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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
28 dicembre 2008

LE BUGIE DI BERLUSCONI SU IMMIGRATI E CLANDESTINI

Bengasi, 30 agosto 2008: Silvio Berlusconi aveva solennemente  firmato con Gheddafi il trattato di «amicizia, partenariato e cooperazione» tra Italia e Libia. Queste le testuali parole del nano di Arcore: "Grazie al trattato siglato oggi, l'Italia potrà vedere ridotto il numero dei clandestini che giungono sulle nostre coste e disporre anche di maggiori quantità di gas e di petrolio libico, che è della migliore qualità". Insomma, Silvio Berlusconi, come promesso durante la campagna elettorale, avrebbe definitivamente sconfitto la piaga dell'immigrazione clandestina. Anche Umberto Bossi affermava: "Va bene l’accordo con la Libia perché la Libia fermerà gli immigrati clandestini invece di mandarli qui". Lampedusa, 28 dicembre 2008: Non si arrestano gli sbarchi di migranti a Lampedusa. Da questa mattina sono state soccorse 57 persone nel canale di Sicilia, due barconi con circa 560 persone a bordo e altri 330 sono stati segnalati a Linosa. Ieri, una settantina di extracomunitari sono stati trasferiti a Crotone, ma la situazione nel centro di prima accoglienza dell'isola è drammatica: negli ultimi giorni sono arrivati circa 1.700 immigrati. E un altro barcone è stato segnalato a 100 miglia a sud di Lampedusa. Siamo a più del doppio degli sbarchi rispetto all'anno precedente e ci si avvia verso la fine dell'anno a cifre assolutamente senza precedenti. Qualcosa non va. Non va nelle politiche berlusconiane e a chi gli da il voto.


25 settembre 2008

ALITAGLIA

E' vero o non è vero che con Romano Prodi si era trovata una soluzione che limitava il numero di cassaintegrati, accollava i debiti all'acquirente (AirFrance) e soprattutto, evitava di mettere le mani nelle tasche degli italiani? Perchè gli italiani hanno creduto alle solite "favole demagogiche" del CAInano? Come è possibile che la gente non capisca come l'uomo Berlusconi, stravolgendo esplicitamente le regole del libero mercato, sia da considerarsi il più degno rappresentante dello statalismo più puro, ovvero del comunismo? Anche il Sole24ore afferma a chiare lettere che il progetto "Prodi" (Air-france per intenderci) era sicuramente migliore e più vantaggioso, non solo per i lavoratori ma anche per tutti gli italiani, rispetto al tanto "strombazzato" Piano Fenice targato Berlusconi e company. Romano Prodi aveva ragione anche questa volta. Ma torneremo sull'argomento non vi preoccupate. Non finisce qui. E intanto la figlia di Berlusconi, Marina, entra nel CDA di MedioBanca. Ma il conflitto d'interessi non esiste. Non esiste per i miei amici pecorones. Guardate il video che vi aiuterà ad aprire le vostre "menti berlusconizzate".


19 agosto 2008

CON BERLUSCONI AL GOVERNO, ADDIO LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE

