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RinascitaNazionale
Blog della sinistra italiana, Patriottica e Partigiana (a cura di Claudio Barocci)
 
 
 
 
           
       




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Una d'arme, di lingua, d'altare,
di memorie, di sangue e di cor.

(A. Manzoni, Marzo 1821)



Qui si fa l'Italia o si muore!












"GRAZIE EROI DELLA PATRIA"



 
19 agosto 2008

CON BERLUSCONI AL GOVERNO, ADDIO LOTTA ALL'EVASIONE FISCALE

Ho appoggiato il governo Prodi soprattutto per la sua forza e determinazione nel combattere l'evasione fiscale; forse vi ricorderete anche dei miei innumerevoli post a riguardo (qui lascio il link  per rinfrescarvi la memoria) che mi fecero guadagnare innumerevoli insulti dal popolo fascio-forzista. Inoltre, è inutile che vi stia a parlare degli importanti risultati che la politica economica del governo Prodi aveva raggiunto grazie alla seria lotta all'evasione fiscale che tanti italiani, quelli appartenenti alla categoria "furbetti del quartierino", avevano fortemente osteggiato e che avevano trovato in Silvio Berlusconi il loro "paladino", il loro "conducator". Si parlava di tasse elevate, di troppe tasse: i media berlusconiani non facevano altro che fomentare il popolo italiano contro Prodi e la sua lotta all'evasione fiscale. Eppure, udite udite, da quando Silvio Berlusconi è al governo, le tasse sono rimaste le stesse, hanno la stessa incidenza sulle tasche degli italiani. Nulla è cambiato: le promesse fatte agli italiani in campagna elettorale sono state disattese per l'ennesima volta. Voi vi chiederete: "no è impossibile, Berlusconi ci ha promesso meno tasse e più soldi in tasca, aveva la bacchetta magica, ti pare che ci ha preso per in fondelli di nuovo?". Ebbene, la risposta ve la da il sottoscritto: "non solo le tasse sono rimaste le stesse o meglio hanno la stessa incidenza, ma in aggiunta è stata accantonata la lotta all'evasione fiscale". In pratica, il ministro dell'Economia, il Rag. Ugo Tremonti, ha smantellato l'apparato costruito da Vincenzo Visco che tante soddisfazioni aveva dato ai cittadini onesti. E dire, che in termini di gettito, l'evasione fiscale rappresenta 7 punti percentuali di Pil. Cioè 100 miliardi di euro circa. Soldi che ogni anno lo Stato non incassa e che rappresentano il 15% delle entrate totali. Soldi che qualsiasi altro Stato reclamerebbe. Non il nostro. Che si è mosso, invece, in direzione opposta sotto la bandiera della semplificazione legislativa. Vediamo come. Spoil System: nel luglio scorso Giulio Tremonti ha decapitato l'Agenzia dell'Accertamento rimuovendo il suo direttore centrale Villelm Rossi spedito in Emilia Romagna ad occuparsi del Territorio. Una mansione del tutto estranea alla sua carriera professionale. La defenestrazione di Rossi segue quella del direttore generale dell'Agenzia delle Entrate Massimo Romano avvenuta qualche settimana prima. Romano fu forzatamente indotto alle dimissione in seguito alla pubblicazione on-line delle dichiarazioni dei redditi e la conseguente denuncia all'autorità giudiziaria. Tracciabilità: con un colpo di spugna il ministro Tremonti ha anche cancellato la tracciabilità degli assegni in chiave antiriciclaggio. Con il precedente governo Prodi tutti i pagamenti verso i professionisti superiori a una certa entità (fissata prima a 1000 poi a 100 euro) dovevano essere fatti senza l'utilizzo dei contanti. Oggi quell'obbligo è stato elevato. Oltre a riaprire la strada all'evasione fiscale, l'innalzamento del limite per uso del contante da 5mila a 12.500 euro è diventato un oggettivo aiuto alle criminose attività di riciclaggio. Elenco clienti-fornitori: una delle poche strade, se non l'unica, per verificare il reddito delle piccole e medie imprese. Le quali, in base ai dati ufficiali del governo Prodi, occultano al Fisco quasi il 55% in più della base imponibile di quanto facciano le grandi aziende (che pure in termini assoluti a causa delle loro dimensioni sono difficilmente raggiungibili). Plusvalenze: nell'articolo 3 della manovra estiva vengono esentate da tassazione le plusvalenze delle persone fisiche derivanti dalla cessione di partecipazioni azionarie, se vengono reinvestite nello stesso settore entro due anni. La norma determina un indebito e rilevante arricchimento di soggetti che hanno svolto attività non di rado speculative. È facilmente eludibile, impossibile da controllare, e determina una distorsione rispetto all'imposta sul reddito, e alla stessa tassazione dei redditi da capitale. Condono individuale: la norma riguarda gli accertamenti operati dalla Guardia di Finanza. Si dà al contribuente, in sostanza, la possibilità di chiudere un verbale di accertamento redatto dalle Fiamme Gialle molto più velocemente e con una drastica riduzione della sanzione complessiva. Anche in questo caso si è parlato di semplificazione ma in realtà si può parlare di un condono individuale permanente. E alla luce di queste vergognose iniziative, noi, cittadini onesti, possiamo purtroppo affermare che la lotta all'evasione fiscale da parte dello Stato è definitivamente tramontata. Gli evasori fiscali, il popolo forzista,  i pecorones ringraziano Silvio Berlusconi. E addio serietà prodiana al governo.


