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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
9 marzo 2008

IL RITORNO DEL CAINANO

 (Inside Foto)

Il "CaiNano" è tornato: al PalaLido di Milano, durante il solito discorso show che piace tanto ai "pecorones appecorati" (intenti soprattutto ad acquistare il "Silviodanaio" - un salvadanaio con le sembianze del leader di Forza Italia, «il posto più sicuro in cui mettere i tuoi risparmi, l’unico con un tasso di interesse altissimo» - e a cantare le varie canzoncine in stile "BuonaDomenica" e Mariano Apicella - con Fini prima voce durante l'esecuzione dell'inno del Carrozzone delle Libertà ovvero "Meno male che Silvio c'è"...), Silvio Berlusconi ha letteralemente distrutto e buttato via il documento dei punti programmatici del Partito Democratico. Per il "tronchetto con la bandana" si tratterebbe di "carta straccia", dimostrando per l'ennesima volta che è lui il primo a cercare lo scontro politico, a mettere gli italiani gli uni contro gli altri e, pericolosamente, a non avere rispetto per l'avversario politico. Silvio Berlusconi, dopo l'ennesimo gesto violento e antidemocratico, si dimostra sempre più convinto di dover radicalizzare lo scontro, ad eccitare il suo popolo e quello degli indecisi, da sempre predisposti ad apprezzare questi osceni e stucchevoli colpi di teatro. Eppure questo "strappo" del programma altrui dimostra una cosa importante: Silvio Berlusconi comincia a "cagarsi addosso". Il leader del centrodestra ci lascia capire di essere stato infastidito e parecchio dai «petardi» del Pd, dalla ventata di novità che questo rappresenta, per la sua capacità di saper parlare in maniera nuova con tutte le categorie e forze sociali di qualsiasi parte d'Italia (e non è un caso il forte successo ottenuto da Veltroni nelle regioni del Nord-Est in questi giorni).  E mentre i pecorones agitavano le bandiere, ecco che partono i balli di gruppo. È toccato a un complesso musicale scaldare la platea del Palalido dove sono presenti circa 8mila persone secondo gli organizzatori. Spazio anche alla musica italiana con «Sarà perché ti amo» dei Ricchi e Poveri e «Boccadirosa» di De André a ritmo di tarantella, e a quella spagnola con un Ricky Martin d’annata.  Gli striscioni e i cori sono tutti per il Cavaliere: «Silvio, Bergamo è con te», «Silvio, sei il nostro Santo» e altre stronzate simili. Ma tanto non c'è differenza tra un congresso di partito di Forza Italia (che tanto non si è mai realmente svolto) ed una puntata di Buona Domenica. La prossima volta però, per fare una cosa più seria, potrebbero direttamente chiamare la Paola Perego a dirigere i lavori interni allo stesso, con Sara Varone pronta ad arringare la folla con una doccia al centro del palco. Tanto in realtà, a questi pecorones, della politica non interessa un fico secco: loro vanno per sventolare la bandiera, per vedere Berlusconi dal vivo, per ballare e cantare, mica per fare politica. La risposta di Veltroni a questo "strappo antidemocratico berlusconiano" è semplicemente perfetta:  «Noi non stracciamo i programmi degli avversari, li leggiamo e li rispettiamo». Prendi e porta  a casa, caro Berlusconi. Un Berlusconi che  imbarca nel suo Carrozzone delle Libertà, alla faccia del lacchè Gianfranco Fini, sempre più gente di "spettacolo": saranno candidati nel PDL (partito che vede al suo interno un'accozzaglia innumerevole di partiti, partitini e movimenti, dai Liberaldemocratici di Dini a De Gregorio, da Bondi e Schifani a Rotondi e  Giovanardi, dal socialista Caldoro al radicale Capezzone, dal repubblicano Nucara alla camerata Mussolini, dai democristiani di Pizza ai pensionati di Fatuzzo, dai circoli della Libertà della Brambilla a Lombardo, per includere, infine gli alleati di sempre, ovvero Bossi, Calderoli e Borghezio che con Lombardo non so proprio che c'azzeccano) personaggi del calibro di Diana De Feo, moglie di Emilio Fede, la figlia di Lorenzo Necci, Alessandra, l'ex fidanzata del fratello Paolo, Katia Noventa, la bella Barbara Matera, già «letteronza» di Mai dire domenica, così come Nunzia De Girolamo, che in Campania i quotidiani i locali descrivono come «la nuova Mara Carfagna. E allora so cazzi...Ma lasciatemi chiudere con alcune parole di Eugenio Scalfari, tratte da "Lo strappo del Palalido": "non era mai accaduto un fatto simile in nessuna campagna elettorale. Quel gesto, quelle parole, quei pezzi di carta svolazzanti in aria fanno piazza pulita di ogni ipotesi di "fair play", di rispetto dell'avversario, di consapevolezza dei problemi del Paese e della loro gravità. Tradiscono un senso di paura per un risultato che ancora pochi giorni fa sembrava assegnare con certezza la vittoria alla destra (perchè di destra conservatrice si tratta, altro che popolare) e che invece comincia ad esser percepito come incerto". Vero Cainà?


