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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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"LA REPUBBLICA ITALIANA E' FONDATA SUI VALORI DELLA RESISTENZA PARTIGIANA".

"L'AMOR PATRIO E' SEMPRE APPARTENUTO ALLA SINISTRA ITALIANA: DAL RISORGIMENTO ALLA RESISTENZA".


Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
2 ottobre 2008

SUL FILM "MIRACOLO A Sant'ANNA" DI SPIKE LEE

Ci risiamo: i miei amici della destra fascista e forzista hanno confuso per l'ennesima volta la realtà dalla finzione, la storia oggettiva da un semplice film storico "romanzato". Ma andiamo con ordine: nel film, Spike Lee sostiene la versione falsa che la strage di Stazzema, in cui morirono trucidati centinaia di donne e bambini, fu causata da una sentinella partigiana che non aveva avvisato i compagni dell'arrivo delle SS. I soliti fascio-forzisti, figli legittimi di quel mondo fatto di "telenovelas" e "isole dei famosi", penseranno bene di utilizzare suddetto film per "abbeverarsi" di storia (anche perchè mi rendo conto che, per loro, leggere un libro costituisce un'impresa "fascista"): certamente, non si domanderanno se questa storia sia falsa o totalmente inventata. E' ora che qualcuno gli spieghi che il film realizzato da Spike Lee è un film e non un libro di storia da cui apprendere la storia eroica della Resistenza partigiana. Lo stesso regista si scusa dicendo di aver seguito la sceneggiatura (la storia) di James Mc Bride che a sua volta così si giustifica: "Chiedo scusa se ho urtato la suscettibilità e la sensibilità dei partigiani. Ma la mia storia è una finzione, una versione romanzata che scrissi dopo una visita a Sant'Anna di Stazzema dove nessuno parlava più dell'eccidio". Spike Lee ha aggiunto: "Faccio questo mestiere da ventitré anni, sono un artista che prende i suoi rischi, non è che per delle recensioni negative mi suicidi". Ma una tragedia come quella di Stazzema non la si inventa o non la si cambia per fare un film. Come afferma Giorgio Bocca, il migliore giornalista/storico d'Italia: "Spike Lee (il quale ha affermato che  "dopo gli attentati i partigiani fuggivano sulle montagne lasciando la popolazione civile esposta alle rappresaglie tedesche") ha una idea, sia pur labile, di cosa sia la guerra partigiana in ogni tempo e in ogni luogo? E', per l'appunto, ricorrere alla sorpresa, evitare di essere agganciati da un nemico superiore in numero e armi, mordere e fuggire al duplice intento di far del male al nemico e di sopravvivere. Questi sono i fondamentali di ogni resistenza armata, l'alternativa è una sola: rinunciare alla lotta di liberazione, accettare l'attesismo che fa comodo all'occupante". E ancora: "Abbiamo dovuto scegliere subito, sul campo fra attesismo e lotta armata. Chi c'era allora, sul campo, scelse la lotta armata perché l'attesismo era una falsa alternativa, se si stava fermi e zitti e buoni vinceva il nemico nazista, vinceva il terrore". L´Anpi condanna l´idea «di attribuire un ruolo decisivo nella dinamica della strage ad un immaginario partigiano traditore» e dichiara il proprio «sdegno e profonda amarezza» perché «a nessuno è consentito costruire e divulgare verità diverse, insinuando storie o fantasie false ed ingiuriose, che suonano offesa alle vittime, alla memoria, alla coscienza collettiva di un popolo, alla sua storia. Condanniamo nel merito un´operazione artistica che non aveva titolo né potestà di scrivere una pagina tanto falsa e deleteria» e che, conclude l´Anpi, può portare «acqua al mulino del revisionismo». Conclusione? L´arte è libera ma non di stravolgere la realtà storica (una realtà che emerge da oggettivi atti processuali). Ai "fascio-forzisti" dedico un solo consiglio: studiate di più e belate di meno.


4 agosto 2007

CLAUDIO BAROCCI COME GIORGIO BOCCA



La mia stima per Giorgio Bocca è senza limiti: partigiano, fondatore di una delle prime formazioni di Giustizia e Libertà, comandante della Decima Divisione Giustizia e Libertà, operante nella Val Grana, e vice commissario politico della sua zona. Da sempre critico nei confronti di Berlusconi, ha fatto della Resistenza il suo principale ideale, un pò come ho fatto io. Lancia numerosi moniti rivolti alle nuove generazioni, perchè ricordino i valori fondanti della nostra Repubblica (che dite, sarà soddisfatto del sottoscritto? Credo proprio di si). Ultimamente la mia stima nei suoi confronti si è ulteriormente rafforzata in seguito alla lettura della sua opera "Storia dell'italia Partigiana" (consiglio a tutti, pecorones compresi).

Ma veniamo al titolo del post: Claudio Barocci come Giorgio Bocca. Perchè Claudio Barocci, autore del blog di successo "RinascitaNazionale", si è permesso di paragonarsi al grande Giorgio Bocca? Semplice: il sottoscritto, come ho già accennato prima, fonda la propria idea politica e i propri ideali sui valori della Resistenza Italiana, e come il grande Bocca, vede Berlusconi come il male assoluto per la nostra amata Patria.
Volete un esempio concreto?
  Siete presto serviti: vi riporto parte di un mio post : "Avranno mai capito che Silvio Berlusconi, attraverso populismo e demagogia, sta cavalcando proprio gli stessi problemi causati da 5 anni di suo governo sconsiderato, caratterizzato da disastri, fallimenti e recessione economica?
Ecco cosa scrive Bocca, in uno dei suoi ultimi articoli apparso sul "Venerdi di Repubblica": "E intanto tutti fanno i cavoli loro e si lamentano del povero Prodi, che dovendo tenere in piedi la baracca, viene ogni giorno svillaneggiato da chi l'Italia l'ha fatta a pezzi".

Sia Barocci che Bocca affermano, in pratica, la stessa cosa: i forzisti e i fascisti, che l'Italia hanno fatto a pezzi, stanno cavalcando i problemi causati proprio dal loro "mal governare".
Chi può darci torto?



 

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