12 gennaio 2008

TANA PER GLI EVASORI FISCALI



L'ho sempre sostenuto ed oggi ho avuto ulteriori conferme: la maggior parte dei commercianti non rilascia lo scontrino fiscale e quindi sono degli evasori fiscali.
Soldi intascati in nero, dichiarando la metà dei loro guadagni, per andare in giro con il suv e per non rinunciare alla settimana bianca, a discapito di chi le tasse (soprattutto i lavoratori dipendenti, operai in primis) le paga tutte e sempre. Vi ricordate i miei post a riguardo? Quante scuse dovrei ricevere per gli attacchi ingiustificati e gratuiti ricevuti, molto probabilmente, dagli stessi commercianti, infastiditi dalle mie parole scomode? Ma torniamo alla notizia di oggi: il 70% dei negozi in Italia non sono in regola con l'emissione degli scontrini fiscali, secondo l'Agenzia delle entrate che ha reso noto che nel 2007 sono stati chiusi 1.017 esercizi per non aver emesso lo scontrino. In parole povere: tana per gli evasori fiscali. La Campania è la regione che registra la più alta percentuale di violazioni (84% dei controlli), mentre l'Umbria è la regione «più rispettosa», si fa per dire visto che le infrazioni sono ben il 45%. La Regione che ha visto più serrande abbassate è invece la Sicilia dove la Guardia di finanza ha eseguito 123 provvedimenti di sospensione delle attività, seguita da Veneto e Lazio. Misura che scatta per non aver emesso lo scontrino o la ricevuta fiscale per almeno tre volte. Le attività che registrano più violazioni sono i negozi di abbigliamento, i bar, ristoranti e pizzerie, e i panettieri (quelli che aumentano il prezzo del pane dal giorno alla notte) . «Nei giorni immediatamente successivi ai controlli in una determinata zona, gli incassi di commercianti, ristoratori e discoteche aumentano in media del 20% rispetto ai quindici giorni precedenti alle constatazioni di violazione (vi rendete conto?). Le indagini effettuate in seguito alla scoperta di violazioni di questo tipo, inoltre, hanno fatto emergere un'interessante corrispondenza tra le categorie più propense a non emettere scontrini e quelle più abituate a taroccare gli studi di settore» (non avevamo dubbi). Ora, penso che gli italiani sappiano leggere ed abbiano un cervello funzionante e che "lavori" in modo onesto e coerente. Leggendo queste notizie, cosa vi passa per la testa? Riuscite a capire perchè questo governo è tanto odiato dai furbetti del quartierino e dagli evasori? Prodi ha messo, e continuerà a mettere, il bastone fra le ruote a questa categoria sociale (i commercianti) che guadagna a discapito di tutti gli altri cittadini italiani che pagano le tasse. Berlusconi si fa portavoce di questi furbetti del quartierino. Il risultato? La Confesercenti e la Confcommercio fanno aperte dichiarazioni a favore di un ritorno di Berlusconi, sempre pronto a difendere i loro sporchi interessi. Questa è la società italiana, purtroppo, fatta per metà di evasori e furbetti del quartierino. Berlusconi l'ha capito e si erge a paladino di questa gente. Gente che piagne e fotte, come lui. Ma Prodi li ha tanati, a nome di tutti gli italiani onesti. Ma non è finita qui: arrivano apprezzamenti sui conti pubblici italiani anche dall'Unione Europea. Meglio di cosi, non si può. E non mi stancherò mai di ripeterlo: siamo sicuri di volere un ritorno di Berlusconi? Vogliamo rischiare una recessione economica in stile Argentina e il ritorno dell'illegalità e degli evasori fiscali? Se avete un pò di cervello, la risposta può essere solo una. No. Per cambiare questa Italia, Romano Prodi e la serietà al governo, sono le uniche soluzioni. Basta con le chiacchiere e la demagogia berlusconiana.