Ho appoggiato il governo Prodi soprattutto per la sua forza e determinazione nel combattere l'evasione fiscale; forse vi ricorderete anche dei miei innumerevoli post a riguardo (qui lascio il link  per rinfrescarvi la memoria) che mi fecero guadagnare innumerevoli insulti dal popolo fascio-forzista. Inoltre, è inutile che vi stia a parlare degli importanti risultati che la politica economica del governo Prodi aveva raggiunto grazie alla seria lotta all'evasione fiscale che tanti italiani, quelli appartenenti alla categoria "furbetti del quartierino", avevano fortemente osteggiato e che avevano trovato in Silvio Berlusconi il loro "paladino", il loro "conducator". Si parlava di tasse elevate, di troppe tasse: i media berlusconiani non facevano altro che fomentare il popolo italiano contro Prodi e la sua lotta all'evasione fiscale. Eppure, udite udite, da quando Silvio Berlusconi è al governo, le tasse sono rimaste le stesse, hanno la stessa incidenza sulle tasche degli italiani. Nulla è cambiato: le promesse fatte agli italiani in campagna elettorale sono state disattese per l'ennesima volta. Voi vi chiederete: "no è impossibile, Berlusconi ci ha promesso meno tasse e più soldi in tasca, aveva la bacchetta magica, ti pare che ci ha preso per in fondelli di nuovo?". Ebbene, la risposta ve la da il sottoscritto: "non solo le tasse sono rimaste le stesse o meglio hanno la stessa incidenza, ma in aggiunta è stata accantonata la lotta all'evasione fiscale". In pratica, il ministro dell'Economia, il Rag. Ugo Tremonti, ha smantellato l'apparato costruito da Vincenzo Visco che tante soddisfazioni aveva dato ai cittadini onesti. E dire, che in termini di gettito, l'evasione fiscale rappresenta 7 punti percentuali di Pil. Cioè 100 miliardi di euro circa. Soldi che ogni anno lo Stato non incassa e che rappresentano il 15% delle entrate totali. Soldi che qualsiasi altro Stato reclamerebbe. Non il nostro. Che si è mosso, invece, in direzione opposta sotto la bandiera della semplificazione legislativa. Vediamo come. Spoil System: nel luglio scorso Giulio Tremonti ha decapitato l'Agenzia dell'Accertamento rimuovendo il suo direttore centrale Villelm Rossi spedito in Emilia Romagna ad occuparsi del Territorio. Una mansione del tutto estranea alla sua carriera professionale. La defenestrazione di Rossi segue quella del direttore generale dell'Agenzia delle Entrate Massimo Romano avvenuta qualche settimana prima. Romano fu forzatamente indotto alle dimissione in seguito alla pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi e la conseguente denuncia all'autorità giudiziaria. Tracciabilità: con un colpo di spugna il ministro Tremonti ha anche cancellato la tracciabilità degli assegni in chiave antiriciclaggio. Con il precedente governo Prodi tutti i pagamenti verso i professionisti superiori a una certa entità (fissata prima a 1000 poi a 100 euro) dovevano essere fatti senza l'utilizzo dei contanti. Oggi quell'obbligo è stato elevato. Oltre a riaprire la strada all'evasione fiscale, l'innalzamento del limite per uso del contante da 5mila a 12.500 euro è diventato un oggettivo aiuto alle criminose attività di riciclaggio. Elenco clienti-fornitori: una delle poche strade, se non l'unica, per verificare il reddito delle piccole e medie imprese. Le quali, in base ai dati ufficiali del governo Prodi, occultano al Fisco quasi il 55% in più della base imponibile di quanto facciano le grandi aziende (che pure in termini assoluti a causa delle loro dimensioni sono difficilmente raggiungibili). Plusvalenze: nell'articolo 3 della manovra estiva vengono esentate da tassazione le plusvalenze delle persone fisiche derivanti dalla cessione di partecipazioni azionarie, se vengono reinvestite nello stesso settore entro due anni. La norma determina un indebito e rilevante arricchimento di soggetti che hanno svolto attività non di rado speculative. È facilmente eludibile, impossibile da controllare, e determina una distorsione rispetto all'imposta sul reddito, e alla stessa tassazione dei redditi da capitale. Condono individuale: la norma riguarda gli accertamenti operati dalla Guardia di Finanza. Si dà al contribuente, in sostanza, la possibilità di chiudere un verbale di accertamento redatto dalle Fiamme Gialle molto più velocemente e con una drastica riduzione della sanzione complessiva. Anche in questo caso si è parlato di semplificazione ma in realtà si può parlare di un condono individuale permanente. E alla luce di queste vergognose iniziative, noi, cittadini onesti, possiamo purtroppo affermare che la lotta all'evasione fiscale da parte dello Stato è definitivamente tramontata. Gli evasori fiscali, il popolo forzista,  i pecorones ringraziano Silvio Berlusconi. E addio serietà prodiana al governo.


28 luglio 2008

GRAZIE A BERLUSCONI, I PRECARI SARANNO ANCORA PIU' PRECARI

Vi ricordate la ricetta di Silvio Berlusconi per risolvere il problema della precarietà? Sposare suo figlio o un milionario, punto e basta. Altre soluzioni, durante la campagna elettorale, non esistevano. Ora, purtroppo per tutti i precari italiani, una soluzione spunta dal cilindro magico del governo Berlusconi: rendere i precari ancora più precari, favorendo solo e soltanto aziende e industrie. Direte voi: ma che stiamo scherzando? Si tratta del solito fraintendimento berlusconiano? No, a quanto pare sembrerebbe tutto confermato. Vi spiego: l’emendamento in questione annulla di fatto la possibilità per i lavoratori, una volta fatto ricorso al giudice e constatata la irregolarità del rapporto di lavoro, che il contratto a tempo determinato possa essere trasformato a tempo indeterminato. Si fa carta straccia anche della norma che tutelava i lavoratori precari dal ricatto delle dimissioni in bianco. È purtroppo assai diffusa, infatti, la pratica delle lettere di dimissioni già preparate al momento dell’inizio del rapporto di lavoro: in questo modo , quando il precario non serve più, il datore di lavoro poteva allontanarlo senza dover trovare una giusta causa e senza dover pagare nessuna liquidazione. Nessuna speranza di venire regolarizzati nemmeno se si lavorava da precari da anni. Il governo infatti ha modificato anche il Protocollo sul lavoro firmato da parti sociali e Prodi il 23 luglio del 2007. Tante furono le critiche al fatto che dovevano passare 36 mesi (considerati troppi) prima di avere un contratto a tempo indeterminato. Ora anche quello diventa un miraggio (a proposito, vorrei ricordare quando spiegavo ai miei amici comunisti: "meglio ottenere qualcosa piuttosto che niente"). L’azienda, in questo modo, non ha più obbligo di assumere a tempo indeterminato nemmeno chi lavora da tre anni senza garanzie. Il futuro, per noi giovani, da sempre precari, sarà ancora più nero grazie al governo Berlusconi. Vi aveva promesso ville e macchine, veline e un lavoro sicuro: vi ritroverete spogliati anche dei vostri stessi pantaloni. Complimenti a chi ha creduto per la terza volta alle favole demagogiche di Berlusconi. La serietà al governo era altra cosa.


