a cantare a squarciagola quell'inno di libertà, indipendenza e democrazia che risponde al nome di "Bella Ciao". Antifascisti di tutta Italia, unitevi!



 

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