3 gennaio 2008

DALLA FINANZA CREATIVA ALLA SERIETA' AL GOVERNO



Correva l'anno 2001 e l'Italia, sfortunatamente, si trovava ad essere guidata dalla vergognosa "banda della finanza creativa" capeggiata da Berlusconi-Tremonti. Dall'Unione Europea fioccavano numerose multe per i conti pubblici disastrati e per tutti gli indici economici sballati. Si parlava di recessione economica. Eppure, il nostro Tremonti, aveva avuto il coraggio di brindare a champagne e mortadella quando, l'ultimo anno, annunciò che il Pil italiano era cresciuto dello 0,1%, affermando che, con un petrolio a 40$ al barile, era un vero e proprio miracolo. Avete capito bene: un miracolo della finanza creativa, che in 5 anni, ha fatto crescere l'Italia in media dello 0,1%, con l'appoggio incondizionato, udite udite, di evasori fiscali e commercianti truffatori (ma non generalizziamo, per piacere). Poi, dal 2006, Romano Prodi ha avuto dagli italiani il compito di risollevare le sorti di un Paese, economicamente parlando, semi-distrutto. Certo, le condizioni favorevoli di un petrolio a 40$ al barile non c'erano più: l'oro nero correva a ritmi incessanti, neanche fosse sopraggiunto un altro 11/09 (tanto "spauracchiato" dalla ditta Tremonti-Berlusconi) per attestarsi in media sui 80$-90$ al barile (proprio ieri è volato sopra i 100$), praticamente più del doppio. Eppure ora, l'economia italiana, grazie alla serietà al governo di Romano Prodi, è decisamente ripartita e continua anche a migliorare la situazione dei conti pubblici italiani. Nel mese di dicembre è stato registrato un avanzo di 15 miliardi di euro, dato che riduce ulteriormente il fabbisogno del settore statale nel 2007. Il fabbisogno scende infatti a 27 miliardi, 7,6 in meno rispetto ai 34,6 del 2006. Il dato è migliore rispetto ai 28 miliardi fissati come obiettivo programmatico e segna il risultato migliore registrato in Italia dal 2000 a oggi (2000 sempre governo di centro-sinistra, ma guarda un pò). Ora, se l'italiano fosse un pò più sveglio e meno manipolato mentalmente dall'armata berlusconiana (vi faccio un esempio: il mediavideo non ha riportato la notizia, anche se però ha messo in prima pagina "il capodanno delle star" e lo stesso Tgcom ha glissato brillantemente il tutto), forse riuscirebbe a capire che l'economia italiana è veramente ripartita, con i conti pubblici tutti in ordine, mai cosi in ordine dal precedente governo di centro-sinistra. Ma allora cosa vogliono veramente gli italiani? Vogliono pensare solo al loro orticello? Vogliono fare i furbetti del quartierino a vita, far tornare Berlusconi, e non pensare al bene comune? E mi dispiace per tante persone che si lasciano abbindolare sistematicamente dalle parole del tronchetto con la bandana, ma i fatti, o meglio, i dati economici, parlano chiaro. Mi rendo conto che, svegliarvi dal vostro dolce sonno, potrebbe crearvi seri problemi esistenziali, eppure, per una vostra onestà intellettuale, sarebbe bene che apriate gli occhi una volta per tutte. Vogliamo davvero correre il rischio che Berlusconi e Tremonti tornino a fare danni all'economia italiana? Bhè, credo proprio di no, dopo questi risultati non ce lo possiamo proprio permettere. Caro Romano, anche se ormai con una maggioranza minima, continua cosi. La storia parlerà degli ottimi risultati economici ed internazionali che hai conseguito in questi due anni. Le chiacchiere e la demagogia, le lasciamo a Berlusconi ed ai suoi pecorones. Confido che un giorno smettano di fare i tifosi incondizionati del loro padre-padrone...un giorno, forse lontano, ma un giorno si sveglieranno.