22 febbraio 2008

FORZA ITALIA NON CI PRENDESSE PER IL CULO, GRAZIE



Non credevo alle mie orecchie: il Carrozzone delle libertà non avrebbe candidato chi avesse procedimenti penali in corso, o condanne passate in giudicato.
Belle parole, uscite dalla bocca di Sandro Bondi, quello che per il padre-padrone farebbe veramente di tutto e di più, quello che ha la faccia di bronzo di dire qualsiasi cosa gli venga ordinata. Con quella voce caritatevole, con quello sguardo di chi ha visto e toccato con mano l'Unto dal Signore, con quella mente lobotomizzata nel dire solo ciò che va a favore tanto del Berlusconi politico quanto del Berlusconi uomo, Sandro Bondi ha però subito aggiunto testuali parole: "a meno che non si tratti di condanne politiche". E qui allora avevo capito tutto: si trattava di una grande presa per il culo targata Forza Italia e, aggiungo, vista la recente fusione, Alleanza Nazionale. Praticamente lo decide Berlusconi se una condanna è politica o meno, mettendo in discussione il lavoro della magistratura, perno della democrazia di ogni stato civile. Alfredo Vito ha una condanna per 22 casi accertati di corruzione? Non conta, perchè si è trattato di una condanna politica. Ed i 2 anni dati per frode fiscale a Marcello dell'Utri? Si è sempre trattato di una condanna politica.  Vogliamo parlare delle condanne per bancarotta fraudolenta a Giampiero Cantoni o quella per corruzione della GDF a Massimo Berruti, entrambi di Forza Italia?. Non vi potete sbagliare, sono sempre condanne politiche. In parole povere, se un parlamentare è di Forza Italia e viene condannato, si tratterebbe di una condanna politica. Tutto il resto è noia. Ovviamente, un ragionamento del genere, non poteva essere portato avanti in prima persona da Silvio Berlusconi: ci hanno mandato lui, "robottino" Sandro Bondi. Poi stavo pensando ad un'altra faccenda: ma se questi di Forza Italia veramente rinunciassero a candidare quella solita carovana parlamentare di inquisiti e condannati (a parte quelli vittime di processi politici, sic!) chi potrà mai rappresentare i paladini delle libertà alla Camera e al Senato? Dal mondo della televisione ecco spuntare Katia Noventa ed Aida Yespica, si riproporrà Mara Carfagna, con la Gardini, senza dimenticare la Carlucci e la Colli. A quando Iva Zanicchi ministro dell'Economia? Cento, cento, cento, gira la ruota, girala! Ok il prezzo è giusto. Ma per favore, un minimo di serietà.



 

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