7 luglio 2008

VOGLIONO CANCELLARE LA STORIA E LA RESISTENZA


 
Il governo Berlusconi, oltre che occuparsi dei problemi giudiziari del suo leader, realizzando norme ad hoc per evitargli qualsiasi tipo di processo che lo vede coinvolto (bloccando, a discapito dei cittadini italiani onesti, migliaia di procedure giudiziarie per stupro, furto, sequestro, corruzione, rapina etc etc), ha deciso di scagliarsi pesantemente contro la Resistenza italiana: nello specifico, attraverso il decreto legge n. 112 del 25 giugno 2008, si prevede nel suo articolo 26 la soppressione degli enti inutili fra i quali dovrebbe o potrebbe essere incluso, come segnalato e denunciato in questi ultimi giorni dalla stampa, anche il Museo storico della Liberazione di via Tasso in Roma. Non è inoltre escluso che altri enti e strutture dediti alla custodia e alla valorizzazione della memoria della Resistenza e dell’antitotalitarismo possano essere compresi nella suddetta soppressione. L'Anpi (Associazione nazionale partigiani d'Italia, di cui faccio parte) giustamente in un suo comunicato fa notare: "non è ammissibile e rappresenterebbe un vulnus gravissimo alla storia, alla dignità e all’essenza democratica del nostro Paese un provvedimento di tale natura, anche se esso si risolvesse non nella soppressione del Museo (ed eventualmente di altri enti e strutture analoghe) ma in un mutamento della sua gestione che ne ridimensionerebbe l’attuale funzione testimoniale e didattica, come efficacemente evidenziato dal suo direttore, prof. Antonio Parisella" (qui troverete l'intero documento). Caro Brunetta, prima di definire "inutili" luoghi di memoria di tale importanza, le consiglio di visitarli personalmente: ci sono scritte fatte con le unghie da tanti italiani condannati a morte dalla dittatura nazi-fascista. Vada a vedere di cosa si tratta, poi magari si accorgerà del grave errore che sta compiendo. La storia non si cancella. La Resistenza non si tocca.


8 maggio 2008

SANDRO BONDI, MINISTRO DELLA CULTURA ITALIANA



Sandro Bondi, ex segretario della FGCI (i giovani comunisti per intenderci) ed ex sindaco comunista di Fivizzano, convertito alla religione di Berlusconi per opera di Renato Cascella, è il nuovo ministro della cultura italiana. Avete anche il coraggio di chiedermi chi sia Sandro Bondi? E' l'autore della più importante opera culturale del nuovo secolo: "Una storia italiana", il libro fotografico sulla vita pubblica e privata di Berlusconi spedito, come mezzo di propaganda elettorale in vista delle successive elezioni, a tutte le famiglie italiane (che io, malauguratamente, ho subito cestinato). Altro che la Divina Commedia di Dante; noi italiani del XXI secolo abbiamo "Una storia italiana" di Sandro Bondi. Da lì a poco, ricambiando la fiducia accordatagli da Berlusconi, diventantò negli anni successivi uno dei suoi maggiori sostenitori, esternandogli pubblicamente in più occasioni la propria devozione e fedeltà, anche tramite poesie che ha talvolta letto in alcuni programmi televisivi (in parole povere, se la gioca con Emilio Fede). Ed ora è Ministro della Cultura italiana. Ci rendiamo conto? Ma basta con le inutili polemiche: sarà un piacere per noi "comunisti" ricordarti cosi, con tanto di fazzoletto rosso intorno al collo. Guardate come era, e guardatelo come è adesso (dopo la rivelazione berlusconiana). Buon lavoro Sandro. Anche da parte nostra.



 

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