27 dicembre 2007

IL RESOCONTO POLITICO DI ROMANO PRODI (E QUELLO DEL SOTTOSCRITTO)



Ho appena finito di ascoltare la tradizionale conferenza stampa di fine anno tenuta a Villa Madama dal presidente del Consiglio Romano Prodi e, tirando le somme, sono rimasto decisamente più che soddisfatto. Da quasi due anni, cerco di spiegare ai numerosi lettori di questo blog, il programma "generale" del governo Prodi, che, partendo da una prima finanziaria di aggiustamento dei conti pubblici, lasciati disastrati dal governo Berlusconi, e di crescita del Pil e quindi di sviluppo economico (ricordiamo che ora l'economia italiana cresce a ritmi del 2%, mentre con Berlusconi si brindava ad un misero 0,1%) si sta ora passando alla fase di redistribuzione, una redistribuzione che non ha niente di "miracolato" o di demagogico, ma piuttosto rispondente al concetto di "serietà al governo", caratterizzata dal non fare il passo più lungo della gamba. E' da quando ha vinto le elezioni che Berlusconi parla di spallata e di fine del governo Prodi. Eppure, è sempre lì, in sella a Palazzo Chigi, contro tutti e tutto (dagli avversari politici ai suoi stessi alleati, dalle lobby alla disinformazione mediatica).  Prodi non molla e guarda avanti: "L'Italia è un Paese che si è rimesso a camminare e che è uscito dalle emergenze. Lo dicono tutti i numeri. la crescita si attesta da due anni attorno al 2% e il debito sta calando costantemente. Chiuderemo l'anno col un deficit molto più basso del previsto: sotto il 2%, cifra inferiore a tutte le previsioni»", così ha esordito nel presentare il resoconto delle attività di Governo per il 2007. E già solo per questi dati meriterebbe di essere riconfermato alle prossime elezioni, ma andiamo avanti. Continua realisticamente: "Ma le cifre non sono il solo problema, esiste anche una crisi legata alla mancanza di fiducia, che impedisce di camminare spediti. E' fondamentale essere rientrati sotto i parametri che chiedeva l'Europa. un risultato che ci permette di pensare a politiche di programmazione più efficaci. Eppure questo dato non ha cambiato le difficoltà di molte famiglie. Ma la messa in ordine delle nostre casse ci permetterà a fine legislatura di scendere sotto il 100% nel rapporto deficit/Pil , e questo permetterà di liberare risorse per le famiglie, per l'ambiente e per la sicurezza". Niente sparate berlusconiane, niente populismo o demagogia spicciola. Ma un'analisi attenta della realtà, che grazie al suo operato è decisamente migliorata (e badate bene, dico al suo operato, perchè nessun partito lo ha mai veramente aiutato, nessuno, tutti intenti a difendere i loro interessi e il loro consenso). Ma passiamo ad esaminare i vari temi trattati dal premier Romano Prodi:

CRIMINALITA'- «Il 2007 è stato anche l'anno della rimonta contro la mafia. Ma è importante non abbassare la guardia. Comunque il clima è cambiato e in Sicilia molti cittadini hanno trovato la forza di rialzare la testa. Lo Stato non si fermerà nella lotta alla mafia e alla camorra». 

LAVORO - Il tasso di disoccupazione in Italia è il più basso «da 25 anni, nettamente sotto la media europea» ha detto Prodi. Secondo il premier, però, ancora nel Sud «un lavoro pulito e onesto resta per molti un sogno».Prodi ha ricordato la lotta l lavoro nero e l'abolizione dello scalone. Un accenno anche alla sicurezza sul lavoro, definita una grande emergenza nazionale. «Le camere hanno approvato un disegno per questo problema: ora gli strumenti devono diventare operativi e ognuno dovrà prendersi le proprie responsabilità». 

WELFARE- «Siamo un Paese che invecchia. le famiglie vanno aiutate. La Finanziaria ha stanziato 800 milioni per le famiglie, che comprende investimenti per gli asili ma anche per gli anziani non autosufficienti».

REDISTRIBUZIONE DEL REDDITO- «Il 2007 è stato anche l'anno del tesoretto». «L'extra gettito è stato usato per aumentare le pensioni e per l'extra.-bonus di 150 euro, che non è una panacea ma è un primo segnale per la redistribuzione del reddito, un problema che va urgentemente affrontato».

POLITICA ESTERA - Il Premier, dopo aver ricordato i riconoscimenti ricevuti dall'estero le politiche internazionali dell'Italia ha invitato a «uno sguardo meno concentrati su se stessi». 

PROGRAMMI PER IL 2008 - «Dovrà essere l'anno in cui proiettiamo l'Italia nel futuro» ha detto Prodi:. «Ho ben chiare quali sono le politiche e le azioni da adottare. Grazie alla straordinaria azione contro l'evasione fiscale pensiamo che non meno di 20-21 miliardi di euro siano rientrati e questa proseguirà anche nel prossimo anno. Ma la vera sfida è l'efficienza della pubblica amministrazione, che va fatta marciare più speditamente, va resa più snella, più leggera e meno costosa» 

ENTI PREVIDENZIALI - «Vogliamo riformare profondamente gli enti previdenziali, a partire da gennaio.Questo comporterà un risparmio di qualche miliardo di euro. Sempre dal 2008 diminuiremo ancora il numero eccessivo di adempimenti burocratici. L'anno prossimo sarà possibile fare una sola comunicazione obbligatoria per il lavoro e lo stesso per le imprese». 

AMBIENTE- «Doteremo di pannelli solari tutti gli edifici pubblici, tranne quelli di valore storico, a partire dalle scuole. Sarà obbligatorio anche adottare lampade a basso consumo energetico. dal 2011 saranno in vendita in Italia solo lampadine a ridotto consumo energetico. Risparmi ci saranno anche sullo spreco di carta». 

CRESCITA - «Bisogna ridare fiato alla ricerca, per cui stiamo studiando le modalità di finanziamento per rinnovare le dotazioni dei laboratori scientifici delle scuole e poi bisognerà accelerare i tempi per l'assunzione dei 3mila ricercatori in attesa». 

SALARI - «In Italia c'è un problema di reddito per i lavoratori i cui salari hanno perso molto potere d'acquisto, al punto che anche lo sviluppo del paese ne risente negativamente. Bisogna agire prontamente, ma prima è necessario che cresca anche la redditività e che siano ridotte le imposte sui salari medio-bassi». 

TASSAZIONE RENDITE FINANZIARIE - La tassazione delle rendite finanziarie resta nell'agenda del governo. «Il governo ci sta lavorando» ha detto Prodi. «E rimangono nel programma di governo che è un programma quinquennale e sono passati solo 18 mesi».

GOVERNO CADE CON VOTO SFIDUCIA, NON CON ALTRI STRUMENTI - Sollecitato da un giornalista sulle recenti dichiarazioni di Dini, secondo il quale il governo non ha più i numeri per andare avanti. Prodi ha risposto: «Un governo si abbatte con un voto di sfiducia, non ci sono altri strumenti, non con le dichiarazioni o le interviste».

Quoto tutte le sue parole, cari lettori del mio blog, e non mi stancherò mai di ripetere che con una maggioranza cosi esigua e dal punto di partenza in cui si trovava l'Italia dopo 5 anni di berlusconismo, è stato fin troppo fatto, coerentemente ed onestamente. Volevate di più? Bhè, i miracoli non esistono e sicuramente la stessa società italiana, composta generalmente da lobbisti ed affaristi (piccoli o grandi che siano), "pecorones" ed evasori fiscali, non ha aiutato a costruire un'Italia migliore. E' stato fatto più del possibile secondo me. Ora Dini vuole far cadere il governo? Bene, si prenda questa responsabilità ma si prepari anche a darci delle plausibili argomentazioni (la storia della spesa mi sembra pesantemente ridicola, visti i progressi generali della totalità dei conti pubblici). Forse, un Paese come l'Italia, composto da persone che pensano sistematicamente  a come ingannare il prossimo, per coltivare al meglio il proprio "orticello", si merita un padre-padrone come Berlusconi che, avendo capito questo, finirà di costruire (o distruggere) un Paese a sua immagine e somiglianza, dove l'unica verità sarà il suo verbo e dove, l'unica libertà, sarà quella di ripetere lo stesso. Prodi è troppo avanti per noi italiani.


23 luglio 2007

ECCO GLI EVASORI FISCALI...



Vi ricordate il mio
post sullo "scontrino fiscale tanto odiato dai commercianti"? E tutti i miei amici forzisti che dicevano che mi sbagliavo, i commercianti (come è noto votano in gran parte per Forza Italia) fanno sempre gli scontrini, la pravda, sei comunista, brigatista, Bossi sei un mito, Berlusconi salvaci tu e i soliti commenti demagogici made in Libero privi di un qualche fondamento intellettuale?
Ebbene, vi riporto una notizia che da maggiore importanza alle mie considerazioni-denuncia riguardo la non buona fede di parecchi commercianti romani (inclusi gli ambulanti): nei primi sei mesi dell'anno le pattuglie del comando provinciale della guardia di finanza, hanno setacciato la capitale, controllando oltre 8517 esercizi commerciali, di cui 3485 hanno dato ancora esito irregolare, ovvero il 40,9% (praticamente 1 su 2 è irregolare). Tra le attivita' ispezionate, i ristoranti e pizzerie hanno fatto registrare irregolarita' per il 26%, gli ambulanti di alimentari e bevande per il 20%, i bar e caffe' per il 18%, gli ambulanti di tessuti e abbigliamento per il 15%, mentre gli alimentari si sono attestati intorno al 11%; il restante 10% delle violazioni sono state consumate da alcune altre categorie economiche quali call center, articoli da regalo, cartolerie, casalinghi, lavanderie, fotografi, pasticcerie, panifici, profumerie tabacchi fino agli alberghi (quelli che chiedono il bonus fiscale). Le operazioni della guardia di finanza sono state organizzate e condotte nell'ottica di non limitare l'azione di controllo al solo aspetto fiscale, ma si e' estesa sul versante del "lavoro nero", con esiti che hanno riguardato anche l'immigrazione clandestina. E' cosi' emerso che una parte degli esercizi attenzionati sfruttavano manodopera irregolarmente assunta, per un totale di 1825 dipendenti. (avete capito? immigrazione clandestina: sputano contro gli immigrati dalla mattina alla sera, eppoi sono i primi ad assumerli in nero; vergogna!).
Ebbene, questo è un altro post che denuncia l'irregolarità di tutti quei commercianti che, come avevo scritto nell'articolo precedente, continuano nel loro modus vivendi, spiegato alla perfezione dalla famosa frase: "lo vede signò che mi tocca fare? devo pure ricordarmi di mettere il rotolino di carta dentro la cassa, senno viene er Mortadella che ci fa la multa, ma se po dico io?" . Un modus vivendi da evasore, che spero venga eliminato al più presto: non possiamo pagare le tasse per queste "personcine" qua.

Ricordatevi sempre di chiamare la finanza se non vi fanno lo scontrino: è un nostro diritto-dovere.
Ovviamente, rileggete questi post ad-hoc e cercate di aprire gli occhi una volta per tutte.



 

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